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Teoria dei sistemi infiniti


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808 risposte a questa discussione

#801 supersimmetry

supersimmetry

    Utente Senior Plus

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Inviato 10 aprile 2019 - 08:49

Cosa c'è che non va ?

 

Che è un ragionamento circolare senza inizio e nè fine, è un loop , un circolo vizioso.

 

Poi:

 

"Questo è di fatto ciò che accade quando i due domini non si sovrappongono: si usa la relatività generale, non la fisica quantistica, per descrivere, ad esempio, i fenomeni di lente gravitazionale generati da ammassi di galassie."

 

Magari, come intorno al sole, dove c'è la corona solare, anche nello spazio c'è del plasma - in pratica un gas, un fluido - che vaga e magari la luce quando ci passa dentro subisce la rifrazione .

 

L' esperimento della curvatura della luce per opera della massa dovrebbero farlo con corpi celsti freddi , senza plasma attorno, Ma , pensa te, non c'è ne sono nelle vicinanze, almeno non sufficentemente grandi da produrre effetti misurabili.

 

E guarda caso simulazioni del modello, previsioni e risultati coincidono (onde gravitazionali, precessione orbite,  etc...  comprese): coincidenze cosmiche?

 

Rifrazione poi...

 

Attendo ancora la risposta di Sauro sul perchè ce l'abbia con il caro Albert.



#802 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 10 aprile 2019 - 10:11

E guarda caso simulazioni del modello, previsioni e risultati coincidono (onde gravitazionali, precessione orbite,  etc...  comprese): coincidenze cosmiche?

 

Rifrazione poi...

 

Attendo ancora la risposta di Sauro sul perchè ce l'abbia con il caro Albert.

Io non ce l'ho con il caro Albert, caso mai con sua moglie....

 

https://it.wikipedia...ki/Mileva_Marić
Ad averla maggiormente affascinata e indirizzata per i suoi studi successivi è stata la teoria della cinetica dei gas e, non a caso, va sottolineato, sarà proprio questo tipo di problematiche a integrarsi con le idee di Einstein dell'anno 1905 e delle sue ricerche e ipotesi. Ciò ha fatto ovviamente supporre che Mileva Marić avesse avuto un ruolo tutt'altro che secondario nelle nuove concezioni del marito, ma né Einstein né altri ne hanno mai fatto cenno. Di fatto, all'epoca, le discipline scientifiche erano considerate "adatte" solo ai maschi e non alle femmine. Se dunque Mileva sia stata determinante per la maturazione delle idee di Einstein non è stato ancora scoperto. Le donne, in molti paesi d'Europa, erano all'epoca totalmente escluse dall'università. Successivamente furono ammesse come "ascoltatrici" e non come "allievi" di un corso di laurea. Mileva Marić decise di fermarsi in Germania solo per un semestre, ragion per cui non è stato possibile ricostruire il suo percorso formativo a Heidelberg in maniera completa. A partire dal 1903 Mileva Marić-Einstein mise la sua intelligenza al servizio del marito
 



#803 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 10 aprile 2019 - 10:20

Ma hai compreso ciò che hai letto dio strabono?
Io ti parlo di teoria quantistica dei campi e di Dirac, e tu mi parli di Klein–Gordon

Se peschi titoli a cazzo, se fai un minestrone di tutto, anche teorie contraddittorie tra loro (vedi Angeloni e whitehead ) il casino è tutto e solo tuo.
Se non hai mai studiato RR e RG, va da sè che ti butti a spanne in topic che nemmeno dovresti vedere con i binocoli.
PS: mi spieghi perchè ce l'hai tanto con Einstein se le tue ricerche sono selettive e rivolte soltanto a screditarlo?

Studia Sauro, studia ignorante presuntuoso, prima però impara a familiarizzare con la matematica: nella scienza senza matematica non si vola. (e tu non sai manco fare una moltiplicazione e una divisione - secondo te 9*6=45 e un numero(diverso da zero) /0=0)

 

intanto gioiamo: dopo le onde gravitazionali, altra conferma che la Relatività Generale regge (a meno che non vi sia una cospirazione galattica in atto)

 

https://eventhorizontelescope.org/

Astronomers Capture First Image of a Black Hole

 

20190410-78m-800x466.png?m=1554877319&it

 

Ma guarda un po: al TG "è la prima volta nella storia che viene fotografato un BUCO NERO, inoltre "DA OGGI SI APRE UN NUOVO CAPITOLO NELLA STORIA"

Ma se sono 6 anni che Carlo Rovelli mostra la fotografia di un BUCO NERO       

 

 

ah ho capito, il suo apparteneva alla PRE-LOGICA, guesto invece appartiene alla LOGICA



#804 supersimmetry

supersimmetry

    Utente Senior Plus

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Inviato 10 aprile 2019 - 10:25

Ma guarda un po: al TG "è la prima volta nella storia che viene fotografato un BUCO NERO, inoltre "DA OGGI SI APRE UN NUOVO CAPITOLO NELLA STORIA"

Ma se sono 6 anni che Carlo Rovelli mostra la fotografia di un BUCO NERO      

 

Scattata con il suo aifon dal cortile di casa.?



#805 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 10 aprile 2019 - 11:08

"ECCO LA FOTOGRAFIA DI UN BUCO NERO, E' LA PRIMA DELLA STORIA"

 

http://www.ansa.it/c...027bbd8495.html

 

Si trova a 55 milioni di anni luce, quindi non possono averlo visto che con i radiotelescopi. Questo significa che l'immagine che vedete è un immagine ricostruta al computer in base ai segnali radio che hanno ricevuto.. Il buco in mezzo scuro significa che da quella zona non ricevevano segnali radio. Ovviamente non c'è altra spiegazione del BUCO NERO, visto che bisogna convalidare la RR

 

Dopo la scoperta delle ONDE GRAVITAZIONALI non ci devono più essere dubbi sulla Relatività Ristretta. Ma è possibile che l'interpretazione dell'immagine faccia la stessa fine fra qualche anno delle ONDE GRAVITAZIONALI.

 

https://www.focus.it...-gravitazionali

 

I dubbi di oggi. Per davvero sono state rilevate onde gravitazionali? Questa è la domanda che si è concretizzata per un gruppo di fisici che ha analizzato i dati messi a disposizione dagli scienziati che le hanno annunciate. La risposta, sconcertante, è oggetto di un approfondimento di New Scientist, che così conclude: «Riteniamo che quanto hanno affermato gli scienziati che sostengono di aver individuato le onde gravitazionali con LIGO non ha basi sufficienti per essere credibile. I ricercatori non hanno messo a disposizione i dati necessari per poter affermare con certezza la loro esistenza».
 



#806 supersimmetry

supersimmetry

    Utente Senior Plus

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Inviato 10 aprile 2019 - 11:34

https://www.focus.it...-gravitazionali

 

I dubbi di oggi. Per davvero sono state rilevate onde gravitazionali? Questa è la domanda che si è concretizzata per un gruppo di fisici che ha analizzato i dati messi a disposizione dagli scienziati che le hanno annunciate. La risposta, sconcertante, è oggetto di un approfondimento di New Scientist, che così conclude: «Riteniamo che quanto hanno affermato gli scienziati che sostengono di aver individuato le onde gravitazionali con LIGO non ha basi sufficienti per essere credibile. I ricercatori non hanno messo a disposizione i dati necessari per poter affermare con certezza la loro esistenza».
 

 

leggilo bene (fattelo tradurre), non utilizzare il traduttore di google che i termini tecnici non sa nemmeno dove stiano di casa..

 

12/16/2018, 7:13 PM (16 dicembre 2018 - l'articolo tuo di Focus è del 7 Novembre 2018)

No more doubts: Two independent studies confirm LIGO’s Nobel discovery

https://arstechnica....tational-waves/

 

“The Copenhagen group refuse to accept that they may be wrong,” Moffat said. “In fact, they are wrong.”



#807 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 11 aprile 2019 - 09:52

leggilo bene (fattelo tradurre), non utilizzare il traduttore di google che i termini tecnici non sa nemmeno dove stiano di casa..

 

12/16/2018, 7:13 PM (16 dicembre 2018 - l'articolo tuo di Focus è del 7 Novembre 2018)

No more doubts: Two independent studies confirm LIGO’s Nobel discovery

https://arstechnica....tational-waves/

 

“The Copenhagen group refuse to accept that they may be wrong,” Moffat said. “In fact, they are wrong.”

Non vedo che cacchio dimostrino le ondegravitazionali, non certo la relatività di Einstein visto che tutte le forze nell'universo si trasmettono per onde. Tanto è vero che le aveva già dimostrato Marco Todeschini ancora nel 1950, nella sua Teoria delle Apparenze. Oltrettutto il Todeschini unisce magicamente il microcosmo con il macrocosmo e ci sono moltissimi parallellismi con la quantistica. Ti riporto in sintesi la teoria, ovviamente tralasciando le formule matematiche. Oltretutto spiega moltissimi fenomeni che Einstein e neppure la quantistica riescono a spiegare.

 

MARCO TODESCHINI E LA FISICA QUANTISTICA

 

 

Ho conosciuto le teorie del Todeschini per caso, andando a trovare il famoso fisico Speri Omero, che aveva tutta l’opera “La teoria delle apparenze”

Io mi sono accontentato di acquistare una sintesi, la “Psicobiofisica”, comunque un libro imponente di 700 pagine.

La mia attività di medico di medicina generale, mi ha permesso di comprendere a grandi linee l’opera, anche se ho cercato di evitare le formule matematiche più complesse.

Marco Todeschini era stato proposto come premio NOBEL ma per svariati motivi il NOBEL non gli è stato conferito, soprattutto per la sua disputa con Einstein, di cui avrò il piacere di parlare in seguito.

Marco Todeschini nacque a Valsecca,in provincia di Bergamo, il 25 aprile 1899. Orfano della madre dalla nascita, venne mandato ancora bambino in collegio a Casalmaggiore, dove vi rimase fino all’età di 17 anni, anno in cui entrò nell’esercito come ufficiale del Genio e pilota aviatore. Si laureò in ingegneria meccanica ed elettronica al Politecnico di Torino. Nella sua vita di studioso si specializzò e si diplomò in vari rami della fisica e della fisioneurologia ed insegnò come Professore Ordinario di meccanica razionale ed elettronica al biennio di Ingegneria Superiore STGM in Roma oltre ad essere stato docente di Termodinamica all’Istituto Tecnico Industriale Paleocapa di Stato in Bergamo. Negli attrezzatissimi laboratori del Centro Studi di Pavia, realizzò varie invenzioni e compì una classica serie di ricerche teoriche e sperimentali giungendo a scoprire le modalità con le quali si svolgono e sono collegati tra loro i fenomeni fisici, biologici e psichici, di cui determinò le precise relazioni matematiche reciproche e di assieme coordinandoli tutti in una scienza universale denominata appunto perciò "PsicoBioFisica". Egli lavorò per tutta la vita alla sua originale teoria fisica unitaria, che chiamò "Teoria delle Apparenze", o anche "Psicobiofisica". In contrapposizione alle tesi della relatività einsteniana, viene rivalutato il concetto di "etere", ovvero di un fluido sottilissimo responsabile di ogni moto e fenomeno dell’universo, dal mondo atomico alla cosmologia, comprese anche le realtà biologiche e psichiche. Marco Todeschini visse gli ultimi anni della sua vita a Bergamo, dove morì il 13 ottobre 1988, dopo aver manifestato il volere di riposare nel suo paese natale,Valsecca,dove la sua lapide dice :" Visse la sua vita per la scienza universale". Per quanto si sia ritenuto un fisico classico, tutte le sue teorie travalicano la fisica classica e prevedono altre ipotesi, quali quelle della fisica quantistica.

Paradossali parallelismi fra la fisica Todeschiniana e la fisica quantistica. Todeschini dice: 1. Lo spazio universale non è vuoto, come riteneva Newton, bensì un’estensione tridimensionale sostanziata in ogni suo punto di una densità costante 9.20 elevato alla 20 potenza minore dell’acqua. La fisica quantistica dice: Questi inusuali eventi subatomici diedero ai fisici una nuova prospettiva per comprendere lo spazio vuoto. Per Heinz Pagels della Rockfeller University, il vuoto assomiglia alla superficie dell’oceano : "Immaginate di sorvolare l’oceano con un jet. Da quel punto di osservazione ottimale, la superficie sembra perfettamente uniforme e vuota. Ma voi sapete che se foste su una barca, vedreste enormi onde tutt’attorno. Così si comporta il vuoto. Su grandi distanze - ovvero le distanze che noi sperimentiamo come esseri umani - lo spazio ci appare completamente vuoto. Ma se potessimo analizzarlo da molto vicino vedremmo tutte le particelle quantistiche entrare e uscire dal nulla ". Paradossalmente qui la quantistica ricalca il concetto dello spazio universale non vuoto di Todeschini. Dice addirittura, se voi aveste una barca vedreste enormi onde tutto, intorno. Per la quantistica le particelle possono entrare ed uscire dal nulla. Ma come possiamo conciliare questo con la teoria di Todeschini: la cosa è molto semplice. Per il Todeschini, l’energia di una particella è data dal moto che il fisico identifica come causato dall’effetto Magnus. Ma se noi togliamo il moto ad una particella cosa resta: il nulla, assolutamente il nulla. In tal senso si può dire che i mesoni, così come altre particelle si annullano, semplicemente perché è venuto a mancare il moto che ne caratterizzava l’energia. La quantistica dice che lo spazio vuoto è pieno di energia, e questo sembrerebbe un paradosso, ma il Todeschini dice che uno spazio vuoto nel quale immaginiamo un numero indeterminato di onde o di forze, è del tutto assimilabile ad un pieno, che abbia una densità minima. Ed il Todeschini, a differenza della quantistica riesce a quantizzare questa densità , ed in base a tale scoperta da una spiegazione a quel 40% di fenomeni fisici tuttora sconosciuti. I fenomeni giroscopici, l’inerzia, ecc., sono tutti fenomeni che non sono spiegabili tuttora dalla fisica classica e neppure dalla fisica quantistica, ma solo postulando una densità minima dello spazio che in tal modo acquista a somme linee la densità di un fluido. Solo in tal modo il Todeschini ha potuto spiegare in via teorica e con grande precisione la rotazione e la rivoluzione dei pianeti, l’inerzia dei corpi, gli effetti giroscopici, oltre ad 800 altre scoperte che sarebbe troppo lungo discutere.

Ma andiamo avanti il Todeschini dice: 2. Tutti i campi di forze centrali dell’Universo, astronomici, molecolari, atomici, nucleari, neutronici, mesonici e delle ultime particelle della materia, si identificano ognuno nel campo sferico rotante centro-mosso di spazio fluido, suddiviso, come una cipolla, in una serie di strati sferici concentrici, aventi spessore costante e velocità di rotazione inversamente proporzionale alla radice quadrata del loro raggio Ora per il Todeschini la velocità di rivoluzione degli elettroni attorno al nucleo è superiore a quella della luce. Ma una velocità superiore a quella della luce comporta che la posizione dell’elettrone in qualsiasi momento sia indeterminata, cioè avremmo la stessa possibilità di trovarlo in qualsiasi punto, e questo in piena sintonia con la quantistica. Infatti la quantistica dice: lo stato di una particella viene definito attraverso il valore esatto delle due quantità osservabili posizione e impulso (variabili canoniche); in meccanica quantistica, invece, lo stato di una particella è descritto (nella rappresentazione di Schroedinger) da una funzione d'onda. Essa non ha un proprio significato fisico, mentre lo ha il suo modulo quadro, che fornisce la distribuzione di probabilità della osservabile posizione: per ogni punto dello spazio, assegna la probabilità di trovare la particella in quel punto, quando si misura la sua posizione. Il significato di questa probabilità può essere interpretato come segue: avendo a disposizione infiniti sistemi identici, effettuando la stessa misura su tutti i sistemi contemporaneamente, la distribuzione dei valori ottenuti è proprio il modulo quadro della funzione d'onda. Similmente, il modulo quadro della trasformata di Fourier della funzione d'onda fornisce la distribuzione di probabilità dell'impulso della particella stessa.

E significativo che il Todeschini concepisca l’atomo come uno spazio cento mosso circolante suddiviso come una cipolla, cioè anche l’elettrone diventa un punto indeterminato, che si può concepire come funzione che crea più strati, cioè più onde di spazio, che ha le stesse probabilità di trovarli in uno di questi spazi centro mossi, cioè in sostanza come per la quantistica diventa un funzione d’onda. E se il Todeschini ci dice che in un miliardesimo, di miliardesimo di miliardesimo di secondo potremmo vedere l’elettrone come forza causata da uno spazio circoscritto centro mosso, questo resta solo come fatto teorico, in quanto che il tempo considerato è talmente esiguo, che ci porta nella pratica a considerare l’elettrone più come un onda che come un corpuscolo. E se i corpi caldi emettono corpuscoli ed anche particelle o elettroni, questi sono nel contempo particelle ed onde, cioè l’onda a livello subatomico viene ad identificarsi nella particella secondo meccanismi che per noi sono difficilmente comprensibili Ma andiamo avanti con queste interessanti considerazioni. Dice il Todeschini : 3 In tutti i campi centrali dell’Universo, la misteriosa forza longitudinale che spinge le masse planetarie a compiere delle rivoluzioni intorno alla massa centrale, si identifica nella spinta che quelle masse planetarie ricevono da parte delle linee di flusso circolari in cui sono immerse. Resta così dimostrato che tali masse non sono immerse in uno spazio vuoto, come sosteneva Newton, per i sistemi astronomici, e come riteneva Bohr per i sistemi atomici, ma sono immerse in un campo fluido centro-mosso Pertanto per il Todeschini lo spazio non è vuoto, ma è un pieno, seppure caratterizzato da una densità infinitesimale. Ma sentiamo cosa dice la quantistica: Questi inusuali eventi subatomici diedero ai fisici una nuova prospettiva per comprendere lo spazio vuoto. Per Heinz Pagels della Rockfeller University, il vuoto assomiglia alla superficie dell’oceano : "Immaginate di sorvolare l’oceano con un jet. Da quel punto di osservazione ottimale, la superficie sembra perfettamente uniforme e vuota. Ma voi sapete che se foste su una barca, vedreste enormi onde tutt’attorno. Così si comporta il vuoto. Su grandi distanze - ovvero le distanze che noi sperimentiamo come esseri umani - lo spazio ci appare completamente vuoto. Ma se potessimo analizzarlo da molto vicino vedremmo tutte le particelle quantistiche entrare e uscire dal nulla ". Per il Todeschini uno spazio vuoto che sia pieno di forze equivale ad uno spazio pieno in cui la densità sia minima. Ma come possono secondo la quantistica le particelle entrare ed uscire dal nulla? Per il Todeschini la spiegazione è semplice, ma dovremmo prima porci la domanda : cos’è l’energia, quale è l’essenza delle forze. Per il Todeschini l’energia non può essere altro che uno spazio di minima densità a cui è stato conferito un moto. In sostanza una particella per esistere, deve avere in se un moto, se togliamo quello la particella cessa di esistere. La quantistica dice : il nulla assomiglia alla superficie dell’oceano: se noi potessimo analizzarlo vederemmo particelle entrare ed uscire dal nulla. Il Todeschini direbbe: quello che crediamo il nulla è in realtà il vuoto che ha una densità infinitesimale. Se noi lo analizziamo vediamo particelle entrare ed uscire dal nulla, e quando la particella si annulla è semplicemente perché ha perso il suo moto e si è uniformata allo spazio universale. Sappiamo dalla quantistica che esistono particelle di materia e di antimateria, ma attribuire un simile attributo a delle particelle è un operazione del tutto gratuita. Infatti in cosa consiste la materia? Ed in cosa consiste l’antimateria? Sono semplicemente delle funzioni di un fluido universale unico che riempie lo spazio. Una particella di materia è una particella che ruota in un certo modo, ad esempio vista dall’osservatore in senso orario, una particella di antimateria non è altro che una particella che ruota in senso opposto. E’ chiaro che quando si incontrano si annullano liberando energia. Ma andiamo avanti in queste interessanti considerazioni Il Todeschini dice: 4 In qualsiasi campo centrale di forze dell’Universo, le masse planetarie, essendo costituite da una o più sfere di spazio fluido che ruotano su se stesse, in senso contrario alle linee di flusso circolari del campo in cui sono immerse, sono soggette, per effetto Magnus, ad una forza risultante Fr inclinata, che si può scomporre in due: una Ft trasversale alle linee di flusso circolari, che sospinge le masse planetarie verso il centro del campo; ed una Fl longitudinale che tende a far loro compiere delle rivoluzioni intorno al centro del campo: Ne risulta che le masse planetarie sono spinte dalla forza risultante inclinata, che è tangente alla traiettoria che descrivono, a seguire tale curva, la quale risulta una spirale, mentre si avvicinano al centro del campo, o cadono sopra la massa centrale; oppure se prima che ciò avvenga, riescono ad aumentare la loro velocità di rivoluzione in modo da acquistare un’accelerazione centrifuga maggiore di quella centripeta, si allontanano dal centro del campo percorrendo il ramo di semispirale simmetrico ed opposto. Le masse planetarie di tutti i sistemi di forze centrali dell’Universo, nel rivoluire o nel cadere verso il centro del campo descrivono quindi tutte una traiettoria costituita da due rami di spirale simmetrici ed opposti, che si incontrano in due punti doppi, uno più lontano dal centro del campo (afelio), ed uno più vicino (perielio). Questa traiettoria considerata dalla massa posta al centro del campo, appare come un’ellissi. Resta così provato che le masse planetarie di tutti i sistemi dell’Universo, si comportano come quelle immerse in un campo fluido centro-mosso, perché come queste seguono le tre leggi di Keplero.

Qui chiaramente il Todeschini si discosta dalla legge di Einstein, che dice che le masse planetarie ruotano attorno ai pianeti perché lo spazio si curva. Ma poiché per Einstein lo spazio è il vuoto assoluto, il Todeschini si chiede come possa il voto assoluto, cioè il nulla a curvarsi. In effetti è un ragionamento che non fa nessuna piega se ipotizziamo un vuoto assoluto, ma se immaginiamo uno spazio con un minimo di densità questo ragionamento diventa più che logico, e dal momento che anche per la quantistica il vuoto, che chiama nulla è pieno di forze, possiamo ipotizzare che questo nulla abbia un minimo di densità.

. La misteriosa forza di gravità che risente un nucleo di idrogeno immerso in un campo astronomico, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che il nucleo ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo astronomico in cui è immerso. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza di gravità. Se consideriamo che i corpi sono costituiti da un numero più o meno grande di atomi di idrogenioni, ne segue che il peso in un qualsiasi corpo si risolve nella forza centripeta totale dei suoi nuclei, dovuta all’effetto Magnus di ciascuno di essi.

Il Todeschini ha introdotto un concetto nuovo nella fisica, e cioè che le masse minori, come ad esempio gli elettroni, sono generate dall’effetto rotatorio di masse maggiori. Ad esempio il nucleo atomico ruotando, trascina lo spazio fluido nel quale è immerso e del quale è costituito. Tale movimento rotatorio genera per effetto Magnus le masse minori che ruoteranno attorno al nucleo con una velocità inversamente proporzionale alla distanza, fintanto che la minima densità dello spazio determinerà per attrito lo spegnersi di tale effetto rotatorio. Pertanto possiamo sapere per certo che gli elettroni gireranno attorno al nucleo con un movimento rotatorio esattamente opposto a quello del nucleo stesso, in sostanza se il nucleo gira in senso orario (per l’osservatore) gli elettroni gireranno in senso antiorario. Se un protone ed un elettrone che hanno movimenti opposti vengono a toccarsi il loro movimento si annulla e così pure si annulla la loro massa liberando energia. Questo in teoria, ma in pratica poichè il neutrone ha massa molto superiore all'elettrone, non fa altro che rallentare il suo moto rotatorio sotto la soglia critica per generare altri elettroni per effetto Magnus. In sostanza il protone perde solo la sua carica ed acquista un minimo di massa in più, ma da questo veniamo a sapere che una particella ha una carica se il suo moto di rotazione supera una determinata soglia critica. Pertanto il neutrone si trasforma in protone, che ha movimento rotatorio sotto la soglia critica, cioè è privo di carica, ma qualora fosse bombardato con altri elettroni, o con un flusso di campo fluido ad elevata velocità, riacquisterebbe la sua velocità e la sua carica originali, ed avendo inoltre massa maggiore, libererebbe elettroni ed altre particelle subatomiche. Inoltre il Todeschini ci rivela anche il perché della misteriosa forza di gravità: “La misteriosa forza di gravità che risente un nucleo di idrogeno immerso in un campo astronomico, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che il nucleo ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo astronomico in cui è immerso e si trasmette solo per onde per la discontinuità delle linee di flusso del campo; questo poi si ripercuote anche a livello macroscopico.

Potremmo avere un anti forza di gravità? No perché la forza di gravità è data dalle linee di forza del campo astronomico, che determinerà sempre, e per effetto Magnus, la velocità di rotazione dei sistemi atomici immersi nel campo. Pertanto il nucleo girerà sempre in senso opposto alle linee del campo. Un oggetto che si muove nell’ambito del campo, non è che vada a fendere l’etere (se così si vuol chiamare la minima densità del campo), ma assumerà a mano a mano che si sposta nel campo, la forza del campo stesso, che imprimerà agli idrogenioni una velocità sempre opposta alle linee del campo.

6. La misteriosa forza di attrazione elettrica che risente un elettrone planetario immerso in un campo atomico, si identifica con la spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che tale elettrone ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo atomico in cui è immerso. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza elettrica.

Anche la forza elettrica pertanto non è altro che una forza che viaggiando lungo determinate linee, imprime all’elettrone una forza che gli conferisce una spinta centripeta tanto da farlo ruotare in senso contrario alle linee di flusso del campo. Se noi riuscissimo teoricamente a far ruotare l’elettrone secondo le linee del campo cioè in senso opposto, l’elettrone si annullerebbe, perché la forza gli è conferita dal campo stesso solo se gira secondo le linee di flusso del campo.

7. La misteriosa forza di attrazione magnetica che risente un elettrone planetario immerso in un campo neutronico, si identifica con la spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che tale elettrone ruota su se stesso in senso contrario al campo ed è spinto verso il protone centrale. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza magnetica.

La forza magnetica è del tutto sovrapponibile alla forza elettrica e vigono le stesse leggi.

8. La misteriosa forza di interazione forte che risente un androne ruotante su se stesso in senso contrario al campo fluido in cui è immerso, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus che lo spinge verso l’antiandrone centrale che ruota in senso contrario al suo.

Anche nel subatomico le leggi sono le stesse. Se un androne si dovesse incontrare con un antiandrone ovviamente si annullerebbero

9. La misteriosa forza di interazione debole che risente una particella planetaria qualsiasi, immersa nel campo di una antiparticella, che ruota in senso, si identifica nella spinta centripeta che la particella planetaria subisce per effetto Magnus. Resta così svelata, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza di interazione debole.

Stessa regola per le particelle e le antiparticelle

In sostanza prendendo in considerazione i punti fondamentali della quantistica, possiamo fare un analisi punto per punto dei punti somiglianti alla fisica di Todeschini.

 

Punti fondamentali della quantistica:

- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo. - Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità. - E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla. - Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Per il Todeschini :non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo. Sostanzialmente è la stessa cosa che dice anche la quantistica. Esternamente a noi non esiste una realtà come noi la vediamo, ma esiste una realtà composta da corpuscoli e particelle che soltanto quando colpiscono i nostri organi di senso diventano, musica, luce, colori, bellezza, sensazioni tattili ecc. Al di fuori di noi esiste un mondo completamente buio, silenzioso, atermico che non esisterebbe se non vi fosse un intelligenza che lo scopre e lo qualifica. Pertanto la materia senza un osservatore non è nulla, non esiste o esiste solo in senso teorico

- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità Questa è facile da spiegare dal momento che la casualità possiamo concepirla in un sistemo non infinito. Nel momento in cui questo sistema diventa infinito, non è più possibile parlare di casualità, ma necessariamente di acasualità. E poiché qualsiasi sistema nell’universo tende all’infinito, non possiamo che dar ragione alla quantistica Per fare un esempio banale, possiamo fare quello delle previsioni del tempo. Poiché per le previsioni del tempo entrano infiniti fattori, non possiamo che limitarci a fare delle previsioni a brevissimo termine. Quelle a lungo termine diventano del tutto gratuite.

- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla

Anche questo è in linea con la concezione todeschiniana. Poiché lo spazio sia pure di minima densità è concepito come un mezzo rigido, ne risulta che lo spazio stesso che esiste fra due corpi viene a mancare di consistenza. In sostanza lo spazio non esiste, ma è solo una funzione soggettiva legata agli organi di senso. Pertanto lo spazio, come tutte le altre funzioni (luce, calore, suoni, tatto ecc) rientra nella stessa categoria del soggettivo, e pertanto due corpi possono comunicare a distanza nel senso che non comunicano, ma sono semplicemente sempre in contatto

- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Abbiamo già fatto l’esempio della cipolla, mi pare che un esempio migliore di quello non ci sia

Comunque alcune correzioni vengono apportate alla quantistica:

In meccanica classica, lo stato di una particella viene definito attraverso il valore esatto delle due quantità osservabili posizione e impulso (variabili canoniche); in meccanica quantistica, invece, lo stato di una particella è descritto (nella rappresentazione di Schroedinger)

Secondo la formula di Schroedinger per ogni punto dello spazio, assegna la probabilità di trovare la particella in quel punto, quando si misura la sua posizione. Il significato di questa probabilità può essere interpretato come segue: avendo a disposizione infiniti sistemi identici, effettuando la stessa misura su tutti i sistemi contemporaneamente, la distribuzione dei valori ottenuti è proprio il modulo quadro della funzione d'onda. Similmente, il modulo quadro della trasformata di Fourier della funzione d'onda fornisce la distribuzione di probabilità dell'impulso della particella stessa.

In sostanza noi avremmo la possibilità di trovare un elettrone in qualsiasi punto del sistema atomico. Se questo per Todeschini è valido per l’atomo libero ed isolato da altri sistemi, è fuor di dubbio che nel momento in cui l’atomo entra in contatto con altri sistemi per formare delle molecole, l’equazione di Schroedinger viene a cadere perché tutti gli elettroni si dispongono su un piano. Non sarebbe altrimenti possibile spiegarsi il perché dei cristalli e delle molecole che si dispongono secondo ordinamenti precisi, cis e trans. Pertanto gli elettroni intorno al nucleo nell’ambito di un cristallo sono più paragonabili agli anelli di saturno che ad una disposizione caotica ed indeterminata. Se la fisica classica ha spiegato una parte della realtà, possiamo intendere questa parte come una faccia della medaglia; l’altra faccia della medaglia è sicuramente stato spiegato dalla fisica quantistica e Todeschini ci ha messo il sale. 



#808 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 12 aprile 2019 - 10:57

Ripropongo qui un brano che avevo già posto in altro sito, è cioè quello sui NEUTRINI studiati per primo da Bruno Pontecorvo nell'acceleratore di particelle di Mosca. E' interessante considerare che il mutamento di stato dei NEUTRINI potrebbe essere causato proprio da un moto rotatorio intrinseco, in base a quello che abbiamo detto sopra.

 

Bruno Pontecorvo cià speso una vita sui neutrini classificandoli in tre tipi:

LA PARTICELLA MANCANTE

La Particella Mancante è il titolo di un famoso libro di Joao Magueijo docente di Teoria della Relatività Generale all’Imperial College di Londra. Il famoso fisico, che è uno dei più noti insegnanti di Fisica Quantistica con questo libro ne approfitta per fare la storia di Ettore Majorana. Ettore Majorana , come ben sapete è stato uno dei più grandi fisici che siano mai esistiti. Scomparso misteriosamente nel 1938, alcuni dicono che si sia imbarcato per l’Argentina, altri che si sia suicidato, altri ancora che si sia fatto frate e sia entrato in un convento di clausura. Quest’ultima ipotesi è la più probabile, visto il tenore delle sue ultime lettere. I fratelli sospettando questo lo hanno cercato presso numerosi conventi, ed in un convento si sarebbero sentiti rispondere dal priore “Ma perché vi preoccupate tanto quando lui stà bene.” Come facesse il priore a sapere che stava bene non lo si sa ma lo si intuisce, se avesse sospettato che si fosse suicidato non avrebbe certo detto una frase del genere e neppure avrebbe potuto saperlo se si fosse imbarcato per l’Argentina, pertanto, forse per volere dello stesso Ettore, non l’ha mostrato ai fratelli, facendosi monaco di clausura ha pure cambiato nome e sulla tomba è rimasto un nome diverso. Del resto del suo ingresso in monastero fosse poteva saperlo solo il priore che per volere dello stesso Ettore non l’ha rivelato mai. Forse Ettore si è ritirato dal mondo perché non voleva partecipare alla creazione della bomba atomica (è una delle ipotesi) , aveva intuito già prima l’enorme portata in senso negativo di una simile scoperta per l’umanità ed ha preferito ritirarsi, un po come uno dei piloti che ha sganciato la bomba atomica su Hiroshima, dopo averla sganciata si è fatto frate. Ettore Majorana aveva una mente straordinaria tanto che lo stesso Enrico Fermi aveva un complesso di inferiorità nei suoi confronti: le equazioni matematiche che Fermi doveva fare alla lavagna per arrivare al risultato dopo lunghi passaggi Majorana le faceva mentalmente in poco tempo. Ettore Majorana ha aderito alla fisica quantistica, ma se ne è discostato per molti aspetti. Il primo intervento scientifico noto di Ettore risale al 1928, quando aveva 22 anni soltanto. Fu una comunicazione della Società Fisica Italiana in cui correggeva il modello Thomas-Fermi, un modello per abbordare il problema degli elettroni multipli in un atomo sostituendoli  con nubi elettroniche. Fermi dissentiva in maniera decisa, il che non gli impedì di pubblicare lo stesso lavoro sei anni più tardi in collaborazione con Amaldi, senza riconoscere alcun credito ad Ettore. Nel periodo in cui si dedicò alla fisica atomica, Ettore pubblicò una mezza dozzina di articoli scientifici, tutti firmati da lui.  Di questo il più conosciuto riguarda la scoperta del modo in cui la luce spettrale, si modifica quando gli atomi sono immersi in un campo magnetico oscillante. Il risultato è l’effetto Majorana- Brossel ed esprime la tecnica matematica per risolvere il problema delle particelle dotate di spin. E’ da osservare che già in questa formula, Majorana si discosta dalla quantistica perchè la modificazione della luce spettrale in un campo oscillante è del tutto indipendente dall’osservatore. Un po come ha dimostrato Afshar che la propagazione della luce è indipendente dall’osservatore, così pure Majorana nell’effetto Majorana- Brossel fa cadere l’interpretazione magica di Copenaghen dei molti mondi, uno dei pilastri della Quantistica, e come per Afshar il gatto non esce più dalla scatola mezzo vivo o mezzo morto, ma vivo o morto. Cadiamo nel sistema causale e non casuale, ed abbiamo visto che tale sistema è proprio dei sistemi infiniti, ed anche l’atomo è un sistema infinito (questo perché è condizionato da tutti i sistemi maggiori che tendono all’infinito). Una degli scontri maggiori che ha avuto Majorana è stato quello con Dirac. Dirac concepiva la realtà come formata di particelle ed antiparticelle, ma quando Ettore venne a conoscenza della teoria di Dirac disse che non c’erano prove dell’esistenza del positrone e dell’antipositrone. Ad ettore questa teoria proprio non piaceva, a suo giudizio era ciarpame: energie negative, particelle che non esistevano e quant’altro, la sua reazione lo portò a formulare una teoria diversa, senza particelle ed antiparticelle, la teoria del Neutrino di Majorana; tale neutrino è un neutrino elettronico che ha un minimo di massa, una massa addirittura 1000 volte inferiore a quella di un elettrone, ma già sufficiente per mettere in crisi la relatività di Einstein, poiché il neutrino viaggia quasi alla velocità della luce però mantiene la sua massa costante, ciò che non è previsto dalla teoria ristretta della relatività. Osservazioni successive hanno messo in evidenza come il sole emetta 1/3 di neutrini rispetto a quelli che dovrebbe emettere secondo i calcoli, ma per spiegare il perché ci ha pensato Bruno Pontecorvo, rigidamente quantistico, dicendo che il neutrino viaggiando perde la sua massa, da neutrino elettronico, passa a neutrino muonico, a neutrino tauonico, per poi riacquistare nuovamente la massa e ridiventare neutrino elettronico. Pontecorvo ha detto che il neutrino viaggiando cambia il suo “sapore”, diventa, prima dolce, poi amaro, poi salato (elettronico). E questa è la Meccanica Quantistica.

Dice alla fine del testo Joao Magueijo: “”come la storia del neutrino la storia di Ettore è altrettanto elusiva. Anche se scoprissimo con certezza ciò che egli fece, non sapremmo mai perché lo fece, che è una cosa di gran lunga più importante. Questa mancanza di una verità ultima non deve rattristarci: almeno ci impedisce di nutrire deliri di onniscienza. Aver accesso ad ogni conoscenza non risolverebbe i nostri problemi, ma ne creerebbe soltanto di nuovi, a conferma che l’onniscienza è solo un miraggio. Se la massa del neutrino di Majorana ci porta a ritrattare tutte le dinamiche che avvengono all’interno del sole, a meno che non si ricorra all’ipotesi che il neutrino nel suo viaggio cambia di gusto e di massa, ipotesi ancora da dimostrare, altrettanto giustamente si può dire che il sole non è malato, sono solo le nostre ipotesi che non sono dimostrate. Dal nucleo del sole fuoriesce un vigoroso flusso di neutrini, ma il loro numero, o è 1/3 di quello che pensiamo o alcuni di essi oscillano in un'altra realtà.. Per lo studio dei neutrini si sono fatti sforzi giganteschi e si è visto che con opportuni mezzi alcuni si fermano e la loro velocità è prossima a quella della luce. Questo ci potrebbe far ritrattare che i neutrini non sono fermati neppure da 1 km^2 di piombo, ma da molto meno, forse i calcoli che abbiamo fatto finora sono completamente sbagliati. In uno di questi giganteschi studi denominato NEMO si utilizzava come bersaglio 1 km^3 di acqua del Mediterraneo, al largo delle coste orientali della Sicilia, a due chilometri di profondità. La purezza di quest’acqua, come quella dei ghiacciai dell’Antartico la rende una pellicola ideale per catturare l’immagine dei neutrini. C’è una grande pace laggiù , se si ignora la bioluminescenza dovuta all’occasionale passaggio di qualche pesce degli abissi. Mentre gli apparecchi rivelatori venivano calati in quelle profondità faustiane, gli scienziati furono sorpresi da una cacafonia di clic ultrasonici che non potevano essere assolutamente provocati dai neutrini data l’intensità ed il numero. Si trattava dell’inafferrabile materia oscura?? Oppure di qualcosa di ancora più inquietante del neutrino di Majorana? Vennero proposte diverse teorie fisiche bislacche prima che qualcuno avesse finalmente il buonsenso di consultare i biologi marini. Si scoprì così che quei clic ultrasonici erano i caratteristici segnali di accoppiamento dei capodogli, una specie a rischio di estinzione che si riteneva ormai scomparsa nel mediterraneo. In realtà, questi mastodontici mammiferi erano rimasti li per tutti questi anni, nascosti nelle profondità degli abissi, disgustati dalla vita in superfice. I capodogli lanciano stridii in un linguaggio alieno di pace conosciuto soltanto da loro, facendo strada agli scienziati che installarono gli apparecchi rivelatori che un giorno potrebbero dimostrare la teoria di Ettore. Ma a qualche studioso sorse il dubbio: che quei clic siano proprio tutti causati dai capodogli che si accoppiano?? Sembra un po strano in effetti perché i clic continuano ed i capodogli, assai rari, non è che continuino ad accoppiarsi. I clic continuano con la stessa identica intensità. Se fossero causati dai neutrini bisognerebbe riformulare tutta la teoria sui neutrini e sulla loro massa. Perlomeno quei clic ci dicono che sappiamo ancora assai poco della realtà. Un po di teorie non ancora dimostrate che forse vanno completamente riviste. Sono contento di vivere nell’ignoranza, fintantochè teorie meglio dimostrate ci permetteranno di raggiungere la verità; sono i barlumi delle risposte temporanee che ci spronano ad andare avanti, creando tensione e vita.””

 

Se non vuoi essere

un pino sul monte

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore

piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

 

se non puoi essere un albero

sii un cespuglio

 

se non puoi essere

una via maerstra

sii un sentiero

 

se non puoi essere

il sole

sii una stella.

 

sii sempre il meglio

di ciò che sei

 

cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere

poi mettiti a realizzarlo

nella vita.

 

Materl Luther King



#809 SauroClaudio

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Inviato 14 aprile 2019 - 10:39

Considerazioni relativistiche nel modello atomico del prof. Moon: lo spazio riemanniano del nucleo.

https://www.movisol.org/09news202.htm

Del resto lo studio di Laurence Hecht pone effettivamente alcuni interrogativi:

 la prima chiede di spiegare come sia possibile che le cariche positive possano superare la repulsione elettrostatica colombiana fin tanto da agglomerarsi nel nucleo centrale;

la seconda (largamente diffusa tra i chimici del tempo) è mossa a partire dalla constatazione che gli elettroni orbitanti non sono compatibili con l'evidenza ricavata dalla stereochimica e dalla cristallografia, indicante la costanza degli angoli con cui tipicamente i legami interatomici si presentano;

 la terza contesta l'affidamento esclusivo ai dati della spettroscopia, senza alcun riguardo per altre indicazioni sperimentali.

Partirò dal secondo interrogativo:

46208401694_826511e6d9_m.jpgAnthocyanidins.svg by Claudio Sauro, su Flickr

Questa è la molecola dell'antocianina del mirtillo, per intenderci quello che da il colore viola al mirtillo. Fondamentale è l'anello benzolico a destra che in natura si dispone sempre in modalità TRANS. Le antocianine non si riesce a sintetizzarli, (come anche la DIGOSSINA della DIGITALE)perchè ne risulta una molecola piatta e non si riesce ad ottenere la modalità TRANS. E' interessante che se la molecola è piatta perde qualsiasi proprietà terapeutica (come per la DIGOSSINA per cui sono costretti a coltivare la digitale), ma non solo, perde anche il colore, ne risulta una molecola completamente incolore. Se l'anello benzolico a destra è invece disposto in senso contrario si dispone secondo la modalità CIS e ne risulta un colore verde, credo che la molecola in modalità CIS sia piuttosto tossica. Questa incapacità a sintetizzare molecole in modalita CIS o TRAN è uno dei grossi limiti della biochimica attuale. L'antrochinone del mirtillo ha anche un azione antitumorale ed ha spinto numerosi Centri Oncologici d'Europa (cappeggiati dal Prof. Veronesi) a produrre i pomodori viola, introducendo nel genoma del pomodoro il gene dell'antrochinone del mirtillo, anzi, no credo sia l'antocianina che conferisce il colore viola alla Bocca di Leone. I pomodori viola purtroppo hanno avuto poco successo, in compenso sono riusciti ad ottenere le patate viola sempre in versione OGM, convinti, gli oncologi, che una maggior diffusione nell'alimentazione delle antocianine contribuisse a ridurre l'incidenza di tumori. Quello che premevo dire è che qui siamo in ambito molecolare dove la disposizione elettronica dell'atomo gioca un ruolo determinante. Pertanto, per la configurazione dell'orbitale elettronico, perchè si disponga in CIS o in TRAN dovremmo ipotizzare una configurazione rigida, e cioè che l'orbitale si disponga sempre sullo stesso piano o in piani leggermente diversi tanto da dare il CIS il TRANS o il PIATTO, ma sempre in disposizioe rigida. Questo non so se contraddica alcuni aspetti della fisica quantistica, deve essere un fisico a dirmelo. Nè si può trovare la scusa che il subatomico non ha niente a che vedere con l'atomico perchè qui si parla proprio di orbitali.

La seconda domanda: ""la seconda (largamente diffusa tra i chimici del tempo) è mossa a partire dalla constatazione che gli elettroni orbitanti non sono compatibili con l'evidenza ricavata dalla stereochimica e dalla cristallografia, indicante la costanza degli angoli con cui tipicamente i legami interatomici si presentano;""

Qui ho voluto riportare la configurazione rigidamente cubica di un cristallo di NaCl ovvero comune sale da cucina; non dovete rifarvi ai cristalli maggiori che sono degli agglomerati di cristalli, ma alla forma veramente molecolare del NaCl come si presenterebbe nel cristallo più piccolo possibile. Ora la domanda è leggittima :"come possono gli elettroni orbitanti (secondo un orbitale) essere compatibili con la costanza degli angoli che si ripete all'infinito, sempre la stessa.

27856360960_b14455d24c_b.jpg200px-NaCl_polyhedra ingr by Claudio Sauro, su Flickr

E' interessante poi la prima domanda anche se l'ho tenuta per ultima: " chiede di spiegare come sia possibile che le cariche positive possano superare la repulsione elettrostatica colombiana fin tanto da agglomerarsi nel nucleo centrale

 E' interessante l'interpretazione che ne da Laurence Hecht anche in base alle considerazione di numerosi altri fisici: ""Considerando i protoni come coppie di particelle-onde di Weber oscillanti in opposizione diagonale (quel che Weber propose come stato legato stabile di oscillazione lineare di due cariche di ugual segno, come conseguenza dalla sua Legge Fondamentale dell'Elettricità del 1846 [3]), piuttosto naturalmente cadde la prima obiezione alla repulsione coulombiana tra di essi. In secondo luogo, considerando gli elettroni extranucleari come orbite elicoidali ("a forma di cavatappi", dice l'autore, NdT) modellate dal campo indotto dalle continue accelerazioni e decelerazioni delle coppie di protoni, anche la valida obiezione dei chimici alla trovata di Bohr e Sommerfeld fu superata. Gli elettroni, così, non orbitano attorno al nucleo con ogni angolazione (azimut), ma sono vincolati ad assumere certi orientamenti in corrispondenza delle direzioni delle diagonali dei solidi platonici. L'orientamento nucleare determina così le possibilità dei legami chimici.

Interessanti sono anche lo constatazioni successive:

 Nello stesso periodo 1999-2006, notai che la costante d'azione di Planck avrebbe potuto essere interpretata come un'azione fisica (cioè proprio il prodotto di una massa, di una velocità e di una lunghezza [raggio, NdT]), in cui la massa fosse quella dell'elettone, la velocità quella della luce e la lunghezza il valore assunto dalla lunghezza critica (ρ) di Weber . La costante di Planck h è il prodotto di queste quantità, ulteriormente moltiplicato per l'inverso di [la costante di struttura fine] a (approssimativamente uguale a 137).

Questo implica che il risonatore armonico ipotizzato da Planck potrebbe essere identico alla collezione di 137 elettroni appaiati secondo la modalità proposta da Weber. Nella concezione dello scienziato tedesco dello stato legato stabile di due cariche di ugual segno, queste ultime oscillano lungo un segmento di lunghezza ρ, accelerando verso il centro, ove si trapassano, e decelerando verso gli estremi del segmento, fino alla massima distanza di separazione, appunto ρ.

Ed infine la rivelazione cruciale: "

 Velocità relativa maggiore di C

 

 37349985992_1f9a5e5f3a_m.jpgformula_h by Claudio Sauro, su Flickr

Tra le conclusioni più interessanti dell'esperimento di Weber e Kohlrausch vi fu che la velocità relativa alla quale la forza tra due cariche in moto si riduce a zero è uguale alla radice quadrata del doppio della velocità della luce. Il valore definisce il rapporto tra l'unità di forza elettromagnetica e l'unità di forza elettrostatica, ed è incorporato nel sistema della fisica moderna. Dunque non v'è contraddizione, ma piuttosto una completa corrispondenza tra i risultati dell'esperimento e ogni altra successiva misura elettrodinamica. La contraddizione con i risultati della relatività speciale, per cui la velocità C costituisce un massimo insuperabile, normalmente non si considera, poiché la formulazione del 1871 di Weber è sconosciuta o ignorata.

Faccio notare però che le successive considerazioni sono state fatte nel 2009, e cioè quando la formula di Einstein era stata già messa nel tabernacolo della scienza. Insomma le considerazioni di Laurence Hecht e di altri eminenti scienziati e sperimentatori non sono state prese nella minima considerazione. Chiaramente tali considerazioni visto tutto il contesto e le considerazioni, io le ritengo valide, pertanto il titolo iniziale che ho dato a questa discussione è pienamente legittimo, e convalidato da considerazioni successive. Se l'elettrone, che ha massa, arriva ad avere una velocità doppia di quella della luce tutto l'impianto Einsteniano salta, e non tiratemi fuori gli apparecchi GPS dal momento che i satelliti che dovrebbero calcolare il presunto ritardo, in realtà sono soggetti al ritardo dei transistor e dell'apparecchiatura elettronica che portano, e vengono regolati da terra perchè il valore abbia attendibilità.






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