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l'amore è egoismo?


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110 risposte a questa discussione

#41 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 16 gennaio 2015 - 10:14

Assolutamente si! È inutile girarci intorno, questo è. Anche nel caso della compassione, perché secondo voi si vuole aiutari gli altri che hanno bisogno, di cui ne sentiamo la sofferenza? Per mettere fine alla nostra sofferenza. Nei rapporti personali è la stessa cosa, io amo quella persona perché soddisfa un mio bisogno.
Detto così sembra crudele, ma se ci pensate bene è solo una manifestazione del nostro istinto.


Adesso.. Non voglio convincerti di altro, perché il tuo pensiero é logico. Vorrei ampliare un po', prendendo spunto.. Saliamo di un gradino.. Ció non significa che il mio pensiero é superiore eh.. poi valuta..

Sulla compassione.. É gran cosa per tutti, oltre che necessario, svilupparsi al meglio delle proprie intenzioni, e delle proprie capacità.
Immagina una persona che segue e persegue, sia per morale o per spirito, un cammino e una condotta volta al bene. In primis il proprio bene, e torno all' egoismo, e successivamente il bene altrui.
Ecco che una persona volta al bene compie su di se un lavoro di aggiustamento, e caccia dalla sua mente e dal suo cuore, diciamolo anche romanticamente, dicevo caccia da sé ció che non é bene. Caccia l'ira, il rancore, caccia la miseria e caccia il bisogno. Ecco che quell' anima basta a se stessa.
Mettiamo che voglia fare il bene, che per alcuni é consequenziale alla sua scoperta e comprensione.
Ha cacciato la miseria dalla sua mente e perciò gli é insopportabile la miseria altrui, vuole debellarla, vuole il bene che ha dentro che prende corpo anche fuori. E attenzione a questo. Quell' anima non ha il bisogno di cacciare la sua sofferenza con la compassione verso l' altro. Ha prima provveduto a cacciarla da se. Non é un bisogno il suo, perché il suo bene basta a se stessa. La sua é una scelta. Una scelta.

E parlavi di crudeltà. Crudele no. Tutto questo puó essere faticoso, doloroso. Ma anche infinitamente grande. Credimi. O anche no.
  • THERETURN, DEM e pabletto76 piace questo

#42 Doctor Faust

Doctor Faust

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Inviato 16 gennaio 2015 - 06:04

Le  sfumature sim-patiche sono  diverse. Ma  sono  tutte pato-logie,  e perciò sofferenza. Le persone che non ne possono  fare   a meno  diventano pate-tiche. Per questo di parla  di pathos.' o letteralemte soffrire. :flag:

 

Quella   descritta sopra è l'unica che interessi veramente in periodo fertile. E   sembra  che  ne  valga la pena  sebbene  creii  dipendenza tragica e  dololorosa.,  che   a volte non  guarisce mai o  solo  con  24 coltellate. :confusion:


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#43 arjanedda

arjanedda

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Inviato 16 gennaio 2015 - 07:10

Al solo pensiero di vedere una persona compassionevole, sento dolore, anzi, solo a parlarne! So che si vuole vestire con un manto di virtù, questa compassione, ma voglio ricordare agli aspiranti compassionevoli, che mai, si può provare il dolore di un altro, a meno che uno non si ammali dello stesso male, che non sia abbandonato, umiliIato, tradito ferito! In amore, non c'è egoismo e non c'è compassione!

#44 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 16 gennaio 2015 - 07:38

Ma mica mi debbo pestare un dito anche io col martello, per capire che a te fa male, e prestarti soccorso. Ti credo sulla parola!

Adesso ti racconto della saggezza di una amica romena, che in momenti di slancio tra un filetto lardellato e una spigola al forno mi guarda e mi dice: Solo tu sai del dolore che hai passato.
E in questa sua compassione in punta di piedi c'è tutto il sostegno di cui potrei aver bisogno nel caso ne avessi bisogno. Ed é una donna che ha mangiato pane e sofferenza piú del pane.

Per offrire aiuto non c'è bisogno di morir dello stesso male, come pure per comprendere. Che poi se si muore entrambi, chi aiuta chi.
  • pabletto76 e Marghi piace questo

#45 arjanedda

arjanedda

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Inviato 16 gennaio 2015 - 07:53

Prestare aiuto, soccorrere qualcuno in caso di bisogno l'ho sempre fatto e sempre lo farò, lo chiamo buona educazione, ma ho sentito su di me, gli sguardi compassionevoli, soprattutto da piccola, "oh, abbandonata!" Ma nel dolore, si dovrebbe essere rispettati,se si capisce che niente si può fare,meglio astenersi da dubbi sentimenti! un sorriso di incoraggiamento fa miracoli!
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#46 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 16 gennaio 2015 - 10:15

Eh vabbé ma allora parli del cianciare buonista! La compassione é altro.
Anche dietro un sorriso puó celarsi bene un pietismo smisurato. Anzi ti diró si cela meglio che dietro le ciance, perché manco una parola buona o brutta si spiccica. Cave canem...

Come riguardarsi e riconoscere chi veramente ama? Chi FA.
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#47 arjanedda

arjanedda

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Inviato 17 gennaio 2015 - 06:37

Allora spiega tu cos'è la compassione, ma non definire ciance buoniste se dico che aiuto quacuno in difficoltà, fare pronto soccorso é buonismo? Volevi dire gente alla buona? Non raffinati? Grezzi? La compassione é un'altra cosa? Come no! Se viene chiamata amore, é perché qualcuno ha dato questa definizione, quando si esauriscono gli argomenti, se ne spoverano vecchi, ammuffiti, si lavano e si vestono a festa, questo é nobile? Valore alto? Chi dà una mano e ha un sorriso d'incoraggiamento fa ciance buoniste?! Andiamo bene!

Da un sermone di un alto pensatore;" lA compassione, e' il sentiento piu' nobile' aiutare gli altri,. Soffrire con loro per elevarsi spirituamente" e... giù applausi!

#48 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 17 gennaio 2015 - 08:28

Aspé, calma Arja. Non era il tuo, il cianciare buonista, ma di quello di cui parlavi. Infatti dico che tu parli di ció, non che in prima persona lo compi. In particolare mi riferivo alla ciancia di quelle ziedde che guardando ti dissero "eh, abbandonata!".

Tutto il resto viene da travisazione, quindi respiro profondo e andiamo avanti.

Guarda che ho capito cosa vuoi dire eh, a me come a te ne han dette anche peggio, suppongo. Quello che cercavo di spiegare é che per me quella non é compassione, vera. É qualcosa che gli vorrebbe assomigliare nella forma, ma già nell' intento é difforme.

Quando la mia cara madre ci ha mollato con il moccio al naso e le idee confuse, c' avevo una cara zia che guardava me e mio fratello come fossimo l' infimo scarto di una piaga purulenta. E lo capivo da allora, quello sguardo, non ora che son folle e visionaria. Ci chiamava "poveri piccoli" e ci diceva quanto era stata cattivella la mamma a mollarci per farsi i fatti suoi, e lei andava in chiesa, e lei aveva questo viso dolce e sorridente, e ci parlava di amore per dirci quello che ci mancava. Tra l' altro é una donna di cultura, a cui ho rubato il libro piú prezioso che ho. Altro non le debbo di certo. Lei e tutti gli altri, avevano sempre una buona parola, e un gran sorriso, e anche le caramelle, per noi piccoli figli di quella donna così mal vista, diciamo così
Ma eravamo soli lo stesso, e io che capivo lo ero ancor di piú, e nessun sorriso mi ha mai incoraggiato a sfregare meglio quel maledetto pavimento di marmo che sembrava sempre sporco, e a raccontare a mio fratello storie belle e fantastiche per far finire un altro maledetto giotno che almeno di notte non dovevo pensare.
Quello era ciancia buonista. Quello erano i cuori sporchi e le mani lavate.
Poi c' era un' altra zia, che arrivava voltwggiando con i suoi stracci da spolverare, e la casa sembrava poi meno grigia. Che mi ha sempre amato per ció che ero, ma non me lo ha mai detto se non quando ad amarmi c'ero arrivata da sola. Che anzi a ben vedere non mi diceva niente, e manco mi sorrideva perché era abbastanza acidella al tempo. Ma era lá, c'è stata e faceva. Non si perdeva a chiedermi come mi sentissi, penso fosse abbastanza deducibile, e difatti faceva, offriva, amava.
Questo per dirti che a grandi linee li conosco i sorrisi di incoraggiamento, e perciò so quanto possano essere poco utilie anche poco sinceri. E anche perché quando piangevo c'era ben poco da farmi star meglio sorridendo, anzi ricordo con gratitudine chi ha pianto con me nel dolore, e chi ha riso con me nella gioia.
Ah, tra l' altro, la zia di merda era una acculturata laureata vestita di lusso e nobile alla vista. Mentre l' altra aveva le mani rinsecchite dalla varecchina e i capelli da pazza. In questo saremo concordi, che nelle belle parole di un sermone o dell' argomento vestito a festa non c'è garanzia di genuinità.

Riguardo il sermmone che poi citi infine, non son di certo parole mie, ma siccome sono un po' egocentrica colgo l' occasione per dirti come la penso a riguardo. Di nuovo. Moolto egocentrica sono.

Vero amore é quello per gli altri, la compassione, aiutare gli altri, soffrire con loro per elevarsi spiritualmente...

Ho detto che per me il primo grande atto d' amore é amare se stessi. Aiutare gli altri per me é valido quando é una scelta conseguente a questo. Soffrire.. Beh.. Non c'è bisogno di soffrire in cooperativa, che ognuno ne ha del suo da soffrire. Per elevarsi spiritualmente non serve soffrire, anzi se in relazione con l' altro, serve gioire insieme. Questo eleva.
La sofferenza tocca a tutti, a chi poco e a chi molto, ma non é alla fine questione di quantità. E siccome sulla qualità e sul peso della mia sofferenza posso ora decidere da me, decido di non soffrire. E siccome non ce la faccio entrare la sofferenza nella mia mente, decido, perché così mi piace, di ricacciarla e farla piccola piccola e insignificante. Anche al di fuori di me. Dove la trovo le sputo in un occhio e la scaccio via. E se invece di avercelo io il sorriso lo faccio spuntare sull' altro vuol dire che ho fatto bene, o almeno al mio meglio. Anche se nessuno me ne fa di applausi, ma credo che mi vergognerei pure. Io son quella che sorride per seconda.

#49 arjanedda

arjanedda

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Inviato 17 gennaio 2015 - 09:03

D'accordo Furor! Ho parlato del sorriso pensando al mio caro amico persiano, aveva per me sempre un sorriso d'incoraggiamento, sorrideva con gli occhi, i suoi occhi mi dicevano: sono vicino a te! Ed era amore! Il sermone non era riferito certo a te, ma, l'ho sentito, e ho sentito gli applausi, per chi definisce valori per le brave pecorelle! ma sappiamo trovare alti valori da noi, sappiamo appunto, distinguere uno sguardo pietoso da uno sguardo affettuoso[ penso che tristezza e dolore siano assai piu' diffusi della gioia e dell'amore e forse e' proprio la gioia che dovremmo ttrovare in noi e diffonderla come un buon vento!!!
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#50 Iasonis

Iasonis

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Inviato 17 gennaio 2015 - 11:07

L'amore comunemente inteso (tra uomo e donna) secondo me il più delle volte è dettato dal puro egoismo, in quanto l'uomo cerca la partner ideale da inseminare, e la donna cerca il partner che le dia sicurezza, per lei e per la prole, inutile creare preamboli di discorsi dicendo il contrario, il tutto è finalizzato inconsapevolmente all'istinto alla procreazione e quindi alla sopravvivenza della specie.

L'amore incondizionato secondo me è cosa rara, molto rara, e a volte dubito perfino che esista realmente, l'homo sapiens, che si legge un libro di Osho, o il Vangelo, o il sutra del Loto, pur sempre un sapiens rimane, e come tale sarà proteso sempre e inconsapevolmente al proprio benessere individuale, il che non è un male, oh, secondo me



#51 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 17 gennaio 2015 - 12:08

Aspettate un attimo che parto per la tangente, la strada di qui in poi si fa tortuosa, check out.

 

L'amore comunemente inteso (tra uomo e donna) secondo me il più delle volte è dettato dal puro egoismo, in quanto l'uomo cerca la partner ideale da inseminare, e la donna cerca il partner che le dia sicurezza, per lei e per la prole, inutile creare preamboli di discorsi dicendo il contrario, il tutto è finalizzato inconsapevolmente all'istinto alla procreazione e quindi alla sopravvivenza della specie.

 

 

E quando invece non si fanno figli né si vuole farli?
La psiche umana ha tante di quelle sfumature che dire semplicemente "l'amore è finalizzato all'accoppiamento" è una conclusione superficiale e soggettiva.
Se per te l'amore è questo liberissimo di pensarla così, ma non aspettarti di parlare a nome di tutti o stilare regole generali, dì soltanto che tu non vedi nient'altro... e credimi sulla parola se ti dico che c'è, dell'altro, ma si può scoprire soltando rischiando.

Rischiando di lasciarsi coinvolgere, perché queste tue stesse parole le ripetevo anch'io a me stesso anni fa e non era altro che un modo per mantenermi indipendente e libero da qualsiasi condizionamento esterno.
Una strategia fallimentare, perché chi rifiuta l'amore e la vita non ne ha il controllo, ne ha semplicemente timore.

 

 

L'amore incondizionato secondo me è cosa rara, molto rara, e a volte dubito perfino che esista realmente, l'homo sapiens, che si legge un libro di Osho, o il Vangelo, o il sutra del Loto, pur sempre un sapiens rimane, e come tale sarà proteso sempre e inconsapevolmente al proprio benessere individuale, il che non è un male, oh, secondo me

 

Il sacrificio è forse la negazione o l'affermazione, a seconda dei punti di vista, più concreta e allo stesso tempo paradossale del principio di conservazione individuale.
Chi si sacrifica lo fa per chi? Per l'oggetto, l'idea o la persona per la quale si sacrifica, o per un bisogno personale di sentirsi martire?
La soluzione è nell'opposto: se il sacrificio non dovesse avvenire, potresti mai perdonarti di non essere andato fino in fondo, o cercheresti semplicemente un'altra causa da servire?
Non esiste morale senza sensazione, non c'è conseguenza esteriore senza una risposta emotiva, ed è questa risposta che va ascoltata per capire le proprie dinamiche interne e le proprie tendenze reali.

Dorian Gray dopo una vita spesa fra bagordi e "peccato" si ritrova alla fine a compiere un sacrificio che mi permetto di dire, Oscar Wilde non rende molto bene, lo fa apparire quasi come un errore.
Nel momento in cui egli trafigge il suo orripilante quadro crede di uccidere il demone che lo tormenta, senza comprendere che ciò comporta la sua stessa caduta.
Dorian capisce che anche le azioni che ha compiuto per il bene, le ha compiute con lo scopo di una soddisfazione interiore che l'edonismo ormai non era più in grado di fornirgli, e si sente perso, vuoto.

Siamo esseri alla continua ricerca di un piacere, una soddisfazione che ci manca, tentiamo di riempire un vuoto e a un certo punto l'estetica e l'etica hanno in comune la stessa base, così come l'amoralità è a suo modo una moralità capovolta.
Nessuno è libero dal giogo, e chi se ne rende conto prova un certo tormento nel percepire che le proprie azioni debbano essere sottomesse a un intrigo inconscio mirato all'auto-realizzazione.

Detto questo... vediamo il risvolto della medaglia.

L'empatia è rendersi protagonisti o partecipi delle emozioni degli altri, e no, non c'è bisogno di ferirsi per capire cosa vuol dire sanguinare.
Quando curiamo la ferita di un altro, non stiamo soltanto curando noi stessi e il nostro ego, è questa una parte fondamentale della nostra essenza, ma non l'unica.
L'ego è coinvolto nella pietà, che come diceva il buon vecchio Schopenhauer, è come dare il pane a un mendicante in modo che viva oggi per morire domani.
La compassione, nel senso di fratellanza e comunione d'intenti, è tutt'altra cosa: il dolore ci rende fratelli, il dolore, come l'amore, ci dimostra che sotto sotto noi siamo tutti figli della stessa madre - in senso simbolico, s'intende.
La compassione è insegnare a quel mendicante come sopravvivere, come trovare un lavoro, anziché lasciarlo nel suo stato di miseria per elevarci a suoi protettori, per questo la linea fra egoismo e altruismo è così sottile, perché molti non si rendono conto di ciò.

 

Siamo fratelli, o per non andare OT, amanti, quando percorriamo la stessa strada in due, e ci sono tre momenti fondamentali nello sviluppo del sentimento amoroso.
Il primo è l'asserzione del proprio sentimento: Io amo. Sono io ad amare, sono io il protagonista di quell'azione.
Il secondo, è il momento della negazione: Io amo Te. Tu sei tutto ciò che esiste per me, l'unica cosa che abbia davvero importanza, sarei pronto a dare la vita per starti vicino.
Il terzo momento, è il più importante e completo, ma molti non ci arrivato, è per questo che la maggior parte dei pensatori ha visto nell'amore un sentimento idealistico e fittizio, perché quasi nessuno lo vive completamente, o almeno, quasi nessuno lo vive completamente e consapevolmente allo stesso tempo.
Io amo te e tu ami me, ch'è diverso dal "noi ci amiamo" di stampo romantico e platonico, non c'è nessuna fusione astratta, semplicemente, nel piano pratico ci sono due persone che condividono la propria vita e la propria strada.
Ciò non implica che non si possa arrivare a percorrere sentieri diversi, ma penso che la meta rimanga la stessa.

Qual è la meta? Ah boh.


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#52 Guest_blanchette_*

Guest_blanchette_*
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Inviato 17 gennaio 2015 - 01:30

minchia, Nehelamite! Applausi a scena aperta! :icon_eek:


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#53 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 17 gennaio 2015 - 01:39

minchia, Nehelamite! Applausi a scena aperta! :icon_eek:

 

 

Lodato da Cesare, arrossisco :D
Alcuni dicono che sia merito del lambrusco :very_drunk:


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#54 Guest_blanchette_*

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Inviato 17 gennaio 2015 - 01:53

Lodato da Cesare, arrossisco :D
Alcuni dicono che sia merito del lambrusco :very_drunk:

ho pure controllato tre volte l'avessi scritto davvero tu, mentre leggevo. Soprattutto per la lunghezza. :D


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#55 Nehelamite

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Inviato 17 gennaio 2015 - 01:55

ho pure controllato tre volte l'avessi scritto davvero tu, mentre leggevo. Soprattutto per la lunghezza. :D


In genere sono pigro e vado di fretta, mi limito a lanciare spunti, 'stavolta visto ch'è sabato mi sono concesso di approfondire :D


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#56 Doctor Faust

Doctor Faust

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Inviato 17 gennaio 2015 - 04:38

.....................

 

Ciò non implica che non si possa arrivare a percorrere sentieri diversi, ma penso che la meta rimanga la stessa.

Qual è la meta? Ah boh.

 

La meta?

Il proprio piacere   e  soddisfazione.

E' naturale.

 

Tutti  quelli che fanno  quello che li fa  contenti trovano la loro meta   e  cercano un   sentiero per raggiungerla.

 

Lo  diceva Epicuro e nessuno è  mai riuscito  a contestarlo  con  argomenti  validi.

Tanto  e vero che il  vaticano lo fa mettere all'Inferno da Dante, insieme agli  altri che " l'anima  con  il  corpo molta  fanno".

 

Infatti non  ho  mai visto un prelato  contento di  fare il prelato. M a di  fare il puttaniere si.Solo  che  stava male per il complesso  di  colpa.

 

Chi ci vuole provare? :very_drunk:



#57 Nehelamite

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Inviato 17 gennaio 2015 - 05:26

Provare? A fare cosa? Sono troppo pigro per provare a contraddire argomenti del genere, si contraddicono da soli, basta vedere la condotta di vita di questi suddetti epicurei, che spesso si ritrovavano con la corda al collo.


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#58 Doctor Faust

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Inviato 17 gennaio 2015 - 05:32

...vuol  dire che in  quel  momento  quello  è il massimo  del piacere  dispobile.....

 

Al  contrario  di Socrate ho pensato che è meglio   essere un porco ignorante   che un filosofo  erudito..... :hororr:



#59 Nehelamite

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Inviato 17 gennaio 2015 - 10:10

...vuol  dire che in  quel  momento  quello  è il massimo  del piacere  dispobile.....

 

Al  contrario  di Socrate ho pensato che è meglio   essere un porco ignorante   che un filosofo  erudito..... :hororr:

 

Prendo l'esempio della corda al collo per fare una piccola riflessione sul modo in cui guardiamo le cose.

La corda al collo è un piacere che possono assaporare in pochi, e in genere non riguarda quelli sulla forca, piuttosto chi si ferma a lasciare un commento.
Perché un assassino, messo sul patibolo, suscita sempre le reazioni del pubblico.

Le donne potranno notare ch'è piuttosto avvenente, ma come può un assassino essere un bell'uomo? Non sono soltanto persone scure in viso e brutte in tutto? Forse...
Poi ci sono quelli che guardano il pendaglio da forca e commentano: eh ma si vedeva, era già un agitato e un rivoluzionario, ci mancava soltanto, con quel cranio tutto sformato, che si mettesse a far reati, era prevedibile! Logico, assicurato, scientifico.
E invece... c'è quel tizio che si fa gli affari suoi, passa lì per caso, vede il poveretto con la corda al collo e dice: mah, non lo conoscevo mica, però qualcosa deve averlo pur portato a quel punto...

Vedi Doc, esistono infiniti punti di vista e angolazioni da cui esaminare qualcosa, un'idea, ancor più spesso una persona, o anche un sentimento, perché no?
E alla fine, ognuno proietta sull'oggetto del proprio interesse ciò che egli vuol vedere, che sia un bell'uomo, un classico profilo da criminale, o un poveretto che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, non esiste l'"omicidio", come non esiste l'"amore".
Esistono soltanto gli assassini, così come esistono gli innamorati, e poi i tizi che passano da quelle parti per caso, e un po' lontani dalla folla, comprendono che ahimé... la verità dei fatti, nessuno ce l'ha.
 

La verità: è solo questa: che io sono, sì, la figlia della signora Frola, - e la seconda moglie del signor Ponza; sì, e per me nessuna! nessuna!

Per me, io sono colei che mi si crede!

 

Ecco, o signori, come parla la verità! Ecco, o signori, come parla l'amore, che fra tutte le verità, è quella meno convincente, come anche la più reale :D

Prosit :D


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#60 Bloom

Bloom

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Inviato 18 gennaio 2015 - 10:08

Ma chi è che sta scrivendo al posto di nehelamite? Cosa ne avete fatto di lui?!
Scherzo! :D
Sono basita dai tuoi ultimi commenti!
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