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4104 risposte a questa discussione

#3461 Wiko

Wiko

    Utente Esperto

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Inviato 21 novembre 2020 - 12:14

Questa è la volontà, ma non so se riusciranno nell'opera, l'imprevedibile è alle porte.

lo metteranno obbligatorio perché da quello che ho letto 1 italiano su 6 non lo vuole fare

Non vado in giro per la mia città a fare foto pensando poi di postarle qui




#3462 renè

renè

    Utente Junior

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Inviato 21 novembre 2020 - 05:50

Da Il Giornale online del 20.11.2020

“La Vitamina D ci salverà dal Covid?

Roberta Damiata

Intervista al professor Giancarlo Isaia il cui studio sull'incidenza della Vitamina D sul covid sta aprendo una nuova strada di prevenzione dell'infezione. E mentre il suo studio sta per essere pubblicato in tutto il mondo, nel Regno Unito stanno già distribuendo Vitamina D a tutta la popolazione

Professor Giancarlo Isaia, noi chiamiamo la Vitamina D "vitamina". La realtà è però diversa. Ci può spiegare meglio?

Questo è un problema etimologico che ha creato molti equivoci e, forse, ha ostacolato l'adozione di provvedimenti a riguardo. Quando si parla di vitamine nell'immaginario collettivo delle persone, ma anche dei medici, si tende sempre un po' a banalizzare anche se invece sono sono molto importanti.

Se si guarda nel vocabolario a questo termine c’è scritto: "Sostanza che non può essere prodotta dall'organismo, e quindi deve essere assunta dall'esterno e che agisce a distanza sul piano metabolico”. Al contrario il nostro organismo produce Vitamina D tramite i raggi solari che irradiano la cute. In piccola parte può essere assunta con gli alimenti anche se questi, eccetto forse il salmone, sono di raro consumo come i funghi Shiktake, le aringhe e alcuni formaggi. L’unica fonte quindi è il sole che una volta entrato tramite la cute, viene accumulata nel nostro tessuto adiposo e poi viene rilasciata lentamente nel resto dell’anno soprattutto in inverno. Questo avviene per un retaggio filogenetico dovuto ai nostri antenati che vivevano nelle caverne tutto l’inverno prendendo poca luce solare e se non ci fosse stato questo sistema “naturale” di immagazzinamento la specie si sarebbe estinta e non è avvenuto proprio per questo meccanismo di accumulo e rilascio progressivo.

Che associazione esiste tra la Vitamina D e il Covid?

Prima di parlare di questo è importante spiegare che nella scienza si distinguono due ambiti, uno teorico e l’altro applicativo. Il primo è quello in cui io trovo una sostanza facendo un esperimento che produce un determinato effetto, che però non è detto sia riproducibile nell’uomo. Ci sono molte osservazioni scientifiche in cui una sostanza in vitro funziona che poi non sono visibili sul piano umano e quindi inutilizzabili dal punto di vista terapeutico. È importante quindi distinguere. Scientificamente avevamo moltissimi lavori che evidenziavano, sia negli animali da esperimento, sia vitro, come la Vitamina D aveva effetti importanti sul sistema immunitario. Questo lo sapevamo già da 150 anni da quando i nostri progenitori medici dell’800 dovevano combattere la Tubercolosi e non avevano antibiotici, mandavano i pazienti al mare o in montagna nei sanatori. Queste strutture erano state create come i primi provvedimenti presi nel Regno Unito d’Italia, dove il Ministero della Salute, che all’epoca era una costola del Ministero dell’interno, obbligò tutte le province allora costituite a costruirle. Questi pazienti andavano lì e venivano messi al sole, senza neanche sapere che assumevano in questo modo Vitamina D e senza neanche conoscerne gli effetti di questa sul piano immune. Il risultato fu che quelli che vivevano di più all’aria aperta e quindi prendevano più raggi ultravioletti, si ammalavano di meno di Tubercolosi o guarivano più velocemente”.

Tornando al discorso Coronavirus?

L’esperienza su questo virus è ovviamente più limitata perché è esploso a fine 2019, ma già dal primo gennaio sulla Vitamina D c’erano circa 250 lavori pubblicati in tutto il mondo. Noi che avevamo ipotizzato questa cosa siamo stati un po’ accusati di divulgare fake news o di essere gente poco seria è questa è stata una cosa che mi ha fatto molto arrabbiare perché io non mi sono mai pronunciato se non sono sicuro. Ho avuto l’intuizione di andare a vedere con qualche sistema possibile se le diverse regioni italiane differivano in quanto a radiazioni solari per poi quantificarle e correlare i dati clinici del covid per trovare una corrispondenza. Ho chiesto aiuto per farlo ai fisici dell’Arpa (l’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale ndr) in particolare il dott. Henri Diémoz che ha estrapolato questi dati da alcuni di satelliti chiamati Themis che girano intorno alla terra mandando dati meteorologici. Per essere sicuri che fossero precisi, sono stati confrontati con quelli a terra per vedere se coincidevano ed è venuta fuori una correlazione perfetta. Confortati da questo, abbiamo preso tutti questi dati delle radiazioni ultraviolette e le abbiamo correlate con i morti, con il numero degli infetti e degli infetti per tampone. Il risultato è stata un correlazione molto alta arrivata all’83% circa che ci confermava che dove i raggi ultravioletti erano più bassi, ad esempio Lombardia e Piemonte, c’era maggiore incidenza del virus e dei decessi. Sottolineo che questo è uno studio statistico, anche se molto concreto, che dice che la distribuzione della pandemia nelle zone italiane era in qualche modo spiegata statisticamente dai raggi ultravioletti che ci sono piovuti addosso nel semestre precedente.

Qui entra in gioco quindi la Vitamina D?

Esatto, proprio in virtù di quello che dicevo prima, ovvero dell'accumolo di Vitamina D da giugno 2019 a dicembre 2019 ovvero il semestre prima della pandamia. Per questo, abbiamo realisticamente ipotizzato che quelli che sono stati più al sole e che quindi hanno accumulato più Vitamina D da spendere nei mesi invernali, sono stati in qualche modo protetti. Ovviamente per essere più precisi, abbiamo correlato anche altre variabili come la temperatura dell’aria, il pm10 (materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri considerato un potente inquinante ndr), l’età media della popolazione coinvolta, l’incidenza di malattie cardiovascolari e di diabete, ed in effetti alcune di queste variabili sono risultate significative, ma il fattore predominante rimaneva sempre quello dei raggi ultravioletti che occupava circa l’80% della statistica di tutte le variabili. Quindi questo si comprende facilmente che è un dato importante.

Il vostro studio di prossima pubblicazione sulla prestigiosa STOTEN (Science of the Total Envinroment) è stato anche revisionato da altri scienziati?

Per usare un termine popolare gli hanno fatto proprio “le pulci” facendolo visionare da ben 7 reviewer, quando al massimo per uno studio se ne usano un paio.

Basandosi sul vostro ragionamento, si spiegherebbe anche perché nella prima ondata della pandemia sono state in parte preservate le zone del sud del mondo dove c’è stata meno incidenza del Covid 19. È corretto?

Esattamente.

Mentre il vostro lavoro è in fase di pubblicazione, nel Regno Unito, stanno già distribuendo la Vitamina D a tutta la popolazione...

Gli effetti della Vitamina D sono noti e in Inghilterra evidentemente hanno un comitato scientifico che ha ritenuto fondamentale darla alla popolazione come forma di prevenzione anche per il Covid, oltre che per tutti gli altri benefici noti che questa Vitamina apporta.

Possiamo però anche dire che lì c’è molto meno sole quindi meno raggi ultravioletti che da noi...

Proprio su questo c’è una questione interessante. L’enorme letteratura scientifica sui benefici del sole, ha inciso in termini culturali da sempre sui paesi del nord, che hanno visto delle vere e proprio migrazioni di massa verso l’Italia o in Spagna. Forti di questo retaggio da sempre hanno ritenuto opportuno, e maggiormente ora, fornire la Vitamina D a tutta la popolazione.

In concreto come agisce sia il sole, quindi i raggi ultravioletti, che la vitamina D sul Covid?

Esiste uno studio che dice che il virus viene inattivato dai raggi ultravioletti. Quindi fa bene alla pandemia per due motivi: il primo perché inattiva il virus direttamente sulle superfici, quindi questo può spiegare il fatto che durante l’estate c’è stato il crollo della mortalità, il secondo è l’aspetto della Vitamina D. La nostra ipotesi è questa: durante l’inverno nella prima ondata gennaio/maggio, si sono protetti di più quelli che avevano preso e immagazzinato nel semestre precedente più sole e quindi Vitamina D, mentre invece in estate ne hanno beneficiato un po’ tutti perché chi più chi meno sono andati al mare o sono stati all’aria aperta. Dopo le vacanze i morti sono ricominciati a salire, un po’ meno rispetto a gennaio perché abbiamo ancora Vitamina D immaganizzata nella cute, però se non facciamo niente i morti continueranno ad aumentare e questo voglio dirlo forte e molto chiaramente.

Cosa consiglia quindi?

Secondo me sarebbe bene che si facesse una campagna di stampa e lo abbiamo anche scritto in un comunicato, per promuovere la somministrazione di Vitamina D a tutti i pazienti fragili, nelle RSA o ai pazienti a rischio.

A parte con il sole, come si assume la Vitamina D?

Può essere presa con integratori quindi auto prescritti, facendo però attenzione alle dosi che a volte sono opinabili, oppure come preparati farmaceutici che sono dei farmaci prescritti dal medico. Noi in generale, e parlo come geriatra, la diamo abbastanza facilmente perché gli effetti collaterali sono scarsi. Se preferiamo invece gli integratori la dose giornaliera a persona consigliata è di mille unità di Vitamina D. che sia in compresse o in gocce.

Professore anche nei bambini è importante far assumere Vitamina D?

Assolutamente sì, anche se dovremo maggiormente pensare alla fascia di popolazione anziana perché è in quella che si concentrano di più i morti. Se guardiamo le tabelle del Ministero della Sanità possiamo vedere che nella fascia 70/90 anni, l’incidenza è dell’85%. Secondo me se anche in Italia si distribuisse, soprattutto agli anziani sarebbe una cosa molto importante."

…………..Un ulteriore studio che può far derimere dubbi residui sull'uso della" vitamina"D.

 



#3463 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 21 novembre 2020 - 09:29

Da Il Giornale online del 20.11.2020

“La Vitamina D ci salverà dal Covid?

Roberta Damiata

Intervista al professor Giancarlo Isaia il cui studio sull'incidenza della Vitamina D sul covid sta aprendo una nuova strada di prevenzione dell'infezione. E mentre il suo studio sta per essere pubblicato in tutto il mondo, nel Regno Unito stanno già distribuendo Vitamina D a tutta la popolazione

Professor Giancarlo Isaia, noi chiamiamo la Vitamina D "vitamina". La realtà è però diversa. Ci può spiegare meglio?

Questo è un problema etimologico che ha creato molti equivoci e, forse, ha ostacolato l'adozione di provvedimenti a riguardo. Quando si parla di vitamine nell'immaginario collettivo delle persone, ma anche dei medici, si tende sempre un po' a banalizzare anche se invece sono sono molto importanti.

Se si guarda nel vocabolario a questo termine c’è scritto: "Sostanza che non può essere prodotta dall'organismo, e quindi deve essere assunta dall'esterno e che agisce a distanza sul piano metabolico”. Al contrario il nostro organismo produce Vitamina D tramite i raggi solari che irradiano la cute. In piccola parte può essere assunta con gli alimenti anche se questi, eccetto forse il salmone, sono di raro consumo come i funghi Shiktake, le aringhe e alcuni formaggi. L’unica fonte quindi è il sole che una volta entrato tramite la cute, viene accumulata nel nostro tessuto adiposo e poi viene rilasciata lentamente nel resto dell’anno soprattutto in inverno. Questo avviene per un retaggio filogenetico dovuto ai nostri antenati che vivevano nelle caverne tutto l’inverno prendendo poca luce solare e se non ci fosse stato questo sistema “naturale” di immagazzinamento la specie si sarebbe estinta e non è avvenuto proprio per questo meccanismo di accumulo e rilascio progressivo.

Che associazione esiste tra la Vitamina D e il Covid?

Prima di parlare di questo è importante spiegare che nella scienza si distinguono due ambiti, uno teorico e l’altro applicativo. Il primo è quello in cui io trovo una sostanza facendo un esperimento che produce un determinato effetto, che però non è detto sia riproducibile nell’uomo. Ci sono molte osservazioni scientifiche in cui una sostanza in vitro funziona che poi non sono visibili sul piano umano e quindi inutilizzabili dal punto di vista terapeutico. È importante quindi distinguere. Scientificamente avevamo moltissimi lavori che evidenziavano, sia negli animali da esperimento, sia vitro, come la Vitamina D aveva effetti importanti sul sistema immunitario. Questo lo sapevamo già da 150 anni da quando i nostri progenitori medici dell’800 dovevano combattere la Tubercolosi e non avevano antibiotici, mandavano i pazienti al mare o in montagna nei sanatori. Queste strutture erano state create come i primi provvedimenti presi nel Regno Unito d’Italia, dove il Ministero della Salute, che all’epoca era una costola del Ministero dell’interno, obbligò tutte le province allora costituite a costruirle. Questi pazienti andavano lì e venivano messi al sole, senza neanche sapere che assumevano in questo modo Vitamina D e senza neanche conoscerne gli effetti di questa sul piano immune. Il risultato fu che quelli che vivevano di più all’aria aperta e quindi prendevano più raggi ultravioletti, si ammalavano di meno di Tubercolosi o guarivano più velocemente”.

Tornando al discorso Coronavirus?

L’esperienza su questo virus è ovviamente più limitata perché è esploso a fine 2019, ma già dal primo gennaio sulla Vitamina D c’erano circa 250 lavori pubblicati in tutto il mondo. Noi che avevamo ipotizzato questa cosa siamo stati un po’ accusati di divulgare fake news o di essere gente poco seria è questa è stata una cosa che mi ha fatto molto arrabbiare perché io non mi sono mai pronunciato se non sono sicuro. Ho avuto l’intuizione di andare a vedere con qualche sistema possibile se le diverse regioni italiane differivano in quanto a radiazioni solari per poi quantificarle e correlare i dati clinici del covid per trovare una corrispondenza. Ho chiesto aiuto per farlo ai fisici dell’Arpa (l’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale ndr) in particolare il dott. Henri Diémoz che ha estrapolato questi dati da alcuni di satelliti chiamati Themis che girano intorno alla terra mandando dati meteorologici. Per essere sicuri che fossero precisi, sono stati confrontati con quelli a terra per vedere se coincidevano ed è venuta fuori una correlazione perfetta. Confortati da questo, abbiamo preso tutti questi dati delle radiazioni ultraviolette e le abbiamo correlate con i morti, con il numero degli infetti e degli infetti per tampone. Il risultato è stata un correlazione molto alta arrivata all’83% circa che ci confermava che dove i raggi ultravioletti erano più bassi, ad esempio Lombardia e Piemonte, c’era maggiore incidenza del virus e dei decessi. Sottolineo che questo è uno studio statistico, anche se molto concreto, che dice che la distribuzione della pandemia nelle zone italiane era in qualche modo spiegata statisticamente dai raggi ultravioletti che ci sono piovuti addosso nel semestre precedente.

Qui entra in gioco quindi la Vitamina D?

Esatto, proprio in virtù di quello che dicevo prima, ovvero dell'accumolo di Vitamina D da giugno 2019 a dicembre 2019 ovvero il semestre prima della pandamia. Per questo, abbiamo realisticamente ipotizzato che quelli che sono stati più al sole e che quindi hanno accumulato più Vitamina D da spendere nei mesi invernali, sono stati in qualche modo protetti. Ovviamente per essere più precisi, abbiamo correlato anche altre variabili come la temperatura dell’aria, il pm10 (materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri considerato un potente inquinante ndr), l’età media della popolazione coinvolta, l’incidenza di malattie cardiovascolari e di diabete, ed in effetti alcune di queste variabili sono risultate significative, ma il fattore predominante rimaneva sempre quello dei raggi ultravioletti che occupava circa l’80% della statistica di tutte le variabili. Quindi questo si comprende facilmente che è un dato importante.

Il vostro studio di prossima pubblicazione sulla prestigiosa STOTEN (Science of the Total Envinroment) è stato anche revisionato da altri scienziati?

Per usare un termine popolare gli hanno fatto proprio “le pulci” facendolo visionare da ben 7 reviewer, quando al massimo per uno studio se ne usano un paio.

Basandosi sul vostro ragionamento, si spiegherebbe anche perché nella prima ondata della pandemia sono state in parte preservate le zone del sud del mondo dove c’è stata meno incidenza del Covid 19. È corretto?

Esattamente.

Mentre il vostro lavoro è in fase di pubblicazione, nel Regno Unito, stanno già distribuendo la Vitamina D a tutta la popolazione...

Gli effetti della Vitamina D sono noti e in Inghilterra evidentemente hanno un comitato scientifico che ha ritenuto fondamentale darla alla popolazione come forma di prevenzione anche per il Covid, oltre che per tutti gli altri benefici noti che questa Vitamina apporta.

Possiamo però anche dire che lì c’è molto meno sole quindi meno raggi ultravioletti che da noi...

Proprio su questo c’è una questione interessante. L’enorme letteratura scientifica sui benefici del sole, ha inciso in termini culturali da sempre sui paesi del nord, che hanno visto delle vere e proprio migrazioni di massa verso l’Italia o in Spagna. Forti di questo retaggio da sempre hanno ritenuto opportuno, e maggiormente ora, fornire la Vitamina D a tutta la popolazione.

In concreto come agisce sia il sole, quindi i raggi ultravioletti, che la vitamina D sul Covid?

Esiste uno studio che dice che il virus viene inattivato dai raggi ultravioletti. Quindi fa bene alla pandemia per due motivi: il primo perché inattiva il virus direttamente sulle superfici, quindi questo può spiegare il fatto che durante l’estate c’è stato il crollo della mortalità, il secondo è l’aspetto della Vitamina D. La nostra ipotesi è questa: durante l’inverno nella prima ondata gennaio/maggio, si sono protetti di più quelli che avevano preso e immagazzinato nel semestre precedente più sole e quindi Vitamina D, mentre invece in estate ne hanno beneficiato un po’ tutti perché chi più chi meno sono andati al mare o sono stati all’aria aperta. Dopo le vacanze i morti sono ricominciati a salire, un po’ meno rispetto a gennaio perché abbiamo ancora Vitamina D immaganizzata nella cute, però se non facciamo niente i morti continueranno ad aumentare e questo voglio dirlo forte e molto chiaramente.

Cosa consiglia quindi?

Secondo me sarebbe bene che si facesse una campagna di stampa e lo abbiamo anche scritto in un comunicato, per promuovere la somministrazione di Vitamina D a tutti i pazienti fragili, nelle RSA o ai pazienti a rischio.

A parte con il sole, come si assume la Vitamina D?

Può essere presa con integratori quindi auto prescritti, facendo però attenzione alle dosi che a volte sono opinabili, oppure come preparati farmaceutici che sono dei farmaci prescritti dal medico. Noi in generale, e parlo come geriatra, la diamo abbastanza facilmente perché gli effetti collaterali sono scarsi. Se preferiamo invece gli integratori la dose giornaliera a persona consigliata è di mille unità di Vitamina D. che sia in compresse o in gocce.

Professore anche nei bambini è importante far assumere Vitamina D?

Assolutamente sì, anche se dovremo maggiormente pensare alla fascia di popolazione anziana perché è in quella che si concentrano di più i morti. Se guardiamo le tabelle del Ministero della Sanità possiamo vedere che nella fascia 70/90 anni, l’incidenza è dell’85%. Secondo me se anche in Italia si distribuisse, soprattutto agli anziani sarebbe una cosa molto importante."

…………..Un ulteriore studio che può far derimere dubbi residui sull'uso della" vitamina"D.

Bellissimo articolo renè, sono contento che qualcuno finalmente si svegli..............qualche neurone si accende...



#3464 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 21 novembre 2020 - 09:38

Ma chi si è inventato la tracciabilità??? Visto che qualsiasi tipo di tampone può presentare un margine di errore, tale margine di errore anche se fosse dell’1% renderebbe i tamponi perfettamente inutili. Perché quell’1 che sfugge e che è contagioso ne può contagiare altri 1000 o 2000 (infatti l'infezione si è diffusa benissimo nonostante i tamponi e le quarantene imposte). Ma i tamponi, anche quelli più affidabili hanno margini di errore ben superiori. E poi scusate un attimo, anche se ci fosse solo un 1% di errore e quell’1 diagnosticato come positivo, dovrei farmi la quarantena pur essendo perfettamente sano. A mio modesto parere, ma è solo un mio modesto parere, i tamponi non servono assolutamente a niente, caso mai si può far leva sulle distanze da mantenere, sul lavaggio delle mani e sull’evitare gli assembramenti, ma tutto il resto può servire solo a mettere paura alle persone con conseguente crollo del sistema immunitario. Leggete cosa ha scritto mario61 nella discussione COVID-19 relativamente ai tamponi.

Volevo riprendere il mio Post precedente e metterci quanto scritto da mario61 nella discussione "COVID-19"

 

La crisi del COVID-19 ha portato fornitori non etici in vari tentativi di approfittare della situazione per ottenere profitti.
I fornitori in Cina vendono DPI scadenti, maschera N95, attrezzature mediche e dispositivi medici.
Anche i fornitori non etici della Corea del Sud si sono uniti al carrozzone.
Nel frattempo in India, molte avide aziende farmaceutiche locali hanno prodotto versioni inferiori alla media di farmaci generici e li hanno venduti a prezzi gonfiati a paesi alla disperata ricerca di alcuni di questi farmaci, mettendo in pericolo la vita di molti.
 
>>>
 
Potrebbero sbagliare 6 volte su 10. I test rapidi acquistati dal Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri, secondo uno studio pubblicato su un’importante rivista scientifica hanno un’affidabilità molto bassa. Sono costati più di 32 milioni di euro.
Il test si chiama Biocredit Covid 19 Ag è di fabbricazione coreana ed è stato acquistato con regolare bando dal Commissario per l’Emergenza Covid in circa 10milioni di pezzi.
Uno studio, pubblicato su un’importante rivista scientifica, il Journal of Clinical Virology, dimostra che la sensibilità del test  BIOCREDIT COVID 19 AG si attesta tra l’11,1% e il 45,7%. 
Significa che ogni 10 persone certamente affette da Covid il test ne individua al massimo 4. Per i tamponi rapidi non esistono al momento molti dati scientifici che ne permettano la valutazione, ma questo ha delle performance piuttosto basse rispetto ad altri dispositivi presenti sul mercato. Poiché le regole attualmente in vigore attestano che un test antigenico negativo certifica la negatività del soggetto significa che testando i malati con questo tampone le possibilità che molte persone affette da virus possano circolare -almeno secondo questo autorevole studio- è molto alta.
 
P.S Avete capito?? Arcuri ha acquistato 10 milioni di pezzi di un Test rapido dalla Corea, assolutamente inaffidabile. Con questo immagino che vorrà testare 10 milioni di persone, con quali risultati??? visto che il Test individua 4 positivi su 10. Penso che sia l'ultima meravigliosa perla di questo governo, dopo i banchi con le ruote.Ma intanto sono costati più di 32 milioni di euro; è come aver buttato 32 milioni di euro nel cesso, considerato che la classe media è ridotta alla miseria.


#3465 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 novembre 2020 - 11:42

Si parla tanto di una spaventosa ondata di COVID in Svezia, pertanto ho voluto approfondire: in realtà c’è un cospicuo aumento dei contagi, cioè dei TAMPONI POSITIVI, ma il numero dei sintomatici è molto scarso, tanto che i decessi, rispetto ad un mese fa sono aumentati di 400. Attualmente ci sono 6406 decessi , ultimi dati presi da IL MESSAGGERO di oggi:

 

https://www.ilmessag...ie-5597977.html

 

tali decessi (l’ho trovato su altro sito) si sono verificati per il 144% a Stoccolma, città che ha una densità di popolazione superiore a quella di Milano. Inoltre il 40% dei decessi si è verificato nelle Case di Riposo, cioè in anziani con pluripatologie. Anche gli altri decessi avvenuti fuori delle Case di Riposo ha 82 anni come media. Se consideriamo che mediamente in Svezia muoiono ogni giorno 200 persone per qualsiasi causa, è abbastanza comprensibile che in pochi giorni siano morti più anziani e si fa presto a raggiungere il numero di 400 in 30 giorni, 400 ovviamente con tampone positivo. Inoltre è arrivata pure l’influenza che mediamente in Svezia fa più morti del COVID, pertanto è del tutto possibile che questi decessi non siano solo dovuti al COVID, ma pure all’influenza che nell’anziano può dare una polmonite del tutto simile. Inoltre non è infrequente che l’influenza si manifesti anche in chi è positivo al tampone, il quale viene considerato come infetto da COVID. Pertanto cerchiamo di considerare anche altri fattori, invece di classificare tutto come COVID e questo pure in ITALIA (dove l'influenza sarebbe misteriosamente scomparsa quando mediamente fa dai 20.000 ai 30.000 morti).



#3466 Piter

Piter

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Inviato 22 novembre 2020 - 12:43

Giusto, la verità viene sempre a galla *

 

Storico complottista rivela: “Durante la finta peste del 1630 i carri dei monatti giravano a vuoto

 

 

https://www.lercio.i...ravano-a-vuoto/

 

 

 

 

 

 

*

a 3.09 min.

 

https://youtu.be/GR6LnsWZ68k


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E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#3467 byrus

byrus

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Inviato 22 novembre 2020 - 01:49

Giuste considerazioni, ma ricordo pure alla fine del primo giro di covid che i sindaci dei focolai colpiti parlavano di una evidenza del numero dei morti, molti persino non conteggiati dai mass media.

 

Ricordo anche a maggio l'IMPS che esordì affermando che mancano 20mila morti al conteggio della protezione civile. Infatti ci fu la bufala dei guariti, molti venivano dimessi e morivano una settimana dopo a casa loro.

 

Da quello che sto vedendo, il covid c'è, fa morti, anche se non è mortale come la Sars. Poi ci sono le conseguenze non ancora chiare che lascierebbe ai positivi sintomatici (e forse pure agli asintomatici), ad alcuni guariti è comparsa la "nebbia cognitiva"... che non si tratta solo della perdita del gusto, che mesi dopo ritorna, ma vuoti di memoria e breve periodo.

 

Si il covid non è più mortale di altri, avete ragione, ma è il casino che crea a fare molte vittime, gli ospedali intasati e i malati di altre patologie che per paura evitano le cure. Tra chi c'è passato in prima persona (anche giovani senza altre patologie) vedo un forte interesse a consigliare a tutti di fare attenzione. Consiglio largamente ignorato e mal gestito dall'istituzione.

 

Ciò per me che alimenta in modo smisurato i negazionisti sono gli abnormi interessi economici che in maniera più che evidente stanno speculando sul covid, da finti filantropi come Bill Gates e la tresca internazionale dell'OMS che ha fatto più danni che altro. Questi sarebbero i veri virus da debellare, il covid è affrontabile.

 

Opinione personale.



#3468 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 novembre 2020 - 05:25

Giuste considerazioni, ma ricordo pure alla fine del primo giro di covid che i sindaci dei focolai colpiti parlavano di una evidenza del numero dei morti, molti persino non conteggiati dai mass media.

 

Ricordo anche a maggio l'IMPS che esordì affermando che mancano 20mila morti al conteggio della protezione civile. Infatti ci fu la bufala dei guariti, molti venivano dimessi e morivano una settimana dopo a casa loro.

 

Da quello che sto vedendo, il covid c'è, fa morti, anche se non è mortale come la Sars. Poi ci sono le conseguenze non ancora chiare che lascierebbe ai positivi sintomatici (e forse pure agli asintomatici), ad alcuni guariti è comparsa la "nebbia cognitiva"... che non si tratta solo della perdita del gusto, che mesi dopo ritorna, ma vuoti di memoria e breve periodo.

 

Si il covid non è più mortale di altri, avete ragione, ma è il casino che crea a fare molte vittime, gli ospedali intasati e i malati di altre patologie che per paura evitano le cure. Tra chi c'è passato in prima persona (anche giovani senza altre patologie) vedo un forte interesse a consigliare a tutti di fare attenzione. Consiglio largamente ignorato e mal gestito dall'istituzione.

 

Ciò per me che alimenta in modo smisurato i negazionisti sono gli abnormi interessi economici che in maniera più che evidente stanno speculando sul covid, da finti filantropi come Bill Gates e la tresca internazionale dell'OMS che ha fatto più danni che altro. Questi sarebbero i veri virus da debellare, il covid è affrontabile.

 

Opinione personale.

Si hai ragione, ma il punto è che di morti per COVID ne sono stati conteggiati troppi

 

 

il Proff. Bassetti ha detto: " C'è mancato poco che non conteggiassimo come morti per COVID anche coloro che erano morti per incidente stradale......"


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#3469 Wiko

Wiko

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Inviato 22 novembre 2020 - 05:58

gli ospedali intasati

quelli dalle mie parti sono sempre stati così
Villa scassi a Sampierdarena 10 anni fa andavi e trovavi barelle in ogni posto. Mia mamma 10 anni fa venne tenuta nel corridoio per tre giorni prima di trovarle un letto e 10 anno fa non esisteva il covid19
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Non vado in giro per la mia città a fare foto pensando poi di postarle qui


#3470 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:04

quelli dalle mie parti sono sempre stati così
Villa scassi a Sampierdarena 10 anni fa andavi e trovavi barelle in ogni posto. Mia mamma 10 anni fa venne tenuta nel corridoio per tre giorni prima di trovarle un letto e 10 anno fa non esisteva il covid19

Si in effetti, quì in Veneto le Terapie Intensive sono occupate per 1/ 3 della loro capienza. Lo ha detto questa sera il Governatore Zaia in un intervista. Ma nei periodi invernali è sempre stato così. Gli ospedali invece sono pieni, non tanto di ammalati (è ovvio che ci sono anche quelli), ma di persone che credono di avere il COVID, perchè terrorizzate dalla TV che 24 ore su 24 trasmette dati allarmanti (e non veri). Per cui vengono tenuti in osservazione una settimana e poi mandati a casa.



#3471 Wiko

Wiko

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:23

Si in effetti, quì in Veneto le Terapie Intensive sono occupate per 1/ 3 della loro capienza. Lo ha detto questa sera il Governatore Zaia in un intervista. Ma nei periodi invernali è sempre stato così. Gli ospedali invece sono pieni, non tanto di ammalati (è ovvio che ci sono anche quelli), ma di persone che credono di avere il COVID, perchè terrorizzate dalla TV che 24 ore su 24 trasmette dati allarmanti (e non veri). Per cui vengono tenuti in osservazione una settimana e poi mandati a casa.

conosco persone che sono andate al pronto soccorso perché avevano il raffreddore. Siamo alla follia più totale

Non vado in giro per la mia città a fare foto pensando poi di postarle qui


#3472 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:29

Lo sapete come si chiamerà il nuovo Vaccino di Bill Gates??? Si chiamerà Luciferase. Sarà un MICROCIP che verrà introdotto nel polso e sarà visibile perchè delle minilucciole (artiviciali)  brilleranno 24 ore su 24, rendendo la persona marchiata con il nuovo che lui chiama "Vaccino". Ditemi voi se si può chiamare così?? Naturalmente vuole "vaccinare" tutta l'umanità.

Ne traduco solo una parte, ma ne trovate molti di siti che ne parlano:

 

https://www.monkeyan...e-vaccine-work/

 

Bill Gates sta costruendo qualcosa che chiamiamo sistema di somministrazione vaccinale con microneedle impiantabile di punti quantici umani ed è composto da più cose. Al centro abbiamo la vaccinazione COVID-19 che vuole somministrare a ogni essere umano sulla terra, ci saranno microaghi a punti quantici, un marchio di identificazione digitale ID2020 e un dispositivo impiantabile umano per l'acquisto e la vendita di criptovaluta con un numero di brevetti di # 060606.
L'ID digitale (identità) arriverà sotto forma di qualcosa chiamato passaporto immunitario. Tutte queste cose, e tutte finanziate da un uomo, Bill Gates, insieme rappresentano almeno uno straordinario precursore del sistema mondiale del Marchio della Bestia.



#3473 renè

renè

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Inviato 23 novembre 2020 - 12:56

Da IlGiornale.it

Federico Giuliani
23 novembre 2020

I vaccini genetici (Genetic Vaccines) rilasciano nelle cellule di un paziente uno o più geni del virus che si intende combattere. Il loro obiettivo è quello di provocare una risposta immunitaria dell’organismo, così da scongiurare pericolosi contagi. Ci sono poi i vaccini virali vettoriali (Viral vector vaccines), che contengono virus progettati ad hoc per trasportare geni dell’agente patogeno da debellare. Alcuni vaccini di questo tipo entrano nelle cellule e inducono la produzione di proteine virali; altri si replicano lentamente, trasportando le proteine del virus sulla loro superficie.

Troviamo poi i vaccini a base di proteine (Protein-Based Vaccines), che contengono proteine del virus (talvolta proteine intere oppure frammenti) ma non il suo materiale genetico, e i vaccini inattivati o attenuati (Inactivated or Attenuated Vaccines), ovvero vaccini creati da virus indeboliti o uccisi con sostanze chimiche. In linea generale, queste sono le tipologie di vaccini anti Covid-19 a cui stanno lavorando varie case farmaceutiche. Prendiamo due vaccini che si trovano già in fase avanzata, e dei quali esistono annunci confrontanti: l’antidoto di Pfizer-Biontech e il siero di Moderna. Entrambi fanno parte della famiglia dei vaccini genetici.

La particolarità del vaccino genetico

Moderna sviluppa vaccini basati sull’Rna messaggero (mRna) al fine di produrre proteine virali nel corpo dei pazienti. Il farmaco in questione contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus nota come proteina spike. Una volta iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine spike, le quali vengono poi rilasciate nel corpo così da provocare una risposta da parte del sistema immunitario. La società cinese Cnasino e i russi del Gamaleya Research Institute hanno invece puntato sull’utilizzo di adenomavirus per veicolare nell’organismo un gene capace di innescare il processo di immunizzazione contro il Sars-Cov-2.

Mentre il vaccino nella sua forma più classica è formato da virus o batteri inattivi o attenuati, capaci di scatenare una reazione del sistema immunitario dei riceventi e produrre anticorpi, il vaccino genetico induce tanto una risposta anticorpale quanto una cellulare. Detto altrimenti, al fine di sconfiggere un virus, l’organismo deve produrre gli anticorpi contro quel determinato agente patogeno, ma anche le cellule con le quali aggredirlo.

“Il classico esempio di un vaccino genetico può essere rappresentato da un semplice frammento di Dna che codifica per una proteina di superficie del patogeno. L’ostacolo più consistente è riuscire a farlo entrare all’interno della cellula perché, come è noto, difficilmente il Dna oltrepassa la membrana cellulare”, ha spiegato Stefania Di Marco, direttore scientifico di Advent, società che fa parte del gruppo Irbm di Pomezia. In altre parole, virus modificati e inattivati possono essere usati come vaccini genetici. In che modo? Inserendo un frammento di Dna all’interno del vettore virale che corrisponde alla proteina del virus che contro il quale si intende vaccinare l’individuo.

Un problema etico?

L’Rna messaggero contiene le informazioni per la produzione della proteina spike. Le istruzioni date all’organismo dal vaccino sono chiare: ricordati della proteina spike e producila per contrastare il coronavirus. Da un punto di vista sanitario gli ultimi annunci delle aziende produttrici di vaccini del genere sono stati confortanti. Eppure, in futuro, quando l’emergenza Covid-19 sarà più attenuata, potrebbero crearsi non pochi problemi di natura etica. D’altronde i vaccini genetici intervengono sul Dna delle persone per renderle immuni a una minaccia esterna.

La scorsa estate, ad esempio, Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, aveva spiegato all’Adnkronos le possibili complicanze etiche e morali: “Si tratta a tutti gli effetti di una terapia genica. Non sono contraria al prodotto in sé ma dico no a una corsa in avanti su un vaccino come questo, basato su un meccanismo d’azione completamente nuovo”.

“I vaccini tradizionali – aveva avuto modo di chiarire la microbiologa – puntano a indurre una risposta anticorpale, quindi un’immunità, immettendo nel corpo umano pezzetti innocui del virus di cui vogliamo prevenire e contrastare l’infezione. Questo prodotto invece”, l’mRna-1273 testato dal National Institute of Allergy and Malattie infettive (Niaid) diretto da Anthony Fauci, parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, “è concepito in un modo completamente nuovo: utilizza un segmento genetico che va a inserirsi nelle nostre cellule obbligandole a produrre una parte del virus la quale, ritrovandosi nell’organismo, stimolerà la produzione di anticorpi. Né più né meno di una terapia genica”, aveva sottolineato Gismondo. Vedremo se la polemica inerente alle implicazioni etiche e morali prenderà o meno il sopravvento.

……tanto per tenere viva la polemica sui vaccini anticovid, ma anche essere più informati.



#3474 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 novembre 2020 - 04:12

Certo che se riescono a fare un Vaccino stabile nel tempo con un RETROVIRUS , cioè che dia immunità stabile, stravolgono di 180° tutta l'Immunologia finora conosciuta. Perchè si sa da sempre che i Virus RNA possono mutare con molta facilità. Il punto è che la gente non sa neppure che differenza passa fra RNA e DNA, dovrebbero saperlo i nostri virologi che hanno fatto spendere allo stato tanti soldi per questo Vaccino. Una malattia che ha il DNA è ad esempio la Varicella, e per questo si è potuto costruire un vaccino che sia sempre quello.Ma il Vaccino dell'Influenza che è fatto con un Retrovirus ti da immunità per tre mesi e poi resti scoperto. Perchè il DNA è una struttura a doppia elica che non subisce modificazioni, mentre l'RNA è una struttura a singola elica e per giunta corta e che può recepire basi da altri RNA normalmente presenti nella cellula e quindi soggetto a continue modifiche. Se ci riescono a fare un Vaccino stabile avranno tutta la mia ammirazione, ma non vorrei che tutta questa rincorsa a farlo in tre mesi da parte delle Case Farmaceutiche non fosse altro che il mercato delle vacche come ha detto giustamente Gianluigi Paragone. Certo potrà servire l'illusione di essere immuni in seguito ad un Vaccino inesistente (come immunità) e già l'illusione riforza incredibilmente le difese immunitarie.



#3475 inmezzoalcielo

inmezzoalcielo

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Inviato 23 novembre 2020 - 05:18

Certo che se riescono a fare un Vaccino stabile nel tempo con un RETROVIRUS , cioè che dia immunità stabile, stravolgono di 180° tutta l'Immunologia finora conosciuta. Perchè si sa da sempre che i Virus RNA possono mutare con molta facilità. Il punto è che la gente non sa neppure che differenza passa fra RNA e DNA, dovrebbero saperlo i nostri virologi che hanno fatto spendere allo stato tanti soldi per questo Vaccino. Una malattia che ha il DNA è ad esempio la Varicella, e per questo si è potuto costruire un vaccino che sia sempre quello.Ma il Vaccino dell'Influenza che è fatto con un Retrovirus ti da immunità per tre mesi e poi resti scoperto. Perchè il DNA è una struttura a doppia elica che non subisce modificazioni, mentre l'RNA è una struttura a singola elica e per giunta corta e che può recepire basi da altri RNA normalmente presenti nella cellula e quindi soggetto a continue modifiche. Se ci riescono a fare un Vaccino stabile avranno tutta la mia ammirazione, ma non vorrei che tutta questa rincorsa a farlo in tre mesi da parte delle Case Farmaceutiche non fosse altro che il mercato delle vacche come ha detto giustamente Gianluigi Paragone. Certo potrà servire l'illusione di essere immuni in seguito ad un Vaccino inesistente (come immunità) e già l'illusione riforza incredibilmente le difese immunitarie.

 

 

Quindi secondo il mondo di Fantasilandia in cui vivi si può e si devono stravolgere tutte le leggi della fisica fino a che le comprendi o sono come ti fa comodo, nella biologia invece fai l'indignato quando le cose vengono forzate ad andare in un unico senso al fine di riuscire a salvare la razza umana da una crisi da cui rischiamo di non uscirne mai più?


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Oscar Wilde


#3476 Wiko

Wiko

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Inviato 23 novembre 2020 - 05:27

Certo che se riescono a fare un Vaccino stabile nel tempo con un RETROVIRUS , cioè che dia immunità stabile, stravolgono di 180° tutta l'Immunologia finora conosciuta. Perchè si sa da sempre che i Virus RNA possono mutare con molta facilità. Il punto è che la gente non sa neppure che differenza passa fra RNA e DNA, dovrebbero saperlo i nostri virologi che hanno fatto spendere allo stato tanti soldi per questo Vaccino. Una malattia che ha il DNA è ad esempio la Varicella, e per questo si è potuto costruire un vaccino che sia sempre quello.Ma il Vaccino dell'Influenza che è fatto con un Retrovirus ti da immunità per tre mesi e poi resti scoperto. Perchè il DNA è una struttura a doppia elica che non subisce modificazioni, mentre l'RNA è una struttura a singola elica e per giunta corta e che può recepire basi da altri RNA normalmente presenti nella cellula e quindi soggetto a continue modifiche. Se ci riescono a fare un Vaccino stabile avranno tutta la mia ammirazione, ma non vorrei che tutta questa rincorsa a farlo in tre mesi da parte delle Case Farmaceutiche non fosse altro che il mercato delle vacche come ha detto giustamente Gianluigi Paragone. Certo potrà servire l'illusione di essere immuni in seguito ad un Vaccino inesistente (come immunità) e già l'illusione riforza incredibilmente le difese immunitarie.

tranquillo quella brodaglia che si farà  una parte di popolazione non certo servirà a combattere il covid19, servirà solo a mettere sostanze nocive nel corpo umano


Non vado in giro per la mia città a fare foto pensando poi di postarle qui


#3477 giuliano47

giuliano47

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Inviato 23 novembre 2020 - 07:17


Bill Gates sta costruendo qualcosa che chiamiamo sistema di somministrazione vaccinale con microneedle impiantabile di punti quantici umani ed è composto da più cose. Al centro abbiamo la vaccinazione COVID-19 che vuole somministrare a ogni essere umano sulla terra, ci saranno microaghi a punti quantici, un marchio di identificazione digitale ID2020 e un dispositivo impiantabile umano per l'acquisto e la vendita di criptovaluta con un numero di brevetti di # 060606.
L'ID digitale (identità) arriverà sotto forma di qualcosa chiamato passaporto immunitario. Tutte queste cose, e tutte finanziate da un uomo, Bill Gates, insieme rappresentano almeno uno straordinario precursore del sistema mondiale del Marchio della Bestia.

 

Ma non avevi scritto di essere astemio?
 


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#3478 byrus

byrus

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Inviato 23 novembre 2020 - 07:44

E' incredibile come sminuite gli altri e come cercate di argomentare le vostre opinioni.

 

Io però ricordo che:

 

L'Inps accusa la Protezione Civile: 'Numeri poco attendibili sui morti per Covid-19, ne mancano 20.000' | Primapagina | Calciomercato.com

 

E anche i sindaci dei focolai dissero che i numeri dei morti nel loro comuni erano più di quelli dichiarati dalla protezione civile.

 

Poi certo, c'è quel maiale di Gates e le sue orribili speculazioni finanziarie, lo so.



#3479 mario61

mario61

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Inviato 23 novembre 2020 - 07:56

Il vaccino mRNA per COVID-19 non altera il DNA
 
AFFERMAZIONE : Il nuovo vaccino per COVID-19 sarà il primo del suo genere in assoluto. Sarà un "vaccino MRna" che altererà letteralmente il tuo DNA. Si avvolgerà nel tuo sistema. Diventerai essenzialmente un essere umano geneticamente modificato.
 
VALUTAZIONE AP: Falso. Gli esperti dicono che i vaccini a mRNA non alterano il tuo DNA.
 
I FATTI: Mentre i ricercatori lavorano per testare i vaccini per fermare la diffusione di COVID-19, i post sui social media stanno diffondendo disinformazione per seminare dubbi ancor prima che diventino disponibili al pubblico.
I post su Facebook, Twitter e Instagram suggeriscono che un nuovo vaccino mRna contro il coronavirus modificherà geneticamente gli esseri umani. Anche se il vaccino sarà il primo del suo genere, non potrà alterare il DNA.
I candidati al vaccino Moderna e Pfizer che hanno iniziato i test di Fase 3 a luglio utilizzano entrambi l'mRNA.
I vaccini MRNA sono una tecnologia nuova e non provata che secondo gli esperti offre un modo più semplice e veloce per produrre vaccini rispetto ai vaccini tradizionali.
 
I vaccini MRNA funzionano introducendo una molecola di RNA messaggero nel tuo corpo, che induce le cellule a produrre una proteina che assomiglia a una delle proteine virali che compongono SARS-CoV-2, ha detto Brent R. Stockwell, professore di biologia e chimica della Columbia University.
"Le tue cellule immunitarie riconoscono quindi questa proteina virale e generano una risposta immunitaria contro di essa, principalmente generando anticorpi che riconoscono la proteina virale", ha detto in una e-mail.
Mentre ci sono altre preoccupazioni con i vaccini a mRNA, come il grado e la durata della protezione e i possibili effetti collaterali, ha detto Stockwell, la modifica del DNA non è una di queste.
 
Dr. Dan Culver, uno pneumologo a Cleveland Clinic, è d'accordo che non è possibile per un vaccino contro l'mRNA per alterare il vostro DNA “Questo non può cambiare il vostro corredo genetico”, ha detto. “Il tempo in cui questo RNA sopravvive nelle cellule è relativamente breve nell'arco di poche ore. Quello che stai davvero facendo è attaccare una scheda di ricetta nella cellula che produce proteine per alcune ore ". Ci sono dozzine di vaccini in fase di sperimentazione oltre ai vaccini a mRNA.
 
L'università britannica di Oxford e AstraZeneca stanno realizzando un vaccino "vettore virale" che si baserà su un virus del raffreddore comunemente presente negli scimpanzé per trasportare il materiale genetico della proteina spike al corpo. AstraZeneca ha annunciato lunedì che il suo candidato vaccino è arrivato alla fase finale e l'azienda ora condurrà uno studio su 30.000 adulti.
 
Questo fa parte del continuo impegno dell'Associated Press per verificare la disinformazione condivisa ampiamente online, compreso il lavoro con Facebook per identificare e ridurre la circolazione di storie false sulla piattaforma.


#3480 Piter

Piter

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Inviato 23 novembre 2020 - 08:37

Una faccia del poliedrico mondo del confirmation bias è il "Cherry Picking"

 

"Il “Cherry Picking”, che letteralmente significa “Raccogliere ciliegie”, consiste nel selezionare con cura solo le informazioni a sostegno delle proprie tesi, evitando con cura tutti gli elementi che potrebbero confutarle"

 

https://www.analfabe...cherry-picking/

 

Fin quando la cosa era nei confini delle innocenti chiacchere da blog, bè poteva passare .

 

Il cherry picking purtroppo l' ho visto anche in situazioni dove non ci doveva essere, anzi, è sempre piu' ubiquitario.

 

Ma tant'è, i tempi sono questi, non che prima fosse meglio, anzi, ma almeno ci si illudeva che in futuro sarebbe stato meglio.


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero





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