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I Vaccini.


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4351 risposte a questa discussione

#4141 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 20 gennaio 2021 - 09:38

Una variante genetica sarebbe alla base della predisposizione al COVID:

 

https://www.insalute...cerca-italiana/

 

""I risultati hanno evidenziato per la prima volta che la presenza della variante HLA-DRB1*08 nei soggetti analizzati è più frequentemente associata sia ai casi di positività, con un’incidenza all’incirca doppia, sia ai decessi per Covid-19, con una probabilità tre volte maggiore.

Lo studio dunque suggerisce come questa particolare variazione genetica, presente nel 6% della popolazione italiana e maggiormente frequente nelle regioni del Nord Italia (9%) rispetto a quelle del Sud (3%), svolgerebbe meno bene di altre varianti HLA il ruolo di attivazione del sistema immunitario nel riconoscimento del coronavirus.""

 

Ma questo non significa che non esiste nessuna terapia, come ha detto questa sera al Tg un noto virologo primario di un reparto COVID. Dal momento che questo Virus non è stato benedetto dallo Spirito Santo, risponde come tutti gli altri Virus a qualsiasi immunostimolante e chiaramente la possibile guarigione è strettamente legata alla sintesi anticorpale. Quindi qualsiasi farmaco che stimoli la sintesi anticorpale favorisce anche la guarigione. Se questo non fosse vero sarebbe inutile anche un Vaccino specifico per il COVID. Sono anche stanco di sentire cavolate da illustri primari e virologi. Abbiamo già parlato della carenza cronica di Vit D e di Zinco nella popolazione, e come questi siano alla base proprio della sintesi anticorpale; da tener presente che esistono molti altri farmaci che stimolano la produzione di anticorpi. E' chiaro che l'ideale è fare un associazione di più farmaci attivi sui Globuli Bianchi. Ma il noto primario e virologo aveva la faccia di uno che rimpinza il paziente di Paracetamolo per abbassare la febbre. Tanto ""non esiste nessun farmaco che sia utile, meglio abbassare la febbre""

 


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"




#4142 Piter

Piter

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Inviato 21 gennaio 2021 - 01:51

Sui primi vaccini

 

"Ecco come avvenne la prima vaccinazione in Russia, con Caterina la Grande a fare da cavia

In realtà si trattò di una procedura medica più rudimentale: una “inoculazione” contro il vaiolo. L’imperatrice fece venire un medico dall’Inghilterra e poi, con il proprio esempio, convinse i nobili recalcitranti"

 

https://it.rbth.com/...ma-vaccinazione


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
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#4143 renè

renè

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Inviato 22 gennaio 2021 - 11:43

Da IlGiornale.it del 22/01/2021

Antiparassitario salva da Covid "Solo 12 centesimi per produrlo"

Un antiparassitario già in commercio ridurrebbe la mortalità nel 75% dei pazienti moderati o gravi infettati dal Covid. "Servono 12 centesimi per produrre la sostanza farmacologica", dicono i ricercatori

Alessandro Ferro

E se la soluzione fosse più "facile" di quanto pensassimo? Un antiparassitario economico e neanche brevettato riuscirebbe, in modo significativo, a ridurre la mortalità nei pazienti Covid-19 con malattia moderata o grave.

 

Di cosa si tratta

Si tratta dell'invermictina, medicinale poco costoso per uso veterinario e umano contro i parassiti come la scabbia, l'oncocercosi e i pidocchi e può essere assunto per via orale oppure applicato sulla pelle per le infestazioni esterne. La scoperta arriva dall'Inghilterra, epicentro di questa seconda ondata di pandemia, ed esattamente dall'Università di Liverpool. Il Dott. Andrew Hill ed il suo team di ricerca hanno effettuato una ricerca meta-analitica, hanno cioè messo insieme i dati di più studi (in questo caso 18) condotti su questo antiparassitario, ed hanno visto che l'ivermectina è stata associata ad una ridotta infiammazione ed una più rapida eliminazione del Covid-19 con una riduzione del 75% del rischio di morte.

"Meno infezioni e meno contagi"

"È un farmaco generico usato in tutto il mondo. Servono 12 centesimi per produrre la sostanza farmacologica. Il farmaco costa 3 dollari in India, 96 dollari negli Stati Uniti", ha detto il dottor Hill al quotidiano internazionale britannico Financial Times. Tra l'altro, i ricercatori hanno anche ipotizzato che questo farmaco potrebbe rendere più difficile infettarsi e infettare chiunque altro ci sta accanto. "Se le persone che risultano positive al test per il Covid-19 vengono trattate immediatamente con un farmaco che elimina il virus rapidamente, questo potrebbe renderle meno contagiose", ha affermato il Dott. Hill. "Questa strategia di 'trattamento come prevenzione' funziona per l'HIV e dovrebbe ora essere testata per il Covid-19".

Tecnicamente, l'invermictina non è un antivirale ma questi risultati suggeriscono che il farmaco può godere anche di queste proprietà. I primi risultati sono definiti "incoraggianti" ma sono necessari ulteriori studi per avere prove sufficientemente solide da giustificare l'approvazione. Questo farmaco, infatti, non è ancora stato approvato nel Regno Unito e solitamente è di importazione francese. Nonostante diversi studi mostrino risultati favorevoli, i ricercatori sono cauti sul fatto che alcune ricerche potrebbero contenere errori, è per questo che si sta studiando tutto nei minimi dettagli.

Cosa dice lo studio australiano

Effettivamente, dell'invermictina si parlava già nella scorsa primavera, quando anche noi ci siamo occupati della notizia a cura della collega Giorgia Baroncini (clicca qui per il pezzo), in cui ricercatori australiani della Monash University di Melbourne, in collaborazione con il Doherty Institute, hanno testato questo farmaco in grado di uccidere il Covid-19 in sole 48 ore. Negli studi condotti dai ricercatori sulle colture cellulari, era stato scoperto che l'invermectina riusciva ad eliminare la carica virale del virus, appunto, in sole 48 ore. Quello australiano è stato, però, uno studio preclinico ed in provetta motivo per cui non si è ancora arrivati a dimostrare l'efficacia sull'uomo. I ricercatori inglesi, come accennato all'inizio, hanno messo insieme questi studi per cercare di capire se il farmaco funziona davvero ed accelerare, così, le procedure di approvazione per la cura al Covid-19.

Anche il Prof. Remuzzi, Direttore dell'Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano, in un'intervista al Corriere, aveva definito "interessanti" i risultati ottenuti dai ricercatori australiani su questo farmaco. Attualmente, però, l'unico antivirale approvato a livello globale per il trattamento di questa malattia è il remdesivir della Gilead Sciences che ha mostrato un certo beneficio nell'accorciare i ricoveri ospedalieri, ma nessun chiaro effetto sulla mortalità o sulle cariche virali né una misura di quanto il virus circola nel flusso sanguigno di un paziente.

In ogni caso, l'unica arma contro il virus rimane l'enorme macchina che si è messa in moto da alcune settimane, ovvero quella del vaccino. "La vaccinazione è fondamentale per la risposta all'epidemia", ha detto il dottor Hill. "Ma questo potrebbe aiutare a ridurre i tassi di infezione rendendo le persone meno contagiose e potrebbe ridurre i tassi di mortalità trattando l'infezione virale".   

,,,,,un titolo un pò ad effetto ma la ricerca  e le applicaszioni sul campo promettono bene o no?

 



#4144 mario61

mario61

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Inviato 22 gennaio 2021 - 08:45

Le adenopatie legate al vaccino COVID-19 possono imitare tumori maligni al seno 
 
Linfonodi ingrossati visualizzati su mammografia ed ecografia compaiono giorni dopo la vaccinazione e potrebbero essere scambiati per tumori maligni.
Una nuova ricerca ha scoperto che i pazienti che ricevono il vaccino Pzifer-BioNTech o Moderna COVID-19 possono sperimentare linfonodi ingrossati che potrebbero essere scambiati per tumori al seno.
In un articolo con quattro casi di studio, pubblicato questa settimana su Clinical Imaging, i ricercatori del Weill Cornell Medical Center / New York Presbyterian hanno delineato la comparsa di nuove adenopatie ascellari unilaterali osservate agli ultrasuoni in pazienti che hanno recentemente ricevuto la prima dose del vaccino.
I nodi ascellari iperplastici sono comuni dopo la somministrazione di un vaccino che induce una forte risposta immunitaria, compresi gli attuali vaccini COVID-19.
"È importante che i radiologi considerino la storia recente della vaccinazione COVID-19 come una possibile diagnosi differenziale per i pazienti con adenopatia ascellare unilaterale", ha detto il team.
Secondo lo studio, le quattro donne incluse non avevano una storia di cancro al seno, ma avevano recentemente ricevuto la prima dose del vaccino COVID-19 nella parte superiore delle braccia. Ma tutte presentavano linfonodi ingrossati - alcuni palpabili, alcuni visibili solo sull'imaging - e a tutte veniva raccomandata un'ecografia di follow-up a breve termine.
 Inoltre, sulla base di questi risultati, il team di Mehta ha formulato raccomandazioni specifiche per il follow-up.
 
Complessivamente, secondo i dati dei Centers for Disease Control & Prevention, l'11,6% dei destinatari del vaccino sperimenta adenopatia dopo una dose e il 16% lo fa dopo la seconda dose. I linfonodi ingrossati tipicamente apparivano entro 2-4 giorni dalla vaccinazione.
Data la probabilità che questo effetto collaterale si sviluppi in un numero significativo di pazienti, i radiologi devono ricordarsi di includerlo come potenziale diagnosi differenziale, ha detto il team.
"Riconoscere questo come una potenziale diagnosi differenziale è fondamentale per essere in grado di fornire adeguate raccomandazioni di follow-up", hanno detto. "Ciò, a sua volta, ridurrebbe il numero di raccomandazioni per la biopsia dei linfonodi ascellari falsi positivi, riducendo così al minimo i danni e i costi del paziente".
Se queste adenopatie compaiono, il team di Mehta ha raccomandato di ripetere l'ecografia mirata dell'ascella interessata tra le 4 e le 12 settimane dopo che il paziente è programmato per ricevere la seconda dose del vaccino.
Per le anomalie che persistono, potrebbe essere necessaria una biopsia ecoguidata per escludere la neoplasia.


#4145 Piter

Piter

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Inviato 22 gennaio 2021 - 08:52

 

Le adenopatie legate al vaccino COVID-19 possono imitare tumori maligni al seno 
...

 

 

 

E pure questa ci mancava, sto virus ci sta dando altro filo da torcere* , fategli vedere il film di Pozzetto, vediamo se se ne torna in campagna. 

 

*

https://it.notizie.y...200230610.html 


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#4146 renè

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Inviato 23 gennaio 2021 - 11:55

Da IlFattoQuotidiano.it del 23 gennaio 2021

Covid, non solo il vaccino. Monoclonali staminali e plasmaterapia: gli studi e sperimentazioni per la strategia farmacologica

 

Le ultime pubblicazioni scientifiche stanno definendo e ampliando il ruolo di queste strategie complementari. Ancor più importanti in questo momento in cui una parte delle dosi del vaccino della Pfizer sono in bilico e mentre AstraZeneca e Johnson&Johnson ancora non sono stati autorizzati da Ema.

di Peter D'Angelo

 

Non ci sono solo i vaccini contro il Covid, la strategia farmacologica prevede – oltre al desametasone e l’eparina – altre possibilità: anticorpi monoclonali, cellule staminali (mesenchimali e non solo), è plasmaterapia. Le ultime pubblicazioni scientifiche, di gennaio, stanno definendo e ampliando il ruolo di queste strategie complementari. Ancor più importanti in questo momento in cui una parte delle dosi del vaccino della Pfizer sono in bilico, mentre AstraZeneca e Johnson&Johnson ancora non sono stati autorizzati da Ema.

Anticorpi monoclonali – L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha una procedura aperta sui due monoclonali americani (Regeneron ed Eli Lilly), ma per ora nessuna autorizzazione è in vista, per lo meno a breve. Mentre, la Germania sta già usando il secondo monoclonale che lo ha approvato appellandosi alla deroga prevista per i singoli Stati (direttiva 83/2001) che consente l’approvazione di un farmaco a livello nazionale. Va detto che i risultati di uno studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine e relativo a un trial clinico denominato (Blaze-1), hanno dimostrato che l’uso dell’anticorpo monoclonale Bamlanivimab della Eli Lilly ha ridotto del 72% il rischio di ricoveri ospedalieri. Mentre, un altro trial (Active-3) su pazienti in fase avanzata, con sintomi severi, non ha registrato effetti clinici benefici rispetto al gruppo che ha assunto il placebo. È fondamentale quindi la precocità, questo è un farmaco tempo-correlato. Prima si usa, maggiore è l’efficacia. La somministrazione intravenosa può avvenire solo in ospedale (dove ci si reca di solito in stato avanzato, dopo 7-10 giorni di febbre), e richiede diverso tempo per l’infusione. Il Fatto Quotidiano si è già occupato del monoclonale della Eli Lilly

 

Anche l’Italia si sta dotando del suo “monoclonale”. A Siena, è approdato alla fase clinica il monoclonale del gruppo Toscana Life Sciences (MAD) LaB ”La possibilità di avere a disposizione un’arma terapeutica estremamente potente contro Sars Cov 2 potrebbe avere un impatto enorme sulle nostre vite – spiega Emanuele Andreano, ricercatore Monoclonal Antibody Discovery del gruppo senese – entro metà anno il nostro monoclonale, potrebbe arrivare negli ospedali”. Nei prossimi giorni, “tra fine mese e metà febbraio dovremmo iniziare la fase 1 di sperimentazione clinica che verificherà la sicurezza della terapia. Per la fase 1 saranno arruolati 20 soggetti sani – continua Andreano – la fase 2, che verificherà l’efficacia della terapia, coinvolgerà invece un numero più ampio di persone che hanno contratto il virus, nell’ordine di qualche centinaio”.

Cellule staminali mesenchimali – Allo stato attuale, la sperimentazione scientifica (randomizzata, controllata, in doppio cieco) che ha riportato il più significativo risultato di efficacia contro Covid è quello che riguarda le cellule staminali mesenchimali. Il 91% di pazienti trattati con queste stem cells sono sopravvissuti, contro il gruppo controllo dove il 60% dei pazienti è deceduto. Il trial è stato realizzato dalla University of Miami Miller School of Medicine, in Florida, nonostante il numero degli arruolati sia contenuto, il risultato è estremamente significativo. Il Fatto Quotidiano si è occupato di questo studio prima che fosse autorizzato in Italia. La sperimentazione, è stata recentemente approvata – dal comitato etico dello Spallanzani – lo studio, su cellule staminali, sarà condotto dal team di Massimo Dominici, docente di Oncologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, “Speriamo di partire fra un mese con 60 pazienti, se lo studio risulterà sicuro potremo usare le cellule più efficaci con più pazienti in uno studio di fase IIB” .Questa tecnica è molto semplice e poco costosa perché da un singolo cordone ombelicale (con bioreattori tridimensionali) si possono produrre dosi sufficienti a trattare più di diecimila pazienti. Questo per lo meno è l’intento del progetto americano no-profit dell’Università di Miami. Poi, ci sono anche dei centri privati in cui sta sperimentando e questi potrebbero commercializzare a costi alti, anche 15 mila euro a dose. Al mondo, in questo momento ci sono 70 studi contemporanei su cellule staminali.

 

Plasmaterapia – I risultati della sperimentazione su Plasma dei pazienti convalescenti pubblicato il 6 gennaio 2021 sul New England journal of Medicine “dimostrano in maniera significativa che il plasma iperimmune è estremamente efficace nel ridurre il rischio di aggravamento dell’infezione da Covid – sostiene Alessandro Santin, della Yale University School of Medicine – Mi spiego meglio: questo studio con il plasma dei donatori convalescenti dimostra chiaramente che se le sacche di plasma infuse nei malati hanno un titolo “anticorpale alto” (il principio attivo di questa terapia sono gli anticorpi contro il Covid prodotti dal soggetto che dona il suo plasma) e i malati sono trattati “precocemente” (in questo studio entro tre giorni dall’inizio dei sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie, etc) e quindi prima che i danni nei polmoni e negli altri organi infettati dal virus diventino potenzialmente irreversibili, il plasma iperimmune è altamente efficace”. Quindi il “plasma” deve contenere abbastanza anticorpi “neutralizzanti”, e non tutte le sacche sono uguali, come non tutti i donatori. Va fatta una cernita iniziale per selezionare il plasma più efficace (quello con più anticorpi specifici contro Covid). È proprio questo il centro della questione, un studio randomizzato argentino sul plasma aveva registrato risultati ininfluenti/negativi, per due motivi: il livello di anticorpi neutralizzanti, e il secondo altrettanto importante riguarda la tempistica, se il plasma è utilizzato “nella fase avanzata della malattia, quando i danni al nostro corpo sono ora principalmente causati dall’attivazione esagerata del sistema immunitario del paziente (fase iperinfiammatoria della malattia Covid definita “tempesta di citochine”), il plasma ovviamente non può aiutare più di tanto”. In fase avanzata della malattia l’utilizzo di farmaci antinfiammatori come i cortisonici risultano infatti essere più efficaci.

 

Per concludere, “l’efficacia del plasma è stata dimostrata nello studio sul plasma iperimmune (pubblicata il 13 gennaio) completato in America su 3.082 pazienti in cui il mio istituto (Yale University, ndr) ha attivamente partecipato e i cui dati sono stati pubblicati sul New England. Attualmente, “la Yale University in collaborazione con numerose altre università americane sta arruolando pazienti Covid in un grande studio prospettico e randomizzato per produrre ulteriore e definitiva evidenza sulla capacità del plasma iperimmune nel prevenire l’aggravamento dei pazienti Covid con forma severa di infezione conclude Alessandro Santin – i pazienti attualmente randomizzati sono oltre 700 e contiamo di raggiungere l’obiettivo di 1000 pazienti nei prossimi 60-90 giorni”.

.....la ricerca va avanti ed è confortante leggere questi studi che infondono speranza.



#4147 mario61

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Inviato 23 gennaio 2021 - 01:25

lo studio sul plasma immune citato .... Plasma terapia precoce ad alto titolo per prevenire gravi COVID-19 negli anziani (Libster, gennaio 2021)
 
Popolazione di pazienti: studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su plasma convalescente con titoli di IgG elevati SARS-CoV-2 in pazienti adulti più anziani entro 72 ore dall'insorgenza di sintomi COVID-19 lievi condotto tra il 4 giugno 2020 e ottobre 25, 2020 (quando l'ultimo paziente ha completato il follow-up), presso i siti clinici e le unità geriatriche in Argentina.
 
Malattia respiratoria grave sviluppata in 13 pazienti su 80 (16%) che hanno ricevuto plasma convalescente e in 25 pazienti su 80 (31%) che hanno ricevuto placebo (rischio relativo, 0,52; intervallo di confidenza [CI] 95%, 0,29-0,94 ; P = 0,03).
La riduzione del rischio relativo con plasma convalescente era del 48% e il numero necessario per il trattamento per evitare un episodio di grave malattia respiratoria era 7 (95% CI, da 4 a 50).
 
Limitazioni :
- i risultati potrebbero non essere generalizzabili a soggetti più giovani, senza comorbidità, pazienti con anomalie dei segni vitali, sintomi gravi o più di 2 giorni di sintomi
- lo studio è stato interrotto in anticipo a causa di un numero decrescente di casi in Argentina, dove lo studio è stato condotto. Pertanto, i risultati devono essere verificati in studi più ampi. Lo studio era troppo piccolo per rilevare differenze in esiti specifici come la morte o la necessità di ventilazione meccanica invasiva o non invasiva; tuttavia, i numeri hanno favorito il gruppo plasma convalescente in tutti questi endpoint
- nel complesso, in questo studio randomizzato e controllato condotto in Argentina, interrotto precocemente, la somministrazione di plasma di convalescenza ad alto titolo contro SARS-CoV-2 ad adulti più anziani infetti entro 72 ore dall'insorgenza di sintomi lievi ha ridotto la progressione di COVID- 19 a grave malattia.


#4148 mario61

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Inviato 23 gennaio 2021 - 01:40

Lo studio RECOVERY ha chiuso il reclutamento per il suo studio randomizzato sul trattamento con plasma di convalescenza per i pazienti ospedalizzati con COVID-19.
L'analisi preliminare su 1873 ha riportato morti tra 10.406 pazienti randomizzati non ha mostrato differenze significative nell'endpoint primario di mortalità a 28 giorni (18% di plasma convalescente vs 18% di cure abituali da sole).
Giovedì scorso il comitato indipendente di monitoraggio dei dati dello studio ha tenuto una riunione di routine e "non ha visto prove convincenti che un ulteriore reclutamento avrebbe fornito una prova conclusiva di un utile beneficio in termini di mortalità, sia in generale che in qualsiasi sottogruppo prestabilito".
Il follow-up continua prima della pubblicazione dei risultati finali.
La scorsa settimana, lo studio internazionale REMAP-CAP ha anche riportato che il plasma convalescente non ha migliorato i risultati tra i pazienti in terapia intensiva.
Tuttavia, il New England Journal of Medicine ha recentemente pubblicato uno studio che suggerisce che il plasma convalescente ha portato a una riduzione del rischio relativo del 48% nei pazienti anziani che sviluppano una malattia grave.
 
Peter Horby, professore di malattie infettive emergenti, Nuffield Department of Medicine, University of Oxford, ha dichiarato: "Sebbene il risultato complessivo sia negativo, dobbiamo attendere i risultati completi prima di poter capire se il plasma convalescente ha un ruolo in particolari sottogruppi di pazienti ".
Il Joint Chief Investigator, Martin Landray, professore di medicina ed epidemiologia presso il Nuffield Department of Population Health, Università di Oxford, ha aggiunto: "Ancora una volta, lo studio RECOVERY sta dimostrando il valore di ampi studi randomizzati per valutare adeguatamente il ruolo dei potenziali trattamenti.
In questo momento molto impegnativo, siamo incredibilmente grati al duro lavoro del personale del NHS e all'enorme  contributo di pazienti in tutto il paese.
 "Peter Openshaw, professore di medicina sperimentale, Imperial College London, ha commentato tramite il Science Media Center:" Lo studio RECOVERY ha di nuovo ha prodotto un risultato clamoroso. "Ha sottolineato come i risultati di RECOVERY differissero dallo studio NEJM:
"I diversi risultati di questi studi mostrano l'importanza vitale di somministrare il trattamento appropriato al momento giusto e di non dare trattamenti non provati, per quanto razionali possano sembrare".
La scorsa settimana, il professor Anthony Gordon di Imperial, capo ricercatore per REMAP-CAP, ha affermato che lo studio è stato in grado di fornire prove importanti su quali pazienti potrebbero trarre beneficio dal plasma convalescente: "Anche se è deludente che tutti i pazienti in condizioni critiche non sembrano guadagnare qualsiasi beneficio, il plasma convalescente è una risorsa preziosa e ora possiamo continuare a concentrarci sull'identificazione esattamente quali pazienti potrebbero trarre il massimo beneficio dal trattamento, forse le persone all'inizio della loro malattia o quelle con un sistema immunitario debole."


#4149 mario61

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Inviato 23 gennaio 2021 - 01:58

Gli anticorpi monoclonali possono prevenire il COVID-19, ma i vaccini efficaci complicano il loro futuro
22, 2021
 
Uno studio condotto nelle case di cura degli Stati Uniti ha dimostrato per la prima volta che gli anticorpi monoclonali, prodotti in serie in un laboratorio, possono proteggere le persone dallo sviluppo di COVID-19 sintomatico, a rischio di malattia grave, ma dato il successo dei vaccini COVID-19 e la loro crescente disponibilità, non è chiaro che l'intervento costoso e un po 'macchinoso sarà ampiamente utilizzato.
Sia l'anticorpo monoclonale di Eli Lilly che un cocktail simile a due anticorpi della Regeneron Pharmaceuticals, notoriamente utilizzato per trattare l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell'ottobre 2020, hanno già ricevuto l'autorizzazione all'uso di emergenza (EUA) come terapia per coloro che sono stati infettati e sono a alto rischio di sviluppare COVID-19 grave.
Finora, non sono ampiamente utilizzati perché devono essere somministrati all'inizio dell'infezione e infusi in un ospedale o in una clinica.
Ma ora che sembrano efficaci nel prevenire malattie anche lievi, Eli Lilly prevede di chiedere alla Food and Drug Administration degli Stati Uniti di espandere l'EUA per includere l'uso come preventivo.
 
Nel nuovo studio, quasi 1000 persone che vivevano o lavoravano in case di cura statunitensi hanno ricevuto una singola infusione dell'anticorpo di Eli Lilly, contenente quattro volte la dose utilizzata a scopo terapeutico, o un placebo. In un comunicato stampa di ieri, la società ha annunciato che l'anticorpo ha ridotto del 57% il rischio di ammalarsi di COVID-19 nelle successive 8 settimane. Tra i residenti in case di cura, che costituivano circa un terzo dei partecipanti allo studio, il rischio di malattia da COVID-19 è diminuito dell'80%. Nello studio si sono verificati solo quattro decessi correlati a COVID-19 e tutti erano residenti in case di cura nel gruppo placebo.
 
"Sono felicissimo di questi risultati", dice Davey Smith, un medico di malattie infettive presso l'Università della California, San Diego, che non è stato coinvolto nello studio. Dice che gli anticorpi potrebbero essere "davvero utili" nelle strutture di assistenza a lungo termine, che rappresentano quasi il 40% dei decessi per COVID-19 negli Stati Uniti. "Se questo è confermato, e penso che ci siano tutte le ragioni per pensare che lo sarà, allora è un altro strumento", dice Rajesh Gandhi, un medico di malattie infettive presso il Massachusetts General Hospital.
Ma vuole vedere dati più specifici di quelli forniti dal comunicato stampa.
 
Come verrebbe usato l'anticorpo di Eli Lilly non è del tutto chiaro. Sabo suggerisce che se si verifica un focolaio in una struttura infermieristica, potrebbe essere somministrato ai residenti che non sono stati vaccinati o che hanno ricevuto solo una dose. "Probabilmente sarà la popolazione di nicchia", dice.
 
Myron Cohen della University of North Carolina School of Medicine, uno dei principali ricercatori dello studio, afferma che spera che le dosi preventive possano essere somministrate come iniezioni sottocutanee facili da somministrare, piuttosto che come infusioni. Sono iniziati gli studi per testare quella strategia.
Idealmente, le persone infette dal virus dovrebbero prima ricevere un test per gli anticorpi SARS-CoV-2, aggiunge: "Le persone che già producono anticorpi probabilmente non ne hanno bisogno".
 
Un potenziale svantaggio è che questi anticorpi monoclonali potrebbero minare l'efficacia dei vaccini. I due vaccini autorizzati negli Stati Uniti contengono RNA messaggero (mRNA) che dirige le cellule del corpo a produrre la proteina di superficie, il picco, di SARS-CoV-2, che quindi attiva il sistema immunitario per produrre anticorpi contro il picco.
Anche gli anticorpi monoclonali Eli Lilly e Regeneron prendono di mira il picco e la preoccupazione è che potrebbero legarsi alla proteina prodotta dall'mRNA, fermando il vaccino sul suo cammino. Eli Lilly prevede di lanciare studi per testarlo su persone vaccinate, dice Sabo.
 
Gli anticorpi monoclonali potrebbero anche perdere la loro potenza a causa di mutazioni virali. Uno studio su un mutante SARS-CoV-2 che circola ampiamente in Sud Africa, pubblicato il 19 gennaio sul server di preprint bioRxiv, lo ha già dimostrato in esperimenti in provetta.
 
Ma ora che i vaccini, più economici e più facili da somministrare, vengono schierati da milioni di persone - con priorità per le popolazioni più vulnerabili - la domanda è innanzitutto quale ruolo rimane per i monoclonali. Cohen dice che potrebbero essere importanti per gli anziani e altre persone con un sistema immunitario compromesso che non hanno risposte vigorose ai vaccini. 


#4150 madmax

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Inviato 23 gennaio 2021 - 09:54

Vaccino anti-COVID-19: sconsigliato alle persone con allergie

 

https://www.msn.com/...gie/ar-BB1cZYlk


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#4151 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 gennaio 2021 - 11:02

Vaccino anti-COVID-19: sconsigliato alle persone con allergie

 

https://www.msn.com/...gie/ar-BB1cZYlk

La cosa è abbastanza originale, dal momento che la Vit D ha un indicazione particolare proprio nelle patologie allergiche, io stesso ho visto risolversi moltissime forme asmatiche................


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#4152 madmax

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Inviato 24 gennaio 2021 - 02:08

Covid-19: trattamento con la vitamina D in pazienti con comorbidità diminuisce decessi e trasferimenti in terapia intensiva

  

 

Questi i risultati del primo studio italiano pubblicato su «Nutrients» coordinato dall’Università di Padova

 

"In particolare - conclude Giannini -, nei soggetti che avevano assunto il colecalciferolo, il rischio di andare incontro a "Decesso/Trasferimento in ICU" era ridotto di circa l’80% rispetto ai soggetti che non l’avevano assunto. Il nostro lavoro dimostra, quindi, il potenziale effetto benefico della somministrazione della vitamina D in quei pazienti affetti da Covid-19 che, come molto spesso accade, presentano rilevanti comorbidità e indica l’opportunità di condurre studi appropriati a conferma di questa ipotesi".

 

https://www.lescienz...ensiva-4873039/


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#4153 mario61

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Inviato 24 gennaio 2021 - 04:30

poco male se astra-zeneca non manda il suo vaccino ... .ammesso che venga approvato con gli studi condotti fino adesso...
 
Coronavirus: perché combinare il vaccino di Oxford con il vaccino Sputnik V della Russia potrebbe renderlo più efficace
 
Quando l'efficacia del vaccino Oxford / AstraZeneca è stata annunciata alla fine del 2020, c'era una certa confusione.
L'efficacia complessiva del vaccino nel fermare le persone che sviluppano COVID-19 sintomatico, due settimane dopo la seconda dose, è stata del 70%.
Questa cifra era basata sulla media dei risultati di due gruppi.
In un gruppo, a cui sono state somministrate due dosi complete, il vaccino è stato efficace per il 62% nell'arresto delle persone che sviluppavano sintomi. Ma nel secondo gruppo, un errore di dosaggio significava che i volontari ricevevano una mezza dose seguita da una piena.  Questo ha finito per essere protettivo al 90% contro lo sviluppo di COVID-19.
La risposta a questo potrebbe risiedere nella progettazione del vaccino e potrebbe significare che ci sono modi per rendere questo vaccino - e altri che utilizzano lo stesso design - più efficaci.
I vaccini agiscono esponendo il sistema immunitario a parti riconoscibili - o "antigeni" - di agenti patogeni che causano malattie, come batteri o virus.
Il sistema immunitario quindi monta una risposta. Le cellule immunitarie chiamate cellule B producono anticorpi per distruggere l'agente patogeno.
A volte le cellule T possono anche essere chiamate in azione, che eliminano le nostre stesse cellule che sono state infettate dall'agente patogeno.
 
Alcuni linfociti B e T poi ricordano gli antigeni per il futuro. In un momento futuro, se la persona è esposta all'agente patogeno, queste cellule di memoria a lunga durata possono ordinare rapidamente la produzione di più anticorpi per distruggere l'agente patogeno e attaccare le cellule infette.
Dopo alcune settimane, una volta generati i linfociti T e B, la persona vaccinata sarà protetta. Per alcuni vaccini, ciò richiede due dosi, poiché in alcune persone la prima dose da sola non genera un'immunità completa. La dose di richiamo garantisce a quante più persone possibile di acquisire protezione.
 
Alcuni, come i vaccini Sinopharm e Sinovac in Cina, presentano semplicemente al corpo una versione intera e inattivata del coronavirus.
Ma altri invece istruiscono le stesse cellule della persona vaccinata a produrre una parte specifica del coronavirus: la proteina spike sulla sua superficie esterna, che è un antigene particolarmente riconoscibile.
Alcuni, come i vaccini Pfizer / BioNTech e Moderna, forniscono il codice sotto forma di RNA messaggero (mRNA).
Altri usano un virus innocuo per ottenere il codice genetico all'interno delle cellule; il vaccino di Oxford utilizza l'adenovirus di scimpanzé, geneticamente modificato in modo che non sia in grado di riprodursi, chiamato ChAdOx1. Questi sono noti come vaccini a vettore virale.
 
Non è ancora noto perché il regime a dose ridotta del vaccino di Oxford abbia mostrato una migliore efficacia negli studi, ma potrebbe essere dovuto al vettore virale.
Quando a una persona viene somministrato un vaccino virale-vettore, oltre a generare una risposta immunitaria contro la proteina spike del coronavirus, il sistema immunitario monterà anche una risposta contro il vettore virale stesso.
Questa risposta immunitaria può quindi distruggere parte della dose di richiamo quando viene somministrata successivamente, prima che possa avere un effetto. Questo è stato a lungo riconosciuto come un problema.
Tuttavia, una prima dose più bassa potrebbe non consentire lo sviluppo di una forte risposta immunitaria anti-vettore, che potrebbe lasciare indenne la dose di richiamo e portare a una maggiore efficacia complessiva.
Se si scopre che è così, il lavoro futuro dovrà stabilire il regime di dosaggio ottimale per generare la risposta immunitaria più forte.
 
Il vaccino russo Sputnik V riconosce che l'immunità al vettore virale potrebbe essere un problema, ma propone una soluzione diversa.
Utilizza due diversi adenovirus umani - Ad26 e Ad5 (su 50 che colpiscono gli esseri umani) - per le sue due dosi di vaccino.
Questo vaccino eterologo (o ibrido), con diversi vettori per le vaccinazioni prime e di richiamo, ha meno probabilità che un jab generi una risposta immunitaria contro il vettore virale che poi interferisce con l'altro. È quindi meno probabile che il vaccino abbia un'efficacia ridotta.
Il Gamaleya Center, il laboratorio che ha prodotto lo Sputnik V, ha affermato che dopo due dosi l'efficacia del vaccino è superiore al 90% (anche se deve ancora pubblicare i risultati completi che lo dimostrino).
 
Ciò ha ora portato AstraZeneca a testare un nuovo programma vaccinale ibrido, comprendente una dose del suo vaccino e uno Sputnik V del vettore Ad26, per vedere se questo rende il vaccino Oxford / AstraZeneca più efficace.


#4154 mario61

mario61

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Inviato 25 gennaio 2021 - 09:05

"Israele ha cominciato a pianificare la vaccinazione da metà ottobre, noi non abbiamo ancora un calendario e ci lamentiamo della Pfizer?" così il professor Andrea Crisanti ha duramente criticato quanto sta accadendo in Italia col piano vaccini covid e i ritardi di Astrazeneca. "Noi ancora non abbiamo un calendario preciso, improvvisiamo e ci lamentiamo che la Pfizer che doveva produrre centinaia di migliaia di dosi ha avuto qualche problema" ha sottolineato, aggiungendo: "Se arrivassero adesso non sapremmo nemmeno come somministrarle". "Ritardi Pfizer sono una scusa, perché in realtà scontiamo il fatto che Astrazeneca ancora non ha ottenuto autorizzazione".  "Il contenzioso con Pfizer lo ritengo assolutamente non credibile, è non fattibile e anche controproducente" aggiungendo: "I contratti sono stati stipulati dalla Comunità Europea, quindi la Comunità Europea in caso dovrebbe aprire il contenzioso, ma è stata piuttosto tiepida sulla questione. Inoltre, non si aprono contenziosi con chi ti dovrebbe aiutare".
 
 
dettagli autorizzazione AstraZeneca in GB
 
Il vaccino Oxford-AstraZeneca ha dimostrato di essere sicuro e di provocare una risposta immunitaria in persone di tutte le età, compresi gli over 55.
Ai partecipanti allo studio sono stati somministrati diversi regimi di dosaggio: alcuni hanno ricevuto due dosi complete e altri mezza dose seguita da una dose piena.
L'MHRA ha approvato l'uso di due dosi complete, che si è rivelato efficace al 62%.
A novembre, i dati degli studi clinici hanno sollevato domande sul dosaggio.
I risultati hanno mostrato che il vaccino era efficace al 62% per i soggetti a cui erano state somministrate due dosi piene e al 90% per coloro a cui era stata erroneamente somministrata prima mezza dose e poi una dose intera.
C'erano anche domande su come i dati sono stati rilasciati e riportati.
L'azienda ha affermato di aver mantenuto gli standard più elevati durante gli studi clinici e ha segnalato il problema del dosaggio alle autorità quando è stato scoperto.
Le autorità di regolamentazione del Regno Unito hanno firmato un piano per continuare la sperimentazione con i partecipanti a mezza dose.
Tuttavia, il gruppo che ha ricevuto la mezza dose era troppo piccolo e non includeva pazienti di età superiore ai 55 anni, il che significa che non si potevano trarre conclusioni definitive.
I regolatori britannici hanno così autorizzato l'uso di due dosi complete, somministrate da quattro a 12 settimane l'una dall'altra, per tutte le età dai 18 anni in su, nonostante i dati relativamente limitati per i gruppi di età superiore ai 65 anni.
 
 
.... aggiornamenti
 
Dopo il controverso avvio della vaccinazione in Germania, il governo federale ha riposto grandi speranze nell'approvazione del vaccino da parte di Astra-Zeneca per integrare il vaccino RNA di Biontech e Moderna e spianare il modo per il secondo livello di fase di vaccinazione in cui le persone possono anche ottenere le vaccinazioni dai loro medici di base.
Ma il vaccino di Astra-Zeneca, potrebbe essere inadatto per gli anziani a rischio di corona: secondo le informazioni dell'Handelsblatt dei circoli della coalizione, il governo federale si aspetta solo un efficacia dell'otto per cento tra gli over 65.
Si temeva che questo vaccino, per il quale l'UE avrebbe potuto approvare questa settimana, non si avvicinasse all'efficacia del 90% del vaccino a RNA. L'efficacia estremamente bassa negli anziani è una battuta d'arresto per la strategia di vaccinazione di Berlino.
 
 
I servizi sanitari del Maccabi rilascia dati incoraggianti sulla campagna vaccinalei per frenare l'infezione.
Meno dello 0,01% dei destinatari del vaccino contro il coronavirus ha contratto la malattia una settimana dopo aver ricevuto la seconda dose, come hanno dimostrato i nuovi dati rilasciati lunedì dai servizi medici israeliani del Maccabi.
Delle 128.600 persone registrate, solo 20 sono state infettate da COVID-19, secondo quanto riportato da Walla News.
La maggior parte di loro ha più di 55 anni e la metà soffre di malattie croniche, aggiunge il rapporto.
In notizie più positive, a partire da lunedì, nessuno di loro ha richiesto il ricovero in ospedale né ha avuto la febbre.
I sintomi riportati erano mal di testa, tosse e debolezza o affaticamento
 


#4155 mario61

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Inviato 26 gennaio 2021 - 05:48

Nessun caso Covid grave tra coloro che hanno ricevuto entrambi le dosi Pfizer in Israele, afferma il ministro Israele, che ha già fornito una serie completa di vaccinazioni Pfizer / BioNTech a oltre il 6% dei suoi cittadini, non ha registrato un solo caso Covid serio tra di loro, anche se le infezioni aumentano nel resto della popolazione.
Il ministro della Salute Yuli Edelstein ha dichiarato che le nuove infezioni e i ricoveri ospedalieri per complicazioni gravi o critiche di Covid-19 erano ora a numeri record.
Ma ha detto di non essere a conoscenza di "nessuna grave morbilità" tra gli israeliani vaccinati una settimana dopo la somministrazione della seconda dose, quando Pfizer afferma che il vaccino è efficace al 95%.
Ha detto che lo 0,014% aveva contratto forme più lievi di Covid-19. 
Giovedì scorso ha riportato un numero di riproduzione - noto come R - inferiore a 1, il che indica che l'epidemia non è più in crescita.
 
L'Imperial College di Londra, un tempo uno dei principali contendenti del Regno Unito nella corsa al vaccino Covid-19, ha abbandonato i piani per una sperimentazione di efficacia su larga scala quest'anno.
Invece il team dell'università concentrerà la sua tecnologia RNA sullo sviluppo di vaccini di prossima generazione che mirino alle mutazioni del coronavirus e forniscano stimolatori per i vaccini esistenti.
"Sebbene il nostro candidato vaccino Covid-19 di prima generazione si stia dimostrando promettente nello sviluppo clinico iniziale, la situazione è cambiata con il lancio dei vaccini approvati".
"Non è il momento giusto per iniziare una nuova sperimentazione di efficacia per un ulteriore vaccino nel Regno Unito, con l'enfasi giustamente posta sulla vaccinazione di massa in risposta alla rapida diffusione della nuova variante".
La tecnologia Imperial è basata su "RNA autoamplificante" o saRNA. Questo è simile ai vaccini mRNA di Moderna e BioNTech / Pfizer, che iniettano istruzioni genetiche per produrre proteine virali, che preparano il sistema immunitario a combattere future infezioni.
Ma, a differenza degli altri, il vaccino Imperial fa più copie del suo RNA all'interno delle cellule umane, il che significa che sono necessarie dosi molto più piccole. Un'altra differenza è che è stabile alle normali temperature del frigorifero e non richiede la conservazione in un congelatore come altri vaccini a mRNA.
"Vogliamo sviluppare la tecnologia di Imperial come rete di sicurezza per catturare le mutazioni di fuga, raggiungere varianti che altri vaccini potrebbero non fare e soddisfare le potenziali esigenze di vaccinazioni di richiamo annuali".
"Stiamo anche fornendo al Regno Unito capacità a lungo termine nei vaccini a RNA per Covid-19 e altre potenziali minacce infettive".
Gli scienziati stanno già sviluppando vaccini saRNA per colpire altri virus letali che potrebbero rappresentare un rischio pandemico per il mondo, tra cui Ebola, Marburg e febbre di Lassa.
Il vaccino di Oxford è proceduto più velocemente, ha detto il professor Shattock, sia perché la sua tecnologia basata sull'adenovirus era più avanzata del saRNA di Imperial sia perché è stato finanziato molto più generosamente dal governo e dal suo partner dell'industria farmaceutica AstraZeneca.
"Stiamo già vedendo che è problematico fare affidamento sulla produzione di vaccini in Europa e altrove nel mondo", ha detto. "Le restrizioni all'esportazione in discussione questa settimana dovrebbero essere un campanello d'allarme".
 
....
 
Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha dichiarato di aver approvato in linea di principio un gruppo di società del settore privato che acquistano 33 milioni di dosi di vaccino da AstraZeneca, cosa che la casa farmaceutica britannica ha detto che non può accadere "in questo momento", riferisce Reuters.
Bolsonaro ha detto che metà delle dosi sarebbero state per i dipendenti delle aziende che li acquistavano, e l'altra metà sarebbe andata al programma di immunizzazione nazionale del governo.
"Voglio che sia molto chiaro che il governo federale è a favore di questo gruppo ... portando il vaccino qui per immunizzare 33 milioni di persone, a costo zero per il governo federale", ha detto Bolsonaro.
AstraZeneca, tuttavia, ha affermato in una dichiarazione che tutta la sua fornitura di vaccini "in questo momento" è disponibile solo per i governi e le organizzazioni multilaterali di tutto il mondo. "Non è possibile mettere i vaccini a disposizione del settore privato".


#4156 mario61

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Inviato 27 gennaio 2021 - 09:49

 
Monoclonali, conferma per quelli di Latina: “Riducono il rischio di morte del 70 per cento” Burioni e Bassetti: “Basta perdere tempo” 
..... con questi virologi
 
 
Maggiore resistenza delle varianti SARS-CoV-2 B.1.351 e B.1.1.7 alla neutralizzazione degli anticorpi
 
Le prospettive di porre fine a questa pandemia si basano sullo sviluppo di interventi efficaci.
Le terapie con anticorpi monoclonali (mAb) singole e combinate hanno ricevuto l'autorizzazione per l'uso di emergenza, e altre sono in cantiere.
Inoltre, più costrutti di vaccini hanno mostrato risultati promettenti, inclusi due con un'efficacia protettiva di ~ 95% contro Covid-19.
Tuttavia, questi interventi sono stati diretti verso il SARS-CoV-2 iniziale emerso nel 2019.
Da allora si è verificata una considerevole evoluzione virale, comprese le varianti con una mutazione D614G che sono diventate dominanti.
Tuttavia, i virus con questa mutazione da soli non sembrano essere antigenicamente distinti.
 
La recente comparsa di nuove varianti SARS-CoV-2 B.1.1.7 nel Regno Unito e B.1.351 in Sud Africa è motivo di preoccupazione a causa della loro presunta facilità di trasmissione e delle ampie mutazioni nella proteina spike.
 
In questo studio B.1.1.7 è refrattario alla neutralizzazione da parte della maggior parte degli mAbs al dominio N-terminale (NTD) di spike e relativamente resistente a un numero di mAbs al dominio di legame del recettore (RBD). È modestamente più resistente al plasma convalescente (~ 3 volte) e ai sieri vaccinati (~ 2 volte).
 
I risultati su B.1.351 sono più preoccupanti in quanto questa variante non è solo refrattaria alla neutralizzazione da parte della maggior parte degli mAb NTD ma anche da più mAb individuali di legame del recettore su RBD, in gran parte a causa di una mutazione E484K, sebbene alcune combinazioni di mAb mantengano l'attività .
Inoltre, B.1.351 è notevolmente più resistente alla neutralizzazione da plasma convalescente (~ 11-33 volte) e sieri vaccinati (~ 6,5-8,6 volte).
 
B.1.351 e le varianti emergenti con mutazioni spike simili presentano nuove sfide per la terapia con mAb e minacciano l'efficacia protettiva dei vaccini attuali.
 
La recente comparsa di B.1.1.7, B.1.351 e B.1.1.28 è una chiara dimostrazione della deriva antigenica SARS-CoV-2.
Questa conclusione è supportata dai dati qui presentati, che illustrano come molti di questi cambiamenti di picco conferissero resistenza dalla neutralizzazione degli anticorpi.
A livello mutazionale, questo virus sta viaggiando in una direzione che potrebbe alla fine portare a sfuggire ai nostri attuali interventi terapeutici e profilattici diretti al picco virale.
Se la diffusione dilagante del virus continua e si accumulano mutazioni più critiche, allora potremmo essere condannati a inseguire continuamente la SARS-CoV-2 in evoluzione, come abbiamo fatto da tempo per il virus dell'influenza.
Tali considerazioni richiedono che interrompiamo la trasmissione del virus il più rapidamente possibile, raddoppiando le nostre misure di mitigazione e accelerando il lancio di nuovi vaccini.


#4157 mario61

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Inviato 27 gennaio 2021 - 12:58

Eli Lilly and Co sta testando la sua terapia con anticorpi Covid-19 in combinazione con un altro trattamento di Vir Biotechnology Inc e del suo partner GlaxoSmithKline, nel tentativo di combattere nuove varianti del coronavirus. Rapporti Reuters:
Le aziende hanno dichiarato mercoledì che la collaborazione segna la prima volta che gli anticorpi monoclonali di aziende separate verranno testati insieme.
Uno studio basato su test di laboratorio ha dimostrato che i farmaci anticorpali Covid-19 prodotti da Eli Lilly potrebbero essere meno efficaci contro una nuova variante di coronavirus trovata in Sud Africa.
"L'aggiunta di VIR-7831 al nostro studio è una parte importante del nostro impegno a sviluppare terapie per il trattamento dei ceppi attuali e futuri di COVID-19 fino a quando i vaccini non saranno ampiamente disponibili e utilizzati", ha affermato Daniel Skovronsky, direttore scientifico di Eli Lilly.


#4158 mario61

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Inviato 27 gennaio 2021 - 02:40

La Germania contesta i rapporti sull'efficacia del vaccino AstraZeneca Covid
 
Il governo tedesco ha contestato le segnalazioni di un tasso di efficacia inferiore alle attese del vaccino Oxford / AstraZeneca per le persone anziane, ribadendo le preoccupazioni per la comunicazione dei dati del gigante farmaceutico britannico-svedese.
 
Un articolo sul quotidiano economico tedesco Handelsblatt aveva riferito che il governo tedesco si aspettava che la valutazione dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) dimostrasse che il vaccino AstraZeneca era solo l'8% efficace tra gli over 65, descrivendolo come una "battuta d'arresto per la strategia di vaccinazione di Berlino" .
AstraZeneca ha immediatamente respinto i rapporti lunedì sera, dicendo che la cifra dell'8% era "completamente errata".
 
Anche il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, martedì mattina ha descritto il rapporto come "speculazioni" giornalistiche e ha rifiutato di commentare mentre era in corso l'analisi dell'EMA sui dati del processo di AstraZeneca.
Una successiva dichiarazione del ministero della salute tedesco ha suggerito che il rapporto pubblicato aveva scambiato il tasso di efficacia per gli over 65 con il numero di anziani coinvolti negli studi di AstraZeneca.
"A prima vista sembra che due cose siano state confuse nei rapporti", afferma il comunicato. "Circa l'8% dei partecipanti agli studi sull'efficacia di AstraZeneca aveva un'età compresa tra i 56 ei 69 anni, solo il 3-4% aveva più di 70 anni. Ciò non si traduce in un'efficacia solo dell'8% tra gli anziani."
 
Ma il governo tedesco ha anche espresso preoccupazione per la comunicazione dei dati di AstraZeneca: "Dall'autunno è noto che sono stati inclusi meno anziani nelle prove fornite da AstraZeneca rispetto alle prove di altri produttori" e  c'erano preoccupazioni sulla scarsa efficacia del vaccino AstraZeneca all'interno del governo tedesco, sebbene il giornale non abbia ripetuto la cifra specifica dell'8% precedentemente citata.
I dubbi del governo sull'efficacia del vaccino AstraZeneca tra i gruppi a rischio anziani non sono stati dissipati.
Un alto funzionario del ministero della Salute ha detto a Handelsblatt: “È impossibile confondere i numeri. Sulla base dei dati finora messi a nostra disposizione, l'efficacia tra gli ultracinquantenni è inferiore al 10%. "" Gli scienziati hanno già sollevato dubbi sul valore rappresentativo del disegno dello studio di AstraZeneca.
Un articolo pubblicato dal quotidiano austriaco Der Standard la scorsa settimana ha citato un esperto anonimo di alto rango coinvolto nell'introduzione del vaccino dell'UE che ha affermato che AstraZeneca aveva "carenze per quanto riguarda l'" efficacia dimostrabile "per le persone sopra i 65 anni".
In un'intervista con l'emittente ZDF, Spahn ha suggerito che il governo tedesco potrebbe fare dei più giovani con condizioni di salute preesistenti la sua priorità per il vaccino AstraZeneca, piuttosto che gli anziani.
"Sulla base dei risultati scientifici, decideremo la prossima settimana quali gruppi di età saranno vaccinati per primi con il vaccino", ha detto Spahn. “Una cosa è chiara, abbiamo persone con malattie preesistenti in tutte le fasce d'età, persone che sperano disperatamente in un vaccino […].
Possiamo certamente fare buon uso del vaccino ".
Il rapporto di Handelsblatt è stato pubblicato lo stesso giorno in cui la Commissione europea ha accusato AstraZeneca di non aver fornito una spiegazione soddisfacente per l'enorme carenza di dosi promesse agli Stati membri, portando a ipotizzare che l'articolo facesse parte di una strategia di ritorsione contro il produttore anglo-svedese.
Tuttavia, il Guardian comprende che la soffiata originale per la storia a Handelsblatt proveniva da una fonte all'interno di uno degli organismi di regolamentazione medica della Germania piuttosto che dai circoli governativi.
 
 
a questo punto meglio smettere di perdere tempo con i produttori di vaccini con adenovirus .... cinese-russo-astrazeneca che sono poco efficaci, soprattutto con le nuove varianti, e puntare solo sugli RNA
... anche il nostro vaccino è un "adenovirus"
ReiThera Srl, una società biotech dedicata allo sviluppo tecnologico, alla produzione GMP e alla traduzione clinica di vaccini genetici e medicinali per terapie avanzate, fornisce oggi un aggiornamento sullo studio di Fase 1 in corso del suo candidato vaccino (GRAd-COV2) contro il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2).
Lo studio è stato progettato ed è condotto in collaborazione con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (INMI) di Roma (Italia) e ha ricevuto il sostegno finanziario del Ministero della Ricerca Scientifica e della Regione Lazio (Roma).
GRAd-COV2, il vaccino candidato contro SARS-CoV-2 recentemente sviluppato da ReiThera, si basa su un nuovo vettore adenovirale simian (gorilla) con difetto di replicazione (chiamato GRAd) che codifica per l'intera lunghezza della proteina spike del coronavirus (GRAd-COV2).


#4159 mario61

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Inviato 27 gennaio 2021 - 09:26

 
Immunologi mettono in guardia la FDA statunitense sul pericolo immunologico della vaccinazione COVID-19 nei convalescenti e carrier asintomatici
Una lettera di avvertimento inviata alla FDA e Pfizer degli Stati Uniti da un importante immunologo e scienziato in Pennslyvania, il dottor Hooman Noorchashm  mette in guardia sul pericolo immunologico della vaccinazione COVID-19 nei portatori recentemente convalescenti e asintomatici, soprattutto per coloro che sono anziani, fragili o hanno fattori di rischio cardiovascolare significativi.
 
Il medico ha sottolineato: “Voglio essere chiaro che il mio avvertimento si basa su una prognosi immunologica scientifica quasi definitiva. È un "pronostico" in quanto l'ho presentato in assenza di prove evidenti che si tratti di un rischio materiale. Questo perché abbiamo a che fare con un'emergenza sanitaria nazionale in evoluzione con molte incognite e un vaccino che ha solo poche settimane. E, in un contesto in cui è fondamentale vaccinare rapidamente il maggior numero possibile di cittadini per ottenere l'immunità di gregge ".
Il dottor Noorcahshm ha anche sottolineato di essere un ardente sostenitore del piano del presidente Biden di vaccinare 150 milioni di americani in 100 giorni e che non è sua intenzione che i suoi avvertimenti vengano abusati da forze politiche, disinformate o cospirative che tentano di dissuadere il pubblico americano dal una certa importanza di essere vaccinati per ottenere l'immunità di gregge e proteggere il paese.
Il dottor Noorcahshm afferma che il virus SARS-CoV-2 ha il tropismo per l'endotelio vascolare, tra gli altri tessuti e organi.
Sembra che il recettore ACE-2 sull'endotelio sia la porta di ingresso virale nelle cellule endoteliali e sembra che La lesione endoteliale del virus o della reazione infiammatoria che provoca, è il motivo per cui molti pazienti COVID-19 sperimentano complicanze tromboemboliche.
 
Se gli antigeni virali sono presenti nei tessuti dei soggetti sottoposti a vaccinazione, la risposta immunitaria specifica dell'antigene innescata dal vaccino prenderà di mira quei tessuti e causerà infiammazione e danni ai tessuti.
È importante sottolineare che quando gli antigeni virali sono presenti nell'endotelio vascolare, e specialmente negli anziani e nei vasculopati fragili, è quasi certo che la risposta immunitaria antigene specifica stimolata dal vaccino arrechi danni all'endotelio vascolare.
Va notato che tale endoteliite diretta dal vaccino è certa di causare la formazione di coaguli di sangue con il potenziale di complicazioni tromboemboliche maggiori, almeno in un sottogruppo di tali pazienti.
Se la maggioranza dei pazienti più giovani e più robusti potrebbe tollerare tale lesione vascolare, molti vasculopati anziani e fragili non lo faranno.
 
Il dottor Noorcahshm chiede che la FDA statunitense, in collaborazione con Pfizer e Moderna, immediatamente e come minimo, istituisca una chiara raccomandazione ai medici di ritardare l'immunizzazione in tutti i pazienti recentemente convalescenti, nonché in tutti i portatori asintomatici noti e di sottoporre a screening tutti i pazienti ad alto rischio cardiovascolare per la presenza dell'antigene SARS-CoV-2.
 
Un'altra possibile soluzione ragionevole, specialmente in ambito di case di cura, sarebbe quella di utilizzare lo screening degli anticorpi come mezzo surrogato per escludere / ritardare la vaccinazione in persone che potrebbero essere state esposte al coronavirus SARS-CoV-2 e avere antigeni virali che persistono nei loro tessuti .
 
Sottolinea che l'obiettivo di vaccinare al massimo e rapidamente la popolazione il più rapidamente possibile è l'obiettivo corretto di salute pubblica. Salverà molte vite e sicuramente molte più vite di quanto qualsiasi complicazione correlata al vaccino potrebbe compromettere.
 
Tuttavia, nell'attuale emergenza nazionale, semplicemente perché sappiamo che la maggior parte dei cittadini nella nostra società trarrà beneficio dalla vaccinazione non può giustificare una mancata mitigazione dei rischi noti e razionalmente prognosticati per un sottogruppo di persone e soprattutto nelle persone fragili a rischio cardiovascolare.
Inoltre, se il rischio immunologico che sta pronosticando qui è reale, nei prossimi mesi, mentre altri milioni di americani vengono immunizzati, diventerà abbastanza visibile al pubblico.
Mette in guardia da un possibile scenario in cui il pubblico, senza aver ricevuto alcun avvertimento dalla FDA statunitense, si accorge di una tale complicazione se si concretizza. Ci sarebbe un “diffuso scetticismo al vaccino"e di denunce da parte del pubblico verso esperti statunitensi e regolatori federali, soprattutto se sapevano o avrebbero dovuto sapere che esisteva questa possibilità immunologica.
 
L'obiettivo di avvantaggiare la maggior parte del pubblico e salvare la nazione da questa pandemia con una vaccinazione rapida e aggressiva è eticamente valido "ma dove sappiamo di rischi reali o probabili di danno, dovremmo mitigare coloro che sono in potenziale pericolo; quindi non sacrifichiamo più la vita di sottogruppi di minoranze di persone a beneficio della maggioranza ".
 
Va notato che le complicanze tromboemboliche, 10-20 giorni dopo l'attivazione di una risposta immunitaria antigene specifica indotta dal vaccino, nei vasculopati fragili anziani, non saranno registrate come "complicanze correlate al vaccino" ... ma SARS-CoV-2 è un virus con tropismo per l'endotelio vascolare… .e i vaccini Pfizer e Moderna potrebbero facilmente dirigere un attacco immunitario antigene specifico a quell'organo bersaglio.
 


#4160 Piter

Piter

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Inviato 28 gennaio 2021 - 12:02

Questo virus ci sta dando parecchio filo da torcere:

 

"Mentre continuano ad aumentare i casi di coronavirus in Italia legati alle varianti brasiliane ed inglesi, l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli ha annunciato una sua nuova teoria sui contagi. "Probabilmente queste varianti", ha spiegato Galli, "sono in grado di essere trasmissibili anche a una distanza di oltre un metro e 80 centimetri e semplicemente parlando e cantando, non starnutendo e tossendo". Oggi l’esperto, come riporta Adnkronos, ha tenuto una lettura magistrale durante il XXII congresso nazionale della Società italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf).
 
“Potrebbe esserci - ha aggiunto l’esperto - un picco di incremento di infezioni e morti con lo stesso livello di mobilità di adesso fino a giugno, se saltasse fuori una variante in grado di essere trasmessa non più a un metro" di distanza "ma a un metro e 35 cm. Per carità sono proiezioni, ma occorre cautela. I ristoranti mi mancano e lo dico con tutta sincerità, ma quando sei in un ristorante in un certo numero di persone, senza mascherina perché quella con l'oblò per la forchetta non è stata ancora inventata", i rischi ci sono."
 

https://it.notizie.y...-213617566.html

 

In sostanza alle mascherine dovremo fare l'abitudine 


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero





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