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dilemma della fede


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118 risposte a questa discussione

#1 Owl

Owl

    Utente Esperto

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Inviato 13 aprile 2018 - 11:51

Le fede religiosa in un dio non può che essere tale in quanto non supportata da dimostrazioni, ciò nonostante moltissimi credenti si comportano e parlano come se questo principio non valesse un granché, e arrivano a sostenere che l'esistenza del loro dio è dimostrabile nei modi più svariati. Ovviamente mi rincuora sapere che molti altri credenti si attengono al principio di fede summenzionato senza fare distinguo. D'altro canto mi sono interrogato spesso sui meccanismi che stanno alla base di questa persistente varietà di posizioni e sulla conseguente contraddizione nella quale incorrono molti credenti. Ognuno di noi è un individuo unico ed estremamente complesso, pertanto è pretenzioso generalizzare per fare chiarezza sulle ragioni che portano alcuni a credere in un modo o in un altro, oppure a non credere o a rimanere dubbiosi. Anche la comunità scientifica s'interroga su queste tematiche e sembrerebbe che una base innata porta ad essere persone credenti o meno; come tantissimi altri aspetti della personalità. Ovviamente non possono non influire anche fattori esterni. 

Io stesso m'interrogo sul modo ipotetico che avrei di ragionare se fossi credente. Sono giunto a conclusioni tutt'altro che definitive, ma che spero non risultino banali. Se la fede è qualcosa che si deve sentire in profondità dentro di sé allora quegli individui che per natura la sentiranno tale arriveranno a mantenerla con meno tentennamenti e non dovranno giustificarla cercando spiegazioni all'esterno. Questi individui, che ritengo quelli dalla fede più salda, saranno anche in pace col mondo esterno perché non si senitranno costantemente esposti a fattori che potranno insidiare dall'esterno ciò che sentono intimamente. Ci sono invece altri individui che sentiranno dentro di se più una necessità di trovare qualcosa in cui credere, piuttosto che una vera fede; e che perciò si sentiranno obbligati a cercare risposte e confereme all'esterno. Nel momento in cui penseranno di aver trovato una fede religiosa in un dio (o in alternativa in un'ideologia) sufficientemente supportata da quelle che riterranno essere prove a sostegno della sua veridicità, potranno dire agli altri di essere credenti in quel dio. Ma il loro atteggiamento verso il mondo esterno resterà ugualmente conflittuale, poiché la loro fede resterà comunque più vacillante in quanto poco "endogena" e dovrà ogni volta trovare conferme dall'esterno, col rischio d'incappare in fattori destabilizzanti provenienti sempre da fuori. Per tali motivi questi credenti saranno quelli più tormentati e intimamente timorosi e che perciò tenderanno trovare un appiglio nell'intransigenza verso gli altri, apparendo talora come ultra ortodossi. 

 

Sono, a mio avviso, più vicini a questa tipologia i credenti che smentiscono regolarmente il principio in base al quale la fede è tale in quanto non può basarsi su prove dimostrabili. In questo senso sono arrivato a capirli questi soggetti: ho bisogno di credere ma se spesso non percepisco la fede dentro di me allora dovrò trovare rassicurazioni dall'esterno e vedere prove dove vorrò vederle.                  



#2 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 aprile 2018 - 07:32

Interessante.
Descrivi molto bene due tipi di credente.
Tuttavia per quanto ne so io le psicologie sono tante quante gli esseri umani, non le ridurrei in due grandi gruppi, perché i gruppi tendono ad annullare l'unicità del singolo e spesso le definizioni generiche vanno molto strette.

In pratica: se dividi i credenti in quelli più intimamente convinti che non hanno bisogno di dimostrare niente a nessuno e quelli che sono presi dall'ansia di dimostrare soprattutto a se stessi rischi che dalla definizione ti scappino i pesci più grossi.

Il ragionamento da cui partì innanzitutto prevede che la fede arrivi da un meccanismo psicologico che è proprio.

E questa convinzione, io credo che derivi daun tuo meccanismo psicologico per spiegarti qualcosa che per te è incomprensibile: cioè da ateo tu osservi sto' oggetto misterioso che è la gente che ha fede e da ateo privo di fede gli attribuisci una spiegazione quale la psicologia del soggetto.

Però con questo ragionamento tu sottovaluti tutta la letteratura che riguarda le conversioni, che ci raccontano storie molto diverse.

Santa Caterina da Siena diceva che "la fede è una pupilla nuovadi ordine soprannaturale incastonata da Dio nell’occhio della nostra intelligenza che ci proporziona direttamente a Dio soprannaturalmente conosciuto e amato" Non ha parlato di psicologia del soggetto, quella è una componente completamente diversa.

Se consideri la fede come se fosse la semplice enunciazione di un pensiero filantropico al quale il fedele aderisce per convinzione intellettuale, la fede nel messaggio evangelico viene deformata in favore di una lettura comprensibile a chi la fede non la ha, ma che perde per strada la natura più grande della fede.
La fede è la convinzione dell'esistenza sovrannaturale di Dio, e la fiducia su cui si appoggia questa convinzione è psicologicamente sfaccettata tanto quanto lo sono gli individui.

Per tornare alla tua questione: tale fiducia appoggia su un atteggiamento psicologico? A VOLTE si, deriva da un atteggiamento psicologico, ma altrettante volte è la fede che genera un atteggiamento psicologico, non il contrario.

E questo perché esistono persone che si convertono in seguito a determinati avvenimenti.

In tutto questo però non è per niente un dogma il fatto che debbano necessariamente essere le persone con una fede meno salda delle altre a voler cercare di dimostrare l'esistenza di Dio o qualsiasi altra cosa.
Questo è un atteggiamento intellettuale del tutto soggettivo e del tutto personale, e nemmeno capisco come da parte tua ci sia la pretesa di misurare la fede in base a questo parametro.

Dopodiché se parliamo dei santi c'è sicuramente una maniera di vivere la fede che sfugge da tutte queste sciocchezze, e se su questo hai a grandi linee ragione, comunque dimentichi che molti dei patriarchi della Chiesa, come Sant'Agostino e San Tommaso per esempio, hanno argomentato discusso e vagliato al lume delle possibilità della ragione l'argomento esistenza di Dio, senza che ciò abbia loro impedito di diventare santi. Per non parlare dei filosofi.

Quindi secondo me sono proprio le premesse dalle quali parti a deformare la tua lettura prospettica, e anche se sono premesse che derivano da tue impressioni, impressioni rispettabilissime, sono comunque premesse parziali ed arbitrarie, quindi non verità assolute, perché ok le poni come punti fermi, ma partono già dal vaglio del tuo metro di giudizio soggettivo e non tengono conto delle sfaccettature psicologiche possibili.

Altrimenti dovrebbe essere l'umanità intera a doversi dividere in due grandi gruppi psicologici, e questo non risulta da nessuna parte.
Che poi la psicologia è un conto, la fede un'altro.
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#3 flyzmarco

flyzmarco

    Utente Senior

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Inviato 14 aprile 2018 - 09:51

Personalmente, senza paranormale satanico, miracoli, testimonianze non sarei diventato credente. Poi sarà pur vero che beato chi crede senza aver visto ma io un minimo di prove dovevo pur trovarle.


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#4 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 aprile 2018 - 11:18

io ero già credente ma blanda, poi ho avuto delle prove personali che mi hanno messo all'angolo. Quindi non è nemmeno cieca.

E la mia difesa del cristianesimo non è dovuta al fatto di volere rinforzare la mia fede, è solo un confronto con la componente intellettiva e concettuale della fede.

#5 flyzmarco

flyzmarco

    Utente Senior

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Inviato 14 aprile 2018 - 11:54

io ero già credente ma blanda, poi ho avuto delle prove personali che mi hanno messo all'angolo. Quindi non è nemmeno cieca.

E la mia difesa del cristianesimo non è dovuta al fatto di volere rinforzare la mia fede, è solo un confronto con la componente intellettiva e concettuale della fede.

 

Fermo restando che il Padre non si rileva ai sapienti e agli intelligenti ma ai "piccoli"



#6 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 aprile 2018 - 02:07

Fermo restando che il Padre non si rileva ai sapienti e agli intelligenti ma ai "piccoli"

E ai puri di cuore. Ma fermorestiamo anche il fatto della scienza infusa però, che fa conoscere ai piccoli le cose che i grandi non arrivano a capire, perché non è vero che la fede alligna nell'ignoranza, la fede apre le porte di una conoscenza che non passa dall'intelletto ma attraversa il cuore.
Detto questo però lo stesso Benedetto sedicesimo e' un uomo coltissimo che utilizza l'intelletto, che è anche un dono di Dio eh.

#7 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 14 aprile 2018 - 04:15

Non esisterebbero teologi se la fede fosse solo appannaggio dei "piccoli."

Che poi si diceva "dei poveri di spirito" è il regno dei cieli, però mah, nessuno ha mai detto che per entrare nel regno dei cieli bisognasse essere grulli :asdsi: questo è un prerequisito che aggiungono gli ignoranti per auto-giustificarsi :D 

Ma Sant'Agostino avvertiva contro questo genere di persone e invitava a far fruttare la ragione per rafforzare la fede.

 

Il paranormale satanico, i miracoli e blablabla, sono curiosità antropologiche ormai - se le motivazioni sono tanto deboli, ah beh.


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Infandum, regina, iubes renovare dolorem -
Mens immota manet, lachrimae volvuntur inanes.

 


#8 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 aprile 2018 - 05:08

il punto è che non è importante essere colti per avere fede.
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. "

Ai piccoli viene rivelato ciò che è precluso ai sapienti, perché c'è una conoscenza profusa dalla fede che non è raggiungibile attraverso l'intelletto.
Non a caso quando si sono verificare visioni private spesso è avvenuto tramite persone umili che inspiegabilmente ed improvvisamente padroneggiavano argomenti teologici sofisticati.
Il che li ha resi intellettualmente competenti sull'argomento fede, perché ne hanno sperimentato misticamente il significato più autentico e sanno di cosa parlano.
E non sono intellettualmente raggiungibili senza compiere il santo quantico della fede.
Perché il fatto è che oltre un certo punto non ci arrivi con le parole, con i concetti, con il ragionamento, è una conoscenza rivelata impossibile da procurarsi da se'.
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#9 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 14 aprile 2018 - 07:06

Se ti riferisci a miracoli e apparizioni, credo che siano avvenuti con persone di scarso livello culturale - tipo le pastorelle di Lourdes, per dire - non perché "Dio si rivela ai piccoli", ma perché i piccoli spesso sono tanto ignoranti e mentalmente condizionati da essere più soggetti ad allucinazioni e fraintendimenti di fenomeni naturali, magari, o addirittura si potrebbe trattare di SCC (sindrome culturalmente caratterizzata)   :asdsi:
Questo è un argomento antropologico: perché le tarantate venivano morse nelle campagne pugliesi e non a Milano centro? :D

Un po' come chiedersi...

Perché gli indemoniati sono in larga parte giovani/giovanissimi cresciuti in famiglie bigotte?

 

E via discorrendo.

I poveri, o se vogliamo, la plebaglia superstiziosa, sono i più soggetti perché possiedono strutture mentali ancora legate a piani di interpretazione metastorica della realtà, non perché Dio li ama :asdsi: E' tutto intrecciato nella solita contrapposizione fra cultura elevata e cultura bassa, folklore e arte alta, modi e credenze arcaiche che condizionavano/condizionano la mente di certi individui sottratti al progresso storico.

Una pastorella ubriaca vede la Madonna e i teologi e i media fanno il resto montandoci una storia su e contribuendo a condizionarla e sfruttarla per soldi, così la devozione superstiziosa diventa devozione "ufficiale" e istituzionale.
Scusa per il cinismo.


  • arjanedda piace questo

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#10 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 aprile 2018 - 10:33

Se ti riferisci a miracoli e apparizioni, credo che siano avvenuti con persone di scarso livello culturale - tipo le pastorelle di Lourdes, per dire - non perché "Dio si rivela ai piccoli", ma perché i piccoli spesso sono tanto ignoranti e mentalmente condizionati da essere più soggetti ad allucinazioni e fraintendimenti di fenomeni naturali, magari, o addirittura si potrebbe trattare di SCC (sindrome culturalmente caratterizzata) :asdsi:
Questo è un argomento antropologico: perché le tarantate venivano morse nelle campagne pugliesi e non a Milano centro? :D
Un po' come chiedersi...
Perché gli indemoniati sono in larga parte giovani/giovanissimi cresciuti in famiglie bigotte?

E via discorrendo.
I poveri, o se vogliamo, la plebaglia superstiziosa, sono i più soggetti perché possiedono strutture mentali ancora legate a piani di interpretazione metastorica della realtà, non perché Dio li ama :asdsi: E' tutto intrecciato nella solita contrapposizione fra cultura elevata e cultura bassa, folklore e arte alta, modi e credenze arcaiche che condizionavano/condizionano la mente di certi individui sottratti al progresso storico.
Una pastorella ubriaca vede la Madonna e i teologi e i media fanno il resto montandoci una storia su e contribuendo a condizionarla e sfruttarla per soldi, così la devozione superstiziosa diventa devozione "ufficiale" e istituzionale.
Scusa per il cinismo.

ti scuso ma è gratuito

le pastorelle non erano ubriache e le visioni seguono un regime di verifica molto più scettico di quello di qualsiasi ateo. La conoscenza acquisita da quei pastorelli era al di là di ogni possibilità di semplice plagio, manifestando una competenza che neanche un dotto pappagallo abituato a ripetere lezioni a memoria avrebbe mai saputo discernere, figuriamoci una persona priva dei rudimenti dell'apprendimento.
Senza contare il fatto che non è in discussione la sovrannaturalita' delle apparizioni: qui si parla di acquisizione di fede e di competenza dei piccoli. E l'esempio è perfetto.
Che tu voglia dimostrare non sia un esempio autentico è un problema tuo di opinione tua, filtrata dal pregiudizio tuo che il sovrannaturale non esista come condizione imposta, e questo tuo ritenere non possa esistere a priori ne scredita a prescindere il riconoscimento delle manifestazioni.
Ma qui si parla di ciò che Cristo ha detto e che i più piccoli come i pastorelli di Fatima confermano.

nb Alla voce tarantolata ci stanno a pennello molti carrieristi.
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#11 Owl

Owl

    Utente Esperto

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Inviato 14 aprile 2018 - 11:58

infatti fra i grandi intellettuali della fede io ritengo i mistici quelli dalla fede più profonda; cioè coloro che hanno sperimentato i limiti della propria sopportazione dinanzi alle richieste pauperistiche che impone una simile scelta: fra i mistici cristiani quello che mi ha maggiormente colpito è stato Giovanni della Croce  

 

tuttavia costoro in genere non si sono impelagati in dimostrazioni logiche della fede 

 

sono ricorsi a simili soluzioni altri intellettuali che non necessariamente dovevano avere una fede così granitica solo perché sono stati in seguito canonizzati e immortalati: il fatto che Tommaso d'Aquino, Anselmo d'Aosta e lo stesso Agostino d'Ippona abbiano posto fino alla maturità quesiti di pertinenza filosofica tuttora studiati è un segno tangibile che non hanno mai smesso di porsi interrogativi 

 

la differenza fra costoro la massa di credenti a mio avviso "fragili" non penso stia tanto nella saldezza della fede, quanto piuttosto nella statura intellettuale dei primi; senza la quale difficilmente sarebbero divenuti celebri   



#12 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 15 aprile 2018 - 10:38

@Owl: Per quanto riguarda la visione della realtà di ognuno di noi, i cosiddetti credenti si fidano di alcune teorie, i cosiddetti non credenti si fidano di altre teorie. Alla fine cambia poco o nulla; tante religioni, innumerevoli visioni religiose e ugualmente innumerevoli visioni scientiste (in circolazione), infatti né la scienza né la religione ha approdato alla certezza della Verità dei fatti sulla struttura dell'essere umano e dell'universo, sul ruolo di questa umanità sul significato dell'esistenza etc, entrambi brancolano nel buio più profondo. Chi ha avuto prove a favore di una teoria, non si rende conto che anche le altre teorie hanno le loro prove, che le sostengono, e che altri umani hanno trovato; una prova vale l'altra, sono tutte "prove" forzate e da interpretare individualmente dunque non dimostrano niente. Ognuno ha "bisogno" di una teoria - che sia religiosa o scientista, e quando non è "convinto" allora cerca "prove" esterne e le trova sempre così la sua curiosità è soddisfatta. Ma la Verità... è un'altra cosa, ti avvicini a quella solo quando sei pronto ovvero quando non hai più bisogno di mezzeverità, teorie. Ciò accade dopo che hai sperimentato l'errore, nel pensiero e/o nell'azione.



#13 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

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Inviato 15 aprile 2018 - 12:47

ti scuso ma è gratuito

le pastorelle non erano ubriache e le visioni seguono un regime di verifica molto più scettico di quello di qualsiasi ateo. La conoscenza acquisita da quei pastorelli era al di là di ogni possibilità di semplice plagio, manifestando una competenza che neanche un dotto pappagallo abituato a ripetere lezioni a memoria avrebbe mai saputo discernere, figuriamoci una persona priva dei rudimenti dell'apprendimento.
Senza contare il fatto che non è in discussione la sovrannaturalita' delle apparizioni: qui si parla di acquisizione di fede e di competenza dei piccoli. E l'esempio è perfetto.
Che tu voglia dimostrare non sia un esempio autentico è un problema tuo di opinione tua, filtrata dal pregiudizio tuo che il sovrannaturale non esista come condizione imposta, e questo tuo ritenere non possa esistere a priori ne scredita a prescindere il riconoscimento delle manifestazioni.
Ma qui si parla di ciò che Cristo ha detto e che i più piccoli come i pastorelli di Fatima confermano.

nb Alla voce tarantolata ci stanno a pennello molti carrieristi.

 

 

Trovo invece il discorso molto appropriato e ritengo che se discutiamo dello scarto fra "fede elevata" e fede dei piccoli l'esempio e il modo in cui l'ho posto sia attinente.

In primis, chi ti ha detto che non "credo nell'esistenza del sovrannaturale"? Certo non in questo genere di manifestazioni fin troppo "comode", ecco, ma hai ragione - non è questo che si discute, né l'ho discusso.

Ho portato un'interpretazione antropologica del fenomeno, del resto poi lo dici tu stessa: "La conoscenza acquisita da quei pastorelli era al di là di ogni possibilità di semplice plagio, manifestando una competenza che neanche un dotto pappagallo abituato a ripetere lezioni a memoria avrebbe mai saputo discernere."

A quel punto mi chiedo quanto sia più una "fede dei piccoli", dal momento che le pastorelle hanno acquisito competenze di natura teologica assai elevate, hanno smesso di costituire un punto di congiunzione autentico: è un po' come dire che la fede dei piccoli non basta, che l'uomo non può far a meno di un apparato istituzionale riconosciuto, nel momento però in cui il fenomeno è istituzionale e riconosciuto nel contesto di appartenenza generale religioso, non è più una manifestazione della fede dei piccoli.

Il piccolo non ha confermato nulla, perché se fosse rimasto piccolo, la sua fede non avrebbe dato prova di nulla a nessuno se non i pochi altri piccoli che ne seguivano le vicende, sarebbe rimasto legato al piano metastorico della devozione superstiziosa del popolino che richiede segni, apparizioni e miracoli, o quantomeno la prefigurazione immaginifica di questi :asdsi:

Una fede ingenua e cieca, quindi, basata sulla pancia quando non addirittura sulla necessità, come quella dei deboli e degli oppressi, quella che Nietzsche definiva la morale degli schiavi.

Una fede che invece arriva a se stessa tramite l'accettazione di ipotesi razionali è assai più salda e reale, a mio parere, perché è ragionata o almeno, sa dare ragione di sé.

 

Che poi, in che altro modo un "piccolo" potrebbe confermare che il suo messaggio viene dal Cristo e non da altri, magari? :D Ovvio che a tal rispetto gli servano conoscenze che non sono più proprie del piccolo :bb: ne deriva che la fede della plebaglia è cieca, confusionaria, può cadere facilmente in errore ed essere soggetta ad inganni :asdsi:

Allora è lontana dall'essere autentica, direi, come fanno ad essere loro i portatori prediletti di qualcosa che rischia facilmente di venir distorto e confuso? :bb:

Basta un demone che si vesta di bianco e dica loro "a" invece che "A" e loro sarebbero incapaci di capire la differenza senza qualcuno che gliela indichi :asdsi: o anche basta che loro da soli capiscano "a" invece che "A" :D Chiedi in giro ai sedicenti cristiani del popolo e verifica quanti di loro hanno anche solo le conoscenze base che ti insegnano al catechismo :asdsi:

Il piccolo e la fede piccola di per sé allora non confermano niente, al massimo posso testimoniare, ma le testimonianze - e lo sanno bene gli avvocati - possono essere smentite, rivelarsi sviste, essere incongruenti... e allora servono esperti della fede che li guidino :asdsi: ma così si snatura lo stesso concetto di "fede del piccolo" :D e si ritorna alla sgradita quanto pericolosa metafora del pastore (per rimanere in tema) che guida un gregge di pecore stolte al grido di "so io cos'è meglio per voi!" :asdsi:

Perché poi, tu guidi me, ma chi guida te o caro pastore...? :D Sicuro che a condurre i tuoi passi ci sia proprio Dio? o_o Dovrei darti fiducia sulla parola? 

 

Anche per questo Sant'Agostino diceva "credo ut intelligam" e poi però aggiungeva "intelligo ut credam."

Le due cose non possono essere separate, un buon cristiano deve poter possedere entrambe altrimenti è monco, alla faccia degli ignoranti che si giustificano con quel versetto decontestualizzato sui piccoli.

 

P.S: Sulle pastorelle, preferirei credere che Dio abbia scelto quei ragazzini per dare un messaggio ecc e tutto quello che han dovuto fare, perdendo la loro infanzia all'inseguimento di una missione, sia infondo giustificato ma... no. Per me rimangono dei poveri pastorelli sfruttati dai soliti teologi carrieristi.

Ritengo la vicenda al pari di un plagio e non dovrebbe accadere nulla di simile nel mondo di oggi, non senza che qualcuno lo condanni - mi assumo la responsabilità ideologica di farlo.


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#14 Alexandɘr

Alexandɘr

    Utente Junior Plus

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Inviato 15 aprile 2018 - 05:10

Poi sarà pur vero che beato chi crede senza aver visto ma io un minimo di prove dovevo pur trovarle.

 

Fa benedire la moto, muore lungo la strada del ritorno

 

:suspicion:

 

#15 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato 15 aprile 2018 - 05:25

 

e con questo tuo post cosa vorresti dire?


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#16 flyzmarco

flyzmarco

    Utente Senior

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Inviato 15 aprile 2018 - 05:28

Trovo invece il discorso molto appropriato e ritengo che se discutiamo dello scarto fra "fede elevata" e fede dei piccoli l'esempio e il modo in cui l'ho posto sia attinente.

In primis, chi ti ha detto che non "credo nell'esistenza del sovrannaturale"? Certo non in questo genere di manifestazioni fin troppo "comode", ecco, ma hai ragione - non è questo che si discute, né l'ho discusso.

Ho portato un'interpretazione antropologica del fenomeno, del resto poi lo dici tu stessa: "La conoscenza acquisita da quei pastorelli era al di là di ogni possibilità di semplice plagio, manifestando una competenza che neanche un dotto pappagallo abituato a ripetere lezioni a memoria avrebbe mai saputo discernere."

A quel punto mi chiedo quanto sia più una "fede dei piccoli", dal momento che le pastorelle hanno acquisito competenze di natura teologica assai elevate, hanno smesso di costituire un punto di congiunzione autentico: è un po' come dire che la fede dei piccoli non basta, che l'uomo non può far a meno di un apparato istituzionale riconosciuto, nel momento però in cui il fenomeno è istituzionale e riconosciuto nel contesto di appartenenza generale religioso, non è più una manifestazione della fede dei piccoli.

Il piccolo non ha confermato nulla, perché se fosse rimasto piccolo, la sua fede non avrebbe dato prova di nulla a nessuno se non i pochi altri piccoli che ne seguivano le vicende, sarebbe rimasto legato al piano metastorico della devozione superstiziosa del popolino che richiede segni, apparizioni e miracoli, o quantomeno la prefigurazione immaginifica di questi :asdsi:

Una fede ingenua e cieca, quindi, basata sulla pancia quando non addirittura sulla necessità, come quella dei deboli e degli oppressi, quella che Nietzsche definiva la morale degli schiavi.

Una fede che invece arriva a se stessa tramite l'accettazione di ipotesi razionali è assai più salda e reale, a mio parere, perché è ragionata o almeno, sa dare ragione di sé.

 

Che poi, in che altro modo un "piccolo" potrebbe confermare che il suo messaggio viene dal Cristo e non da altri, magari? :D Ovvio che a tal rispetto gli servano conoscenze che non sono più proprie del piccolo :bb: ne deriva che la fede della plebaglia è cieca, confusionaria, può cadere facilmente in errore ed essere soggetta ad inganni :asdsi:

Allora è lontana dall'essere autentica, direi, come fanno ad essere loro i portatori prediletti di qualcosa che rischia facilmente di venir distorto e confuso? :bb:

Basta un demone che si vesta di bianco e dica loro "a" invece che "A" e loro sarebbero incapaci di capire la differenza senza qualcuno che gliela indichi :asdsi: o anche basta che loro da soli capiscano "a" invece che "A" :D Chiedi in giro ai sedicenti cristiani del popolo e verifica quanti di loro hanno anche solo le conoscenze base che ti insegnano al catechismo :asdsi:

Il piccolo e la fede piccola di per sé allora non confermano niente, al massimo posso testimoniare, ma le testimonianze - e lo sanno bene gli avvocati - possono essere smentite, rivelarsi sviste, essere incongruenti... e allora servono esperti della fede che li guidino :asdsi: ma così si snatura lo stesso concetto di "fede del piccolo" :D e si ritorna alla sgradita quanto pericolosa metafora del pastore (per rimanere in tema) che guida un gregge di pecore stolte al grido di "so io cos'è meglio per voi!" :asdsi:

Perché poi, tu guidi me, ma chi guida te o caro pastore...? :D Sicuro che a condurre i tuoi passi ci sia proprio Dio? o_o Dovrei darti fiducia sulla parola? 

 

Anche per questo Sant'Agostino diceva "credo ut intelligam" e poi però aggiungeva "intelligo ut credam."

Le due cose non possono essere separate, un buon cristiano deve poter possedere entrambe altrimenti è monco, alla faccia degli ignoranti che si giustificano con quel versetto decontestualizzato sui piccoli.

 

P.S: Sulle pastorelle, preferirei credere che Dio abbia scelto quei ragazzini per dare un messaggio ecc e tutto quello che han dovuto fare, perdendo la loro infanzia all'inseguimento di una missione, sia infondo giustificato ma... no. Per me rimangono dei poveri pastorelli sfruttati dai soliti teologi carrieristi.

Ritengo la vicenda al pari di un plagio e non dovrebbe accadere nulla di simile nel mondo di oggi, non senza che qualcuno lo condanni - mi assumo la responsabilità ideologica di farlo.

 

MI sa te non gli crederesti nemmeno apparisse in televisione!  E nemmeno apparisse a te, penseresti di essere andato fuori di testa.

 

 

 

Benedizione non significa immortalità momentanea.



#17 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato 15 aprile 2018 - 05:45

MI sa te non gli crederesti nemmeno apparisse in televisione!  E nemmeno apparisse a te, penseresti di essere andato fuori di testa.

 

no Nehe non vuole crederci non perchè secondo lui è impossibile l'esistenza di un probabile Dio, ma perchè non vuole accettarlo per come si è comportato e si comporta nei confronti dell'umanità che trova profondamente ingiusto.

 

Benedizione non significa immortalità momentanea.

 

infatti è un semplice rituale come il battesimo, il centauro è stato semplicemente sfortunato tutto qua, d'altronde sappiamo tutti che Dio non potrebbe intervenire per salvare una singola vita umana, perchè cosi facendo farebbe un atto di discriminazione e ingiustizia verso tutte quelle persone che non sono state salvate in passato da eventi simili, 

un Dio che intervenisse personalmente verrebbe meno alla sua promessa del libero arbitrio nei confronti delle sue creature mortali, non sarebbe più imparziale e ne giusto.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#18 malia

malia

    malia

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Inviato 15 aprile 2018 - 05:54


infatti è un semplice rituale come il battesimo, il centauro è stato semplicemente sfortunato tutto qua, d'altronde sappiamo tutti che Dio non potrebbe intervenire per salvare una singola vita umana, perchè cosi facendo farebbe un atto di discriminazione e ingiustizia verso tutte quelle persone che non sono state salvate in passato da eventi simili, 

un Dio che intervenisse personalmente verrebbe meno alla sua promessa del libero arbitrio nei confronti delle sue creature mortali, non sarebbe più imparziale e ne giusto.

Scommetto che quando fa i miracoli non la pensi così. :arg:


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#19 skynight

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Inviato 15 aprile 2018 - 06:07

Scommetto che quando fa i miracoli non la pensi così. :arg:

 

secondo la bibbia i miracoli sarebbero terminati con la morte dell'ultimo degli apostoli, per le guarigioni inspiegabili e altri fenomeni sconosciuti soprannaturali invece non mi pronuncio perchè non ne ho ne le facoltà e ne la conoscenza per capirne i motivi e le possibili spiegazioni.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#20 malia

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Inviato 15 aprile 2018 - 06:11

secondo la bibbia i miracoli sarebbero terminati con la morte dell'ultimo degli apostoli, per le guarigioni inspiegabili e altri fenomeni sconosciuti soprannaturali invece non mi pronuncio perchè non ne ho ne le facoltà e ne la conoscenza per capirne i motivi e le possibili spiegazioni.

Possono essere terminati quando vuoi, ma sempre discriminazione e infrazione del libero arbitrio è.






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