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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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2274 risposte a questa discussione

#101 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 febbraio 2015 - 11:21

Interessante la chemioterapia che è stata proposta ad un paziente oncologico, con metastasi epatiche e polmonari, non dico dove, ma da un centro che comincia a capirci qualcosa; allora vi elenco i farmaci:

  • Desometasone 8 mg (un po di cortisone)
  • Ondansetron 8 mg ( un antiemetico più potente del plasil)
  • Joscina N.B- BR (antispastico simile al Buscopan)
  • Atropina solfato (anche questa penso l’abbiano data contro la nausea)
  • Irinotecan 500 mg è l’unico chemioterapico, ma come agisce?? l metabolita attivo SN-38 è in grado di inibire la topoisomerasi I, enzima responsabile della rottura-ricucitura del singolo filamento di DNA al fine di provocare un aumento del numero di legame. L'inibizione di tale enzima porta ad aberrazioni genomiche e conseguente innesco dell'apoptosi.. Per chi non lo sapesse la tropoisomerasi è un enzima che entra a far parte dei recettori G di membrana, come studiato dai ricercatori del  Moores Cancer Center dell'Università della California. La struttura dell’Irinotecano è molto simile a quella del colecalciferolo, solo che sono stata apportate delle modifiche per renderlo ancora più efficace, tali modifiche possono essere responsabili nel 30% dei casi di nausea. Le modifiche penso siano state apportate anche per questioni di brevetto, le case farmaceutiche ci guadagnano sui brevetti. L’Irinotecano a dosi alte può dare nausea, guarda caso anche per il colecalciferolo il primo sintomo di sovradosaggio è la nausea ed il vomito. Quello che è significativo è che l’Irinotecano non inibisce la funzione midollare e quindi anticorpale. Ma cosa sono i recettori G di membra, vediamo quello che hanno scoperto i ricercatori: I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici strettamente legate al DNA, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, ceri prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G  ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità. Persa questa si ha il tumore. Ed è chiaro come in questa complessità i recettori G possano essere alterati o distrutti dalle sostanze così dette cancerogene, che non saranno solo sostanze inerti come il benzopirene, i catrami, l’asbesto, ma pure fattori infettivi come virus (es il Sarcoma di Kaposi nell’AIDS), certi funghi quali le varie specie di Candida, di Histoplasma Capsulatum, ma soprattutto i fattori che presiedono alla cascata infiammatoria. Infatti, si da il caso che virus, funghi, sostanze cancerogene possano causare un infiammazione cronica, che inattiva l’attività del colecalciferolo, e determina uno scollamento cellulare e quindi una perdita di direzionalità frà le cellule e la conseguente regressione a livello di staminali. Si ha risposta immunitaria?? Certamente, perché l’alterazione di tutte queste proteine complesse può determinare a livello di membrana una diversa conformazione delle cellule che vengono riconosciute o possono essere riconosciute come estranee, troppo spesso la risposta è modesta, ma va potenziata, ed io credo che sia l’unica via per sconfiggere i tumori. I marker tumorali? Sono dati semplicemente dalla diversa conformazione cellulare che si determina, e dalla specificità della biochimica di ogni organo. A mano a mano che le cellule diventano sempre più indifferenziate, la specificità dei marker tumorali si perde e per questo è spesso difficile risalire da una metastasi all’organo di origine, e non sempre è possibile farlo. Nella speranza che la medicina si orienti verso fattori che stimolano al massimo l’immunità, e non solo a fattori che la deprimono gravemente, io lascio questo messaggio , per altro riconosciuto dai più recenti studi sui tumori.

Come vedete dopo le ultime scoperte sulla funzione dei recettori di membrana, qualcosa si stà svegliando presso i centri oncologici, è da augurarsi che la cosa continui.



#102 SauroClaudio

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Inviato 11 febbraio 2015 - 10:28

Questo 5 giorni fa: Mi è capitato 9 giorni fa di prescrivere per la prima volta l'Itraconazolo ad una paziente oncologica. E' una paziente particolarmente grave con un carcinoma mediastinico, ma che ha dato metastasi ovunque , ritenuta subito inoperabile, e proposta per una chemioterapia d'urto. Alla prima chemioterapia è stata malissimo, per cui l'ho indirizzata al Centro Termooncologico del Prof. Pontiggia di Pavia, che usa solo termoterapia focalizzata e generalizzata. Ormai ha fatto 6 termoterapie generalizzate viste le metastasi. Ma subito, appena l'aveva vista Pontiggia mi aveva telefonato e mi aveva detto " è troppo grave, penso che anche la termoterapia non possa fare nulla". Questa mattina, dopo 9 giorni che prende Itraconazolo (Pontiggia non lo sa ancora), il professore mi telefona in ambulatorio e mi dice " sai che oggi è venuta quella tua paziente tanto grave, ebbene ha fatto dei miglioramenti che sinceramente non mi aspettavo, a me sembrava una cosa incredibile, ma li ha fatti, per cui ho proposto di prolungare le termoterapie generalizzate, a proposito diamoci del tu, non mi dare più del lei" Io ho risposto "sono d'accordissimo che si continui con altre sedute, ma non c'è bisogno, se intravedi dei miglioramenti che tu me lo faccia sapere, anche se ne ho sempre piacere". Ma nel frattempo pensavo subito all'Itraconazolo.
Sapete perché si era meravigliato tanto il Prof Pontiggia, perché la gamba Dx che era gonfissima (ostruzione dei vasi linfatici) a causa delle metastasi al bacino si era completamente sgonfiata dopo solo sei sedute di termoterapia, neppure associate a chemioterapia ed a radioterapia.Io potrei aggiungere dopo nove giorni che prendeva un antifungino ed anti candida: l'Itraconazolo alla dose di 200 mg al giorno, la dose che si usa per una polmonite da candida. Che sia stata la termoterapia o l'Itraconazolo??? Io credo di più l'itraconazolo se il Prof. Pontiggia si è meravigliato tanto. Adesso aspettiamo l'esito della RM.
Vorrei approfittarne per segnalare un grosso errore che ho fatto in un mio post precedente, la candida entra soprattutto per via polmonare e non tanto per via intestinale.



#103 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 12 febbraio 2015 - 12:12

Volevo far presente una cosa che ritengo importante e che può rientrare benissimo in questa discussione. Vorrei invitare tutti a non far usa di paracetamolo anche per le più piccole cose, tipo una febbre di 37°, cosa che si vede comunemente fare da tutti ed ordinato a valanga perfino dalla classe medica, oltretutto il paracetamolo è un prodotto da banco che si può acquistare in farmacia anche senza ricetta, ed è considerato, anche grazie alla pubblicità, una panacea universale. Se aveste la fortuna di andare in una corsia di ospedale e pure nei Centri Oncologici, potreste constatare che il paracetamolo viene usato a sproposito, fleboclisi di paracetamolo per alleviare il dolore, paracetamolo quando la febbre supera i 38,5°. Il paracetamolo inibisce un enzima importantissimo, la glutatione perossidasi, è il principale enzima endogeno che abbiamo per neutralizzare i radicali liberi. Questo non è un segreto, stà scritto sul Harrison e su altri testi autorevoli come ad esempio Current Therapy. Il paracetamolo può causare se si superano i 4 gr/die un epatite abbastanza grave, la così detta “Epatite da Paracetamolo” che troverete su qualsiasi testo di medicina. C’è però da sottolineare che il bambino piccolo è particolarmente carente di glutatione perossidasi, per cui nel bambino l’epatite può essere più frequente. Non solo, ma il paracetamolo sopprime la glutatione perossidasi anche a dosi relativamente basse (1 gr/die), cioè a dosi che si usano comunemente in terapia, ma nel contempo causa una caduta delle difese immunitarie. Lo constato continuamente ogni giorno soprattutto in bambini con tracheiti e bronchiti che non guariscono ed ai quali le mamme sono solite dare il paracetamolo come panacea, tolto il paracetamolo guariscono subito. Lo dico, perché il suo uso, se abbinato a qualsiasi chemioterapia naturale ne sopprime l’effetto immunostimolante, e cioè esattamente quello che si cerca di ottenere con le sostanze naturali immunostimolanti. C’è da dire che la febbre non andrebbe mai abbassata nell’adulto a meno che non superi i 39°, perché con la febbre è dimostrato che c’è maggior produzione di anticorpi, cioè la febbre è una reazione naturale dell’organismo per produrre anticorpi. Se supera i 39° nell’adulto è sufficiente assumere 2 litri di acqua fresca di rubinetto con dentro sciolti 4 limoni , e la febbre si abbasserà come con il paracetamolo. Se proprio non si abbassa è consigliabile assumere 2 gocce di metamizlo sodico (novalgina) ogni mezz’ora, in modo da portare la febbre a 38,5, e non sotto i 38,5. Una goccia ogni ora si può dare anche nel bambino (di metamizolo sodico) e generalmente in tre ore la febbre si abbassa sotto i 38°. Nel bambino va tenuta più bassa che nell’adulto per il pericolo di convulsioni. Ma anche nel bambino funziona benissimo acqua e limone. Inoltre non si ricorra agli antibiotici se non nei casi veramente necessari, spesso anche gli antibiotici abbassano le difese, fanno passare il mal di gola, ma puntualmente questo si ripresenta una settimana dopo. Ed allora bisogna agire in altro modo, stimolando le difese. Devo dire che io vedo moltissimi bambini, le mamme me li portano perché non guariscono con le cure del pediatra, ma in cosa consistono queste cure?? nella somministrazione di paracetamolo e di antibiotici. Quello che è più grave è che moltissimi bambini sono rachitici (torace a botte) e pochi pediatri hanno l’accortezza di prescrivere Vit D; ora il rachitismo predispone alle bronchiti inoltre determina una caduta del sistema immunitario. Vedo sempre, che tolto il paracetamolo, e somministrata Vit D  i bambini guariscono, sempre e non si ripresentano le bronchiti o le tracheiti o le faringiti.



#104 SauroClaudio

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Inviato 13 febbraio 2015 - 06:12

http://www.humanitas..._UKlyc.facebook

Molto interessante, ritornano in auge i funghi come genesi o fattori fondamentali del tumore; si tenga presente che l'asperegillus è strettamente imparentato con la candida, riporto una parte: Questo lavoro segna una tappa fondamentale nel percorso che il nostro gruppo di ricerca sta compiendo e che dall'identificazione della molecola porta alla sua applicazione al letto del paziente come nuovo diagnostico e potenziale agente terapeutico. PTX3 è infatti attiva contro alcuni microbi patogeni, come il fungo aspergillus fumigatus,che è un flagello nei pazienti affetti da tumore. Abbiamo fatto un passo avanti che ci consentirà di ottimizzare l'attività antimicrobica di PTX3."


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#105 SauroClaudio

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Inviato 14 febbraio 2015 - 07:44

Quindi stando alla studio sopra, un grosso gruppo di ricerca si è focalizzato su un antimicrobico, o meglio un antifungino per sconfiggere il tumore, e ci è riuscito sintetizzando una nuova molecola il PTX3. Mi pace che si dice nel rapporto che il PTX3 è un antimicotico ed antifungino, in tal caso dovrebbe avere uno spettro talmente ampio da superare tutti gli antimicotici ed antifungini esistenti. Questo lo dico perché gli antifungini, generalmente hanno un meccanismo di azione che agiscono solo sui funghi, Asperegillus. tutte le specie di Candida, Histoplasma Capsulatum ecc. Idem per gli antimicrobici , agiscono sui microbi (staffilococco, streptococco ecc) e non sui funghi. Mi piace che si nomina l’Asperegillus Fumigatus non dicendo che è uno stretto parente della Candida, dei vari tipi di Candida, pertanto , io credo, avendo ampio spettro il PTX3 non può non agire anche sulla Candida, e probabilmente su altri tipi di fungo. Si dice anche che il PTX3 è un mediatore dell’infiammazione, e questo mi pare che sia ovvio, se ciò che sostiene l’infiammazione è un fungo, è chiaro che eliminandolo si “modula” anche l’infiammazione. Pertanto per non tirar in ballo Tullio Simoncini, super indagato perché curava con il bicarbonato di sodio e perché gli è morto un paziente terminale, si nomina l’Asperegillus e non la Candida, nominare quella sarebbe una bestemmia. Ma è chiaro che un farmaco che uccide l’Asperegillo uccide pure la Candida, sono sostanzialmente lo stesso fungo. Inoltre il PTX3 diventa indirettamente anche un marker tumorale, e cioè modulando l’infiammazione va nel contempo a modificare tutti gli altri marker tumorali che attualmente si testano compreso il vecchio indice di infiammazione PCR (e sicuramente anche la VES che è un marker tumorale aspecifico, come la CEA). Abbiamo visto che prima del tumore ci stà sempre un infiammazione, ed è proprio la cascata infiammatoria che va a scollegare quei famosi recettori G di cui abbiamo tanto parlato. Qualche fattore della cascata infiammatoria va ad inattivare l’azione del colecalciferolo e del retinolo, diminuendo in tal modo le difese organiche ed aprendo la strada all’Asperegillo ed alla Candida che possono in tal modo entrare in circolo tramite le spore che sono piccolissime ed incistarsi nelle cellule causando il tumore in quell’organo che è più predisposto anche per via genetica. Per questo i ricercatori consigliano di tenere alti i valori ematici di Vit D e di Retinolo, perché diventano un ostacolo all’azione delle sostanze cancerogene, ed alle infezioni in particolare. Pare che la soglia critica per la Vit D sia 7 ng/ml (il range terapeutico è 30-100), e cioè un valore bassissimo al quale i recettori di comunicazione letteralmente saltano aprendo la porta ad infezioni opportunistiche. Detto ciò risulta chiaro, che in caso di tumore occorre tenere alti i livelli di queste vitamine e nel contempo somministrare un fattore antiinfettivo come quello recentemente trovato da questo studio visto che dice espressamente che “l’asperegillus (e direi anche la Candida sua stretta parente) è un flagello per gli ammalati di tumore”. Cose incredibili, si rispolverano i funghi dopo che si era detto espressamente dalla Medicina Ufficiale “ che i funghi non centrano niente con il tumore” (sic).  Gli ultimi studi hanno dato ragione a chi sosteneva il contrario.



#106 SauroClaudio

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Inviato 15 febbraio 2015 - 08:42

 


Nell'infiammazione cronica si ha predisposizione per lo sviluppo di tumori per un alterazione dell'adesività frà le cellule e conseguente incapacità delle cellule di comunicare fra loro. Ciò va a determinare un disturbo della funzione dell'ergocalciferolo che presiede le proteine G che sono determinanti per l'adesività cellulare. Da qui si capisce perchè la cirrosi epatica (che è un processo infiammatorio cronico), l'epatite cronica attiva, e l'ulcera gastrica , il morbo di Crohn, e la colite ulcerosa possono degenerare in tumori, generalmente in carcinomi; ma è fatto constatato che tutte le infiammazioni croniche possono degenerare in tumori. I tumori non sono mai causati da un alterazione genetica ma da una regressione delle cellule a livello staminale con conseguente passaggio alla glicolisi anaerobia e moltiplicazione incoordinata ed indeterminata e formazione di metastasi
la vitamina D-3 si lega a dei recettori antinfiammatori"le VDR che forma dei dimeri con ilrecettore dei retinoidi RXR e RAR e dei dimeri con i ligandi degli acidi grassi insaturi ppar-gamma ......tutti questi recettori attivati e dimerizati stimolano l'espressione di citochine antinfiammatorie, enzimi antinfiammatori, favoriscono l'apoptosi e stimolano la DIFFERENZIAZIONE CELLULARE.



#107 SauroClaudio

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Inviato 15 febbraio 2015 - 09:35

Interessante studio sulla Vit D come antiinfiammatorio e nel Lupus Eritematoso Sistemico

Può la vitamina D influire sulla prevenzione e sulla prognosi del Lupus Eritematoso Sistemico?

Una review pubblicata su Clinical Rheumatology esamina le proprietà immunoregolatorie della vitamina D e il suo possibile ruolo nei meccanismi patogenetici delle malattie autoimmuni, come il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) , suggerendo una supplementazione di vitamina D per correggere lo stato carenziale caratteristico di questi pazienti che sembra interferire con l’attività e la cronicità della malattia.

Nell’ultimo decennio del numerose ricerche hanno mostrato come la vitamina D sia coinvolta nell’omeostasi del sistema immunitario. L’esistenza di recettori per la vitamina D (VDR) è inoltre documentata in diversi tessuti e cellule, così come la presenza dell’enzima 1-α-idrossilasi in tessuti quali prostata, polmone, placenta, paratiroide ghiandole, colon, cellule β del pancreas e cellule del sistema immunitario. Queste scoperte confermano quindi l’esistenza di una produzione locale di vitamina D attiva con effetti sia paracrini sia autocrini, a supporto dell’implicazione di questa molecola in altre funzioni di regolazione non legate esclusivamente al metabolismo osseo. In particolar modo lo studio di questa vitamina si è incentrato sulle proprietà immunomodulanti; i VDR sono infatti localizzati su macrofagi, cellule dendritiche, cellule B, T e soprattutto sulle cellule immunitarie immature del timo e i linfociti T CD8. L’azione antinfiammatoria della vitamina D è stata largamente dimostrata attraverso studi in vitro. . Da questi studi è emerso che la vitamina D è in grado di inibire l’attività delle cellule Th1 e la produzione dell’IL-2, INF-γ e TNF-α. Inoltre l’1,25(OH)2D esercita un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule T e può anche modificare il profilo della citochina Th2, con un maggior effetto antinfiammatorio e immunoregulatore. Queste proprietà hanno portato alla ricerca di un possibile ruolo nei meccanismi patogenetici delle malattie autoimmuni come il Lupus Eritematoso Sistemico. A tal proposito sono stati condotti più di cento studi sulla vitamina D e il Lupus Eritematoso Sistemico, revisionati da Schneider e colleghi della Division of Rheumatology dell’Hospital de Clínicas e della Universidade Federal do Rio Grande do Sul (Porto Alegre, Brazil). NLo scopo della review era stabilirne una possibile correlazione fra vitamina D e LES. Diversi studi attestano che la carenza di vitamina D è molto diffusa tra la popolazione nei pazienti con LES piuttosto che nella popolazione generale, spesso a causa di fattori noti come la fotoprotezione.L’utilizzo di farmaci quali glucocorticoidi e idrossiclorochina, potrebbero inoltre interferire con il metabolismo della vitamina D. Altri studi evidenziano che la carenza di vitamina D può essere un fattore di rischio per lo sviluppo del LES (spesso associato ad anomalie immunologiche), ed altri ancora suggeriscono un’associazione tra maggiore attività della malattia e bassi livelli sierici di vitamina D. Spesso però alcuni di questi studi presentano risultati controversi, soprattutto a causa delle differenze fra le popolazioni studiate. “I ricercatori hanno cercato di stabilire la prevalenza della carenza di vitamina D e la sua importanza per vari aspetti clinici della malattia, come l’attività della malattia, il danno cronico associato alla malattia e i parametri clinici e di laboratorio” ma, come affermano gli stessi autori “una domanda che rimane senza risposta è se la carenza di vitamina D cambia il corso e la prognosi del LES”. Per capire se la correzione della carenza di vitamina D può influenzare il corso del LES, sono stati presi in considerazione dagli autori i pochi studi sulla supplementazione di vitamina D, potenziale agente antiinfiammatorio e immunosoppressore nella prevenzione e nel trattamento di questa patologia. Da questi studi emergono dei dati incongruenti e non confrontabili a causa delle differenze in termini di disegno di studio, obiettivi prefissati, parametri valutati e supplementazione di vitamina D. sono Tuttavia sono in corso alcuni studi clinici valutando atti a valutare l’efficacia di diverse dosi di vitamina D – in particolare 800, 2000 e 4000 UI/die – , sia nel trattamento che nella prevenzione del LES. Molti esperti sono concordi nel definire i range di vitamina D, detta anche 25-idrossicolecalciferolo o 25(OH)D, carenza che indicano uno stato carenziale (livelli inferiori a 20 ng / mL), un’insufficienza (livelli compresi tra 21 e 29 ng / mL) e la sufficienza (livelli pari o superiori a 30 ng / mL). Tuttavia la review condotta da Schneider e colleghi, evidenzia che, di fatto, le concentrazioni ottimali di 25(OH)D necessarie per il corretto funzionamento del sistema immunitario non sono state ancora ben definite. Nonostante non ci siano ancora evidenze chiare sulla supplementazione di vitamina D nel Lupus Eritematoso Sistemico, ancora oggetto di dibattito, molti esperti raccomandano che la carenza di vitamina D in questi pazienti sia opportunamente corretta, tenendo comunque sotto controllo i livelli sierici del 25(OH)D. “La deficienza di vitamina D è associata con il LES, e sembra interferire con aspetti clinici quali l’attività di malattia e la cronicità. Tuttavia, gli studi sulla supplementazione sembrano dimostrare l’assenza di miglioramenti dei sintomi clinici nei pazienti con LES”, spiegano la Dott.ssa Schneider e gli altri autori della review ( forse perchè si sono usate dosi troppo basse, infatti il livello di Vit D nel sangue in queste patologie come nei tumori, deve essere portato ai livelli massimi del range terapeutico e cioè 95 mg/cl) Poi aggiungono che “sono necessari trial clinici per determinare come la supplementazione di vitamina D influisca sulla fisiopatologia del LES e possa contribuire all’immunomodulazione della malattia e al trattamento”. Infine gli autori ci lasciano inaspettatamente con una domanda: “La vitamina D potrebbe rappresentare solo un epifenomeno o potrebbe effettivamente cambiare la suscettibilità al LES, il suo corso e la prognosi?”I medici ed i pazienti con LES aspettano fiduciosi che la risposta possa presto arrivare.

 

Rif.

Schneider L. et al. Vitamin D and systemic lupus erythematosus: state of the art. Clin Rheumatol 2014.

Da questo studio emergono chiaramente i meccanismi antinfiammatori della Vit D e come questa possa risultare utile in patologie infiammatorie sistemiche. Essendo un antinfiammatorio che agisce alla base dell'infiammazione (con meccanismo completamente diverso dai FANS) può risultare chiara anche la sua azione antitumorale sicuramente come preventivo, e forse ad alte dosi anche come curativo. I ricercatori di numerosi stati sono ormai concordi nel ritenere che supplementi di Vit D prevengano 17 tipi di tumore.

Questo probabilmente è legato alla sua azione antinfiammatoria che è selettiva nei confronti dei recettori di comunicazione cellulare. Qualsiasi infiammazione infatti può determinare uno scollamento di questi recettori di membrana che come abbiamo visto sono costituiti da proteine assai complesse. Lo scollamento abbiamo già visto che determina il tumore. Tutte le sostanze cancerogene compresi virus e funghi possono contribuire all'infiammazione, anzi è più giusto dire che alla base del tumore c'è sempre un infiammazione. I FANS ed il Cortisone fanno poco o nulla contro questa infiammazione perchè probabilmente non vanno a toccare certi fattori che stanno alla base dell'infiammazione stessa. La Vit D invece agisce a livello di "base" e cioè ha una funzione veramente curativa e non sintomatica.

Già io stesso mi ero posto la domanda del perchè persone con dolori articolari diffusi , con la somministrazione di Vit D, avvertano la scomparsa completa di questi dolori. Ora trovo la risposta più che esauriente in questo studio.

Pertanto un supplemento di Vit D dovrebbe essere dato sempre fin dalla nascita, per prevenire non solo la decalcificazione ossea ma anche tutte quelle patologie legate all'infiammazione e soprattutto per prevenire i tumori.

Purtroppo questo non si fa ancora, è auspicabile che si faccia al più presto.



#108 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 15 febbraio 2015 - 11:06

Numerosi studi hanno evidenziato l’attività antiinfiammatoria della Vit D. Come agisce??

“”Da questi studi è emerso che la vitamina D è in grado di inibire l’attività delle cellule Th1 e la produzione dell’IL-2, INF-γ e TNF-α. Inoltre l’1,25(OH)2D esercita un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule T e può anche modificare il profilo della citochina Th2, con un maggior effetto antinfiammatorio e immunoregulatore”

Pertanto l’attività antinfiammatoria della Vit D si differenzia da quella dei FANS e del cortisone perché agisce più in profondità, non è solo sintomatica ma è curativa. Questi studi mi hanno dato ragione del perché molti pazienti che avevano dolori articolari, dopo la somministrazione di Vit D, dopo qualche giorno i dolori scomparivano. Agendo sull’infiammazione in profondità la Vit D agisce anche sui recettori G di comunicazione cellulare, prevenendo che questi “saltino” e pertanto prevenendo i tumori.

Che favoriscono l’attività antiinfiammatoria della Vit D ci sono moltissime sostanze vegetali, ed in particolare:

  • Aglio e cipolla per i polifenoli e l’allicina
  • I broccoli e le verze per i glucosinolati, ed i gruppi S-H
  • Le carote per il carotene naturale ed il falcarinolo
  • La curcuma ha una potentissima azione antitumorale pare soprattutto per la curcumina
  • La liquirizia pura: è una delle più ricche fonti di bioflavonoidi (che danno il colore nero alla liquirizia) potenzia l’attività della Vit D ed esercita un potente effetto immunostimolante. Poiché può dare a dosi alte un leggero Iperaldosteronismo con ritenzione di sodio ed ipertensione, non conviene mai superare i 15 gr/die; per scongiurare l’effetto ipertensivo è sufficiente bere molta acqua con succo di limone.
  • Il limone per i bioflavonoidi, e le numerose vitamine che contiene.
  • Lo zenzero per il gingerolo e lo zenzerone
  • I frutti di bosco ricchi di antocianine e soprattutto mirtilli, ribes nero, sambuco nero.
  • Molte piante aromatiche ad olii essenziali perché contengono terpeni
  • Il succo di pomodoro cotto , perché contiene licopene
  • I ravanelli per le antocianine
  • Il tè verde pare soprattutto per le catechine
  • Lo Yogurt, perché determina una flora probiotica intestinale; studi su ampia scala hanno visto che lo Yogurt riduce dell’78% l’incidenza dei tumori in genere. Lo Yogurt non è come il latte, la sua composizione chimica è completamente diversa. Conviene assumerne un cucchiaio dopo ogni pasto per mantenere una flora probiotica intestinale.

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#109 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 15 febbraio 2015 - 11:22

Intanto faccio una premessa, visto il numero di domande che mi ritrovo alzo bandiera bianca. Chiaramente non posso rispondere a tutti, invito gli interessati a leggere quello che ho postato, troveranno tutte le risposte. Andate sul forum “Quelli dell’artemisia annua” andate su FILE premete e troverete tutti i miei post. Detto questo volevo mettere in luce un attività importantissima della Vit D, l’attività antinfiammatoria con meccanismo completamente diverso da quello dei FANS e del cortisone. Mentre i FANS hanno un azione antinfiammatoria superficiale, il cortisone più profonda ma completamente diversa, la Vit D ha un azione antinfiammatoria profonda, non sintomatica e che si protrae per molto tempo dopo la somministrazione. Non è immediata come per i FANS ed il cortisone ma lenta, si manifesta dopo qualche giorno dalla somministrazione di una dose massiccia, e si protrae nel tempo anche per un anno. Io fin dall’inizio quando ho riportato lo studio dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, sui recettori G di comunicazione avevo prospettato che l’infiammazione fosse un fattore determinante per lo scollamento dei recettori (in mancanza di Vit D) ma non conoscevo ancora alcuni studi che avevano evidenziato che la Vit D è un potente agente antiinfiammatorio, anzi la sua carenza stà alla base dell’infiammazione. Quindi la diatesi tumorale e cioè la predisposizione a sviluppare tumori è proprio data dall’infiammazione. I così detti fattori infiammatori non sono altro che dei pretesti per causare un infiammazione che si manifesterà il più delle volte in forma latente ed inavvertita negli organi geneticamente più predisposti. Quindi fumo e catrami per il fumatore causeranno un infiammazione degli alveoli che potrà evolvere in tumore, un infiammazione latente di qualche piccolo nodulo a livello delle mammelle potrà causare un tumore mammario (ovviamente l’infiammazione si deve cronicizzare), un infiammazione intestinale causerà un tumore intestinale, un infiammazione epatica, come nella cirrosi, causerà un tumore epatico ecc  Con l’infiammazione cronica si ha anche una caduta delle difese immunitarie, ed è chiaro che in questo contesto si possono inserire anche fattori infettivi come certi virus, l’asperegillo e la candida, i quali una volta inseriti non faranno altro che sostenere l’infiammazione. Ma cosa fa l’infiammazione cronica oltre che causare lo scollamento cellulare e quindi il tumore?? L’infiammazione causerà un ulteriore caduta della Vit D, intendo dire che qualche fattore della cascata infiammatoria va a mangiarsi la Vit D per cui è molto difficile in chi è ammalato di tumore portarla alta, e questa è una costatazione che ho fatto innumerevoli volte. Inoltre non sarà casuale che gli ammalati di tumore hanno tutti la VES alta o perlomeno mossa; la VES, immagino lo sappiate è il più affidabile indice di infiammazione. Ebbene, non serve che ci sia il tumore, è sufficiente che ci sia una VES alta per rendere difficile il riporto della Vit D a valori alti, come consigliano i ricercatori. La VES diventa così anche un marker aspecifico di tumore che indica soprattutto la predisposizione a sviluppare tumori, e poi resterà alta anche quando il tumore si è sviluppato. Questo meccanismo vale anche per i tumori del sangue (leucemie) se qualche metallo pesante va a depositarsi nel midollo osseo e causa li un infiammazione cronica, e così pure dicasi per i linfomi, linfosarcomi ecc Intendo dire che il meccanismo è univoco, e l’infiammazione cronica fa perdere i  recettori di comunicazione a qualsiasi livello, ma soprattutto la direzionalità alle staminali, nel 90% dei casi il tumore inizia e si sviluppa partendo dalle staminali. Poi è chiaro possiamo avere un enorme varietà di tumori, perché le staminali, senza regola possono prendere qualsiasi direzione. Da qui la raccomandazione dei ricercatori di portare, in chi è affetto da tumore , la Vit D a livelli alti, perché curando l’infiammazione noi ostacoliamo lo sviluppo del tumore proprio perché questo non troverà più l’humus adatto a svilupparsi ed a dare metastasi. In sostanza, e lo ripeto, il tumore necessita di un terreno infiammato per svilupparsi. Oltre alla Vit D per sfiammare questo terreno abbiamo visto che è molto importante anche la Vit A e tutti quei fattori vegetali che facilitano l’azione della Vit D, anzi direi di queste due vitamina A e D, tipo i flavonoidi, le antocianine, oligoelementi, una dieta alcalinizzante ecc. Riporto in sintesi il meccanismo antinfiammatorio della Vit D anche se non è alla portata di tutti: “”Da questi studi è emerso che la vitamina D è in grado di inibire l’attività delle cellule Th1 e la produzione dell’IL-2, INF-γ e TNF-α. Inoltre l’1,25(OH)2D esercita un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule T e può anche modificare il profilo della citochina Th2, con un maggior effetto antinfiammatorio e immunoregolatore”

La scoperta è stata fatta da Schneider L. et al. Vitamin D and systemic lupus erythematosus: state of the art. Clin Rheumatol 2014 e penso che sia la scoperta del secolo, quella che aprirà veramente la strada per la cura dei tumori.


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#110 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 16 febbraio 2015 - 12:04

Se qualcuno mi sapesse dire cosa sono queste forme in un operato di tumore allo stomaco (45 anni di età)
https://flic.kr/p/qVJcLG
https://flic.kr/p/rdi8nz
https://flic.kr/p/rdcnt9
E poi ce ne sono molte altre di simili.
Ed ho avuto l'accortezza di pulire il vetrino estremamente bene.



#111 diamanda

diamanda

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Inviato 16 febbraio 2015 - 04:08

Sai che di recente mi sono fatta moltissime domande proprio sul tumore? mio padre è morto due anni fa di tumore ai polmoni, a causa dell'amianto, dicono loro. Io ho avuto dei noduli alla tiroide e ho dovuto fare un'operazione per togliere la tiroide. Io sono convinta che certe cose si sappiano ma non si voglia appunto interferire sugli interessi delle case farmaceutiche. Qualche tempo fa ho trovato un video di un oncologo che era una guida alla spesa per cercare di prevenire i tumori con un'alimentazione adeguata. il video era questo: https://www.youtube....h?v=-DyqZyE5vP4


l'unico limite dell'uomo è se stesso.

#112 darkdog74

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Inviato 16 febbraio 2015 - 04:13

Sai che di recente mi sono fatta moltissime domande proprio sul tumore? mio padre è morto due anni fa di tumore ai polmoni, a causa dell'amianto, dicono loro. Io ho avuto dei noduli alla tiroide e ho dovuto fare un'operazione per togliere la tiroide. Io sono convinta che certe cose si sappiano ma non si voglia appunto interferire sugli interessi delle case farmaceutiche. Qualche tempo fa ho trovato un video di un oncologo che era una guida alla spesa per cercare di prevenire i tumori con un'alimentazione adeguata. il video era questo: https://www.youtube....h?v=-DyqZyE5vP4

Berrino... beh hai citato un nome non proprio di nicchia. E' molto conosciuto ;)


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#113 SauroClaudio

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Inviato 16 febbraio 2015 - 11:39

Sono perfettamente d'accordo con il Dott. Berrino.

Comunque questa sera volevo postare un altra cosa, almeno mi giudicaranno completamente pazzo.

 

Sentite cos’ho scoperto questa sera pensando ad un fatto che mi è capitato. Ad una signora affetta da metastasi al bacino e con la gamba dx gonfia perché i linfatici erano bloccati dalle metastasi avevo dato lo Sporanox 100 che ha preso per 9 giorni (oltre alla mia CHEMIOTERAPIA NATURALE), dopo 9 giorni la gamba dx si è sgonfiata ma si è misteriosamente gonfiata la gamba sx. Pensando ad una flebite della gamba sx, ho prescritto la Seleparina, ma la gamba non si sgonfiava, allora ho prescritto un antibiotico, Amoxicillina 1 gr x2/die pensando ad un infezione associata alla flebite, ma la gamba non si sgonfiava, è andata a fare la settima seduta di termoterapia dal Prof. Pontiggia il quale mi ha cambiato l’Ampicillina con il Bactrim. Ora dovete sapere che il Bactrim è un vecchio sulfamidico composto da due molecole in modo che non si creino resistenze, ed infatti dopo 50 anni che è in commercio il suo spettro d’azione rimane invariato, agisce ad ampio spettro, pensate perfino sui bacilli della peste, del colera e del tifo. Ebbene come agiscono i sulfamidici? Lo sapevo, ma per avere ulteriori informazioni sono andato a spulciare Wikipedia; ecco cosa dice:

“I sulfamidici o sulfonamidici sono una classe di farmaci di tipo sintetico con azione antibatterica. Chimicamente sono delle solfonammidi, ossia contengono nella struttura chimica un gruppo composto da un atomo di zolfo di valenza 6, doppiamente ossidato con ossigeno ed un legame con un atomo d'azoto amminico. La formula di struttura generale è R-SO2-NH2, dove R- è un gruppo chimico aromatico o eteroaromatico. Di ampio uso in passato, sono stati oggi sostituiti da altre classi di composti, salvo qualche eccezione.

Usati nel trattamento di infezioni batteriche, sono inibitori competitivi dell'enzima diidropteroato sintetasi,del quale è substrato l'acido p-amminobenzoico (PABA), cui somigliano per la disposizione nello spazio degli atomi. Sostituendosi al PABA nell'enzima, bloccano la sintesi dell'acido tetraidrofolico, essenziale per la sintesi e la replicazione degli acidi nucleici. La specificità dei sulfamidici verso i batteri deriva dal fatto che l'essere umano non è di per sé in grado di sintetizzare l'acido folico, ma lo assimila già preformato attraverso la dieta”

Lo sapete che gli oncologi sono terrorizzati dall’acido folico perché stimola enormemente lo sviluppo tumorale. Ebbene l’acido folico non è importante solo per le cellule dei batteri ma anche per lo sviluppo delle staminali e perché queste non perdano la direzionalità. Non ci sarebbe quindi solo la mancanza di Vit D ed il retinolo che fa perdere la direzionalità alle staminali, ma anche una carenza di acido folico. Oltretutto questo è indispensabile per la sintesi degli acidi nucleici. Dimenticavo la gamba sinistra della signora, dopo tre compresse di Bactrim si è completamente sgonfiata. Ma quello che è significativo è che l’acido folico è indispensabile nel primo trimestre di gravidanza, troverete scritto sui testi di medicina “Si raccomanda alle donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilità, di assumere regolarmente almeno 400 mcg (0,4 mg) di acido folico al giorno per ridurre il rischio di difetti congeniti. E’ fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza.” Avete capito, per scongiurare difetti congeniti al feto. Ma cosa abbiamo visto finora, in base agli studi dei ricercatori, che le cellule perdendo i recettori G di comunicazione, perdono la direzionalità e regrediscono a livello di staminali. Nelle cellule adulte pare che i recettori G siano tenuti saldi dalla Vit D e dal Retinolo, ma una volta che sono diventate staminali, cioè hanno perso la direzionalità ed hanno acquisito una glicolisi anaerobica, la Vit D e la Vit A servono a poco a meno che non sia carente l’acido folico. In mancanza di acido folico non può esserci la sintesi degli acidi nucleici e le cellule indifferenziate muoiono. Oltretutto le cellule tumorali hanno un estremo bisogno di acido folico perché la loro replicazione è veloce, e non hanno la capacità come i batteri di creare resistenze contro il sulfamidico, pertanto muoiono in breve tempo. Questo in teoria, sarebbe stupefacente che un prodotto semplice come il Bactrim e di poco costo servisse anche per la cura dei tumori. Voglio sostituire lo Sporanox con il Bactrim, oltretutto meglio tollerato (a meno che uno non sia allergico, nel qual caso manifesta un orticaria), poi vi saprò dire. Ma possibile che questo meccanismo così semplice non sia venuto in mente agli oncologi che continuamente studiano nuove molecole. No dai è impossibile, comunque voglio provare, i pazienti terminali non hanno nulla da perdere e chissà mai che non succeda il miracolo. Ovviamete la Vit D va sempre bene perchè impedisce l'infiammazione, ed anche quella con meccanismi più complessi sostiene il tumore


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#114 SauroClaudio

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Inviato 17 febbraio 2015 - 11:58

I costi della prevenzione per le forme tumorali

 

Sarò breve anche perché è tardi ed ho sonno, ma vorrei sottolineare, dopo tutto quello che abbiamo detto e dopo gli innumerevoli studi che sono stati fatti, che sicuramente la carenza di Vit D gioca un ruolo importante nella genesi dei tumori. Perlomeno la sua carenza apre una strada ai fattori cancerogeni. La sua carenza è stato appurato che può far saltare i recettori di comunicazione (proteine assai complesse) e questo fa impazzire le cellule facendolo regredire a livello di staminali . I recettori di comunicazione sono in stretto contatto anche con il DNA per cui non c’è da stupirsi se salta qualche gene diventa un marker tumorale, però non è quel gene li che da origine al tumore, è la mancanza dei recettori G di comunicazione. Oggi ho visitato una donna giovane (39 anni) che era stata operata di un K mammario, è venuta da me perché ha letto i miei articoli sul forum dell’artemisia, è stata operata un paio di anni fa, il tumore è stato diagnosticato altamente maligno per cui le hanno fatto una trentina di sedute di chemioterapia ed altrettante di radioterapia, risultato adesso è piena di metastasi.

Sentendo molti altri che mi scrivono in condizioni analoghe devo trarre la conclusione che la chemioterapia e la radioterapia è un completo fallimento. Pertanto io credo che l’oncologia dovrà prendere un'altra strada se vuol far vivere e guarire i pazienti oncologici.

Intanto io credo sia importante la prevenzione; certe vitamine abbiamo visto che sono indispensabili come la Vit D, la Vit A e forse altre . Sono vitamine che costano poco o nulla, esempio per per la Vit D ne basterebbero 1000 UI al giorno, per la A 2000 UI, il costo per entrambe penso si aggiri sulle 5-10 euro all’anno, non più. Poi è chiaro ci vorrebbe anche una sana alimentazione, ma sarebbero cose da insegnare fin dalle elementari e si eviterebbero, io credo,  il 90% dei tumori. Questa è la mia convinzione.

Certo salterebbero gli interessi delle case farmaceutiche sui tumori, e di molti centri oncologici, ma si eviterebbero infinite sofferenze. Io credo che sarebbe la prima cosa da insegnare alle elementari, alle medie ed anche alle superiori . In Italia e solo in Italia si spendono per i tumori 94 miliardi di euro fra visite specialistiche, ricoveri, esami e chemioterapia. Circa 1/3 di questi 94 miliardi va alle case farmaceutiche. Non si può per il denaro creare infinite sofferenze, perché di questo si tratta, delle sofferenze dell’uomo di fronte ad un tumore, sofferenza che coinvolgono anche i famigliari e molti altri.

Ci sarebbe da risollevare l’Italia con quello che si spende per i tumori, oltre al resto che è ben più importante.


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#115 SauroClaudio

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Inviato 18 febbraio 2015 - 10:10

importante sulla carenza di vit d

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23253631

 

 

 

1,25-dihydroxyvitamin D3 downregulates aromatase expression and inflammatory cytokines in human macrophages.

Villaggio B1, Soldano S, Cutolo M.

Author information

Abstract

OBJECTIVES:

 

Vitamin D deficiency seems to be involved in the development and severity of autoimmune/inflammatory diseases such as rheumatoid arthritis (RA). To evaluate the influence of calcitriol (1,25-dihydroxyvitamin D3, 1,25(OH)2D3) on aromatase expression in cultures of human macrophages, as a new target for vitamin D cell modulation and pro-inflammatory cytokine production.

METHODS:

 

Cultures of human monocytic THP-1 cells were activated to macrophages and treated for 24 hours with 1,25(OH)2D3 (10-8M), 17β-estradiol (E2, 10-8M) both alone and in combination, in order to evaluate the effects on the intracrine estrogen metabolism. Untreated human macrophages were used as controls (basal). P450-aromatase synthesis was evaluated by immunocytochemistry (ICC) and western blot analysis (WB). The expression of P450-aromatase gene (CYP19A1) was investigated by real-time PCR (RT-PCR). Macrophage pro-inflammatory cytokines IL1-β, IL-6 and TNF-α were evaluated by ELISA and WB.

RESULTS:

 

In E2 untreated condition, 1,25(OH)2D3 reduced P450-aromatase synthesis and CYP19A1 gene expression in cultured cells. Moreover, pro-inflammatory cytokine production (IL1-β, IL-6 and TNF-α) was significantly reduced by 1,25(OH)2D3 treatment (p<0.001 vs. basal for all cytokines). However, 1,25(OH)2D3 was found to significantly downregulate the E2-mediated increase in P450-aromatase synthesis and gene expression (p<0.001 for both vs. E2-treated macrophages), as well as the production of all pro-inflammatory cytokines (p<0.001 vs. E2-treated cells).

CONCLUSIONS:

 

Our data suggest that 1,25(OH)2D3 may downregulate the pro-inflammatory cytokine production in human activated macrophages by significantly decreasing the aromatase activity, especially in presence of an estrogenic milieu such as in the RA synovial tissue.

 

1,25-diidrossivitamina D3 diminuisce l'espressione dell'aromatasi e citochine infiammatorie in macrofagi umani.

Villaggio B1, Soldano S, M. Cutolo

informazioni Autore

astratto

OBIETTIVI:

 

La carenza di vitamina D sembra essere coinvolto nello sviluppo e la gravità delle malattie autoimmuni / infiammatorie come l'artrite reumatoide (RA). Per valutare l'influenza di calcitriolo (1,25-diidrossivitamina D3, 1,25 (OH) 2D3) sulla espressione dell'aromatasi in colture di macrofagi umani, come un nuovo obiettivo per la modulazione delle cellule la vitamina D e la produzione di citochine pro-infiammatorie.

METODI:

 

Le colture di monociti THP-1 le cellule umane sono stati attivati per i macrofagi e trattati per 24 ore con 1,25 (OH) 2D3 (10-8M), 17β-estradiolo (E2, 10-8M) sia da solo che in combinazione, al fine di valutare gli effetti sul metabolismo intracrine estrogeni. Macrofagi umani non trattati sono stati utilizzati come controlli (basale). Sintesi P450 aromatasi è stata valutata mediante immunocitochimica (ICC) e l'analisi Western Blot (WB). L'espressione del gene P450 aromatasi (CYP19A1) è stato indagato dalla real-time PCR (RT-PCR). Macrofagi citochine pro-infiammatorie IL1-β, IL-6 e TNF-α sono stati valutati mediante ELISA e WB.

RISULTATI:

 

In E2 condizioni non trattata, 1,25 (OH) 2D3 ridotta sintesi ed espressione genica CYP19A1 P450-aromatasi in cellule in coltura. Inoltre, la produzione di citochine pro-infiammatorie (IL1-β, IL-6 e TNF-α) è stato significativamente ridotto di 1,25 trattamento (OH) 2D3 (p <0,001 vs basale per tutte le citochine). Tuttavia, se il valore di1,25 (OH) 2D3 è risultato significativamente basso il valore all'aumento E2-mediata in P450 aromatasi-sintesi e l'espressione genica (p <0,001 per entrambi vs. macrofagi E2-trattati), così come la produzione di tutti i pro- citochine infiammatorie (p <0.001 vs cellule E2-trattati).

CONCLUSIONI:

 

I nostri dati suggeriscono che la 1,25 (OH) 2D3 bassa può determinare la produzione di citochine pro-infiammatorie nei macrofagi attivati umani diminuendo significativamente l'attività aromatasi, specialmente in presenza di un ambiente estrogenica come nel tessuto sinoviale RA.

In sostanza: le VDR che forma dei dimeri con il recettore dei retinoidi RXR e RAR e dei dimeri con i ligandi degli acidi grassi insaturi ppar-gamma ......tutti questi recettori attivati e dimerizati stimolano l'espressione di citochine antinfiammatorie, enzimi antinfiammatori, favoriscono l'apoptosi e stimolano la DIFFERENZIAZIONE CELLULARE.


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#116 SauroClaudio

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Inviato 18 febbraio 2015 - 11:59

BRACCIALETTI ROSSI

Non so da chi sia venuta l’idea di presentarci una trasmissione che non rispecchia per nulla la realtà di chi è colpito da tumore, una trasmissione che per altro ha avuto molto successo, e che questa sera  è sbarcata addirittura a Porta a Porta. Certo ragazzi che hanno avuto la gamba amputata per osteosarcoma, ma che guariscono, non riportano danni da quello che è la chemioterapia che viene implicitamente presentata come l’unica soluzione per i tumori. Ragazzi che ora stanno bene, non presentano metastasi, sono completamente guariti. Se hanno ideato una trasmissione del genere, significa che l’oncologia era entrata in crisi, troppi cominciavano a metterla in dubbio, a cercare risposte alternative. Era un pericolo visti gli affari che ci girano attorno, come ho detto 94 miliardi di euro all’anno e solo in Italia, di cui circa 1/3 vanno alle case farmaceutiche.  La realtà è ben diversa, la chemioterapia ufficiale non ha risolto nulla o quasi nulla, i pochi che guariscono sono un eccezione, l’eccezione che conferma la regola. E qual è la regola?? La tocco con mano tutti i giorni con le infinite domande che mi vengono poste, di persone anche giovani colpite da tumore che si sottopongono a cicli di chemio e radioterapia, e puntualmente il tumore si ripresenta generalmente diffuso a più organi, ormai inoperabile  ed al povero malato si propone magari un altro ciclo di chemioterapia visto che il primo ha sortito meravigliosi effetti. Purtroppo è questa la realtà che vivono gli ammalati di tumore, e non quella di BRACCIALETTI ROSSI. Quella è una fiaba come quella di Cappuccetto Rosso o della Bella Addormentata, non certo la realtà. Chi l’avrà ideata una simile fiaba?? Sarei curioso di saperlo. Non certo è nata per caso ma per un preciso motivo. Il grave è che le persone colpite da tumore continuano a soffrire ed a morire, una sofferenza accentuata anche dalla chemioterapia , da farmaci caustici (se ti cade sul braccio qualche goccia della flebo riporti un ustione), neurotossici , nefrotossici, epatotossici, assolutamente non selettivi, che non sanno distinguere la cellula tumorale dalla cellula sana. La medicina ha fallito per i tumori, ha miseramente fallito, ma si vuol far vedere il contrario, che la medicina funziona, funziona egregiamente negli ammalati di tumore. Che bugie che ci raccontano, che bugie per nascondere una realtà ben più tragica, un infinita sofferenza che ci stà sotto e che viene tenuta in piedi dalla classe medica  e dalle multinazionali del farmaco solo per motivi di lucro. Sono fermi alle tabelle di 50 anni fa, qualche farmaco è stato introdotto sembrava con grandi speranze ma che si è rivelato una bolla di sapone. Semplicemente la medicina non ha saputo cambiar rotta, invertire completamente il timone, non più farmaci che deprimono il sistema immunitario, ma farmaci che lo esaltano, farmaci che non fanno perdere i capelli e che sono tossici per il midollo osseo per il fegato per i reni e per il sistema nervoso e per tutti gli organi per dirla in breve, ma farmaci che disintossicano che esaltano l’immunità, che non fanno soffrire, e questa non è una favola ma una proposta che credo non sia stata presa in considerazione dalla classe medica (a parte alcuni che si sono dissociati ma che non sono stati presi in seria considerazione e troppo spesso emarginati). Abbiamo visto che la chemioterapia può essere diversa ed ugualmente efficace, anzi molto più efficace, una chemioterapia composta di una sana alimentazione, di vitamine, di sostanze naturali che giocano solo un ruolo positivo nell’organismo. Abbiamo visto che la vit D e la Vit A è fondamentale per la prevenzione e per la cura. Se dicessi che sono fermamente convinto che la spremuta di quattro limoni può dare un indice di sopravvivenza a lungo termine maggiore che una chemioterapia con cisplatino sarei mledetto da molti oncologi, ma il punto è che io ci credo veramente, quattro limoni vi fanno sopravvivere di più di un ciclo con cisplatino o di altro chemioterapico ugualmente tossico. Se poi prendessero in considerazione sostanze vegetali che si sono dimostrate efficaci , se prendessero in considerazione  testimonianze di guariti e credo che ormai siano tante, se si sganciassero dai vecchi protocolli e soprattutto dagli interessi, penso che la medicina farebbe passi da gigante, ma sapete cosa rispondono gli oncologi se nominate l’artemisia o la curcuma o la graviola, l’aglio, la cipolla, l’ascorbato di potassio ecc: rispondono: acqua fresa,. Perdio sono bardati come i cavalli per guardare solo in una direzione. Questa ignoranza (forse volutamente voluta),è quasi più grave delle sofferenze degli ammalati di tumore.



#117 SauroClaudio

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Inviato 21 febbraio 2015 - 06:27



Vi consiglio di leggere questo sito internet , ne vale la pena, leggetelo tutto con attenzione e non lasciatevi scappare nulla; forse in certi punti sarà anche esagerato, ma io credo che fondamentalmente sia vero:

http://www.mednat.or...ro_magnesio.htm

Sentite un po cosa dice del Cloruro di Magnesio il Medicamenta di mio padre, che risale al 1949 (mio padre era farmacista): “ Al magnesio ed in particolare ai sali alogenati di esso si sono attribuite in questi ultimi anni importanti attività biologiche e terapeutiche. Secondo Delbert sembra dimostrata l’esistenza di stati di carenza di magnesio, con i quali sarebbero in rapporto forme morbose diverse, il cancro in primo luogo. I Sali alogenati di magnesio si dovrebbero considerare come catalizzatori; l’azione catalizzante ridurrebbe la capacità di sviluppo degli elementi neoplastici maligni. . La somministrazione di cloruro di magnesio (sol al 12per mille)determinerebbe uno stato di euforia e di aumentata attività nervosa, un miglioramento delle funzioni digerenti, con diminuzione delle putrefazioni intestinali; regolarizzazione delle evacuazioni alvine (attivazione di essa negli stitici, moderazione nei diarroici); a dosi più alte di 10 gr la dose purgativa è tuttavia la regola. Una delle caratteristiche abbastanza originali di questo sale è che fa perdere completamente l’odore alle feci. Si è proposto l’uso del cloruro di magnesio nella cura dell’angina pectoris, dove pare dove secondo il Brumpt funzionerebbe egregiamente. Pare ciò sia dovuto alla vasodilatazione coronarica che determina.  Per bocca si usa con successo in talune dermatosi, quali eczemi, piaghe pruriti. Inoltre per via esterna la sua soluzione si è dimostrata efficace per la medicazione di piaghe ulcere , ferite.
Posologia: per via interna 10-30 gr come lassativo, nei bambini ci si regola a seconda del peso. . Per via esterna la soluzione di 12,5 per mille per la medicazione di ferite e piaghe anche diabetiche. Si può utilizzare anche come clistere nel retto nelle stipsi ostinate”
Questo 76 anni fa, poi sul magnesio si sono scoperte molte altre proprietà, ma quello che è significativo è che già allora si era intuita la sua azione antitumorale. Che poi la medicina, di un sale che non costa praticamente nulla, questo lo sappiamo, i motivi per le quali le sue proprietà non si insegnano alle università, questo lo sappiamo, sappiamo come si muove questa medicina che viaggia sull’onda dei brevetti e di farmaci molto costosi. I farmaci non brevettabili , anche se di buona efficacia, non vengono presi in considerazione, perché chiaramente non motivi di lucro. Questo ci ha portato a tutto il disastro della medicina ufficiale (con pazienti che escono dagli ospedali con la prescrizione di 12-14 farmaci ingestibili dallo stesso paziente) ma soprattutto alla chemioterapia attuale che si è rivelata un completo fallimento.
Dagli appunti che mi ero preso io sulla mia “medicina naturale” riporto quanto segue:
“”Cloruro di magnesio:
-    Lassativo a dosi superiori a 10 gr
-    Diuretico (5 gr/die)
-    Antiepilettico ed anticonvulsivante (5 gr/die tre volte al giorno) sia nel piccolo male che nel grande male
-    Sedativo anche a piccole dosi; a questo proposito si può fare una soluzione al 30% da prendere a cucchiaini prima di andare a letto; al mattino non lascia sonnolenza
-    Utile nell’emicrania spastica, talvolta con ottimi risultati; la dose è di 5 GR due volte al giorno
-    Eccellente ipotensivo alla dose di 5 gr due volte al giorno
-    Utile nell’eclampsia gravidica (10 gr)
-    Eccellente nel glaucoma perché abbassa la pressione endooculare (la dose è di 5 gr due volte al giorno
-    E’ eccellente in tutte le forme di intossicazione del fegato, sia nelle epatiti virali, che nel danno epatico causato da farmaci
-    Non interferisce con nessun citocromo, per cui può essere dato insieme a tutti gli altri farmaci; eventualmente è solo l’azione lassativa che può stimolare l’espulsione di ceri farmaci.
-    E’ stato usato con successo nel tetano alla dose di 30 gr/die
-    Essendo un disintossicante, può essere usato anche come antistaminico ed antiallergico

Il magnesio ha un ruolo fondamentale nel metabolismo del corpo umano.
E' il coenzima di ben 350 enzimi.
Svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo dei lipidi, dei glucidi, delle proteine, partecipa alla sintesi di atipi e lo stabilizza nel citoplasma, presiede ai meccanismi di trasporto ionico, consente la contrazione muscolare, consente la funzione delle pompe delle cellule.
È presente in grandi quantità nei semi e nelle foglie verdi.
Il fabbisogno giornaliero è di 350 mg, aumenta in gravidanza e con l'attività sportiva.
La cottura riduce fino al 75% il contenuto di magnesio.
La sua carenza determina astenia, nervosismo, contratture, morte improvvisa.
In cardiologia è usato nella terapia della torsione di punta, una aritmia mortale, infatti il esplica una attività anti aritmica.
E' usato anche nell'infarto acuto e riduce in modo sensibile la mortalità.
Studi hanno anche dimostrato la sua importanza prevenzione e terapia del diabete di tipo II.
La carenza è frequente negli alcolizzati e nelle zone dove il cibo o l'acqua sono poveri di magnesio. Nella carenza grave troviamo allucinazione e delirio.
Una gave carenza di magnesio può determinare crisi epilettiche soprattutto tonico cloniche; il magnesio per via iniettiva è il più potente antiepilettico esistente.
Deficienza di magnesio comporta a livello cardiaco, fibrosi, degenerazione cellulare, necrosi, calcificazione.
Nella sindrome premestruale i globuli rossi delle donne sofferenti di questa sindrome presentano un basso tasso di magnesio.
Contrastando l’effetto stimolante del calcio, il magnesio svolge un ruolo importante per le contrazioni neuromuscolari. Aiuta anche a regolare l’equilibrio acido-alcalino dell’organismo.
Il magnesio stimola l’assorbimento e il metabolismo di altri minerali quali il calcio, il fosforo, il sodio e il potassio.
Aiuta inoltre ad utilizzare le vitamine del complesso B e le vitamine C ed E. E’ di aiuto durante la crescita ossea ed è necessario per un buon funzionamento dei nervi e dei muscoli, compreso quello cardiaco. Secondo alcuni studi il magnesio è associato alla regolazione della temperatura corporea.

 



#118 SauroClaudio

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Inviato 21 febbraio 2015 - 11:05

IL CLORURO DI MAGNESIO

Allora vi ho già detto che i pazienti escono dagli ospedali con 8-14 farmaci di media. Molto spesso sono pazienti, anziani, dementi o con disturbi di memoria e talvolta soli per cui non riescono a gestirsi una terapia così complessa, si vanno molta confusione e troppo spesso sbagliano arrivando all’intossicazione; taluni muoiono per quello non per vecchiaia. Inoltre è stato dimostrato che l’uso di troppi farmaci generalmente accorcia la spettanza di vita anziché allungarla. Ora con quali criteri i medici prescrivano tanti farmaci è tutto da scoprire. E’ chiaro che in ospedale vengono visti da diversi specialisti ed ognuno prescrive la sua terapia, risultato un surplus di farmaci non gestibili dal paziente e spesso neppure dai famigliari. Generalmente i farmaci più prescritti sono quelli per la pressione, per il cuore, per le infezioni urinarie ricorrenti, per l’artrosi o artrite, ansiolitici ed antidepressivi per la depressione che è comunissima nell’anziano e se poi c’è diabete, generalmente uno o due farmaci, talvolta insulina  e quindi poniamo una terapia, per l’ipertensione si associano spesso tre farmaci: un calcio antagonista, un diuretico ed un sartano, per il cuore si prescrive un beta bloccante, la digitale, un antiaritmico, e la classica aspirinetta, per le infezioni urinarie ricorrenti si associano generalmente due antibiotici, un chinolonico e la fosfomicina, per l’artrosi, o l’artrite un cortisonico con un FANS  o il  paracetamolo visto che è privo di effetti collaterali (detto ironicamente.). Per la depressione si associano generalmente due farmaci, una benzodiazepina con un serotoninergico. Per il diabete uno o due farmaci ipoglicemizzanti, oppure insulina. A tutto questo spesso si associa un sonnifero, perché l’anziano spesso non dorme, farmaci per il glaucoma (almeno due colliri)

Posto ciò abbiamo parlato del Cloruro di Magnesio , un sale semplicissimo, vediamo cosa abbiamo detto che fa nel post precedente:

  • Lassativo a dosi superiori a 10 gr
  • -     Diuretico (5 gr/die) e quindi ottimo ipotensivo; può sostituire tutti e quanti gli ipotensivi (e quindi abbiamo eliminato già tre farmaci di sintesi)
  • -     Antiepilettico ed anticonvulsivante (5 gr/die tre volte al giorno) sia nel piccolo male che nel grande male
  • -     Sedativo anche a piccole dosi; a questo proposito si può fare una soluzione al 30% da prendere a cucchiaini prima di andare a letto; al mattino non lascia sonnolenza; il Cloruro di Magnesio esercita anche una buona azione antidepressiva superiore ai serotoninergici  (e quindi possiamo eliminare antidepressivi che hanno un sacco di controindicazioni e benzodiazepine, altri due farmaci eliminati)
  • -     Utile nell’emicrania spastica, talvolta con ottimi risultati; la dose è di 5 GR due volte al giorno
  • -     Eccellente ipotensivo alla dose di 5 gr due volte al giorno (già detto)
  • -     Utile nell’eclampsia gravidica (10 gr)
  • -     Eccellente nel glaucoma perché abbassa la pressione endooculare (la dose è di 5 gr due volte al giorno (dimenticavo, molti anziani usano anche farmaci per il glaucoma, possiamo eliminarli con questo semplice sale)
  • -     E’ eccellente in tutte le forme di intossicazione del fegato, sia nelle epatiti virali, che nel danno epatico causato da farmaci
  • -     Non interferisce con nessun citocromo, per cui può essere dato insieme a tutti gli altri farmaci; eventualmente è solo l’azione lassativa che può stimolare l’espulsione di ceri farmaci.
  • -     E’ stato usato con successo nel tetano alla dose di 30 gr/die
  • - Ha un azione simile ai FANS, come antidolorifico su tutti i dolori articolari sia dovuti ad artrosi che ad artrite; questo pare sia dovuto all’ottima azione antinfiammatoria che il Magnesio esercita.
  • -     Essendo un disintossicante, può essere usato anche come antistaminico ed antiallergico
  • - In cardiologia è usato nella terapia della torsione di punta, una aritmia mortale, infatti il esplica una attività anti aritmica.
  • E' usato anche nell'infarto acuto e riduce in modo sensibile la mortalità (nelle cardiopatie quindi e soprattutto nelle aritmie ed in tal senso si potrebbero ridurre alcuni farmaci per il cuore)
  • Studi hanno anche dimostrato la sua importanza prevenzione e terapia del diabete di tipo II.  (si potrebbero ridurre i farmaci ipoglicemizzanti, non eliminare)
  • Una grave carenza di magnesio può determinare crisi epilettiche soprattutto tonico cloniche; il magnesio per via iniettiva è il più potente antiepilettico esistente.
  • Deficienza di magnesio comporta a livello cardiaco, fibrosi, degenerazione cellulare, necrosi, calcificazione.
  • Nella sindrome premestruale i globuli rossi delle donne sofferenti di questa sindrome presentano un basso tasso di magnesio.
  • Contrastando l’effetto stimolante del calcio, il magnesio svolge un ruolo importante per le contrazioni neuromuscolari. Aiuta anche a regolare l’equilibrio acido-alcalino dell’organismo.
  • Il magnesio stimola l’assorbimento e il metabolismo di altri minerali quali il calcio, il fosforo, il sodio e il potassio.
  • Aiuta inoltre ad utilizzare le vitamine del complesso B e le vitamine C ed E. E’ di aiuto durante la crescita ossea ed è necessario per un buon funzionamento dei nervi e dei muscoli, compreso quello cardiaco. Secondo alcuni studi il magnesio è associato alla regolazione della temperatura corporea.

Quindi vediamo quanti farmaci potremmo eliminare usando Cloruro di Magnesio:

  • Ipertensione (almeno tre farmaci)
  • Sindrome depressivo ansiosa (almeno due farmaci quali benzodiazepine ed antidepressivi di sintesi)
  • Artrosi ed artrite (si potrebbero eliminare almeno due farmaci, cortisone, un fans ed il paracetamolo)
  • Nelle cardiopatie è ottimo nelle aritmie e nelle extrasistoli (potremmo eliminare almeno un farmaco)
  • Poiché il Cloruro di Magnesio induce il sonno, potremmo eliminare il sonnifero o perlomeno tentarci (un farmaco)

Abbiamo già eliminato 9 farmaci, senza contare che l’azione del magnesio non è sintomatica come i farmaci di sintesi, ma va molto più in profondità. Non ho annoverato tutte le altre proprietà, anche se meno comuni, ma che potrebbero comunque permetterci di eliminare altri farmaci. Quello che mi ha colpito è l’azione terapeutica nel guarire la difterite, un azione che non è stata saggiata su altri batteri, ma già l’azione sul C. Diphtheriae , che è uno dei batteri più resistenti, fa presupporre che possa essere attivo anche su molti altri batteri, e questo a dosi terapeutiche; il meccanismo potrebbe essere o un azione antibiotica diretta o un forte stimolo del sistema immunitario, o entrambi i meccanismi abbinati. E’ incredibile come il caso del Dott. Neveu sia caduto completamente nel dimenticatoio. Riporto il testo per intero:

“””Il dott. Neveu, nel 1932, utilizzò in un caso di difterite una soluzione di cloruro di magnesio nel tentativo di ridurre il rischio di reazione allergica al siero antidifterico che avrebbe poi somministrato, poiché Delbet aveva dimostrato che la soluzione poteva ridurre la risposta allergica. Quando il giorno dopo arrivarono dal laboratorio le risposte delle analisi che confermavano la difterite, e quindi prima di aver somministrato il siero, Neveu si accorse con grande stupore che la bimba era già perfettamente guarita. Dopo questo caso ne trattò altri 5 nei mesi successivi, e tutti guarirono perfettamente.

Negli anni seguenti tratta oltre 60 casi, tutti guariti senza dover mai utilizzare il siero antidifterico. Allora pubblica su una rivista medica un paio di articoli sul trattamento della difterite ed alcuni colleghi lo provano e ne confermano gli ottimi risultati.

Nel 1943 Neveu si accorge che oltre alla difterite il cloruro di magnesio era in grado di guarire anche l’altro grande flagello di quegli anni, la poliomielite. Allora cerca di ottenere una ufficializzazione del metodo, presentandolo all’Accademia di Medicina e si rivolge a Delbet che ne era membro.

Ma l’Accademia rifiuta a Delbet il permesso di effettuare la comunicazione a nome di Neveu in quanto questi non è membro dell’Accademia (cosa che in altre occasioni era stata fatta senza problemi).

Allora Delbet decide di presentarla a suo nome ma anche qui con mille scuse gli viene negato il permesso di parlare.

Dopo lunghe e accese discussioni gli viene concessa la parola ma la sua relazione non verrà mai pubblicata sul bollettino dell’Accademia. Alle proteste di Delbet viene risposto ufficialmente che ‘Facendo conoscere un nuovo trattamento contro la difterite verrebbero impedite le vaccinazioni, mentre l’interesse comune è di generalizzare le vaccinazioni stesse’”””.

Che dire, così si muove la medicina, non si può permettere che un semplice sale distrugga l’industria del farmaco, ci stanno centinaia di miliardi di euro o di dollari che dir si voglia che andrebbero persi. Non si può certo permettere.



#119 SauroClaudio

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Inviato 22 febbraio 2015 - 09:04

Altro importante studio sulla Curcuma Longa

 

Botanicamente il Turmerico, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, cui fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo. La droga, che è di un bel colore dorato, si ricava dal rizoma (parte del fusto sotterraneo della pianta Curcuma longa che viene schiacciato e polverizzato). Contiene centinaia di componenti, cui sono state attribuite oltre 300 attività biologiche diverse.

Per esempio, almeno 20 componenti possiedono una provata azione antibatterica. Tuttavia, i ricercatori si sono concentrati soprattutto su uno di questi, la curcumina. La Curcumina è il principale componente biologicamente attivo del Turmerico. La Curcumina viene estratta e concentrata e con essa vengono effettuati studi e trial clinici per le sue proprietà mediche come trattamento naturale per un gran numero di malattie.

La formula chimica della Curcumina è C21H20O6, è conosciuta anche come diferuloilmetano. L’estratto standardizzato contiene almeno il 95% di curcuminoidi, Curcumina, Demetossicurcumina e Bisdemetossicurcumina, la gamma completa di antiossidanti estratti dalla Curcuma. E’ la percentuale esatta utilizzata in numerosi studi clinici.

A differenza di molti altri antiossidanti, i curcuminoidi sono in grado sia di prevenire la formazione di radicali liberi, sia di neutralizzare i radicali liberi già esistenti, e sono considerati efficaci bioprotettori a causa di questa duplice attività .

La curcumina ha inoltre mostrato di possedere altre attività di estremo interesse, tra cui  quelle anticoagulanti, antitrombotiche, antipertensive, antinfiammatorie, antidiabetogene, , ipocolesterolemizzanti , antiossidanti, antivirali ed epatoprotettive. La proprietà antiossidante è 300 volte superiore a quella della vitamina E.

Oltre al suo componente isolato, curcumina, anche la curcuma nella sua interezza si è dimostrata capace in alcune ricerche di inibire in vitro le cellule tumorali.

In India, è utilizzata almeno da 6000 anni, come medicina, cosmetico, spezia e colorante (per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice). Per gli indiani è un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione per tutto il corpo. La medicina ayurvedica le attribuisce numerose proprietà (antibatteriche, antinfiammatorie, antiallergiche, antispastiche, ecc.), molte delle quali confermate dalla scienza moderna.

La Curcuma è stata usata come condimento in grandi quandità per centinaia di anni senza particolari reazioni avverse. Diversi studi hanno dimostrato che la Curcumina non è tossica per gli esseri umani, fino a 8000 mg/die (16 capsule al giorno).

L’americana FDA (Food and Drug Administration) classifica la Curcuma (contiene il 2 per cento di Curcumina) sostanza GRAS (General Recognition And Safety), ovvero “Generalmente Riconosciuta Sicura”. Donne in gravidanza, persone con disturbi emorragici, o calcoli biliari, dovrebbero consultarsi col proprio medico curante.

Il primo studio su questa sostanza risale agli anni ’70, quando un gruppo di ricercatori indiani dimostrò il suo effetto ipocolesterolemizzante sui ratti. Il grosso delle ricerche però prese il via circa 20 anni dopo, ad opera soprattutto del  Prof Bharat Aggarwal. Questi, negli anni ’80, fu il primo a purificare il TNF alfa e beta  (Fattore di Necrosi Tumorale), un potente fattore antitumorale prodotta dal nostro organismo. Questa molecola, infatti, è in grado di distruggere i tumori, ma solo se rilasciata localmente.

Se invece circola liberamente nel sangue, ha un effetto opposto, cioè può facilitarne la crescita: il TNF stimola una importante proteina la kappa B (NF kappa B) che a sua volta attiva una serie di geni coinvolti nell’infiammazione e nella proliferazione cellulare. Questa associazione tra infiammazione e proliferazione cellulare fece tornare Aggarwal indietro con la memoria alle sue radici indiane. Gli venne in mente che la medicina ayurvedica utilizza la curcuma come un valido rimedio antinfiammatorio.

Allora, la mise a contatto con le colture cellulari e, con sua grande sorpresa, l’attività del TNF e del  NF kappa B fu prontamente bloccata. In seguito, fu in grado di dimostrare che è soprattutto la curcumina a possedere la capacità di inibire questi fattori ed impedire la replicazione e la diffusione delle cellule tumorali.

Da allora sono stati condotti centinaia di studi. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere utile almeno in 8 tumori:  polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella e leucemia.

Sono stati descritti numerosi meccanismi d’azione per l’attività antitumorale della Curcumina. Inibizione della proliferazione delle cellule tumorali, induzione di apoptosi (una modalità di morte cellulare), inibizione della trasformazione delle cellule da normali a tumorali, inibizione del la formazione dei vasi che alimentano il tumore (effetto anti-angiogenetico), inibizione dell’invasività e delle metastasi e la soppressione dell’infiammazione sono stati collegati con l’attività antitumorale della Curcumina.

L’inibizione di COX-2 e 5-LOX, le molecole di adesione, le citochine infiammatorie, i recettori del fattore di crescita, il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), ed i fattori di trascrizione della Curcumina sono strettamente legati alla sua attività antitumorale.

La Curcumina risulta inoltre ridurre l’induzione dell’attività dell’Ornitina Decarbossilase; riduce la sintesi della Poliammina, e blocca il danno ossidativo dovuto ai Radicali Liberi e dall-acido Arachidonico, tutti questi meccanismi sono proinfiammatori, promuovono la formazione di tumori, ed hanno effetto inibitorio sul sistema immunitario.

L’azione difensiva della Curcuma si è evidenziata in tutte le forme tumorali conosciute, e si è scoperto che esiste una azione contemporanea anche sui PPAR gamma, sostanze importantissime nella regolazione del consumo energetico e della insulinoresistenza nell’uomo. Inoltre la Curcuma in associazione alle terapie oncologiche classiche va a potenziare l’azione dei chemioterapici normalmente utilizzati.

La curcumina, una volta unito con il farmaco Cisplatino migliora la soppressione e la crescita delle cellule neoplastiche del tumore della testa e del collo. Si lega all’enzima IKK, un inibitore della chinasi kappa B, ed inibisce la attivazione di un fattore di trascrizione chiamato fattore nucleare kappa B (NFκB), che promuove la crescita del tumore. La azione soppressiva del Cisplatino porta ad un percorso diverso attraverso la attivazione delle proteine oncosoppressori p16 e p53, due proteine che ancora una volta inibiscono l’attività del promotore NFκB sulla crescita del cancro.

La curcumina ha indotto il successivo arresto della fase M, nella G (1) / S e G (2), seguita da apoptosi nelle cellule HOS. La fase di arresto della G (1)/ S e G (2)/ S si è manifestata unitamente alla down-regulation [*NDT regolazione verso il basso, una diminuzione del numero di recettori sulla superficie delle cellule bersaglio] rispettivamente della ciclina D1, CDC2 e ciclina B1.

L’apoptosi è stata indotta dalla attivazione della capspase-3 e dalla scissione della poli (ADP-ribosile) polimerasi (PARP). CONCLUSIONE: I nostri risultati hanno dimostrato che la curcumina ha causato la morte delle cellule HOS bloccando le cellule e in successione la fase M della G (1) / S e G (2) /S, e l’attivazione del percorso della caspasi-3.

Il Turmeric è uno dei più potenti antiossidanti conosciuti, esso è molto più efficace della vitamina C, protegge il DNA dalla perossidazione lipidica con una percentuale dell’85%, rispetto al Beta Carotene 50%, e la vitamina E 57%.

Segue adesso una sintesi sulle evidenze scientifiche delle proprietà antitumorali della curcumina  e della curcuma.

Leucemia infantile – gli studi epidemiologici mostrano che in Asia l’incidenza di questo tumore è molto inferiore rispetto all’Europa e  secondo i ricercatori della Loyola University di Chicago questo sarebbe dovuti in parte all’effetto protettivo della curcuma, molto utilizzata nella cucina asiatica. L’azione antiossidante di questa spezia protegge il DNA dai danni provocati da sostanze chimiche ambientali o da quelle che si trovano nei processati.

Per altro, negli esperimenti di laboratorio, la curcumina è stata in grado di inibire le crescita delle cellule leucemiche. I bambini possono trarre benefico dalla curcuma fin da lattanti. Infatti, i principi terapeutici di questa spezia passano dalla madre al bimbo tramite il latte materno.

Cancro alla mammella – in alcuni studi sui topi la curcumina ha ridotto di molto la diffusione metastatica del tumore della mammella. Si crede che la curcumina e la curcuma possano essere molto utili nella prevenzione di questo tumore attraverso tre meccanismi:

  • riduzione dell’effetto simil-estrogenico di molte sostanze chimiche (pesticidi, materiali plastici, ecc.)  che legandosi ai recettori estrogenici causano proliferazione cellulare e poi tumore;
  • “down regulation” dei recettori ormonali. Cioè, curcuma e curcumina smorzerebbero i recettori, rendendoli meno sensibili agli stimoli;
  • inibizione del COX-2, un enzima che ha un ruolo chiave nell’iniziazione e diffusione del cancro. Il COX-2 ha una lunga lista di effetti negativi: stimola la divisione delle cellule tumorali, impedisce la morte cellulare, stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni attorno al tumore, facilita la diffusione delle metastasi.

La curcuma protegge le donne in menopausa e sottoposte alla terapia ormonale sostitutiva dal tumore al seno: lo affermano i ricercatori americani dell’Università del Missouri in uno studio apparso su Menopause, la rivista della North American Menopause Society.

I test sono stati condotti su cavie e hanno effettivamente dimostrato che la popolare spezia indiana ha il potere di ritardare l’eventuale insorgenza del cancro al seno, ne diminuisce l’incidenza e previene il rischio di anormalità morfologiche alle ghiandole mammarie: la curcuma infatti blocca la produzione di una molecola chiamata Vegf, che gioca un ruolo decisivo nello sviluppo dei tumori.

“La curcuma e altri composti anti-angiogenici, che arrestano cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti – spiega Salman Hyder, coordinatore dello studio – dovranno essere ancora testati come agenti dietetici chemiopreventivi nelle donne sotto terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progestinici, nel tentativo di diminuire o ritardare l’insorgenza del tumore al seno in questa categoria di pazienti”.

Cancro alla bocca – uno studio è stato condotto a Srikakulam, nel distretto dell’Andhra Pradesh, su donne che praticano il “reverse smoking” (fumare tenendo in bocca la parte accesa della sigaretta), che provoca un’ alta percentuale di tumore della bocca. La spennellatura di curcuma nelle guance si è dimostrata un’ efficace prevenzione del tumore.

Cancro del colon – l’effetto positivo della curcumina su questo tumore è stato dimostrato da studi di laboratorio. Recentemente si è visto che la curcumina ha un’azione specifica sulla neurotensina, ormone gastrointestinale strettamente legato alla produzione di una proteina infiammatoria coinvolta nella genesi  e nella metastatizzazione del carcinoma del colon. Circa un terzo dei tumori del colon hanno recettori per questo ormone. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere un valida ausilio nella prevenzione e nella cura di questa forma tumorale.

Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la curcumina sembra essere più efficace. L’ipotesi si basa sull’osservazione che questa sostanza riduce i livelli di un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima).

Questa proprietà potrebbe avere un effetto benefico sul cancro al colon, infatti studi realizzati finora indicano che questi antinfiammatori potrebbero ridurne la frequenza. A questo proposito, un recente studio sugli effetti della somministrazione per via orale della curcumina mostra una riduzione notevole delle molecole infiammatorie liberate dalla COX-2 nel sangue dei soggetti osservati.

Questo effetto è estremamente interessante, soprattutto alla luce dei recenti risultati che mostrano come gli antinfiammatori sistetici svolgano effetti secondari che potrebbero limitare il loro utilizzo futuro ai fini della prevenzione del cancro al colon.

Per esempio, prendendo come modello i topi transgenici che sviluppano spontaneamente dei polipi a livello del tratto gastrointestinale, un fattore di rischio importante per il cancro al colon, la somministrazione di curcumina è stata in grado di bloccare in modo significativo (40%) lo sviluppo di questi polipi, impedendo che degenerino in tumori veri e propri.

Sembra quindi che l’integrazione della curcumina delle dieta di persone già colpite da questi polipi possa contribuire a evitare che degenerino in forme tumorali.

Cancro del pancreas – sulla base degli studi condotti in laboratorio, i ricercatori sono convinti che la curcumina potrebbe essere d’aiuto nella prevenzione e forse anche nella cura di questo temibile tumore, verso il quale la medicina è totalmente disarmata.

Melanoma – studi di laboratorio hanno dimostrato che la curcumina provoca l’apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) delle cellule del melanoma.

Cancro del polmone – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro del fegato – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro della cervice – un ricercatore del  “Institute of Cytology and Preventive Oncology (ICPO)” indiano ha recentemente scoperto che la curcumina protegge dai virus del papilloma (HPV), che possono causare il tumore della cervice dell’utero. I virus HPV necessitano di alcune proteine virali prodotte  delle cellule del corpo per potere agire rapidamente. La curcumina impedisce il legame di queste proteine epiteliali con il virus. Alcuni studi clinici (sulle donne) sono in corso.

Cancro della prostata – l’India è il Paese dove si consuma (3-5 g per adulto al giorno)  e si produce più curcuma al mondo ed è anche quello con la più bassa incidenza di tumore alla prostata. In un recente studio sui topi si è visto che  l’associazione tra fenetil isotiocianati (PEICT, un composto naturale che si trova nelle crucifere (broccoli, cavolfiori, ecc.) e curcumina, ha una notevole azione preventiva sul tumore della prostata.

Secondo quanto si legge sulla rivista “Cancer Research” in un articolo firmato da un gruppo di ricercatori della Rutgers University, che ha sede del New Jersey, la curcuma avrebbe un notevole importanza nella prevenzione e nel trattamento dei tumori della prostata. L’effetto protettivo sarebbe altresì evidente quando essa è associata al fenetil isotiocianato (PEITC), una sostanza presente in alcune verdure come i broccoli, il crescione, la barbarea, i cavoletti di Bruxelles, la rapa, il cavolfiore, il cavolo comune e il cavolo rapa.

“Si tratta – ha spiegato Ah-Ng tony Kong, docente di farmaccologia della Rutgers – di test effettuati sui topi, ma il risultato è comunque interessante, non solo in termini preventivi ma anche per il trattamento di tumori della prostata già diagnosticati.”

La portata di questo studio si può comprendere pienamente considerando la prevalenza e l’incidenza che ha attualmente il carcinoma della prostata nei paesi industrializzati, e soprattutto negli Stati Uniti, dove si hanno circa 500.000 nuovi casi ogni anno. Nuovi farmaci si rendono necessari anche tenendo conto che tale neoplasia risponde poco agli agenti chemioterapici e alla radioterapia.

Cancro esofageo - La curcuma, avrebbe potere anti-cangerogeni contro le cellule tumorali del cancro all’esofago. Questo è quanto viene fuori da una ricerca di laboratorio condotta presso il Cork Cancer Research Centre,  a cura della prof. Sharon McKenna e pubblicata sul British Journal of Cancer. Infatti le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma, l’ingrediente principale del curry, possiedono proprietà antiossidanti e fluidificanti del sangue.

Inoltre la curcuma effettua una buona azione antinfiammatoria sul tubo digerente oltre a svolgere la funzione di antispasmodico dei muscoli dell’apparato gastrointestinale Gli scienziati hanno sottoposto le cellule tumorali a trattamento con curcumina, componente chiave della curcuma, in 24 ore le cellule cancerogene iniziavano la loro lenta distruzione.

Già precedenti studi scientifici avevano suggerito che la curcumina sia in grado di combattere i tumori e che le persone che mangiano molto curry potrebbero essere meno soggette alla malattia, anche se la sostanza perde velocemente le sue qualità quando viene ingerita.

Secondo Sharon McKenna, principale autrice dello studio, i dati indicano che la curcumina potrebbe essere impiegata per sviluppare farmaci terapeutici. Sono più di mezzo milione ogni anno le vittime del cancro esofageo in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di tumore con un alto tasso di mortalità. La sopravvivenza a cinque anni si attesta tra il 12 e il 31%.

Secondo i ricercatori, la ricerca apre ora la strada a nuove interessanti terapie farmacologiche in grado di dare una speranza al mezzo milione di persone che ogni anno sono vittime del cancro all’esofago, uno dei più aggressivi e che lascia poche speranza di sopravvivenza.

La dottoressa coordinatrice dello studio, Sharon McKenna, spiega come si sono svolti gli studi. In pratica, si è osservato che la molecola della curcumina inizia ad agire entro 24 ore dalla somministrazione uccidendo le prime cellule cancerogene e dando avvio un processo di apoptosi.

Leslye Walker, professore presso il Centro per la Ricerca sul Cancro del Regno Unito, ha sottolineato che questo è “uno studio interessante che apre la possibilità che gli elementi chimici naturali di curcuma, possono essere utilizzati in nuovi trattamenti per il cancro esofageo.

Il consumo d’alcol ed i problemi di reflusso, sono una causa e la possibilità di usare la curcuma per prevenire questa malattia è molto importante” ha commentato Walker.

Proprietà Nutrizionali

Per un uso preventivo e salutistico si tratta semplicemente di integrarla nella dieta: 1-2 cucchiaini al giorno. Si può aggiungere alla fine della cottura di qualche pietanza, mettere nello yogurt, farne una salsa, il curry, ecc. Si consiglia di assumerla sempre con un grasso (olio extravergine, burro, ghee, ecc.) o con cibi grassi, che per altro aiuta a digerire. Il grasso facilita l’assorbimento intestinale dei componenti attivi. Anche una molecola contenuta nel pepe, la piperina, aumenta più di mille volte l’assorbimento della curcumina ne facilità l’assorbimento.

Conservatela in flaconi di vetro scuro a tenuta ermetica e tenetela rigorosamente lontano dalla luce e dalla umidità. La curcumina è molto sensibile alla luce.

Perché l’industria farmaceutica non ha brevettato la Curcumina?

Le società farmaceutiche multinazionali sono molto interessate a possedere dei brevetti per la Curcumina a causa delle numerose prove scientifiche a favore delle sue proprietà curative e la lunga storia delle sue proprietà curative. Tuttavia, proprio l’evidenza e la storia della Curcuma e della Curcumina usata come medicamento per secoli in diverse culture è la ragione per cui la United States Patent and Trademark Office ha respinto e revocato i diritti di brevetto (n. 5401504 ) per la Curcuma sulla base del fatto che le richieste non sono nuove: il 21 aprile 1998 “USPTO inequivocabilmente respinge tutte e sei le richieste effettuate il 29 dicembre 1993 e sentenzia che le proprietà medicinali della Curcuma proprietà non sono brevettabili”.

Come spiega il Dr Bharat B. Aggarwal dell’Anderson Cancer Center a Houston: “nel caso della Curcumina, un composto naturale, nessuna azienda può trarre vantaggio dalla Curcuma, qualora si mostrasse essere un efficace farmaco anti-cancro”. “Questo è un peccato per i produttori farmaceutici che propongono tariffe promozionali per i loro clienti, ma una buona notizia, per un consumatore che non voglia pagare $ 20,00 per ogni pillola.”

Come funziona la Curcumina contro l’artrite?

L’artrite è anche una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli attuali farmaci approvati per l’artrite sono anti-infiammatori. La terapia a base di Anti-TNF (fattore di necrosi tumorale) è stata recentemente approvata per questa malattia. E’ stato dimostrato che la Curcumina è in grado sia di fermare la produzione di TNF che di bloccare l’azione del TNF. La Curcumina, applicata topicamente, ha dimostrato di avere attività contro l’artrite.

Come funziona la Curcumina contro il morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn è una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli attuali farmaci approvati per questa malattia hanno attività anti-infiammatoria. La terapia anti-TNF è stato approvata per questa malattia. E’ stato dimostrato che la Curcumina blocca sia la produzione che l’azione del TNF. La Curcumina assunta per via orale ha dimostrato di avere attività contro il morbo di Crohn.

Come funziona la Curcumina per accelerare la guarigione delle ferite?

Ci sono numerosi dati sperimentali che suggeriscono che la Curcumina può accelerare la guarigione delle ferite. Ciò ha portato, per esempio, la Johnson & Johnson a commercializzare (in India) dei cerotti Band Aid contenenti Curcumina.

Come funziona la Curcumina contro la psoriasi?

La psoriasi è un altra malattia di natura infiammatoria. Rilevanti elementi di prova, sia negli animali che nell’uomo, indicano che la Curcumina è molto efficace contro la psoriasi quando viene applicato topicamente sulla cute.



#120 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 febbraio 2015 - 09:31

La liquirizia
La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice,  essiccata e dagli stoloni decorticati.

 Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche,  glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

 Mentre la glicerrizzina  e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

 Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni  e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

 E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule  dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone  porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

 Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

 Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

 L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Ricercatori dell'Università di Bologna, guidati da Giorgio Cantelli Forti, hanno però precisato e approfondito le conoscenze sull'estratto di Glycyrrhiza glabra, dimostrando che l'aumento della pressione c'è solo in seguito al consumo di caramelle e dolciumi in cui è contenuta la sola glicirrizina, che è uno dei componenti della liquirizia, ma non se questa è consumata nella sua integrità Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. In ogni caso per scongiurare l'ipertensione è opportno bere molta acqua con succo di limone (quando si assume liquirizia)

 Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao e del mirtillo; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi oltre che i tumori.
A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia  ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Inoltre si è visto che la Liquirizia aumenta il PH endocellulare, aumentando il contenuto di potassio endocellulare. Generalmente il PH delle celule altamente indifferenziate dei tumori si aggira intorno a 5,9-6, mentre nella cellula normale è di 6,9. Questo rialzo del PH endocellulare è importantissimo perche blocca completamente la glicolisi anaerobica. Bloccando la glicolisi anaerobica il tumore non riesce più a svilupparsi ed a dare metastasi, praticamente va in necrosi. A questo proposito sono necessari 15 gr di liquirizia pura al giorno( si tenga presente che nonostante la credenza poploare la liquirizia intera non alza la pressione, sono solo alcuni sui estratti: glicerizzina) Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ho ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)

 La quantità madia da assumere in un giorno è di 15 gr, che corrisponde all’incirca a 18 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno se si assume molta acqua (che fa eliminare il sodio, magari associato il succo di 4 limoni che sono ipotensivi)


 
 

 






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