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Ah-Muzen-Cab: dio maya di api e miele, il Dio discendente


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37 risposte a questa discussione

#1 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 03:41

Stavo pensando al nome da dare alla mia fattoria (che è solo in progetto) e mi viene in mente Ape Regina... perché vorrei dare impulso più all'energia femminile... quando vedo un fuco fecondatore vicino alla Regina e sento queste parole: lui è Quetzalcoatl!

 

:D così ho cercato in rete qualcosa per capire se esistesse la possibilità che Quetzalcoatl potesse venire rappresentato come un'ape ed ho trovato questo dio maya:

 

https://en.wikipedia...ki/Ah-Muzen-Cab

 

Ah-Muzen-Cab pronuncia? ] È uno dei dèi Maya  di api e miele . Egli è forse la stessa figura de "il Dio Discendente" o "Diving God" ed è costantemente raffigurato capovolto. Il Tempio del Dio Discendente si trova a Tulum . Le api utilizzati dagli antichi Maya erano Melipona beecheii e Melipona yucatanica , specie di api senza pungiglione .

 

Usekar, hai qualcosa da dirmi al riguardo?

 

In che senso era un Dio discendente? Discendeva dal Cielo alla Terra o verso gli inferi?

 

Hai qualche raffigurazione da fornirmi???

 

Grazie in anticipo!

 

 

 

Intanto ho trovato questo:

 

tulum-01-15.gif

 

Figure-8.-Descending-god.jpg

 

tulum-01-12.gif

 

tulum-01-13.gif

 

header.gif map.gif

 

Il Tempio del Dio Discendente deriva il suo nome dal rilievo sopra la porta. La scultura mostra una figura maschile a testa in giù. All'equinozio di primavera o in primavera un raggio di sole fluisce al di sotto. Alcuni archeologi ritengono che questa scultura sul Templo del Dios Descendente rappresenta Ah-Muzen-Cab, il dio Maya di api e miele.Icone simili si trovano in tutta Tulum e altre rovine Maya vicine. La sua controparte è Colel Cab, la dea delle api.

 

http://encircleworld...0000TtRCmMcEnyE

 

Il dio principale onorato a Tulum è il Dio Discendente, raffigurato su diversi edifici come una figura a testa in giù sopra le porte.

Visto anche presso il palazzo a Sayil e Cobà,la curiosa figura, quasi comica è anche conosciuta come il dio delle api. Egli è probabilmente associato con il sole tramontante.

 

http://www.sacred-de...om/mexico/tulum

 

Pazzesco, si ricollega al mio sogno in cui spiegavo a malia il discorso di Quetza/anticristo che non è buono né cattivo ma come un sole al tramonto!



#2 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 04:30

Quetzalcoatl come Dio ascendente-discendente:

 

http://americaindigena.com/energie.htm

 

Il Quetzalcòatl mesoamericano e il Viracocha incaico, insieme a molte altre divinità precolombiane analoghe, come il Gukumatz-Kukulkán maya e il Bochica colombiano, illustrano in modo netto questa interrelazione dell’ascendente-discendente effettuata nel corpo stesso, della divinità. Effettivamente, questi dèi s’incarnano come uomini; muoiono, resuscitano e ascendono nuovamente alla loro dimora. Nel caso particolare di Quetzalcòatl, il suo stesso nome (serpente piumato) simbolizza la congiunzione degli opposti, l’unione di ciò che striscia e ciò che vola, l’energia rappresentata dalla terra e dall’aria che si oppongono e sono in conflitto fra loro, a somiglianza e in corrispondenza con gli altri elementi del cosmo: l’acqua e il fuoco
 
In verità l’energia discendente-ascendente, che Quetzalcòatl incarna e sintetizza, si sdoppia nel piano della terra in cui si manifesta in due paia di simmetrici opposti, come abbiamo detto in questo lavoro. Quetzalcòatl è simbolo dell’energia assiale bipolare alto-basso, la quale incontrando una circostanza adeguata si esprime, generando così il piano orizzontale. 
Rispetto a questo piano l’energia assiale discendente-ascendente è centrale, giacché allo sdoppiarsi in due paia di contrari - ai quali si trasferisce l’opposizione discendente-ascendente in forma di croce - rimane nel quinto punto, nell’immutabile incrocio, dal momento che la sua forza è quella che ha creato la figura; allo stesso modo è questo asse, al quale tale forza sempre ritorna, per assicurare costantemente il suo equilibrio, mediante il gioco delle tensioni della sua propria struttura, cioè di tutto ciò che essa è. Questo quinto punto corrisponde a Quetzalcòatl come intermediario di queste due energie (ciò che striscia e ciò che vola, l’umano e il divino), le quali, come già si è detto, si congiungono in esso, così che gli si attribuisce la creazione, la stabilità e la salvezza, e lo si contrassegna con il numero cinque, numero dell’uomo, e del mistero della sua doppia natura, che può essere unificata nel suo proprio cuore, come dio uomo e uomo dio. 
 
descarga%2B(1).jpg
 
  Simbolo "Ollin", movimento. Il punto Centrale, l’Asse immobile è rappresentato dallo sguardo divino. Creatore e Formatore, e corrisponde al quinto punto, elevato e centrale, della piramide. (Codice Borbonico).
 
Ora, chiarito una volta di più il ruolo dell’asse, del numero cinque e della sua attribuzione a Quetzalcòatl, ci rimangono da evidenziare gli altri quattro punti del piano orizzontale, e cioè l’energia discendente-ascendente proiettata nel cosmo, che si estende a tutte le cose (nei quattro angoli del mondo, nei quattro colori, nelle quattro stagioni del tempo) e, soprattutto, in questo caso, nei quattro stati apparenti, o ‘elementi’, nei quali si manifesta la ‘materia’: la quale è tale in virtù dell’interazione cruciforme di questi elementi e dei loro movimento di ronda alternata, dove (nello spazio e nel tempo) vanno succedendosi in forma precisa, predominando sempre uno di essi sugli altri. Quest’ultimo fatto si può chiaramente comprendere nella divisione del ciclo in cinque grandi ere, collegate a questi elementi, divisione propria alle civiltà americane. Tornando a Quetzalcòatl, indicheremo che esistono diverse versioni della storia di questo personaggio mitico, corrispondenti anche alla verticalità delle sue funzioni come dio, o piuttosto come emissario dell’energia divina. 
 
Senza dubbio, tutte queste funzioni confluiscono in questo schema del discendente-ascendente con certe caratteristiche particolari o secondarie che è interessante osservare. Quetzalcòatl è dio del fuoco, e in questo senso il suo sacrificio ripete quello di Nanahuatzìn, il ‘buboncillo’ (il creatore, a Teotihuacàn), che viene anche identificato con Huehuetèotl. È figlio della coppia emanata da Ometèotl e Omechihuatl e, come tale, dio discendente. È anche dio dell’aria e pertanto alito e messaggero divino; come divinità del vento è legata all’origine dell’acqua, al ‘cuore dell’acqua’, poiché prepara la via al "passaggio delle piogge"; che annuncia quando termina l’epoca secca, come emissario della rigenerazione della natura. Con lo stesso significato, quale araldo del mattino, precede il sole nel suo percorso, e annuncia il nuovo giorno, agendo così come legame fra le tenebre notturne e la luce mattutina. Questo ruolo duale è avvertibile anche nel suo essere ‘dio dei gemelli’ e, specialmente, nel vincolo con il proprio gemello Xolotl-Venere (come stella mattutina e stella vespertina), che rappresenta la parte oscura, umida, sotterranea della coppia, della quale esso sta invece a significare la parte luminosa.  
 
 
Questo ruolo intermediario è sempre stato attribuito a Quetzalcòatl - e da lì la sua stretta relazione con il sole - dal momento che è il costruttore del mondo, il demiurgo, parimenti sostegno e colonna del cosmo, e anche il creatore dell’uomo come per esempio già a partire dalle ossa dei defunti, irrigati dal sangue del suo smembramento, come è per altri dèi di diverse tradizioni. È anche divinità che produce il sostentamento, e come tale ‘scopre’ il mais, alimento degli uomini. È educatore, psicopompo, ha elargito la scienza, e dispensa la conoscenza dei misteri cosmogonici e teurgici. È anche salvatore e liberatore, giacché la rivelazione e incarnazione di questa entità, così chiamata, promuove in noi l’iniziazione all’Uomo Vero, all’Uomo Archetipico per eccellenza, modello, simbolo ed esempio da seguire ritualmente per i saggi, i guerrieri, gli artisti e gli agricoltori che formavano la comunità dei popoli americani.  
 
Quetzalcòatl sta all’origine (come creatore), nel mezzo (come sostentatore), e alla fine (come speranza di ritorno, ossia, la possibilità di essere recepito dall’uomo di oggi nella sua interiorità), poiché tradizionalmente e unanimemente si attende il suo ritorno messianico (secondo i principi della tradizione unanime) nel continente indigeno. Come simbolo del pianeta Venere percorre il mondo sotterraneo, ed esce vittorioso dalle prove del mondo delle tenebre, alle quali è sottomesso.


#3 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 05:13

Le api dei Maya

 

Prive di pungiglione, hanno abitudini diverse dall'ape europea. Sono però anch'esse accudite e protette, e protagoniste di importanti programmi di rivalorizzazione dell'identità culturale indigena.

trigona-prisca.630x360.jpg

 

Ricostruzione artistica della Trigona prisca, un'ape di almeno 60 milioni di anni fa, così come doveva apparire in volo.|MICHAEL ROTHMAN
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Le api senza pungiglione, comuni nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo - Centro e Sud-America, Africa, Asia e Australia - appartengono alla tribù dei Meliponini (ordine degli Imenotteri). Alcune specie sono molto antiche e si pensa esistessero già al momento della separazione del continente americano da quello africano. Il fossile piú datato, una Trigona prisca conservata in ambra, risale al Cretaceo, tra i 60 e gli 80 milioni di anni fa.

 

Erano note ai Maya, che le addomesticarono e praticavano la meliponicoltura con complessi rituali religiosi, per la produzione di miele (manjar de los Dioses, cibo degli Dei), polline e cera. Erano note anche agli Inca, ma per questi vi sono poche evidenze della convivenza con le api. Attualmente si conoscono circa 500 specie di api senza pungiglione: la loro classificazione tassonomica è complessa, perché non disponiamo di buone chiavi di identificazione delle specie, molte delle quali si possono classificare solo a livello di genere, altre non sono state neppure denominate.

 

Differiscono dalle api del miele europee (genere Apis) per il fatto di non poter pungere, perché il loro pungiglione è totalmente atrofizzato. Hanno però sviluppato altri sistemi difensivi: dalle guardiane a perenne sorveglianza dell'ingresso dell'alveare, alle robuste mandibole con le quali mordono e tagliano i peli dei predatori di miele, alla produzione di sostanze caustiche da ghiandole specializzate, come nel caso dell'ape di fuoco (genere Oxytrigona).

 

Sono organizzate in complesse società ripartite in caste: l'ape regina, le giovani regine vergini, le operaie e le raccoglitrici di nettare e polline. I maschi svolgono un ruolo importante solo al momento della riproduzione (volo nuziale della regina), e in alcune specie si è osservato un loro ruolo attivo nella pulizia dell'alveare.

 

http://www.focus.it/...le-api-dei-maya

 

Un meliponario è composto da 30 a 40 arnie, ma può diminuire quando si allevano specie con un forte carattere territoriale. La popolazione media di un'arnia va da 3.000 a 5.000 individui (ma anche questa è una variabile): un'operaia può vivere fino a 50 giorni, la regina da 1 a 3 anni. Queste api producono miele tutto l'anno, e solo nei Paesi dove c'è una marcata stagionalità la produzione si riduce nel periodo invernale o delle piogge.

 

Le api senza pungiglione battono circa 1 km, un territorio molto ridotto se confrontato con le comuni api da miele europee, che mediamente "bottinano" (raccolgono nettare) in un raggio di 3 km.

 

Le piante visitate sono in genere EuphorbiaceaeCompositae (o asteracee), LabiataeFabacee (leguminose), MoraceaeMyrtaceae. Particolarmente importante è il loro ruolo come impollinatrici di alcune specie coltivate, come il pomodoro, il camu-camu (Myrciaria dubia, un arbusto nativo dell'Amazzonia peruviana), il carambolo (Averrhoa carambola, un albero da frutta originario dell'India e dello Sri Lanka) e il banano.

 

Nel 2015, grazie al supporto della biologa Marilena Marconi, presidente della sezione andina e dei Caraibi dello IUSSI, l'unione per lo studio degli insetti sociali, e in collaborazione con la cooperativa agraria Mushuk Runa, la ONG peruviana Urku Estudios Amazónicos ha presentato al Governo peruviano un progetto (poi finanziato) in perfetto equilibrio tra ricerca scientifica nell'ecosistema amazzonico, conservazione della biodiversità e rivalorizzazione dell'identità culturale indigena.

 

Il progetto permetterà alla comunità dei Kichwa (nel nord-ovest del Perú, in piena foresta amazzonica) di costruire tre meliponari moderni e di contare, per la fine del 2017, su un importante introito economico per la comunità, generato appunto dal miele delle api senza pungiglione. Con il supporto tecnico-scientifico della ONG, saranno soprattutto le donne a essere formate sull'allevamento delle api e sulla raccolta del miele. Oltre ai vantaggi per la comunità locale, per la prima volta in Perù sarà analizzato il contenuto in antiossidanti e descritte le proprietà físico-chimiche e microbiologiche dei mieli prodotti dalle api senza pungiglione.


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#4 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 06:05

ape1.png

 

 

 

ape2.pngape3.pngape4.png



#5 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 06:51

Usekar, in un libro di viaggi è scritto che Maya è l'ape... possibile?

 

Messico Guatemale Belize - Il viaggiatore 2005

 

ape5.png

 

Le api erano conosciuti dai Maya come "Cab", che significa terra, nido d'ape, api e miele.

 

http://cozumelmexico...yan_Beekeeping/


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#6 malia

malia

    malia

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Inviato 30 novembre 2016 - 06:59

Il nome dell'ape Maia non sarà  un caso... :shock: :rotfl:


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#7 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 07:01

...è da capire, in effetti!

 

gold_g74+(1).jpg



#8 malia

malia

    malia

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Inviato 30 novembre 2016 - 07:05

Nel titolo originale è Maya in effetti ----> Mitsubachi Māya no Bōken (ammesso che wiki dica il vero).

 

No, rettifico: l'autore è tedesco ------>  Die Biene Maja und ihre Abenteuer



#9 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 07:16

Il glifo di cab -> Terra, ape, miele, alveare, terreno

 

 

 

 

 

ape6.png

 



#10 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 07:21

In pratica un glifo si può leggere in vari modi ed ha più suoni...

 

ape7.png

 

La struttura sociale delle api era un modello ideale di società umana per i Maya.

 

Ma le api si strutturano in società matriarcali!!!!

 

ape8.png

 

 

 

ape9.png



#11 Usékar

Usékar

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Inviato 30 novembre 2016 - 07:34

E poi sarei io quello che scrive poemi?

Ho dato solo una veloce scorsa a tutto quello che hai trovato, in questo momento non ho tempo per leggere bene tutto.

Quello che posso dirti subito è che la sostanza è quella, le prime immagini che hai pubblicato, quelle da Tulum, parlano chiaro.

 

Ti ringrazio per aver sollevato l'argomento, perché così mi hai dato l'occasione di rivisitare le foto che ho scattato a Tulum durante il mio ultimo viaggio costaggiù, gennaio 2014.

Appena capisco come si fa ad inserirle, le pubblico. 

Tra l'altro, attualmente tutti i templi importanti di Tulum sono inavvicinabili, non è consentito ai visitatori avvicinarsi perché i monumenti stavano pagando un prezzo molto alto, troppo alto, all'imponente flusso di turisti.

 

L'ultimo passo che hai pubblicato parla anche di Cobà, altro sito che ho visitato, non mi risulta che in quel sito ci siano immagini del dio ape/dio tuffatore.

 

C'è appunto da dire che per quanto ne so quella divinità è tipica della sola Tulum, non ho notizia di templi dedicati ad essa in altri siti, contrariamente a quanto affermato nel testo che hai pubblicato per ultimo, anche se a dir la verità non sono un esperto in merito.

Non conosco nemmeno suoi collegamenti con Kukulcan, il dio-serpente dei Maya toltechi, che non è esattamente Queztalcòatl.

Inoltre, Tulum è un insediamento "recente", iniziato attorno al 1200.

In quel momento, la cultura Maya classica era morta da quasi 400 anni e la società Maya strutturata esisteva solo nella parte centro-settentrionale dello Yucatan, appunto la zona dei siti di Tulum, Chichén Itzà, T'oh cioè l'attuale Mérida, Mayapan e Tayasal ed era diventata quella che viene chiamata "cultura maya-tolteca" perché i primi studiosi credevano che la zona fosse stata conquistata da guerrieri di stirpe tolteca provenienti dal Messico centrale.

 

In realtà, la zona venne infiltrata da genti Maya di etnia Putùn, che da sempre erano stanziati ai confini occidentali della zona Maya più "evoluta" ed erano da sempre in contatto con le culture del Messico centrale. 

 

Cosa significa tutto questo: che dal 1000 circa, crollata la società Maya classica, arrivarono in zona popoli che parlavano lingue Maya ma avevano una cultura ben diversa, sia dal punto di vista sociale che da quello religioso.

E di loro se possibile si sa ancor meno che dei Maya classici.

Il Codice di Dresda resta ancora in gran parte un mistero, si sa ormai di cosa parla, ma cosa rappresentino effettivamente le immagini e le figure è ancora oscuro, i Maya non scrivevano didascalie sotto le figure, evidentemente presumevano che chi leggeva i testi sapesse già di cosa si trattava.

 

Appena ho tempo, leggo tutto quello che hai pubblicato.

A presto, spero.

 

 

 

 

 

 


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#12 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 30 novembre 2016 - 07:44

Bentornato Usekar!!!!

 

Non sai quanto mi faccia piacere rileggerti... immenso piacere.

 

Per pubblicare le immagini ti consiglio postimg.org     le carichi lì e poi usi il collegamento diretto che copi e incolli sulla finestrella che ti appare qui cliccando quel glifo evidenziato con la freccia :)

 

ape10.png

 

 

Credo che i collegamenti fatti dall'articolo che ho proposto siano di natura prettamente esoterica  che compie chi ama la simbologia e cerca sempre nuove connessioni.

In ogni caso anche il serpente piumato scende dalle piramidi dal cielo verso la terra, viene cioè rappresentato con un dio discendente, no?


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#13 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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Inviato 01 dicembre 2016 - 06:10

Bentornato Usekar!!!!

 

Non sai quanto mi faccia piacere rileggerti... immenso piacere.

 

Per pubblicare le immagini ti consiglio postimg.org     le carichi lì e poi usi il collegamento diretto che copi e incolli sulla finestrella che ti appare qui cliccando quel glifo evidenziato con la freccia :)

 

ape10.png

 

 

Credo che i collegamenti fatti dall'articolo che ho proposto siano di natura prettamente esoterica  che compie chi ama la simbologia e cerca sempre nuove connessioni.

In ogni caso anche il serpente piumato scende dalle piramidi dal cielo verso la terra, viene cioè rappresentato con un dio discendente, no?

 

Grazie per l'accoglienza!

Ho usato in passato imageshack e seguito la via che indichi con la freccia, ma cercavo qualcosa di più semplice, caricare direttamente dai miei archivi, ho la testa dura, prima o dopo ci riesco.

 

Per quanto riguarda Kukulcan, in origine non era piumato, era un crotalo, il serpente a sonagli e non era rappresentato come si vede in diversi esempi a Chichén Itza e cioè discendente ai lati di una scalinata.

Le ragioni per cui i Maya abbiano scelto il crotalo si pensa siano legate alla colorazione della sua pelle, che è a rombi alternati chiari e scuri. Negli edifici in cui compare quell'animale si vedono rombi in rilievo un po' dappertutto, l'esempio più bello e complesso si ammira sulla facciata dell'edificio occidentale del cosiddetto Quadrilatero delle Monache a Uxmal.

Durante le grandi cerimonie, al centro della piattaforma di quell'edificio si sistemava il sovrano e i nobili si allineavano al suo fianco. Sopra le loro teste c'erano (e ci sono) le statue di alcune divinità inquadrate da due grandi crotali intrecciati e l'intera facciata è coperta di rombi in rilievo. 

Qui l'intera facciata

 

800px-0076_Uxmal.JPG

 

 

 

e qui un particolare, con la testa di uno dei 2 crotali sopra la quale vedi il "sonaglio" dell'altro

 

800px-0077_Uxmal.JPG

 

 

Come vedi, questo è un chiaro esempio di "horror vacui" dell'arte Maya: l'intera superficie è occupata da statue e simboli e i rombi sono dappertutto.

Al centro della facciata, proprio sopra il punto in cui si sistemava il sovrano, c'è la statua del sovrano stesso rappresentato come una tartaruga, l'animale mitico che partecipò al primo atto creativo dell'Universo e che per tutte le cosmogonie/cosmologie mesoamericane sorreggeva la Terra.

Tutti la definiscono una tartaruga, in realtà credo sia una testuggine, purtroppo in italiano si sta perdendo la nozione della differenza: la tartaruga è quella di mare, la testuggine quella di terra...

 

Per ora, mi fermo, vado a fare colazione e a sbrigare un po' di faccende. Forse nel pomeriggio o in serata potrò riprendere.

Buona giornata.



#14 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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Inviato 01 dicembre 2016 - 04:22

Cominciamo dall'inizio...

Pronuncia di Ah Muzen Cab: la trascrizione è quella USA, per così dire, in spagnolo e quindi nelle terre Maya attuali si trascrive Aj Muzencab, questo perché la "h" in spagnolo è muta mentre in inglese indica una specie di aspirazione che in spagnolo si trascrive "j".
Le divinità Maya legate alle api erano almeno 2, l'altra è Nohyumcab. In particolare, Nohyumcab era la divinità dell'alveare, Aj Muzencab quella del miele.

Le due specie di api che elenchi sono quelle presenti tutt'ora nell'America centrale, in forma selvatica. Non hanno pungiglione e costruiscono i loro favi all'interno delle cavità dei grandi alberi.
Avendo vissuto nella casa di una famiglia di agricoltori del Costa Rica, spesso la mattina arrivavano i braccianti con pezzi di favi di api selvatiche e ho mangiato più volte il loro miele, o meglio, ho succhiato il miele dalle celle dei favi, molto gustoso perché appunto selvatico e quindi ricco di tutti i sapori/profumi dei fiori della foresta, e poi ho masticato i favi stessi, è come masticare gomma molto saporita, perché c'è di tutto, la carta resistente prodotta dalle api, il miele residuo, la cera e la propoli.

Le divinità legate alle api sono nella cultura Maya una "inferenza" arrivata dal Messico centrale. Per quanto ne so, prima del crollo della società Maya cosiddetta "classica", avvenuto tra il IX e il X sec., non c'è traccia di quelle divinità.
Idem dicasi di Kukulcan, l'uccello-serpente trasposizione del tolteco Qutzalcòatl.
Come hai trovato, nelle lingue Maya è spesso presente il fenomeno della polifonia e quando scrivevano ai Maya piaceva molto giocare con questo.
In epoca classica, k'an, a volte trascritto khan o semplicemente kan se non can, significa cielo, serpente o Via Lattea, a seconda del contesto. Successivamente, dato che il kan-serpente celeste-via lattea era collegato alla sacra ceiba-axis mundi (vedi la raffigurazione sulla lastra di Pacal), passò ad indicare anche la croce a bracci uguali, col significato di "4 direzioni".
In origine, il k'an-serpente era un crotalo. Quando arrivarono i Putùn, dopo il 1000, portarono con loro il mito di Quetzaltcòatl, chiamato in lingua Maya tolteca/yucateca Kukulcan.
Quetzalcóatl è una divinità tolteca, il suo nome è composto dalle parole della lingua nahuatl "quetzal", che è il nome di un uccello, e còatl, che significa serpente.
Kuk in Maya yucateco significa "pappagallo ara" e kan appunto significa serpente.
Il pappagallo ara, o meglio, una delle specie di ara ha lunghe penne caudali di colore verde brillante, così come il maschio del quetzal, ecco quindi spiegata l'associazione tra il Maya kuk e il nahuatl quetzal.

Uno dei pezzi che hai pubblicato parla di Gukumatz-Kukulcan: in realtà Gukumatz è l'uccello posato sulla punta della sacra ceiba, in pratica è la divinità di quella che noi chiamiamo Orsa Maggiore.

Non mi chiedere spiegazioni legate alle caratteristiche esoteriche di queste divinità, non sono in grado di dartene.
L'unica cosa che posso aggiungere è che la pelle del crotalo, come ho già scritto, ha disegni a rombi. Per tutte le popolazioni della Mesoamerica precolombiana, questi rombi erano una rappresentazione della terra che coltivavano, quando durante la stagione secca il terreno, asciugandosi sotto il cocente sole tropicale, forma una crosta molto dura che si frattura in zolle abbastanza regolari, di forma romboidale il cui disegno richiama il carapace delle testuggini, il dorso dei coccodrilli e la pelle del crotalo, tutte specie animali legate all'umidità se non addirittura all'acqua e che durante la stagione secca si rifugiano sotto terra.
Per questo motivo erano legate alle divinità ctonie, cioè sotterranee, e alla fertilità del terreno, dato che ricomparivano quando iniziavano le piogge.
La Grande Tartaruga, cioè la nostra costellazione dei Gemelli, comparve in cielo nel giorno del Primo Atto Creativo e sosteneva la Terra sul suo dorso. Il Grande Coccodrillo, Itzamnaj, era uno dei simboli della Via Lattea e a sua volta in alcuni miti cosmologici sostiene la Terra sul suo dorso. E la Via Lattea è anche il Grande Serpente a sonagli.
In tutto questo sembrano esserci delle contraddizioni.
Il fatto è che è sbagliato pensare ai Maya come ad un popolo, peggio ancora una nazione.
In realtà, l'esempio più vicino a noi che si può trovare è quello delle città-stato greche del periodo classico.
Avevano una lingua comune e condividevano molti tratti culturali, ma erano anche formate da popoli di diversa provenienza (Achei, Dori, Ioni, Eoli... si battezzarono Elleni, ma erano popoli di origine differente), parlavano la stessa lingua ma con accenti, grafia e significati differenti per molti vocaboli, erano spesso in guerra tra loro, avevano forme di governo e religiose, miti e leggende differenti.
Le divinità di Atene non erano quelle di Sparta, quelle di Tebe si avvicinavano alle ateniesi ma con accenti differenti su molte caratteristiche...
Rendo l'idea?

Ah, dimenticavo, a Tulum i templi dedicati al dio discendente sono 2, quello di cui tu hai pubblicato la foto è sull'acropoli, di fianco al tempio principale, dette El Castillo.
Ce n'è un altro, molto più grande, nella spianata sotto l'acropoli
http://mundomaya.tra...m_edificios.jpg
Purtroppo, attualmente è più malridotto di come lo vedi nella foto, il colonnato è sorretto da una serie di pilastrini in acciaio perché l'edificio rischia di crollare.
Oltre ad essere invasa dai turisti che affollano la bellissima costa che da Cancùn scende fino al Belize, Tulum è proprio in riva all'Oceano e l'aria salsa dei venti che salgono dalle acque corrode la pietra.
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#15 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 01 dicembre 2016 - 07:52

Grazie per l'accoglienza!

 

 

Per quanto riguarda Kukulcan, in origine non era piumato, era un crotalo, il serpente a sonagli e non era rappresentato come si vede in diversi esempi a Chichén Itza e cioè discendente ai lati di una scalinata.

Le ragioni per cui i Maya abbiano scelto il crotalo si pensa siano legate alla colorazione della sua pelle, che è a rombi alternati chiari e scuri. Negli edifici in cui compare quell'animale si vedono rombi in rilievo un po' dappertutto, l'esempio più bello e complesso si ammira sulla facciata dell'edificio occidentale del cosiddetto Quadrilatero delle Monache a Uxmal.

 

 

 

Prego Usekar, almeno tu che scrivi qualcosa di interessante in questo forum!!!! Ti bramiamo come se fossi una divinità! Un crotalo ;)

 

Sai cosa? Il rombo col punto centrale rappresentato in questo edifici è esattamente identico ad uno dei simboli dell'oricalco!!!!

 

ori2.png

 

Lo so che non c'entra nulla... è che cercavo dei collegamenti con questa mia intuizione (Stanotte 20/10 tra sonno e veglia, sempre in relazione a quel disegno di Siragusa ho visto una piramide azteca ed ho sentito la parola: oricalco) ed infine li ho trovati!

 

simbolo del crotalo/serpente di terra  = simbolo di oricalco

 

esaminerò meglio i dettagli dell'edificio meraviglioso che hai postato, intanto ti ringrazio

 

 

 


Le divinità legate alle api sono nella cultura Maya una "inferenza" arrivata dal Messico centrale. Per quanto ne so, prima del crollo della società Maya cosiddetta "classica", avvenuto tra il IX e il X sec., non c'è traccia di quelle divinità.
Idem dicasi di Kukulcan, l'uccello-serpente trasposizione del tolteco Qutzalcòatl.
Come hai trovato, nelle lingue Maya è spesso presente il fenomeno della polifonia e quando scrivevano ai Maya piaceva molto giocare con questo.
In epoca classica, k'an, a volte trascritto khan o semplicemente kan se non can, significa cielo, serpente o Via Lattea, a seconda del contesto. Successivamente, dato che il kan-serpente celeste-via lattea era collegato alla sacra ceiba-axis mundi (vedi la raffigurazione sulla lastra di Pacal), passò ad indicare anche la croce a bracci uguali, col significato di "4 direzioni".
In origine, il k'an-serpente era un crotalo. Quando arrivarono i Putùn, dopo il 1000, portarono con loro il mito di Quetzaltcòatl, chiamato in lingua Maya tolteca/yucateca Kukulcan.
Quetzalcóatl è una divinità tolteca, il suo nome è composto dalle parole della lingua nahuatl "quetzal", che è il nome di un uccello, e còatl, che significa serpente.
Kuk in Maya yucateco significa "pappagallo ara" e kan appunto significa serpente.
Il pappagallo ara, o meglio, una delle specie di ara ha lunghe penne caudali di colore verde brillante, così come il maschio del quetzal, ecco quindi spiegata l'associazione tra il Maya kuk e il nahuatl quetzal.

Uno dei pezzi che hai pubblicato parla di Gukumatz-Kukulcan: in realtà Gukumatz è l'uccello posato sulla punta della sacra ceiba, in pratica è la divinità di quella che noi chiamiamo Orsa Maggiore.

Non mi chiedere spiegazioni legate alle caratteristiche esoteriche di queste divinità, non sono in grado di dartene.
L'unica cosa che posso aggiungere è che la pelle del crotalo, come ho già scritto, ha disegni a rombi. Per tutte le popolazioni della Mesoamerica precolombiana, questi rombi erano una rappresentazione della terra che coltivavano, quando durante la stagione secca il terreno, asciugandosi sotto il cocente sole tropicale, forma una crosta molto dura che si frattura in zolle abbastanza regolari, di forma romboidale il cui disegno richiama il carapace delle testuggini, il dorso dei coccodrilli e la pelle del crotalo, tutte specie animali legate all'umidità se non addirittura all'acqua e che durante la stagione secca si rifugiano sotto terra.
Per questo motivo erano legate alle divinità ctonie, cioè sotterranee, e alla fertilità del terreno, dato che ricomparivano quando iniziavano le piogge.
La Grande Tartaruga, cioè la nostra costellazione dei Gemelli, comparve in cielo nel giorno del Primo Atto Creativo e sosteneva la Terra sul suo dorso. Il Grande Coccodrillo, Itzamnaj, era uno dei simboli della Via Lattea e a sua volta in alcuni miti cosmologici sostiene la Terra sul suo dorso. E la Via Lattea è anche il Grande Serpente a sonagli.
In tutto questo sembrano esserci delle contraddizioni.
Il fatto è che è sbagliato pensare ai Maya come ad un popolo, peggio ancora una nazione.
In realtà, l'esempio più vicino a noi che si può trovare è quello delle città-stato greche del periodo classico.
Avevano una lingua comune e condividevano molti tratti culturali, ma erano anche formate da popoli di diversa provenienza (Achei, Dori, Ioni, Eoli... si battezzarono Elleni, ma erano popoli di origine differente), parlavano la stessa lingua ma con accenti, grafia e significati differenti per molti vocaboli, erano spesso in guerra tra loro, avevano forme di governo e religiose, miti e leggende differenti.
Le divinità di Atene non erano quelle di Sparta, quelle di Tebe si avvicinavano alle ateniesi ma con accenti differenti su molte caratteristiche...
Rendo l'idea?
 

 

Riassumo la simbologia, che è la parte che più preferisco:

 

kan = cielo, serpente/crotalo, via lattea, croce 4 direzioni, terra, fertilità

 

Non ci vedo assolutamente contraddizioni, questi popoli facevano esattamente il lavoro di libere associazioni simboliche che compio io nelle mie ricerche e che compie qualunque esoterista che si sgancia dalla mera successione temporale di dati o dalla pura razionalità.


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#16 Usékar

Usékar

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Inviato 02 dicembre 2016 - 05:27

Parlavo di contraddizioni circa il fatto che alcuni miti e raffigurazioni vedono la testuggine sorreggere la Terra, altre vedono il coccodrillo in questo ruolo, idem dicasi per la Via Lattea che a volte è il Grande Serpente, a volte il Grande Coccodrillo.
E ci sono altri casi di divinità che assumo vicendevolmente lo stesso ruolo, questi non sono i soli.

Nel caso testuggine-coccodrillo, il fatto si spiega con la conformazione del loro dorso, a placche.
Nel caso della Via Lattea, i Maya vedevano un coccodrillo con la bocca spalancata e in effetti, osservandola ai tropici una qualche somiglianza la si vede, però per quanto riguarda il serpente quand'ero là io non riuscivo a vederlo, a me sembrava un grande arco.
C'è una terza immagine legata dai Maya alla Via Lattea: quella della grande canoa che di notte faceva transitare il sole attraverso i mondi oscuri, per mezzo dei due divini rematori.

Nella simbologia sottostante nemmeno io vedo contraddizioni.

#17 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 02 dicembre 2016 - 06:59

Le misure del quadrilatero delle monache dove potrei trovarle???

 

Usekar, quei libri che mi hai consigliato su internetbookshop non si trovano!!!

 

:(



#18 Usékar

Usékar

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Inviato 02 dicembre 2016 - 08:44

Il Quadrilatero è un quadrato quasi perfetto che dalla parte esterna misura circa 120 mt di lato, dalla parte interna ogni lato del prato misura circa 50 mt, il lato della foto è leggermente più lungo di quello opposto, circa 55.
Misure più precise non riesco a trovarne.
Ogni lato era destinato ad accogliere gli individui di una specifica classe: il lato in foto è quello ovest, destinato al sovrano, ai suoi dignitari e ai guerrieri, il lato est era destinato agli astronomi e ai matematici, quello nord ai sacerdoti e quello sud al popolino.
Le decorazioni sulle facciate sono pertinenti al ruolo esercitato nella società dalle diverse classi a cui erano destinate le rispettive piattaforme con scalinate, anche l'altezza della facciata e della scalinata è proporzionata al ruolo sociale degli occupanti.
La facciata destinata ai comuni, il popolino, ha una gradinata di soli 3 gradini ed è molto bassa, la decorazione consiste nella replica in bassorilievo della nah, la casa del contadino Maya, che ancor oggi si può vedere nei villaggi dello Yucatan

http://www.goldmanre...e-Casa-Maya.jpg

La facciata destinata agli astronomi e matematici è la seconda in ordine di altezza ma la più complessa dal punto di vista interpretativo, perché ha una sofisticata rappresentazione della numerologia sacra Maya riguardante il computo annuale del tempo. Dato che sto scrivendo a memoria, in questo momento non posso essere più preciso, devo rintracciare gli appunti che ho preso durante le mie visite costaggiù.

La facciata destinata ai sacerdoti è la più imponente ed è decorata con grandi maschere del dio della pioggia, Chac o Chaac a seconda di quale lingua si considera. Le maschere sono sovrapposte 5 a 5, il significato sarebbe la rappresentazione di una cascata. Inoltre, la piattaforma ospita due templi, una dedicato al dio Chac,l'altro non ricordo a chi, controllerò.

La facciata destinata al sovrano è quella di cui ho allegato foto e particolare. Presenta una serie di statue a tutto tondo, poste su lastre aggettanti, ogni statua è per così dire l'emblema della tipologia di personeaggi che si dovevano radunare sotto di essa.
Nella foto del particolare, al centro puoi vedere la testa di un serpente e il sonaglio dell'altro, i cui corpi incorniciano la parte centrale della facciata.
A sinistra di testa e sonaglio si vede una serie di elementi impilati, sono tre maschere di Chac, solo quella più alta è completa, alle altre 2 è caduta parte del naso. La statua sulla destra rappresenta un guerriero, con la tipica corazza di cotone resa più consistente immergendola in un bagno di sale.




Per i libri, non so cosa dirti, le copie in mio possesso le ho trovate in edizione economica su un banchetto di quelli che vendono a 1€ i fondi di magazzino... li avevo già letti avendoli ricevuti in prestito da un mio amico, nel formato cartonato, più elegante...
Per capire il mondo shamanico delle popolazioni del Messico centrale sono utili i libri di Carlos Castaneda, in particolare L'Isola del Tonal, anche questo io l'ho trovato sui banchetti, 10 anni fa... però, hanno nulla a che fare con il mondo Maya. In ogni caso, questi credo che si possano rintracciare nelle biblioteche pubbliche abbastanza fornite.



#19 Usékar

Usékar

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Inviato 03 dicembre 2016 - 05:23

Il Quadrangolo delle Monache si chiama così perché a Diego López de Cogolludo, lo spagnolo che visitò il sito poco dopo la Conquista, a metà del 1500, sembrò un monastero, con tutte quelle piccole camere così simili a celle monastiche. Non ho mai capito, però, perché lo attribuirono ad un monastero femminile.

 

Qualche foto delle 4 facciate interne.

 

Iniziamo dalla facciata più semplice e più bassa, quella dei comuni che si trova sul lato sud. La decorazione è molto semplice, sopra ogni porta c'è un bassorilievo che riproduce la facciata principale della nah, la tipica casa del contadino Maya.

Non c'è praticamente piattaforma, i comuni erano radunati direttamente sul prato (ieri andavo a memoria, mi pareva che ci fossero 3 gradini, invece ce n'è uno solo).

 

 

13.JPG

 

Si può accedere al grande complesso da tutti e 4 gli angoli, ma la vera porta di accesso monumentale, utilizzata al tempo delle cerimonie, è quella che si vede al centro di questo lato, quella apertura più alta delle altre e a forma di punta di freccia. I Maya non conoscevano l'arco a volta, l'equivalente è appunto quella punta triangolare.

 

 

Continuiamo con la facciata della piattaforma di astronomi e matematici, quella del lato est, che presenta una decorazione relativamente semplice ma di lettura complessa. I 6 grandi "cunei" che la decorano sono rappresentazioni schematizzate della testa del crotalo e gli elementi che li compongono sono 360 come i giorni "normali" dell'anno Haab, ai quali facevano seguito i 5 giorni senza nome. Ci sono altre indicazioni numeriche di tipo calendariale e astronomico, non riesco a trovare i miei appunti... Al centro c'è un mascherone che rappresenta un gufo, simbolo di saggezza e conoscenza.

I due spigoli sono decorati ciascuno da 3 maschere del dio Chac, una sull'altra.

Sopra la facciata si vede spuntare la cella sommitale della Piramide dell'Indovino, che si trova immediatamente dietro il Quadrangolo.

 

cuadrangulo-de-las-monjas.jpg

 

Una delle pile di mascheroni ai due angoli

 

1263065539855_f.jpg

 

 

 

Il lato nord era destinato ai sacerdoti ed è quello apparentemente più importante.

La scalinata di accesso è la più alta, la piattaforma è la più larga e le tre "cascate d'acqua" composte di mascheroni del dio Chac uno sopra l'altro sono veramente imponenti.

Al centro del 2° gradino della scalinata c'è una stele e ai lati ci sono 2 templi, non è chiaro dedicati a chi, forse il più importante, quello a sx nella foto era dedicato a Venere e quello a dx, più piccolo, a Chac.

Ho scritto che "apparentemente" è la piattaforma più importante perché sembra si sia trattato di un espediente per dare ai sacerdoti l'idea di essere la classe più importante, mentre il vero potere era in mano di quanti si radunavano sulla piattaforma ovest.

 

17-09-15--22-9d8u.jpg

 

Ecco una delle 3 imponenti "pile" di mascheroni del dio della pioggia, Chac

 

1272364590532_f.jpg

 

 

 

La piattaforma del lato ovest è quella di cui ho già mostrato due foto. Eccone altre, con alcuni particolari

 

image.jpg

 

 

La decorazione è molto complessa, in sintesi due crotali tra loro annodati incorniciano le raffigurazioni del sovrano e dei nobili.

Nella foto sotto, a sx dei 3 mascheroni sovrapposti di Chac c'è un riquadro con una piccola statua sopra una spirale, subito dopo, più o meno a metà della foto, si vede uno dei due punti simmetrici in cui i crotali si annodano tra loro.

 

5015b.jpg

 

 

 

Appena al di fuori della cornice serpentiforme ci sono le statue dei guerrieri, una per lato, e infine ad ogni estremo la raffigurazione della nah. Forse questo sta a significare che in fin dei conti il sovrano comanda, ma è espressione del popolo, un concetto molto "moderno". Qui di seguito, una delle 2 nah, come si vede dalla foto sopra in origine era sormontata da una maschera di Chac abbastanza particolare, perché dagli occhi scendono lacrime, cioè gocce di pioggia, è l'unica rappresentazione nota di tal fatta.

 

1312831100855_f.jpg

 

 

La testa di uno dei due crotali e il sonagli dell'altro, a fianco una "cascata" di mascheroni di Chac

 

mexico4306.jpg

 

Il centro della facciata, con in basso la "u" che rappresenta il trono, il baldacchino di piume in alto e sotto il baldacchino  l'immagine del sovrano la cui testa emerge dal carapace di una testuggine. Nella foto, non si vedono le placche, che in realtà sono ben delineate e zampe e coda, appena visibili nella foto, poggiano sul trono. Il re indossa vistosi orecchini cosiddetti a rocchetto e porta un diadema sulla fronte.

 

10.jpg

 



#20 Usékar

Usékar

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Inviato 05 dicembre 2016 - 07:11

Devo correggere un macroscopico errore, anzi 2, commessi un paio di interventi addietro.

 

Ho scritto che la Grande Tartaruga (primo errore, è una Testuggine) è quella che per noi è la costellazione dei Gemelli, secondo grave errore, dovuto a "intrecci" di memoria.

Per i Maya i Gemelli rappresentavano 2 pecari copulanti, la Grande Testuggine per noi è la Cintura di Orione.






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