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Calcio e vitamina D non prevengono le fratture


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6 risposte a questa discussione

#1 astro

astro

    Utente Full

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Inviato 31 dicembre 2017 - 12:16

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Jia-Guo Zhao, del Dipartimento di chirurgia ortopedica all’ospedale cinese di Tientsin, pubblicato su “Jama”, calcio e vitamina D non ridurrebbero il rischio di fratture: dopo aver esaminato 33 studi che hanno preso in considerazione oltre 51 mila persone con più di 50 anni, il team di ricerca ha concluso che “gli anziani che assumono calcio e vitamina D hanno la stessa probabilità di subire fratture di quelli che non seguono alcun trattamento“.

Non bisogna fermarsi al titolo“, spiega Andrea Giustina, presidente eletto della Società europea di endocrinologia e Full Endocrinology Professor dell’Istituto San Raffaele di Milano, secondo cui “vanno analizzati bene i dati per non rischiare di diffondere messaggi sbagliati“. “Innanzitutto alcune ricerche incluse nello studio non sono ‘di qualità’ e quindi alterano i risultati complessivi, oltre a differenze enormi tra dosi, tipo e frequenza di vitamina D utilizzata. Inoltre, in molti casi non è indicato che si tratti proprio di colecalciferolo, il composto ideale per le finalità di protezione dello scheletro. E infine è poco consistente l’uso del calcio in associazione alla vitamina D nei vari studi“. “Se le conclusioni della metanalisi non sono precise, possiamo invece fare tesoro del messaggio di fondo: la supplementazione dell’ormone vitamina D va prescritta quando nell’organismo ve ne sia una carenza effettiva e non come trattamento universale al di sopra di una certa età, quindi per stabilire che ve ne sia una necessità è prima opportuno dosarla prima del trattamento. Un trattamento prevede quindi una diagnosi corretta, non sulla base della convinzione che a quell’età tutti siano carenti, e la verifica dei valori raggiunti durante la somministrazione anche per personalizzare i dosaggi. Donne in menopausa e anziani con una diagnosi di osteoporosi dovrebbero ricevere un trattamento adeguato a base di farmaci come i bifosfonati e non solo la supplementazione di vitamina D“. “E’ necessario promuovere anche campagne di salute e prevenzione che si basino su una corretta alimentazione, una attività fisica regolare che permetta lo sviluppo di muscoli che a loro volta funzionano da stimolo per il rinnovamento dell’osso e soprattutto una quota di tempo all’aria aperta, con il 20% del corpo esposto alla luce del sole, possibilmente anche in inverno nelle ore più calde della giornata“.

Per approfondire http://www.meteoweb....Fx5M0tJL9QYA.99

 

 

Chissà cosa ne pensa il dott. Claudio Sauro?  :friendly_wink:

 



#2 fasiel

fasiel

    pervertito gentiluomo

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Inviato 31 dicembre 2017 - 02:35

La ricerca ha suggerito che bassi livelli di vitamina D sono molto diffuse nelle popolazioni che vivono a sud del parallelo 35°



#3 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 08 gennaio 2018 - 11:20

 

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Jia-Guo Zhao, del Dipartimento di chirurgia ortopedica all’ospedale cinese di Tientsin, pubblicato su “Jama”, calcio e vitamina D non ridurrebbero il rischio di fratture: dopo aver esaminato 33 studi che hanno preso in considerazione oltre 51 mila persone con più di 50 anni, il team di ricerca ha concluso che “gli anziani che assumono calcio e vitamina D hanno la stessa probabilità di subire fratture di quelli che non seguono alcun trattamento“.

Non bisogna fermarsi al titolo“, spiega Andrea Giustina, presidente eletto della Società europea di endocrinologia e Full Endocrinology Professor dell’Istituto San Raffaele di Milano, secondo cui “vanno analizzati bene i dati per non rischiare di diffondere messaggi sbagliati“. “Innanzitutto alcune ricerche incluse nello studio non sono ‘di qualità’ e quindi alterano i risultati complessivi, oltre a differenze enormi tra dosi, tipo e frequenza di vitamina D utilizzata. Inoltre, in molti casi non è indicato che si tratti proprio di colecalciferolo, il composto ideale per le finalità di protezione dello scheletro. E infine è poco consistente l’uso del calcio in associazione alla vitamina D nei vari studi“. “Se le conclusioni della metanalisi non sono precise, possiamo invece fare tesoro del messaggio di fondo: la supplementazione dell’ormone vitamina D va prescritta quando nell’organismo ve ne sia una carenza effettiva e non come trattamento universale al di sopra di una certa età, quindi per stabilire che ve ne sia una necessità è prima opportuno dosarla prima del trattamento. Un trattamento prevede quindi una diagnosi corretta, non sulla base della convinzione che a quell’età tutti siano carenti, e la verifica dei valori raggiunti durante la somministrazione anche per personalizzare i dosaggi. Donne in menopausa e anziani con una diagnosi di osteoporosi dovrebbero ricevere un trattamento adeguato a base di farmaci come i bifosfonati e non solo la supplementazione di vitamina D“. “E’ necessario promuovere anche campagne di salute e prevenzione che si basino su una corretta alimentazione, una attività fisica regolare che permetta lo sviluppo di muscoli che a loro volta funzionano da stimolo per il rinnovamento dell’osso e soprattutto una quota di tempo all’aria aperta, con il 20% del corpo esposto alla luce del sole, possibilmente anche in inverno nelle ore più calde della giornata“.

Per approfondire http://www.meteoweb....Fx5M0tJL9QYA.99

 

 

Chissà cosa ne pensa il dott. Claudio Sauro?  :friendly_wink:

 

""dopo aver esaminato 33 studi che hanno preso in considerazione oltre 51 mila persone con più di 50 anni, il team di ricerca ha concluso che “gli anziani che assumono calcio e vitamina D hanno la stessa probabilità di subire fratture di quelli che non seguono alcun trattamento“."" Questo lo si sapeva già, dopo i 50 anni l'osso non si consolida più, e mi meraviglio che abbiano fatto uno studio così imbecille. Fanno qualcosina i DIFOSFONATI, ma poco. Consolidi l'osso se inizi a prendere la Vit D fin dall'infanzia. Se inizi presto a prenderla puoi arrivare ad avere una corticale ossea a livello del femore di 6 mm e non di 3 mm che è la corticale media, visto che c'è una cronica carenza di Vit D fin dall'infanzia. Oltrettutto ne va di mezzo anche il sistema immunitario.



#4 mario61

mario61

    Utente Junior

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Inviato 08 gennaio 2018 - 03:02

... mean baseline serum25-hydroxyvitaminDlevel was 32.8ng/mL .... at 1aa ...  43.9ng/mL
 
risultati identici ad un altro studio sulla prevenzione dei tumori
25-hydroxyvitaminD(25[OH]D) levels from32.8 to 43.9ng/mL in the treatment group
 
... molto strano, ma forse i livelli di efficacia sono maggiori ed è meglio mantenerli precocemente 
 
... senza considerare poi l'importanza di associare vit K7 e Mg


#5 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 08 gennaio 2018 - 11:27

Non riesco ad aprire i siti che hai posto Mario...



#6 mario61

mario61

    Utente Junior

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Inviato 09 gennaio 2018 - 10:22

https://grassrootshe...tient-survival/

 

http://www.clinicala...article/649502/



#7 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 10 gennaio 2018 - 05:29

Due studi contrastanti insomma. Però farei notare una cosa: nel primo studio, quello dell'Università della California riferisce"  Il gruppo basso aveva una media di 17 ng / ml. Il livello medio nei pazienti con carcinoma mammario negli Stati Uniti è di 17 ng / ml." Questo effettivamente è il livello che troviamo anche nel Sud Italia. Nel Nord Italia il livello è più basso. Io che ho fatto oltre 700 dosaggi di Vit D a Badia Calavena ho trovato un livello medio di 13 ng/ml. Ho avuto modo anche di verificare attraverso alcuni miei colleghi il livello medio della Vit D nel meridione, in particolare in Sicilia ed il livello medio era di 19 ng/ml. Ora il secondo studio riferisce un livello medio di Vit D nel gruppo placebo do 31, 6 ng/ml. Ma è un livello che è impossibile a meno che uno non prenda dei supplementi, ad esempio attraverso un polivitaminico. Io non ho mai trovato dei livelli superiori a 26 in persone che non avessero preso dei supplementi. Ragazze che tornavano da 15 giorni di mare belle abbronzate avevano un livello di D di 24-26 ng/ml ( si erano però abbronzate con le creme), per cui resto stupefatto per quei 31,6 ng/ml nel gruppo placebo. Semplicemente ci credo poco perchè io un valore simile non l'ho mai riscontrato a meno che uno non avesse preso dei supplementi. Poi c'è da dire un altra cosa, la Vit D agisce perchè ha un azione anti-angiogenetica, ma questa si esplica quando raggiunge il massimo del Range terapeutico e cioè 90-100 ng/ml. Possimo dire che a 90-100 l'azione anti-angiogenetica è massima. L'Università della California riferisce già un azione antitumorale a 40-60, però in questo caso l'azione non è anti-angiogenetica, ma ci sono altri due meccanismi che agiscono: la prima è l'azione sulle proteine G di membrana che permette alle cellule di comunicare attraverso le pompe ioniche, soprattutto del calcio e del magnesio, ed a questo punto dobbiamo ricordare che il magnesio regola 300 reazioni enzimatiche nella cellula, e che le cellule tumorali sono particolarmente povere di magnesio e di potassio (perchè è il magnesio che apre i canali del potassio), il secondo meccanismo è quello sul Ciclo Di Krebs, cioè la Vit D è indispensabile per l'ossigenazione cellulare, ossigenazione che è particolarmente carente nella cellula tumorale, e questo è uno dei punti più interessanti, visto che la somministrazione di Vit D permette in molti casi di abbandonare la bombola di ossigeno:
24217261267_74077148d4_k.jpg001 by Claudio Sauro, su Flickr

 

P.S Comunque faccio presente che non sono stato radiato ma ho potuto continuare ad esercitare. Il tutto era nato da un Post scritto su un sito chiuso di Facebook, in cui riferivo alcune mie esperienze. Stranamente, senza chiedermi, qualcuno ha portato fuori l'articolo che è finito su Google, quindi accessibile a tutti, io neppure lo sapevo. Accusato di "deviare i pazienti dalla chemioterapia ufficiale", ho dovuto raccogliere le firme di tutti quelli che ho curato che testificavano che non avevo deviato nessuno dalla Chemioterapia Ufficiale. Caduta l'accusa principale, hanno solo potuto accusarmi che consigliavo dei rimedi non ufficialmente riconosciuti e validi, e per questo ho ricevuto sei mesi di sospensione. Ho fatto subito ricorso in Appello, per cui ho potuto continuare ad esercitare. Ora, secondo il mio avvocato, l'Appello sarà fra due anni, io fra 19 giorni vado in pensione, per cui non mi interessa più se l'Appello sarà fra due anni o fra 10 anni.
 






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