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I Vaccini.


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3508 risposte a questa discussione

#3501 Wiko

Wiko

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 16:06

Concordo su tutto. Però devi calcolare anche l'età media di coloro che muoino che è di 82 anni (Ministero della Salute), poi ci sarà anche chi muore più giovane, per carità, non voglio negarlo, ma lo stesso Ministero della Salute dice che il 90% di coloro che muoino ha almeno 1 o fino a 4 patologie.Non puoi mandare alla miseria una nazione ed il mondo intero se questi sono i dati. Ieri ho sentito che solo in Toscana chiudono 50.000 imprese. Questa è tutta gente che finisce alla fame. Quando la paura della fame sarà superiore a quella per il COVID o sarà troppo tardi, o succederà la rivoluzione.

 

 

Questo è fantastico sulla validità dei tamponi:

 

non lo sapevi che ormai bisogna vivere per forza dopo i 100 anni? Se muori a 90 è un disastro





#3502 renè

renè

    Utente Junior

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 18:41

Da ILGIORNALE.it

Del 26/11/2020 di Mariangela Cutrone

“Covid, c'è un farmaco salvavita: "La mortalità scende del 70%"

Il ruxolitinib è un farmaco inibitore che, combinato col cortisone, è in grado di ridurre del 70% il rischio di mortalità da Covid-19. A confermarlo è uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Leukemia

La combinazione di ruxolitinib e cortisone riduce del 70% la mortalità causata da un’infezione da Covid-19.

 

A sostenerlo è uno studio condotto dal team di ricercatori del Policlinico San Marco di Zingonia a Bergamo e pubblicato nel dettaglio sulla rivista scientifica “Leukemia”. I ricercatori hanno focalizzato l'attenzione sul decorso della malattia di 75 pazienti ricoverati la scorsa primavera per polmonite grave da Sars-CoV-2, ai quali è stato somministrato il ruxolitinib.

Si tratta di un farmaco appartenente alla categoria di inibitori di Jak-Stat ed è molto utilizzato per la terapia della sindrome da linfoistiocitosi emofagocitica. Questa malattia è caratterizzata da una ipersecrezione di citochine, la stessa riscontrata nei malati gravi di Covid-19.

Il ruxolitinib ha un'emivita breve e, se sospeso rapidamente, viene eliminato dall'organismo. Il suo compito è di inibire una proteina chiamata Jak, legata ai recettori dell'infiammazione presente sulle cellule del sistema immunitario. Il suo trattamento è in grado di ridurre il rilascio di citochine pro-infiammatorie, coinvolte nello sviluppo del quadro di malattia sistemica correlata all'infezione Covid-19.

L’utilizzo di questo farmaco inibitore aveva fornito dei risultati positivi e incoraggianti per la comunità scientifica, già nei mesi precedenti alla primavera 2020. Con l’obiettivo di approfondire meglio l’utilizzo di questo farmaco nei casi gravi di Covid-19, i ricercatori del Policlinico San Marco di Zingonia lo hanno somministrato precocemente ai pazienti appena ricoverati. 32 pazienti su 75 sono stati trattati con un ciclo di circa 10 giorni di ruxolitinib a basso dosaggio, associato a metil-predisone, un glucocorticoide. I restanti 43 pazienti ricoverati nello stesso periodo e con le stesse caratteristiche cliniche e radiologiche sono stati trattati con antivirali e cortisone, come suggerito dal protocollo base di cura.

Dai risultati dello studio è emerso che il farmaco sarebbe in grado di abbassare il tasso di mortalità causato dall’infezione di Covid-19 di circa il 70%. È stata infatti osservata una consistente riduzione dell'attività infiammatoria, molto più bassa rispetto a quella emersa nei pazienti che trattati con la combinazione di cortisone e antivirali.

Secondo i ricercatori, la combinazione di ruxolitinib a basse dosi e cortisone può ridurre con buoni risultati l'eccessiva risposta immunitaria, prevenendo la progressione del danno polmonare che causa nella maggior parte dei casi la morte dei pazienti. Di conseguenza, sarebbe in grado di prevenire le complicanze che potrebbero indurre al ricorso dell'intubazione.

Ruxolitinib è il primo medicinale ad essere approvato dall’AIFA nell’ambito di un protocollo di uso compassionevole per pazienti Covid-19. Il farmaco è disponibile per tutti centri ospedalieri italiani.”

…..la parola ai tecnici del forum.



#3503 Piter

Piter

    Utente Esperto

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 20:37

media, mediana e moda

 

https://www.youmath....da-mediana.html


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#3504 Piter

Piter

    Utente Esperto

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 20:40

Dice giustamenet un utente:

 

"Umanamente è raccapricciante quello che dici, inaccettabile e molto grave pensando che sei un medico.

Un minimo di etica o di umanità l'hai mai avuta?"

 

 

o un codice deontologico da rispettare o un giuramento da onorare


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
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#3505 Piter

Piter

    Utente Esperto

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 20:46

 doppio 


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
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#3506 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato Ieri, 26 nov 2020 alle 23:15

Dice giustamenet un utente:

 

"Umanamente è raccapricciante quello che dici, inaccettabile e molto grave pensando che sei un medico.

Un minimo di etica o di umanità l'hai mai avuta?"

 

 

o un codice deontologico da rispettare o un giuramento da onorare

C'è un codice deontologico da rispettare ma il codice deontologico deve tener conto anche degli effetti collaterali, gli effetti collaterali sono i morti di fame che possono essere più che i morti per COVID. Ne riparleremo fra qualche mese e vedrete se non ho ragione.



#3507 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato Oggi, 27 nov 2020 alle 10:42

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Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#3508 renè

renè

    Utente Junior

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Inviato Oggi, 27 nov 2020 alle 19:37

"Da IlGiornale.it del 27/11/2020

"La scorciatoia" per il vaccino: un "messaggero" può salvarci di Alessandro Ferro

La Pfizer, con una tecnica mai utilizzata in precedenza, ha raggiunto il 90% di affidabilità in fase 3 sul proprio vaccino anti-Covid. L'azienda Moderna addirittura il 94,5% con lo stesso principio, l'Rna messaggero. Ecco come funziona

"In 12 mesi si è fatto quanto si faceva in più di 12 anni". È quanto ha affermato il virologo Roberto Burioni riferendosi ai risultati del vaccino della Pfizer che ha stupito tutti con oltre il 90% di efficacia protettiva sulle 20mila persone alle quali è stato somministrato.

Intervenuto alla trasmissione di Fazio 'Che tempo che fa', ha spiegato come sia stato possibile realizzare questo "miracolo" scientifico in così poco tempo.

Il trucco, se così si può dire, è che il vaccino sviluppato dall'industria tedesca BioNtech con la Pfizer parte da un principio diverso (e molto più veloce) rispetto a quelli tradizionali per i quali sono necessari anni.

La "scorciatoia" per il vaccino: ecco l'mRNA

"La Pfizer ha preso una scorciatoia", afferma Burioni. Ma quale? "Le nostre cellule, quando devono produrre una proteina (cosa che fanno in continuazione pena la nostra morte istantanea), utilizzano una strategia molto semplice: le informazioni per la sintesi della proteina sono nel Dna ma un enzima, la RNA polimerasi, sintetizza usando come stampo il Dna una molecola di Rna messaggero, detta mRna", ha affermato lo studioso in diretta tv.

La molecola di cui parla si chiama Rna 'messaggero' perché porta il messaggio che consiste nelle informazioni per produrre una proteina a delle macchinette presenti nelle cellule chiamate ribosomi. Questi ribosomi leggono l’Rna messaggero e sintetizzano la proteina seguendo queste istruzioni. Ecco spiegata, in breve, la differenza con i vaccini tradizionali che, diversamente, sono spesso basati su proteine virali prodotte in laboratorio in grandi quantità, raccolte, purificate e poi “imbottigliate” e iniettate nel paziente per indurre una risposta immunitaria.

Come funziona. "Nel caso del vaccino Pfizer, l’Rna messaggero porta l'informazione all'interno delle cellule umane per produrre la proteina caratteristica del virus in questione, in questo caso la proteina Spike, che attiverà il sistema immunitario", ha detto in esclusiva a ilgiornale.it il Prof. di Sanità pubblica all'Università del Piemonte orientale Francesco Barone Adesi e membro del Crimedim (Research center in emergency and disaster medicine). "Noi abbiamo tutte le istruzioni per costruire le proteine che ci servono custodite all’interno del nostro Dna. L’Rna messaggero porta questa informazione fuori dal nucleo della cellula, ai ribosomi che costruiranno le proteine". Quindi, l'Rna che si è messo in questo vaccino è come se fosse un "file, con delle istruzioni per un computer, ha le istruzioni per costruire questa proteina", ci ha detto il Prof. Barone Adesi. È così che si inganna il sistema immunitario che pensa di essere stato colpito da un virus vero e si attiva.

Tradizione vs innovazione. La Pfizer, in questa corsa contro il tempo per fermare la pandemia, ha sperimentato un sistema nuovo: "Si inietta nelle cellule del paziente direttamente l’Rna messaggero che codifica la principale proteina del coronavirus, la 'chiave falsa' con la quale il virus entra nelle nostre cellule: i ribosomi la trovano, credono che sia un ordine che arriva dal Dna e sintetizzano la proteina del virus, che entrando in circolo viene riconosciuta dal nostro sistema immunitario come estranea e aggredita", ha affermato Burioni. In pratica, ai ribosomi viene dato un ordine truffaldino grazie al quale si crea in automatico una risposta immunitaria quando il virus, quello vero, entra nel nostro organismo. A quel punto si attiva la produzione degli anticorpi chiamati “neutralizzanti“ che sembrano essere in grado di proteggere i pazienti. In altre parole, il lavoro che dovrebbe fare la casa farmaceutica (produzione e purificazione della proteina virale) la fa direttamente la cellula del paziente.

 

Rna messaggero

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi sono due: la velocità di produzione (come abbiamo visto all'inizio) e la possibilità di cambiare facilmente il vaccino nel caso dovessero insorgere mutazioni virali. Il vaccino non contiene agenti patogeni attenuati (come avviene in tutti gli altri, ad esempio quello dell'influenza), quindi non è infettivo: l’mRna non necessita di entrare nel nucleo in quanto la sintesi proteica avviene nel citoplasma e ne facilita la sua attività. Il vaccino a mRn può essere prodotto, quindi, molto rapidamente, caratteristica fondamentale nel bel mezzo di una pandemia come quella attuale. "Il grande vantaggio è che un vaccino a Rna può essere preparato più velocemente di uno tradizionale. Una volta entrato nelle cellule, l’Rna fa preparare la proteina spike all'organismo stesso", ci ha detto il ricercatore. Ma non è tutto, perché ce n'è uno ancora più grande. "Se il virus mutasse, si riprogrammano le istruzioni nell'Rna e si ricrea la proteina nella nuova maniera: in questo modo si possono seguire eventuali mutazioni del virus, è molto conveniente", ha dichiarato il Prof. Barone Adesi.

E gli svantaggi? La somministrazione dell'Rna messaggero potrebbe non essere sempre gradita dal nostro organismo ed, in molti pazienti, gli effetti collaterali che si sono verificati erano simili ad una brutta influenza con febbre, mal di testa e dolori muscolari. In ogni caso, per ora, non è stato riscontrato nessun caso grave. Un altro aspetto negativo e problematico dal punto di vista logistico riguarda la distribuzione di questo vaccino che necessita di essere conservato a temperature glaciali (-70 gradi centigradi). Altri aspetti riguardano le dichiarazioni fatte dalle case produttrici, dei modi "irriturali di procedere: noi in questo momento abbiamo semplicemente una promessa - ci dice il Prof. - È come se stessimo aspettando una nave che deve portare un carico importante e qualcuno ci dice che è stata vista passare oltre al promontorio". In pratica bisognerà poi vedere effettivamente come è fatto questo vaccino, che riguarda sia le valutazioni di efficacia che i risultati dello studio, avere accesso ai dati per capirne le caratteristiche.

Il rebus della risposta immunitaria. "È la prima volta che viene utilizzato un vaccino con Rna messaggero, ed è per questo che si aggiunge un ulteriore strato di incertezza", aggiunge lo studioso. Secondo alcuni studi, gli anticorpi scomparirebbero dopo alcuni mesi. È per questo che diventa fondamentale, per tutti i vaccini, capire questo aspetto. "In alcuni casi, i vaccini possono creare risposte immunitarie più durature di quelle che si creerebbero se si incontrasse davvero il virus". Un'altra incertezza che ha posto lo studioso Barone Adesi è se questi vaccini funzioneranno davvero su tutte le classi d'età. "È fondamentale, negli anziani a volte funzionano meno bene: è quella che viene chiamata immunosenescenza. Sarà molto importante capirlo altrimenti bisognerà pensare ad alcune strategie diverse". Ciò significa che, eventualmente, bisognerebbe vaccinare tutti gli altri per impedire al virus di arrivare a chi è più anziano.

Vaccino di "Moderna": stesso principio di Pfizer

Ma le buone notizie non sono finite: nelle ultime ore anche l'azienda statutinense Moderna ha annunciato che il proprio candidato vaccino è "efficace al 94,5%", ancora maggiore di quello della Pzifer e con uno stato di conservazione più fruibile perché deve essere tenuto a -20 gradi centigradi e può resistere dentro ad un comune frigorifero per ben 30 giorni. I dati di Moderna sul vaccino contro il Covid-19 "sono straordinari, un'efficacia al 94.5% è impressionante. Ora, dopo i risultati simili annunciati la scorsa settimana sull' altro vaccino della Pfizer, possiamo prevedere finalmente un impatto sulla pandemia. È un grosso passo avanti", ha dichiarato Anthony Fauci, immunologo e direttore dell' Istituto Nazionale Malattie Infettive Usa in una intervista alla rete Nbc.

Covid, Moderna: "Vaccino efficace al 94,5%". Si può conservare in frigo

Rna messaggero protagonista. Come per quello della Pfizer, anche in questo caso viene usato l'Rna messaggero perché si basa su una delle tecnologie più innovative e avanzate: come si legge sul Corriere, parte del codice genetico del Coronavirus viene iniettato nel corpo consentendo la produzione di proteine in numero sufficiente per addestrare il sistema immunitario contro la proteina spike di cui il virus si serve per agganciare le cellule umane e penetrarle. Utilizzare l’Rna messaggero (mRNA) è stata una scelta dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale.

Caso vuole che entrambi i vaccini di Pfizer e Modena hanno iniziato la fase 3 nello stesso giorno, il 27 luglio, e che tutti e due hanno bisogno della doppia dose a distanza di tre settimane (Pfizer) o quattro (Moderna). Segnali, senz'altro, di buon auspicio."

..........mi sembra abbastanza chiaro........speriamo.....



#3509 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato Oggi, 27 nov 2020 alle 21:43

"Da IlGiornale.it del 27/11/2020

"La scorciatoia" per il vaccino: un "messaggero" può salvarci di Alessandro Ferro

La Pfizer, con una tecnica mai utilizzata in precedenza, ha raggiunto il 90% di affidabilità in fase 3 sul proprio vaccino anti-Covid. L'azienda Moderna addirittura il 94,5% con lo stesso principio, l'Rna messaggero. Ecco come funziona

"In 12 mesi si è fatto quanto si faceva in più di 12 anni". È quanto ha affermato il virologo Roberto Burioni riferendosi ai risultati del vaccino della Pfizer che ha stupito tutti con oltre il 90% di efficacia protettiva sulle 20mila persone alle quali è stato somministrato.

Intervenuto alla trasmissione di Fazio 'Che tempo che fa', ha spiegato come sia stato possibile realizzare questo "miracolo" scientifico in così poco tempo.

Il trucco, se così si può dire, è che il vaccino sviluppato dall'industria tedesca BioNtech con la Pfizer parte da un principio diverso (e molto più veloce) rispetto a quelli tradizionali per i quali sono necessari anni.

La "scorciatoia" per il vaccino: ecco l'mRNA

"La Pfizer ha preso una scorciatoia", afferma Burioni. Ma quale? "Le nostre cellule, quando devono produrre una proteina (cosa che fanno in continuazione pena la nostra morte istantanea), utilizzano una strategia molto semplice: le informazioni per la sintesi della proteina sono nel Dna ma un enzima, la RNA polimerasi, sintetizza usando come stampo il Dna una molecola di Rna messaggero, detta mRna", ha affermato lo studioso in diretta tv.

La molecola di cui parla si chiama Rna 'messaggero' perché porta il messaggio che consiste nelle informazioni per produrre una proteina a delle macchinette presenti nelle cellule chiamate ribosomi. Questi ribosomi leggono l’Rna messaggero e sintetizzano la proteina seguendo queste istruzioni. Ecco spiegata, in breve, la differenza con i vaccini tradizionali che, diversamente, sono spesso basati su proteine virali prodotte in laboratorio in grandi quantità, raccolte, purificate e poi “imbottigliate” e iniettate nel paziente per indurre una risposta immunitaria.

Come funziona. "Nel caso del vaccino Pfizer, l’Rna messaggero porta l'informazione all'interno delle cellule umane per produrre la proteina caratteristica del virus in questione, in questo caso la proteina Spike, che attiverà il sistema immunitario", ha detto in esclusiva a ilgiornale.it il Prof. di Sanità pubblica all'Università del Piemonte orientale Francesco Barone Adesi e membro del Crimedim (Research center in emergency and disaster medicine). "Noi abbiamo tutte le istruzioni per costruire le proteine che ci servono custodite all’interno del nostro Dna. L’Rna messaggero porta questa informazione fuori dal nucleo della cellula, ai ribosomi che costruiranno le proteine". Quindi, l'Rna che si è messo in questo vaccino è come se fosse un "file, con delle istruzioni per un computer, ha le istruzioni per costruire questa proteina", ci ha detto il Prof. Barone Adesi. È così che si inganna il sistema immunitario che pensa di essere stato colpito da un virus vero e si attiva.

Tradizione vs innovazione. La Pfizer, in questa corsa contro il tempo per fermare la pandemia, ha sperimentato un sistema nuovo: "Si inietta nelle cellule del paziente direttamente l’Rna messaggero che codifica la principale proteina del coronavirus, la 'chiave falsa' con la quale il virus entra nelle nostre cellule: i ribosomi la trovano, credono che sia un ordine che arriva dal Dna e sintetizzano la proteina del virus, che entrando in circolo viene riconosciuta dal nostro sistema immunitario come estranea e aggredita", ha affermato Burioni. In pratica, ai ribosomi viene dato un ordine truffaldino grazie al quale si crea in automatico una risposta immunitaria quando il virus, quello vero, entra nel nostro organismo. A quel punto si attiva la produzione degli anticorpi chiamati “neutralizzanti“ che sembrano essere in grado di proteggere i pazienti. In altre parole, il lavoro che dovrebbe fare la casa farmaceutica (produzione e purificazione della proteina virale) la fa direttamente la cellula del paziente.

 

Rna messaggero

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi sono due: la velocità di produzione (come abbiamo visto all'inizio) e la possibilità di cambiare facilmente il vaccino nel caso dovessero insorgere mutazioni virali. Il vaccino non contiene agenti patogeni attenuati (come avviene in tutti gli altri, ad esempio quello dell'influenza), quindi non è infettivo: l’mRna non necessita di entrare nel nucleo in quanto la sintesi proteica avviene nel citoplasma e ne facilita la sua attività. Il vaccino a mRn può essere prodotto, quindi, molto rapidamente, caratteristica fondamentale nel bel mezzo di una pandemia come quella attuale. "Il grande vantaggio è che un vaccino a Rna può essere preparato più velocemente di uno tradizionale. Una volta entrato nelle cellule, l’Rna fa preparare la proteina spike all'organismo stesso", ci ha detto il ricercatore. Ma non è tutto, perché ce n'è uno ancora più grande. "Se il virus mutasse, si riprogrammano le istruzioni nell'Rna e si ricrea la proteina nella nuova maniera: in questo modo si possono seguire eventuali mutazioni del virus, è molto conveniente", ha dichiarato il Prof. Barone Adesi.

E gli svantaggi? La somministrazione dell'Rna messaggero potrebbe non essere sempre gradita dal nostro organismo ed, in molti pazienti, gli effetti collaterali che si sono verificati erano simili ad una brutta influenza con febbre, mal di testa e dolori muscolari. In ogni caso, per ora, non è stato riscontrato nessun caso grave. Un altro aspetto negativo e problematico dal punto di vista logistico riguarda la distribuzione di questo vaccino che necessita di essere conservato a temperature glaciali (-70 gradi centigradi). Altri aspetti riguardano le dichiarazioni fatte dalle case produttrici, dei modi "irriturali di procedere: noi in questo momento abbiamo semplicemente una promessa - ci dice il Prof. - È come se stessimo aspettando una nave che deve portare un carico importante e qualcuno ci dice che è stata vista passare oltre al promontorio". In pratica bisognerà poi vedere effettivamente come è fatto questo vaccino, che riguarda sia le valutazioni di efficacia che i risultati dello studio, avere accesso ai dati per capirne le caratteristiche.

Il rebus della risposta immunitaria. "È la prima volta che viene utilizzato un vaccino con Rna messaggero, ed è per questo che si aggiunge un ulteriore strato di incertezza", aggiunge lo studioso. Secondo alcuni studi, gli anticorpi scomparirebbero dopo alcuni mesi. È per questo che diventa fondamentale, per tutti i vaccini, capire questo aspetto. "In alcuni casi, i vaccini possono creare risposte immunitarie più durature di quelle che si creerebbero se si incontrasse davvero il virus". Un'altra incertezza che ha posto lo studioso Barone Adesi è se questi vaccini funzioneranno davvero su tutte le classi d'età. "È fondamentale, negli anziani a volte funzionano meno bene: è quella che viene chiamata immunosenescenza. Sarà molto importante capirlo altrimenti bisognerà pensare ad alcune strategie diverse". Ciò significa che, eventualmente, bisognerebbe vaccinare tutti gli altri per impedire al virus di arrivare a chi è più anziano.

Vaccino di "Moderna": stesso principio di Pfizer

Ma le buone notizie non sono finite: nelle ultime ore anche l'azienda statutinense Moderna ha annunciato che il proprio candidato vaccino è "efficace al 94,5%", ancora maggiore di quello della Pzifer e con uno stato di conservazione più fruibile perché deve essere tenuto a -20 gradi centigradi e può resistere dentro ad un comune frigorifero per ben 30 giorni. I dati di Moderna sul vaccino contro il Covid-19 "sono straordinari, un'efficacia al 94.5% è impressionante. Ora, dopo i risultati simili annunciati la scorsa settimana sull' altro vaccino della Pfizer, possiamo prevedere finalmente un impatto sulla pandemia. È un grosso passo avanti", ha dichiarato Anthony Fauci, immunologo e direttore dell' Istituto Nazionale Malattie Infettive Usa in una intervista alla rete Nbc.

Covid, Moderna: "Vaccino efficace al 94,5%". Si può conservare in frigo

Rna messaggero protagonista. Come per quello della Pfizer, anche in questo caso viene usato l'Rna messaggero perché si basa su una delle tecnologie più innovative e avanzate: come si legge sul Corriere, parte del codice genetico del Coronavirus viene iniettato nel corpo consentendo la produzione di proteine in numero sufficiente per addestrare il sistema immunitario contro la proteina spike di cui il virus si serve per agganciare le cellule umane e penetrarle. Utilizzare l’Rna messaggero (mRNA) è stata una scelta dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale.

Caso vuole che entrambi i vaccini di Pfizer e Modena hanno iniziato la fase 3 nello stesso giorno, il 27 luglio, e che tutti e due hanno bisogno della doppia dose a distanza di tre settimane (Pfizer) o quattro (Moderna). Segnali, senz'altro, di buon auspicio."

..........mi sembra abbastanza chiaro........speriamo.....

E' proprio l'ex vicepresidente della Pfizer che sconsiglia di farlo:

 

 

e poi più sopra ho spiegato perchè il meccanismo della proteina non può funzionare.

 

P.S E poi questa frase chi l'ha detta??? Burioni per caso??:  """Ecco spiegata, in breve, la differenza con i vaccini tradizionali che, diversamente, sono spesso basati su proteine virali prodotte in laboratorio in grandi quantità, raccolte, purificate e poi “imbottigliate” e iniettate nel paziente per indurre una risposta immunitaria.""  I Vaccini tradizionali non sono composti da proteine virali ma principalmente da RNA o DNA attenuato. Poi figurati se devono mantenerlo a -70 sotto zero, io credo che un Fraizer che porta a -70 ce l'habbia solo il CNR di Bologna. Da -70 (ghiaccio secco), portata a temperatura ambiente,  qualsiasi proteina si altererebbe inevitabilmente.






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    SauroClaudio