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Teoria dei sistemi infiniti


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518 risposte a questa discussione

#501 Piter

Piter

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Inviato 08 maggio 2018 - 01:33

 

Non mi ricordo chi, comunque ha calcolato che dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti, hanno mediamente iniziato una guerra ogni due anni......certamente l'industria delle armi è la principale industria negli Stati Uniti, ma io direi non solo negli Stati Uniti, anche per molti stati europei compresa l'Italia e per la Russia, anche se dice che spende 1/10 degli Stati Uniti, in realtà non è vero, spendono più o meno la stessa cifra. Hanno avuto un periodo di crisi dopo il crollo dell'Unione sovietica, ma per dire nel 1988 l'Unione Sovietica aveva raggiunto le 48.000 testate nucleari, contro le 36.000 dell'America e della NATO. Attualmente costruiscono armi a tutto spiano, anche se non hanno intavolato tante guerre come l'America, stanno costruendo un arsenale spropositato ed attualmente la Cina si stà mettendo sullo stesso piano.

 

 

 

Gli yankee hanno un mare di armi di ogniti po e ...e non hanno la banale soluzione fisiologica perché ... costa troppo poco .

 

"Soluzione fisiologica: in Usa scarseggia, costa poco, non la producono più"

 

https://www.blitzquo...ducono-2873173/

 

Giustamente rambo et similia non hanno bisogno di fisiolgica nelle loro avvenuture : ferite, batteri,spore e quant' altro gli fanno un baffo.


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#502 giuliano47

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Inviato 08 maggio 2018 - 06:16

Non sono io che ho la fantasia, il filmato l'ho posto sopra.

Allora sgridero' gli altri :-)



#503 giuliano47

giuliano47

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Inviato 08 maggio 2018 - 06:30

 Teniamo presente che i geni dei denti ci sono in tutte le cellule dell'organismo.

 Accidenti. Ricordo una frase che circolava fra gli studenti a Padova quand'ero matricola e ricorderai anche tu: se la f... avesse i denti, poveri i c.... degli studenti !



#504 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 maggio 2018 - 10:29

Carenza di Vit D e rischio di sindrome metabolica:

 

https://www.maturita...0628-X/fulltext

 

Poichè la Vit D è legata all'esposizione al sole e manca nell'alimentazione (ce ne sono basse dosi solo nell'uovo e nel pesce azzurro), consiglio a tutti di prendere il sole, i primi venti minuti senza creme protettive, poi potete mettere le creme protettive. Infatti si è visto che in soli 20 minuti una pelle chiara ne produce fino a 20.000 UI. Poichè il COLECALCIFEROLO è liposolubile, si deposita nei grassi, e se fate un mese di mare fate riserva per tutto l'anno. Gli anziani oltre 75 anni purtroppo dovranno prendere dei supplementi, perchè nella pelle anziana il sole non riesce a sintetizzarla ( colesterolo----> colecalciferolo). Generalmente ne bastano 1000 UI/die per portarla a livelli accettabili( 50 ng/ml).



#505 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 maggio 2018 - 03:51

Mi piace che qui l'Entità A ce l'ha con le religioni e con i medium, il paradosso è che è un medium che parla:

 



#506 SauroClaudio

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Inviato 11 maggio 2018 - 04:36

Il FULLARENE 60, uno dei 10 milioni di composti del Carbonio è forse il più originale, perché perfettamente sferico.

 

41914255581_80f194ddf8_b.jpgindex FULLERENE ingr by Claudio Sauro, su Flickr

 

Tale forma ricalca quindi le caratteristiche della cellula che è tendenzialmente sferica, non solo, ma anche la forma dei pianeti e delle stelle, assumendo quindi un aspetto che è universale pur nelle sue minuscole proporzioni. Si presume che anche i Protoni, i Neutroni, gli Elettroni ed i Fotoni siano sferici con dimensioni ancora infinitamente minori, ma ricalcando pure loro la forma dei “corpi” infinitamente maggiori che popolano l’universo. Forse è proprio questa forma perfettamente sferica che conferisce al FULLARENE 60 delle proprietà incredibili, che solo ora si stanno scoprendo. C’è da dire anche che questa forma perfettamente sferica è l’unica che assume il CARBONIO nei suoi 10 milioni di composti di solo carbonio. Infatti gli atomi di carbonio, al pare di tanti altri elementi riescono a legarsi fra loro, ma nessun altro elemento riesce a formare 10 milioni di “varianti”, (proprietà che viene definita "desmalusogenia”), ma fra queste “varianti” il FULLARENE 60 è l’unico che assume una forma perfettamente sferica. Ma per parlare del FULLARENE dovremmo parlare prima del CARBONIO. Questo costituisce la base di tutta la vita sulla terra e forse non solo sulla terra. Poi alla base della vita sappiamo che entrano altri atomi fondamentali, quali l’IDROGENO, l’OSSIGENO e l’AZOTO. La vita si è servita, quando si è formata di atomi molto leggeri, ma anche molto reattivi e “malleabili”, cioè capace di formare dei “reticoli” complessi, per questo non si è servita dell’ELIO, del LITIO, del BERILLIO e del BORO, anche se più leggeri del CARBONIO,  perché non avevano queste caratteristiche di “malleabilità”. Ma parlando delle forme che può assumere il CARBONIO dobbiamo necessariamente parlare anche di FULLARENE o meglio di FULLARENI, perché i fullareni sono tanti e possono assumere le più svariate forme, da una forma semplicemente reticolare a forme esaedriche o pentaedriche o di tubo, ma solo il FULLARENE 60, cioè composto da 60 atomi di carbonio ha una forma perfettamente sferica. Ora questa forma sferica gli conferisce delle proprietà incredibili, il cui meccanismo non si è ancora compreso. Usato inizialmente come potenziante degli esplosivi, ne potenzia a dismisura la potenza, tanto che se una “noce” di FLLARENE 60 viene posta nel centro di una bomba, si ha un esplosione che simula una piccola esplosione atomica (e non si è ancora capito il perché)successivamente sono emerse un infinità di altre proprietà, una di queste è che assorbe energia e può essere usata nei pannelli fotovoltaici con una resa superiore a quella del silicio (non viene usato semplicemente per il costo che è enormemente superiore), ma anche che se viene miscelato nell’acciaio fuso ne aumenta enormemente la resistenza, non solo, ma se viene miscelato all’alluminio fuso questo diventa duro come l’acciaio, il dramma in tutto questo stà nel fatto che non se ne capisce ancora il meccanismo. Finora si è usato quasi solo a scopo militare, dal momento che oltre a potenziare gli esplosivi ed i propellenti per i razzi, si è visto che se una vernice contenente FULLARENE 60  viene spalmata su un aereo questo aereo diventa invisibile ai radar. Questa caratteristica l’hanno scoperta i Russi per primi, per cui non hanno avuto bisogno di costruire degli aerei che sembrano dei ferri da stiro per essere invisibili ai radar, degli aerei oltretutto come l’F-35, il B-1 ed oil B-2 che sono scarsamente manovrabili, proprio per la loro forma. Ma quello che stà emergendo soprattutto è che il FULLARENE 60 pare avere delle proprietà mediche incredibili. Si era visto inizialmente che duplicava ed anche quadruplicava la vita dei topi, ma soprattutto in campo umano si comincia ad utilizzarlo, e si è visto che accelera moltissimo la cicatrizzazione delle ferite, non solo, ma attualmente ci sono 16 istituti in tutto il mondo che lo studiano come antitumorale. Posso dirvi anche che in Russia, negli Stati Uniti ed in Giappone è già usato come antitumorale e pare con successo, privo oltretutto degli effetti collaterali che hanno la gran parte dei farmaci che si usano in Chemioterapia. Staremo a vedere gli ulteriori sviluppi di questa incredibile “sfera magica”.


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#507 Piter

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Inviato 13 maggio 2018 - 09:43

E ci voleva proprio un'an'altra molecola di sintesi prenetata come toccasana per ogni cosa e come  un altro martello di Thor con cui salvare il mondo;  non è bastato l'asbesto, il ddt, i  pcb e gli ftalati ,  adesso ne arriva un'altra.

 

Speriamo che l' Unione Europea la blocchi per tempo prima di ritrovarcela ovunque come il mercurio.


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#508 SauroClaudio

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Inviato 13 maggio 2018 - 10:18

IL CIOCCOLATO FA BENE AL CERVELLO E AL CUORE

Dei ricercatori hanno scioperto che la EPICATECHINA, una componente del cioccolato nero, può proteggere il cervello dopo un ictus, aumentando i segnali cellulari che proteggono le cellule nervose dal danno. Si tratta di una una molecola antiossidante già più volte chiamata in causa in numerosi studi sulla cioccolata, ma anche su bevande che ne sono ricche quali il tè verde, tè, vino rosso o certe verdure e frutti -ndr-.

Gli ictus si verificano quando l'apporto di sangue al cervello si blocca o si riduce. Questo fa si che il cervello venga privato dell'ossigeno e nutrimenti necessari, cosa che in pochi minuti genera morte alle cellule cerebrali . Il cacao ricco di antiossidanti, in alcune tribù come i Kuna , viene consumato da oltre 2600 anni. Questa popolazione consuma regolarmente bevande di cacao e annovera livelli molto bassi di disturbi cardiovascolari grazie a questo cibo benefico per la salute del cuore.

Il dr Sylvain Doré, autore della ricerca, afferma: "L'epicatechina in sé potrebbe non essere l'elemento che fa da scudo alle cellule cerebrali proteggendole direttamente dal danno dei radicali liberi, piuttosto questa sostanza e i suoi metaboliti ( sostanze che prendono parte alle reazioni chimiche che avvengono nell'organismo oppure che derivano da esse) possono far si che le cellule difendano se stesse.

Secondo Dorè anche una piccola quantità di cacao può essere sufficiente per mietere questi benefici protettivi per la salute.

Mentre tutti i flavonoidi sono antiossidanti, alcuni hanno proprietà antiossidanti più forti di altri, in funzione della loro struttura chimica. La polvere di cacao puro è altamente quotata in termini di proprietà antiossidanti e conseguentemente di benefici per la salute.

Per esempio, una ricerca presentata nel 2003 dal Journal of Agricultural and Food Chemistry, evidenziò che una tazza di cioccolata calda (intesa come pura polvere di cacao) aveva quasi una quantità doppia di antiossidanti rispetto ad un bicchiere di vino rosso e più del doppio di quella del tè verde e 4-5 volte di più del tè nero.

Si è notato che il cioccolato nero puro ha un impatto positivo sulla salute come ad esempio su:

- il metabolismo del glucosio

- la pressione arteriosa

- il sistema cardiovascolare

Il dr Dorè prosegue dicendo che: “l'epicatechina trovata nel cioccolato nero è estremamente sensibile ai cambiamenti di calore e di luce. Nella procedura di produzione del cioccolato, dovete accertarvi di non distruggerlo. Solo alcuni cioccolati hanno l'ingrediente attivo”.

Questo significa che il cioccolato che offre i maggiori benefici di salute è quello che pochi gradiscono al palato, perché NON è dolce, ma amaro.

Il cioccolato al latte, quindi, ha una tasso bassissimo di beneficio, perché subisce un forte trattamento. Il tipico cioccolato commerciale ha la metà dei suoi flavonoidi, dopo la lavorazione.

Secondo il succitato Journal of Agricultural and Food Chemistry, in termini di contenuti di antiossidanti, la polvere di cacao è seguita da:

• cioccolato amaro per dolci

• cioccolato nero

• chips di cioccolato semi amaro

• cioccolato al latte

Dunque se siete tentati dal cioccolato al latte, semplicemente perché è abitudine averlo sulla lista della spesa... non compratelo! In aggiunta al basso tasso di antiossidanti, il cioccolato al latte contiene appunto latte che annulla gli effetti antiossidanti del cioccolato e che è spesso carico di zucchero, che fa maggior danno al sistema cardiovascolare.

Il cioccolato fondente fa bene sotto tanti punti di vista: al sistema cardiovascolare, all’umore e al palato. Sembra che sia persino in grado di allungare la vita. Scopriamo le proprietà e i benefici del cioccolato fondente Si dice che nove persone su dieci amano il cioccolato. C’è chi lo preferisce fondente e chi al latte, ma se ragioniamo in termini di salute, quello fondente è certamente più buono. Un cioccolatino farcito e un quadratino di cioccolato al latte non sono paragonabili, quanto a proprietà, a un quadratino di cioccolato fondente. L’ingrediente più salutare del cioccolato è il cacao; più cacao c’è, maggiori saranno le proprietà del prodotto finale. Quando si sceglie questo alimento bisognerebbe, quindi, preferire un cioccolato con almeno il 70% di cacao. Il cioccolato, infatti, contiene tante altre sostanze che non sono altrettanto benefiche, soprattutto grassi e zuccheri.

Il cioccolato fondente allunga la vita. Uno studio condotto da ricercatori olandesi e pubblicato sugli Archives of Internal Medicine ha evidenziato che, in un campione di 470 uomini di età compresa tra i 65 e gli 84 anni e tenuti sotto osservazione per 15 anni, quelli che consumavano un certo quantitativo di cacao avevano un tasso di mortalità inferiore. Le persone che assumevano regolarmente cacao avevano valori più bassi di pressione arteriosa e, quindi, una minore esposizione ad eventi cardiovascolari quali infarto e ictus. La protezione cardiovascolare dovuta al cacao, e quindi al cioccolato fondente, che ne contiene molto, sarebbe dovuta all’elevato contenuto di antiossidanti, in particolare flavonoidi.

Il cioccolato fondente fa bene al sistema cardiovascolare. Un gruppo di studiosi dell’Università della California di San Francisco ha posto l’accento sulle qualità del cioccolato fondente amaro; ricco di flavonoidi e, in particolare, di epicatechina, una sostanza che agisce sulle fibre muscolari del cuore consentendo alle arterie di mantenersi flessibili e dilatate. La capacità delle arterie di mantenersi pervie, cioè aperte e dilatate, è la qualità che consente al cuore di proteggersi da eventi infausti quali l’infarto.

Il cioccolato è un antidepressivo naturale, stimola la produzione di serotonina e svolge, dunque, sul sistema nervoso un’azione eccitante ed antidepressiva. La serotonina è un ormone prodotto dal cervello che determina il buonumore. Quando la produzione non è sufficiente si rischia la depressione; moltissimi antidepressivi hanno proprio la funzione di normalizzare i livelli di serotonina. Il cioccolato svolge, quindi, un’azione antidepressiva naturale.

È difficile non cedere alla tentazione del cioccolato da parte dei più golosi e non solo! Si, perché adesso la scusa per gustare un po’ di cioccolato sono le nuove scoperte sulle sue ultime proprietà terapeutiche. È noto già da alcuni anni come il cioccolato abbia un effetto cardio-protettivo grazie al suo contenuto in flavonoidi, sostanze contenute anche nel vino rosso e nel tè verde, dotate di un elevato potere antiossidante, capaci di impedire l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL) da parte dei radicali liberi. I flavonoidi, inoltre, impediscono che le piastrine formino dei coaguli responsabili della formazione dei trombi, svolgendo quindi un’azione simile a quella dell’aspirina. Ma c’è di più: i flavonoidi sono anche capaci di regolare il tono vascolare o di intervenire sul grado di restrizione del lume dei vasi sanguigni, responsabile dell’aumento della pressione.

Le capacità antiossidanti del cioccolato fondente sono state addirittura paragonate a quelle dell’aglio. Per godere di questo effetto di protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari, è necessario mangiare giornalmente 6g di cioccolato fondente, con almeno il 70% di cacao. Con questa percentuale di cacao, il gusto sarà abbastanza amaro, ma l’eventuale presenza del latte nel cioccolato ridurrebbe l’assorbimento degli antiossidanti abbassando così le capacità antinfiammatorie. Gustare un po’ di cioccolato per curare la tosse invece dello sciroppo, può essere un utile e gustoso rimedio. La capacità di questo ghiotto alimento di sedare la tosse è dovuta alla presenza della teobromina, la quale, a differenza dei classici rimedi, non presenta effetti collaterali, né a livello del sistema cardiovascolare né nervoso. La teobromina stimola anche la funzionalità renale, favorendo la diuresi, quindi, ha un valido effetto drenante. Note sono anche le sue proprietà antidepressive, proprio perché stimola la secrezione delle endorfine, sostanze che influiscono sul nostro umore dandoci una maggiore sensazione di benessere.

La ricchezza in magnesio (80mg/100g di cioccolato fondente) rende questa prelibatezza adatta ai soggetti che tendono ad avere la pressione bassa, ma anche per gli sportivi, soprattutto se hanno la tendenza a soffrire di crampi muscolari. Mentre, la ricchezza in ferro (2mg/100g di cioccolato fondente) suggerisce che il cioccolato sia adatto ai soggetti anemici e alle donne che hanno un flusso mestruale abbondante.

La ricchezza di Cromo, addirittura 1 mg/100 gr, la rende eccezionale nella prevenzione e nella cura del diabete; infatti il cromo è indispensabile per aumentare i recettori insulinici sulla parete cellulare.

Grazie alle ultime indagini, svolte dai ricercatori londinesi, sembrerebbe che consumare giornalmente del cioccolato fondente aiuterebbe a proteggere la pelle dagli effetti nocivi dei raggi UV grazie alla ricchezza in antiossidanti; in più, migliora il grado di idratazione della pelle e previene l’insorgenza di eritemi

Un’altra recente ricerca condotta in Spagna, ha svelato la capacità del cioccolato di ridurre la pressione sanguigna nel fegato, apportando quindi anche benefici ai malati di cirrosi epatica. Il cioccolato lo possiamo considerare un bravo "dottore", capace di aiutarci ad affrontare tanti problemi, purtroppo, non è adatto a tutti.

Non è un alimento per chi soffre di gastrite, di reflusso gastroesofageo, di coliche, di ulcere e di emicrania. Anche i soggetti con calcoli ai reni non dovrebbero mangiarlo: l’acido ossalico presente nel cioccolato forma insieme al calcio dei sali insolubili che si depositano principalmente a livello renale. Attenzione a non abusarne: 100g di cioccolato fondente apportano 515Kcal, mentre 100g di lenticchie cotte 92kcal e, ovviamente, danno un maggiore senso si sazietà; in ogni caso, mettere a confronto il gusto e l’aroma rilasciati dal cioccolato con le lenticchie è impensabile! A questo punto il consiglio è quello di cedere ogni tanto alla tentazione, ed eventualmente, di sostituire uno spuntino con 2-3 quadratini di cioccolato fondente.



#509 SauroClaudio

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Inviato 13 maggio 2018 - 10:22

IL FRUTTOSIO NATURALE NON FAVORISCE I TUMORI

Scusate questo titolo, ma segue ad una discussione con un oncologo che vuole sostenere che il fruttosio favorisce i tumori. A questo punto possiamo sostenere che la maggior parte della frutta, che è dolce per merito del fruttosio favorisce lo sviluppo del cancro e così pure il miele che praticamente è costituito da solo fruttosio (con questo non intendo dire che non contiene vitamine, enzimi ed oligoelementi indispensabili).  Inoltre non si spiegherebbe perché con i succhi di frutta spesso si ottenga una regressione di numerosi tumori; ne sa qualcosa il Dott. Paolo Rege-Gianas che ha curato numerosi tumori con succhi di frutta  http://www.movimentodagape.it/index.php/articoli/cultura/351-medico-italiano-cura-il-cancro-con-succhi-di-frutta-e-verdura. Praticamente la spiegazione del Dott. Paolo Rege-Gianas è che dando solo succhi di frutta per un mese noi affamiamo il tumore tanto da farlo regredire. In realtà io ho contestato questa interpretazione perché anche se somministriamo solo frutta la glicemia resta costante e pertanto ho dato un interpretazione diversa. Dopo aver preso in esame numerosi casi di questo medico, di tumori cerebrali che sono regrediti ed alcuni addirittura scomparsi (faccio presente che non erano stati trattati né con chemio, né con radioterapia perché ritenuti incurabili), ho visto le RM del prima e del dopo (incredibili) ed ho dedotto che sono certe sostanze presenti nella frutta che hanno un azione antitumorale. Sono soprattutto i bioflavonoidi e le antocianine che hanno una spiccata azione anti-angiogenetica ed è soprattutto la frutta e la verdura rossa o viola che ha una spiccata azione antitumorale: amarene, anguria, arancia rossa, cavolo rosso, ciliegie, cipolle rosse, fragole, lamponi, mele rosse, melograno, mirtilli rossi, sambuco, peperoni rossi, pomodoro, pompelmo rosa, rabarbaro, radicchio rosso, rape rosse, ravanelli, ribes rossi, uva rossa.

35617599946_a88da1a9e5_z.jpgfrutti-rossi by Claudio Sauro, su Flickr

Questi veramente contengono una particolare varietà di bioflavonoidi che si chiamano ANTOCIANINE o ANTOCIANIDINE che hanno una spiccatissima attività ANTI-ANGIOGENETICA, cioè in particolare impediscono al tumore di costruire la sua rete capillare. Veramente di questo ne erano a conoscenza anche numerosi oncologi compreso il Prof. Veronesi che insieme a numerosi istituti oncologici di tutta Europa hanno cercato di “costruire” il POMODORO VIOLA, sarebbe un pomodoro OGM nel quale è stato inserito un gene che da il colore viola, in pratica dovrebbe avere la stessa azione della frutta rossa o viola. Qualcuno dice che l’ha pure visto in vendita, io personalmente mai, credo abbia avuto poco successo commerciale. Sinceramente non capisco ancora perché la frutta rossa non venga consigliata nella dieta di un tumorato. Ma parlavamo del FRUTTOSIO, vediamo il perché non può essere utilizzato dal tumore. C’è da dire che il tumore riesce a metabolizzare solo il GLUCOSIO, il fruttosio ha una via di metabolizzazione troppo complessa ed alza solo modestamente la glicemia.  Il FRUTTOSIO si differenzia dal glucosio per in quanto CHETOSO anziché ALDOSO. Ma cosa significa , mi chiederete?? I chetosi sono una classe di carboidrati semplici (monosaccaridi) che presentano un gruppo chetonico sul secondo atomo di carbonio della loro molecola. A seconda del numero di atomi di carbonio di cui è costituito, un chetoso prende il nome di: chetotrioso (3 atomi di carbonio, esempio: diidrossiacetone; di questo fanno parte anche altri zuccheri come lo XILITOLO e l’ERITRITOLO. E’ interessante che questi zuccheri hanno un azione calcificante le ossa a differenza del GLUCOSIO che è un decalcificante. Abbiamo visto che il glucosio fa parte degli ALDOSI. Un ALDOSO (o aldosio) è un monosaccaride contenente nella molecola un gruppo aldeidico. Può essere considerato derivato dal corrispondente polialcol per ossidazione di un gruppo alcolico primario. In soluzione con acqua assume carattere acido poiché dotato di un idrogeno terminale fortemente acido. Il principale aldoso è il GLUCOSIO che viene metabolizzato dall’organismo e pure dalle cellule tumorali, con estrema rapidità. Al contrario il FRUTTOSIO segue una via più complessa: vediamo quale. Il metabolismo del fruttosio è sostanzialmente diverso tra il muscolo e il fegato. In ogni caso bisogna tener presente che il fegato rappresenta l'organo principale per il metabolismo di questo zucchero. Nel muscolo il fruttosio è fosforilato sul carbonio 6 dall'esochinasi, e trasformato quindi in fruttosio-6-fosfato, che diviene substrato della fosfofruttochinasi, e quindi viene metabolizzato mediante la via glicolitica. Nel fegato non è presente l'esochinasi ma la glucochinasi che ha una bassa affinità per gli esosi, perciò il fruttosio è metabolizzato in altro modo . Nel fegato il fruttosio viene fosforilato in posizione 1 dalla fruttochinasi a fruttosio-1-fosfato. Quest'ultimo non può essere fosforilato ulteriormente sul carbonio 6 dalla fosfofruttochinasi (PKC), e perciò non può entrare ancora nella glicolisi . Il fruttosio-1-fosfato diviene substrato dell'aldolasi B (si ricordi che la aldolasi A è specifica per il fruttosio-1,6-bisfosfato), capace di scindere questa molecola in diidrossiacetone fosfato e gliceraldeide . La gliceraldeide appena ottenuta può essere direttamente fosforilata dalla gliceraldeide chinasi consumando ATP, a gliceraldeide-3-fosfato, che entra finalmente nella via glicolitica. In alternativa alla reazione della gliceraldeide chinasi, la gliceraldeide ottenuta dalla scissione aldolica del fruttosio-1-fosfato, può essere ridotta a glicerolo dall'alcool deidrogenasi con ossidazione del NADH a NAD+ . Quindi il glicerolo è fosforilato con consumo di ATP dalla glicerolo chinasi, a glicerolo-3-fosfato. Quest'ultimo è deidrogenato dalla glicerolo-3-fosfato deidrogenasi, a diidrossiacetone fosfato, con riduzione di NAD+ a NADH (quindi in questa tappa viene ripristinato il NADH consumato dall'alcool deidrogenasi per ridurre la gliceraldeide a glicerolo) . Infine il diidrossiacetone fosfato appena ottenuto è isomerizzato a gliceraldeide-3-fosfato dalla trioso fosfato isomerasi. La GAP può entrare a questo punto nella glicolisi. Visto una via tanto complessa risulta chiaro che il tumore con la sua povertà di sistemi enzimatici non è in grado di metabolizzare il FRUTTOSIO. Tuttavia nonostante i meccanismi complessi che abbiamo illustrato bisogna dire che questi avvengono abbastanza in fretta, tanto che anche per il FRUTTOSIO si consiglia di consumarne dosi modeste. Per la scienza alimentare è risaputo che un'eccessiva assunzione di fruttosio, così come per tutti i glucidi, amidi e carboidrati, determina aumento di peso , fino ad arrivare all'obesità, allo stress ossidativo, a danni microvascolari, iperuricemia, e, soprattutto, ipertrigliceridemia (con conseguente steatosi epatica) e ipertensione. Può portare a insulino-resistenza , e deplezione di minerali. Da evidenziare è quanto questi effetti si manifestino con il fruttosio presente negli alimenti (in forma di D-Fruttosio) e nei dolcificanti in forma di L-fruttosio, assente in natura. Per questi motivi, l'American Diabetes Association (ADA) oggi sconsiglia l'uso abituale di fruttosio come dolcificante nei soggetti diabetici, e suggerisce altresì ai non diabetici di moderarne il più possibile l'assunzione nella dieta. Per carità, non è mai come il glucosio che ha un metabolismo immediato, ma comunque con gli zuccheri semplice è buna cosa sempre non esagerare. Io credo che l'American Diabetes Association abbia un po esagerato se consideriamo il FRUTTOSIO lo zucchero principale della frutta e di alcuna verdura. Ma nella fruuta e nella verdura si tratta di D- FRUTOSIO, invece quello che comprate al supermercato in barattoli è di sintesi ed è L- FRUTTOSIO. Che sia questa differenza CIS, TRANS che ne modifica radicalmente le proprietà???



#510 SauroClaudio

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Inviato 13 maggio 2018 - 10:24

La leggenda di ŞIRƏLI MÜSLÜMOV che visse fino a 168 anni.

 

Se andate a ricercare il record dei primati di longevità, non potrete fare a meno di imbattervi in Şirəli Müslümov un caucasico che sarebbe vissuto fino a 168 anni. Questo personaggio divenne famoso quando nel  1963 un fotoreporter della TASS, Kalman Kaspiev, si recò a Barzavu per intervistare l'anziano. Dice Wikipedia “”Atti di vecchia data certificavano la nascita nel 1805, attestando una età di 158 anni nel 1963.”” Già doveva essere circolata la voce in Russia ma anche in occidente che a a Barzavu, un piccolo villaggio del area montuosa dell'Azerbaigian presso il confine iraniano, esisteva un supercentenario che aveva avuto sei mogli di cui l’ultima di 107 anni, 24 figli dalle varie mogli e qualche centinaio fra nipoti e postnipoti. (anche se questo Wikipedia non lo dice ma lo trovate su altri siti).”” La stampa ufficiale sovietica trattò a fondo il caso.  Müslümov era stato lavoratore in un kolchoz, ricordava i tempi della Russia zarista e, richiesto di un confronto, aveva elogiato il nuovo regime. La vicenda di Şirəli Baba (Nonno Şirəli) fece perciò il giro del mondo””. Wikipedia si preoccupa di dire che deve essere sicuramente un mito, ed apporta per questo varie motivazioni. Dice che “Perfino la National Geographic accreditò la vicenda, anche se in seguito ritrattò “. Il limite massimo della vita da parte di studiosi americani ed europei avrebbe potuto essere al massimo di 122 anni pertanto l’età di 168 (morì di polmonite nel 1972) anni doveva essere sicuramente un mito. Şirəli Müslümov deve aver falsificato la data di nascita, questa era l’opinione del biologo Žores Medvedev e questo per sfuggire alla coscrizione nell'esercito zarista, anche se parlando di Zar avrebbe portato poco più avanti la data di nascita, ma a questo fece obiezione un altro studioso e storico, Abdulla Karaev che ha sottolineato che gli che gli azeri non venivano in realtà arruolati nelle armate imperiali per cui Şirəli Müslümov non avrebbe avuto bisogno di falsificare nessun documento. Quando lo conobbe l’antropologo Kalman Kaspiev il vecchio aveva veramente una moglie che aveva 107 anni e quella non sembrava essere un mito. Al di la di quella che si riteneva una leggenda, il vecchio alla sua morte fu portato all’università di Mosca per essere studiato. Il risultato di quegli studi non è poi stato reso noto per cui non sapremo mai se Şirəli Müslümov ha vissuto veramente così a lungo e perché. Per smontare il mito si disse persino che Şirəli Müslümov avrebbe falsificato i documenti per ragioni commerciali “”essendo stato suggerito che la longevità fosse legata a una dieta di latticini, e in particolare di yogurt, certe ditte di latte acido avvalorarono questa tesi per promuovere le proprie vendite.”” Ma una giustificazione del genere appare abbastanza risibile, dal momento che nel piccolo villaggio di Barzavu non arrivava nessuna ditta, ma ognuno si faceva i latte acido in casa propria senza comprarlo a negozio. Al di la del fatto che Şirəli Müslümov avesse veramente 168 anni alla sua morte o la cosa sia stata inventata, ho voluto fare questa introduzione un po per curiosità vostra un po per riflettere quelli che possono essere i motivi della longevità. Certamente esiste una forte componente genetica ma anche l’alimentazione, il luogo in cui si vive, il tipo di lavoro ed in particolare certe sostanze che forse conosciamo appena possono giocare un ruolo nella longevità. Pertanto non è solo il late acido Yogurt o Kefir che dir si voglia che gioca un ruolo fondamentale nella longevità, ma un insieme di fattori molti dei quali sicuramente ci sfuggono. Certi pensano sia fondamentale una dieta sana, un tipo di lavoro non stressante, una giusta componente affettiva per vivere a lungo, ma probabilmente questo non basta. Vi ho appena parlato del Selenio e di altri antiossidanti, certamente questi giuocano un ruolo molto importante  nel rafforzare il sistema immunitario e quindi nel prevenire le malattie. Avevo trovato un sito che parlava del Selenio che diceva “ se volte vivere fino a 120 anni dovete mangiare cibi ricchi di Selenio”” Che gli antiossidanti in genere giuochino un ruolo molto importante io credo sia vero. Il Selenio stimola la produzione di Glutatione Perossidasi, che ha un ruolo fondamentale nel neutralizzare i radicali liberi e che questi siano alla base di molte malattie è ormai confermato da centinaia di studi. Che ogni malattia comporti uno stato infiammatorio che va a danneggiare le cellule e vi accorcia la vita questo è indubbio. Chiaramente l’accorciamento della vita sarà proporzionale all’entità della malattia, sappiamo che una malattia autoimmune come una Sclerosi Multipla o SLA comporta un accorciamento della vita molto consistente. Una malattia piccola come una tonsillite comporta sempre uno stato infiammatorio e quindi un leggero accorciamento della vita. Dobbiamo presupporre pertanto che Şirəli Müslümov non si sia ammalato mai, viveva in una zona ricca di Selenio e quindi aveva molta Glutatione Perossidasi, non solo ma la sua alimentazione era ricchissima di antiossidanti che hanno impedito che i radicali liberi (che si formano sempre dopo ogni pasto) danneggiassero le arterie e quindi hanno impedito che si sviluppasse un aterosclerosi, danni cardiaci e coronarici, non solo, ma hanno sviluppato a tal puto il sistema immunitario che il supercentenario non ha mai sviluppato praticamente nessuna malattia. Nella longevità gioca un ruolo fondamentale anche la psiche e se uno è felice della vita e non è depresso sicuramente vive più a lungo. L’importante è anche la filosofia della vita e l’importante in cui si affrontano i traumi. Se una persona ha una filosofia della vita che supera la morte stessa, sicuramente sente i traumi in modo molto attenuato o non li sente affatto. Ricordo che quando ŞIRƏLI MÜSLÜMOV è morto sul giornale c'era un articolo in prima pagina che era intitolato" ŞIRƏLI MÜSLÜMOV è morto perchè ha voluto morire"



#511 SauroClaudio

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Inviato 13 maggio 2018 - 10:33

ACETILCISTEINA

L'acetilcisteina svolge un'azione di potenziamento del sistema antiossidante rappresentato dal tripeptide glutatione (GSH), uno dei più importanti meccanismi di difesa intracellulare. L'azione dell'acetilcisteina e quella del glutatione sono sinergiche nello stimolare l'attività dei linfociti T e dei macrofagi con positivi effetti immunitari, particolarmente desiderabili in caso di malattie respiratorie sostenute da virus e batteri. Bloccando l'azione ossidante del radicale ipocloroso, l'acetilcisteina è in grado di proteggere l'alfa-1-antitripsina, efficace inibitore di elastasi e collagenasi, enzimi proteolitici che agiscono sulla parete alveolare determinando l'insorgenza dell'enfisema polmonare.

All'azione sulla collagenasi si somma anche un effetto sulle PGE2 e sull'IL-1β, con positivi effetti sulla cartilagine articolare e quindi protettiva e curativa dell’artrosi

 L'utilizzo dell'acetilcisteina in caso d'avvelenamento da paracetamolo è dovuto alla sua capacità di rigenerare le scorte di glutatione a livello epatico.

La cisteina, di cui l'acetilcisteina è sostanzialmente una forma di rilascio, è uno dei precursori del glutatione. .

  •   Attività epatoprotettrice da alcolici e contaminanti ambientali
  •   Il farmaco, inoltre, è considerato un salvavita in caso di sovradosaggio di paracetamolo soprattutto per evitare lo sviluppo dell'epatite fulminante conseguente. Viene anche utilizzato per trattare l'insufficienza renale che si ritiene compaia nell'1-2% dei casi di avvelenamento da paracetamolo, talora anche in assenza d'epatopatia.
  • L'acetilcisteina è stata sperimentata con successo nel trattamento della schizofrenia, dei disturbi acuti dell'umore (depressione, mania, ipomania, nell'ambito del disturbo bipolare e del disturbo depressivo, tricotillomania, dermatillomania, autismo, disturbo ossessivo-compulsivo, farmacodipendenza e dipendenza da droghe (tra cui nicotina, cannabis, metanfetamina, cocaina, etc.). Questo starebbe ad indicare che tutti queste patologie possono anche essere causate da un eccesso di radicali liberi che causerebbero uno stato infiammatorio cronico a livello del SNC.
  • L'acetilcisteina su un modello animale mostra di inibire l'attività dei fibromiociti cardiaci causa di fibrosi cardiaca in corso di cardiomiopatia ipertrofica. Quest'attività è correlata anche a meccanismi che coinvolgono le MMPs (Metallo Proteine di Matrice Zinco dipendenti) in particolare le collagenasi. Alcuni studi hanno suggerito che l'acetilcisteina possa essere utilizzata nella terapia eradicativa dell'infezione da Helicobacter pylori. Il farmaco sembra agire, tramite la sua azione mucolitica, riducendo il muco gastrico che ricopre e protegge il batterio, favorendo l'azione battericida degli antibiotici utilizzati.

Il dosaggio consigliato nei soggetti adulti è di 600 mg  una  o due volte al giorno, preferibilmente mattina e sera. Il trattamento richiede in genere una durata di 10 -20  giorni. Nella schizofrenia e nei disturbi mentali l’acetilcisteina può essere usata sempre anche alla dose di 600 mg x 4 al giorno, non si può mai incorrere in sovradosaggio.

 Nel avvelenamento da paracetamolo: per via orale è utile iniziare con un dosaggio di 150 mg/kg di peso corporeo da somministrare il prima possibile, e comunque entro 10 ore dall'assunzione dell'agente tossico. Successivamente si somministrano dosi singole di 70 mg/kg di peso corporeo, ogni 4 ore per almeno 3 giorni.

 

Nella intossicazione da paracetamolo è in genere preferita la via di somministrazione endovenosa. La dose iniziale endovena nell'adulto è pari a 150 mg/kg di acetilcisteina in 200 mL di soluzione glucosata al 5%. L'infusione deve avere una durata di almeno 15 minuti. Successivamente si somministrano 50 mg/kg in 500 ml di soluzione glucosata al 5% per le successive 4 ore ed infine 100 mg/kg in 1000 ml di soluzione glucosata al 5% per ulteriori 16 ore.

Si tenga presente che se viene presa durante la CHEMIOTERAPIA per il suo effetto antiossidante inibisce completamente l’effetto dei farmaci citotossici; per questo è sconsigliata dagli oncologi durante la CHEMIOTERAPIA CITOTOSSICA.



#512 Piter

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Inviato 14 maggio 2018 - 09:11

Andateci cauti pure con il fruttosio:

 

"Troppo fruttosio e' come l'alcol per il fegato"

 

http://www.ansa.it/c...5deb81ac21.html

 

 

http://www.affarital...-ko-463989.html


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#513 SauroClaudio

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Inviato 15 maggio 2018 - 07:49

Andateci cauti pure con il fruttosio:

 

"Troppo fruttosio e' come l'alcol per il fegato"

 

http://www.ansa.it/c...5deb81ac21.html

 

 

http://www.affarital...-ko-463989.html

Ho detto: "il fruttosio naturale", quindi quello della frutta. Quindi invece di dire" andateci piano con il fruttosio" dovresti dire " andateci piano con la frutta"!

C'è una sostanziale differenza fra il fruttosio naturale(quello della frutta) ed il fruttosio di sintesi: il fruttosio naturale ha i due gruppi laterali OH in posizione trans, il fruttosio di sintesi è una molecola piatta. La frutta non è come l'alcol per il fegato, al contrario è disintossicante ed antitumorale, ci sono numerosi studi al riguardo.



#514 SauroClaudio

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Inviato 17 maggio 2018 - 10:41

EDULCORANTI ZUCCHERINI E NON (PER CHI NE FOSSE INTERESSATO)
GLUCOSIO Il glucosio (o "glucoso") è un monosaccaride aldeidico; è il composto organico più diffuso in natura, sia libero sia sotto forma di polimeri. È una molecola chirale, ne esistono quindi due enantiomeri: l'enantiomero destrogiro (D-glucosio o destrosio) è il più diffuso in natura, presente allo stato libero in numerosi frutti zuccherini; si trova anche nella maggior parte dei liquidi organici, nel fegato, nel sangue e nella milza. L'enantiomero levogiro (L-glucosio). È uno degli zuccheri più importanti ed è usato come fonte di energia sia dagli animali che dalle piante. Il glucosio è il principale prodotto della fotosintesi ed è il combustibile della respirazione. Il glucosio è una fonte di energia onnipresente in biologia. Il motivo del perché sia esso e non un altro monosaccaride, ad esempio il fruttosio, è ancora oggetto di speculazione. In assenza di forme di vita che lo sintetizzino, il glucosio può formarsi chimicamente dalla formaldeide, è quindi probabile che fosse presente e ben disponibile quando nacquero i primi sistemi biochimici primitivi. Un'altra proprietà, forse più importante per le forme di vita superiori, è la sua ridotta (rispetto ad altri zuccheri esosi) tendenza a reagire con i gruppi amminici delle proteine. Questa reazione (detta glicazione) riduce o annulla l'attività di molti enzimi ed è responsabile di numerosi effetti a lungo termine del diabete, quali la cecità e la ridotta funzione renale. La bassa reattività del glucosio verso la glicosilazione è dovuta al suo prevalente permanere nella forma ciclica, meno reattiva. Nella respirazione, attraverso una serie di reazioni catalizzate da enzimi, il glucosio viene ossidato fino a formare biossido di carbonio e acqua; l'energia prodotta da questa reazione viene usata per produrre molecole di ATP. Una molecola di glucosio ed una di fruttosio unite da un legame glicosidico formano una molecola di saccarosio, il comune zucchero da tavola. L'amido, la cellulosa ed il glicogeno sono polimeri del glucosio e vengono generalmente classificati come polisaccaridi. Il glucosio presenta un indice glicemico del 100%, ed ha 374 kcal/100 gr
SACCAROSIO E' il comune zucchero da cucina. Il saccarosio è un glucide disaccaride, cioè un dimero la cui molecola è costituita da due monosaccaridi, il glucosio e il fruttosio. A livello industriale, lo zucchero viene estratto principalmente dalla barbabietola da zucchero (in Europa) e dalla canna da zucchero (nel resto del mondo). La produzione di zucchero da altre fonti, quali ad esempio l'acero e la palma da dattero, riveste invece un ruolo minoritario.Secondo i dati al 2005 del Ministero dell'Agricoltura statunitense, i principali produttori sono: per lo zucchero di barbabietola l'Europa a 25 (21,6 milioni di tonnellate), gli Stati Uniti d'America (4,0), la Russia (2,5) e l'Ucraina (1,85); per lo zucchero di canna il Brasile (27,1 milioni di tonnellate), l'India (20,3), la Cina (8,7), il Messico (5,6), l'Australia (5,3), la Thailandia (4,8). In Italia, il consumo annuo pro capite di zucchero è di circa 24 kg, più basso della media europea che è di circa 32 kg L'indice glicemico del saccarosio è 65% rispetto al glucosio che è del 100%, le calorie sono 392 kcal/100 gr
MANNITOLO Dal punto di vista alimentare appartiene alla categoria degli stabilizzanti, addensanti, gelificanti ed emulsionanti. In realtà viene usato soprattutto come dolcificante. Originariamente era un farmaco: infatti, esercitando uno squilibrio osmotico nel lume ove viene immesso (tratto digerente o nel rene in seguito a iniezione) funge da diuretico (forma una soluzione ipertonica e richiama acqua per osmosi entro i tubuli renali, o acqua e sali minerali entro il tubo digerente). Il suo utilizzo è riservato a emergenze di natura tossicologica ove è necessario eliminare in tempi ristretti una sostanza tossica (a meno che sia un acido o una base forte, condizione che proibisce l'uso del mannitolo) o in corso di patologie acute con edemi gravi, ad esempio di edema cerebrale. È una sostanza che si trova facilmente in natura in alghe e funghi, e il nome deriva dalla manna (la linfa del frassino) da cui si può ottenere. Come dolcificante non è molto diffuso perché appartiene alla categoria dei dolcificanti energetici. Con un potere dolcificante leggermente superiore alla metà di quello del saccarosio (il comune zucchero da cucina), ha un potere calorico che è superiore alla metà di quello del saccarosio stesso. In altri termini, non si guadagna nulla come rapporto fra potere dolcificante/calorie impiegando mannitolo anziché zucchero normale. I principali disturbi da un eccesso di mannitolo sono a carattere gastrointestinale (effetto lassativo), tant'è che in Australia è vietato nei cibi per bambini. La dose giornaliera accettabile è di 50 mg/kg di peso, anche se, a prescindere dagli spiacevoli effetti collaterali, non è pericoloso per la salute, essendo un carboidrato a tutti gli effetti, facilmente gestito dal nostro organismo. La dose farmaceutica (per via endovenosa, nei casi di insufficienza renale cronica, ipertensione endocranica, spinale e delle masse cerebrali, ipertensione endoculare, per l'eliminazione renale di sostanze tossiche e per la misurazione del filtrato glomerulare) infatti varia fra i 50 g e i 200 g al giorno.
SORBITOLO Il sorbitolo (o glucitolo) è l'alditolo del glucosio. È presente nelle alghe rosse e in molte bacche e frutti come mele, pere, susine, ciliegie e sorbe da cui prende il nome. Il suo potere dolcificante è circa il 60% del saccarosio. Per le sue caratteristiche, è molto utilizzato nell'industria alimentare come dolcificante, stabilizzante e agente lievitante con il nome E420. Un notevole vantaggio dell'uso del sorbitolo come dolcificante è dovuto al fatto che i batteri che causano la carie non riescono a utilizzarlo per il loro metabolismo. Per la sua proprietà di trattenere acqua viene utilizzato per prevenire la disidratazione di alimenti esposti all'aria. La sua assunzione non ha solitamente effetti collaterali, ma a dosi anche modeste (30 grammi) o in soggetti intolleranti può provocare diarrea. Il suo uso è, comunque, sconsigliato nei bambini di età inferiore a 1 anno di vita. Il test per verificare l'intolleranza al sorbitolo viene effettuato soffiando nove volte in un palloncino ad intervalli di tempo di circa mezz'ora. Il sorbitolo viene trasformato, nell'organismo umano, in monosaccaridi (soprattutto fruttosio) senza l'intervento dell'insulina: può quindi essere presente nell'alimentazione dei diabetici. Il suo potere calorico è simile a quello del glucosio (circa 4 Cal/g). L'aggiunta di un'altra unità di glucosio produce il maltotriosio; l'ulteriore aggiunta produrrà le maltodestrine e infine l'amido (polimero del glucosio). Il maltosio può essere scisso in due molecole di glucosio per effetto dell'idrolisi. Negli organismi viventi, l'enzima maltasi può raggiungere questo scopo molto rapidamente. In laboratorio, il riscaldamento con un acido forte per diversi minuti produrrà lo stesso risultato. L'isomaltosio viene scisso dall'isomaltasi. Il maltosio presenta mutarotazione ed è uno zucchero riducente. Trova utilizzo in ambito alimentare, anche in forma di sciroppo, e come precursore del dolcificante maltitolo.
MALTOSIO Il maltosio è un composto chimico organico della famiglia dei glucidi disaccaridi, altrimenti chiamato zucchero di malto, e formato per condensazione di due molecole di glucosio attraverso un legame glicosidico 1α–4'. L'isomero isomaltosio ha invece due molecole di glucosio legate con legame 1α–6'. Il maltosio si ottiene per scissione operata dall'amilasi maltogenica sull'amido. È presente nei semi germinanti come quelli dell'orzo, quando scindono le loro riserve di amido da utilizzare come nutrimento. A temperatura ambiente è un solido bianco e igroscopico. Il suo indice glicemico è addirittura superiore a quello del glucosio è infatti di 105 contro 100. Il maltosio presenta le stesse Kcal del glucosio. Il maltosio è contenuto nei semi di cereali e nei vegetali. Il maltosio è una componente importante anche nella produzione della birra e delle gelatine di frutta
LATTOSIO Il lattosio è un disaccaride e uno zucchero riducente destrogiro, forma un osazone ed esiste nelle forme anomeriche α e β che danno mutarotazione. Esso costituisce il 5% circa del latte dei mammiferi con diversa distribuzione nelle diverse specie e soprattutto diverso contributo calorico percentuale del latte stesso. La molecola del lattosio è costituita da una molecola di D-galattosio e da una di D-glucosio unite da un legame glicosidico (acetalico) 1β−4'. È l'unità del glucosio ad avere il gruppo aldeidico "libero" responsabile delle proprietà riducenti del lattosio che con fenilidrazina forma l'osazone ed è ossidato ad acido. Il lattosio rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte. Il lattosio è contenuto oltre che nel latte, circa il 40% della massa secca del latte vaccino e il 3,5-4% del tal quale, anche nei suoi derivati (formaggi e yogurt) e in prodotti a base di siero di latte. In particolare nel siero il lattosio costituisce circa il 70% della massa secca e il 4,2% sul tal quale e può essere isolato per concentrazione e successiva cristallizzazione. In un latte intero è presente dal 4,8 al 5,1%, in un latte colostrale dal 2,2 al 3,0% e in un latte mastitico è inferiore al 3,0%. L'introduzione del latte extraspecie nell'alimentazione umana è un fatto cronologicamente piuttosto recente, da riferirsi a una mutazione genetica occorsa in certe popolazioni umane in un periodo non posteriore agli ultimi 7.000 anni, indispensabile per la digestione (idrolisi) del disaccaride in zuccheri semplici e quindi per l'utilizzo del lattosio da parte del nostro organismo. La distribuzione nell'uomo di questa mutazione non è omogenea, ma varia considerevolmente per individuo ed etnia. Non si tratta quindi di un'allergia che al contrario nei soggetti predisposti viene scatenata dalle proteine contenute nel latte, ma di una difficoltà più o meno accentuata nella digestione del lattosio, causata dalla mancata persistenza di lattasi in età adulta. In molte pubblicità commerciali di latte e latticini viene evidenziata l'assenza di lattosio per una maggiore digeribilità del prodotto anche in assenza di conclamati sintomi di intollerabilità da parte del consumatore. Tale assenza viene garantita trattando industrialmente il latte con l'enzima lattasi, che ne causa l'idrolisi convertendolo in glucosio e galattosio. Il suo indice glicemico è 46%, le sue calorie sono 400 kcal/100 gr.
GALATTOSIO E’ un composto chimico organico glucide, o zucchero semplice monosaccaride, epimero di tipo aldoso destrogiro del glucosio, uguale a esso nella composizione e nella struttura; l'unica differenza fra i due esosi, è nella posizione dell'-OH sul C-4. Spesso è studiato dalla scienza dell'alimentazione e nel metabolismo umano e animale. Il D-Galattosio viene prodotto in piccole quantità dal nostro organismo e viene utilizzato per la sintesi di polimeri complessi. La maggior parte del galattosio usato dal nostro organismo ha una origine alimentare; esso è infatti il costituente di un importante e diffuso disaccaride: il lattosio (lo zucchero del latte). Quando la quantità di galattosio introdotta con gli alimenti supera i bisogni dell'organismo, esso viene utilizzato per produrre energia; per assolvere a questa funzione il galattosio deve essere prima convertito in glucosio. Viene trasformato in glucosio a livello del fegato per azione di due enzimi tra cui la galattosio-1-fosfato uridiltransferasi. Una deficienza di questo enzima è detta galattosemia, una malattia genetica, in cui il galattosio non può essere convertito in glucosio in quanto manca la molecola che permette di realizzare questa conversione. I bambini affetti da questa malattia devono evitare assolutamente di bere latte, perché il galattosio in eccesso nella circolazione sanguigna danneggerebbe in maniera irreparabile il sistema nervoso; solo una diagnosi molto precoce della malattia (entro i primi cinque giorni di vita) può salvaguardare questi bambini da una morte prematura. Oggi è possibile diagnosticare questa malattia sottoponendo tutti i neonati ad uno screening che ricerchi questa, e altre malattie del metabolismo, prelevando semplicemente dal tallone del neonato poche gocce di sangue ed analizzandole. Il galattosio ha lo stesso indice glicemico del glucosio e pure le calorie.
LATTULOSIO Il lactulosio (o lattulosio) è uno zucchero impiegato nel trattamento della stitichezza, come lassativo e come prebiotico, e della encefalopatia epatica, come coadiuvante della metabolizzazione dell'ammoniaca (LAEVOLAC SCIROPPO). Il lattulosio è un disaccaride formato dai due monosaccaridi, fruttosio e galattosio. Il preparato commerciale è ottenuto a seguito dell'isomerizzazione del lattosio. La presenza di elevate quantità di lattulosio nel latte sono un importante indice analitico sul trattamento termico che è stato effettuato. La formazione dall'isomerizzazione del lattosio è favorita dalle alte temperature, e non è raro trovare concentrazioni di lattulosio in latti UHT o sterilizzati. Risulta quindi relativamente semplice controllare quanto spinto è stato un trattamento termico su un latte analizzandone i contenuti di lattulosio, e rilevare eventuali frodi. Altri indicatori analitici indicanti la tipologia del trattamento termico subito da un latte sono la presenza degli enzimi lattoperossidasi e fosfatasi alcalina, che a elevate temperatura si disattivano completamente. Come lassativo, il meccanismo di funzionamento consiste nella sua capacità di arrivare inalterato fino al colon: sfuggito all'azione digestiva del succo gastrico, nello stomaco, e delle disaccarasi (enzimi e condizioni di pH idonee alla trasformazione dei disaccaridi in monosaccaridi) nell'intestino, arriva al colon, dove svolge la sua azione osmotica. Ciò comporta l'ammorbidimento delle feci e l'aumento della peristalsi. Come prebiotico, l'attività consiste nel favorire la flora intestinale simbionte ai danni di quella ostile: i lactobacilli catabolizzano il lattulosio producendo gli acidi lattico, acetico e formico e proliferano. Come coadiuvante della trasformazione dell'ammoniaca la sua qualità è di ostacolare la crescita di batteri che producono ammoniaca (Escherichia coli). Inoltre l'aumento di acidità del colon indotto dal lactulosio favorisce la conversione dell'ammoniaca in ione ammonio. Infine l'aumento della peristalsi, favorisce l'eliminazione dei metaboliti dell'ammoniaca, la diluizione dell'ammoniaca nel lume intestinale e quindi, tramite l'azione dei villi intestinali, l'abbassamento del livello di ammoniemia. Il lattulosio viene assorbito pochissimo per cui il suo indice glicemico è praticamente uguale a zero e così pure il suo indice calorico.
LATTILOLO Il lattitolo è un disaccaride appartenente alla categoria dei polialcoli, utilizzato come surrogato dello zucchero nei cibi light, negli integratori ed in vari prodotti dietetici. Il suo indice glicemico è infatti pari al 40% di quello dello zucchero (saccarosio), mentre la densità energetica è di sole 2,4 chilocalorie per grammo (contro le 4 del saccarosio). Il sapore del lattitolo, lievemente dolce e pulito, è privo di quello sgradevole retrogusto metallico comune a molti dolcificanti artificiali. Grazie anche alle sue caratteristiche di stabilità e facile solubilità, il lattitolo viene utilizzato in moltissimi prodotti alimentari ipocalorici, come biscotti senza zucchero, cioccolato, dolciumi vari, chewingum e sostituti dello zucchero. Il lattitolo non viene estratto dagli alimenti, ma preparato artificialmente a partire dallo zucchero del latte, attraverso riduzione sotto pressione e ad alte temperature del glucosio (ricordiamo che il lattosio è costituito dall'unione di una molecola di glucosio con una di galattosio). A differenza del disaccaride tipico del latte, il lattitolo non può essere digerito dalle lattasi dell'orletto a spazzola; di conseguenza non può nemmeno essere assorbito dai villi intestinali. Per questo motivo, ad elevati dosaggi, il lattitolo provoca diarrea osmotica e può quindi essere usato come lassativo. Il lattitolo si comporta anche come prebiotico, diminuendo il pH fecale e prevenendo la proliferazione della flora batterica putrefattiva (produttrice di ammonio), a favore di ceppi batterici utili, che lo fermentano producendo, tra l'altro, acidi organici assorbibili dalla mucosa intestinale (il che giustifica il suo non trascurabile potere calorico). Il lattitolo può essere utilizzato anche dai diabetici, dato il bassissimo indice glicemico, ed è acariogeno (non favorisce l'insorgenza della carie dentale). Ad elevati dosaggi, data la scarsa capacità di digestione ed assorbimento da parte dell'organismo, il lattitolo - oltre ad accelerare il transito delle feci e a produrre una preziosa azione prebiotica - può determinare effetti collaterali come gonfiori, crampi addominali, diarrea e flatulenza.
FRUTTOSIO Il fruttosio (o levulosio) è un monosaccaride, che ha la stessa formula molecolare del glucosio (C6H12O6) ma diversa struttura chimica. Anche le sue proprietà nutrizionali, da tempo oggetto di numerosi studi e ricerche, sono differenti. Come tutti i carboidrati anche il fruttosio apporta all'incirca 4 Kcal per grammo (3,75 per la precisione). L'indice glicemico però è basso, è circa di 20% (contro i 100% del glucosio) per cui può essere utile ai diabetici anche se al palato è il più dolce di tutti gli zuccheri. Ha un'elevata igroscopicità, cioè tende ad assorbire acqua dall'ambiente circostante. Per questo motivo viene utilizzato per evitare l'essiccazione dei preparati in cui è contenuto proteggendoli allo stesso tempo dallo sviluppo di muffe e migliorandone la conservazione. Al contrario del glucosio non ha potere cariogeno. Se ingerito da solo il fruttosio giunge inalterato fino all'intestino tenue dove viene assorbito e veicolato verso il fegato. La sua velocità di assorbimento è inferiore rispetto a quella del glucosio e del saccarosio ma comunque maggiore di quella degli edulcoranti artificiali consigliati ai soggetti diabetici (polialcoli). Grazie a questo assorbimento relativamente rapido il fruttosio non ha gli effetti lassativi tipici dei dolcificanti artificiali. Tuttavia, se assunto in eccesso può superare la massima capacità di assorbimento andando in contro ad una rapida fermentazione che causa flatulenza e dolori intestinali.
XILITOLO Lo xilitolo, anche chiamato zucchero del legno, è un alditolo composto da cinque atomi di carbonio utilizzato come succedaneo dello zucchero tradizionale. Lo xilitolo viene estratto da betulle, fragole, lampone, prugna e anche dal grano. Il potere dolcificante dello xilitolo è molto simile a quello del saccarosio, ma contiene il 40% in meno di calorie (2,4 kilocalorie per grammo per lo xilitolo, 3,87 per lo zucchero). ma quello che è più interessante è l'indice glicemico che è solo di 7% (contro i 100 del glucosio. In Europa è usato come additivo alimentare, in particolare nei chewing gum o nelle caramelle, ed è identificato dal numero E967. Molto popolare specialmente in Finlandia, dove vengono venduti molti prodotti che contengono questo dolcificante. Da recenti studi si è visto che lo xilitolo favorisce la calcificazione delle ossa non si sa ancora con quale meccanismo.
ERITRITOLO L'eritritolo è un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati. È utilizzato con successo come dolcificante naturale in quanto ha zero calorie e zero indice insulinemico ed ha un ottimo sapore, privo di retrogusti anche se il suo potere edulcorante è circa la metà di quella del saccarosio. A livello industriale è ottenuto da substrati zuccherini (amido, glucosio, saccarosio, ecc.) tramite fermentazione microbica ad opera di lieviti osmofili selezionati (es. Moniliella pollinis). Date le sue proprietà è utilissimo ai diabetici che possono utilizzarlo senza restrizioni eccessive, un eccesso può dare diarrea. Non solo ma si è visto che calcifica le ossa come la Vit D, e non si è ancora capito il meccanismo.
DOLCIFICANTI NON ZUCCHERINI
E' utile in questo capitolo parlare anche degli edulcoranti non zuccherini.
SACCARINA La saccarina (1,2-benzenisotiazolin-3-one-1,1-diossido) è stato il primo dolcificante artificiale; fu scoperto nel 1879 da Ira Remsen e Constantin Fahlberg della Johns Hopkins University. La saccarina ha un potere dolcificante 450 volte superiore a quello del saccarosio, ma presenta un retrogusto amaro o metallico (non per tutti) generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni: tale effetto tuttavia è marcato più o meno a seconda della sensibilità personale del consumatore. A differenza di composti analoghi di sintesi più recenti (ad es. l'aspartame), la saccarina è stabile al calore anche in ambiente acido, è inerte rispetto agli altri ingredienti alimentari e non dà problemi di conservazione. Era stata messa sotto accusa perchè si pensava che fosse cancerogena, in realtà si è visto che per procurare i cancro vescicale bisognerebbe assumerne 2 gr per kg (cioè un indviduo che pesa 70 kg dovrebbe assumerne 140 gr ogni giorno per un anno), mentre la quantità che si assume è di pochi milligrammi, per questo è stata completamente riabilitata. E' interessante che il vecchio MEDICAMENTA dice che ha un ottima proprietà antifermentativa e quindi utile nel dismicrobismo intestinale. Inoltre ha un discreto potere diuretico.
ASPARTAME L'aspartame è un dipeptide artificiale composto da due comuni amminoacidi: l'acido aspartico e la fenilalanina (la cui estremità carbossilica viene esterificata con metanolo). Scoperto casualmente nel 1965 dal chimico James Schlatter, della G. D. Searle and Company, l'aspartame ha riscosso uno straordinario successo commerciale; questo edulcorante è stato infatti approvato negli anni '80 come dolcificante alimentare e come tale impiegato su larga scala in bevande analcoliche contenenti acido carbonico, bevande analcoliche in polvere, yogurt e prodotti dell'industria dolciaria e dietetica. Il gusto dell'aspartame è descritto come "pulito e dolce", privo del retrogusto amarognolo o metallico spesso associato ad altri dolcificanti di sintesi. Il confronto con il saccarosio rivela che il sapore è simile a quello degli zuccheri naturali; inoltre, alcuni aromi presenti nei cibi e nelle bevande sono potenziati o prolungati in presenza di aspartame, soprattutto quelli dei frutti acidi (come arancia e limone). Questa proprietà viene sfruttata nei chewing gum, dove gli aromi possono essere prolungati per un tempo 4 volte superiore. Il potere edulcorante dell'aspartame è 160-220 volte maggiore rispetto al saccarosio, mentre l'apporto calorico è più o meno equivalente (4 Kcal/grammo, come qualunque proteina). Di conseguenza, bastano pochissime quantità di aspartame per dolcificare cibi e bevande, con un notevole risparmio calorico. L'aspartame è stato oggetto di numerose controversie. Diversi studi sull'aspartame in animali da laboratorio hanno evidenziato la comparsa di tumori a seguito dell'assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un rapporto causa-effetto tra questi fenomeni, né ha potuto definire il meccanismo d'azione della sua presunta tossicità. La sicurezza per la salute riguardo al consumo di aspartame è oggetto di aspre polemiche inclusa la diffusione di vere e proprie leggende metropolitane sin dalla sua entrata in commercio sancita dalla approvazione della Food and Drug Administration statunitense, nel 1981. Nel 1975 l'FDA statunitense recensisce 25 studi della Searle (11 dei quali sull'aspartame) criticandone le gravi carenze. Nel 1980 la stessa FDA convoca una commissione di inchiesta per esaminare la presunta relazione tra aspartame e tumori al cervello. Tale commissione rileva che l'aspartame non causa danni al cervello, ma si esprime contro l'approvazione perché mancano risposte da parte della Searle circa i tumori causati sui ratti di laboratorio. Citando i dati di uno studio giapponese che non era stata a disposizione dei membri della commissione e dopo aver chiesto il parere di un gruppo di esperti che criticano le analisi statistiche sottostanti le valutazione della commissione l'FDA approva la messa in commercio in prodotti secchi dell'aspartame. Nel 1983, la FDA ha inoltre approvato l'aspartame per l'uso nelle bevande gassate e per l'uso in altre bevande, prodotti da forno, e confezioni nel 1993. Nel 1996, l'FDA ha rimosso tutte le limitazioni sull'uso dell'aspartame. Diversi paesi dell'Unione europea hanno approvato l'aspartame nel 1980, con l'approvazione a livello europeo nel 1994. Il comitato scientifico della Commissione europea per l'alimentazione recensendo i successivi studi di sicurezza ha ribadito l'approvazione nel 2002. L'aspartame si è progressivamente imposto come il dolcificante artificiale più diffuso al mondo, con una produzione annua dell'ordine delle decine di migliaia di tonnellate
CICLAMMATI Il ciclamato (a volte erroneamente chiamato ciclammato) è un dolcificante artificiale a elevato potere edulcorante che viene spesso usato in associazione alla saccarina nella produzione di sciroppi semplici e sciroppi medicati dietetici o per diabetici. Per ciclamato tout court s'intende il sale formato dall'acido ciclammico con sodio o calcio. Il suo potere dolcificante, da 30 a 50 volte superiore al saccarosio, fu scoperto casualmente nel 1937 da Michael Sveda, ricercatore all'Università dell'Illinois. Il ciclamato è stato sospettato di essere cancerogeno ad alte dosi, in base ad alcuni studi sui ratti. Numerosi studi, effettuati successivamente, tendono a dimostrare che questa cancerogenicità è specifica per il ratto, poiché questa specie animale metabolizza il ciclamato in modo diverso da come fa l'uomo. Benché la questione sia controversa, alcuni paesi, tra cui gli USA, hanno vietato l'uso alimentare del ciclamato. In Europa l'uso è consentito con restrizioni ed esclusioni. Le solfatasi batteriche, parte della flora microbica residente del colon, possono convertire il dolcificante ciclamato in cicloesilammina, un agente cancerogeno della vescica. Ciononostante i ciclammati sono utilizzati per dolcificare numerosissimi prodotti alimentari.
STEVIA La Stevia rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae (Compositae), nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. È nota per essere utilizzata come dolcificante ipocalorico naturale. La stevia è conosciuta da molti popoli dell'area geografica sudamericana da diversi millenni, oltre che per il potere dolcificante delle sue foglie, anche per le proprietà medicinali, infatti è stata correntemente usata da secoli dai popoli indigeni del sud America per le sue doti antinfiammatorie e antiossidanti, ed è usata ancora oggi. Viene usata come dolcificante, in quanto è molto più dolce del comune saccarosio. I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A, che si trovano in tutte le parti della pianta ma sono più disponibili e concentrati nelle foglie, che quando sono seccate (disidratate), hanno un potere dolcificante (per effetto della miscela dei due componenti dolcificanti) da 150 a 250 volte il comune zucchero. Contrariamente allo zucchero i principi attivi non hanno alcun potere nutrizionale (zero calorie), e sono relativamente stabili nel tempo e alle alte temperature, per cui conservano perfettamente le loro caratteristiche anche in prodotti da forno o in bevande calde, diversamente da altri dolcificanti di sintesi come l'aspartame, che subisce degradazione. L'uso della stevia nei prodotti alimentari è stato in passato limitato in Europa e USA dato che alcuni suoi componenti alle dosi testate, come lo steviolo e lo stevioside, erano considerati genotossici. In seguito a ciò la Food and Drug Administration (FDA) ne ammise l'uso solo come integratore dietetico, ma non come ingrediente o additivo alimentare. Infine la FDA in seguito a domanda di Cargill e di Whole Earth Sweetener Company LLC, approvò il rebaudioside come Food Additive nel 2008. L'Unione Europea (EFSA) il 14 aprile 2010 ha approvato l'uso della stevia come Food Additive, così come è accettato in Svizzera, e storicamente in tutti Paesi latino-americani.



#515 SauroClaudio

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Inviato 17 maggio 2018 - 11:07

Uno zucchero incredibile, l'ERITRITOLO

 

 Si tratta di un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati; normalmente si presenta in cristalli bianchi del tutto simili allo zucchero (saccarosio). Oltre il 90% dell'Eritritolo ingerito è assorbito prontamente nel piccolo intestino attraverso diffusione passiva. Questa frazione non viene metabolizzata e viene escreta immodificata attraverso le urine. La frazione rimanente (< 10%) raggiunge il grande intestino dove è solo parzialmente metabolizzata. Di conseguenza, il valore calorico complessivo dell'Eritritolo è bassissimo e varia da 0 ad un massimo di 0,2 kcal/gr. E’ interessante perché ad assaggiarlo è del tutto simile allo saccarosio e non ha nessun retrogusto, inoltre non da nessuna curva glicemica quindi utilissimo per i diabetici ma anche per prevenire il diabete. Studi recenti hanno inoltre evidenziato l'attività anti radicali liberi dell'Eritritolo, che ha dimostrato essere un ottimo scavenger di radicali ossidrilici, con proprietà protettive per le membrane cellulari. L'Eritritolo agisce quindi come antiossidante in vivo e può aiutare a ridurre l'impatto glicemico degli alimenti e delle bevande, contrastando gli effetti dei radicali liberi indotti dall'iperglicemia. Io ho pensato se lo abbiniamo alla Vit C chissà cosa otteniamo, visto che forse abbinato possiamo assumere molto meno acido-l-ascorbico e quindi con minor rischio di calcoli di ossalato. Ma quello che si può dedurre con facilità è che l’Eritritolo essendo un antiossidante è anche un anti infiammatorio, visto che generalmente sono i radicali liberi che innescano e sostengono l’infiammazione. Non solo, ma ancora più dello Xilitolo si è visto che calcifica le ossa come la Vit D ed i difosfonati senza avere gli effetti collaterali di questi ultimi. Non solo ma anche per l’ Eritritolo la sua acariogenicità è ampiamente dimostrata: l'Eritritolo non viene convertito in acidi dai batteri presenti nella bocca, pertanto non favorisce la carie dentale, anzi la ostacola. Al contrario, sembra avere un ruolo protettivo, analogo a quello dello Xilitolo, contro la placca batterica. Lo Xilitolo lo trovate facilmente in erboristeria in sacchi da 1 Kg, l’Eritritolo lo trovate facilmente al supermercato in bustine già preconfezionate ma io credo che su ordinazione si possa trovarlo anche in erboristeria ed in farmacia in sacchi da 1 Kg..

 

A vederlo è uguale allo zucchero da cucina ed allo Xilitolo:

 

 

36392431425_bbd4937042_z.jpgxilitolo_dolcificante by Claudio Sauro, su Flickr



#516 Piter

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Inviato 18 maggio 2018 - 02:12

Ho detto: "il fruttosio naturale", quindi quello della frutta. Quindi invece di dire" andateci piano con il fruttosio" dovresti dire " andateci piano con la frutta"!

C'è una sostanziale differenza fra il fruttosio naturale(quello della frutta) ed il fruttosio di sintesi: il fruttosio naturale ha i due gruppi laterali OH in posizione trans, il fruttosio di sintesi è una molecola piatta. La frutta non è come l'alcol per il fegato, al contrario è disintossicante ed antitumorale, ci sono numerosi studi al riguardo.

 

La sindrome metabolica è contraddistinta anche dalla steatosi epatica, che nel tempo puo' degenerare.

La sindrome metabolica si innesca anche con cibi perfettamnte sani e naturali.

Il problema oggi, paradossalmente se pensiamo ai millenni di fame che abbiamo subito,  è l'eccesso di cibo che porta appunto alla sindrome metabolica che porta poi a tutta una serie di processi irreversibili:  steatosi epatica, danni ai reni e alla tiroide, diabete e quant'altro.

Stare poi una vita seduti davanti a un pc o piegati su un telefonino poi fa il resto.


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
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#517 SauroClaudio

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Inviato 25 maggio 2018 - 10:58

UNA CONFERMA CHE IL MAGNESIO INFLUENZA LA FLORA INTESTINALE.

Claudio Sauro·Martedì 13 dicembre 2016

 

I cambiamenti nei livelli di bifidobatteri intestinali sono associati con la risposta infiammatoria in topi magnesio-carenza.

Pachikian BD1, Neyrinck AM, Deldicque L, De Backer FC, Catry E, Dewulf EM, Sohet FM, Bindels LB, Everard A, Francaux M, Y Guiot, Cani PD, Delzenne NM.

UNA CONFERMA CHE IL MAGNESIO INFLUENZA LA FLORA INTESTINALE.

Straordinario questo studio che mi ha fornito Riccardo Lautizi, conferma pienamente le mie intuizioni. Lo riporto anche se tradotto da Google per motivi di praticità

Informazioni sull'autore

astratto

La carenza di magnesio (Mg) è un disturbo nutrizionale comune che è collegata a uno stato infiammatorio caratterizzato da un aumento del plasma proteina di fase acuta e le concentrazioni di citochine proinfiammatorie. Recenti studi hanno dimostrato che i cambiamenti nella composizione della flora intestinale composizione partecipano infiammazione sistemica. In questo studio, quindi, abbiamo valutato il ruolo potenziale della flora intestinale infiammazione intestinale e sistemica associata a carenza di Mg nei topi. A questo scopo, i topi sono stati alimentati con una dieta di controllo o Mg-deficienti (500 mg vs 70 mg Mg / kg) da 4 o 21 d. RISPETTO AL TOPI ALIMENTATI CON LA DIETA DI CONTROLLO, I TOPI NUTRITI LA DIETA MG-CARENTE PER 4 D AVEVA UN CONTENUTO PIÙ BASSO INTESTINO BIFIDOBATTERI (-1,5 LOG), UN CONTENUTO DI MRNA 36-50% IN MENO DI FATTORI CHE CONTROLLANO LA FUNZIONE DI BARRIERA INTESTINALE NELL'ILEO (ZONULA OCCLUDERE-1, OCCLUDIN, PROGLUCAGON), E UN CONTENUTO DI MRNA PIÙ ELEVATO (DA CIRCA 2 VOLTE) NEL FEGATO E / O DELL'INTESTINO DEL FATTORE DI NECROSI TUMORALE-ALFA, INTERLEUCHINA-6, CCAAT / ENHANCER BINDING PROTEIN PROTEINA OMOLOGA, E L'ATTIVAZIONE DELLA TRASCRIZIONE FATTORE 4, CHE RIFLETTE LO STRESS INFIAMMATORIO E CELLULARE. Al contrario, i topi alimentati con  la dieta non Mg-deficiente per 21 d aveva un contenuto di bifidobatteri cecale superiore rispetto al gruppo di controllo, un fenomeno accompagnato da ripristino della barriera intestinale e l'assenza di infiammazione. In conclusione, abbiamo dimostrato che la carenza di Mg, indipendentemente da qualsiasi altra variazione di assunzione di nutrienti, modula la concentrazione di bifidobatteri nell'intestino, un fenomeno che potrebbe in funzione del tempo influenzare l'infiammazione e malattie metaboliche nei topi.

P.S Quindi si confermano pienamente le mie intuizioni che si basavano esclusivamente sull’odore delle feci completamente inodori e quindi prive di putrescina e di cadaverina. Era una mia deduzione logica che se le feci erano prive di odore dovevano essere prive di Clostridium e di Coli. Lo studio sopra ci dice che il Magnesio favorisce lo sviluppo di Bifidobatteri. Dal momento che i Bifidobatteri hanno una tossina che ostacola lo sviluppo dei Clostridi è logico pensare che il Magnesio ostacola lo sviluppo dei Clostridi. Questa constatazione che ci permette di eliminare le tossine putrefattive è di grandissima importanza. Assieme ad alte dosi di Vit D la flora intestinale diventa in tal modo la base per una cura radicale dei tumori. Tutte le altre sostanze che ho elencato nel mio protocollo sono e diventano solo un ulteriore aiuto.

La dose giornaliera di sali di magnesio (cloruro e Solfato) come già detto è di 2-3 cucchiaini in 2 litri di acqua da bere durante il giorno. Anche l’acqua è molto importante perchè favorisce l’elimininazione di tossine sia per via intestinale che urinaria inoltre aumenta il transito intestinale.



#518 SauroClaudio

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Inviato 30 maggio 2018 - 03:32

NOCI, NOCCIOLE, MANDORLE, NOCI DI ACAGIU’

Due anni fa avevo scritto questo:

 

UN DIGIUNO UN PO STRANO MA FORSE LA VIA VINCENTE PER GUARIRE I TUMORI

Claudio Sauro·Mercoledì 28 settembre 2016

 

“””Ho appena fatto un post  nel quale ho formulato un tipo di alimentazione fatta solo di semi,  NOCI, NOCCIOLE, MANDORLE, SESAMO, GIRASOLE, CHIA, PINOLI, , ovviamente un alimentazione da fare in caso di tumore o di altra malattia degenerativa. Voglio riprendere questo concetto perché credo di aver avuto un intuizione importante. Veramente tale intuizione non è mia, ma di un igienista Cileno , un certo Lezaeta del quale avevo comprato il testo ancora 40 anni fa ed ora me lo sono ritrovato fra le mani. Veramente Lezaeta pone la sua terapia più sui bagni di acqua fredda che sull’alimentazione, questa per lui viene in secondo piano però è stato lui che ha avuto la bella idea di mangiare in caso di malattia, noci, nocciole, mandorle e frutti di bosco. Io al contrario di Lezaeta parto dalla sua alimentazione, aggiungo a Noci, Nocciole e Mandorle altri semi ugualmente interessanti e considero i bagni di importanza secondaria, (questioni di punti di vista). Fatto stà che questo personaggio pare abbia una bella casistica di tumori guariti ed io credo più per l’alimentazione che per i bagni. Se si tratta di BAGNI DI SOLE sono pienamente d’accordo, ma i bagni di acqua fredda secondo me hanno un influenza secondaria. Il presumere di spegnere l’infiammazione, se uno è intossicato, facendo un bagno freddo è abbastanza utopistico. Credo piuttosto nei bagni di acqua calda del Kneip  (a 39°)che riattivano la circolazione ed aiutano a buttar fuori tutte le tossine. Posto questo vorrei fare ancora alcune considerazioni sull’alimentazione con i semi dal momento che la ritengo troppo importante per non sottolinearla. L’ALIMENTAZIONE CON I SOLI SEMI POTREBBE ESSERE CONSIDERATA UN TIPO DI DIGIUNO, è un digiuno un po strano perché apportiamo tutte le calorie necessarie, ma in forma completamente diversa. IN EFFETTI IL MANGIARE 4 CUCCHIAI DI SEMI SEMBRA QUASI DI NON MANGIARE, SI HA L’IMPRESSIONE QUASI DI DIGIUNARE, eppure vi assicuro che non vi resta alcuna fame, questo l’ho provato e lo attuo ormai da parecchi giorni. Scende nell’organismo un incredibile senso di benessere, una cosa che non avevo mai provato prima, una cosa che mi ha fatto intuire che sono sulla strada giusta per curare le malattie ed anche i tumori. Pertanto anche se l’esperienza è breve io credo che sia comunque molto significativa. Pensate un po a cos’è un seme: ha in se tutte le potenzialità per diventare una pianta, un infinita quantità di messaggi e di VITA è racchiusa in un minuscolo granellino ED IL CONCETTO DI MANGIARE VITA AL PIU’ ALTO LIVELLO FORSE CI SFUGGE o perlomeno non ci avevamo mai pensato. Il seme contiene più vita di qualsiasi altra pianta già sviluppata, una struttura perfetta che se ci meditiamo ci lascia allibiti come di fronte ad un cielo stellato. Curare la morte ed il caos (tumore) con il massimo della VITA, potrebbe avere in se un senso logico forse più di tutte le considerazioni che abbiamo fatto finora. Certo non si tratta di sostanze chimiche anche naturali, quali ad esempio la CURCUMINA della curcuma o lo ZENZERONE dello zenzero  ma di una “sostanza” (se così si può chiamare) che non avevamo mai trattato e cioè proprio la VITA nel suo aspetto più alto di organizzazione ancora latente. In questo Post voglio tralasciare gli aspetti tecnici relativi a quello che contengono i semi, e cioè praticamente tutto, ma incentrarmi in quello che potenzialmente sono e cioè una potenzialità di VITA che ha in se tutto il suo culmine. Non si tratta di eliminare quello che abbiamo già espresso, ma di dare una svolta decisiva all’alimentazione, cosa che finora avevo trattato poco dando solo alcune indicazioni. Quindi teniamo pure il protocollo precedente, ma cerchiamo di introdurre anche questo DIGIUNO UN PO STRANO E DIREI SUGGESTIVO per lo meno per quello che comporta. . Mettiamo prima l’alimentazione con semi e poi aggiungiamo tutto il resto, perlomeno il resto che consideriamo più importante. Facciamo un piccolo schema che intendo riprendere in un prossimo Post:

-        Facciamo una specie di digiuno mangiando solo semi di: ,  NOCI, NOCCIOLE, MANDORLE, SESAMO, GIRASOLE, CHIA, PINOLI, alternandoli a vicenda. Se non riusciamo a masticarli polverizziamoli pure in un macinacaffè. Vi assicuro che ne basteranno 4 cucchiai perché vi sentiate sazi e per tutto il giorno per giunta, tanto che non sentirete neppure la necessità di fare il pasto successivo (che deve essere sempre di semi)

-        Aggiungiamoci pure le vitamine, la Vit D, la Vit A, la Vit K2, in modo da portarle (soprattutto la D) ai massimi livelli 160 ng/ml (per la Vit D)

-        Aggiungiamoci pure anche la curcuma, lo zenzero, l’aloe, un bicchiere di rapa rossa, uno spicchio di aglio. Questi non disturbano il “digiuno” perché non interferiscono con i semi o meglio il loro apporto al “digiuno” è insignificante.

Vi accorgerete che da questo nuovo protocollo ho tirato via numerose cose perché le ritengo già ampiamente presenti nei semi. Il potassio ed il magnesio ad esempio sono presenti in tale quantità che non c’è bisogno di aggiungerli. Lo stesso dicasi per numerose vitamine. Gli oligoelementi poi li troviamo tutti, ed anche molti di più di quelli che ho trattato finora. E devo aggiungere che tutte queste sostanze sono in forma organica, cioè nella forma più assimilabile e più attiva. Un ultima cosa, bevete anche un litro e mezzo di buona acqua al giorno, anche quella è antitumorale.”””

Ora mi è giunto sott’occhio questo mio vecchio scritto ed ho voluto approfondire ulteriormente questo aspetto dell’alimentazione con semi. Ho trovato recentemente in un supermercato dei sacchetti dei vari semi già sgusciati, e devo dire veramente ad un buon prezzo. Si tratta di sacchetti di 200 gr di NOCI sgusciate, MANDORLE, NOCI DI ACAGIU’, NOCI DI MACCADAMIA, e molti altri semi, ma cercherò di illustrarvi le proprietà di questi semi citati, altrimenti il discorso diventerebbe troppo lungo e noioso. Sulla confezione c’è l’indice energetico dei vari semi, la percentuale di grassi, la percentuale di glucidi, la percentuale di lipidi, la percentuale di proteine, la percentuale di fibre. Quello che mi ha colpito maggiormente è l’INDICE ENERGETICO, e la percentuale di PROTEINE. Nonostante i glucidi siano ben rappresentati leggo sul Testo di Alimentazione del Prof Gino Secchi (un testo di 1200 pagine) che questi semi comportano un imput insulinemico che è il più basso in assoluto, cioè si ha una bassissima produzione di insulina. Da innumerevoli studi si è visto che l’insulina ha un ruolo fondamentale nel far crescere i tumori, questo come conseguenza di vari meccanismi. Per questo, generalmente, le diete anticancro consigliano un alimentazione che dia un imput insulinemico basso. Nel caso dell’assunzione di semi come quelli sopracitati è il più basso possibile. Inoltre l’apporto calorico è talmente alto che ne basta una modesta quantità per ricoprire il fabbisogno di un intera giornata. Tale apporto calorico è dovuto agli oli che sono prevalentemente insaturi. Ma quelllo che colpisce maggiormente è l’apporto di SALI MINERALI: POTASSIO,FERRO,MAGNESIO,ZINCO, RAME, SELENIO, MANGANESE, MOLIBDENO ed inoltre vitamine TIAMINA, RIBOFLAVINA, NIACINA, VITAMINA A, VITAMINA C, VITAMINA E. insomma, Sali minerali e vitamine sono più rappresentati che in qualsiasi alto alimento. Non solo, ma ho voluto approfondire la composizione proteica aminoacidica: LISINA, ISTIDINA, ARGININA, ACIDO ASPARTICO, TREONINASERINA, ACIDO GLUTAMMICO, PROLINA, GLICINA, ALANINA, CISTINA, VALINA, METIONINA, ISOLEUCINA, LEUCINA, TIROSINA, FENILALANINA, TRIPTOFANO. Insomma tutti gli aminoacidi essenziali ci sono in quantità simile a quella del formaggio. Quello che colpisce inoltre è la percentuale di proteine per 100 gr di prodotti. Si parte dalle mandorle che hanno una percentuale proteica del 25%, alle noci di acagiù che hanno una percentuale proteica del 19%, alle noci nostrane che hanno una percentuale proteica del 16%, alle noci di accadamia che hanno una percentuale proteica del 9%. Sono andato a vedermi la percentuale proteica della carne di cavallo che è la più ricca di proteine: ebbene, la percentuale proteica è del 21%, visto che l’altro 79% è acqua. La percentuale proteica indicata sulle confezioni dei semi è effettiva, cioè reale, intendo dire che non hanno acqua. E si tratta di tutti aminoacidi essenziali. Incredibile è anche l’indice calorico: le NOCI DI ACCADAMIA hanno 770 calorie/100 gr, più del burro, le NOCI NOSTRANE hanno 712 calorie/100 gr (come il burro), le MANDORLE hanno 645 calorie/100 gr, le NOCI DI ACAGIU’  hanno 600 calorie/100 gr. Con questo intendo dire che ne basta una modesta quantità per soddisfare il fabbisogno calorico di una giornata. E se voi ne mangiate tre manciatine per pasto vi sentite sazi. In effetti sembra quasi di fare digiuno, pur apportando tutte le proteine, i lipidi, i glucidi, le vitamine e gli oligolementi indispensabili; per questo avevo scritto “UN DIGIUNO UN PO’ STRANO, MA FORSE LA VIA VINCENTE PER GUARIRE I TUMORI” Io in base a quello che ho appreso dagli ultimi studi che vi ho illustrato, direi non solo i tumori, ma è probabile, molte altre patologie. Questo lo deduco non solo dalla composizione e dal bassissimo IMPUT INSULINEMICO, ma dal fatto che questi semi, benché siano ricchissimi di proteine e di aminoacidi essenziali, non danno mai, anche se mangiati in grande quantità, una flora intestinale putrefattiva, come da la carne, ma sempre una flora probiotica composta da BIFIDOBATTERI e da LATTOBACILLI. Il perché di questo non si è ancora capito, ma forse dipende dall’altissima quantità di magnesio che contengono che fa virare la flora in senso probiotico. Per cui, se sommiamo tutto ci rendiamo conto del perché abbiano un azione antitumorale e probabilmente preventiva di moltissime altre patologie.


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#519 SauroClaudio

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Inviato Ieri, 22 giu 2018 alle 13:34

Volevo mostrarvi un ingrandimento spinto al massimo fatto con Telecamera Nikon 42X. La prima foto è Piazza della Chiesa a Bosco Chiesanuova, e la signora bionda che vedete in basso è quella che sarà ingrandita:
41141540260_6c943e5b19_k.jpg001 by Claudio Sauro, su Flickr
Qui c'è un ingrandimento con Zoom a 42 X:
42233249954_96e1d91807_k.jpg005 by Claudio Sauro, su Flickr
e qui ho ottenuto l'ingrandimento di un particolare con il programma Point:
42233258884_408ff2f63b_b.jpg005 INGR by Claudio Sauro, su Flickr
Qui invece con telecamera Sony ho voluto spingere effettivamente l'ingrandimento a 2500 X; si vede la palla sopra il campanile, sembrerebbe parecchio danneggiata.

 






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