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Comunismo e famiglia/società, è davvero cosi?


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236 risposte a questa discussione

#221 Yanez

Yanez

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Inviato 16 aprile 2018 - 10:24

Non nego certo il colonialismo e gli stermini compiuti dagli occidentali. Quelli sono storia. Anche se approfondendo le cose non sono sempre semplici e univoche come appaiono a una lettura superficiale. Ma quel che non capisco è quel "culture meravigliose" e in armonia con la natura e rispettose della vita... Quand'è esattamente secondo te, che una cultura esce dal'armonia con la natura? Quando si forma un impero? Perché imperi o stati, più o meno grandi e duraturi, ci sono stati quasi ovunque. Una piccola collettività tribale è inevitabilmente oggetto di conquista (e razzie e atrocità spesso) da parte di una cultura vicina più grande e organizzata. Le culture tribali sono di cacciatori raccoglitori, di allevatori o di stanziali agricoltori. E tutte queste erano e sono in balia del clima e delle epidemie umane e animali. Basta una siccità, una moria di bestiame o qualche altro danno alle colture o ai mezzi di sostentamento per causare una carestia, quindi la scelta tra l'essere decimati o razziare mezzi di sostentamento ad altri.

Poi i riti di iniziazione tribali (hai mai visto quei riti assurdi di gente appesa a ganci, anelli per allungare il collo, piercing vari etc etc), la selezione naturale alla nascita e la mortalità infantile, la caccia, le abitazoni dove può entrare qualsiasi bestiazza. A me non sembra un idillio in cui vivere. Cioè, se mi immagino di essere nata in una tribù africana, da neonata se sopravvivo bene sennò ciao, poi le danze stagionali e il lavoro quotidiano per sopravvivere, da adolescente essere sposata in qualche modo strano a qualcuno (matrimoni combinati, oppure alla cerimonia di passaggio scegli un compagno e via), poi la maternità con pochi figli che sopravvivono e vivere in una capanna. Boh, io non me lo immagino come un idillio, anche se non sarà una vita del tutto priva di gioia o di bellezza, ma preferisco mille volte la vita da occidentale. Anzi preferirei una via di mezzo appunto. Senza i ritmi e le assurdità sociali della modernità, ma con le sue conquiste (che ne so, i libri, gli hobby, le case moderne etc). Poi la violenza ad esempio secondo me esiste pure nelle società tribali, non vedo perché non dovrebbe.

In India c'era il sistema delle caste, non è un dominio dell'uomo sull'uomo quello? In Cina c'era una struttura sociale complessa e anche lì dominanti e dominati. In Giappone pure. I nomadi guerrieri razziavano gli stanziali in Europa e Asia. Le piramidi in Sud America o in Egitto le avranno costruite gli schiavi forse. E i terrazzamenti Maya o Inca. Insomma, la gente alla base della piramide sociale si è sempre fatta il mazzo secondo me, spesso 12 o più ore al giorno. Nelle società tribali piccole forse non si lavora allo sfinimento, ma ripeto, si è in balia della natura.

 

... e poi, comunque sia, la demonizzazione assoluta, nihilistica, ha il solo effetto di scoraggiare qualunque idea di operare sulla realtà allo scopo di cambiarla, migliorarla.


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#222 Wish You Were Here

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Inviato 16 aprile 2018 - 10:51

Purple

 

Confondi società già civilizzate e imperi con le società primitive.
Del primo tipo di società fanno parte appunto un tipo di uomini che hanno sentito il bisogno, a un certo momeno della loro storia, di smettere di essere in balia della Natura e hanno deciso di controllarla e dominarla, di non dipendere più da essa, hanno deciso in sostanza di non dover dipendere più da Dio. L'agricoltura è nata 10.000 anni fa nella mezzaluna fertile per questo motivo. Del secondo tipo invece, fa parte una razza di uomini che fin dall'inizio della storia dell'uomo ritiene che non è il mondo ad essere fatto per l'uomo, ma è l'uomo ad essere fatto per il mondo, perchè la razza umana è solo una specie tra le tante del pianeta, ed essa non ha diritto a prendersi più di ciò che gli spetta per vivere nel quotidiano. Il modo di vivere del primo tipo di uomini porta necessariamente a dover costantemente conquistare i vicini per razziare terre e risorse, poichè il surplus di cibo porta come conseguenza un aumento della popolazione. Più cibo, più individui da sfamare, ancora più cibo, ancora più individui da sfamare: è un cane che si morde la coda, insomma. Ed è quel che Yahweh dice agli israeliti in Genesi: "siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la Terra e soggiogatela". Questo modo di vivere fa sì che nascano gli stati e gli imperi, la concentrazione del potere, l'avidità, il dominio dell'uomo sull'uomo. E non è sostenibile perchè, come vedi, porta ad un grave problema di sovrappopolazione e mancanza di risorse, grandi sacche di estrema povertà nella popolazione in molte zone del mondo, oltre a innumerevoli altri problemi come sfruttamento, schiavitù, droga, alcool, prostituzione, terrorismo, ecosistemi distrutti, perenne insoddisfazione per l'impossibilità di soddisfare tutti i bisogni indotti etc. Tutte cose che nelle società primitive non esistono, perchè le società primitive, attraverso la figura del Nemico e la guerra, fanno sì che la forza centripeta unificatrice che dà origine allo Stato non prevalga, si contrappone quindi a questa forza centripeta una forza centrifuga atomizzatrice, che rende le comunità primitive indivise internamente e frammentate esternamente, in modo da rendere molto difficile la nascita di uno Stato e la concentrazione del potere. Lo scopo della guerra nelle società primitive è proprio quello di evitare la creazione di uno Stato che porta a quel mutamento sociale che dà origine a una concentrazione di potere, a divisione della comunità tra dominanti e dominati, tra coloro che esercitano il potere e coloro che lo subiscono. Serve in pratica per mantenere la propria autonomia, l'indipendenza politica e la libertà, le proprie tradizioni e la propria Legge. Questo secondo modello forse non sarà idilliaco, ma sicuramente è più sostenibile del nostro: la nostra civiltà con questo stile di vita sta portando l'intero pianeta alla distruzione in meno di 10.000 anni, il loro va avanti praticamente da almeno 3 milioni di anni.

 

 

 

Yanez

 

Con "uomo bianco" intendo gli europei.
E scusami ma continuo a non vedere nella nostra civiltà moderna un'evoluzione della civiltà greco-romana, ma una degenerazione. A meno che tu non voglia vedere in questa nostra democrazia l'evoluzione della democrazia nata in Grecia. Il fatto che possiamo ancora leggere i filosofi greci e citare Orazio non significa che c'è stata una evoluzione. Pericle e Orazio non ci hanno impedito di arrivare a scannarci come bestie in due guerre mondiali e arrivare vicino vicino alla terza. Come ti dicevo, alcune civiltà e imperi hanno portato anche ottime cose alle popolazioni conquistate, ma non è il caso della civiltà occidentale moderna. Poi oh, liberissimo di vedere il "Progresso" nella bomba atomica, nella corsa agli armamenti, nelle guerre mondiali e nella finanza selvaggia, nessuna te lo vieta. Evidentemente abbiamo una concenzione molto diversa del verbo "progredire".


Accetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”

 

Henry David Thoreau


#223 Yanez

Yanez

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Inviato 16 aprile 2018 - 04:06

Purple

 

Confondi società già civilizzate e imperi con le società primitive.
Del primo tipo di società fanno parte appunto un tipo di uomini che hanno sentito il bisogno, a un certo momeno della loro storia, di smettere di essere in balia della Natura e hanno deciso di controllarla e dominarla, di non dipendere più da essa, hanno deciso in sostanza di non dover dipendere più da Dio. L'agricoltura è nata 10.000 anni fa nella mezzaluna fertile per questo motivo. Del secondo tipo invece, fa parte una razza di uomini che fin dall'inizio della storia dell'uomo ritiene che non è il mondo ad essere fatto per l'uomo, ma è l'uomo ad essere fatto per il mondo...

 

Yanez

 

Con "uomo bianco" intendo gli europei.
E scusami ma continuo a non vedere nella nostra civiltà moderna un'evoluzione della civiltà greco-romana, ma una degenerazione. A meno che tu non voglia vedere in questa nostra democrazia l'evoluzione della democrazia nata in Grecia. Il fatto che possiamo ancora leggere i filosofi greci e citare Orazio non significa che c'è stata una evoluzione. Pericle e Orazio non ci hanno impedito di arrivare a scannarci come bestie in due guerre mondiali e arrivare vicino vicino alla terza. Come ti dicevo, alcune civiltà e imperi hanno portato anche ottime cose alle popolazioni conquistate, ma non è il caso della civiltà occidentale moderna. Poi oh, liberissimo di vedere il "Progresso" nella bomba atomica, nella corsa agli armamenti, nelle guerre mondiali e nella finanza selvaggia, nessuna te lo vieta. Evidentemente abbiamo una concenzione molto diversa del verbo "progredire".

 

La tua descrizione è leopardiana, ma francamnte il pessimismo leopardiano non mi ha mai convinto, in quanto meccanico, elementare, un vicolo cieco alla fine del quale c'è solo una conclusione possibile - la stessa che mi è venuta in mente, leggendo ciò che hai scritto qui: quella che non ti piace, in effetti, non è questo o quel tipo di società, ma l'umanità, o almeno l'umanità civilizzata.

La distinzione che fai tra società del primo e del secondo tipo è scorretta e arbitraria: per esempio quando parli di società "gia civilizzate" - quando, come è avvenuta e perché, la civilizzazione? Da come ne parli, sembra che la civilizzazione sia come una malattia genetica: c'è chi ci nasce con questa devianza, e chi invece ne nasce esente.

Poi, con molta disinvoltura risali al messaggio biblico, come radice dell'imperialismo: una disinvoltura giustificatissima, che però è molto contraddittoria col rifiuto di riconoscere la continuità tra la cultura greco-romana e e le successive evoluzioni del mondo occidentale.

 

Ho capito il tuo equivoco: tu interpreti il termine "evoluzione" solo nel senso di progresso, miglioramento, ottimizzazione etc.

No, evoluzione significa "trasformazione nella continuità": ovviamnte si tende a pensare cheogni cambiamnto avvenga per il meglio, ma è appunto sul concetto di "bene" e di "meglio" che si concentra il dubbio, la discussione, e - soprattutto in una società appena più complessa di una tribù - si vede bene che il bene per una parte corrisponde al male per un'altra. Insomma, l'Etica, la Politica, la Filosofia.

Se siamo qui a parlare del mondo e della storia, è perché il mondo e la storia a un certo punto hanno cominciato ad esistere, come argomento di conversazione.

E per esistere il mondo ha dovuto essere percorso, e in qualche modo misurato. E la storia raccontata. E per fare queste due cose deve crearsi una civilizzazione, economie differenziate, commerci, organizzazione: e una popolazione che abbia la mente in grado di assimilare sia il concetto di mondo, cioè di una realtà che rimane tale anche quando non cade sotto gli occhi, e di storia, cioè del tempo in relazione alle cose. E tralascio la metafisica.

Hai colto la citazione di Orazio - altera manu etc - ma hai glissato sul suo significato, che paradossalmente va invece incontro alla tua tesi, ossia ne fornirebbe il il fondamento, se tu non volessi portare all'estremo il nihilismo critico: la civilizzazione offre con una mano il bene (cioè il pane) mentre con l'altra è in agguato per colpirti con una pietra sulla testa, insomma di uccidere.

Pensare solo al pane è sbagliato, ma anche concentrare la propria attenzione sulla pietra è sbagliato: troppo facile, sia una cosa, sia l'altra.


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#224 Wish You Were Here

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Inviato 17 aprile 2018 - 12:06

La tua descrizione è leopardiana, ma francamnte il pessimismo leopardiano non mi ha mai convinto, in quanto meccanico, elementare, un vicolo cieco alla fine del quale c'è solo una conclusione possibile - la stessa che mi è venuta in mente, leggendo ciò che hai scritto qui: quella che non ti piace, in effetti, non è questo o quel tipo di società, ma l'umanità, o almeno l'umanità civilizzata.

La distinzione che fai tra società del primo e del secondo tipo è scorretta e arbitraria: per esempio quando parli di società "gia civilizzate" - quando, come è avvenuta e perché, la civilizzazione? Da come ne parli, sembra che la civilizzazione sia come una malattia genetica: c'è chi ci nasce con questa devianza, e chi invece ne nasce esente.

Poi, con molta disinvoltura risali al messaggio biblico, come radice dell'imperialismo: una disinvoltura giustificatissima, che però è molto contraddittoria col rifiuto di riconoscere la continuità tra la cultura greco-romana e e le successive evoluzioni del mondo occidentale.

 

Ho capito il tuo equivoco: tu interpreti il termine "evoluzione" solo nel senso di progresso, miglioramento, ottimizzazione etc.

No, evoluzione significa "trasformazione nella continuità": ovviamnte si tende a pensare cheogni cambiamnto avvenga per il meglio, ma è appunto sul concetto di "bene" e di "meglio" che si concentra il dubbio, la discussione, e - soprattutto in una società appena più complessa di una tribù - si vede bene che il bene per una parte corrisponde al male per un'altra. Insomma, l'Etica, la Politica, la Filosofia.

Se siamo qui a parlare del mondo e della storia, è perché il mondo e la storia a un certo punto hanno cominciato ad esistere, come argomento di conversazione.

E per esistere il mondo ha dovuto essere percorso, e in qualche modo misurato. E la storia raccontata. E per fare queste due cose deve crearsi una civilizzazione, economie differenziate, commerci, organizzazione: e una popolazione che abbia la mente in grado di assimilare sia il concetto di mondo, cioè di una realtà che rimane tale anche quando non cade sotto gli occhi, e di storia, cioè del tempo in relazione alle cose. E tralascio la metafisica.

Hai colto la citazione di Orazio - altera manu etc - ma hai glissato sul suo significato, che paradossalmente va invece incontro alla tua tesi, ossia ne fornirebbe il il fondamento, se tu non volessi portare all'estremo il nihilismo critico: la civilizzazione offre con una mano il bene (cioè il pane) mentre con l'altra è in agguato per colpirti con una pietra sulla testa, insomma di uccidere.

Pensare solo al pane è sbagliato, ma anche concentrare la propria attenzione sulla pietra è sbagliato: troppo facile, sia una cosa, sia l'altra.

 

Ma nemmeno per sogno.

Non pretendo certo che tu sia d'accordo con me, ma chiederti di non distorcere il mio pensiero ti pare troppo?

Io amo l'umanità, e pure quella civilizzata. Quella che non mi piace e verso cui, è vero, provo profondo disprezzo, è la civiltà occidentale moderna, come non mi piace ogni tipo di civiltà che è convinta di avere solo da insegnare agli altri, senza aver nulla da imparare, e in base a questa presunta superiorità si sente in diritto e in dovere di educare il resto dell'umanità, di portarla sulla retta via, di portare in giro per il mondo il proprio "Verbo". Io amo la diversità, è questa nostra civiltà è contro ogni diversità, poichè sta cercando in tutti i modi di rendere tutto il mondo la stessa identica merda, McDonald's, centri commerciali e multisala ovunque. Quello che penso è che noi Occidentali siamo degli illusi e degli ipocriti, convinti di appartenere alla migliore civiltà possibile ci facciamo belli agli occhi del mondo con concetti come "civiltà", "progresso", "scienza", "democrazia", "diritti umani" che oramai hanno perso tutto il loro valore, citiamo i filosofi greci e i poeti romani pensando di essere più intelligenti  e progrediti degli altri, quando in realtà facciamo parte della civiltà più barbara esistente sul pianeta.


Accetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”

 

Henry David Thoreau


#225 skynight

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Inviato 17 aprile 2018 - 01:04

Ma nemmeno per sogno.

Non pretendo certo che tu sia d'accordo con me, ma chiederti di non distorcere il mio pensiero ti pare troppo?

Io amo l'umanità, e pure quella civilizzata. Quella che non mi piace e verso cui, è vero, provo profondo disprezzo, è la civiltà occidentale moderna, come non mi piace ogni tipo di civiltà che è convinta di avere solo da insegnare agli altri, senza aver nulla da imparare, e in base a questa presunta superiorità si sente in diritto e in dovere di educare il resto dell'umanità, di portarla sulla retta via, di portare in giro per il mondo il proprio "Verbo". Io amo la diversità, è questa nostra civiltà è contro ogni diversità, poichè sta cercando in tutti i modi di rendere tutto il mondo la stessa identica merda, McDonald's, centri commerciali e multisala ovunque. Quello che penso è che noi Occidentali siamo degli illusi e degli ipocriti, convinti di appartenere alla migliore civiltà possibile ci facciamo belli agli occhi del mondo con concetti come "civiltà", "progresso", "scienza", "democrazia", "diritti umani" che oramai hanno perso tutto il loro valore, citiamo i filosofi greci e i poeti romani pensando di essere più intelligenti  e progrediti degli altri, quando in realtà facciamo parte della civiltà più barbara esistente sul pianeta.

 

e certo infatti guarda se invece del mondo occidentale avessimo preso come esempio il mondo medio-orientale sarebbe secondo te stato meglio, insomma quali preferiresti al posto del governo occidentale civilizzato che critichi cosi tanto? il modello dei paesi arabi? quello della Russia? oppure quello della Corea del Nord? oppure della famosissima e millenaria Cina?

non e' che l'occidente e' peggio dei paradisi utopistici russi, iraniani o sauditi di saddam 
 
L'occidente e la cultura in seno all'Europa ha portato a cose come dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Ed e' verissimo che tutto il patrimonio greco-romano e' arrivato a noi solo grazie alla salvaguardia e reinterpretazione del mondo mediorientale, pero' nella cultura europea ci sono dei primati fondamentali che rappresentano dei punti di arrivo importanti per la societa'.
 
La follia e' quando i contemporanei si arrogano chissa' quale superiorita' in base a questo patrimonio culturale, o ancora peggio quando vi si lega una causa razziale, ma negare che in occidente si siano sviluppati dei concetti e delle usanze che rendono le societa' moderne piu' giuste e piu' eque secondo me esce veramente fuori dalla realta'.

L'universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà.


#226 Yanez

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Inviato 18 aprile 2018 - 12:37

Ma nemmeno per sogno.

Non pretendo certo che tu sia d'accordo con me, ma chiederti di non distorcere il mio pensiero ti pare troppo?

 

 

Ho distorto volutamnte il tuo pensiero, nel senso che ho tratto un'estrema conseguenza dalle tue premesse, che - se accettate - "avrebbero portato a concludere" quello che tu definisci (giustamente) un'assurdità.

Per evitare l'assurdo devi rinunciare al nihilismo assoluto: se lo fai, vedi che ci ritroviamo d0accordo su molte delle critiche ed obiezioni.


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#227 Moroni

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Inviato 18 aprile 2018 - 03:57

Stamattina giù al comune della mia città c'erano le votazioni per i sindacati 

ha detto un agente in divisa vota la cgil e non i fascistoni di ugl perchè i comunisti stanno dalla parte dei lavoratori  :tajo:



#228 Wish You Were Here

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Inviato 18 aprile 2018 - 04:47

Il nichilismo ce lo vedi tu perchè sei incapace di comprendere la realtà che ti circonda.

Ho fatto critiche ben precise, indirizzate a un particolare modello di civiltà (la civiltà moderna), critiche peraltro già mosse da numerosi grandi pensatori occidentali - tra cui lo stesso Pasolini - alle quali tu hai saputo soltanto ripetere che, se posso criticarla, devo dire grazie a questa stessa civiltà che critico e anzi, le mie critiche assumono valore proprio perchè faccio parte di questa stessa civiltà. I tuoi ragionamenti sono identici a quelli degli "intellettuali" nostrani degli ultimi trent'anni: tante belle parole, ma assolutamente sconnesse dalla realtà, dai fatti. E non mi sorprende più di tanto il fatto che poi tu sia costretto a distorcere il pensiero altrui per poter avere conferma della tua tesi. Scrive H. Marcuse in "L'uomo a una dimensione":

 

"i bisogni che perpetuano la fatica, l'aggressività, la miseria e l'ingiustizia [...] può essere che l'individuo trovi estremo piacere nel soddisfarli, ma questa felicità non è una condizione che debba essere conservata e protetta. [Essa infatti arresta] lo sviluppo della capacità (sua e di altri) di riconoscere la malattia dell'insieme e afferrare le possibilità che si offrono per curarla. Il risultato è pertanto un'euforia nel mezzo dell'infelicità [...] una 'coscienza felice' che facilita l'accettazione dei misfatti di questa società"

 

Per Herbert Marcuse la civiltà moderna non è affatto l'antitesi del totalitarismo, ma una specie di sua evoluzione, un sistema fortemente repressivo ma talmente raffinato da rendere i suoi strumenti di controllo e dominio più efficaci e difficilmente individuabili, poichè capaci come nulla prima di convincere i dominati ad amare la propria schiavitù, illudendoli di vivere in una società libera e democratica. Che devo dirti quindi Yanez, Pasolini era un pessimista, Marcuse era nichilista... hai sicuramente ragione tu.

 


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Henry David Thoreau


#229 purple

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Inviato 18 aprile 2018 - 08:42

Purple

 

Confondi società già civilizzate e imperi con le società primitive.
Del primo tipo di società fanno parte appunto un tipo di uomini che hanno sentito il bisogno, a un certo momeno della loro storia, di smettere di essere in balia della Natura e hanno deciso di controllarla e dominarla, di non dipendere più da essa, hanno deciso in sostanza di non dover dipendere più da Dio. L'agricoltura è nata 10.000 anni fa nella mezzaluna fertile per questo motivo. Del secondo tipo invece, fa parte una razza di uomini che fin dall'inizio della storia dell'uomo ritiene che non è il mondo ad essere fatto per l'uomo, ma è l'uomo ad essere fatto per il mondo, perchè la razza umana è solo una specie tra le tante del pianeta, ed essa non ha diritto a prendersi più di ciò che gli spetta per vivere nel quotidiano. Il modo di vivere del primo tipo di uomini porta necessariamente a dover costantemente conquistare i vicini per razziare terre e risorse, poichè il surplus di cibo porta come conseguenza un aumento della popolazione. Più cibo, più individui da sfamare, ancora più cibo, ancora più individui da sfamare: è un cane che si morde la coda, insomma. Ed è quel che Yahweh dice agli israeliti in Genesi: "siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la Terra e soggiogatela". Questo modo di vivere fa sì che nascano gli stati e gli imperi, la concentrazione del potere, l'avidità, il dominio dell'uomo sull'uomo. E non è sostenibile perchè, come vedi, porta ad un grave problema di sovrappopolazione e mancanza di risorse, grandi sacche di estrema povertà nella popolazione in molte zone del mondo, oltre a innumerevoli altri problemi come sfruttamento, schiavitù, droga, alcool, prostituzione, terrorismo, ecosistemi distrutti, perenne insoddisfazione per l'impossibilità di soddisfare tutti i bisogni indotti etc. Tutte cose che nelle società primitive non esistono, perchè le società primitive, attraverso la figura del Nemico e la guerra, fanno sì che la forza centripeta unificatrice che dà origine allo Stato non prevalga, si contrappone quindi a questa forza centripeta una forza centrifuga atomizzatrice, che rende le comunità primitive indivise internamente e frammentate esternamente, in modo da rendere molto difficile la nascita di uno Stato e la concentrazione del potere. Lo scopo della guerra nelle società primitive è proprio quello di evitare la creazione di uno Stato che porta a quel mutamento sociale che dà origine a una concentrazione di potere, a divisione della comunità tra dominanti e dominati, tra coloro che esercitano il potere e coloro che lo subiscono. Serve in pratica per mantenere la propria autonomia, l'indipendenza politica e la libertà, le proprie tradizioni e la propria Legge. Questo secondo modello forse non sarà idilliaco, ma sicuramente è più sostenibile del nostro: la nostra civiltà con questo stile di vita sta portando l'intero pianeta alla distruzione in meno di 10.000 anni, il loro va avanti praticamente da almeno 3 milioni di anni.

 

 

Continuo a pensare che una via di mezzo non sarebbe male. La vita tribale che descrivi, senza sapere cumulativo né organizzazione sociale, è poco diversa da quella degli animali. Senza nemmeno il fuoco magari. Ci va un gran pelo sullo stomaco per reggere una vita di quel genere, accettarne le conseguenze. Sarà che gli intellettuali moderni sono sconnessi dalla realtà, in parte concordo, ma pure tu mi pare che su certe cose dimostri di non averle provate sulla tua pelle. Hai mai provato a vivere di caccia rudimentale, senza fucili o binocoli, di raccolta dei frutti della terra o a zapparla la terra? A vivere senza acqua corrente e riscaldamento? Non è una vita facile mi sa. L'uomo non ha bisogno di tutti i bisogni indotti che ci inculcano, ma nemmeno vive con niente.



#230 Yanez

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Inviato 18 aprile 2018 - 11:54

Ho fatto critiche ben precise, indirizzate a un particolare modello di civiltà (la civiltà moderna), critiche peraltro già mosse da numerosi grandi pensatori occidentali

 

Hai un'idea molto personale di "precisione".

Per il resto, ti sei risposto da solo.

 

PS

Pasolini non era pessimista: era un uomo che "esagerava per amore il proprio disamore".


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#231 Wish You Were Here

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Inviato 19 aprile 2018 - 11:36

Continuo a pensare che una via di mezzo non sarebbe male. La vita tribale che descrivi, senza sapere cumulativo né organizzazione sociale, è poco diversa da quella degli animali. Senza nemmeno il fuoco magari. Ci va un gran pelo sullo stomaco per reggere una vita di quel genere, accettarne le conseguenze. Sarà che gli intellettuali moderni sono sconnessi dalla realtà, in parte concordo, ma pure tu mi pare che su certe cose dimostri di non averle provate sulla tua pelle. Hai mai provato a vivere di caccia rudimentale, senza fucili o binocoli, di raccolta dei frutti della terra o a zapparla la terra? A vivere senza acqua corrente e riscaldamento? Non è una vita facile mi sa. L'uomo non ha bisogno di tutti i bisogni indotti che ci inculcano, ma nemmeno vive con niente.

 

Sapere cumulativo per farne cosa, costruire bombe e strumenti sempre più raffinati di dominio e controllo? Modificare geneticamente la vita? Distruggere e rendere invivibili i luoghi nei quali viviamo? Ci sarebbe anche da chiedersi quale sia il vero valore di questo nostro "sapere". Organizzazione sociale non è vero non ne hanno, è semplicemente diversa dalla nostra. Certo che ho zappato la terra, tagliato legna, spalato letame fino ad avere le braccia a pezzi... so quanto è bassa la terra, conosco la fatica del lavoro manuale. Comunque sul resto concordo con te, ci vorrebbe la via di mezzo, non dico mica che è necessario tornare a vivere nelle caverne! Ripeto, va bene la civiltà, quel che non va bene è imporre a tutti i popoli, a tutto il mondo lo stesso modello di civiltà, e soprattutto QUESTO modello di civiltà, che è fondato sullo sfruttamento dell'uomo, sulla violenza, sulla prevaricazione del più forte sul più debole, sulla sopravvivenza del più adatto, che nella nostra società significa del più furbo e di chi non si fa scrupoli. La nostra è una società fondata sul concetto di "mors tua vita mea". E a vincere sono veramente in pochi, anche qui da noi. Tutto qui.


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Accetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”

 

Henry David Thoreau


#232 flyzmarco

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Inviato 21 aprile 2018 - 07:34

Pure la ribellione e il bullismo contro gli insegnanti a scuola è frutto della mentalità comunista.



#233 Iasonis

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Inviato 21 aprile 2018 - 08:37

Pure la ribellione e il bullismo contro gli insegnanti a scuola è frutto della mentalità comunista.

 

I bulli io li metterei in grandi ruote di legno a produrre energia a suon di frustate, loro, gli stronzi e le zoccole che gli vanno dietro, e scusate, ma il bullismo l'ho vissuto per 8 lunghi anni sulla mia pelle, per dire che ho avuto nel mio piccolo un'immagine di come girano le cose in questo mondo "CIVILIZZATO"



#234 flyzmarco

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Inviato 21 aprile 2018 - 08:45

I bulli io li metterei in grandi ruote di legno a produrre energia a suon di frustate, loro, gli stronzi e le zoccole che gli vanno dietro, e scusate, ma il bullismo l'ho vissuto per 8 lunghi anni sulla mia pelle, per dire che ho avuto nel mio piccolo un'immagine di come girano le cose in questo mondo "CIVILIZZATO"

 

io però mi riferivo al mancato rispetto dell'autorità, qualunque essa sia, genitori, insegnanti, poliziotti etc. frutto del comunismo



#235 Alexandɘr

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Inviato 21 aprile 2018 - 09:29

 

io però mi riferivo al mancato rispetto dell'autorità, qualunque essa sia, genitori, insegnanti, poliziotti etc. frutto del comunismo

 

I bulli io li metterei in grandi ruote di legno a produrre energia a suon di frustate

 



#236 purple

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Inviato 23 aprile 2018 - 10:56

Pure la ribellione e il bullismo contro gli insegnanti a scuola è frutto della mentalità comunista.

 

Non credo. È risaputo che i bambini li mangiano prima dell'età scolastica.


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#237 flyzmarco

flyzmarco

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Inviato 23 aprile 2018 - 05:24

Non credo. È risaputo che i bambini li mangiano prima dell'età scolastica.

 

Non li mangiano, li indottrinano






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