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Ho visto Benito Mussolini


  • Per cortesia connettiti per rispondere
30 risposte a questa discussione

#1 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 03:06

Eh già. Uno avrebbe avuto piacere a sognare Cleopatra o Poppea, se proprio proprio, e invece no, Mussolini.

Alla faccia di chi mi dava del comunista: i comunisti sognano il duce? Anche no, giusto? E allora.

Va beh, battute a parte, non ho proprio idea di come introdurre questo sogno che ho fatto l'altro giorno, lo posto in "Esperienze" perché non credo abbia valenza interpretativa e psicologica, non in questo caso e nelle sue forme, è un sogno che si presenta "senza discutere", senza contrattazioni e senza significati nascosti, a mio parere... però non so, si dice che un sogno non interpretato sia come una lettera non letta, io però la lettera l'ho letta eccome, solo che non ho riconosciuto la lingua in cui è stata scritta. O giù di lì. Oppure boh.

Non credo negli spiriti, comunque, e anche se vi credessi, dubito assai che proprio a me, fra tanti, debba presentarsi proprio il suo, di spirito, fra tanti :D

Però stranamente, in qualche misura m'ha fatto ugualmente piacere. E poi, c'era un'abissina niente male, ma in quel senso eviterò dettagli inopportuni :D

 

Il sogno si apriva in una stradina poco illuminata, di notte, lastricata dai classici sanpietrini da centro storico o giù di lì.

Parlo al passato perché è più comodo, nonostante il "fatto" sia avvenuto appena l'altro giorno, ma sembra che già sia passato assai di più.

Non ricordo alcun odore specifico, tuttavia sul momento credetti di sentire un profumo non necessariamente sgradevole, un aroma stantio, come di vecchio; passando sotto un lampione, all'imbocco di un vicolo, notai che il fascio di luce illuminava la sagoma di una ragazza intenta a trascinare uno scatolone, era da quello scatolone che proveniva l'odore, sicché m'avvicinai per sbirciare: la scatola di cartone era piena di sabbia rossa, o forse era una sorta di spezia.

Chiesi allora alla giovane, visibilmente affaticata, perché stesse portando da sola un simile peso e se per caso volesse una mano.

La guardai bene: indossava degli stracci tutti rattoppati dello stesso colore della sabbia ed aveva la pelle color caramello, dei capelli ricci, morbidi e neri come la notte, al pari degli occhi. Mi rispose che stava portando la scatola come regalo di scuse a un amico, in realtà era "una spezia molto cara" (cito testualmente.)

Mi proposi allora, da buon gentiluomo, di aiutarla a completare la consegna e caricai lo scatolone sulle spalle, lei accettò di buon grado il mio aiuto.

Lungo il tragitto, senza ch'io la interrogassi, lei si presentò, e già da qui qualcosa, fossi stato un attimino più lucido, avrei potuto intuirla; non mi diede il nome "reale", bensì chiese di chiamarla col soprannome che le aveva dato il suo amico, ossia "Faccetta Nera."

Prima che potessi risponderle, comunque, eravamo già arrivati - Faccetta Nera si fermò davanti ad un grosso scatolone pieno di stracci, circondato da alcuni bambini intenti a fissarne l'interno incuriositi. "Guarda, si muove!" Diceva qualcuno.

 

Feci appena in tempo a posare lo scatolo delle spezie in terra (avevo cominciato a sentirne il peso, strano a dirsi) che dagli stracci sbucò all'improvviso un uomo, già piegato in due dalle risate per lo spavento che aveva fatto prendere ai bambini, che infatti si erano volatilizzati.

"Zio, allora fai ancora questi scherzi..." Disse Faccetta Nera, al ché l'uomo rispose: "Quelle pesti vengono ogni notte a graffiarmi il portone, o questo o il confino."

Non mi suonò come una battuta, ma Faccetta Nera si mise a ridere così mi parve opportuno accennare anch'io una risata di cortesia.

L'uomo a quel punto mi rivolse uno sguardo torvo: "Non ridere se non vuoi ridere!" Esclamò. Aveva la testa pelata e un aspetto robusto mentre s'avvicinava allo scatolone che avevo posato per terra, ed indossava una divisa militare: "Dimmi il tuo nome."

Mi presentai facendo nome e cognome, già che c'ero, spiegai anche le circostanze che mi avevano condotto a incontrarlo, subito la sua risposta: "Troppo lungo!" e rivolto a Faccetta Nera disse: "Mi ricorda quel demente di mio genero! Però ha le braccia forti, bene..."

L'uomo, che ormai avevo già riconosciuto ma senza esserne tanto sorpreso, cominciò a frugare nello scatolone di stracci che aveva usato per lo scherzo e ne tirò fuori una camicia... ovviamente, nera :D perfettamente stirata. La scena dopo, la stavo già indossando e l'argomento era cambiato.

 

Faccetta Nera si stava scusando con Benito, che aveva caricato in spalla lo scatolone si spezie: "Zio... si è rotto, non ho potuto aggiustarlo..." 

Non capivo di cosa parlassero e per non farsi sentire da me, ancora presente, la ragazza abbassò la voce mentre Benito mi fece cenno con la mano di allontanarmi di qualche passo: mentre lei spiegava, lui ascoltava e annuiva senza guardarla in volto, alla fine si girò verso di me.

"Non è cosa normale che una bella ragazza vesta di stracci, tu lì cosa ci sei a fare? Muoviti e porta qualcosa di decente da indossare per l'abissina!"

Mi disse, non sembrava ammettere repliche così m'avvicinai allo stesso scatolone di stracci da cui lui stesso aveva preso la camicia, che però a quanto pare non andava più bene, sicché mi sgridò di nuovo e lanciandomi un mazzo di chiavi, mi disse: "Avanti! Apri il portone e cerca qualcosa nell'armadio di mia moglie."

In realtà mi bastò aprire il portone e allungare la mano a vuoto per afferrare qualcosa, un lungo abito nero, coi bordi ricamati.

Benito mi rivolse un'altra occhiataccia dopo che gli avevo consegnato il vestito: "Mentre lei si cambia, noi andiamo a farci una passeggiata." Dichiarò.

Un po' controvoglia, decisamente controvoglia, lo seguii gettando di tanto in tanto uno guardo indietro, verso Faccetta Nera che nel frattempo, comunque, s'era già cambiata e se ne stava a braccia conserte ad aspettare.

Arrivammo ad un piccolo bar, "ormai" s'era fatta l'alba, e ci sedemmo a prendere un caffè. Lo zio sembrava un po' a disagio a starsene così, in quel locale praticamente vuoto: "Tu però me lo devi dire, almeno tu che sei sincero, le cose come vanno!"

Gli risposi, sicuro che al momento sapessi di cosa si stava parlando, che secondo me era stato tutto "abbastanza inutile, dannoso anzi. Te l'ho già detto zio, era meglio (di no.)"

Benito replicò sorridente: "Non ce ne dobbiamo più preoccupare, molto meglio così che in altro modo. Perdono anche te."

 

Le ultime due scene sono un po' convulse.

La scena dopo, io e Faccetta Nera eravamo in riva al mare, ricordo perfettamente la sabbia sotto il sedere addirittura :asdsi: e lei con indosso l'abito lungo che le avevo procurato "prima"; mi mostrava desolata un ramo di legno spezzato con dei fili legati: "Mi sono arrabbiata e l'ho rotto."

Io scossi la testa e mi presi tutta la colpa: "Allo zio dico che l'ho rotto io, ci teneva no...? Sì a te non dice niente, facciamo che però è colpa mia."

Non so dire cosa fosse quel pezzo di legno, forse una fionda o uno strumento musicale, ma questo l'ho pensato solo a posteriori, sul momento ero convinto fosse qualcosa di importante: "Non è solo questo che si è rotto, (qui) si rompe tutto."

Fra parentesi metto le parole che i personaggi "si mangiano" mentre parlano ma che comunque si sentono pronunciate.

A quel punto poi... accade altro, - censura censura censura - :asdsi:

 

Nell'ultima scena del sogno, io e Benito ci trovavamo in una tenda e lui inveiva furioso: "Hai la memoria corta, tu! Io però le promesse non le dimentico!"

Gli risposi, seduto a un tavolo con dei libriciattoli e una cartina davanti, che "ho fatto anch'io una promessa, voi poi cosa ci perdete..."

Di nuovo furibondo, lo zio batté un pugno sul tavolo: "Tutto! (E') già perso, doveva essere facile! Chi l'aveva detto? Tu! Traditore..."

Allora m'arrabbiai anch'io e presi a camminare avanti e indietro per la tenda: "Un proiettile, zio, me ne devi dare (solo) uno in più. Non mi servono quei cartoni rotti dei (nostri) (...) e allora al diavolo! Loro e quella ferraglia, non si tengono in piedi, è demenziale... come pretendi (...)"

Dall'ingresso della tenda vidi entrare di corsa Faccetta Nera che si teneva la pancia con un sorriso, era come se fosse intervenuta a sedare il litigio; lo zio capì al volo e cambiò subito umore: "Una lira in più, e questo demente diventa ricco all'improvviso! Nemmeno per tutto l'oro dei biondi..." Disse scherzando riferito a me.

 

Eeeee va beh, questo è quanto. Poi mi son svegliato con "Faccetta Nera" nelle orecchie :bb:


  • UffaLaMuffa piace questo

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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#2 Furor

Furor

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Inviato 26 luglio 2018 - 03:18

Ehhhh. Ma come fai a ricordare tutti questi dialoghi cavolo! Io è già tanto se mi ricordo una frase, quando va bene. Al massimo qualche parola, nei sogni :arg:
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#3 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 03:57

I dialoghi sono una parte importante dei miei sogni, non è raro che ne ricordi tanti, anche se alle volte in maniera confusa.


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#4 Furor

Furor

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:31

Beato. Nei miei sogni pochissimi dialoghi, giusto qualche scambio se sono fortunata. Che tanto ne dimentico la metà appena sveglia, quindi :roll:

#5 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:34

Basta allenarsi con un diario per ricordarli, dopo un po' viene automatico.


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#6 Furor

Furor

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:36

Ehhhh no. Ci ho pensato mille volte ma poi non lo faccio mai. Sia mai che mi sogno qualche dittatore pure io e mi tocca pure ricordarlo.

#7 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:39

Beh, non è un ricordo spiacevole dai.

Magari a te capita Stalin.


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#8 Furor

Furor

    Guest Mode

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:46

Perché sei un po' mussoliniano, la sotto, nei visceri :arg:

Mi interesso relativamente di storia e/o politica. Più facile che sogni Aleyster C. o Freddy Mercury.

#9 Shory

Shory

    Utente Junior Plus

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:50

Eh già. Uno avrebbe avuto piacere a sognare Cleopatra o Poppea, se proprio proprio, e invece no, Mussolini.

Alla faccia di chi mi dava del comunista: i comunisti sognano il duce? Anche no, giusto? E allora.

Va beh, battute a parte, non ho proprio idea di come introdurre questo sogno che ho fatto l'altro giorno, lo posto in "Esperienze" perché non credo abbia valenza interpretativa e psicologica, non in questo caso e nelle sue forme, è un sogno che si presenta "senza discutere", senza contrattazioni e senza significati nascosti, a mio parere... però non so, si dice che un sogno non interpretato sia come una lettera non letta, io però la lettera l'ho letta eccome, solo che non ho riconosciuto la lingua in cui è stata scritta. O giù di lì. Oppure boh.

Non credo negli spiriti, comunque, e anche se vi credessi, dubito assai che proprio a me, fra tanti, debba presentarsi proprio il suo, di spirito, fra tanti :D

Però stranamente, in qualche misura m'ha fatto ugualmente piacere. E poi, c'era un'abissina niente male, ma in quel senso eviterò dettagli inopportuni :D

 

Il sogno si apriva in una stradina poco illuminata, di notte, lastricata dai classici sanpietrini da centro storico o giù di lì.

Parlo al passato perché è più comodo, nonostante il "fatto" sia avvenuto appena l'altro giorno, ma sembra che già sia passato assai di più.

Non ricordo alcun odore specifico, tuttavia sul momento credetti di sentire un profumo non necessariamente sgradevole, un aroma stantio, come di vecchio; passando sotto un lampione, all'imbocco di un vicolo, notai che il fascio di luce illuminava la sagoma di una ragazza intenta a trascinare uno scatolone, era da quello scatolone che proveniva l'odore, sicché m'avvicinai per sbirciare: la scatola di cartone era piena di sabbia rossa, o forse era una sorta di spezia.

Chiesi allora alla giovane, visibilmente affaticata, perché stesse portando da sola un simile peso e se per caso volesse una mano.

La guardai bene: indossava degli stracci tutti rattoppati dello stesso colore della sabbia ed aveva la pelle color caramello, dei capelli ricci, morbidi e neri come la notte, al pari degli occhi. Mi rispose che stava portando la scatola come regalo di scuse a un amico, in realtà era "una spezia molto cara" (cito testualmente.)

Mi proposi allora, da buon gentiluomo, di aiutarla a completare la consegna e caricai lo scatolone sulle spalle, lei accettò di buon grado il mio aiuto.

Lungo il tragitto, senza ch'io la interrogassi, lei si presentò, e già da qui qualcosa, fossi stato un attimino più lucido, avrei potuto intuirla; non mi diede il nome "reale", bensì chiese di chiamarla col soprannome che le aveva dato il suo amico, ossia "Faccetta Nera."

Prima che potessi risponderle, comunque, eravamo già arrivati - Faccetta Nera si fermò davanti ad un grosso scatolone pieno di stracci, circondato da alcuni bambini intenti a fissarne l'interno incuriositi. "Guarda, si muove!" Diceva qualcuno.

 

Feci appena in tempo a posare lo scatolo delle spezie in terra (avevo cominciato a sentirne il peso, strano a dirsi) che dagli stracci sbucò all'improvviso un uomo, già piegato in due dalle risate per lo spavento che aveva fatto prendere ai bambini, che infatti si erano volatilizzati.

"Zio, allora fai ancora questi scherzi..." Disse Faccetta Nera, al ché l'uomo rispose: "Quelle pesti vengono ogni notte a graffiarmi il portone, o questo o il confino."

Non mi suonò come una battuta, ma Faccetta Nera si mise a ridere così mi parve opportuno accennare anch'io una risata di cortesia.

L'uomo a quel punto mi rivolse uno sguardo torvo: "Non ridere se non vuoi ridere!" Esclamò. Aveva la testa pelata e un aspetto robusto mentre s'avvicinava allo scatolone che avevo posato per terra, ed indossava una divisa militare: "Dimmi il tuo nome."

Mi presentai facendo nome e cognome, già che c'ero, spiegai anche le circostanze che mi avevano condotto a incontrarlo, subito la sua risposta: "Troppo lungo!" e rivolto a Faccetta Nera disse: "Mi ricorda quel demente di mio genero! Però ha le braccia forti, bene..."

L'uomo, che ormai avevo già riconosciuto ma senza esserne tanto sorpreso, cominciò a frugare nello scatolone di stracci che aveva usato per lo scherzo e ne tirò fuori una camicia... ovviamente, nera :D perfettamente stirata. La scena dopo, la stavo già indossando e l'argomento era cambiato.

 

Faccetta Nera si stava scusando con Benito, che aveva caricato in spalla lo scatolone si spezie: "Zio... si è rotto, non ho potuto aggiustarlo..." 

Non capivo di cosa parlassero e per non farsi sentire da me, ancora presente, la ragazza abbassò la voce mentre Benito mi fece cenno con la mano di allontanarmi di qualche passo: mentre lei spiegava, lui ascoltava e annuiva senza guardarla in volto, alla fine si girò verso di me.

"Non è cosa normale che una bella ragazza vesta di stracci, tu lì cosa ci sei a fare? Muoviti e porta qualcosa di decente da indossare per l'abissina!"

Mi disse, non sembrava ammettere repliche così m'avvicinai allo stesso scatolone di stracci da cui lui stesso aveva preso la camicia, che però a quanto pare non andava più bene, sicché mi sgridò di nuovo e lanciandomi un mazzo di chiavi, mi disse: "Avanti! Apri il portone e cerca qualcosa nell'armadio di mia moglie."

In realtà mi bastò aprire il portone e allungare la mano a vuoto per afferrare qualcosa, un lungo abito nero, coi bordi ricamati.

Benito mi rivolse un'altra occhiataccia dopo che gli avevo consegnato il vestito: "Mentre lei si cambia, noi andiamo a farci una passeggiata." Dichiarò.

Un po' controvoglia, decisamente controvoglia, lo seguii gettando di tanto in tanto uno guardo indietro, verso Faccetta Nera che nel frattempo, comunque, s'era già cambiata e se ne stava a braccia conserte ad aspettare.

Arrivammo ad un piccolo bar, "ormai" s'era fatta l'alba, e ci sedemmo a prendere un caffè. Lo zio sembrava un po' a disagio a starsene così, in quel locale praticamente vuoto: "Tu però me lo devi dire, almeno tu che sei sincero, le cose come vanno!"

Gli risposi, sicuro che al momento sapessi di cosa si stava parlando, che secondo me era stato tutto "abbastanza inutile, dannoso anzi. Te l'ho già detto zio, era meglio (di no.)"

Benito replicò sorridente: "Non ce ne dobbiamo più preoccupare, molto meglio così che in altro modo. Perdono anche te."

 

Le ultime due scene sono un po' convulse.

La scena dopo, io e Faccetta Nera eravamo in riva al mare, ricordo perfettamente la sabbia sotto il sedere addirittura :asdsi: e lei con indosso l'abito lungo che le avevo procurato "prima"; mi mostrava desolata un ramo di legno spezzato con dei fili legati: "Mi sono arrabbiata e l'ho rotto."

Io scossi la testa e mi presi tutta la colpa: "Allo zio dico che l'ho rotto io, ci teneva no...? Sì a te non dice niente, facciamo che però è colpa mia."

Non so dire cosa fosse quel pezzo di legno, forse una fionda o uno strumento musicale, ma questo l'ho pensato solo a posteriori, sul momento ero convinto fosse qualcosa di importante: "Non è solo questo che si è rotto, (qui) si rompe tutto."

Fra parentesi metto le parole che i personaggi "si mangiano" mentre parlano ma che comunque si sentono pronunciate.

A quel punto poi... accade altro, - censura censura censura - :asdsi:

 

Nell'ultima scena del sogno, io e Benito ci trovavamo in una tenda e lui inveiva furioso: "Hai la memoria corta, tu! Io però le promesse non le dimentico!"

Gli risposi, seduto a un tavolo con dei libriciattoli e una cartina davanti, che "ho fatto anch'io una promessa, voi poi cosa ci perdete..."

Di nuovo furibondo, lo zio batté un pugno sul tavolo: "Tutto! (E') già perso, doveva essere facile! Chi l'aveva detto? Tu! Traditore..."

Allora m'arrabbiai anch'io e presi a camminare avanti e indietro per la tenda: "Un proiettile, zio, me ne devi dare (solo) uno in più. Non mi servono quei cartoni rotti dei (nostri) (...) e allora al diavolo! Loro e quella ferraglia, non si tengono in piedi, è demenziale... come pretendi (...)"

Dall'ingresso della tenda vidi entrare di corsa Faccetta Nera che si teneva la pancia con un sorriso, era come se fosse intervenuta a sedare il litigio; lo zio capì al volo e cambiò subito umore: "Una lira in più, e questo demente diventa ricco all'improvviso! Nemmeno per tutto l'oro dei biondi..." Disse scherzando riferito a me.

 

Eeeee va beh, questo è quanto. Poi mi son svegliato con "Faccetta Nera" nelle orecchie :bb:

 

la prossima volta prima di andare a dormire prendi un digestivo :icon_biggrin:


  • skynight e Lunanerina piace questo

#10 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 26 luglio 2018 - 04:54

ma praticamente tu eri il nipote di Mussolini?

#11 Furor

Furor

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Inviato 26 luglio 2018 - 04:58

La ragazza lo chiamava Zio, a Benny.

Nehe era simile al genero, a detta di Benny.

#12 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
  • Ospiti

Inviato 26 luglio 2018 - 05:02

La ragazza lo chiamava Zio, a Benny.

Nehe era simile al genero, a detta di Benny.


e quindi lo chiamava zio.

comunque un sogno molto dettagliato e sembra anche coinvolgente, censurando. :asdsi:

#13 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 05:05

Perché sei un po' mussoliniano, la sotto, nei visceri :arg:

Mi interesso relativamente di storia e/o politica. Più facile che sogni Aleyster C. o Freddy Mercury.

 

 

Aleyster e Freddy nello stesso sogno sarebbero un incubo :asdsi:

E no assolutamente :bb: Non mi ritengo né fascista né mussoliniano, però mi ha fatto piacere incontrarlo, si respirava un'aria "di famiglia."

 

la prossima volta prima di andare a dormire prendi un digestivo :icon_biggrin:

 

 

Non mangio mai pesante prima di andare a dormire.

Poi... se proprio devo fare una battuta squallida, e la farò, quello con lo stomaco sottosopra doveva essere lui :arg:

 

ma praticamente tu eri il nipote di Mussolini?

 

 

Forse "zio" era un termine più affettivo che altro, di certo l'abissina non era sua nipote naturale  :D

 

La ragazza lo chiamava Zio, a Benny.

Nehe era simile al genero, a detta di Benny.

 

 

Credo che i vari segmenti temporali fossero mescolati nel sogno, non erano espressi in maniera lineare.

"Benny" mi piace, lo zio Benny... 

 

e quindi lo chiamava zio.

comunque un sogno molto dettagliato e sembra anche coinvolgente, censurando. :asdsi:

 

 

Ho censurato la parte seguente con Facetta Nera, per ovvie motivazioni stilistiche :asdsi: e di buon costume.


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#14 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 26 luglio 2018 - 05:08

Aleyster e Freddy nello stesso sogno sarebbero un incubo :asdsi:
E no assolutamente :bb: Non mi ritengo né fascista né mussoliniano, però mi ha fatto piacere incontrarlo, si respirava un'aria "di famiglia."



Non mangio mai pesante prima di andare a dormire.
Poi... se proprio devo fare una battuta squallida, e la farò, quello con lo stomaco sottosopra doveva essere lui :arg:



Forse "zio" era un termine più affettivo che altro, di certo l'abissina non era sua nipote naturale :D



Credo che i vari segmenti temporali fossero mescolati nel sogno, non erano espressi in maniera lineare.
"Benny" mi piace, lo zio Benny...



Ho censurato la parte seguente con Facetta Nera, per ovvie motivazioni stilistiche :asdsi: e di buon costume.

sai cosa? non ho capito dove va a parare il sogno, sembrano delle scene di un film preparatorie all'azione, ma poi l'azione non c'è.
A parte :mm:
(uso questa faccina con circospezione e non la guardo mai negli occhi)
  • Nehelamite e Lunanerina piace questo

#15 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 05:10

sai cosa? non ho capito dove va a parare il sogno, sembrano delle scene di un film preparatorie all'azione, ma poi l'azione non c'è.
A parte :mm:

 

 

Chiederò al mio inconscio di essere più concreto la prossima volta, a parte :mm: che non m'è dispiaciuto, ma che al risveglio ho trovato un po' fuori luogo.


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#16 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 26 luglio 2018 - 05:50

Chiederò al mio inconscio di essere più concreto la prossima volta, a parte :mm: che non m'è dispiaciuto, ma che al risveglio ho trovato un po' fuori luogo.


okay. il resto non so, forse sei inconsciamente filo mussoliniano?

#17 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 06:34

okay. il resto non so, forse sei inconsciamente filo mussoliniano?

 

 

Da cosa ricavate questa ipotesi? :D

Non mi pare di aver speso parole di elogio nei suoi confronti, ne ho riconosciuto il lato umano, sì, ma per come mi appariva in sogno - mica l'ho mai conosciuto di persona  :D


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Animula vagula, blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 


#18 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 09:53

Oh, invito anche Lunanerina a rispondere invece che mettere like strategici, sia mai che abbia qualcosa d'interessante da dire  :asdsi:

Non vorrei si stesse trattenendo, ecco.


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#19 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 26 luglio 2018 - 10:02

Avrai sentito questa e poi ti sei fatto il film https://www.rockol.i...i-faccetta-nera

#20 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 26 luglio 2018 - 10:05

Avrai sentito questa e poi ti sei fatto il film https://www.rockol.i...i-faccetta-nera

 

 

Non è un pezzo che ascolto spesso, sai? :D 
Poi la conosco a memoria da anni.


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Hospes comesque corporis
Quae nunc adibis in loca
Pallidula, rigida, nudula
Nec, ut soles, dabis iocos

 





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