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Il problema del male


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398 risposte a questa discussione

#361 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:04

A me Purple sembra che tu non abbia capito granché dell'intervento di Malia.
Ad esempio non ha mai dato del misero a chi ha idee politiche e sociali. :sbonk:
Poi credo sia inutile fare riferimento a cose dette nell'altra discussione; fa solo confusione.
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.




#362 Frèyja

Frèyja

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:14

1) i ricchi del mondo non sono più furbi di altri, semplicemente sono in una posizione di potere maggiore.
e per rispondere anche a Freyja (avevo scritto un post ma poi avevano chiuso il topic) non penso che le persone che facciano certe politiche abbiano colpe (la parola colpa nel mio post non è mai presente) o che siano malvagi in una posizione di reale consapevolezza, perché ad un certo livello di consapevolezza certi comportamenti non li attui.
E in alcuni casi agivano perché comunque convinti di fare in un certo senso del bene, ad esempio Edward e compagnia bella davvero credevano agli scritti di Freud, che dipingevano l'uomo in preda a forze irrazionali ed erano convinti che spiegare razionalmente le cose alle persone fosse inutile e che per il loro bene era meglio manipolarli.

Ma anche se una persona agisce in maniera inconsapevole non significa che la sua azione sia la più corretta. E come corretto intendo un comportamento che porti un miglioramento all'umanità tutta. Che allevi la sofferenza.
Quindi è giusto non dare giudizi malevoli, quello è cattivo, quello è senza cuore, ma è giusto saper discriminare se qualcuno sta agendo per il bene dell'umanità oppure per soddisfare il suo egoismo.

In una società dove sin dalla scuola elementare si imparasse la spiritualità, la gestione delle proprie emozioni, la conoscenza profonda di sé stessi allora la scintilla divina sarebbe più nutrita, potrebbe crescere con maggiore con maggiore vigore e sicurezza.
E' come un piccolo seme che va innaffiato, curato.

Pensate davvero che l'ambiente non abbia nessun effetto sullo sviluppo interno dell'essere umano?
Pensate che un bambino preso a schiaffi o costantemente svilito e preso in girò crescerà uguale rispetto se fosse vissuto in un ambiente in cui viene lodato quando è giusto e redarguito senza cattiveria quando sbaglia?
Moltissimi soldati, di ritorno dalla prima guerra mondiale, svilupparono quello che ora si chiama il disturbo post traumatico da stress.
Alcuni andavano in paralisi, avevano tremori, incubi, allucinazioni, altri smettevano di parlare.
Non sapevano forse controllarsi? Non sapevano assumersi le loro responsabilità?

L'ambiente esterno è in interconnessione continua con il nostro ambiente interno. Non per niente molti quando internamente stanno male cambiano ambiente esterno, ad esempio andando in montagna o immersi nella natura, perché l'ambiente esterno benefico migliori anche lo status interno.
E ovviamente anche tutte le persone che incontriamo o con cui abbiamo a che fare sono in costante relazione noi.
Ci sono persone che sono più favorevoli al nostro essere, con cui stiamo in armonia, che ci energizzano, e altre con cui creiamo disarmonie.

La cosa importante è essere consapevoli e informati. Una volta che si è consapevoli di sé stessi ci si riesce maggiormente a regolare di fronte a determinati stimoli.

Quello che io auspico è che chi ha aumentato la sua consapevolezza aiuti le altre persone ad aumentare la loro, a farle uscire dalla caverna e che promuova a livello attivo attività mirate a migliorare il livello di consapevolezza generale.


io invece la vedo in maniera opposta.
penso che l'essere umano sia ancora in evoluzione e la sua evoluzione è proprio incarnare totalmente la sua scintilla divina, incarnare totalmente la sua anima senza avere ferite egoiche.
agire per avere relazioni solidali e amorevoli con tutti gli oggetti, i luoghi, i minerali, le piante, gli animali e gli esseri umani del mondo, mettendo al centro di tutto la relazione che unisce e non l'individualità che separa.
Quindi lo scopo dell'umanità dovrebbe essere incentivare questa evoluzione tramite le giuste politiche.

Se non riusciremo ad evolverci in questo senso, allora probabilmente ci estingueremo.

@Boetiah
"In pochi riescono a controllare le reazioni incosce che un certo tipo di energia ti trasmette. Per questo la spiritualità non è per tutti, porsi domande è semplice, cercarne le risposte invece comincia a diventare più complicato."

La spiritualità non è per tutti? Forse.
Ma bisognerebbe almeno davvero a provare a proporla a tutti e poi vediamo.

In fondo ci propongono continuamente gelati macchine e cazzate in maniera palese ed occulta.
Se si facesse anche solo un minimo di sforzo per promuovere una maggiore consapevolezza (corporea, mentale, emotiva, energetica), se sin dalla scuola dell'obbligo ti venisse insegnato come conoscerti e come discriminare le forze dentro di te per me molte cose cambierebbero. In meglio.

C'è una grande differenza fra evoluzione cosciente e destino automatico. In un certo senso, la fine di ogni essere è ritornare al principio, che non equivale necessariamente a illuminarsi, cioè far coincidere Dio con l'individuo in piena consapevolezza, ma anche a perdervisi completamente senza affrontare il processo.

L'individualità non è solo un mezzo che separa, ma è anche uno strumento prezioso attraverso cui maturare l'infinito e far coincidere gli opposti. È il necessario e apparente contrasto del "gioco".

In certe dottrine occulte l'estinzione della razza umana è data per scontata, così come l'emersione di nuove tipologie di esseri la cui organizzazione energetica è più predisposta per natura alla conoscenza dello spirito.
Ma sono, a quanto pare, cicli praticamente eterni. E noi saremmo nel pieno dell'età spiritualmente peggiore, mi sembra anche piuttosto evidente.

Sicuramente c'è una connessione fra ambiente e personalità, ma ci sono caratteristiche più profonde che si tramandano da generazioni e vite, e su cui l'ambiente è solo un fattore attivatore, non generatore. Il karma non è determinato dall'ambiente in sé per sé ma è a carico dell'individuo e si sviluppa tramite le sue interazioni, sia con l'esterno che col suo interno. Per quanto uno possa vivere in un'isola di felicità e gioia, il fatto stesso di essere qui (sulla terra) è una prova evidente della sua pesantezza energetica, del suo karma. E difficilmente si libererà di questi impulsi inconsci, perfino vivendo in un ambiente felice e spiritualmente stimolante è difficile arrivare fino in fondo, svegliarsi completamente ed essere liberi. Anzi, è più probabile che riesca nell'impresa in una situazione penosa quanto basta. Per cui la spiritualità è per tutti, ma la liberazione è per pochissimi. Questo è quanto dice l'esoterismo, in genere. In totale contrasto alla new age, che ammorbidisce la situazione, spesso troppo, a mio avviso.
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#363 Boethiah

Boethiah

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:15

L'ego non è mai pronto ad affrontare certe cose, l'anima spesso lo è.
Noi nella vita dobbiamo affrontare cose incredibilmente dolorose. Nasciamo urlando. Subiamo abbandoni, tradimenti. Facciamo esperienza della violenza, a volte su di noi, a volte sugli altri. La nostra carne a volte si ammala, a volte anche la nostra psiche. Invecchiamo e perdiamo vigore fisico e a volte mentale. Vediamo persone che conosciamo e che amiamo morire. Abbiamo la consapevolezza che moriremo anche noi. Siamo a volte costretti a fare cose che non ci piacciono e che ci creano sofferenza. A volte non otteniamo ciò che desideriamo con tutto il cuore, e soffriamo terribilmente.
Tutte queste cose le affrontano più o meno tutti gli esseri umani, prima o poi nella vita. Che lo vogliano o no.
Tutti gli esseri umani devono fare esperienza del dolore, perché fa parte della vita.
Se questo fosse insegnato sin dalle elementari, e se sin da allora fosse insegnato come trovare il centro quieto dentro sé stessi, che permette di affrontare, accogliere e sciogliere ogni sofferenza, allora le persone avrebbero molta meno paura e saprebbero vivere la vita in maniera più piena. Accogliendo la gioia. Accogliendo il dolore.


Senza dubbio quello che dici è giusto, ma io mi riferivo al dolore e alla paura intesi alla conoscenza di sé stessi.
Mi spiego meglio: è ovvio che si debbano affrontare cose spiacevoli nella vita. Ma il punto è sempre quello, come e se si decide di affrontarli; non tutti ne escono bene, non tutti lo accettano, alcuni impazziscono perché in quel momento le emozioni prendono il controllo e non lasciano piu spazio alla razionalità. C'è chi riesce ad affrontarli e chi no. Questa è purtroppo la triste verità.
E non so se basti solo l'educazione a farti superare paure e dolore. La mente è talmente soggettiva e di conseguenza lo sono anche le emozioni.
Per questo dico che è importante conoscersi, solo tu sai come gestire te stesso, non te lo può dire certo una persona esterna. Certo, ti può fornire degli spunti da cui partire, ma il grosso del lavoro sta sempre al singolo.

@Purple
Ok, ora è più chiaro. Grazie.
Io mi riferivo a ciò che Malia ha scritto qua, perché è ciò che ha riportato ed ciò di cui ha voluto discutere ripescando questo thread che tratta di "male e bene."
Concordo molto con l'affermazione ",ma questo non è proiettare il proprio modus operandi sugli altri invece?" in quanto si tende a pensare di sapere con certezza cos'è giusto, cos'è la Spiritualità e cos'è la scintilla Divina. Come se queste fossero scontate o uguali per tutti.
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#364 purple

purple

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:21

A me Purple sembra che tu non abbia capito granché dell'intervento di Malia.
Ad esempio non ha mai dato del misero a chi ha idee politiche e sociali. :sbonk:
Poi credo sia inutile fare riferimento a cose dette nell'altra discussione; fa solo confusione.

 

Sì, me lo dice sempre anche @Ombra che non capisco  :mrgreen: .

A parte questa pessima battuta, a me sembra che trasporre un discorso politico, in termini di psicologia delle masse, spiritualità delle masse e dell'individuo, in un discorso bene/male, mettendoci in mezzo i cattolici (ovvio) e gli illuminati e Buddha sia fazioso, oppure un minestrone. Poi può darsi abbia frainteso l'intento, questo può essere.

Sarà che non ha dato dei miseri, ma se a un post in cui si parla di essere coscienti delle manipolazioni degli "spin doctor" (cosa che @malia ha grassettato, il concetto ripetuto di manipolazione, per sottolineare) commenti:

 

Secondo voi non è arrivato il momento di non scaricare addosso agli altri le colpe, la responsabilità dei nostri comportamenti? Ammesso che ci siano delle colpe  :look:  :arg: ?

 

il dubbio c'è...

 

Non voglio per forza rivangare l'altra discussione, ma diciamo che il filo del ragionamento è stato traslato se non stravolto. Una volta precisato questo, per me si può continuare tranquillamente.



#365 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:45

C'è una grande differenza fra evoluzione cosciente e destino automatico. In un certo senso, la fine di ogni essere è ritornare al principio, che non equivale necessariamente a illuminarsi, cioè far coincidere Dio con l'individuo in piena consapevolezza, ma anche a perdervisi completamente senza affrontare il processo.

L'individualità non è solo un mezzo che separa, ma è anche uno strumento prezioso attraverso cui maturare l'infinito e far coincidere gli opposti. È il necessario e apparente contrasto del "gioco".

In certe dottrine occulte l'estinzione della razza umana è data per scontata, così come l'emersione di nuove tipologie di esseri la cui organizzazione energetica è più predisposta per natura alla conoscenza dello spirito.
Ma sono, a quanto pare, cicli praticamente eterni. E noi saremmo nel pieno dell'età spiritualmente peggiore, mi sembra anche piuttosto evidente.

Sicuramente c'è una connessione fra ambiente e personalità, ma ci sono caratteristiche più profonde che si tramandano da generazioni e vite, e su cui l'ambiente è solo un fattore attivatore, non generatore. Il karma non è determinato dall'ambiente in sé per sé ma è a carico dell'individuo e si sviluppa tramite le sue interazioni, sia con l'esterno che col suo interno. Per quanto uno possa vivere in un'isola di felicità e gioia, il fatto stesso di essere qui (sulla terra) è una prova evidente della sua pesantezza energetica, del suo karma. E difficilmente si libererà di questi impulsi inconsci, perfino vivendo in un ambiente felice e spiritualmente stimolante è difficile arrivare fino in fondo, svegliarsi completamente ed essere liberi. Anzi, è più probabile che riesca nell'impresa in una situazione penosa quanto basta. Per cui la spiritualità è per tutti, ma la liberazione è per pochissimi. Questo è quanto dice l'esoterismo, in genere. In totale contrasto alla new age, che ammorbidisce la situazione, spesso troppo, a mio avviso.

 

Sono d'accordo con quello che dici. Anche se penso che il rinchiudersi nell'individualità sia sempre pericoloso. Man mano che ci si evolve è giusto continuare a mettere l'accento con la relazione sull'altro e sul migliorarsi per migliorare il mondo. Chi vuole imparare e conoscere e migliorare solo per sé stesso tanto vale che non lo faccia affatto.

Il compito dell'uomo è l'aiutarsi l'uno con l'altro a portare il proprio karma al meglio, creando un ambiente che generi il meno sofferenza possibile e che agevoli il più possibile la conoscenza di sé stessi.

Non intendo che tutti possano raggiungere nello stesso spazio tempo le stesse vette di illuminazione, ma aumentare il più possibile la possibilità che le persone si risveglino a sé stesse, a diversi gradi di consapevolezza. Però a quel punto il proseguire nella loro ricerca interiore per eliminare ogni paura diventa una scelta.

E per fare in modo che una persona si risvegli e nel risveglio non sia sconvolta da sé stessa o preda da forze estranee andrebbe insegnata la pulizia interiore e il contenimento di sé sin da bambini. 

E anche se la persona non è destinata a risvegliarsi a sé stessa in questa vita, per questioni karmiche, almeno le sarà risparmiata della sofferenza inutile.

 

Inoltre per quanto possiamo essere stati pesanti per essere arrivati qui, sulla terra, possiamo imparare a vederne le bellezze, a goderne come se fosse un dono e diventare noi stessi un dono.

 

Senza dubbio quello che dici è giusto, ma io mi riferivo al dolore e alla paura intesi alla conoscenza di sé stessi.
Mi spiego meglio: è ovvio che si debbano affrontare cose spiacevoli nella vita. Ma il punto è sempre quello, come e se si decide di affrontarli; non tutti ne escono bene, non tutti lo accettano, alcuni impazziscono perché in quel momento le emozioni prendono il controllo e non lasciano piu spazio alla razionalità. C'è chi riesce ad affrontarli e chi no. Questa è purtroppo la triste verità.
E non so se basti solo l'educazione a farti superare paure e dolore. La mente è talmente soggettiva e di conseguenza lo sono anche le emozioni.
Per questo dico che è importante conoscersi, solo tu sai come gestire te stesso, non te lo può dire certo una persona esterna. Certo, ti può fornire degli spunti da cui partire, ma il grosso del lavoro sta sempre al singolo.

 

Le emozioni ti prendono di sprovvista perché non ti viene insegnato che puoi contenerle, accoglierle, ascoltarle, respirarci dentro.

Appena impari la tecnica del ricordo di te stesso, impari a sentire le tue emozioni arrivare, ad ascoltarle e a non essere agito da esse allora poi sai governarle. E' come andare in bicicletta! 

Stessa cosa per i pensieri, è giusto comprendere che non sei i tuoi pensieri, che volendo puoi decidere cosa pensare, che i pensieri incidono sulla tua salute, che è giusto verificare quali sono i pensieri che ci passano in testa perché da essi possiamo essere agiti.

Oppure sul corpo: imparare ad ascoltare le nostre reazioni corporee, sentire che ci irrigidiamo se sentiamo un determinato discorso, sentire il sangue affluire alla faccia perché siamo arrabbiati, sentire determinate sensazioni in determinati punti del corpo a seguito di un ricordo o di qualcosa che ci è accaduto.

Imparare a sentire l'energia, il nostro stato energetico e quello altrui.

 

In realtà non è così difficile imparare a conoscere le connessioni tra il nostro corpo (fisico e anche quello energetico), le nostre emozioni e i nostri pensieri, ci va solo messa attenzione e costanza ed esercizio.

Non è così difficile imparare a 'stare', dentro un'emozione, dentro un ricordo, dentro una sensazione, dentro ad un determinato stato, fino a che non si dissolve. Va fatto esercizio. Potrebbe essere una materia da insegnare a scuola, al pari di matematica, inglese eccetera.


Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#366 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:46

Sì, me lo dice sempre anche @Ombra che non capisco  :mrgreen: .
.


:D

Ma in quel caso è una nota al merito.

sarà che non ha dato dei miseri...

Togli pure il "sarà".
Non ha dato dei miseri.
Basta leggere.

E anche la frase:

Secondo voi non è arrivato il momento di non scaricare addosso agli altri le colpe, la responsabilità dei nostri comportamenti? Ammesso che ci siano delle colpe :look: :arg: ?

non mi sembra sia ambigua o abbia chissà quali fantasiose interpretazioni. ( a patto ovviamente di non proiettare il nostro modus ragionandi :D sugli altri).

[Una volta preso atto, che c'è una manipolazione... che c'è un complotto contro di noi... che c'è un ambiente esterno che ci rende miseri] Se continuiamo a comportarci miseramente, di chi è la colpa?

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#367 purple

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Inviato 23 luglio 2019 - 09:58

non mi sembra sia ambigua o abbia chissà quali fantasiose interpretazioni. ( a patto ovviamente di non proiettare il nostro modus ragionandi :D sugli altri).

 

 

 

Tutti psicologi vedo  :asdsi: .

 

 

 

 

Ora, prendendo ad esempio questo post (quello di sopra), che comunque riassume il punto di vista di molte persone, sembrerebbe che ancora una volta ci sia l'esistenza di qualcuno più furbo degli altri, pronto e capace di fregare la maggior parte della massa per questo o quello scopo. La massa, nonostante sia dotata della famosa scintilla divina, niente, non gne a fa, sempre lì, fregati, inciulati, succubi, spinti verso gli istinti più bassi. Insomma, non ne esce dignitosamente.

 

 

Se abbiamo la famosa scintilla divina e anche gli istinti bassi, perchè vincono sempre i furbi (tipo il diavolo o gli Illuminati  :arg:) e non Buddha?

 

E perchè una volta preso atto della nostra tendenza ad essere un po' miseri diamo sempre la colpa a qualcuno? Questo addossare sempre la colpa ad altri (più furbi, più cattivi) è un modo per non impegnarsi a tenere accesa la famosa scintilla perchè è molto faticoso?

 



#368 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 23 luglio 2019 - 10:02

Tutti psicologi vedo  :asdsi: .


Sarei stato un ottimo psicologo.
O un avvocato.
Ma non sono un indovino.

La tua sarebbe una risposta?

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#369 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 23 luglio 2019 - 10:03

:D

Ma in quel caso è una nota al merito.

Togli pure il "sarà".
Non ha dato dei miseri.
Basta leggere.

E anche la frase:

Secondo voi non è arrivato il momento di non scaricare addosso agli altri le colpe, la responsabilità dei nostri comportamenti? Ammesso che ci siano delle colpe :look: :arg: ?

non mi sembra sia ambigua o abbia chissà quali fantasiose interpretazioni. ( a patto ovviamente di non proiettare il nostro modus ragionandi :D sugli altri).

[Una volta preso atto, che c'è una manipolazione... che c'è un complotto contro di noi... che c'è un ambiente esterno che ci rende miseri] Se continuiamo a comportarci miseramente, di chi è la colpa?

 

E' un po' come se inizi a fare bere qualcuno, sin da quando è bambino, che dopo un po' si ritrova dipendente dall'alcool e improvvisamente si rende conto degli effetti malevoli dell'alcool, su sé stesso e su tutti gli altri. Si rende conto che viene manipolato dalla dipendenza inculcatagli dall'infanzia.

Se lo shock è sufficiente, se si ama abbastanza per permettersi qualcosa di meglio, se ha una forza di volontà abbastanza forte e se ha un po' di speranza di poter cambiare non solo sé stesso ma anche il mondo che lo circonda, allora in questo caso smetterà di bere.

Le possibilità aumentano se la sua scintilla divina è stata un minimo accudita, innaffiata, vista, capita. 

Se non ti piace scintilla divina, vedila come la parte più alta, giusta, equa, insita dentro ogni essere umano.

 

Sennò berrà di più, per provare a seppellire anche questo briciolo di consapevolezza, perché non nasce divino, nasce umano con dentro una scintilla divina, e se è vero che in potenza possiede ogni caratteristica divina dalla nascita possiede anche delle ferite che vengono continuamente ricalcate da questo sistema, tra cui anche la sensazione di essere piccolo, impotente, separato. Di non valere nulla. Di non potere fare la differenza.

 

edit: Come si fa a dare la colpa a qualcuno che pensa di essere piccolo, impotente, che sente di non valere nulla e di non potere fare la differenza? Io non gli do' nessuna colpa, provo solo per lui una grande compassione e lo comprendo perché anche io tempo fa ero in quella situazione. Sapevo di essere manipolata dal sistema ma non volevo ascoltare chi me ne parlava e sapete perché? Perché avevo paura di affrontare me stessa e senza affrontare me stessa non sarei riuscita ad accettare anche di vivere davvero in un sistema così marcio. Se avessi realizzato così tanto forse mi sarei uccisa.

Una volta che però ho imparato ad affrontare me stessa sono stata in grado di affrontare anche la verità sul sistema.

C'è anche chi realizza il marciume del sistema, ma lì proietta anche il suo 'marcio', interno, e se è questa la tesi di Malia, è vero, alcune persone vedono il marcio solo fuori e non vedono quello dentro loro stessi.

Per questo va migliorato il sistema, e una parte di questo miglioramento è il dare alle persone la possibilità e l'incentivo di conoscere sè stessi ed evolversi.

altro che incentivarle a comprare frullati dimagranti e cazzate astrovolanti


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#370 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 23 luglio 2019 - 10:25

Io non intendo distribuire colpe, penso solo che impegnarsi a creare un sistema che non crei dipendenze negli individui, che dia loro un futuro più dignitoso ed equo e che comprenda nei diritti umani l'evoluzione personale sia una maniera per aiutare l'umanità ad essere più consapevole.

Ma io sono d'accordo con te e con molte altre cose che hai scritto.
E sono convinto che l'ambiente sia importante.
Ma al tempo stesso mi sembra (e parlo soprattutto per me) che spesso usiamo la "società" come paravento per la nostra scarsa volontà di cambiare.

Ogni giorno compiamo tantissime scelte "sbagliate" consapevolmente. Per abitudine, per inedia, per paura.
Ma le facciamo.

Se avessi avuto più amore e sicurezza da parte dei miei genitori, forse ora sarei meno pauroso? Forse.
O magari avrei sbattuto forte il "muso", appena uscito di casa e mi fossi misurato con la realtà, rimanendo traumatizzato?

Magari se fossi vissuto in un tempio buddhista, meditando da mattina a sera, sarei ora più consapevole di me stesso.
Oppure a 14 anni sarei fuggito verso la prima città per fare esperienza di """vita""" ed avrei iniziato a bere e drogarmi.

Certo, se non esistesse l'alcol, la droga, la cattiveria, l'egoismo, lo sfruttamento... se tutto il mondo fosse un enorme monastero buddhista, saremmo tutti illuminati?
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#371 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 23 luglio 2019 - 10:36

Ma io sono d'accordo con te e con molte altre cose che hai scritto.
E sono convinto che l'ambiente sia importante.
Ma al tempo stesso mi sembra (e parlo soprattutto per me) che spesso usiamo la "società" come paravento per la nostra scarsa volontà di cambiare.

Ogni giorno compiamo tantissime scelte "sbagliate" consapevolmente. Per abitudine, per inedia, per paura.
Ma le facciamo.

Se avessi avuto più amore e sicurezza da parte dei miei genitori, forse ora sarei meno pauroso? Forse.
O magari avrei sbattuto forte il "muso", appena uscito di casa e mi fossi misurato con la realtà, rimanendo traumatizzato?

Magari se fossi vissuto in un convento buddhista, meditando da mattina a sera, sarei ora più consapevole di me stesso.
Oppure a 14 anni sarei fuggito verso la prima città per fare esperienza di """vita""" ed avrei iniziato a bere e drogarmi.

Certo, se non esistesse l'alcol, la droga, la cattiveria, l'egoismo, lo sfruttamento... se tutto il mondo fosse un enorme monastero buddhista, saremmo tutti illuminati?

 

ho editato la fine del mio intervento per spiegare meglio il mio punto di vista.

Che cambiare sia difficile e che dentro di noi abbiamo delle resistenze è chiaro.

Certo migliorare ed evolversi non è sempre piacevole, come dice Boetiah vanno affrontate alcune nostre parti spiacevoli da guardare o che danno problemi se proviamo a tenerle a freno. E come si parlava con Freyja esistono dei 'limiti' dovuti ai karma personali.

Ma se fin da piccolo ti insegnassero, non solo con le parole ma anche con l'esempio, che migliorare sé stessi migliora il mondo allora tutti saremmo un pochino più incentivati a farlo.

 

Una cosa che forse non ti è chiara è che amore non è solo tenerezza e accudimento, ma può essere anche insegnamenti feroci e dolorosi.

Quindi essere cresciuti con amore non significano solo carezze. A volte qualcosa fatta per amore può essere vissuta come molto dolorosa.

Le persone che conosco che sono cresciute in un contesto d'amore sono individui di media che posseggono maggiore serenità e capacità di stare al mondo in maniera equilibrata. 

 

Chi davvero comprende con tutto sè stesso gli insegnamenti del buddha non avrà molto interesse nelle droghe o nell'alcool, potrà provarli o farne uso, ma difficilmente si perderà in essi, perché avrà trovato il suo centro di gravità permanente.

E' questo che intendo.  

Se le persone fossero consapevoli di avere un centro dentro loro stessi in cui rifugiarsi non avrebbero bisogno di droghe di nessun tipo.

 

Questo non significa che sarebbero tutti dei buddha, ma solo che sarebbero davvero umani.

 E un vero umano aiuta gli altri esseri umani.

 

edit: non so come sarebbe se il mondo fosse un enorme monastero buddhista.. :icon_eek:

se mai arriveremo ad un punto simile probabilmente arriverebbe il mostro di fine livello. tipo un enorme ronald mcdonald che spara missili a forma di pene o qualcosa del genere


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#372 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 24 luglio 2019 - 01:00

molti credenti (non tutti x fortuna) mi direbbero che sono destinato alla dannazione solo x il mio ateismo


Se c'è un dio-giudice, costui senza dubbio premia la saggezza di ognuno e non credenza nell'assurdo. Per lui conta non se tu credi nella sua esistenza, semmai se tu credi nella (sua) giustizia, che in realtà non è "sua" ma del nostro DNA - da lui progettato. La questione del male non ha niente a che vedere con l'ipotetico dio e con il NWO. Il male è una cosa tecnica, non religiosa. Il male è alimentare un apparecchio elettrico progettato per la tensione di 220V con la tensione di 80000V. Che succede poi? Alcuni circuiti e componenti si bruciano in modo irreversibile. Il male è non leggere non rispettare non mettere in pratica le istruzioni di una macchina, tutto qui. Gli esseri umani sono macchine biochimiche e "spirituali" il cui funzionamento ovvio non può essere casuale ma si basa su determinate regole biochimiche e "spirituali". Se l'uomo sceglie una certa direzione ad esempio amore, pur cadendo ogni tanto prima o poi si realizza ovvero manifesta la sua vera natura. Se sceglie la direzione opposta mai riuscirà a manifestare la sua vera natura. Ed è un "peccato", non nell'accezione religiosa del termine ma nel senso che ha sprecato la sua esistenza per la mera sopravvivenza, o a volte nemmeno per quella. Quando invece lo scopo finale del nascere qui, è o dovrebbe essere ben diverso e molto più bello. Io sono ateo e credo nell'esistenza dei creatori extraterrestri. Non mi salva né il mio ateismo, né il fatto di "credere" nella creazione scientifica. Quello che mi salva è la mia eventuale saggezza, aver camminato sempre e comunque nella direzione dell'amore. Quando parlo della "salvezza". intendo felicità in questo mondo e forse un giorno anche in altri Mondi, perché no. Non esiste il male, nella giustizia, ma per comprendere la giustizia (equilibrio) prima occorre mettersi in discussione a 360°, verificare tutto, imparare e accettare le verità ormai accertate, da non confondere con le varie opinioni. Il cosiddetto male è un problema dei stolti e "malvagi" (malati), non dei giusti.
 

del resto molti credenti considerano la fede un dono fatto dal loro stesso dio a proprio piacimento, e quindi attribuirebbero sempre a una sua decisione l'assenza di essa in altri individui


Nel contesto del Cristianesimo originario, fede viene considerata come un dono di YHWH dispensato tramite lo Spirito (dell'Altissimo detto Santo) a coloro che sono pronti a produrre frutti, materiali e spirituali ma soprattutto spirituali. La fede non è un regalo casuale ma è il premio per la tua pazienza e costanza nel lavoro concreto per il "regno" cioè a favore dell'umanità intera in modo disinteressato, secondo il piano della Sorgente. Dopo aver ricevuto questo dono, il fedele è in grado di comprendere meglio alcuni "misteri di dio", cosa necessaria per poter collaborare attivamente e quotidianamente con il creatore o creatori nella costruzione dei "nuovi cieli e nuova terra". Se uno non ha intenzione di esporsi pubblicamente o non ha la forza interiore per servire il prossimo (e il lontano), chiaro che non riceve il dono, per lui sarebbe un peso che non saprebbe come sfruttare in modo costruttivo. Un uomo che non ha il dono della fede può sempre impegnarsi nella Via stretta della giustizia tuttavia non può andare in profondità circa alcuni aspetti della realtà in quanto gli mancano informazioni specifiche le quali non si trovano in questo mondo e che ti possono essere rivelate solo dall'Alto. Senza quelle informazioni, il tuo lavoro potrebbe sembrare meno efficace, ma è ancora valido e apprezzato dal giudice superpartes.
 

pertanto è difficile non obiettare a costoro che sia illogica una punizione inflitta dal loro dio a chi non ha ricevuto un dono che gli è stato negato in base a una decisione del dio stesso


Non esiste il concetto della punizione ma piuttosto c'è il concetto dell'adattamento. Come un determinato pesce non può vivere fuori dall'acqua, così l'Essere umano muore "nello spirito" senza amore. In effetti, lo "spirito" può essere spento, non si è più Esseri umani ma un'altra cosa, perché Essere è assente, disattivato. Allora si è solo corpi contenitori involucri zombie etc. Il credente ha il diritto e dovere di abbeverarsi alla Sorgente mentre il non credente può assorbire e ritrasmettere amore in tanti altri modi perché le vie del Signore o Adonai sono infinite. Se un pesce muore fisicamente non è perché qualcuno lo punisce ma è perché per qualche ragione si è trovato fuori dall'acqua; così se un uomo muore dentro, non è perché viene punito da qualcosa o qualcuno ma è perché la struttura degli Esseri umani richiede certe condizioni biochimiche e "spirituali" per sopravvivere e per vivere decentemente - per esprimere la loro essenza pienamente e liberamente. Nessuno punisce un umano privo di amore, semplicemente il fatto di non amare più o di non ricevere più amore dall'ambiente che lo circonda, lo ha reso un disadattato, non è adatto a vivere secondo il progetto del creatore o dei creatori inscritto nel nostro Codice Genetico o "anima".
 

Gesù dice: "Chi vede me vede il padre" e ancora "Io sono la via per arrivare al Padre" quindi se Dio come entità è invisibile all'uomo, nella persona di Gesù e nelle sue azioni si vede Dio, ed essendo Gesù un uomo come noi, ci fa capire che tutti siamo divini se seguiamo le leggi di Dio, che lui ci ha spiegato che non sono altro che l'amore verso Dio, e degli uni verso gli altri.


... Ed essendo Gesù un uomo come noi, ci fa capire che anche Dio Padre è un uomo, diciamo un uomo perfetto o tendente alla perfezione come lo è una delle due nature di Yahshua.
 

scusa se intervengo, mi piacciono i tuoi modi pacati, tuttavia ti devo frenare perché nella necessità di voler spiegare tutto si corre il rischio di strafare e pronunciare quelle che in termini tecnici si chiamano "eresie".
In questi caso il tuo discorso pur partendo da premesse ineccepibili sbanda nel ragionamento spalancando i portoni verso un'eresia gravissima New Age.
La tipicità della new age, movimento spirituale senza precisi orientamenti, si basa però su un unico concetto: ovvero che l'uomo sia Dio.


Nella eresia New Age si sostiene che l'uomo è già divino, o addirittura un dio o forse Dio creatore di ogni cosa - a seconda della scuola di pensiero interna al culto. Alcuni poi precisano che non sei dio subito ma dopo un processo di rigenerazione essoterica spacciata per... esoterica. Il processo di rigenerazione della divinità proposto, di solito è puramente un'attività mentale e il fatto di non illustrare l'abisso che separa un uomo ordinario dal risvegliato, genera mostri. Un adepto New Age dunque non diventa mai dio, viene solamente convinto di esserlo per cui non cerca più di risvegliarsi. Ma rimane morto per sempre. Non è sbagliato definire l'uomo come una creatura con caratteristiche "divine" ovvero uguale o paragonabile a Yahshua (e volendo anche al Padre suo e Padre nostro che è nei cieli). Altrimenti, l'uomo Terrestre non sarebbe stato invitato ad essere perfetto come Altissimo, il capo-progetto. Quello che è sbagliato, è insegnare che un'attività mentale (quindi non spirituale) avrebbe il potere "magico" di liberarti dalle catene della schiavitù alla materia. Favole per gente ingenua disposta a pagare corsi costosissimi e "segreti" di fine settimana che ti fanno diventare qualcuno.
 

E non c'è assolutamente niente di più grave per il cristianesimo: difatti se l'uomo fosse un dio si salverebbe da se', e questo è proprio l'ERRORE, gravissimo, formale e sostanziale.


L'uomo non è che non può salvarsi da sé ma non sa come farlo, ecco perché venne "Gesù". Per indicare un percorso possibile che molti credevano utopico. Un percorso che è presente in noi, ma che la maggioranza ignora completamente. Gesù non è più di noi, ha solo più dati ed esperienze nell'Essere, rispetto ad un uomo comune.
 

Gesù dice infatti "io sono la Via la Verità e la Vita": non dice lo siete voi.


Se uno non sa come liberarsi, ovvio che non è lui la Via la Verità e la Vita, ma Gesù. Però una volta che si è liberato sarebbe capace di fare le stesse cose che Gesù ha fatto e di compiere la stessa missione.
 

Dice "io sono la via per arrivare al Padre": non dice mai ci potete arrivare senza di me e diventare uguali a me.


Ovvio che gli uomini immersi nell'ignoranza spirituale non possono essere la via per arrivare al Padre, ma una volta in-formati, anche loro diventano la via per arrivare al Padre, esattamente come Gesù ne è divenuto, dopo aver accettato quella difficile missione. Ai suoi apostoli e discepoli ha permesso di diventare UGUALI a lui, forse ti è sfuggito questo discorso del maestro. Del resto noi umani e lui uomo abbiamo la stessa sttuttura della coscienza, che poi è la stessa di quella del Padre celeste. Tramite lo Spirito, e nello spirito, siamo Uno. Questo non è una dottrina New Age bensì lo trovi nei Vangeli piaccia o non piaccia.
 

Magari non era tua intenzione dire che gli uomini siano dei, però mi è sembrato giusto specificare.


Inutile insistere, mi dispiace. Gli uomini seguaci dell'Altissimo sono dèi, mentre gli uomini seguaci del Bassissimo sono demòni figli del diavolo, non c'è una via di mezzo. Così almeno afferma cristianesimo, prendere o lasciare. Ogni uomo, ha il potere e il potenziale di "divinizzarsi", oppure "demonizzarsi". Non può delegare questa importante scelta agli altri. Nemmeno ad un messia. Da non confondere demòni giudeocristiani con Divinità e Demoni o Daimon del paganesimo e politeismo originario di molti popoli. Demoni o Daimon del paganesimo e politeismo originario sono brava gente, personaggi molto saggi e simpatici.
 

Dio è il Creatore e tale rimane, noi siamo creature, che possiamo sperimentare la potenza divina solo nel momento in cui la riconosciamo come tale, ...

(Ecco perché mi sta sulle balle il concetto di spiritualità vaga e generica)


Attualmente non siamo creatori perché »ogni uomo è abbrutito per mancanza di scienza» (Geremia, X : 14) ma lo saremo in futuro. A parte questo piccolo dettaglio un vero ebreo cristiano musulmano bahai mormone etc non è diverso né distante da Yahshua, che è venuto non per dire: »io sono meglio di voi», ma per indicare una Via, che i Giusti già conoscevano. Lui infatti non era venuto per i giusti, il sano non ha bisogno del medico.
 

Se abbiamo la famosa scintilla divina e anche gli istinti bassi, perchè vincono sempre i furbi (tipo il diavolo o gli Illuminati :arg:) e non Buddha?


C'è l'individuo e c'è la comunità. Se tu sei un Essere umano giusto, dentro di te nella coscienza che sei, tu sei sempre il vincitore. Però nella comunità non basta un giusto per rendere la comunità giusta e quindi far vincere la giustizia. Nelle comunità, società, civiltà tutti dovrebbero essere giusti, partecipare alla giustizia se vogliono vedere la giustizia trionfare pubblicamente a livello collettivo. La scintilla "divina" è come se non ci fosse in un ambiente "deserto" incapace di produrre frutti in modo autonomo.



#373 Frèyja

Frèyja

    Super Utente

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Inviato 24 luglio 2019 - 06:37

Sono d'accordo con quello che dici. Anche se penso che il rinchiudersi nell'individualità sia sempre pericoloso. Man mano che ci si evolve è giusto continuare a mettere l'accento con la relazione sull'altro e sul migliorarsi per migliorare il mondo. Chi vuole imparare e conoscere e migliorare solo per sé stesso tanto vale che non lo faccia affatto.
Il compito dell'uomo è l'aiutarsi l'uno con l'altro a portare il proprio karma al meglio, creando un ambiente che generi il meno sofferenza possibile e che agevoli il più possibile la conoscenza di sé stessi.
Non intendo che tutti possano raggiungere nello stesso spazio tempo le stesse vette di illuminazione, ma aumentare il più possibile la possibilità che le persone si risveglino a sé stesse, a diversi gradi di consapevolezza. Però a quel punto il proseguire nella loro ricerca interiore per eliminare ogni paura diventa una scelta.
E per fare in modo che una persona si risvegli e nel risveglio non sia sconvolta da sé stessa o preda da forze estranee andrebbe insegnata la pulizia interiore e il contenimento di sé sin da bambini.
E anche se la persona non è destinata a risvegliarsi a sé stessa in questa vita, per questioni karmiche, almeno le sarà risparmiata della sofferenza inutile.

Inoltre per quanto possiamo essere stati pesanti per essere arrivati qui, sulla terra, possiamo imparare a vederne le bellezze, a goderne come se fosse un dono e diventare noi stessi un dono.



Le emozioni ti prendono di sprovvista perché non ti viene insegnato che puoi contenerle, accoglierle, ascoltarle, respirarci dentro.
Appena impari la tecnica del ricordo di te stesso, impari a sentire le tue emozioni arrivare, ad ascoltarle e a non essere agito da esse allora poi sai governarle. E' come andare in bicicletta!
Stessa cosa per i pensieri, è giusto comprendere che non sei i tuoi pensieri, che volendo puoi decidere cosa pensare, che i pensieri incidono sulla tua salute, che è giusto verificare quali sono i pensieri che ci passano in testa perché da essi possiamo essere agiti.
Oppure sul corpo: imparare ad ascoltare le nostre reazioni corporee, sentire che ci irrigidiamo se sentiamo un determinato discorso, sentire il sangue affluire alla faccia perché siamo arrabbiati, sentire determinate sensazioni in determinati punti del corpo a seguito di un ricordo o di qualcosa che ci è accaduto.
Imparare a sentire l'energia, il nostro stato energetico e quello altrui.

In realtà non è così difficile imparare a conoscere le connessioni tra il nostro corpo (fisico e anche quello energetico), le nostre emozioni e i nostri pensieri, ci va solo messa attenzione e costanza ed esercizio.
Non è così difficile imparare a 'stare', dentro un'emozione, dentro un ricordo, dentro una sensazione, dentro ad un determinato stato, fino a che non si dissolve. Va fatto esercizio. Potrebbe essere una materia da insegnare a scuola, al pari di matematica, inglese eccetera.

Magari potessimo arrivare al punto da insegnare queste tecniche nelle scuole. Invece sembra che ci si allontani sempre di più da questa possibilità.
Il problema è che a livello collettivo si da spazio concreto solo a ciò che viene constatato scientificamente. Un lavoro ben fatto su energia, pensiero, emozioni e corpo in connessione, potrebbe essere svolto in una scuola soltanto se prima qualche luminare prova l'esistenza concreta di questa connessione e di questa misteriosa energia. Capisci bene che non è possibile, non succederà mai probabilmente.
A chi dice di vederla o sentirla non viene dato ascolto ufficiale, perché rientra sempre fra i fenomeni soggettivi impossibili da dimostrare. E l'esistenza stessa di una componente non visibile ai più, apre dubbi angoscianti che di certo l'umanità non vuole affrontare.
Anzi, ultimamente stiamo andando verso una visione delle componenti psico-energetiche sempre più materiale. Il terreno di studio è il cervello e dal cervello (modellato dai geni individuali), si crede che provengano tutte le caratteristiche. Vedrai che presto verrà soppiantata anche la psicologia, in favore di tecniche ad hoc sulle connessioni cerebrali. Si lavorerà sempre meno sugli aspetti impalpabili e sempre di più sugli organi. La via intrapresa è questa, e non c'è alcun modo di tornare indietro.
Anche per questo, pur condividendo pienamente ciò che dici, mi rendo conto che non è affatto applicabile nella realtà. È un dato di fatto che con molta fatica ho accettato, comprendendo che non posso decidere io cosa è giusto o sbagliato per l'umanità, e che la lotta è impari. Questo modo di vedere il mondo ha già vinto. Stravinto. E verrà portato avanti finché non si accartoccerà su se stesso per la sua stessa pesantezza. Solo quando la falsità del sistema sarà troppo evidente per essere trascurata si può effettivamente intervenire, ma in questo momento non ti ascolta praticamente nessuno.
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#374 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 24 luglio 2019 - 07:44

ho editato la fine del mio intervento per spiegare meglio il mio punto di vista.

Che cambiare sia difficile e che dentro di noi abbiamo delle resistenze è chiaro.

Certo migliorare ed evolversi non è sempre piacevole, come dice Boetiah vanno affrontate alcune nostre parti spiacevoli da guardare o che danno problemi se proviamo a tenerle a freno. E come si parlava con Freyja esistono dei 'limiti' dovuti ai karma personali.

Ma se fin da piccolo ti insegnassero, non solo con le parole ma anche con l'esempio, che migliorare sé stessi migliora il mondo allora tutti saremmo un pochino più incentivati a farlo.

 

Una cosa che forse non ti è chiara è che amore non è solo tenerezza e accudimento, ma può essere anche insegnamenti feroci e dolorosi.

Quindi essere cresciuti con amore non significano solo carezze. A volte qualcosa fatta per amore può essere vissuta come molto dolorosa.

Le persone che conosco che sono cresciute in un contesto d'amore sono individui di media che posseggono maggiore serenità e capacità di stare al mondo in maniera equilibrata. 

 

Chi davvero comprende con tutto sè stesso gli insegnamenti del buddha non avrà molto interesse nelle droghe o nell'alcool, potrà provarli o farne uso, ma difficilmente si perderà in essi, perché avrà trovato il suo centro di gravità permanente.

E' questo che intendo.  

Se le persone fossero consapevoli di avere un centro dentro loro stessi in cui rifugiarsi non avrebbero bisogno di droghe di nessun tipo.

 

Questo non significa che sarebbero tutti dei buddha, ma solo che sarebbero davvero umani.

 E un vero umano aiuta gli altri esseri umani.

 

edit: non so come sarebbe se il mondo fosse un enorme monastero buddhista.. :icon_eek:

se mai arriveremo ad un punto simile probabilmente arriverebbe il mostro di fine livello. tipo un enorme ronald mcdonald che spara missili a forma di pene o qualcosa del genere

 

Oddio, speriamo di no. :D

 

Comunque, è chiaro. Ho letto l'edit e capisco quello che dici e mi piacciono le tue proposte.

Ieri sera ho estremizzato molto il concetto e forse banalizzato: non credo ci sia bisogno di un monastero buddista globale.

Mi rendo conto purtroppo che stiamo vivendo (avendolo creato) in un ambiente, in una società incompatibile con "noi stessi" e nel bene e nel male continuiamo a farne parte.

Il processo di "snaturalizzazione" è stato lungo e lento: lo possiamo chiamare evoluzione o progresso.

Fatto sta che ora facciamo difficoltà a "restare umani". O almeno questa è la mia sensazione.

 

Spesso mi chiedo "quando" le cose abbiano iniziato a prendere una brutta piega. (banalmente parlando)

In che punto di questa "evoluzione" abbiamo preso una deviazione che ci ha allontanati lentamente ed inesorabilmente da "noi stessi"?

Forse è proprio quando abbiamo smesso (per vari motivi) di ascoltarci: abbiamo tagliato le connessioni tra "il nostro corpo, le nostre emozioni e i nostri pensieri"?

 

Poi mi chiedo anche: ma esiste un "noi stessi?"

Esistono queste connessioni?

 

Insomma mi rendo conto che è tutto molto soggettivo: anche il dire se in questa società ci sia un problema o meno, è soggettivo.

In fondo ognuno vede la realtà con i propri occhi e la propria esperienza.

E questi stessi "occhi" non è detto che riescano a vedere tutto con chiarezza.

L'argomento è vasto e ci si perde e sto anche facendo abbastanza confusione, senza dire granchè di utile.

Mi ci vuole un caffè.


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#375 purple

purple

    Utente

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Inviato 24 luglio 2019 - 08:08

Sarei stato un ottimo psicologo.
O un avvocato.
Ma non sono un indovino.

La tua sarebbe una risposta?

 

 

Tu pensi che io abbia voluto proiettare qualcosa del mio modus ragionandi, io penso che se non vi erano intenzioni denigratorie dell'impegno politico-sociale, la formulazione del discorso è quantomeno ambigua. Paragonare la coscienza dell'uso massiccio e diffuso della psicologia delle masse, che è storia e attualità documentata, a una superstizione o a vedere il diavolo dappertutto per me è fuorviante. 

Una volta tra l'altro, essendo l'occidente sostanzialmente una teocrazia, era l'elite dominante stessa a favorire un quadro concettuale diffuso cristiano (l'escatologia cristiana, il dualismo "bene/male", il Principe del mondo chiamato così non a caso).

Oggi in teoria l'individuo non è esteriormente forzato ad aderire ad alcuna metafisica. Alcuni intellettuali hanno constatato però che l'influenza dei leader di vario grado oggi, grazie alle tecnologie e allo stile di vita, può passare in parte attraverso la psicologia e l'interiorità delle persone (come con tecnologie forse più rudimentali delle attuali è stato immaginato da Orwell in 1984 e non solo). Essere coscienti delle gabbie interiori che ci vengono inculcate, e rapportarle a una eventuale "liberazione" psicologica o spirituale, è un discorso diverso dall'essere propriamente "religiosi" o addirittura dal fanatismo (che è proprio invece di un certo islamismo millenaristico, che vede nell'occidente e nei suoi meccanismi "il regno del male"). @Ombra diceva che si tratta di una fuga "new age", ma credo questo sia vero solo per una certa parte di questi ragionamenti, una deriva, che come nel '68 ha portato a una "fuga" dalla realtà di alcuni esponenti della sinistra. Essere coscienti della realtà globale che ci circonda e voler rendere partecipi gli altri delle nostre idee, non può essere paragonato ad avere problemi con se stessi o disequilibri interiori tout court. Certi usi del potere non sono opinioni o proiezioni di disagi, sono fatti. La negazione della realtà socio-politica c'è quando si arriva a pensare che "Kim Jong e Trump non esistono, sono solo creazioni della mia mente". Ma non è nemmeno una negazione ma un altro piano di ragionamento filosofico come dicevo.



#376 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 24 luglio 2019 - 09:43

Magari potessimo arrivare al punto da insegnare queste tecniche nelle scuole. Invece sembra che ci si allontani sempre di più da questa possibilità.
Il problema è che a livello collettivo si da spazio concreto solo a ciò che viene constatato scientificamente. Un lavoro ben fatto su energia, pensiero, emozioni e corpo in connessione, potrebbe essere svolto in una scuola soltanto se prima qualche luminare prova l'esistenza concreta di questa connessione e di questa misteriosa energia. Capisci bene che non è possibile, non succederà mai probabilmente.
A chi dice di vederla o sentirla non viene dato ascolto ufficiale, perché rientra sempre fra i fenomeni soggettivi impossibili da dimostrare. E l'esistenza stessa di una componente non visibile ai più, apre dubbi angoscianti che di certo l'umanità non vuole affrontare.
Anzi, ultimamente stiamo andando verso una visione delle componenti psico-energetiche sempre più materiale. Il terreno di studio è il cervello e dal cervello (modellato dai geni individuali), si crede che provengano tutte le caratteristiche. Vedrai che presto verrà soppiantata anche la psicologia, in favore di tecniche ad hoc sulle connessioni cerebrali. Si lavorerà sempre meno sugli aspetti impalpabili e sempre di più sugli organi. La via intrapresa è questa, e non c'è alcun modo di tornare indietro.
Anche per questo, pur condividendo pienamente ciò che dici, mi rendo conto che non è affatto applicabile nella realtà. È un dato di fatto che con molta fatica ho accettato, comprendendo che non posso decidere io cosa è giusto o sbagliato per l'umanità, e che la lotta è impari. Questo modo di vedere il mondo ha già vinto. Stravinto. E verrà portato avanti finché non si accartoccerà su se stesso per la sua stessa pesantezza. Solo quando la falsità del sistema sarà troppo evidente per essere trascurata si può effettivamente intervenire, ma in questo momento non ti ascolta praticamente nessuno.

 

Capisco il tuo sconforto e capisco che certe cose non si possono ora proporre in larga scala. Però nel piccolo si può fare la differenza. Ci sono tante comunità e singoli che operano attivamente nel piccolo. Certo, per ora in piccolo e senza per ora l'ambizione di rovesciare il tavolo. Ci sono le scuole waldorf di stampo antroposofico, la grande spinta dell'educazione montessoriana, l'arrivo delle yoga e della meditazione in alcune scuole e ultimamente è stata presentata una mozione parlamentare per insegnare l'intelligenza emotiva in tutte le scuole italiane. 

Per partire basterebbe davvero insegnare come ascoltare le proprie emozioni e le proprie pulsioni senza essere agiti da esse. 

Ed esistono realtà di crescita personale e sviluppo spirituale che fanno azioni concrete in diverse zone d'Italia, promuovendo percorsi di crescita spirituale ma anche seminari e conferenze che spiegano le manipolazioni del sistema e non parlo di gruppetti new age che meditano con i cristalli in testa (nulla di male in questa pratica ma qui parliamo di una maggiore solidità di programmi). 

Ovvio che queste realtà non sono numerose abbastanza per ribaltare un sistema così radicato e potente, ma queste realtà esistono e sono in aumento, anche se non vengono molto pubblicizzate.

 

Per me è meglio essere fiduciosi e darsi da fare, forse si cambierà solo un granellino di sabbia, ma anche quel granellino di sabbia è importante.

 

Oddio, speriamo di no. :D

 

Comunque, è chiaro. Ho letto l'edit e capisco quello che dici e mi piacciono le tue proposte.

Ieri sera ho estremizzato molto il concetto e forse banalizzato: non credo ci sia bisogno di un monastero buddista globale.

Mi rendo conto purtroppo che stiamo vivendo (avendolo creato) in un ambiente, in una società incompatibile con "noi stessi" e nel bene e nel male continuiamo a farne parte.

Il processo di "snaturalizzazione" è stato lungo e lento: lo possiamo chiamare evoluzione o progresso.

Fatto sta che ora facciamo difficoltà a "restare umani". O almeno questa è la mia sensazione.

 

Spesso mi chiedo "quando" le cose abbiano iniziato a prendere una brutta piega. (banalmente parlando)

In che punto di questa "evoluzione" abbiamo preso una deviazione che ci ha allontanati lentamente ed inesorabilmente da "noi stessi"?

Forse è proprio quando abbiamo smesso (per vari motivi) di ascoltarci: abbiamo tagliato le connessioni tra "il nostro corpo, le nostre emozioni e i nostri pensieri"?

 

Poi mi chiedo anche: ma esiste un "noi stessi?"

Esistono queste connessioni?

 

Insomma mi rendo conto che è tutto molto soggettivo: anche il dire se in questa società ci sia un problema o meno, è soggettivo.

In fondo ognuno vede la realtà con i propri occhi e la propria esperienza.

E questi stessi "occhi" non è detto che riescano a vedere tutto con chiarezza.

L'argomento è vasto e ci si perde e sto anche facendo abbastanza confusione, senza dire granchè di utile.

Mi ci vuole un caffè.

 

Prendine uno anche per me, oggi lo voglio macchiato e senza zucchero.

La separazione è nata con Cartesio che separava la mente dal corpo dicendo di essere solo ciò che pensava e di non dipendere nè da luoghi né da cose materiali. Da lì è nata l'idea che la nostra mente sia separata dal resto del corpo e che agisca come una sorta di software.

Questa scissione ha creato una grossa scissione anche nella medicina, da Ippocrate al Rinascimento c'era la visione che la mente fosse nel corpo, ma con l'arrivo delle idee di Cartesio, con la separazione di mente e corpo, si arrivò a separare  le malattie e i problemi della mente e le malattie e i problemi del corpo, che vengono curati da professionisti diversi, psicologi e medici, tanto che diventa difficile diagnosticare le problematiche psicologiche nate dalle malattie e le somatizzazioni che nascono da disagi psicologici.

 

Fortunatamente anche le neuroscienze attuali si stanno risvegliando e stanno scoprendo com'è forte il legame tra la nostra mente razionale e le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le reazioni del nostro corpo. 

 

Per scoprire nella tua soggettività se esistono queste connessioni, ogni volta che ti senti turbato, agitato, arrabbiato, triste, prova a sederti e a respirare dentro la sensazione che provi, concentrandoti totalmente su di essa e sul tuo respiro. La sensazione potrebbe espandersi sempre di più e potrebbe localizzarsi in un punto del tuo corpo: nello stomaco, nel torace, nella gola, potrebbe addirittura spostarsi dopo un po' che ci respiri dentro. Potresti sentire arrivare alla tua mente pensieri, immagini, ricordi della giornata o ricordi del passato.. 

E' probabile che dopo che le hai prestato abbastanza attenzione la sensazione sgradevole svanisca.

 

Con questa tecnica è molto facile sperimentare le nostre connessioni interne.


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#377 Pianura

Pianura

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Inviato 24 luglio 2019 - 09:49

Dio, il bene, e il male, nascono e muoiono con noi.

Se dio esiste e permette il male, allora non è misericordioso, direi piuttosto capriccioso.  

Dio esiste e ci ha creati tutti col libero arbitrio, dato che abbiamo il libero arbitrio noi possiamo sceglier se fare il bene o il male e Dio non interviene altrimenti andrebbe contro la sua legge del nostro libero arbitrio, Ma ha messo anche le leggi in base a come ci comportiamo, ogni cosa che facciamo esiste la legge di CAUSA ed EFFETTO, se facciamo del bene otteniamo il bene se facciamo il male in questa vita o nell’altra vita riceviamo lo stesso male che abbiamo fatto agli altri, se non fosse così non diverremo mai perfetti per il fatto che quando la persona sbaglia e poi subisce lo sbaglio che ha fatto al prossimo; la propria anima poi gli sarà difficile che commetta nuovamente lo stesso sbaglio, anche se quando nasciamo non ricordiamo le nostre vite passate ma nel nostro profondo abbiamo la percezione, per questo motivo che il nostro cammino spirituale con il passare gli anni e le reincarnazioni si evolve ma dato che abbiamo il libero arbitrio e se le persone non vogliono mettersi dalla parte giusta alla fine faremo altro che prolungare la nostra sofferenza fino che quel giorno decideremo definitivamente di evitare di fare del male al prossimo.



#378 Frèyja

Frèyja

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Inviato 24 luglio 2019 - 10:03

Capisco il tuo sconforto e capisco che certe cose non si possono ora proporre in larga scala. Però nel piccolo si può fare la differenza.
Secondo me invece ci sono tante comunità e singoli che operano attivamente nel piccolo. Certo, per ora in piccolo e senza per ora l'ambizione di rovesciare il tavolo. Ci sono le scuole waldorf di stampo antroposofico, la grande spinta dell'educazione montessoriana, l'arrivo delle yoga e della meditazione in alcune scuole e ultimamente è stata presentata una mozione parlamentare per insegnare l'intelligenza emotiva in tutte le scuole italiane. 
Per partire basterebbe davvero insegnare come ascoltare le proprie emozioni e le proprie pulsioni senza essere agiti da esse. 
Ed esistono realtà di crescita personale e sviluppo spirituale che fanno azioni concrete in diverse zone d'Italia, promuovendo percorsi di crescita spirituale ma anche seminari e conferenze che spiegano le manipolazioni del sistema e non parlo di gruppetti new age che meditano con i cristalli in testa (nulla di male in questa pratica ma qui parliamo di una maggiore solidità di programmi). 
Ovvio che queste realtà non sono numerose abbastanza per ribaltare un sistema così radicato e potente, ma queste realtà esistono e sono in aumento, anche se non vengono molto pubblicizzate.
 
Per me è meglio essere fiduciosi e darsi da fare, forse si cambierà solo un granellino di sabbia, ma anche quel granellino di sabbia è importante.
 

 


Sono stata in una di queste scuole per più di due anni. Probabilmente la migliore a livello di qualità dei programmi. E ho trovato del marcio anche lì.
Cioè persone ipocrite, che frequentano corsi di meditazione da anni. Qualcuno ha anche il coraggio di "insegnare".
E nulla, volevo dirlo. Quel che racconto non è un mio punto di vista, è un'analisi della realtà dei fatti.

Anarko si chiede "esistono davvero queste connessioni"? Il punto è proprio questo. Il cambiamento arriva con l'esperienza del divino, non con le domande. Chiediamoci quanti in mezzo alla gente sanno darsi una risposta certa.
Non vado oltre comunque, perché è giusto e bello che ci sia energia positiva di cambiamento.
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#379 mystery1967

mystery1967

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Inviato 24 luglio 2019 - 10:31

 ... dato che abbiamo il libero arbitrio e se le persone non vogliono mettersi dalla parte giusta alla fine faremo altro che prolungare la nostra sofferenza fino che quel giorno decideremo definitivamente di evitare di fare del male al prossimo.

Ma tu sei cosi certo che TUTTI gli esseri umani che compiono del male siano coscienti di farlo? A me sembra di leggere solo le solite frasi mandate a memoria studiate sui libri.

 

La vita è tutt'altra cosa, i comportamenti delle persone sono molto complessi... hanno una loro storia, problemi a volte anche psicologici, ci sono innumerevoli varianti nell'essere umano e generalizzare come fai te non porta a nulla. Andrebbero curati più i rapporti umani senza giudicare secondo ipotetiche leggi divine.

 

Di certo abbiamo solo la vita che è una allo stato attuale, cerchiamola di ottimizzarla al meglio.


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 L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano. (Eckhart Tolle)


#380 Anarko

Anarko

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Inviato 24 luglio 2019 - 10:47

Tu pensi che io abbia voluto proiettare qualcosa del mio modus ragionandi, io penso che se non vi erano intenzioni denigratorie dell'impegno politico-sociale, la formulazione del discorso è quantomeno ambigua.

 

Guarda, ho usato quell'espressione "modus ragionandi" più come battuta che altro, parafrasando un tuo precedente post:

 


L'impegno sociale e politico, si è liberi di pensare sia frutto per forza di bassi istinti (ma questo non è proiettare il proprio modus operandi sugli altri invece?),

 

Quindi non penso nulla di particolare sul perchè (a mio avviso) tu abbia travisato il senso del post di Malia o sul perchè ancora vuoi per forza trovarci delle ambiguità.

O magari sono semplicemente io che non ce le vedo.

Di sicuro ad esempio, Malia non ha denigrato nessuno che si impegni socialmente, dandogli del misero.

Ma vedo che a te ancora piace usare periodi ipotetici. :D

 

@Lamia: rimando il caffè a dopo pranzo...poi vedo di rielaborare ciò che hai scritto. E te ne porto uno macchiato.


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.





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