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Ricordi della mia vita e di una possibile reincarnazione


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#1 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 05 dicembre 2015 - 11:26

Volevo riproporre in sintesi quello che ho esposto precedentemento sui miei ricordi che sembrerebbero ricondurre ad una possibile reincarnazione; per me si è trattato di tradurre 15 pagine in una pagina sola, penso che possa essere utile per chi fosse interessato a questo argomento:

RICORDI DELLA MIA VITA E DI UNA POSSIBILE REINCARNAZIONE

 

Ho voluto raccontare la mia vita perché non è una vita comune, ma si differenzia dalle altre per molte particolarità, in particolare i miei primi ricordi di infanzia.

Sono nato in una famiglia rigidamente cattolica, composta dai miei genitori, dai miei due fratelli e da mia nonna paterna, inizialmente anche dal fratello di mio padre.

Sono nato in un paese di montagna alto 1106 metri, Bosco Chiesanuova.

Prima di raccontare i ricordi della mia vita precedente voglio raccontare alcuni ricordi di questa vita.

I miei primi ricordi di questa vita risalgono alla primissima infanzia; il mio primo ricordo in particolare mi riporta ad una croce che si trovava in paese ma sulla strada che saliva verso Piazza Borgo.

Ricordo che tentavo di scalare dei gradini altissimi, tre gradini alla cima dei quali c’era una croce che tutti chiamavano Il Cristo. Il Cristo si trovava su una curva dove mia mamma andava spesso e si tratteneva nel parlare con una donna che sarà poi la mia maestra delle elementari.

Dimenticavo, anche mia madre era maestra, mio padre era farmacista, mio zio era dentista, mia nonna rimasta vedova ancora nel 1915, ha tenuto in piedi la farmacia (mio nonno era farmacista) fintanto che non si è laureato mio padre in farmacia.

Mio padre era il secondo di cinque fratelli, dei quali uno morto giovanissimo e di cui racconterò in seguito.

Poi c’era mio zio Giuliano, il primo dei fratelli, medico condotto, mia zia Dorotea che insegnava musica, lo zio Ginepro, dentista, che nei primi sette anni della mia vita abitava con noi, il fratello mancante, Ugo, era morto a 23 anni poco prima di laurearsi in Giurisprudenza, e per una causa banale, una caduta dalla bicicletta.

Ritornando al primo ricordo, i gradini del Cristo che io scalavo, devo dire che mi sembravano altissimi e non sono riuscito per diverse volte a raggiungere la croce, poi un bel giorno l’ho raggiunta e questo mi ha dato una grande soddisfazione.

Ma in tutto questo tempo i gradini erano diventati mano a mano più bassi, ero io che crescevo.

Quando li vedevo altissimi probabilmente non sapevo camminare, è probabile che avessi alcuni mesi forse nove o dieci.

Così come ricordo quando ho imparato a camminare sul piazzale davanti a casa con mia madre che mi teneva con delle bretelle. Mi ha detto poi che ho imparato a camminare ad un anno.

Già a quel tempo iniziavano ad emergere altri ricordi, ricordi di una vita precedente.

Pertanto oltre ad avere ricordi lontanissimi di questa vita, emergevano gradatamente

ricordi di un'altra vita dove non esistevano auto, ma solo cavalli e

carrozze (o meglio carri, nel mio caso).

Ho cercato più volte di dare dei termini temporali a questa lontanissima vita, ma non sono mai riuscito nel mio intento.

Potrei dire che questa lontana vita è stata relativamente breve, infatti

ricordo le cure di mia madre che mi portava dei decotti, ricordo che mi

ero ammalato gravemente ed andavo continuamente soggetto a svenimenti.

Ricordo la mia camera, povera con un letto molto alto ed un piccolo quadro della madonna che portava sotto una piccola acquasantiera.

Ricordo la contrada in cui abitavo con le case disposte ad L ed un gruppo di stalle di fronte per cui si potrebbe disegnare come L\. Erano tre case su un lato e quattro case sull’altro lato e tre stalle di fronte.

Ricordo il nome di mia madre, Giulia e di mio padre, Stefano, il mio nome come quello di adesso Claudio.

Mia madre era premurosa con me e sentivo il suo amore; mio padre lo sentivo più distante, anche se spesso molto affettuoso.

La mia vita precedente sembra essersi svolta in una contrada del nord’Italia, penso il Veneto, vicino a dove sono tutt’ora (il dialetto, la struttura delle abitazioni, i luoghi mi ricordano la Lessinia)

Una piccola contrada, ma con le case stipate di gente.

Tutto il lavoro verteva sull’allevamento del bestiame, mucche e pecore.

Ricordo che aiutavo mio padre a mungere le mucche e le pecore, e poi lo aiutavo a fare il formaggio ed il burro.

Dentro la stalla avevamo un grande camino e dentro un pentolone sostenuto da tre grosse catene di ferro

Le mucche erano circa dieci, le pecore forse di più, due cavalli erano in fondo alla stalla.

Ricordo la stalla tutta nera per il fumo e le grossi travi di legno che sostenevano le pietre del tetto.

Ricordo le forme di formaggio allineate lungo la parete di fondo.

Ricordo che una volta mio padre mi disse che il formaggio non doveva essere acido, pertanto in giornata bisognava mungere le mucche e far bollire il latte per poi aggiungere il caglio.

La domenica si andava a messa, in un paesino poco distante dove c’era una chiesetta, dentro un grande crocifisso sul fondo, una madonna di lato all’altare, dei quadri

della via crucis sulle pareti, pochi banchi semplici.

Il paesino era in mezzo alle colline ed ai boschi, dei grandi pascoli ondulati dietro la chiesa. Il paesino non era tanto più grande della nostra contrada, ma le case erano tenute meglio, almeno alcune.

Nonostante il lavoro in stalla, che peraltro era modesto perché mio padre si faceva aiutare dagli altri tre figli più grandi di me, (avevo pure una sorella che era la più vecchia di tutti i fratelli, penso avesse

vent’anni, e di lei ricordo il nome : Teresa, mentre degli altri

fratelli il nome mi sfugge), mi rimaneva molto tempo per giocare con

gli amici, i giochi più vari, dal cianco, al nascondino, alla vecia, a

salire sugli alberi, ed a far pipì su chi passava sotto ecc .

 

Quello che mi è rimasto particolarmente impresso è un inverno molto freddo in cui ha fatto talmente tanta neve che avevamo difficoltà perfino a farci il sentiero per andare in stalla.

E’ stato un inverno che è durato moltissimo, la neve si è sciolta verso metà maggio, abbiamo dovuto razionare il fieno per gli animali, e mio padre ha dovuto andare a comprarne da uno che ne aveva in deposito.

Quell’inverno abbiamo patito la fame, restavano solo poche patate prima che si sciogliesse l’ultima neve.

Poi ricordo la mia malattia.

Per la prima volta persi coscienza mentre giocavo con un amico.

Mi ritrovai a letto ed i miei avevano chiamato un medico della zona, un omone grande e grosso con dei grossi baffi.

Ricordo che faceva a mia madre delle domande, poi ho saputo che svenendo mi ero fatto addosso cacca e pipì.

Mi prescrisse dei decotti e dei sali, ma il tutto mi risultava schifoso.

Poi gli episodi di perdita di coscienza si intensificarono, avevo perso

anche l’appetito, un forte mal di testa mi attanagliava continuamente,

infine cominciai a non vederci da un occhio, poi sempre meno anche

dall’altro.

Mia madre mi era sempre vicina e mi cantava delle canzoni.

Poi non ricordo più nulla.

Molti ricordi sono vivissimi, per altri ho dovuto fare uno sforzo per ricordare, non direi che si sono affievoliti.

 

Anche la domanda relativa al luogo, è cioè se sono sicuro che il tutto sia avvenuto in una contrada del Veneto e magari invece si trattasse di altro luogo e di altra nazione, è del tutto appropriata.

Anche la lingua, il dialetto, potrebbe essere stato diverso, ed io sin da piccolo posso averlo tradotto a livello inconscio in quello che era il mio dialetto di adesso.

Del resto  parecchi aspetti della lingua non mi tornavano.

Ho fatto l’esempio delle pigne che chiamavamo cotai, ma in nessun paese della Lessinia è rimasto questo termine per le pigne.

Quello che eventualmente mi aveva fatto supporre un paese della Lessinia erano i tetti ricoperti con grosse pietre e così pure le stalle, salvo alcune che erano ricoperte di paglia.

Pure le case erano di pietra salvo alcune stalle che erano di legno.

Devo dire che non ho fatto studi approfonditi se in altre zone si usassero le pietre per coprire le case e le stalle, ma so che questa è una caratteristica abbastanza originale della Lessinia.

Devo dire che ho girato in lungo ed in largo tutte le contrade della Lessinia ma non ho trovato niente che assomigliasse alla mia contrada della mia presunta vita precedente . Certe contrade come ad esempio i Biancari presso Bosco Chiesanuova erano abbastanza simili, ma era diverso tutto il contesto attorno, i pascoli e le montagne.

Un altro particolare significativo sta nel fatto che non mi sono mai state raccontate storie di streghe o di folletti.

L’unica cultura che ho ricevuto è stata quella religiosa, un po’ da parte dei miei genitori, ma soprattutto del parroco alla domenica, che ci leggeva il Vangelo.

Inoltre il parroco veniva spesso nella mia contrada con un lungo tabarro nero ed un cappello nero, faceva visita nelle case per raccogliere le offerte, e spesso si fermava in qualche casa dove radunava i bambini che dovevano fare la prima comunione.

Lo ricordo robusto, alto, con un pò di pancia.

Non aveva paura ad addentrarsi da solo nei boschi per raggiungere le contrade intorno al paese.

Mi sembrava molto attaccato al denaro, tanto che spesso ha avuto da discutere con mio padre per l’offerta.

Ricordo molto bene mia sorella Teresa, la più vecchia dei miei fratelli.

 Era sempre lei che andava a prendere l'acqua al pozzo, ed una volta riempito il secchio lo tirava su come se fosse una piuma.

Portava spesso un grembiule e lo ripiegava per raccogliere le mele.

In questo senso i miei fratelli la aiutavano, salivano sull'albero e gettavano le mele nel grembiule.

Per la legna avevamo un capannone di legno sul retro della casa che mio padre aveva costruito molti anni prima.

Però ricordo che quando andavamo a raccogliere la legna (ed i boschi non mancavano) per trasportarla la legavamo con delle specie di spaghi, forse con delle corde di juta, dopo la si accatastava nel capannone.

Una delle cose strane che posso rilevare attualmente, sta nel fatto che a quel tempo non si parlava di streghe, di folletti o di gnomi.

Questo te lo dico perchè avendo lavorato a Velo Veronese come medico, si parlava delle antiche tradizioni e delle antiche credenze nelle streghe e negli gnomi, tanto che una maestra del luogo aveva perfino fatto una commedia.

Al contrario nella mia vita precedente tutte queste cose non mi risultano, i miei genitori non mi hanno mai parlato di streghe o di gnomi.

La vita era estremamente semplice ed anche le costruzioni mentali di personaggi fantastici non esistevano.

Si era piuttosto molto legati alla chiesa ed al Vangelo, alle prediche del parroco, ma che non avrebbe comunque mai tirato in ballo streghe o gnomi o pratiche magiche (o almeno non l’ha mai fatto).

Quella che posso testimoniare è la grande semplicità di quella vita, basata su poche cose, sostanzialmente sulla sopravvivenza e senza costruzioni mentali fantastiche, che forse ci siamo inventati dopo.

Già che ci siamo volevo raccontarvi qualche altra cosa.

La figura del parroco era quella che mi colpiva di più.

Anche se aveva sempre uno o due curati, veniva sempre da solo nella contrada e soprattutto per benedire e farsi pagare la benedizione.

Comunque, dagli abitanti della contrada questa era vista come una cosa normale.

Chiedeva le offerte a chi sapeva che poteva darle.

Ad esempio mio padre era considerato un ricco, nella nostra stalla si faceva molto formaggio, non solo dal latte delle poche mucche che avevamo, ma il latte veniva portato anche dalle stalle vicine.

Il costo del latte a quel tempo era abbastanza basso, ma il costo del formaggio era abbastanza alto.

Per questo vi ho riferito che vi era stata una discussione fra il parroco e mio padre, relativamente all'offerta per la benedizione della stalla.

Nonostante mio padre fosse molto religioso, e ricordo la sua preghiera prima di ogni pasto, non era un bigotto, era molto realista, e questo lo si notava dai suoi discorsi chiari e semplici.

Ma la figura del parroco era del tutto particolare.

Lo ricordo quando arrivava anche in inverno con la neve alta e con i suoi stivaloni di pelle che gli arrivavano fin sopra il ginocchio.

Passava in mezzo ai boschi, dove c'era meno neve.

Lo ricordo quando arrivava all'alba (molto spesso anch'io mi alzavo molto presto per dare una mano in stalla) con il suo tabarro nero che si stagliava contro la neve.

Ricordo questa figura imponente che ripartiva al tramonto, e percorreva il sentiero che portava al paese e la sua figura si stagliava contro il colore rosso del cielo.

Quando era in contrada, si faceva ospitare per il pranzo da varie famiglie.

Molte volte lo abbiamo ospitato anche noi.

Ricordo, che quando c'era lui, la preghiera per il pranzo era più lunga.

Tirava fuori il suo libro delle lodi, e recitava una lode, poi seguiva mio padre con il suo solito pater-noster.

La mia contrada era nel bel mezzo di una valle, non saprei dirti quanto fossero alte le montagne che la circondavano.

C'erano però anche degli spazi piani intorno alla contrada che venivano utilizzati prevalentemente per il pascolo.

Noi avevamo però di lato alla casa un bell'orto grande, dove coltivavamo le patate ed il cavolo cappuccio.

Questi servivano per fare minestroni molto buoni, perchè mia madre usava anche parecchio burro..

Il paese invece si raggiungeva salendo lungo una dorsale, e talvolta d'inverno se c'era la neve alta era difficile raggiungerlo.

Quel famoso inverno che ha fatto un sacco di neve siamo stati alcuni mesi chiusi nella contrada senza raggiungere il paese.

Le patate che aveva prodotto mio padre hanno fatto sopravvivere anche altra gente che era rimasta senza nessuna scorta di cibo.

Mi pare di avervi detto tutti i miei ricordi.

Devo dire che questi ricordi non hanno turbato la mia vita da bambino e da adolescente.

Da quando mia madre mi ha detto (avevo circa cinque anni) “Non parlare con nessuno di queste fantasie, neppure con i tuoi fratelli e tanto meno con i tuoi amici, ti prenderebbero per matto”, io ho chiuso questi ricordi in un angolo della mia anima, quasi non fossero neppure miei, anche se altri particolari sono emersi in seguito.

Pertanto all’inizio io ho vissuto questi ricordi, quasi non fossero neppure miei, ma mi fossero capitati per caso; del resto allora non avevo un senso critico.

Cresciuto in un ambiente rigidamente cattolico, ho fatto il chierichetto fino a 12 anni, e per me allora esisteva solo il Paradiso, l’Inferno ed il Purgatorio.

Allora non mi sarei mai posto la domanda di una possibile reincarnazione.

Infatti quando ad 11 anni nel mese di Maggio il parroco di Bosco lesse la visione dell’inferno che ebbero i tre pastorelli di Fatima, con i diavoli in mezzo alle fiamme che rosolavano le anime come mortadelle su una griglia, io feci un ragionamento quasi schizofrenico e dissi fra me “Io sono una di quelle anime”

Questo mi fece star male moltissimo, per diverse notti mi sono visto all’inferno rosolato dai diavoli, e devo dire che in quelle notti ho dormito molto male.

Eppure avevo altri ricordi, di un'altra vita, ma questi non mi dicevano ancora nulla, tali ricordi erano relegati da una parte e ciò che dominava in me era la cultura cattolica ortodossa che mi era stata data.

Solo successivamente, verso i 15-16 anni cominciai a pormi delle domande e cioè perché avevo tali ricordi?

Cominciai a pensare che fossero veramente miei, che dietro di essi ci fosse qualcosa di reale, di realmente vissuto.

Si era risvegliato in me quel senso critico che prima non avevo avuto.

Più tardi lessi libri sulla reincarnazione e trovai molti riscontri.

Comunque non ne parlai con nessuno a parte un amico che era molto aperto e che ha creduto che tali ricordi non fossero fantasie, ma una possibile vita precedente che avevo vissuto.

Riguardo al periodo in cui si è svolta questa mia presunta vita precedente, ho il ricordo che mi era capitata in mano una moneta datata 1634, ma questo è un ricordo un po confuso e non preciso.

E’ probabile che la mia vita precedente sia da far risalire alla fine del 1800 quando il dialetto veneto si era ormai largamente imposto sul dialetto cimbro (sempre che io da bambino non abbia trasformato inconsciamente un'altra lingua nel mio dialetto, e questo è possibile)

E’ significativo che io non ricordi il nome dei miei due fratelli maschi e neppure dei miei amici, ma solo le loro fisionomie..

Pur avendo riferito questa mia presunta vita precedente ad alcuni parapsicologi, questi non diedero grande importanza alla cosa, anzi bollarono il tutto come “ fenomeni dell’inconscio”.

Eppure io sono certissimo di quei ricordi ed in particolare della mia malattia, del canto di mia madre, del suo piangere a volte mentre mi bagnava con l’acqua della piccola acquasantiera.

E' probabile che certi sogni possano ricordare una vita precedente.

Nel mio caso è stato diverso, i ricordi sono emersi a poco a poco fin dalla primissima infanzia.

Paradossalmente non ricordo di aver fatto sogni della mia vita precedente, e questo è abbastanza strano, perché ho avuto una morte dolorosa.

Ricordo mia madre che mi era vicina e mi cantava delle canzoni.

Capivo che soffriva per il mio stato, ma io pensavo che sarei guarito anche se le forze mi abbandonavano un po alla volta, e ci vedevo sempre meno prima da un occhio poi anche dall'altro.

In questa vita da piccolo non ho mai fatto esperienze simili.

Qualche volta mi sono ammalato di tonsillite e mi hanno fatto delle punture di penicillina, ma tutto si è risolto in poco tempo.

A tre anni e mezzo sono stato travolto da una macchina che faceva retromarcia.

Fortunatamente mi è passata solo sopra una gamba e mi ha procurato una ferita.

Ho dovuto stare a letto per alcuni giorni per quella ferita, e ricordo il Dott. Pizzoli che veniva a medicarmi con la tintura di iodio che mi bruciava terribilmente.

Ma il Dott.Pizzoli era una persona distinta, non era l'omone che avevano chiamato nella mia vita precedente dopo che ho perso conoscenza la prima volta.

Intendo dire che i ricordi frà questa vita e quelli della vita precedente sono ben distinti e non posso fare confusione.

Successivamente la mia vita si è svolta in modo normale, come quella di tutti gli altri ragazzi.

A 23 anni abbandonai definitivamente la Religione Cattolica, e questo è significativo, perché l’abbandonai dopo aver fatto un pellegrinaggio a Lourdes, dove mi ero pure prestato come barelliere.

Il solo vedere tutto quel mercato di articoli religiosi e tutte quelle taniche di acquasanta quasi ad ogni angolo mi dava il voltastomaco. Non ho mai trovato un posto meno spirituale di Lourdes.

Ma non divenni un ateo convinto, tanto che mi diedi alla lettura di Carl Gustav Jung.

Con il suo Inconscio Collettivo potevo spiegare anche i miei ricordi di una vita precedente, ricordi che forse avevo carpito dall’Inconscio Collettivo, però qualcosa non mi convinceva.

Era la chiarezza e la forza di certi ricordi che difficilmente si potevano far risalire ad un inconscio sia pur collettivo.

Ed allora pensai che in noi ci potesse essere una forza che sopravvive alla morte e che può rivivere in un altro corpo. Nel 1977 mi ero già laureato in medicina e mi si presentò l’occasione di fare un corso di ipnosi.

A Verona c’era un buon centro di Ipnosi Medica, diretto da Guantiero Guantieri, e così mi iscrissi.

Alla fine del primo anno pensai di fare con un amico del corso un ipnosi regressiva.

Così potei verificare di persona se i miei ricordi erano reali o non frutto della mia immaginazione.

Emerse tutto quello che avevo ricordato oltre a parecchie altre cose che non avevo ricordato spontaneamente in particolare un pellegrinaggio ad un santuario che avevo fatto prima di ammalarmi.

Si andava a piedi a quel santuario ogni anno, e quell’anno (forse avevo nove anni o dieci o undici chi lo sa?) avevano pensato di portare anche me. Ricordo solo che la strada è stata molto lunga, e poi un vago ricordo della cerimonia religiosa. Ma quello che mi rimase più impresso era la salita, quanta salita!!

Mi sono chiesto tante volte perché solo io avevo tali ricordi.

Poi ho letto il libro di Stevenson che aveva raccolto in tutto il mondo i ricordi di oltre mille bambini che ricordavano vite precedenti.

I ricordi non erano legati alla cultura, alla tradizione, alla religione, ma del tutto indipendenti.

Per questo il famoso Stevenson ha pensato di scrivere un libro, prendendo in considerazione i casi più eclatanti e praticamente inconfutabili: “ Reincarnazione 20 casi a sostegno”

Nel 1977 entrai come medico condotto a Velo Veronese, e li mi interessai anche della medicina popolare.

Nel 1980 mi sposai, ed ho avuto tre figli dalla consorte con la quale vivo ancora ora.

Nel 1984 mi stabilii anche come medico a Badia Calavena, dove abito ancora ora e dove esercito come medico di famiglia (a 64 anni.)

Facendo una valutazione critica di questi miei ricordi come medico, nella mia vita precedente credo di essere morto intorno ai 10-12 anni per una malattia che probabilmente era un tumore cerebrale e che mi causava continue crisi epilettiche. Sono morto con un dolore fortissimo alla testa e con mia madre che mi cantava delle canzoni e che cercava di consolarmi ( anche se sicuramente era disperata). Ricordo moltissime cose prima della mia malattia anche nei minimi dettagli. Incredibilmente non ricordo di aver fatto sogni che riguardassero la mia vita precedente . C'è un episodio significativo che collega questa vita alla mia vita precedente : intorno ai cinque anni, andavo insieme agli altri bambini all'albergo Bellavista per guardare Lascia o Raddoppia (era il 1956), ma spesso invece di fermarsi a guardare la televisione, si giocava, noi bambini a nascondino. Nel tentativo di nascondermi in una siepe insieme a mio cugino Gabriele, siamo saliti su un asse sotto la quale c'era la fogna dell'albergo Bellavista , ebbene l'asse si è rotta, ed io insieme a mio cugino siamo precipitati nella fogna. Mi cugino è riuscito ad aggrapparsi al bordo ed è risalito subito, ma io sono precipitato completamente. Stavo per annegare nella fogna, tanto che persi coscienza ed in quell'attimo mi sembrava di essere nel letto della mia vita precedente (va a capire il perchè !!). Subito però sono arrivati i soccorsi che mi hanno tirato su dalla cacca, e mi hanno accompagnato a casa. Ricordo mia madre che mi ha spogliato completamente sul marciapiede, mi ha poi fatto un bel bagno e mi ha profumato abbondantemente.

Questo episodio mi ha convinto ancora di più che i miei ricordi si riferissero ad episodi realmente avvenuti e non a costruzioni mentali inconsce di un bambino. Ma questa convinzione è avvenuta molti anni dopo, quando si è risvegliato in me il senso critico che ho detto.

Da ragazzo, verso i 20 anni mi appassionai di parapsicologia e mi abbonai alla rivista “Luce ed Ombra” del CIP di Bologna. Lessi anche “Rapporto dalla Dimensione X” di Giorgio di Simone sulle comunicazioni dell’Entità Andrea che si erano prolungate per oltre 50 anni. Tramite il CIP di Bologna e grazie alla prodigalità di Riccardo Cesanelli sono riuscito ad avere molte cassette delle sedute medianiche nelle quali si è manifestata l’Entità Andrea. Queste cassette le ho potute poi registrare e mettere su YouTube. Il concetto di Andrea è un concetto evolutivo, noi siamo su questa terra per fare esperienze, ed una volta morti le trasformiamo in idee semplici. Dopo un certo numero di incarnazioni riusciamo a conoscere completamente la materialità, e lo spirito (che è un campo di forze) passa ad altri piani dell’universo appunto per conoscerli. Questo concetto ha trovato il mio pieno consenso, ma più volte mi sono chiesto perché nella vita precedente sono morto così giovane. Con una vita sana, all’aperto, mangiando broccoli e patate non avrei dovuto morire di un tumore cerebrale. I broccoli, per giunta, sono anche antitumorali, ricchi di gruppi S-H, lo dicono i testi. Ed allora perché mi si è sviluppata una malattia così grave?? E’ una domanda a cui non sono mai riuscito a dare risposta.

_________________________________________________________________________

Questo giorno è terminato.

Un solo istante, un attimo di riposo in seno al vento, ed il mio desiderio raccoglierà saliva e polvere per un altro corpo.

Un solo istante, ed un'altra donna mi partorirà.

Solo ieri ci siamo incontrati dentro un sogno.

Alla mia solitudine avete offerto canzoni, e con i vostri desideri abbiamo eretto una torre nel cielo.

Se nella fioca memoria dovessimo ancora incontrarci , potremmo conversare e mi porgerete una canzone più profonda.

E se le nostre mani si incontreranno in un altro sogno, insieme erigeremmo un'altra torre nel cielo.

 

K. Gibran

 

 


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"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"




#2 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 05 dicembre 2015 - 11:48

Hanno appena fatto su RAI 4 un film "IO SONO SEAM"; è la storia di un bambino che ricorda nei minimi dettagli la sua vita precedente e va a scovare la sua moglie precedente che oltretutto aveva il fidanzato e stava per sposarsi.Già nella prefazione si vede che prima di morire Seam stava correndo ed improvvisamente è morto durante la corsa e si vede che rinasce subito, per cui a soli 10 anni ha potuto dichiarare la sua identità alla moglie fornendo minimi dettagli anche molto personali che hanno sconvolto la donna. Il matrimonio di questa subito è andato peraria, il fidanzato l'ha lasciata perchè lei credeva in quello che diceva il bambino Seam. Ma ad un certo punto si è fatta viva l'amante che Seam non ha riconosciuto per cui il bambino si è convinto di non essere Seam, ma si chiedeva"come posso amare tanto mia moglie ed avere tanti ricordi ed aver dimenticato solo l'amante. Devo dire che questo può succedere, un senso di colpa può essere completamente rimosso; Stevenson ha raccolto più di 1000 casi di bambini con ricordi di vite precedenti, ed ha scritto un libro dei venti casi più eclatanti "Reincarnazione, 20 casi a sostegno" Poichè i ricordi sono tanto più vividi quanto più precoce è la reincarnazione, si trattava di 20 bambini che si erano reincarnati subito e stevenson ha potuto risalire anche al villaggio , al nome dei parenti, a fatti personali intimi che solo loro potevano ricordare. Oltretutto alcuni erano morti per morte violenta e presentavano la cicatrice nella zona dove si era conficcato il pugnale nella vita precedente. La struttura animica ancora integra aveva plasmato il corpo nei minimi particolari. Chiaramente più passa il tempo più i ricordi tendono a perdersi, ma questa non è una regola assoluta, anche l'anima è parzialmente fuori dal tempo per cui talvolta si possono avere dei ricordi anche molto lontani, ne è un esempio Augustin Lesage, ma di questo tratterò in altra occasione.


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"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#3 arjanedda

arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 06:52

Perché si insiste a parlare di reincarnazione, non lo capisco.
potrebbe esserci un trasferimento di memoria. Ed è la nostra mente a conservare i dati, non noi.
in ogni caso, ci si può ricamare su, fare film, scrivere libri, ma le probabilità che triliardi di cellule, un numero astronomico di elettroni, neuroni etc. si trasferiscano tutti in un altro corpo, ecco, mi sembra improbabile.
Ma poi, se dovesse verificarsi un'eventualita' così remota, perché mai uno dovrebbe sprecare l'opportunità di una nuova possibilità, rincorrendo i fantasmi virtuali di una vita precedente?
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#4 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 06 dicembre 2015 - 08:30

Un trasferimento di memoria?? e come??? Chiaramente qui non si tratta di un trasferimento di neuroni ma di una struttura energitica che ha conservato molti ricordi. Generalmente questo non si verifica, non dovrebbe verificarsi, ma a volte per un errore può accadere. Nella maggioranza dei casi i ricordi si traducono in una predisposizione della persona verso determinati aspetti della vita, ad esempio un interessamento verso la musica, la poesia, la scienza ecc. altrimenti, vedi, arjanedda non è che si spieghino tanto bene queste predisposizioni spesso molto marcate. Certo, può giucare un ruolo la famiglia, il codice genetico, l'infanzia, ma questi aspetti non sempre bastano. Molto spesso queste predisposizioni verso determinati aspetti della vita sembrano indipendenti da famiglia, infanzia....Molto spesso sembrano nascere da qualcosa di più profondo, ed io credo che sia quella struttura energetica che stà oltre il cervello e le razioni biochimiche neuronali. C'è qualcosa che registra oltre i neuroni ed io non vedo perchè non potrebbe esistere; ce ne sono tanti campi di energia nell'universo svincolati dalla materia propriamente detta. Non si tratta di appellarsi ad una religione, ma proprio alle strutture energetiche universali molte delle quali sono ancora poco conosciute. E nell'uomo, oltre l'inconscio potrebbero esserci queste strutture energetiche, una registra, l'altra traduce il messaggio in idee semplici. Generalmente questo messaggio si traduce in una predisposizione, in alcuni aspetti della personalità, in altri casi, proprio per un errore, per delle sfrangiature che si creano , alcuni ricordi passano. Potete comunque interpretare come volete questi miei ricordi, potrebbero non essere neppure miei ma di una struttura energetica che me li ha trasferiti, anche se io penso, per diversi motivi, che siano realmente miei.


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"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#5 Guest_cimena_*

Guest_cimena_*
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Inviato 06 dicembre 2015 - 09:10

Un trasferimento di memoria?? e come??? Chiaramente qui non si tratta di un trasferimento di neuroni ma di una struttura energitica che ha conservato molti ricordi. Generalmente questo non si verifica, non dovrebbe verificarsi, ma a volte per un errore può accadere. Nella maggioranza dei casi i ricordi si traducono in una predisposizione della persona verso determinati aspetti della vita, ad esempio un interessamento verso la musica, la poesia, la scienza ecc. altrimenti, vedi, arjanedda non è che si spieghino tanto bene queste predisposizioni spesso molto marcate. Certo, può giucare un ruolo la famiglia, il codice genetico, l'infanzia, ma questi aspetti non sempre bastano. Molto spesso queste predisposizioni verso determinati aspetti della vita sembrano indipendenti da famiglia, infanzia....Molto spesso sembrano nascere da qualcosa di più profondo, ed io credo che sia quella struttura energetica che stà oltre il cervello e le razioni biochimiche neuronali. C'è qualcosa che registra oltre i neuroni ed io non vedo perchè non potrebbe esistere; ce ne sono tanti campi di energia nell'universo svincolati dalla materia propriamente detta. Non si tratta di appellarsi ad una religione, ma proprio alle strutture energetiche universali molte delle quali sono ancora poco conosciute. E nell'uomo, oltre l'inconscio potrebbero esserci queste strutture energetiche, una registra, l'altra traduce il messaggio in idee semplici. Generalmente questo messaggio si traduce in una predisposizione, in alcuni aspetti della personalità, in altri casi, proprio per un errore, per delle sfrangiature che si creano , alcuni ricordi passano. Potete comunque interpretare come volete questi miei ricordi, potrebbero non essere neppure miei ma di una struttura energetica che me li ha trasferiti, anche se io penso, per diversi motivi, che siano realmente miei.

il fatto di pensare siano tuoi, ti indirizza verso una sopravvivenza alla morte attraverso nuove nascite.

Ma tieni presente che la sopravvivenza di quel bambino esiste solo nel momento in cui i suoi ricordi esistono in te.

 

Non ricordarsi di eventuali vite precedenti, significa che i ricordi di quelle vite non li ha più nessuno.

Il fatto è che la maggior parte di noi non ne ricorda. Quindi la norma è che quelle vite siano dimenticate, concluse.

 

Ho una mia teoria, diversa. Si dà il caso che nessuno -che io sappia- ricordi una vita precedente in cui è morto di vecchiaia a novant'anni.

si tratta quasi sempre di morti traumatiche in età giovane.

 

Non potrebbe semplicemente essere che SOLO le vite spezzate troppo presto, debbano completare l'esperienza terrena?

La butto lì.



#6 arjanedda

arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 09:24

Certo,Claudio, io so in qualche modo(perché l'ho letto e mi è piaciuto), che ogni singolo elettrone del mio corpo, contiene il mio io, ora vive quest'esperienza, ma ne avrà vissute infinite altre, alla mia morte avrà altre esperienze ma secondo me le ricorda tutte, qualcosa di mio potrebbe così essere ricordato da qualcun altro! Lo so è surreale ma forse una reincarnazione lo è in maniera insostenibile.
Ho parlato di elettroni perché hanno una vita praticamente eterna.
Ma, ora che ci penso anche atomi di azoto , ossigeno, fosforo...
Comunque, finché non si indaghera' seriamente, con rigore scientifico sulle interazioni particellari, o almeno tentare teorie scientifiche, possiamo solo tentare ipotesi.

#7 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 06 dicembre 2015 - 11:23

Io credo che gli elettroni non ricordino un bel niente. Se così fosse centinaia di miliardi di miliardi di elettroni dovrebbero avere gli stessi ricordi: e centinaia di miliardi di cervelli in cui quegli elettroni possono finire dovrebbero pure loro trasmettere al resto della struttura quei ricordi. Il punto è che finirebbero nel tuo cervello non solo gli elettroni di quel bambino ma di migliaia o milioni di bambini che sono morti. Vedi, in questo caso non avresti dei ricordi ben strutturati ma una miscela tale che non potresti raccontare una storia. Piuttosto volevo rispondere a cimena "  Non potrebbe semplicemente essere che SOLO le vite spezzate troppo presto, debbano completare l'esperienza terrena?"Chiaramente è un ipotesi plausibile. Ma se ci fosse questa possibilità non potrebbe essere che questo QUID che deve concludere l'esperienza non abbia anche il bisogno di farne delle altre per conoscere tutti gli aspetti della vita sulla terra?? Chi nasce con un hendicap, poniamo cieco, non potrebbe essere che senta la necessità di vivere da vedente?? In fondo l'esperienza del cieco è una esperienza, l'esperienza del vedente è un altra esperienza. Per questo io sostengo la possibilità di questo QUID che stà oltre l'inconscio di percorrere non solo la terra, ma l'universo per conoscerlo. In fondo noi moriamo con un sacco di domande irrisolte. Anche da un punto di vista logico, io direi quasi fisico, una domanda irrisolta richiede che a questa domanda venga data una spiegazione. Questa spiegazione non è che possano elaborarla altri ma deve trovarla questo QUID dentro se stesso attraverso innumerevoli esperienze. Non credo sai che K.Gibran abbia torto.


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"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#8 Linger

Linger

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Inviato 06 dicembre 2015 - 11:38

Aspettate, aspettate ... :D Voi credete sul serio plausibile la reincarnazione ma escludete che si tratti di "trasferimenti di ricordi", di "ricordi di elettroni" e di altre cose alle quali io, francamente, non credo affatto?

 

Cioè, come fate a credere alla reincarnazione e ad indignarvi per un altra spiegazione ... altrettanto fantasiosa?


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#9 arjanedda

arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 12:13


Eppure noi siamo il nostro corpo, quei miliardi di miliardi. ..di particelle specializzate.
Penso a un computer; di cose è fatta la loro incredibile memoria e capacità di calcolo? Dalle stesse particelle che compongono il mio corpo,il cervello umano è assai più complesso, allora? Siamo di fronte a un capolavoro di ingegneria informatica.
E noi ci limitiamo ad usufruirne.
Non sappiamo dove sia esattamente la memoria e non sappiamo ancora tante cose. Ma pensa, se sono in grado di costruire qualcosa di così complesso, non potrebbero anche custodire e trasferire le informazioni?
Che c'entra il discorso che dovremmo avere tutti lo stesso ricordo? I ricordi,eventualmente, sono di un numero infinito di possibilità e non solo di vite umane ma minerali , animali...
A pensarci bene forse i nostri ricordi non servono per una seria evoluzione
Penso vengano in gran parte cestinati.!

#10 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 06 dicembre 2015 - 08:24

Hanno appena fatto su RAI 4 un film "IO SONO SEAM"; è la storia di un bambino che ricorda nei minimi dettagli la sua vita precedente e va a scovare la sua moglie precedente che oltretutto aveva il fidanzato e stava per sposarsi.Già nella prefazione si vede che prima di morire Seam stava correndo ed improvvisamente è morto durante la corsa e si vede che rinasce subito, per cui a soli 10 anni ha potuto dichiarare la sua identità alla moglie fornendo minimi dettagli anche molto personali che hanno sconvolto la donna. Il matrimonio di questa subito è andato peraria, il fidanzato l'ha lasciata perchè lei credeva in quello che diceva il bambino Seam. Ma ad un certo punto si è fatta viva l'amante che Seam non ha riconosciuto per cui il bambino si è convinto di non essere Seam, ma si chiedeva"come posso amare tanto mia moglie ed avere tanti ricordi ed aver dimenticato solo l'amante. Devo dire che questo può succedere, un senso di colpa può essere completamente rimosso; Stevenson ha raccolto più di 1000 casi di bambini con ricordi di vite precedenti, ed ha scritto un libro dei venti casi più eclatanti "Reincarnazione, 20 casi a sostegno" Poichè i ricordi sono tanto più vividi quanto più precoce è la reincarnazione, si trattava di 20 bambini che si erano reincarnati subito e stevenson ha potuto risalire anche al villaggio , al nome dei parenti, a fatti personali intimi che solo loro potevano ricordare. Oltretutto alcuni erano morti per morte violenta e presentavano la cicatrice nella zona dove si era conficcato il pugnale nella vita precedente. La struttura animica ancora integra aveva plasmato il corpo nei minimi particolari. Chiaramente più passa il tempo più i ricordi tendono a perdersi, ma questa non è una regola assoluta, anche l'anima è parzialmente fuori dal tempo per cui talvolta si possono avere dei ricordi anche molto lontani, ne è un esempio Augustin Lesage, ma di questo tratterò in altra occasione.

Si di storie simili ne ha studiate moltissime Ian Stevenson e le ha inserite nei suoi libri, ce ne sono davvero molte, in un caso addirittura un bambino chiese dei soldi a un altro che era in debito con lui dall'altra vita e Stevenson raccontava che questa persona una volta sentita la storia ammise che doveva dei soldi a quel tipo che era morto e che il babmino diceva di essere stato. Riguardo i vari trasferimenti, non credo alla memoria delle particelle-elettroni e cose simili e non vedo a che scopo una persona dovrebbe avere ricordi di un'altra e neanche come, ad ogni modo se anche il pesiero o la memoria si trasferisse in un nuovo corpo (in qualunque maniera) in pratica proprio di reincarnazione si tratterebbe o quasi, anzi a ben vedere il vero concetto di reincarnazione prevede proprio qualcosa di simile...


6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#11 arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 08:49

Reincarnazione sarebbe se ricomparise dopo morta nel suo corpo, perché penso che un corpo sia molto di più di una manciata di ricordi!

#12 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 06 dicembre 2015 - 08:53

Reincarnazione sarebbe se ricomparise dopo morta nel suo corpo, perché penso che un corpo sia molto di più di una manciata di ricordi!

E cosa dovrebbe ricomparire esattamente se siamo solo materia e particelle ormai disfatte? Sarebbe più una resurrezione che una reincarnazione o sbaglio?


6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

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#13 arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 09:22

Reincarnazione dovrebbe significare rientrare nella carne.

Chiedo venia, ho interpretato la parola te-incarnazione.
Ma non ho trovato la parola sul mio vocabolario serio e non ho trovato nessuna etimologia né sul dizionario etimologico né in rete.
Azzardo una risposta.
È un termine inventato dalle religioni che a quanto pare intendono con questo trasmigrazione di "spirito".
Perché si sia scelta una parola che comprende la carne, per me è un mistero! Ma cosa si intende per spirito?se si può trasferire dev'essere qualcosa di fisico!?



#14 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 06 dicembre 2015 - 09:23

Reincarnazione dovrebbe significare rientrare nella carne.

Ma se esiste solo la carne-materia per te, e quella carne materia è ormai putrefatta e scomparsa chi o cosa dovrebbe rientrare nella carne?


6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

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#15 arjanedda

arjanedda

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Inviato 06 dicembre 2015 - 09:54

Ma cosa c'entra la carne putrefatta? Intendo , ovviamente, che nasce qualcuno che nell'aspetto è simile a qualcuno che è morto,tanto da dire che sembra proprio la sua reincarnazione.
Avevo scritto un post per chiarire sulla parola.
Ma lasciamo perdere.

#16 Tryptamine

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Inviato 06 dicembre 2015 - 10:50

Ma cosa c'entra la carne putrefatta? Intendo , ovviamente, che nasce qualcuno che nell'aspetto è simile a qualcuno che è morto,tanto da dire che sembra proprio la sua reincarnazione.
Avevo scritto un post per chiarire sulla parola.
Ma lasciamo perdere.

penso che il termine reincarnazione va inteso in senso metaforico e non fisico...la reincarnazione che dite voi è la trasmigrazione dell anima in un altro corpo, e non è altro che il database di informazioni raccolte durante il corso delle esperienze passate..per questo i ricordi sono importanti per l evoluzione, altrimenti non potremmo elaborare,valutare e misurare i dati,se ha un computer gli togli la memoria cosa gli resta?come fa a processare?

 

una vola ho sentito parlare di  reincarnazione e in pratica dicevano che in realta si tratta di una resurrezione, nel senso si muore (non fisicamente) e si rinasce con una coscienza nuova cosi lo spirito si rinnova..nel corso della nostra vita assumiamo diverse personalità e queste sono pietre che ti fanno inciampare durante il cammino, non raggiungi la tua essenza, il tuo vero io e cosi hai iìbisongo di reincarnarti divwerse volte prima di uscire da questo circolo

 

ma io credo che c'è molto di piu, l esistenza è un mistero, un qualcosa di troppo grande e bello, e non penso che siamo solo macchine biologiche evolute nel corso dei secoli..

perche lo spirito deve essere per forza fisico? fisico è qualcosa che appartiene all universo..lo spirito,se esiste, è fuori dall spazio tempo


La chiave di tutto è nascosta nel linguaggio. Tutto ciò che ci circonda è un linguaggio. Se si conoscono le parole di cui è fatto il mondo si può fare quello che si vuole.

Non si può fare la rivoluzione senza amore.

#17 arjanedda

arjanedda

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Inviato 07 dicembre 2015 - 07:47

Bronson.
Non So perché sembra che in tanti troppi, siano ancora convvinti che ciò che conta sia nell'immateriale....e tanti,tutti esperti a caccia dell'immateriale. Lo spirito deve fare esperienza?
Ma, non siamo noi che dovremmo fare esperienza? Dev'essere un prete, un filosofo o chi per lui, a sapere cosa è bene per noi? Sa cosa deve accadere in vita ma soprattutto dopo la morte? Come no!
A me sembra l'incalzare dei becchini verso la fossa! Con assurde promesse e visioni dell'aldilà.
Poi, certo, siano troppo interessanti abbiamo a disposizione più vite: virtuali!?oh,non noi: il nostro SPIRITO?
Eh, all'inizio tutte le parole erano semplici, Lucrezio era certo che anima o animun fossero dispersi in tutto il corpo per la durata della vita qualcosa di materiale, e mi sembra che la visione di Lucrezio della vita fosse assai profonda e ricca! Poi sono arrivati i preti, e l'anima e diventata un'entità che si può comprare o vendere, salvare, dannare!
Poi è arrivato lo spirito che per i greci era un segno come un apostrofo ad indicare una lettera aspirata. Poi sono arrivati i preti e lo spirito è diventato un'entità maschile che può fecondare, può trasformarsi in colomba, fa l'emigrante, il factotum di dio!
2000 anni! I popoli come bambini, si son bevute e si bevono queste storielle che anzi si moltiplicano!
Eh, mia madre diceva (un detto sardo):
Non puoi scherzare con preti e con pazzi!
Entrambi si rifugiano in un mondo immaginario!
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#18 dodecaedra

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Inviato 07 dicembre 2015 - 08:47

L'uomo sceglie di -credere- nell'eternita' (reincarnandosi alla maniera orientale, o risorgendo nel corpo in un altro mondo come insegna la dottrina occidentale) perché non accetta l'idea della morte!
Ergo, l'uomo si sente troppo speciale per accettare di finire con un esistenza.

in migliaia di anni ogni credenza non ha fatto altro che elaborare congetture mirate a lenire il dolore della più grande realtà: la morte!

Dalle articolate congetture dei piu fervidi pensatori appare chiaro che viene "esaltata" l'interiorita' individuale dei singoli per rendere credibile tutto quel che potra essere vero dopo la morte... con l'immaginazione però.

Le congetture prodotte sono così articolate che siamo ancora qui, dopo millenni di storia, a vedere che c'è anche chi, ancora, -crede fermamente- che avrà 70 vergini a disposizione.

se invece di concentrarsi sulle credenze -l'uomo- si fosse limitato a vivere, fin dall'inizio, nel buon senso della ragione umana, non sarebbe più evoluto?
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#19 Tryptamine

Tryptamine

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Inviato 07 dicembre 2015 - 08:54

Bronson.
Non So perché sembra che in tanti troppi, siano ancora convvinti che ciò che conta sia nell'immateriale....e tanti,tutti esperti a caccia dell'immateriale. Lo spirito deve fare esperienza?
Ma, non siamo noi che dovremmo fare esperienza? Dev'essere un prete, un filosofo o chi per lui, a sapere cosa è bene per noi? Sa cosa deve accadere in vita ma soprattutto dopo la morte? Come no!
A me sembra l'incalzare dei becchini verso la fossa! Con assurde promesse e visioni dell'aldilà.
Poi, certo, siano troppo interessanti abbiamo a disposizione più vite: virtuali!?oh,non noi: il nostro SPIRITO?
Eh, all'inizio tutte le parole erano semplici, Lucrezio era certo che anima o animun fossero dispersi in tutto il corpo per la durata della vita qualcosa di materiale, e mi sembra che la visione di Lucrezio della vita fosse assai profonda e ricca! Poi sono arrivati i preti, e l'anima e diventata un'entità che si può comprare o vendere, salvare, dannare!
Poi è arrivato lo spirito che per i greci era un segno come un apostrofo ad indicare una lettera aspirata. Poi sono arrivati i preti e lo spirito è diventato un'entità maschile che può fecondare, può trasformarsi in colomba, fa l'emigrante, il factotum di dio!
2000 anni! I popoli come bambini, si son bevute e si bevono queste storielle che anzi si moltiplicano!
Eh, mia madre diceva (un detto sardo):
Non puoi scherzare con preti e con pazzi!
Entrambi si rifugiano in un mondo immaginario

sognano e allora? i sani non ne hanno di cosi belli come li hanno i pazzi

 

se hai letto sopra infatti ho detto che il concetto di reincarnazione si puo fraintendere, vuol dire che i diversi io,cioè le tue personalizzazioni(personalita),cambiano,si evolvono, e si reincarna un altra anima che non è nienta ltro che la tua parte piu vera,piu profonda e innocente..

 

lo spirito,l anima ecc.. si sono entità che fanno parte del tuo corpo, per qwuesto si chiama corpo, è un insieme di forme e realta con sostanze diverse, ma fanno parte sempre del tuo essere, di cio che sei

 

io mi sono appena incamminato e detto in francese che suona meglio sono frais lu monde...credo e non credo(in una vita doopo la morte)


La chiave di tutto è nascosta nel linguaggio. Tutto ciò che ci circonda è un linguaggio. Se si conoscono le parole di cui è fatto il mondo si può fare quello che si vuole.

Non si può fare la rivoluzione senza amore.

#20 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 07 dicembre 2015 - 09:09

sognano e allora? i sani non ne hanno di cosi belli come li hanno i pazzi
 
se hai letto sopra infatti ho detto che il concetto di reincarnazione si puo fraintendere, vuol dire che i diversi io,cioè le tue personalizzazioni(personalita),cambiano,si evolvono, e si reincarna un altra anima che non è nienta ltro che la tua parte piu vera,piu profonda e innocente..
 
lo spirito,l anima ecc.. si sono entità che fanno parte del tuo corpo, per qwuesto si chiama corpo, è un insieme di forme e realta con sostanze diverse, ma fanno parte sempre del tuo essere, di cio che sei
 
io mi sono appena incamminato e detto in francese che suona meglio sono frais lu monde...credo e non credo

ahi ahi ahi, un corpo non è definito tale perché si presume contenga spirito o anime.
un corpo è definito tale perché ha concretezza nella realtà (umama) tangibile.




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