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Il problema del male


  • Per cortesia connettiti per rispondere
398 risposte a questa discussione

#381 malia

malia

    malia

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  • 8847 messaggi

Inviato 24 luglio 2019 - 10:49

Sento l'urgenza di arginare Purple.

 

Mortacci miei. Premessa.

 

Quando ho scritto quel post, denigrare l'impegno politico-sociale era l'ultimo dei miei pensieri. Il mio intento è arginare gli atteggiamenti colpevolizzanti, i pianti per il gusto di piangere, l'inclinazione a sentirsi vittime in balia di tizio e caio e mai artefici. Essere coscienti della realtà è un grande traguardo che però dovrebbe portare a qualcosa di costruttivo, facendo tesoro delle esperienze passate. Cosa che spesso non osservo: ci si limita a sottolineare il male, le cose che non vanno bene, le cose che hanno fatto danni e non si propone nulla.

 

L'uso massiccio e diffuso della psicologia delle masse non è una cosa che si può paragonare alla superstizione o a vedere il diavolo ovunque.

L'idea del diavolo di alcune culture per me non è qualcosa da relegare nella superstizione. Ho molta stima della "superstizione". Li considero nomi diversi dati allo stesso fenomeno. Per me sono sullo stesso livello. E' un po' il formaggio scaduto che non si deve mangiare perchè "è cacca" se lo devi spiegare ad un bambino piccolo o perchè ha il botulino se lo devi spiegare ad un adulto.

Quindi, veramente, non mi mettere in bocca cose che non ho detto: ho molta stima dell'idea del diavolo, io.

 

Che una volta fosse l'occidente a favorire il concetto della dualità cristiana è una cosa di cui me ne può fregare 0. La dualità serve in alcuni casi e non in altri, può averla diffusa anche Dio in terra, rimane un concetto che non può essere venerato a prescindere.

 

Non avevo intenzione di tirare dentro la religione, quindi non tornarci su: ho nominato proprio Buddha perchè è stato il primo "quasi non religioso" che mi è venuto in mente. Mortacci miei.

 

Degli esponenti della sinistra o di politica in genere, non vedo traccia nel mio post manco sotto droghe.

 

Quando ho detto che l'idea del matriarcato come più auspicabile rispetto a quella del patriacato fosse un'idea  con inside uno squilibrio non intendevo dire che Gufo o Lamia (giusto per fare due nomi dei sostenitori di questa idea) fossero squilibrati mentali, ma che nell'economia generale, ogni volta che si propone un aspetto della dualità come migliore di un altro, specie relativamente ad una realtà vasta come la gestione di una società, si rischia di fare lo stesso identico "errore" di chi, in buona fede, propagandava il contrario, in questo caso il patriarcato che stavamo analizzando e criticando.

 

L'uso del potere. E qui che mi parte l'embolo.

Legge: in macchina per legge si usano le cinture, altrimenti multa.

Domanda: ti obbliga qualcuno a portare la cintura? No. E' una tua scelta? Si. Puoi scegliere di non portare la cintura perchè ritieni questa legge sbagliata e accettare con onore e dignità la multa? Si.

Puoi liberamente decidere di guidare senza cinture, e in caso di incidente, ferirti? Si. Certo che puoi. Tu puoi fare qualsiasi cosa, solo che ogni cosa ha delle conseguenze, dipente da te, da quanto sei in linea con le tue idee, quanto sei disposto a pagare per sostenerle, quanto un'idea ha valore per te.

L'uso del potere trova la propria forza sulla diversa convinzione delle idee altrui. Poi, ovviamente non si può fare una colpa a chi non ha il coraggio delle proprio idee, a chi preferisce per vari motivi il compromesso o addirittura la sudditanza, ma per me dovrebbe essere chiaro che le cose, consapevolemente o non consapevolmente, si fanno sempreeeeee in due.

 

Poi, non parlare a me di negazione della realtà, che sto di là a piangere per Salvini. Piango per la persona le cui azioni hanno ripercussioni molto più dirette e molto più vicine nel tempo delle azioni di un Trump o di un Kim Jong su di noi, per me che non ho mezzi per poter influire sulla realtà mondiale ma a malapena su quella nazionale. Neanche, direi al massimo regionale.

Concentrarsi, consapevoli delle proprioe forze, su chi ha il potere immediato di influire sulla società in cui si vive, non è ignorare Trump o chissà quale realtà storica comprovata, è essere concreti e non disperdere energie in filosofeggiamenti e bei discorsi infiocchettati.

 

 

Comunque, visto che mi sono dilungata, e non era quella l'intenzione all'inizio, scrivo due cose che mi erano venute in mente al volo.

 

A chi, forse Lamia, aveva scritto che siamo essere umani con scintilla divina: secondo me siamo animali con scintilla divina (la scintilla ci avrebbe bruciato anche un po' di pelliccia :arg: ). Cosa ne pensi? E' la scintilla che ci ha resi diversi dagli animali o pensi che dall'animale all'umano ci sia stato un altro avanzamento di grado non attribuibile alla scintilla?

 

@Freyja. Se l'illuminazione ti appare più come incidente (cosa su cui sono d'accordo) perchè poi invece parli di scopo (di elevarsi) o necessità (di sperimentare alcuni squlibri)? Se nel panorama delle possibilità non può mancare l'errore (e anche su questo sono d'accordo) come si fa a dire che l'uomo "non è fatto per". Cioè, in sintesi, perchè sei certa che alcune cose siano frutto del caso e che altre invece rientrano in uno disegno/scopo?

 

@Lamia. Io credo che  molte scelte, forse la maggior parte, non siano dettate dalla volontà di manipolare, di ingannare. Ci troviamo spesso a subire le conseguenze di scelte fatte da persone più influenti, più potenti di noi, ma io non credo che ci sia sempre lo scopo di manipolare (la malafede).

Potrei dire che persino i miei genitori, sul cui amore immenso per me non ho nessun dubbio, mi hanno manipolato, plasmato nel modo che loro ritenevano giusto,  con tutto l'amore di cui erano capaci, e che però poi....ha fatto danni. 

 

Ma ora da adulta (con parti adulte :arg:) posso ancora continuare a dare la colpa ai miei per aspetti di me che mi creano problemi? Se voglio trovare uno stato di benessere, a quanto mi serve criticare il loro operato? Quasi a niente. In più continuare a pensare a loro come persone egoiste non fa altro che diminuire in me la capacità di comprensione, non fa altro che portami via le energie che mi servono per trovare equilibrio  e le energie per amare chi aveva deciso di avere la responsabilità della mia persona.

 

E così nella società.

 

Per questo io storco un po' il naso quando sento le persone che si sentono perennemente vittime di questa o quella cosa, dei cattivi, del diavolo. Perchè per me l'energia che si investe nel sentirsi vittime è energia sottratta alla parte di noi che può essere attore consapevole delle proprie scelte.

 

Comunque, quello che ho scritto era una risposta generale e  non per Lamia.

 

EDIT. Aggiungo un altro pensiero.

Anche a me piace l'idea dell'insegnamento nelle scuole di alcune tecniche di ascolto di sè. Cosa che comunque viene fatta oggi in molte palestre, da molti allenatori, sia del corpo che delle prestazioni in altri campi. E' un'ottima cosa.

 

Ma si dovrebbe avere l'accortezza di non spaccialrla per il bene assoluto: ci sono circostanze in cui è bene prendersi il tempo per ascoltarsi ed altre in cui non è bene, perchè i leoni in giro ci sono sempre e non è sempre utile fermarsi  a riflettere sul proprio livello di adrenalina di fronte ad un leone.

 

Così, su una scala più grande,  in una società. Se ci si trova lì lì a rischio conflitto è bene rallentare, recuperare la calma, le sensazioni, cercare di capire, ma se si è, per esempio in  un dopoguerra dove è tutto macerie e morte, e occore velocemente ricostruire, secondo me, lo spazio dedicato a percepire i movimenti dello stomaco, va molto ridimesionato, non cancellato, ma ridimensionato.

 

Credo che uno degli errori comuni sia quello di ritenere sempre valido un atteggiamento e nel peggiore dei casi arrivare ad imporlo come rimedio per tutto, anche a livello personale.


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#382 Frèyja

Frèyja

    Super Utente

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Inviato 24 luglio 2019 - 11:47

Sento l'urgenza di arginare Purple.

Mortacci miei. Premessa.

Quando ho scritto quel post, denigrare l'impegno politico-sociale era l'ultimo dei miei pensieri. Il mio intento è arginare gli atteggiamenti colpevolizzanti, i pianti per il gusto di piangere, l'inclinazione a sentirsi vittime in balia di tizio e caio e mai artefici. Essere coscienti della realtà è un grande traguardo che però dovrebbe portare a qualcosa di costruttivo, facendo tesoro delle esperienze passate. Cosa che spesso non osservo: ci si limita a sottolineare il male, le cose che non vanno bene, le cose che hanno fatto danni e non si propone nulla.

L'uso massiccio e diffuso della psicologia delle masse non è una cosa che si può paragonare alla superstizione o a vedere il diavolo ovunque. L'idea del diavolo di alcune culture per me non è qualcosa da relegare nella superstizione. Ho molta stima della "superstizione". Li considero nomi diversi dati allo stesso fenomeno. Per me sono sullo stesso livello. E' un po' il formaggio scaduto che non si deve mangiare perchè "è cacca" se lo devi spiegare ad un bambino piccolo o perchè ha il botulino se lo devi spiegare ad un adulto.
Quindi, veramente, non mi mettere in bocca cose che non ho detto: ho molta stima dell'idea del diavolo, io.

Che una volta fosse l'occidente a favorire il concetto della dualità cristiana è una cosa di cui me ne può fregare 0. La dualità serve in alcuni casi e non in altri, può averla diffusa anche Dio in terra, rimane un concetto che non può essere venerato a prescindere.

Non avevo intenzione di tirare dentro la religione, quindi non tornarci su: ho nominato proprio Buddha perchè è stato il primo "quasi non religioso" che mi è venuto in mente. Mortacci miei.

Degli esponenti della sinistra o di politica in genere, non vedo traccia nel mio post manco sotto droghe.

Quando ho detto che l'idea del matriarcato come più auspicabile rispetto a quella del patriacato fosse un'idea con inside uno equilibrio non intendevo dire che Gufo o Lamia (giusto per fare due nomi dei sostenitori di questa idea) fossero squilibrati mentali, ma che nell'economia generale, ogni volta che si propone un aspetto della dualità come migliore di un altro, specie relativamente ad una realtà vasta come la gestione di una società, si rischia di fare lo stesso identico "errore" di chi, in buona fede, propagandava il contrario, in questo caso il patriarcato che stavamo analizzando e criticando.

L'uso del potere. E qui che mi parte l'embolo.
Legge: in macchina per legge si usano le cinture, altrimenti multa.
Domanda: ti obbliga qualcuno a portare la cintura? No. E' una tua scelta? Si. Puoi scegliere di portare la cintura perchè ritieni questa legge sbagliata e accettare con onore e dignità la multa? Si.
Puoi liberamente decidere di guidare senza cinture, e in caso di incidente, ferirti? Si. Certo che puoi. Tu puoi fare qualsiasi cosa, solo che ogni cosa ha delle conseguenze, dipente da te, da quanto sei in linea con le tue idee, quanto sei disposto a pagare per sostenerle, quanto un'idea ha valore per te.
L'uso del potere trova la propria forza sulla diversa convinzione delle idee altrui. Poi, ovviamente non si può fare una colpa a chi non ha il coraggio delle proprio idee, a chi preferisce per vari motivi il compromesso o addirittura la sudditanza, ma per me dovrebbe essere chiaro che le cose, consapevolemente o non consapevolmente, si fanno sempreeeeee in due.

Poi, non parlare a me di negazione della realtà, che sto di là a piangere per Salvini. Piango per la persona le cui azioni hanno ripercussioni molto più dirette e molto più vicine nel tempo delle azioni di un Trump o di un Kim Jong su di noi, per me che non ho mezzi per poter influire sulla realtà mondiale ma a malapena su quella nazionale. Neanche, direi al massimo regionale.
Concentrarsi, consapevoli delle proprioe forze, su chi ha il potere immediato di influire sulla società in cui si vive, non è ignorare Trump o chissà quale realtà storica comprovata, è essere concreti e non disperdere energie in filosofeggiamenti e bei discorsi infiocchettati.


Comunque, visto che mi sono dilungata, e non era quella l'intenzione all'inizio, scrivo due cose che mi erano venute in mente al volo.

A chi, forse Lamia, aveva scritto che siamo essere umani con scintilla divina: secondo me siamo animali con scintilla divina (la scintilla ci avrebbe bruciato anche un po' di pelliccia :arg: ). Cosa ne pensi? E' la scintilla che ci ha resi diversi dagli animali o pensi che dall'animale all'umano ci sia stato un altro avanzamanto di grado non attribuibile alla scintilla?

@Freyja. Se l'illuminazione ti appare più come incidente (cosa su cui sono d'accordo) perchè poi invece parli di scopo (di elevarsi) o necessità (di sperimentare alcuni squlibri)? Se nel panorama delle possibilità non può mancare l'errore (e anche su questo sono d'accordo) come si fa a dire che l'uomo "non è fatto per". Cioè, in sintesi, perchè sei certa che alcune cose siano frutto del caso e che altre invece rientrano in uno disegno/scopo?

@Lamia. Io credo che molte scelte, forse la maggior parte, non siano dettate dalla volontà di manipolare, di ingannare. Ci troviamo spesso a subire le conseguenze di scelte prese da persone più influenti, più potenti di noi, ma io non credo che ci sia sempre lo scopo di manipolare (la malafede).
Potrei dire che persino i miei genitori, sul cui amore immenso per me non ho nessun dubbio, mi hanno manipolato, plasmato nel modo che loro ritenevano giusto, con tutto l'amore di cui erano capaci, e che però poi....ha fatto danni.

Ma ora da adulta (con parti adulte :arg:) posso ancora continuare a dare la colpa ai miei per aspetti di me che mi creano problemi? Se voglio trovare uno stato di benessere, a quanto mi serve criticare il loro operato? Quasi a niente. In più continuare a pensare a loro come persone egoiste non fa altro che diminuire in me la capacità di comprensione, non fa altro che portami via le energie che mi servono per trovare equilibrio e le energie per amare chi aveva deciso di avere la responsabilità della mia persona.

E così nella società.

Per questo io storco un po' il naso quando sento le persone che si sentono perennemente vittime di questa o quella cosa, dei cattivi, del diavolo. Perchè per me l'energia che si investe nel sentirsi vittime è energia sottratta alla parte di noi che può essere attore consapevole delle proprie scelte.

Comunque, quello che ho scritto era una risposta generale e non per Lamia.

Per me le condizioni (psicologiche, energetiche e fisiche) che avviano il processo del risveglio sono così assurde e rare che mi viene da pensare a una coincidenza di fattori accumulati su un certo individuo random. In alcuni casi ho proprio l'impressione che certe combinazioni sfuggano al sistema di "controllo" innescando la liberazione da esso. Non so dire se sia casuale o meno, ma di sicuro lo sembra, a dispetto dei casi celebri in cui vi è il preciso intento della divinità di incarnarsi (vedi vari avatara).

Per me il mondo (questo) ha uno scopo preciso, che è la sperimentazione del "male". (E anche del bene talvolta. Diciamo della dualità). Se ritengo il risveglio un'esperienza talvolta casuale, ciò non significa che tutto lo sia.

"L'uomo non è fatto per".. basta riflettere con la massima onestà sul numero di risvegliati che l'umanità ci ha fatto il favore di produrre. Se fosse un destino scritto nella nostra natura spunterebbero come funghi. Invece è palesemente il contrario. La nostra natura è composta di forze che attuano processi totalmente opposti. L'illuminazione è data da un processo contro natura. E tutto ciò che comporta è oltre la natura stessa, sovrannaturale appunto.
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#383 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 24 luglio 2019 - 12:26

Prendine uno anche per me, oggi lo voglio macchiato e senza zucchero.
La separazione è nata con Cartesio che separava la mente dal corpo dicendo di essere solo ciò che pensava e di non dipendere nè da luoghi né da cose materiali. Da lì è nata l'idea che la nostra mente sia separata dal resto del corpo e che agisca come una sorta di software.
Questa scissione ha creato una grossa scissione anche nella medicina, da Ippocrate al Rinascimento c'era la visione che la mente fosse nel corpo, ma con l'arrivo delle idee di Cartesio, con la separazione di mente e corpo, si arrivò a separare  le malattie e i problemi della mente e le malattie e i problemi del corpo, che vengono curati da professionisti diversi, psicologi e medici, tanto che diventa difficile diagnosticare le problematiche psicologiche nate dalle malattie e le somatizzazioni che nascono da disagi psicologici.
 
Fortunatamente anche le neuroscienze attuali si stanno risvegliando e stanno scoprendo com'è forte il legame tra la nostra mente razionale e le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le reazioni del nostro corpo. 
 
Per scoprire nella tua soggettività se esistono queste connessioni, ogni volta che ti senti turbato, agitato, arrabbiato, triste, prova a sederti e a respirare dentro la sensazione che provi, concentrandoti totalmente su di essa e sul tuo respiro. La sensazione potrebbe espandersi sempre di più e potrebbe localizzarsi in un punto del tuo corpo: nello stomaco, nel torace, nella gola, potrebbe addirittura spostarsi dopo un po' che ci respiri dentro. Potresti sentire arrivare alla tua mente pensieri, immagini, ricordi della giornata o ricordi del passato.. 
E' probabile che dopo che le hai prestato abbastanza attenzione la sensazione sgradevole svanisca.
 
Con questa tecnica è molto facile sperimentare le nostre connessioni interne.

Ti ringrazio per la tecnica. La proverò.

Ultimamente sto cercando di provarne diverse, tra riti e meditazioni.

Comunque, io sono convinto che ci siano queste connessioni, le ho sperimentate in passato, ma non posso fare a meno di instillarmi il dubbio.

Sicuramente devo "impegnarmi" di più e con più costanza. (e se non lo faccio, non posso che biasimare me stesso, tornando al mio discorso iniziale.)

 

Interessante il discorso da Cartesio in poi.

Per curiosità (e per mia ignoranza): è una tua considerazione o è una cosa "risaputa"?

 


...
Mortacci miei, premessa.
...
...
...
...
...


Un caffè per tutti.
A te no, però. :D

 

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#384 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:04

Ma tu sei cosi certo che TUTTI gli esseri umani che compiono del male siano coscienti di farlo? A me sembra di leggere solo le solite frasi mandate a memoria studiate sui libri.

La vita è tutt'altra cosa, i comportamenti delle persone sono molto complessi... hanno una loro storia, problemi a volte anche psicologici, ci sono innumerevoli varianti nell'essere umano e generalizzare come fai te non porta a nulla. Andrebbero curati più i rapporti umani senza giudicare secondo ipotetiche leggi divine.

Di certo abbiamo solo la vita che è una allo stato attuale, cerchiamola di ottimizzarla al meglio.


Se uno è malato, volendo può cercare la cura e guarire. Se uno è illuso, può osservare meglio dentro e fuori quindi svegliarsi. Se uno è vittima di preconcetti può mettersi in discussione per trovare errori di valutazione nei propri ragionamenti. Se uno è pigro può esercitare le virtù per diventare più costruttivo nella vita. Se uno ha dubbi circa una dottrina, può sperimentare direttamente quello che desidera e accertarsi personalmente sulla sua qualità o inutilità. Nessuno dice che scegliere il bene al posto del male sia come premere un interruttore sempre accessibile a tutti, però ognuno può cercare quell'interruttore e se lo cerca, prima o poi lo trova. Pianura non ha detto che è facile e immediato ma che è possibile. Non contano le ipotetiche leggi divine ma le leggi del tuo DNA. Se non sono nel tuo DNA, nessun dio può pretendere da te di rispettarle. Ognuno dovrebbe rispettare la propria vera natura e non imposizioni esterne più o meno casuali/ assurde.


  • Boethiah piace questo

#385 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:05

Sento l'urgenza di arginare Purple.

 

Mortacci miei. Premessa.

 

Quando ho scritto quel post, denigrare l'impegno politico-sociale era l'ultimo dei miei pensieri. Il mio intento è arginare gli atteggiamenti colpevolizzanti, i pianti per il gusto di piangere, l'inclinazione a sentirsi vittime in balia di tizio e caio e mai artefici. Essere coscienti della realtà è un grande traguardo che però dovrebbe portare a qualcosa di costruttivo, facendo tesoro delle esperienze passate. Cosa che spesso non osservo: ci si limita a sottolineare il male, le cose che non vanno bene, le cose che hanno fatto danni e non si propone nulla.

 

L'uso massiccio e diffuso della psicologia delle masse non è una cosa che si può paragonare alla superstizione o a vedere il diavolo ovunque.

L'idea del diavolo di alcune culture per me non è qualcosa da relegare nella superstizione. Ho molta stima della "superstizione". Li considero nomi diversi dati allo stesso fenomeno. Per me sono sullo stesso livello. E' un po' il formaggio scaduto che non si deve mangiare perchè "è cacca" se lo devi spiegare ad un bambino piccolo o perchè ha il botulino se lo devi spiegare ad un adulto.

Quindi, veramente, non mi mettere in bocca cose che non ho detto: ho molta stima dell'idea del diavolo, io.

 

Che una volta fosse l'occidente a favorire il concetto della dualità cristiana è una cosa di cui me ne può fregare 0. La dualità serve in alcuni casi e non in altri, può averla diffusa anche Dio in terra, rimane un concetto che non può essere venerato a prescindere.

 

Non avevo intenzione di tirare dentro la religione, quindi non tornarci su: ho nominato proprio Buddha perchè è stato il primo "quasi non religioso" che mi è venuto in mente. Mortacci miei.

 

Degli esponenti della sinistra o di politica in genere, non vedo traccia nel mio post manco sotto droghe.

 

Quando ho detto che l'idea del matriarcato come più auspicabile rispetto a quella del patriacato fosse un'idea  con inside uno squilibrio non intendevo dire che Gufo o Lamia (giusto per fare due nomi dei sostenitori di questa idea) fossero squilibrati mentali, ma che nell'economia generale, ogni volta che si propone un aspetto della dualità come migliore di un altro, specie relativamente ad una realtà vasta come la gestione di una società, si rischia di fare lo stesso identico "errore" di chi, in buona fede, propagandava il contrario, in questo caso il patriarcato che stavamo analizzando e criticando.

 

L'uso del potere. E qui che mi parte l'embolo.

Legge: in macchina per legge si usano le cinture, altrimenti multa.

Domanda: ti obbliga qualcuno a portare la cintura? No. E' una tua scelta? Si. Puoi scegliere di portare la cintura perchè ritieni questa legge sbagliata e accettare con onore e dignità la multa? Si.

Puoi liberamente decidere di guidare senza cinture, e in caso di incidente, ferirti? Si. Certo che puoi. Tu puoi fare qualsiasi cosa, solo che ogni cosa ha delle conseguenze, dipente da te, da quanto sei in linea con le tue idee, quanto sei disposto a pagare per sostenerle, quanto un'idea ha valore per te.

L'uso del potere trova la propria forza sulla diversa convinzione delle idee altrui. Poi, ovviamente non si può fare una colpa a chi non ha il coraggio delle proprio idee, a chi preferisce per vari motivi il compromesso o addirittura la sudditanza, ma per me dovrebbe essere chiaro che le cose, consapevolemente o non consapevolmente, si fanno sempreeeeee in due.

 

Poi, non parlare a me di negazione della realtà, che sto di là a piangere per Salvini. Piango per la persona le cui azioni hanno ripercussioni molto più dirette e molto più vicine nel tempo delle azioni di un Trump o di un Kim Jong su di noi, per me che non ho mezzi per poter influire sulla realtà mondiale ma a malapena su quella nazionale. Neanche, direi al massimo regionale.

Concentrarsi, consapevoli delle proprioe forze, su chi ha il potere immediato di influire sulla società in cui si vive, non è ignorare Trump o chissà quale realtà storica comprovata, è essere concreti e non disperdere energie in filosofeggiamenti e bei discorsi infiocchettati.

 

 

Comunque, visto che mi sono dilungata, e non era quella l'intenzione all'inizio, scrivo due cose che mi erano venute in mente al volo.

 

A chi, forse Lamia, aveva scritto che siamo essere umani con scintilla divina: secondo me siamo animali con scintilla divina (la scintilla ci avrebbe bruciato anche un po' di pelliccia :arg: ). Cosa ne pensi? E' la scintilla che ci ha resi diversi dagli animali o pensi che dall'animale all'umano ci sia stato un altro avanzamento di grado non attribuibile alla scintilla?

 

@Freyja. Se l'illuminazione ti appare più come incidente (cosa su cui sono d'accordo) perchè poi invece parli di scopo (di elevarsi) o necessità (di sperimentare alcuni squlibri)? Se nel panorama delle possibilità non può mancare l'errore (e anche su questo sono d'accordo) come si fa a dire che l'uomo "non è fatto per". Cioè, in sintesi, perchè sei certa che alcune cose siano frutto del caso e che altre invece rientrano in uno disegno/scopo?

 

@Lamia. Io credo che  molte scelte, forse la maggior parte, non siano dettate dalla volontà di manipolare, di ingannare. Ci troviamo spesso a subire le conseguenze di scelte prese da persone più influenti, più potenti di noi, ma io non credo che ci sia sempre lo scopo di manipolare (la malafede).

Potrei dire che persino i miei genitori, sul cui amore immenso per me non ho nessun dubbio, mi hanno manipolato, plasmato nel modo che loro ritenevano giusto,  con tutto l'amore di cui erano capaci, e che però poi....ha fatto danni. 

 

Ma ora da adulta (con parti adulte :arg:) posso ancora continuare a dare la colpa ai miei per aspetti di me che mi creano problemi? Se voglio trovare uno stato di benessere, a quanto mi serve criticare il loro operato? Quasi a niente. In più continuare a pensare a loro come persone egoiste non fa altro che diminuire in me la capacità di comprensione, non fa altro che portami via le energie che mi servono per trovare equilibrio  e le energie per amare chi aveva deciso di avere la responsabilità della mia persona.

 

E così nella società.

 

Per questo io storco un po' il naso quando sento le persone che si sentono perennemente vittime di questa o quella cosa, dei cattivi, del diavolo. Perchè per me l'energia che si investe nel sentirsi vittime è energia sottratta alla parte di noi che può essere attore consapevole delle proprie scelte.

 

Comunque, quello che ho scritto era una risposta generale e  non per Lamia.

 

EDIT. Aggiungo un altro pensiero.

Anche a me piace l'idea dell'insegnamento nelle scuole di alcune tecniche di ascolto di sè. Cosa che comunque viene fatta oggi in molte palestre, da molti allenatori, sia del corpo che delle prestazioni in altri campi. E' un'ottima cosa.

 

Ma si dovrebbe avere l'accortezza di non spaccialrla per il bene assoluto: ci sono circostanze in cui è bene prendersi il tempo per ascoltarsi ed altre in cui non è bene, perchè i leoni in giro ci sono sempre e non è sempre utile fermarsi  a riflettere sul proprio livello di adrenalina di fronte ad un leone.

 

Così, su una scala più grande,  in una società. Se ci si trova lì lì a rischio conflitto è bene rallentare, recuperare la calma, le sensazioni, cercare di capire, ma se si è, per esempio in  un dopoguerra dove è tutto macerie e morte, e occore velocemente ricostruire, secondo me, lo spazio dedicato a percepire i movimenti dello stomaco, va molto ridimesionato, non cancellato, ma ridimensionato.

 

Credo che uno degli errori comuni sia quello di ritenere sempre valido un atteggiamento e nel peggiore dei casi arrivare ad imporlo come rimedio per tutto, anche a livello personale.

1) DISTRIBUIRE COLPE O DISTRIBUIRE INFORMAZIONE?

Non si parla di colpe o di critiche ma si espongono dei fatti.

La società manipola gli individui attraverso i mass media, è un fatto. Ha delle ricadute benefiche sull'umanità tutta? No. Se uno si accorge di questo è giusto informare gli altri? Sì, perché più persone sono informate più è possibile che prendano posizioni politiche che aiutino a cambiare le cose.

 

I genitori manipolano i figli perché a loro volta sono stati manipolati e hanno assorbito le problematiche dei loro genitori o della loro stirpe familiare? Sì, molto spesso, anche perché la società per com'è fatta ora non aiuta i genitori a crescere in maniera sana dei bambini, anche se loro sono impeccabili e senza ferite dell'ego. Sono fatti. Significa che i genitori del mondo sono tutti dei malvagi malfattori malevoli? No. Il loro comportamento ha delle ricadute benefiche sull'umanità tutta? No. E' giusto informare le persone che probabilmente da bambini hanno subito delle ferite, inferte da genitori o adulti altrettanto feriti, che ora condizionano i loro comportamenti? Sì, perché queste ferite possono essere curate e permettere di non fare danni e manipolazioni a nostra volta, quindi l'informazione ha una ricaduta benefica sull'umanità tutta.

 

 

Capisci che non si tratta sempre di fare vittimismo, ma di divulgare cose fondamentali che però nell'ipnosi generale non vengono mai trattate con reale urgenza e serietà?

 

2) QUESTIONE MATRIARCATO / PATRIARCATO

Una maggiore inclinazione verso ciò che può integrare l'energia femminile nella nostra società è auspicabile perché la nostra società è fortemente maschile, improntata all'azione, all'assertività, alla razionalità e la polarità yin o femminile accogliente, introversa, passiva, riflessiva è molto  poco incentivata. Per questo si diceva nell'altro topic che essendoci attualmente polarizzati molto nella parte yang o maschile sarebbe utile introdurre nuovamente lo sviluppo del femminile, sia dentro le persone, sia dentro la società.

Però era già stato detto anche nell'altro topic.

 

3) ASCOLTARE SE' STESSI SE ARRIVA UN LEONE!! ROAR

Insegnare ad ascoltare te stesso ti aiuta perché poi quando sei in un contesto di grande emozione riesci e a contenere l'emozione e ad agire senza essere travolto da essa, e lo fai automaticamente. E' come imparare ad andare in bicicletta, o a parlare l'inglese. E' una capacità che una volta imparata riesci ad utilizzare.

Ad esempio, incontri improvvisamente un leone ma riesci a sentire una voce dentro di te che ti dice: continua a camminare tranquillo.. Mentre nel tuo petto senti una fortissima paura. Ma hai imparato a conoscere te stesso e a riconoscere la vera voce che ti può guidare, e hai imparato a 'stare' dentro la paura, e allora non ti fai bloccare dalla paura, che ti vorrebbe disteso o magari ti consiglia di metterti a correre mettendo a repentaglio la tua vita, e allora segui la tua voce calma che ti dice di continuare a camminare. E cammini verso il leone, e lo superi, senza che il leone ti faccia nulla.

 

Imparare a distinguere le voci dentro di noi, imparare a conoscere e governare le nostre emozioni e i nostri pensieri sono cose importanti almeno tanto quanto la matematica e l'italiano. E non è una panacea, è una capacità che rende l'uomo molto più libero e quindi meno manipolabile.

 

4) DECISIONE FATTA DI IMPULSO O ASCOLTANDOSI?

 

Il fatto è proprio integrare le due polarità, l'azione e la riflessione, lo yang e lo yin di modo che siano compenetrati insieme.

Ad esempio, prendo una decisione e so che è quella giusta perché il mio corpo è rilassato quando penso a questa opzione, mentre quando penso un'altra opzione mi contraggo o mi viene una forte nausea. 

Non ci vogliono mica mesi, è simultaneo, bisogna aver ristabilito la connessione mente - cuore - corpo, che si ristabilisce imparando ad ascoltarsi.

 

 

 

Ti ringrazio per la tecnica. La proverò.

Ultimamente sto cercando di provarne diverse, tra riti e meditazioni.

Comunque, io sono convinto che ci siano queste connessioni, le ho sperimentate in passato, ma non posso fare a meno di instillarmi il dubbio.

Sicuramente devo "impegnarmi" di più e con più costanza. (e se non lo faccio, non posso che biasimare me stesso, tornando al mio discorso iniziale.)

 

Interessante il discorso da Cartesio in poi.

Per curiosità (e per mia ignoranza): è una tua considerazione o è una cosa "risaputa"?

 

 

 

 

 

Bhe facci sapere come va allora :)

 

E' abbastanza risaputo, un bel libro a riguardo è l'Errore di Cartesio,scritto dal neurologo Antonio Damasio.


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#386 Boethiah

Boethiah

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:12

Sono d'accordo con quello che dici. Anche se penso che il rinchiudersi nell'individualità sia sempre pericoloso. Man mano che ci si evolve è giusto continuare a mettere l'accento con la relazione sull'altro e sul migliorarsi per migliorare il mondo. Chi vuole imparare e conoscere e migliorare solo per sé stesso tanto vale che non lo faccia affatto.
Il compito dell'uomo è l'aiutarsi l'uno con l'altro a portare il proprio karma al meglio, creando un ambiente che generi il meno sofferenza possibile e che agevoli il più possibile la conoscenza di sé stessi.
Non intendo che tutti possano raggiungere nello stesso spazio tempo le stesse vette di illuminazione, ma aumentare il più possibile la possibilità che le persone si risveglino a sé stesse, a diversi gradi di consapevolezza. Però a quel punto il proseguire nella loro ricerca interiore per eliminare ogni paura diventa una scelta.
E per fare in modo che una persona si risvegli e nel risveglio non sia sconvolta da sé stessa o preda da forze estranee andrebbe insegnata la pulizia interiore e il contenimento di sé sin da bambini.
E anche se la persona non è destinata a risvegliarsi a sé stessa in questa vita, per questioni karmiche, almeno le sarà risparmiata della sofferenza inutile.

Inoltre per quanto possiamo essere stati pesanti per essere arrivati qui, sulla terra, possiamo imparare a vederne le bellezze, a goderne come se fosse un dono e diventare noi stessi un dono.


Le emozioni ti prendono di sprovvista perché non ti viene insegnato che puoi contenerle, accoglierle, ascoltarle, respirarci dentro.
Appena impari la tecnica del ricordo di te stesso, impari a sentire le tue emozioni arrivare, ad ascoltarle e a non essere agito da esse allora poi sai governarle. E' come andare in bicicletta!
Stessa cosa per i pensieri, è giusto comprendere che non sei i tuoi pensieri, che volendo puoi decidere cosa pensare, che i pensieri incidono sulla tua salute, che è giusto verificare quali sono i pensieri che ci passano in testa perché da essi possiamo essere agiti.
Oppure sul corpo: imparare ad ascoltare le nostre reazioni corporee, sentire che ci irrigidiamo se sentiamo un determinato discorso, sentire il sangue affluire alla faccia perché siamo arrabbiati, sentire determinate sensazioni in determinati punti del corpo a seguito di un ricordo o di qualcosa che ci è accaduto.
Imparare a sentire l'energia, il nostro stato energetico e quello altrui.

In realtà non è così difficile imparare a conoscere le connessioni tra il nostro corpo (fisico e anche quello energetico), le nostre emozioni e i nostri pensieri, ci va solo messa attenzione e costanza ed esercizio.
Non è così difficile imparare a 'stare', dentro un'emozione, dentro un ricordo, dentro una sensazione, dentro ad un determinato stato, fino a che non si dissolve. Va fatto esercizio. Potrebbe essere una materia da insegnare a scuola, al pari di matematica, inglese eccetera.

Quello che intendo è che come uno non ha voglia di studiare matematica, geografia o semplicemente studiare, magari non avrà voglia di studiare "la spiritualità" come materia. Quindi non avrà lo spunto per conoscere se stesso o semplicemente non gliene potrà fregare di meno.
Con questo concludo, anche perché è già stato detto da altri.
La base di tutto è la volontà, e quella, insieme alla spiritualità, non si possono macchinosamente insegnare come fossero delle regole scritte. Sono troppo, troppo soggettive e di libera interpretazione.
Il mondo perfetto non esiste. Basti pensare come Greci o Egizi( giusto per citarne un paio) fossero, a livello di conoscenza della spiritualità, molto ma molto più avanti di come lo siamo ora.
Ma anche li, per quanto potesse essere alla portata di tutti, non è detto che tutti quanti volessero per forza conoscersi.
La tua considerazione, per quanto nobile, è troppo ottimistica per poter pensare di applicarla sull'intero genere umano.
Non si può eliminare il potere, non si può eliminare l'ingiustizia, ci sono sempre stati. Bisogna imparare a capire che esistono e che vanno accettati, proprio come le parti più oscure e recondite di noi stessi. :)
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#387 Frèyja

Frèyja

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:22

 
2) QUESTIONE MATRIARCATO / PATRIARCATO
Una maggiore inclinazione verso ciò che può integrare l'energia femminile nella nostra società è auspicabile perché la nostra società è fortemente maschile, improntata all'azione, all'assertività, alla razionalità e la polarità yin o femminile accogliente, introversa, passiva, riflessiva è molto  poco incentivata. Per questo si diceva nell'altro topic che essendoci attualmente polarizzati molto nella parte yang o maschile sarebbe utile introdurre nuovamente lo sviluppo del femminile, sia dentro le persone, sia dentro la società.
Però era già stato detto anche nell'altro topic.
 

 
4) DECISIONE FATTA DI IMPULSO O ASCOLTANDOSI?
 
Il fatto è proprio integrare le due polarità, l'azione e la riflessione, lo yang e lo yin di modo che siano compenetrati insieme.
Ad esempio, prendo una decisione e so che è quella giusta perché il mio corpo è rilassato quando penso a questa opzione, mentre quando penso un'altra opzione mi contraggo o mi viene una forte nausea. 
Non ci vogliono mica mesi, è simultaneo, bisogna aver ristabilito la connessione mente - cuore - corpo, che si ristabilisce imparando ad ascoltarsi.
 
 

 
Bhe facci sapere come va allora :) 
 
E' abbastanza risaputo, un bel libro a riguardo è l'Errore di Cartesio, dal titolo del libro del neurologo Antonio Damasio.


Il corpo però reagisce agli stimoli egoici mentali/emotivi.
Se ad esempio io sono una persona golosa e voglio mangiarmi un chilo di torta alla panna, il mio corpo al pensiero si rilasserà mentre si contrarrà se me lo impedisco. Darei meno oneri al corpo, a volte bisogna fare il contrario di ciò che ci rilassa, anzi, direi spesso.

#388 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:37

Il corpo però reagisce agli stimoli egoici mentali/emotivi.
Se ad esempio io sono una persona golosa e voglio mangiarmi un chilo di torta alla panna, il mio corpo al pensiero si rilasserà mentre si contrarrà se me lo impedisco. Darei meno oneri al corpo, a volte bisogna fare il contrario di ciò che ci rilassa, anzi, direi spesso.

 

Sapevo che ci sarebbe stata una replica simile!  :icon_twisted:  :icon_twisted: Non mi deludi mai!!!! 

Ovvio che una connessione mente- corpo- cuore come quella che ho descritto è fattibile solo se ci si è almeno un po' conosciuti.

Se uno si ripulisce e si purifica un po diventando consapevole dei propri condizionamenti (ad es: sono goloso) e iniziando ad estirpare le radici del comportamento.

Quando gli verrà insegnato che quando ha un determinato stimolo deve osservarlo, ad esempio, ha lo stimolo di mangiare qualcosa di dolce, fermarsi e ascoltare questo stimolo respirandoci dentro.Ad esempio lo stimolo della voglia al dolce si trasforma in un'ansia, localizzata nella zona toracica, accompagnata da pensieri di inadeguatezza. La persona si rende conto di dover lavorare 1) sul contenere il bisogno di mangiare cibo dolce 2) sul comprendere da dov'è nata la sensazione di inadeguatezza, che ricordi porta con sè, dov'è radicata nel corpo eccetera.

Ma una volta che la persona ha fatto questo lavoro anche solo una volta sarà più libera perché sarà più consapevole e ogni volta che avrà voglia di mangiare cibo dolce potrà scegliere se agire in automatico o esplorare nuovamente la sensazione di inadeguatezza sottostante. E sarà consapevole del fatto che quando avrà voglia di cibo dolce le è probabilmente stata triggerata la sensazione di inadeguatezza.

Se lo si insegnasse sin da bambini, una volta adulti si sarebbe molto più a contatto con le reali sensazioni del proprio corpo, che in realtà può davvero aiutarti a prendere decisioni, perché spesso in questa società noi ascoltiamo solo la mente razionale per prendere le decisioni, al di là delle nostre dipendenze, e molto spesso il nostro corpo o la nostra parte inconscia vuole qualcos'altro, che a volte (a differenza dell'esempio della golosità) può essere molto più valido di una scelta tutta mentale.

Anche solo accorgersi che ci sono istanze diverse di noi, simultanee, è un bel traguardo.

Il passo successivo? Oltre a riconoscere queste voci interne capire qual'è la voce più corretta da seguire in ogni momento.


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#389 GufoOscuro

GufoOscuro

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Inviato 24 luglio 2019 - 02:03

Quando ho detto che l'idea del matriarcato come più auspicabile rispetto a quella del patriacato fosse un'idea con inside uno squilibrio non intendevo dire che Gufo o Lamia (giusto per fare due nomi dei sostenitori di questa idea) fossero squilibrati mentali, ma che nell'economia generale, ogni volta che si propone un aspetto della dualità come migliore di un altro, specie relativamente ad una realtà vasta come la gestione di una società, si rischia di fare lo stesso identico "errore" di chi, in buona fede, propagandava il contrario, in questo caso il patriarcato che stavamo analizzando e criticando.

Dove hai letto nell'altro topic tutta questa gente pro-matriarcato? Eravamo giusto io e Lamia a sostenerlo, gli altri mi sembravano tutti ben convinti del patriarcato e dubbiosi sul matriarcato, con tanto di battutine e video-sfottò con 3000 like indirizzato al sottoscritto. :D

In ogni caso l'input nasceva dal fatto che chi ha studiato i comportamenti delle tribù matriarcali contemporanee, ha visto una netta predisposizione sociale verso la comunità, a differenza con analoghe tribù patriarcali che risultano più violente e competitive. Diciamo che sono dati, poi come tali vanno elaborati. Ma mi sembra una base del tutto lecita per teorizzare dinamiche senza per forza cadere nel baratro degli estremismi.
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#390 mystery1967

mystery1967

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Inviato 24 luglio 2019 - 02:12

 

Nessuno dice che scegliere il bene al posto del male sia come premere un interruttore sempre accessibile a tutti, però ognuno può cercare quell'interruttore e se lo cerca, prima o poi lo trova. Pianura non ha detto che è facile e immediato ma che è possibile. Non contano le ipotetiche leggi divine ma le leggi del tuo DNA. Se non sono nel tuo DNA, nessun dio può pretendere da te di rispettarle. Ognuno dovrebbe rispettare la propria vera natura e non imposizioni esterne più o meno casuali/ assurde.

Pianura ha espresso una semplice opinione come tutti noi.

 

Per me non esiste nessun interruttore, hai detto bene è il nostro DNA che parla chiaro... se siamo fatti in un certo modo non ci sono leggi divine che tengano. Io penso che bisogna essere più realistici, non si possono applicare concetti comportamentali standard per il genere umano.


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 L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano. (Eckhart Tolle)


#391 Pianura

Pianura

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Inviato 24 luglio 2019 - 02:14

Ma tu sei cosi certo che TUTTI gli esseri umani che compiono del male siano coscienti di farlo? A me sembra di leggere solo le solite frasi mandate a memoria studiate sui libri.

 

La vita è tutt'altra cosa, i comportamenti delle persone sono molto complessi... hanno una loro storia, problemi a volte anche psicologici, ci sono innumerevoli varianti nell'essere umano e generalizzare come fai te non porta a nulla. Andrebbero curati più i rapporti umani senza giudicare secondo ipotetiche leggi divine.

 

Di certo abbiamo solo la vita che è una allo stato attuale, cerchiamola di ottimizzarla al meglio.

Il male è male il bene è bene, ci vuole poco a capire. Se metto la mano nell’acqua bollente sento il dolore, e tutti lo sanno, se sto benissimo di salute sto bene, e tutti lo sanno allora tutti sanno distinguere il male e il bene per il fatto che tutti abbiamo una coscienza ed in questo punto tutti abbiamo imparato sulla nostra pelle quando ci sentiamo male e quando ci sentiamo bene.

Se io per ottenere un mio tornaconto lo ottengo solamente se gli creo problemi di sofferenza ad un mio prossimo è chiaro che gli faccio del male anche se io il male che gli ho fatto non lo sento su di me. Tutti abbiamo una coscienza e dato che tutti abbiamo imparato sulla nostra pelle ciò che è bene e ciò che è male allora ogni male che si fa al prossimo dobbiamo convincerci che esiste la legge di CAUSA ed EFFETTO, vale a dire se io faccio del bene otterrò il bene se io faccio del male quel male lo dovrò poi provare su me stesso e se non succede in questa vita per forza succederà nella prossima.

È qui l’errore: tanti non credono alle reincarnazioni e rifiutano questa verità, poi l’altro sbaglio che ha fatto la chiesa nel dire chi fa peccato può confessarlo e dopo essersi pentito quel male fatto agli altri viene perdonato ma non funziona in questo modo. È meglio che sappiamo le verità altrimenti quando lasciamo il nostro corpo ci troveremo impreparati e riceveremo tutte le conseguenze fatte per nostra insaputa o per i nostri condizionamenti avuti. Tanto è meglio sapere prima le verità così (se vogliamo) eviteremo le punizioni che sono di causa nostra.

Gli esseri umani non stanno facendo solo questa vita ne hanno già fatte moltissime altre e se quando nasciamo su questa terra non ricordiamo nulla delle vite passate significa che questa è una scuola che su questa terra dobbiamo fare, ma l’anima ha tutti i ricordi delle vite passate e tutto si trova nel nostro profondo, e quando una persona si da da fare nelle ricerche spirituali tante cose le può conoscere ed è una nostra convenienza cercare le verità altrimenti faremo altro che fare vite di sofferenza proprio per il motivo della legge di CAUSA ed EFFETTO che la chiesa non ha riconosciuto.



#392 malia

malia

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Inviato 25 luglio 2019 - 10:19

la legge di CAUSA ed EFFETTO che la chiesa non ha riconosciuto.


Mah, forse l'unica cosa buona cha ha fatto. Non credo che noi, sputacchini invisibili nell'universo siamo capaci di indentificare cause ed effetto. Secondo me questa è un'illusione.
 

Dove hai letto nell'altro topic tutta questa gente pro-matriarcato? Eravamo giusto io e Lamia a sostenerlo, gli altri mi sembravano tutti ben convinti del patriarcato e dubbiosi sul matriarcato, con tanto di battutine e video-sfottò con 3000 like indirizzato al sottoscritto. :D

In ogni caso l'input nasceva dal fatto che chi ha studiato i comportamenti delle tribù matriarcali contemporanee, ha visto una netta predisposizione sociale verso la comunità, a differenza con analoghe tribù patriarcali che risultano più violente e competitive. Diciamo che sono dati, poi come tali vanno elaborati. Ma mi sembra una base del tutto lecita per teorizzare dinamiche senza per forza cadere nel baratro degli estremismi.

 
 Vabbè, mica volevo aspettare di vedere l'ondata di pro-matriarcato  :arg: prima di esprimere la mia opinione.
 
Per il resto il tuo discorso mi piaceva, perchè se ho capito bene, immaginavi un'ulteriore evoluzione verso l'anarchia. Ecco, vista in quel senso l'esperienza del matriarcato, cioè "sperimentiamo gli estremi e poi per piacere centriamoci" mi piaceva.
 
 
 

Sapevo che ci sarebbe stata una replica simile!  :icon_twisted:  :icon_twisted: Non mi deludi mai!!!! 
Ovvio che una connessione mente- corpo- cuore come quella che ho descritto è fattibile solo se ci si è almeno un po' conosciuti.
Se uno si ripulisce e si purifica un po diventando consapevole dei propri condizionamenti (ad es: sono goloso) e iniziando ad estirpare le radici del comportamento.
Quando gli verrà insegnato che quando ha un determinato stimolo deve osservarlo, ad esempio, ha lo stimolo di mangiare qualcosa di dolce, fermarsi e ascoltare questo stimolo respirandoci dentro.Ad esempio lo stimolo della voglia al dolce si trasforma in un'ansia, localizzata nella zona toracica, accompagnata da pensieri di inadeguatezza. La persona si rende conto di dover lavorare 1) sul contenere il bisogno di mangiare cibo dolce 2) sul comprendere da dov'è nata la sensazione di inadeguatezza, che ricordi porta con sè, dov'è radicata nel corpo eccetera.
Ma una volta che la persona ha fatto questo lavoro anche solo una volta sarà più libera perché sarà più consapevole e ogni volta che avrà voglia di mangiare cibo dolce potrà scegliere se agire in automatico o esplorare nuovamente la sensazione di inadeguatezza sottostante. E sarà consapevole del fatto che quando avrà voglia di cibo dolce le è probabilmente stata triggerata la sensazione di inadeguatezza.
Se lo si insegnasse sin da bambini, una volta adulti si sarebbe molto più a contatto con le reali sensazioni del proprio corpo, che in realtà può davvero aiutarti a prendere decisioni, perché spesso in questa società noi ascoltiamo solo la mente razionale per prendere le decisioni, al di là delle nostre dipendenze, e molto spesso il nostro corpo o la nostra parte inconscia vuole qualcos'altro, che a volte (a differenza dell'esempio della golosità) può essere molto più valido di una scelta tutta mentale.
Anche solo accorgersi che ci sono istanze diverse di noi, simultanee, è un bel traguardo.
Il passo successivo? Oltre a riconoscere queste voci interne capire qual'è la voce più corretta da seguire in ogni momento.

 Ma i bambini nascono con questa capacità, è che crescendo diventano ignoranti, da questo punto di vista della percezione del corpo, come gli adulti. Quindi più che insegnare noi a loro le tecniche quando siamo già ignoranti e possiamo solo ridurci a scimmiottare la reale capacità di sentire il corpo, dovremmo essere noi a imparare da loro. Cioè, a 20, 30, 40 anni, cosa vuoi insegnare più, cosa hai da insegnare realmente? Le briciole.
 

1) DISTRIBUIRE COLPE O DISTRIBUIRE INFORMAZIONE?

I genitori manipolano i figli perché a loro volta sono stati manipolati e hanno assorbito le problematiche dei loro genitori o della loro stirpe familiare? Sì, molto spesso, anche perché la società per com'è fatta ora non aiuta i genitori a crescere in maniera sana dei bambini, anche se loro sono impeccabili e senza ferite dell'ego. Sono fatti. Significa che i genitori del mondo sono tutti dei malvagi malfattori malevoli? No. Il loro comportamento ha delle ricadute benefiche sull'umanità tutta? No. E' giusto informare le persone che probabilmente da bambini hanno subito delle ferite, inferte da genitori o adulti altrettanto feriti, che ora condizionano i loro comportamenti? Sì, perché queste ferite possono essere curate e permettere di non fare danni e manipolazioni a nostra volta, quindi l'informazione ha una ricaduta benefica sull'umanità tutta.

Sono d'accordo. Ma da quello che vedo in giro e anche qui nel forum, quello che tu chiami "informare al fine di migliorarsi" che è una cosa buonissima, spesso si traduce in quello che ormai chiamo pianto, lamento, quello che fanno spesso molte persone durante la giornata ma in contesti più "colti", il borbottio continuo che oltre a logorare, levare energie non è utile a niente. Persino i momenti di relax vengono occupati per prendere le propria zavorra e appoggiarla così, aggratis, davanti a qualcun altro. Semmai sono io che vedo sempre le cose in questi termini, eh.

Osserviamo il forum: stati d'animo, tranne Sal (che devo dire estremo opposto :arg:) e ultimamente Butterfly (anzi, me la state corrompendo, si sta lasciando andare pure lei al pessimismo e castigo), tutti mezzi morti dilaniati da tutte le sofferenze immaginabili. Ultima discussione aperta: una si da della cordarda, una ammette si essersi fregata da sola, l'altra che si fa la guerra, l'altra che senza l'avvocato manco si parla. La domanda che mi sorge, visto che non ho nessun motivo per pensare che le persone siano tutte disperate, ma che tendano a comunicare, condividere, porre l'attenzione sulle cose negative invece che quelle positive: non è che siamo portati a vedere il peggio e a lamentercene invece di vedere le cose con oggettività?

Ammetto di notare molto queste cose, forse per questo sono reattiva e anche io poco oggettiva.

 

2) QUESTIONE MATRIARCATO / PATRIARCATO
Una maggiore inclinazione verso ciò che può integrare l'energia femminile nella nostra società è auspicabile perché la nostra società è fortemente maschile, improntata all'azione, all'assertività, alla razionalità e la polarità yin o femminile accogliente, introversa, passiva, riflessiva è molto poco incentivata. Per questo si diceva nell'altro topic che essendoci attualmente polarizzati molto nella parte yang o maschile sarebbe utile introdurre nuovamente lo sviluppo del femminile, sia dentro le persone, sia dentro la società.
Però era già stato detto anche nell'altro topic.

 

Una maggiore inclinazione sarebbe l'ideale, quel tanto che basta per arrivare all'equilibrio. Per un attimo, ammetto, ho avuto  l'ansia di vedere ipotizzati dei cestini per la raccolta degli assorbenti lungo le strade e le scrivanie ergonomiche poggia tette. Esagero :arg:, ma non troppo.
 

3) ASCOLTARE SE' STESSI SE ARRIVA UN LEONE!! ROAR
Insegnare ad ascoltare te stesso ti aiuta perché poi quando sei in un contesto di grande emozione riesci e a contenere l'emozione e ad agire senza essere travolto da essa, e lo fai automaticamente. E' come imparare ad andare in bicicletta, o a parlare l'inglese. E' una capacità che una volta imparata riesci ad utilizzare.
Ad esempio, incontri improvvisamente un leone ma riesci a sentire una voce dentro di te che ti dice: continua a camminare tranquillo.. Mentre nel tuo petto senti una fortissima paura. Ma hai imparato a conoscere te stesso e a riconoscere la vera voce che ti può guidare, e hai imparato a 'stare' dentro la paura, e allora non ti fai bloccare dalla paura, che ti vorrebbe disteso o magari ti consiglia di metterti a correre mettendo a repentaglio la tua vita, e allora segui la tua voce calma che ti dice di continuare a camminare. E cammini verso il leone, e lo superi, senza che il leone ti faccia nulla.

 

L'esempio che fai qui mi sembra più legato ad una sorta di intuizione che al controllo della propria adrenalina. Sono cose completamente diverse. Il leone se c'ha fame te magna, indipendentemente dal tuo livello di paura. Se la voce ti dice che devi continuare a camminare calmo, è perchè il cervello avrà fatto i suoi conti e te li sta comunicando, non è che il leone prende a cuore il controllo che tu hai sulle tue emozioni e ti risparmia. Non funziona così.

 

 


Imparare a distinguere le voci dentro di noi, imparare a conoscere e governare le nostre emozioni e i nostri pensieri sono cose importanti almeno tanto quanto la matematica e l'italiano. E non è una panacea, è una capacità che rende l'uomo molto più libero e quindi meno manipolabile.

 

Su questo sono d'accordo.
 

4) DECISIONE FATTA DI IMPULSO O ASCOLTANDOSI?

Il fatto è proprio integrare le due polarità, l'azione e la riflessione, lo yang e lo yin di modo che siano compenetrati insieme.
Ad esempio, prendo una decisione e so che è quella giusta perché il mio corpo è rilassato quando penso a questa opzione, mentre quando penso un'altra opzione mi contraggo o mi viene una forte nausea.
Non ci vogliono mica mesi, è simultaneo, bisogna aver ristabilito la connessione mente - cuore - corpo, che si ristabilisce imparando ad ascoltarsi.

 

Mmm. Ho grossi dubbi, anche se ho capito che tipo di sensazione intendi. Ho praticato per diversi anni questo tipo di ascolto. Suggerirei molta, ma molta, cautela, quella cautela che scaturisce dalla convinzione che a volte ci illudiamo di conoscere i meccanismi alla base delle nostre sensazioni, reazioni, ecc.


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#393 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 25 luglio 2019 - 11:43

1) Mah, forse l'unica cosa buona cha ha fatto. Non credo che noi, sputacchini invisibili nell'universo siamo capaci di indentificare cause ed effetto. Secondo me questa è un'illusione.
 

 
 Vabbè, mica volevo aspettare di vedere l'ondata di pro-matriarcato  :arg: prima di esprimere la mia opinione.
 
Per il resto il tuo discorso mi piaceva, perchè se ho capito bene, immaginavi un'ulteriore evoluzione verso l'anarchia. Ecco, vista in quel senso l'esperienza del matriarcato, cioè "sperimentiamo gli estremi e poi per piacere centriamoci" mi piaceva.
 
 
 

 Ma i bambini nascono con questa capacità, è che crescendo diventano ignoranti, da questo punto di vista della percezione del corpo, come gli adulti. Quindi più che insegnare noi a loro le tecniche quando siamo già ignoranti e possiamo solo ridurci a scimmiottare la reale capacità di sentire il corpo, dovremmo essere noi a imparare da loro. Cioè, a 20, 30, 40 anni, cosa vuoi insegnare più, cosa hai da insegnare realmente? Le briciole.
 

Sono d'accordo. Ma da quello che vedo in giro e anche qui nel forum, quello che tu chiami "informare al fine di migliorarsi" che è una cosa buonissima, spesso si traduce in quello che ormai chiamo pianto, lamento, quello che fanno spesso molte persone durante la giornata ma in contesti più "colti", il borbottio continuo che oltre a logorare, levare energie non è utile a niente. Persino i momenti di relax vengono occupati per prendere le propria zavorra e appoggiarla così, aggratis, davanti a qualcun altro. Semmai sono io che vedo sempre le cose in questi termini, eh.

Osserviamo il forum: stati d'animo, tranne Sal (che devo dire estremo opposto :arg:) e ultimamente Butterfly (anzi, me la state corrompendo, si sta lasciando andare pure lei al pessimismo e castigo), tutti mezzi morti dilaniati da tutte le sofferenze immaginabili. Ultima discussione aperta: una si da della cordarda, una ammette si essersi fregata da sola, l'altra che si fa la guerra, l'altra che senza l'avvocato manco si parla. La domanda che mi sorge, visto che non ho nessun motivo di pensare che le persone siano tutte disperate, ma che tendano a comunicare, condividere, porre l'attenzione sulle cose negative invece che quelle positive: non è che siamo portati a vedere il peggio e a lamentercene invece di vedere le cose con oggettività?

Ammetto di notare molto queste cose, forse per questo sono reattiva e anche io poco oggettiva.

 

2) L'esempio che fai qui mi sembra più legato ad una sorta di intuizione che al controllo della propria adrenalina. Sono cose completamente diverse. Il leone se c'ha fame te magna, indipendentemente dal tuo livello di paura. Se la voce ti dice che devi continuare a camminare calmo, è perchè il cervello avrà fatto i suoi conti e te li sta comunicando, non è che il leone prende a cuore il controllo che tu hai sulle tue emozioni e ti risparmia. Non funziona così.

 

 

Su questo sono d'accordo.
 

Mmm. Ho grossi dubbi, anche se ho capito che tipo di sensazione intendi. Ho praticato per diversi anni questo tipo di ascolto. Suggerirei molta, ma molta, cautela, quella cautela che scaturisce dalla convinzione che a volte ci illudiamo di conoscere i meccanismi alla base delle nostre sensazioni, reazioni, ecc.

1) GENTE DEPRESSA -> VOMITI NEGATIVI + SPIRITUALITA' X BAMBINI!!

 

Che ci sia poca gratitudine su questo forum e anche da altre parti è vero, hai ragione, è la sacrosanta verità.

Ma è anche vero che se si vive in un ambiente difficile e si assorbe della negatività è normale sputarla fuori in qualche maniera.

Ecco perchè sarebbe utile imparare delle tecniche, sin dalle scuole, anche per processare le proprie negatività senza vomitarle addosso agli altri!!!

per quanto riguarda i bambini, è vero che solitamente nascono con le qualità umane intatte e brillanti, sanno amare profondamente, conoscono l'importanza profonda delle relazioni e in una società dove il benessere spirituale e le ambizioni spirituali degli uomini sono al primo posto non ci sarebbe probabilmente di spiegare loro nulla, perché nell'esempio degli adulti intorno a loro e della società intorno a loro assorbirebbero tutte le doti di armonia, ricerca e bellezza verso il bello il vero e il buono. Purtroppo la società attuale mette al primo posto il benessere materiale e poco altro e questo sta conducendo questa società alla rovina.

In una società come questa, dove è difficile trovarsi un lavoro e farsi una famiglia, dove si viene incentivati solo al successo economico personale, dove l'esempio che viene dato è di essere uno squalo, un imprenditore di sè stesso che si deve ben guardare dagli altri, che se intralciano il loro cammino vanno fatti fuori, in una società così un bambino non trova rispecchiate le doti relazionali che ha con sé dalla nascita e può essere corrotto, ipnotizzato dal sistema.

 

Per questo sarebbe auspicabile un ritorno al contatto con le sensazioni e emozioni e al riconoscimento delle stesse per tornare a dare sacralità all'ascolto di sè stessi e al trovare un centro interno di quiete.

 

Tu pensi che uno di 20, 30, 40 anni e passa non possa insegnare nulla a dei bambini? Al di là del perchè sia utile l'insegnamento in sé, che ho spiegato già diverse volte e anche qua sopra,

un adulto realizzato, felice, sereno, che ha trovato il suo centro, anche solo con la sua presenza può insegnare molto ad un bambino. A livello sottile le qualità delle loro anime entrano in contatto e a livello più materiale il bambino avrà un esempio di come si può crescere ed evolversi al meglio delle proprie capacità anche in una società di questo tipo.

 

2) MA QUINDI DAVANTI AL LEONE????

non hai compreso pienamente quello che intendevo con questo esempio, forse perché ho fatto solo un esempio.

se improvvisamente incontri un leone, è probabile che ti venga una paura, connessa alla paura di essere ferito e alla paura di morire, che ti urla di scappare via. ma magari quel leone è sazio, è tranquillo o comunque non ha (ancora) intenzione di attaccarti.

una tua parte profonda SA che il leone sta tranquillo se tu continui a fare una determinata azione, e te la suggerisce.

come avevi capito si tratta dell'intuizione, ma per riconoscere la voce dell'intuizione bisogna saper riconoscere anche la voce delle paure che ci muovono e non solo: va imparato anche come silenziarle o abbassare loro il volume, perché solitamente sovrastano la voce sottile e tranquilla dell'intuizione.

se hai fatto precedentemente un lavoro sull'ascolto di te stesso, se sai di avere dentro di te la paura di essere ferito e la paura della morte che come paure ti vogliono proteggere ma rischiando di farti agire d'impulso, allora saprai contenerle e ascoltare anche altre voci dentro di te, tra cui la voce dell'intuizione.

ora ho fatto quell'esempio ma non significa che ti sto consigliando di camminare tranquillamente ogni volta che incontri un leone! era limitato a quell'esempio!! quello che intendevo è il riuscire ad ascoltare la voce dell'intuizione che ti può sempre guidare ed è una voce che sa dove mandarti perché è connessa ai nostri recettori profondi e all'ambiente circostante.

se l'intuizione ti avesse detto di metterti a rotolare per terra, allora dovresti rotolarti per terra...

se l'intuizione ti avesse detto di rimanere immobile, allora dovevi rimanere immobile..etc


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#394 Frèyja

Frèyja

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Inviato 25 luglio 2019 - 11:51

Mah, forse l'unica cosa buona cha ha fatto. Non credo che noi, sputacchini invisibili nell'universo siamo capaci di indentificare cause ed effetto. Secondo me questa è un'illusione.



Vabbè, mica volevo aspettare di vedere l'ondata di pro-matriarcato :arg: prima di esprimere la mia opinione.

Per il resto il tuo discorso mi piaceva, perchè se ho capito bene, immaginavi un'ulteriore evoluzione verso l'anarchia. Ecco, vista in quel senso l'esperienza del matriarcato, cioè "sperimentiamo gli estremi e poi per piacere centriamoci" mi piaceva.




Ma i bambini nascono con questa capacità, è che crescendo diventano ignoranti, da questo punto di vista della percezione del corpo, come gli adulti. Quindi più che insegnare noi a loro le tecniche quando siamo già ignoranti e possiamo solo ridurci a scimmiottare la reale capacità di sentire il corpo, dovremmo essere noi a imparare da loro. Cioè, a 20, 30, 40 anni, cosa vuoi insegnare più, cosa hai da insegnare realmente? Le briciole.


Sono d'accordo. Ma da quello che vedo in giro e anche qui nel forum, quello che tu chiami "informare al fine di migliorarsi" che è una cosa buonissima, spesso si traduce in quello che ormai chiamo pianto, lamento, quello che fanno spesso molte persone durante la giornata ma in contesti più "colti", il borbottio continuo che oltre a logorare, levare energie non è utile a niente. Persino i momenti di relax vengono occupati per prendere le propria zavorra e appoggiarla così, aggratis, davanti a qualcun altro. Semmai sono io che vedo sempre le cose in questi termini, eh.
Osserviamo il forum: stati d'animo, tranne Sal (che devo dire estremo opposto :arg:) e ultimamente Butterfly (anzi, me la state corrompendo, si sta lasciando andare pure lei al pessimismo e castigo), tutti mezzi morti dilaniati da tutte le sofferenze immaginabili. Ultima discussione aperta: una si da della cordarda, una ammette si essersi fregata da sola, l'altra che si fa la guerra, l'altra che senza l'avvocato manco si parla. La domanda che mi sorge, visto che non ho nessun motivo per pensare che le persone siano tutte disperate, ma che tendano a comunicare, condividere, porre l'attenzione sulle cose negative invece che quelle positive: non è che siamo portati a vedere il peggio e a lamentercene invece di vedere le cose con oggettività?
Ammetto di notare molto queste cose, forse per questo sono reattiva e anche io poco oggettiva.


Una maggiore inclinazione sarebbe l'ideale, quel tanto che basta per arrivare all'equilibrio. Per un attimo, ammetto, ho avuto l'ansia di vedere ipotizzati dei cestini per la raccolta degli assorbenti lungo le strade e le scrivanie ergonomiche poggia tette. Esagero :arg:, ma non troppo.


L'esempio che fai qui mi sembra più legato ad una sorta di intuizione che al controllo della propria adrenalina. Sono cose completamente diverse. Il leone se c'ha fame te magna, indipendentemente dal tuo livello di paura. Se la voce ti dice che devi continuare a camminare calmo, è perchè il cervello avrà fatto i suoi conti e te li sta comunicando, non è che il leone prende a cuore il controllo che tu hai sulle tue emozioni e ti risparmia. Non funziona così.



Su questo sono d'accordo.


Mmm. Ho grossi dubbi, anche se ho capito che tipo di sensazione intendi. Ho praticato per diversi anni questo tipo di ascolto. Suggerirei molta, ma molta, cautela, quella cautela che scaturisce dalla convinzione che a volte ci illudiamo di conoscere i meccanismi alla base delle nostre sensazioni, reazioni, ecc.

Per me gli sfoghi di cui parli sono dovuti alla mancanza di osservazione.
Se osservi lo stato d'animo, difficilmente hai bisogno di scaricarlo all'esterno.
È ciò che Lamia chiama "stare dentro l'emozione".
Buttare fuori da la falsa impressione di scaricarlo e farlo sparire, per questo ciò che leggi è prevalentemente negativo. È del negativo che ci si vuole liberare. Ma è superfluo dire che questo metodo non funziona se non temporaneamente.
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#395 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 25 luglio 2019 - 12:10

Per me gli sfoghi di cui parli sono dovuti alla mancanza di osservazione.
Se osservi lo stato d'animo, difficilmente hai bisogno di scaricarlo all'esterno.
È ciò che Lamia chiama "stare dentro l'emozione".
Buttare fuori da la falsa impressione di scaricarlo e farlo sparire, per questo ciò che leggi è prevalentemente negativo. È del negativo che ci si vuole liberare. Ma è superfluo dire che questo metodo non funziona se non temporaneamente.

 

esatto, se ci respiri dentro e ci stai abbastanza a lungo o abbastanza spesso riesci a capire cosa ti determina quella sensazione, che può essere una maniera di reagire agli eventi, una sensazione di inutilità, o di abbandono, o di inadeguatezza, o di solitudine, o di rabbia repressa, etc e puoi anche capire da dove è nata quella sensazione inizialmente, ad esempio da un abbandono vissuto nell'infanzia eccetera. certo per arrivare ad alcune consapevolezze bisogna stare nell'emozione più volte senza reagire in automatico.

ad es: mi sento frustrato e arrabbiato, invece che scaricare la mia negatività vado in camera mia o in un posto sicuro, mi siedo e ad occhi chiusi localizzo la sensazione di frustrazione dentro di me, ci respiro dentro, di modo che si espanda, raggiunga un culmine ( a volte si sposta nel corpo, o si trasforma in un'altra sensazione: spesso la rabbia diventa tristezza e si sfoga in pianto), avvenga un rilascio (un pianto o un rilascio energetico o un rilassamento di qualche contrattura interna) e poi una sensazione di liberazione.

spesso durante questo processo risalgono ricordi o altre sensazioni.

 

A volte la causa è quasi esclusivamente interna quindi azioni esterne 'innocue' triggerano frustrazioni e ferite del passato e quindi si devono trovare le radici della ferita. Una volta trovate le radici della ferita i trigger esterni non daranno più sensazioni 'negative' ma verranno percepiti come neutri.

 

Altre volte la causa è maggiormente esterna e per qualche maniera non possiamo uscirne immediatamente. Ad esempio, facciamo un lavoro dove ci sono un paio di colleghi molto inconsapevoli che trattano gli altri colleghi in maniera frustrata, sadica e quindi tu percepisci un sacco di negatività. Anche se sei distaccato nei loro confronti percepisci comunque la rabbia e la negatività nell'ambiente.

Se per qualche ragione non puoi cambiare colleghi, o lasciarli, un po' soffrirai per la loro presenza, come una lontra soffrirebbe a vivere nella tana di due coccodrilli, ma con la tecnica sopra citata si riesce a gestire quella sofferenza senza gettarla su altri e si possono avere anche preziosi insight su come comportarsi.


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#396 Frèyja

Frèyja

    Super Utente

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Inviato 25 luglio 2019 - 12:15

esatto, se ci respiri dentro e ci stai abbastanza a lungo o abbastanza spesso riesci a capire cosa ti determina quella sensazione, che può essere una maniera di reagire agli eventi, una sensazione di inutilità, o di abbandono, o di inadeguatezza, o di solitudine, o di rabbia repressa, etc e puoi anche capire da dove è nata quella sensazione inizialmente, ad esempio da un abbandono vissuto nell'infanzia eccetera. certo per arrivare ad alcune consapevolezze bisogna stare nell'emozione più volte senza reagire in automatico.
ad es: mi sento frustrato e arrabbiato, invece che scaricare la mia negatività vado in camera mia o in un posto sicuro, mi siedo e ad occhi chiusi localizzo la sensazione di frustrazione dentro di me, ci respiro dentro, di modo che si espanda, raggiunga un culmine ( a volte si sposta nel corpo, o si trasforma in un'altra sensazione: spesso la rabbia diventa tristezza e si sfoga in pianto), avvenga un rilascio (un pianto o un rilascio energetico o un rilassamento di qualche contrattura interna) e poi una sensazione di liberazione.
spesso durante questo processo risalgono ricordi o altre sensazioni.

A volte la causa è quasi esclusivamente interna quindi azioni esterne 'innocue' triggerano frustrazioni e ferite del passato e quindi si devono trovare le radici della ferita. Una volta trovate le radici della ferita i trigger esterni non daranno più sensazioni 'negative' ma verranno percepiti come neutri.

Altre volte la causa è maggiormente esterna e per qualche maniera non possiamo uscirne immediatamente. Ad esempio, facciamo un lavoro dove ci sono un paio di colleghi molto inconsapevoli che trattano gli altri colleghi in maniera frustrata, sadica e quindi tu percepisci un sacco di negatività.
Se per qualche ragione non puoi cambiare colleghi, o lasciarli, un po' soffrirai per la loro presenza, come una lontra soffrirebbe a vivere nella tana di due coccodrilli, ma con la tecnica sopra citata si riesce a gestire quella sofferenza senza gettarla su altri.

Eh. Ma non è facile :D.
Cioè, fai un un esperimento. Vai in offtopic e proponi un giorno di digiuno dagli sfoghi con relativa tecnica di osservazione. Secondo me il 90% ti manda a ca..... qualcuno non capisce cosa stai dicendo ecc. Eppure se si vuole cambiare qualcosa bisogna partire dagli adulti.
:D
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#397 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 25 luglio 2019 - 12:31

Eh. Ma non è facile :D.
Cioè, fai un un esperimento. Vai in offtopic e proponi un giorno di digiuno dagli sfoghi con relativa tecnica di osservazione. Secondo me il 90% ti manda a ca..... qualcuno non capisce cosa stai dicendo ecc. Eppure se si vuole cambiare qualcosa bisogna partire dagli adulti.
:D

 

mi hai fatto venire un'idea........!!!


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#398 GufoOscuro

GufoOscuro

    Utente cagacazzo

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Inviato 25 luglio 2019 - 03:38

Vabbè, mica volevo aspettare di vedere l'ondata di pro-matriarcato :arg: prima di esprimere la mia opinione.

Per il resto il tuo discorso mi piaceva, perchè se ho capito bene, immaginavi un'ulteriore evoluzione verso l'anarchia. Ecco, vista in quel senso l'esperienza del matriarcato, cioè "sperimentiamo gli estremi e poi per piacere centriamoci" mi piaceva.

Bè, avevi fatto intendere che tutti fossero pro-matriarcato in quel topic, quando non era minimamente così. Poi un conto è - come dicevo - fare una critica costruttiva al sistema, proponendo alternative (non per forza perfette di per sé), un conto è la lamentela delle masse che vogliono la macchinina nuova ogni anno e la casa di 200 mq. Ci sono obiezioni e obiezioni, molte sono solo in apparenza contro-sistema, in verità vorrebbero un ultra-capitalismo utopico improbabile già solo per le risorse che la natura può offrirci. :D

Riguardo all'anarchia. Non può l'uomo spirituale che essere anarchico. Il matriarcato inteso come comunità è ancora nella non-consapevolezza, ma a differenza del patriarcato è un aiuto a crescere in un luogo pacifico e in diretto contatto con la natura (è l'energia femminile a scandire i tempi naturali), cosa che aiuterebbe a evolversi spiritualmente. Oggi viviamo in un patriarcato tribale che ci differenzia dai selvaggi solo per l'uso di scomodissimi jeans e in un attaccamento alla vita spesso grottesco.

L'anarchia è la fase ultima raggiunta da qualsiasi saggio degno di questo nome. Come tali sono stati puniti. Vedi Pitagora, Socrate, Gesù... casualmente tutti fatti fuori dal sistema dell'epoca nonostante il loro atteggiamento pacifico. Infatti l'anarchia non va confusa come mezzo (come fanno i fasci o i comunisti che usano l'anarchia per i loro scopi politici), ma va vista come fine ultimo. L'autogestione già proclamata da Platone, ma anch'egli rammentava che l'uomo ha bisogno di un sistema finché non sarà pronto. Che è la stessa visione dell'anarchia moderna post 800. Quindi è la politica ad essere un mezzo per raggiungere l'anarchia e guai viceversa.
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#399 Pianura

Pianura

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Inviato 26 luglio 2019 - 04:59

Esiste il bene e il male ma sta a noi scegliere da che parte stare, a volte si riceve il male per le nostre non conoscenze ma abbiamo una coscienza per poi poter correggere dove si è sbagliato.

 

Il male non è un problema se lo evitiamo ma a volte riceviamo il male per il fatto che i nostri comportamenti di animo non sono in armonia con l’amore e con la giustizia.






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