Vai al contenuto

CoseNascoste Forum uses cookies. Read the Privacy Policy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies



Foto

Cosa vuol dire conoscere se stessi


  • Per cortesia connettiti per rispondere
83 risposte a questa discussione

#1 il guerriero dragone

il guerriero dragone

    Nuovo Utente

  • Utenti
  • 16 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 09:52

qualcuno lo sa? Ha opinioni ? Cosa c'entra con la meditazione ?
  • Herbertdaf piace questo

#2 Furor

Furor

    Guest Mode

  • Utenti
  • 15609 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 10:49

La meditazione é una via per quella "conoscenza".

#3 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 6901 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 01:15

Io non ho tratto alcun beneficio dalla meditazione, nè per quanto riguarda la conoscenza di me stessa nè per il raggiungimento di uno stato  di quiete mentale: per quest'ultimo mi affido alla natura (escluso l'uomo :boardmod_main:), che su di me, ha  un effetto immediato riequlibrante.

Per me, la conoscenza di me stessa, è arrivata (e arriva tuttora) analizzando volta per volta tutti i fastidi che mi procurano le persone e gli impicci quotidiani. Che poi, più "mi conosco" più automaticamente svaniscono quelle caratteristiche che mi contraddiscono come persoma, cioè più mi conosco più divento "neutra". Non so come spiegarlo. :boardmod_main:


  • Lamia, occhibianchi e zarina piace questo

#4 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

  • Utenti
  • 7112 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 01:30

qualcuno lo sa? Ha opinioni ? Cosa c'entra con la meditazione ?

 

 

 

 

 

Non medito perché non è una cosa che si concilia bene con la mia natura. Quindi non saprei.

Di certo conoscere se stessi credo sia eliminare il riconoscersi e identificarci in tutto quello che ci hanno indotto a credere di essere. Noi non siamo la nostra età, il nostro aspetto, il nostro lavoro, i nostri genitori, i nostri figli.. non siamo quello che abbiamo né quello che di noi amano o odiano gli altri. La nostra dimensione più pura, spoglia dalle pressioni e libera da ogni aspettativa, è essenziale e ben nascosta dentro di noi.  Nel momento in cui raggiungiamo un equilibrio, in cui accettiamo i nostri limiti, le nostre debolezze quanto le nostre forze e rusciamo ad dosare bene queste risorse, possiamo dire di conoscerci.. almeno un po'. 


  • occhibianchi piace questo

#5 il guerriero dragone

il guerriero dragone

    Nuovo Utente

  • Utenti
  • 16 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 04:53

Credo che la meditazione sia ascolto. Credo che ascoltare noi stessi voglia dire consapevolezza.
Consapevoli che il mio corpo ha un sacco di voglia di gelato,ma che in realtà non lo voglio mangiare per seguire la dieta.
Allora cosa voglio veramente. Chi sono io ??
La dieta mi serve se no perdo la fidanzata , quindi non lo mangio per paura . Ma quella voce dentro vuole il gelato!!
Forse vorrà dire che in realtà ho un sacco bisogno di dolcezze, ma non me le concedo per paura.

La domanda è se realmente conosciamo chi siamo . Siamo quello a cui piace un sacco il gelato o quello a cui interessa solo la dieta.

#6 Preferiscovivere

Preferiscovivere

    Inniò

  • Utenti
  • 10420 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 05:04

La domanda è se realmente conosciamo chi siamo . 

no


il caffè ti aiuta a vedere il mondo con occhi diversi: prima di berlo ti fa schifo, dopo paura


#7 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 6901 messaggi

Inviato 08 maggio 2016 - 05:48

 Siamo quello a cui piace un sacco il gelato o quello a cui interessa solo la dieta.

Nè uno nè l'altro? Se ci identifichiamo con i nostri bisogni o desideri facciamo un errore, credo. Fra dieci anni o fra due settimane il gelato non mi piace più, o fra dieci anni non mi interessa avere una fidanzata: sono un essere apparentemente mutevolissimo. Scopriamo volta per volta degli aspetti di noi, alcuni momentanei, altri più duraturi, ma sono solo aspetti, dei riflessi del nostro io reale, che cambiano a seconda della luce che ci "investe", come i riflessi di un prisma di cristallo multisfaccettato investito dalla luce (e mosso dal vento). Per me la voglia di gelato è tipo riflesso di cristallo, non il cristallo.


  • Cthulhu, Anarko e occhibianchi piace questo

#8 occhibianchi

occhibianchi

    Utente Intergalattico

  • Moderatore
  • 14238 messaggi

Inviato 09 maggio 2016 - 07:33

qualcuno lo sa? Ha opinioni ? Cosa c'entra con la meditazione ?

 

La meditazione è uno dei mezzi per mettersi nelle condizioni di conoscere se stessi, di togliere le sovrastrutture mentali, i meccanismi egoici, di eliminare la mente, intesa come entità pensante autonoma.

Tutte le vie iniziatiche tradizionali, non solo la meditazione, hanno come fine quello di conoscere se stessi, la propria essenza.


  • Cthulhu piace questo

#9 il guerriero dragone

il guerriero dragone

    Nuovo Utente

  • Utenti
  • 16 messaggi

Inviato 09 maggio 2016 - 02:22

E se invece quella parte di noi che desidera il gelato fosse la nostra parte più istintiva , che si muove rispondendo a impulsi primitivi , esageriamo diciamo che ragiona come fosse un bambino.
E se imparassimo a conoscere quel bambino !
forse capiremmo che vuole il gelato perché ha bisogno di piacere.
Ok io sono il genitore e posso violentemente dire no , ma se imparo a conoscere quel bambino e di seguito ad amarlo capirò che forse si merita un pochettino di gelato.
Credo che il conoscere , ascoltare sia il primo passo per amare.

#10 Furor

Furor

    Guest Mode

  • Utenti
  • 15609 messaggi

Inviato 09 maggio 2016 - 02:29

Il genitore non deve e non lo fa, decidere se il bambino vuole o merita o no il gelato. La concessione é per la conoscenza e lo stimolo del piacere, che é il motore per la spinta alla vita, la negazione e la privazione serve solo al.bambino, non al genitore che non ha merito ne colpa, ma solo insegna al bambino la misura, e insegna che quel che sembra bisogno é capriccio, quel che sembra necessità é illusione. E questo é più amorevole di una concessione, perché insegna, ed é la la prova del conoscere quel bambino, perché il genitore conosce il bambino più di quanto lui stesso creda.
Ma allora, seguendo questo, il bambino ha bisogno del genitore per conoscersi e conoscerlo, il genitore conosce il bambino ma ma ma, avrà bisogno anche lui di essere conosciuto per conoscersi?
Manca qualcuno? Qualcosa?

Il problema della scissione. Della dualità.
Parlando di meditazione, ma mettici anche un altra via, la meditazione ti porta a riunire tutti i tuoi se e i tuoi ma, tutte le illusione, in una sola grande palla, e poi a disgregarla, assottigliarla, fino ad arrivare a conoscere chi o cosa sei.

#11 Poe

Poe

    Utente Senior

  • Utenti
  • 461 messaggi

Inviato 09 maggio 2016 - 04:37

io scelsi di mettermi in gioco. situazioni estreme, estremi rimedi. per esempio non sapevo di poter gestire una piccola alluvione plus inondazione accampamento nelle foreste del Chiapas sgranocchiando insetti e larve direttamente a mollo nel fiume per un giorno e una notte intera. ero diventato un pesce di tutto rispetto. questa situazione come mille altre affrontate senza mai piegarmi a circostanze sfavoreli hanno aperto altrettante finestre su cosa sono sempre stato e cosa sono ora. inoltre un uso coscienzioso di sostanze psicotrope ha contribuito non poco. la mia idea è che la chiave della questione sta nelle paure e nell'affrontarle a qualsiasi costo. niente scuse. i tesori più preziosi giacciono sempre sul fondo della caverna. Zum Wohl!


  • Asterah e arjanedda piace questo

All life is but a skull-bone and. A rack of ribs through which we keep passing food & fueljust so's we can burn so furious beautiful.


#12 fasiel

fasiel

    pervertito gentiluomo

  • Utenti
  • 4733 messaggi

Inviato 11 agosto 2017 - 02:30

significa sapere i propri limiti e distruggere i falsi limiti che si crede di avere

conoscere la luce e oscurità in noi

il perchè siamo su questo mondo,qual'è la nostra vera natura, qual'è la nostra missione

perchè siamo nati, chi ci ha fatto nascere, perchè soffriamo, qual'è il nostro nome vero ed eterno



#13 Guest_Meditante_*

Guest_Meditante_*
  • Ospiti

Inviato 11 agosto 2017 - 04:05

agostino firma qua

agostino firma la

agostino firma su

agostino firma giù



#14 goodlie

goodlie

    Utente Senior

  • Utenti
  • 301 messaggi

Inviato 21 novembre 2017 - 09:25

Conoscere sé stessi è incontrare l'altro in noi stessi, il nostro doppio, e riunire gli opposti nella consapevolezza.
Dobbiamo in primo luogo ammettere che non ci conosciamo e poi osservarci. Faremo così la nostra conoscenza. 
L'osservante e l'osservato sono la medesima cosa. E queste cose vanno meditate.


  • arjanedda piace questo

Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone.


#15 Guest_Daniele Zummo_*

Guest_Daniele Zummo_*
  • Ospiti

Inviato 03 dicembre 2017 - 09:51

@il guerriero dragone.

Credo che il rifiuto del gelato perché sennò "a mia fidanzata mi lascia" sia un motivo sbagliato. Il motivo vero è quello di rimanere sani.

La meditazione è l'eliminazione del falso io (ego) e il collegamento con la coscienza.
La coscienza è conoscenza verso se stessi.
Esistono persone che si conoscono e altre no.

#16 Guest_GufoOscuro_*

Guest_GufoOscuro_*
  • Ospiti

Inviato 10 dicembre 2017 - 02:02

Conoscersi è prima di tutto un bisogno. Come tale il tutto sarà determinato da quanto siamo interessati ad andare in fondo. C'è chi si accontenta di tre sedute di meditazione, c'è chi va in India. Chi studia filosofia. Chi in un laboratorio. Chi legge testi sacri. Chi fuma. Chi si astiene. Chi dà consigli. E poi non li segue. Qualcuno prega. Altri fanno il digiuno. C'è chi si compra la Ferrari. E poi ci sono quelli che vogliono vivere in una capanna.
Insomma, conoscersi è un bisogno non facilmente interpretabile. Per molti diventa poi intrattenimento. Tre ore di pilates alla settimana e via. Per altri una ragione di vita. Altri ancora cercano il compromesso.
Quanto abbiamo fame di conoscenza? Forse è questa la domanda giusta. E quanto siamo disposti a sacrificare di noi?

#17 Wish You Were Here

Wish You Were Here

    Utente Full

  • Utenti
  • 1844 messaggi

Inviato 10 dicembre 2017 - 11:20

E se invece quella parte di noi che desidera il gelato fosse la nostra parte più istintiva , che si muove rispondendo a impulsi primitivi , esageriamo diciamo che ragiona come fosse un bambino.

 

 

A livello esoterico una via porta verso l'alto, un'altra verso il basso.

Ad esempio nell'alchimia taoista l'energia associata all'istinto, alle pulsioni e al soddisfacimento dei bisogni più immediati per vivere, come mangiare, muoversi, dormire etc. è il Jing, che è la forma di energia più grezza che deve essere progressivamente sublimata e trasformata in Shen, che è pura energia spirituale e consente l'elevazione e - per chi ci crede ovvio - la liberazione e il ricongiungimento con Dio. Nelle filosofie orientali si raggiunge la saggezza, la vera Conoscenza, attraverso l'esperienza e la non-conoscenza, il vuoto mentale e la negazione di tutto ciò che si è imparato intellettualmente. Bisogna resettare il cervello, "dimenticare" tutto ciò che si è imparato a scuola e concentrarsi nel qui e ora, vivere l'istante presente. Bisogna quindi tornare a essere COME bambini, ma non bambini: quando il neonato, un esserino di poche settimane, stringe il dito dell'adulto, lo fa con una forza incredibile, perchè tutta la sua intenzione e attenzione è concentrata in quell'attimo. Noi ci perdiamo in mille pensieri, mille preoccupazioni inutili e non riusciamo quasi mai a vivere il momento presente. Noi dobbiamo tornare a essere come bambini in questo senso: dimenticare tutto per ritornare ad agire senza agire, wu wei come lo chiamano i cinesi, cioè l'azione compiuta con vera intenzione ma senza sforzo teso, personale, violento, l'azione senza azione. Questa secondo me è conoscenza di se stessi.


  • jericho e Frèyja piace questo

Accetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”

 

Henry David Thoreau


#18 Cennis

Cennis

    Utente Esperto

  • Utenti
  • 2399 messaggi

Inviato 20 dicembre 2017 - 04:13

Conoscerai te stesso quando viaggerai sullo stesso binario del limite.
  • arjanedda piace questo
Attieniti all'insegnamento degli antichi, di coloro che ti precedettero. Le loro parole sono rimaste nei loro scritti. Aprili, leggi e copia la loro scienza, perche' solo un essere che sa imparare diventa abile.
Merikara (sovrano egizio della X dinastia)

#19 Flyer

Flyer

    عزرائیل

  • Utenti
  • 3076 messaggi

Inviato 20 dicembre 2017 - 08:19

Bella frase, è tua?
23lgvbb.jpg

A te, onnipotenza ditalica, avendo tu al posto degli occhi due uova sode, quelle che avresti voluto altrove, ma che non hai, rimani solo una larva cieca e persa nell'eterna noia del tuo vuoto interiore, tormentata dalla tua lunga coda di paglia, poichè il fuoco t'insegue fino alla Geenna ed è proprio inutile che ti nascondi.

Uno dei tuoi tanti proginici fakes scrisse: "E' lecito che sul forum si insultino gli sconosciuti".

Vediamo se è vero.

"Insindacabile" idiota, la tua demenza perniciosa da mancata identità sessuale ti costringe a censurare tutto ciò che mette in luce le tue abominevoli e amorfe tare congenite, non potendo affrontare di persona chi dice la verità, essendo una vile ameba persa tra miliardi di microbi a te solidali.
Non importa se ti piace difendere l'evangelismo da strapazzo, pratichi Zenzero, Putakastra, Fumakanapa, Pranamurti o vai a nozze con Morfeo, sei e resterai una sacca vuota fino alla fine dei tuoi giorni sulla Terra, perchè così l'Eterno ha deciso, il Solo ed unico le cui decisioni sono insindacabili, Giudizio esteso a tutte le larve spiritiche della tua sudicia specie, emerita scimmia stragonfia di pseudo-onnipotenza e costretta a nasconderti dietro un touchpad per evitare una scarica di ceffoni a 200Kv.

Poichè il tuo misero cervelletto da gallina non ti permette di vedere oltre la tua infima natura infernale, pur vantando i tuoi super-poteri hai bisogno di sparare a ripetizione alla schiena Uomini e Angeli che giudicano i crimini dell'umanità, ciò per sopire i tuoi atroci complessi di inferiorità e di colpa, così lo fai celatamente per non mostrare alla platea del web il tuo pessimo stato interiore di demente irrecuperabile, praticante l'arte del plagio con l'illusione di rubare informazioni.

Ho solo due guance e stavolta non sono girato di spalle, su coraggio, dimostrala a tutti la tua "emancipata sanità spirituale", la tua "divina superiorità alla Maya illusoria", il "potere ancestrale del tuo occhio", va' nel tuo tempio telematico, metti il tuo ditino onnipotente sul tasto grilletto, carica e spara.

#20 Nehelamite

Nehelamite

    Fiat Iustitia et pereat Mundus

  • Utenti
  • 19169 messaggi

Inviato 20 dicembre 2017 - 03:43

Io ho rinunciato a conoscere me stesso perché ce ne sono troppi, di me stessi :asdsi: che non sono me e non mi rappresentano.

Da una parte ci si riduce al silenzio, dopo una simile ammissione, dall'altra nasce un'infantile euforia, ma alla fine, ci si risolve sconfessando quegli assunti sull'importanza, tutta occidentale, di un Ego impiastrato di autostima contrapposto a una realtà interiore giudicata inafferrabile.

 

Alla fine si comprende che "conoscere" è solo uno dei modi in cui si sperimenta il mondo, e se stessi, e ciò che non si può conoscere non è detto che non ci influenzi o non debba interessarci in altra maniera; se la realtà interiore è inafferrabile alla conoscenza, se non per sommi capi ed esemplificazioni descrittive, non è detto debba esulare anche dal campo, assai più ampio, dell'esperienza.

Proprio dell'inconscio, infatti, è il rapporto con le cose più che con le parole e sicché esso ricava dall'esterno quegli oggetti astratti che conserva tanto gelosamente, è allora conoscendo - ed in senso lato, vivendo, sperimentando - il mondo, che in definitiva si conosce se stessi.

 

Ciò non toglie l'importanza di una buona introspezione sulle proprie ragioni e limiti, e su ciò che ci appartiene in quanto umani, qualunque cosa essa sia :D ma è questa stessa introspezione, quando non marcisce nel solipsismo, che ci informa della necessità di confrontarci con l'altro da noi per imparare, capire, vivere, di più su di noi.

Non nel senso che il mondo sia lo specchio della nostra realtà interna, anzi è quasi il contrario: se siamo, in effetti, specchi in cui si riflette sotto mille punti di vista la realtà che ci circonda, è questa realtà che dovremmo sforzarci di vivere e comprendere :asdsi:


2fd643c1284a92c1050926b02fc5071098712edd

 
Os tua venera sapientiae fons est, at potestas tua qua saevit ingenter mortifera sit veneno mentis

 





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi