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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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2434 risposte a questa discussione

#81 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 gennaio 2015 - 08:16

Hai ragione, in quel post avevo teorizzato l'inutilità del sistema immunitario, poi mi sono ricreduto, anche studiando i recettori G, che sono sistemi complessi, che se alterati possono causare una risposta immunitaria. Infatti nella mia CHEMIOTERAPIA NATURALE ho messo tutte piante che stimolano fortemente il sistema immunitario, vedi la Curcuma, la Graviola, l'Aglio e la Cipolla, la Liquirizia (studiata molto bene dall'Università di Seattle), l'Aloe, ed anche i metalli e gli oligoelementi che ho citato stimolano il sistema immunitario. E' la direzione , quella di stimolare il sistema immunitario, verso cui si sarebbe dovuta indirizzare la Chemioterapia Ufficiale fin dall'inizio, invece no, utilizza tutte sostanze che deprimono fortemente il sistema immunitario, vedi il cisplatino e l'ossiplatino, usati moltissimo che causano una depressione gravissima dell'immunità e talvolta una necrosi del midollo osseo che stà alla base della produzione di leucociti.


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#82 darkdog74

darkdog74

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Inviato 22 gennaio 2015 - 08:28

Della micoterapia, in tal senso, cosa ne pensi? 


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#83 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 22 gennaio 2015 - 11:00

I recettori G di comunicazione

I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, ceri prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità. Persa questa si ha il tumore. Ed è chiaro come in questa complessità i recettori G possano essere alterati o distrutti dalle sostanze così dette cancerogene, che non saranno solo sostanze inerti come il benzopirene, i catrami, l’asbesto, ma pure fattori infettivi come virus (es il Sarcoma di Kaposi nell’AIDS), certi funghi quali le varie specie di Candida, di Histoplasma Capsulatum, ma soprattutto i fattori che presiedono alla cascata infiammatoria. Infatti, si da il caso che virus, funghi, sostanze cancerogene possano causare un infiammazione cronica, che inattiva l’attività del colecalciferolo, e determina uno scollamento cellulare e quindi una perdita di direzionalità frà le cellule e la conseguente regressione a livello di staminali. Si ha risposta immunitaria?? Certamente, perché l’alterazione di tutte queste proteine complesse può determinare a livello di membrana una diversa conformazione delle cellule che vengono riconosciute o possono essere riconosciute come estranee, troppo spesso la risposta è modesta, ma va potenziata, ed io credo che sia l’unica via per sconfiggere i tumori. I marker tumorali? Sono dati semplicemente dalla diversa conformazione cellulare che si determina, e dalla specificità della biochimica di ogni organo. A mano a mano che le cellule diventano sempre più indifferenziate, la specificità dei marker tumorali si perde e per questo è spesso difficile risalire da una metastasi all’organo di origine, e non sempre è possibile farlo. Nella speranza che la medicina si orienti verso fattori che stimolano al massimo l’immunità, e non solo a fattori che la deprimono gravemente, io lascio questo messaggio , per altro riconosciuto dai più recenti studi sui tumori.


Il Rosmarino
Una delle piante aromatiche più comuni e che si usa comunemente anche in cucina è il Rosmarino. Generalmente non diamo nessuna importanza a questa pianto visto che ci sembra una pianta banale. Recentemente spulciando il vecchio testo dell’Antonelli sulle piante medicinali scopro che il Rosmarino ha un sacco di proprietà. Oltre ad essere un ottimo digestivo è pure un ottimo epatoprotettore. L’Antonelli, in base alle esperienze del Kneip, me lo da pure come anti epilettogeno nelle crisi di grande male. . La sua essenza è talmente ricca di antiossidanti da eguagliare quelli della curcuma. Abbiamo recentemente visto che la maggior produzione di antiossidanti si ha quando sussiste un infiammazione. Se ne deduce pertanto che gli antiossidanti hanno un azione antiflogistica più o meno marcata. Ma abbiamo anche visto che praticamente sempre alla base dei tumori c’è un infiammazione che scollega i recettori G di trasmissione cellulare. Se ne deduce pertanto che anche il Rosmarino ha un azione antitumorale, e credo abbastanza marcata. Ma come prenderlo per utilizzarne al massimo le proprietà?? Uno dei sistemi è l’infuso delle fogli secche, ma in tal caso la quantità di essenza che si estrae è modesta. Recentemente ho provato a fare la tintura madre di rosmarino. Si taglia il rosmarino fresco con una forbice aghi e ramoscelli, si pressa in un vaso, si copre di alcool puro da liquori a 95° e si lascia riposare per quindici giorni. In tal modo si estrae una quntità enorme di essenze e di resine, tanto che se si mette un cucchiaino di tale tintura in un bicchiere e si aggiunge acqua la soluzione diventa lattiscente. Il profumo è fortissimo, ottimo dopo i pasti per digerire Se ne prenda un cucchiaino dopo i pasti diluito in poca acqua, non solo digererete meglio, ma vedrete un abbassamento del colesterolo simile a quando si assumono statine (senza gli effetti collaterali di queste), non solo ma le HDL (il colesterolo buono) balzerà in alto come con nessun altro farmaco, naturale o di sintesi che sia. E’ un esperienza diretta che stò raccogliendo su numerosi pazienti. Spesso i migliori rimedi ce li abbiamo sotto i piedi.

#84 arjanedda

arjanedda

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Inviato 23 gennaio 2015 - 11:34

Molto interessante questa notizia Claudio, preparerò la tintura di rosmarino!
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#85 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 gennaio 2015 - 11:18

E' un ottimo antibiotico anche, non preoccuparti delle dosi, non si deve pesare, devi tagliarlo sottile con una forbice, pressarlo in vaso di vetro, e coprire con alcool puro ( non quello denaturato, per carità); dopo 20 giorni la tintura è pronta.



#86 darkdog74

darkdog74

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Inviato 25 gennaio 2015 - 04:57

 

in secondo luogo perchè il calcio è uno ione endocellulare e non esocellulare a differenza del sodio.

Ciao Sauro, il tuo discorso sul calcio mi aveva incuriosito così mi sono andato a vedere di nuovo come funzionava la pompa del calcio sul mio libro di fisiologia.
Ho però trovato una cosa diversa da quello che hai affermato tu... temo che dal punto di vista di capacità di entrare nella cellula il calcio non sia molto meglio del sodio :(
Ho invece trovato conferma sulla capacità di questo minerale di supportare il sistema immunitario.

P.s.: i minerali, ad azione alcalinizzante, in grado di entrare abbondantemente nella cellula a questo punto credo siano solo il Potassio (più di tutti) ed il Magnesio. Il primo però è da andarci con i piedi di piombo, in un'eventuale integrazione, perché si può andare incontro ad iperkaliemia.   


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#87 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 26 gennaio 2015 - 11:38

Il calcio è uno ione endocellulare, certamente che alcalinizzano maggiormente sono il potassio ed il magnesio.


Per semplificare al massimo la mia CHEMIOTERAPIA NATURALE io direi di far leva su quattro principi attivi, sulla Vit D in accordo con i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, in modo da portarla a livelli massimi del range terapeutico (95-100 ng/ml), sulla Curcuma Longa che ha dimostrato in moltissimi studi di avere un azione antitumorale (in questo senso si scelgano i prodotti ricchi di curcumina), sull’Artemisia Annua, che anche se ha pochi studi stà raccogliendo numerose testimonianze di efficacia, e sull’ascorbato di potassio, come alcalinizzante, antiossidante e per l’apporto di potassio che è cronicamente carente negli ammalati di tumore. A questi prodotti naturali però aggiungerei un prodotto non naturale, l’Itroconazolo visto che è stato saggiato finora nel carcinoma della prostata ed ha dato risultati considerevoli. L’Itroconazolo è un potente antifungino, attivo su tutti i miceti che possono infestare l’interno della cellula e chissà mai che tali miceti spesso non abbiano un ruolo determinante nell’alterare i recettori G e di conseguenza il DNA come ho precedentemente illustrato. L’Itroconazolo va preso a meno che non ci sia una grave compromissione epatica per metastasi o per cirrosi alla dose di 100 mg al giorno i primi 5 giorni, poi si faccia un dosaggio delle transaminasi, se non si alzano si può portarlo a 200 mg/die (1 cp di Sporanox 100 mattina e sera). Se fosse vera l’ipotesi micotica abbinata alla carenza di Vit D sarebbe un vero successo. Oltre tutto l’Itroconazolo sarebbe potenziato nella sua azione dalla curcumina e dall’artemisina che hanno pure azione antimicotica, per cui si creerebbero difficilmente resistenze. E’ un tentativo che, a mio modesto parere, si dovrebbe fare, visti anche i buoni risultati che l’Itroconazolo ha dimostrato nel Carcinoma Prostatico ed in pazienti non sottoposti a chemioterapia ed a radioterapia. Pertanto come ha agito?? Ci sono delle ipotesi, ma quella infettiva non è da scartare. Si eviterebbero in tal modo al paziente oncologico i farmaci micidiali della chemioterapia, infinitamente più tossici dell’Itroconazolo. E’ un ipotesi allettante, sicuramente da tentare.

#88 darkdog74

darkdog74

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Inviato 26 gennaio 2015 - 11:40

Il calcio è uno ione endocellulare, certamente che alcalinizzano maggiormente sono il potassio ed il magnesio.

Ma hai letto quello che c'è scritto nell'immagine che ho allegato al mio messaggio? Ho fatto una fotografia al pezzetto tratto dal libro di fisiologia ;)


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#89 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 27 gennaio 2015 - 07:54

Ma hai letto quello che c'è scritto nell'immagine che ho allegato al mio messaggio? Ho fatto una fotografia al pezzetto tratto dal libro di fisiologia ;)

 

Si, scusa, ho letto ora ed ho guardato il testo di fisiologia, il calcio è uno ione prevalentemente esocellulare, ma può penetrare nelle cellule contribuendo anch'esso a regolare il PH endocellulare della cellula, anche se in misura minore del potassio e del magnesio. Contribuisce anche a stmolare le difese immunitarie.


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#90 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 29 gennaio 2015 - 02:21

Proprio questa mattina sono venuto a sapere da una signora il cui marito è affetto da Histoplasma Capsulatum, che parlando con un famoso specialista ha saputo che l’Itroconazolo è nato 50 anni fa come antitumorale. Che dire? L’Itroconazolo è una molecola palesemente antifungina ad ampio spettro, ed in 50 anni non ha mai dato resistenze. C’è da sospettare che già 50 anni fa avessero isolato dai tumori dei funghi quali la Candida e l’Asperegillus e pertanto abbiano pensato che i tumori erano causati da questi funghi ed abbiano pensato di sintetizzare un potente antifungino per sconfiggere il tumore. E’ un ipotesi possibile anche se non si trova su internet, ma ditemi voi che senso poteva avere sintetizzare un antifungino per combattere i tumori?? Se fosse vera questa ipotesi c’è da pensare che Simoncini abbia trovato qualche documento dell’epoca, ed abbia pensato di usare il bicarbonato per curare i tumori, per altro in numerosi casi con buoni risultati visto che sono riportati tutte le cartelle cliniche e le testimonianze scritte dei guariti.
Io non penso l’abbia fatto per motivi di lucro o per imbrogliare la comunità scientifica. Ma perché ha usato il bicarbonato invece dell’Itroconazolo? Simoncini stesso lo dice, il bicarbonato è una molecola estremamente semplice verso la quale il fungo non può creare resistenze. Però abbiamo visto che per essere efficace deve essere iniettato direttamente nel tumore, operazione assai rischiosa.. E per chi ha metastasi ossee o estremamente profonde come si può iniettare il bicarbonato?? Semplicemente non si può. C’ è da chiedersi perché l’Itroconazolo non si sia imposto come molecola antitumorale fin dall’inizio; le ipotesi sono tre:
  • O l’Itroconazolo è passato subito nel dimenticatoio perché costava troppo poco e c’erano già molecole molto più costose che convenivano molto di più alle case farmaceutiche
  • O è stato usato e non ha fatto assolutamente nulla
  • Oppure si è dimostrato troppo efficace e le case farmaceutiche hanno pensato di non usarlo, perché avrebbero perso il profitto verso altre molecole molto più costose, che magari non fanno assolutamente nulla, ma non importa, quello che importava erano i profitti. Ricordo che 50 anni fa il cisplatino e l’ossiplatino erano già ampiamente usati, ed altre molecole altrettanto tossiche.

Esiste solo uno studio in inglese dove viene testato l’Itroconazolo nel Carcinoma della Prostata, con risultati abbastanza buoni, però tengo a precisare che i risultati abbastanza buoni sarebbero già tanto visto che le altre sostanze dello chemioterapia non fanno assolutamente nulla (da statistiche recenti) anzi fanno peggio, perché sono infinitamente più tossiche dell’Itroconazolo e si sono rivelate pure cancerogene. Pertanto è una terapia che si può tentare insieme alla mia CHEMIOTERAPIA NATURALE, la prima, quella più completa, non quella ridotta. Fra qualche mese vi farò sapere i risultati, lasciatemi qualche mese, perchè possa appurare attraverso le analisi.



Mi è stata stato chiesto:
Egregio Dott. Claudio Sauro, grazie per tutte le ricerche che sta facendo e per le preziose informazioni che ci sta dando ma ho una DOMANDA (io sono contrario alla chemioterapia). Supposto vero il legame finghi/tumore, come fanno i farmaci antiblastici, alcune volte, a far regredire il
tumore pur NON contenendo (che io sappia) antifungini????
Al che ho risposto:
I farmaci antiblastici sono talmente tossici che inizialmente uccidono anche la candida o l'asperegillo, ma non le spore. Basti pensare che se poche gocce della flebo che ti iniettano ti cadono sul braccio causano un ustione di 2°. Allora cosa succede con la chemioterapia?? Che inizialmente uccide il fungo, il tumore si retrae e pare scomparso. L'oncologo dice: "ce l'abbiamo fatta". Però le spore che sono resistentissime, si ripresentano dopo un certo tempo e trovano un organismo debilitato dalla chemioterapia, non solo ma nel frattempo si sono rese resistenti agli antiblastici. Ed è allora che c'è la nuova esplosione del cancro, con metastasi ovunque, ormai ne ho visto tanti di questi casi. Basti pensare che le spore possono restare latenti nel nucleo della cellula per mesi ed anche per anni, e solo in questo modo si spiega il ripresentarsi del tumore a distanza di anni, perchè se fossero cellule neoplastiche che sopravvivono, il tumore si ripresenterebbe subito e non avrebbe una latenza fra il prima ed il dopo così lunga
Oltretutto ho trovato anche questo sito, molto interessante:
http://www.doctor33..../ctn-49926.html


#91 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 30 gennaio 2015 - 11:36

Allora se leggete i 18 casi che riporta Simoncini nel suo “Il tumore è un fungo” con tanto di cartelle cliniche, TAC, esami ecc, casi gravi con metastasi e dei quali la guarigione è testimoniata dagli stessi interessati, vi restano pochi dubbi che abbia torto. Io personalmente penso che abbia ragione, ma che la scelta del bicarbonato di sodio sia stata una scelta poco felice: il bicarbonato funziona solo se iniettato direttamente nel tumore, cosa che diventa assai rischiosa, infatti un paziente gli è morto. Ma che avesse ragione che il tumore non è causato da una mutazione genetica, ma solo da una mutazione delle proteine di membrana deputate alla trasmissione fra le cellule, questo lo credo, perché confermato anche dai ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, articolo comparso niente popodimeno che sul Scientific American e che si basa su 250 cinquanta studi e su 2500 ricerche di laboratorio e quindi poco contestabile. Credo anche che Simoncini abbia visto giusto quando ha individuato la Candida come la principale causa del tumore, e cioè quello che va ad inattivare il colecalciferolo ed il retinole deputati a tenere integri i recettori G di membrana, ma abbia sbagliato farmaco. Bisognava certamente puntare su farmaci che penetrassero meglio nei tessuti per distruggere la Candida e le sue spore, cosa che fa l’Itroconazolo, in particolare se lo associamo ad altre sostanze antifungine, quali la curcuma ed i principi della Graviola, oltre ad un infinità di sostanze che stimolano le difese immunitarie e che troviamo anche nella medicina aiyurvedica. Infatti i marker tumorali esprimono proprio una mutazione delle proteine di membrana e non del DNA come erroneamente si pensa. Le proteine di membrana sono sempre legate anche al Dna, e in rari casi troviamo qualche gene alterato, che può essere utile come marker tumorale, ma non ha nulla a che vedere con la replicazione cellulare caotica e non direzionale. Non cesserò mai di ripeterlo, i tumori non sono dati da cellule mature, ma da cellule staminali che hanno perso la direzionalità, proprio perché hanno perso i recettori di comunicazione con le altre cellule attigue. In questo senso può rientrare benissimo la Candida che ha la capacità di incistarsi nelle cellule oltre a certi virus (basti pensare al Sarcoma di Kaposi), ed a sostanze come il benzopirene i catrami e l’amianto che vanno ad ostacolare i recettori G di comunicazione. Tutte queste sostanze e funghi e virus cancerogeni agiscono perché mettono in atto la cascata infiammatoria. Sono alla fine certi fattori dell’infiammazione che vanno ad ostacolare il rapporto fra le cellule e palesemente le scollegano. Prima del tumore c’è sempre un infiammazione che generalmente si è cronicizzata, e quindi il rapporto tumore –infiammazione c’è sempre. Fatte queste considerazioni e considerato che il tumore può avere nella maggior parte dei casi un origine infettiva, la chemioterapia dovrebbe orientarsi verso quelle sostanze che hanno azione antifungina ed antivirale, o non verso sostanze che deprimono il sistema immunitario. Ma mi chiederete perché talvolta la chemioterapia funziona?? La chemioterapia funziona in alcuni casi perché si usano sostanze talmente tossiche (basti pensare al cisplatino ed all’ossiplatino) che sono tossiche anche per il fungo, ma non lo sono per le spore incistate nelle cellule, per cui inizialmente pare ci sia una remissione della malattia, ma a distanza di anni il tumore si ripresenta peggio di prima, perché le spore del fungo possono restare anni incistate nelle cellue. Solo in tal modo si spiega una latenza così lunga fra prima comaparsa del tumore e le recidive perché se fossero semplici cellule mutanti che sopravvivono si replicherebbero subito o nel giro di poco tempo e non lascierebbero passare anni per la ricomparsa del tumore. Fatto sta che gli antifungini funzionano nei tumori, eccome se funzionano, cominci ad averne le prime conferme. Vi spiegerò in seguito alcuni casi che cominciano a capitarmi tra le mani.


Sangue di persona affetta da carcinoma polmonare con molte metastasi; si vede chiaramente il pseudomicelio della candida; non solo ma la candida ha colonizzato anche i globuli rossi per cui questi appaiono irregolari, con adeseività alta fra loro

Vi mostro, per fare un paragone il sangue di un individuo sano visto prima a 400 e poi a 1000 ingrandimenti

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#92 arjanedda

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Inviato 31 gennaio 2015 - 10:23

La candida ha creato isole e penisole, impressionante! in questo caso, si può intervenire?

#93 SauroClaudio

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Inviato 31 gennaio 2015 - 12:48

La candida ha creato isole e penisole, impressionante! in questo caso, si può intervenire?

Con un antimicotico, l'Itroconazolo penso sia l'ideale, perchè ben tollerato e nolto efficace.


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#94 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 31 gennaio 2015 - 11:15

Mi è capitato 9 giorni fa di prescrivere per la prima volta l'Itroconazolo ad una paziente oncologica. E' una paziente particolarmente grave con un carcinoma mediastinico, ma che ha dato metastasi ovunque , ritenuta subito inoperabile, e proposta per una chemioterapia d'urto. Alla prima chemioterapia è stata malissimo, per cui l'ho indirizzata al Centro Termooncologico del Prof. Pontiggia di Pavia, che usa solo termoterapia focalizzata e generalizzata. Ormai ha fatto 6 termoterapie generalizzate viste le metastasi. Ma subito, appena l'aveva vista Pontiggia mi aveva telefonato e mi aveva detto " è troppo grave, penso che anche la termoterapia non possa fare nulla". Questa mattina, dopo 9 giorni che prende Itroconazolo (Pontiggia non lo sa ancora), il professore mi telefona in ambulatorio e mi dice " sai che oggi è venuta quella tua paziente tanto grave, ebbene ha fatto dei miglioramenti che sinceramente non mi aspettavo, a me sembrava una cosa incredibile, ma li ha fatti, per cui ho proposto di prolungare le termoterapie generalizzate, a proposito diamoci del tu, non mi dare più del lei" Io ho risposto "sono d'accordissimo che si continui con altre sedute, ma non c'è bisogno, se intravedi dei miglioramenti che tu me lo faccia sapere, anche se ne ho sempre piacere". Ma nel frattempo pensavo subito all'Itroconazolo. Non ho potuto appurare gli accertamenti che sicuramente il Prof. Pontiggia avrà fatto per telefonarmi e darmi una simile notizia, anche perchè avevo gente e stavo visitando. Vuoi vedere che la termooncologia associata all'Itroconazolo,fa guarire quella povera disgraziata. Mi riservo di dare ulteriori informazioni quando avrò gli accertamenti in mano.


Come passa la Candida Albicans in circolo??? Semplice, dall’intestino e solo dall’intestino. Si tenga presente che le feci normali di persona sana contengono sempre la candida, chi più chi meno. La flora intestinale. Il liquido presente nel Colon contiene una grande quantità di batteri e se ci mettiamo anche i funghi il loro numero può andare da 100 miliardi a 20.000 miliardi, cioè venti volte superiore a tutte le cellule dell’organismo. E’ ovvio che una flora cosi abbondante composta spesso anche da batteri patogeni (Clostridium, Perfrigens,ecc che secernono tossine) non può che agire negativamente sulla salute. Ed allora è importante avere una flora probiotica, cioè composta da quei batteri che fanno solo bene perché non secernono nessuna tossina. Ma quali sono i batteri probiotici?? Sono principalmente il Lactobacillus, il Bifidobatteri, lo Streptococcus Termophilus, lo Saccaromiceti Baluardi, il Bacillus Clausi ed altri che sarebbe troppo lungo elencare. Intanto si è stabilita una relazione stretta fra la flora intestinale e le allergie.
Una ricerca realizzata dall'Institute of Food Research di Norwich, in Gran Bretagna, ha mostrato come l'assunzione quotidiana di specifici fermenti lattici probiotici, aiuta il sistema immunitario a reagire al contatto con i pollini. Lo studio, pubblicato su Clinical and Experimental Allergy, parte dal presupposto che le allergie stagionali, sebbene non causate direttamente, sono favorite dalla rottura dell'equilibrio della flora batterica intestinale.
Qui entrano in azione i probiotici che apportano benefici, soprattutto nel caso delle riniti allergiche, migliorando l'equilibrio microbico intestinale. La ricerca dell'istituto inglese, condotta dall'immunologo Claudio Nicoletti, ha posto sotto osservazione due gruppi di persone. Ad un gruppo è stato somministrato per due settimane un latte fermentato contenente fermenti lattici probiotici, ad un altro, per lo stesso periodo è stato dato un placebo. Nel primo gruppo si è rilevata una diminuzione del livello degli anticorpi IgE, che evidenziano la presenza di allergie e un aumento degli anticorpi IgG, che hanno una funzione protettiva dalle allergie. Nel secondo gruppo non si è evidenziato nessun cambiamento.
"Lo studio, il primo condotto sull'uomo - ha detto Nicoletti - mette in evidenza come l'assunzione quotidiana di specifici fermenti lattici probiotici possa modificare le risposte del sistema immunitario al contatto con i pollini e ad altri allergeni." L'immunologo ha fatto sapere che proseguirà le ricerche con uno studio più allargato, "per studiare i meccanismi d'azione dei probiotici sul sistema immunitario".
Del resto che Clostridium, Perfrigens, Coli,Bacterioides possano causare un infiammazione della parete intestinale era cosa ormai nota, come era ormai noto che possono buttare in circolo sostanze allergogene e che causano danni d’organo. Ma a noi interessa la candida abbondantemente presente nel intestino e di conseguenza nelle feci. Ma come vederla. Chiaramente ci vuole un buon microscopio. Per la preparazione si deve prendere 1 gr di feci, si mettono in un vasetto sterile, si aggiungono 10 cc di acqua, si sbatte il tutto, si aggiunge 1 goccia di Verde Malachite che oltre ad essere un colorante è anche un potente disinfettante (questa operazione è necessaria altrimenti vedreste un sacco di Bacterioides muoversi come le anguille); si lascia riposare un giorno in modo che i batteri morti vadano su fondo, e cosa viene in superficie?? Vengono in superficie le spore e le cellule gemmate della Candida perché leggermente più leggere dell’acqua. A questo punto si prende uno stuzzicadenti, si immerge la punta nel liquido per solo 1 mm, e si pone su un vetrino ben pulito, una quantità sottilissima ed esigua di liquido. Per vedere bene le spore e le cellule gemmate dovrete portare l’ingrandimento almeno a 1000 X. Le spore hanno una dimensione di 400-600 nanometri, le cellule gemmate possono arrivare a 2 micrometri (un globulo rosso è 7-8 micrometri). A questo proposito ho preparato un filmato che mostra bene spore e cellule gemmate:

Le spore in particolare sono piccolissime e passano facilmente la barriera intestinale, cioè vengono assorbite con gli alimenti. Una volta in circolo, se trovano un sistema immunitario molto efficiente non hanno scampo, ma se vi è una caduta dell’immunità per qualsiasi causa, es trauma, eccesso di radicali liberi, malattie infettive batteriche e virali, hanno facile scampo e si incistano nelle cellule, anche nei globuli rossi che sono molto più grandi. Qui possono restare latenti per anni, ma dopo anni possono svilupparsi, gemmare ed alterare quei recettori G di comunicazione che abbiamo visto essere tanto importanti. E’ chiaro che l’infiammazione e tutte le sostanze così dette cancerogene possono favorirne lo sviluppo. Esse a mio parere sono la principale causa dei tumori come dice giustamente Simoncini nel suo libro “ Il cancro è un fungo” . Ed effettivamente è così, forse sarebbe più giusto dire: “il fungo è determinante nello sviluppo del tumore”. A questo punto è chiaro che qualsiasi sostanza naturale o sintetica che vada ad ostacolare lo sviluppo del fungo (la candida in particolare) va ad ostacolare nel contempo lo sviluppo del tumore. Poste queste premesse, noi non neghiamo assolutamente nulla di ciò che afferma la medicina ufficiale e cioè di tutte le sostanze cancerogene, ma aggiungiamo qualcosa, perché si sviluppi il cancro è necessari un altro fattore che è il fungo, candida in particolare. Che questo sia vero è dimostrato dal fatto che la candida si sviluppa in cultura in quasi tutti i tumori; la dove non si sviluppa è dovuto al fatto che la latenza di sviluppo è molto lunga per cui ci può sembrare che il fungo non ci sia; in realtà c’è sempre. Quando viene trovato la medicina ufficiale lo considera “un ospite occasionale”. In realtà è il contrario. Ma dov’è che il fungo ha più facile scampo, e dove è che può determinare più facilmente il tumore: nelle cellule staminali dove facilmente si incista e dove con maggior facilità può far perdere la direzionalità. Come saprete, ogni organo ha cellule staminali perché c’è un ricambio continuo, ed è proprio a quel livello che parte il tumore. Sinceramente sono strabiliato che la medicina non l’abbia ancora capito: le cellule mature sono troppo stabili perché si sviluppi un tumore, ma le cellule staminali sono le più adatte se perdono la direzionalità. Perdendo i recettori G di comunicazione, si alterano le proteine di membrana, ed è a quel livello che si si possono identificare i marker tumorali, non solo, ma poichè i recettori G sono strettamente collegati anche al DNA è possibile che si alteri qualche gene che può essere interpretato come marker tumorale, ma che non ha nessun significato nello sviluppo del tumore. La medicina ufficiale ritiene che ci sia un alterazione genetica alla base dei tumori, ma le cose sono talmente in alto mare da far postulare a numerosi ricercatori che non sia affatto un alterazione genetica, ma semplicemente una perdita della direzionalità, e dove può avvenire questa perdita della direzionalità?? Solo a livello di staminali. E poiché l’espressione dell’alterazione può essere diversissima questo giustifica anche l’enorme varietà di tumori. Ma giustifica anche un'altra cosa non meno importante: il tempo di latenza che intercorre fra una presunta guarigione in seguito a chemioterapia ( i chemioterapici sono talmente tossici che uccidono anche il fungo , ma non le spore), e il ritorno del tumore magari più aggressivo di prima perché nel frattempo le spore sono rimaste latenti nelle cellule e possono svilupparsi a distanza di anni, e quindi dar origine al nuovo tumore. Questo meccanismo semplicissimo, non è stato capito dalla medicina ufficiale, la quale ritiene che sia qualche cellula tumorale sopravvissuta che da origine alla recidiva. Niente di più falso, se fosse qualche cellula sopravvissuta il tempo di latenza fra il prima ed il dopo sarebbe molto più breve. E questo purtroppo è un altre grave sbaglio che fa la medicina ufficiale.
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#95 arjanedda

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Inviato 01 febbraio 2015 - 06:36

La spore sembrano carine ma alcune sembrano dellee piccole bombe!

#96 SauroClaudio

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Inviato 03 febbraio 2015 - 04:55

La cancerogenicità della caseina.

I vegani sono i più attivi sostenitori che la caseina è cancerogena. Ma su cosa si basa la loro convinzione?? Semplicemente sul nulla, perché non c’è nessuno studio sull’uomo che dimostra che la caseina è cancerogena. Sono stati fatti studi a ritroso su popolazioni che usano molto latte e formaggio e ne è emerso che l’incidenza di tumori in tali popolazioni non è superiore rispetto alle popolazioni che consumano carne, anzi, c’è una minore incidenza di forme tumorali. Esiste solo un esperimento condotto sui topi da un ricercatore, Campbell. Campbell ha imposto ai topi un regime alimentare costituito al 20% di caseina nel primo gruppo di topi, e del 5% in un altro. L’esito di questi esperimenti è stato sorprendente: i topi che assumevano caseina al 5% mostravano tumori significativamente più piccoli di quelli appartenenti al primo gruppo. Successivi esperimenti hanno mostrato come, sostituendo la caseina con le proteine della soia e del frumento, non si evidenziasse più la stessa differenza in termini di crescita fra i due gruppi . Campbell concluse che la caseina potesse essere “l’agente cancerogeno più potente mai scoperto” .  Ma che cosa ha scoperto Campbell successivamente?? Un esperimento condotto nel 1989 gli rivelò che la proteina del grano mostrava effetti cancerogeni molto simili a quelli della caseina quando veniva integrata con della Lisina, il suo amminoacido limitante. Questo suggerisce che una qualunque combinazione complementare di amminoacidi stimolerà il tumore a crescere e che questo concetto è applicabile alle proteine vegetali tanto quanto alla caseina, e a quelle animali in generale. In altre parole, la sola ragione per cui nei suoi esperimenti è sembrato che le proteine vegetali avessero un ruolo “protettivo” nei confronti dei tumori è dovuta alla deficienza di uno o più amminoacidi essenziali, situazione che difficilmente potrebbe verificarsi in un contesto reale, in cui viene assunto più di un tipo di alimento vegetale o non. Campbell stesso nota che una dieta vegana varia permette di assumere tutti gli amminoacidi essenziali di cui abbiamo bisogno, esponendoci così allo stesso fattore di rischio imputato esclusivamente alla caseina nello studio sui topi. Inoltre, Campbell si rifiuta di riconoscere tutta la nutrita letteratura scientifica che, eseguendo esperimenti analoghi ai suoi, ha dimostrato che la proteina Whey, chiamata anche “proteina del siero del latte”, ha significativi poteri anti-tumorali. Questo unico esempio di proteina animale che frena la crescita dei tumori anziché stimolarla è sufficiente ad invalidare l’intera ipotesi di Campbell con la quale afferma che l’effetto della caseina sui topi possa essere generalizzato a tutte le proteine di origine animale.

Campbell non fornisce nessuna prova riguardo alle sue assunzioni, ad esempio:

 

  • Assumendo caseina, l’organismo umano subisce gli stessi effetti di quelli dei topi esposti ad aflatossina (la sostanza che ha usato per indurre i tumori);
  •   La caseina ha gli stessi effetti anche quando somministrata nella sua forma naturale, all’interno di cibi veri.ì;
  •  L’effetto della caseina è estendibile all’intero spettro di proteine animali.

Questo rende la sua intera teoria una serie di speculazioni completamente priva di fondamento.

Infine, pare che Campbell non si sia posto domande che dovrebbero sorgere spontanee di fronte a simili rivelazioni:

 

    A sostegno della sua tesi egli riporta il seguente dato: le nazioni in cui si fa più largo uso di latte hanno una più alta incidenza di tumori al seno. Possibile che Campbell non abbia notato come queste nazioni coincidono sospettosamente con quelle in cui c’è anche un più alto consumo di carne? E cioè USA, Australia, Norvegia.

Campbell non ha preso in considerazione quegli studi che considerano quelle zone o paesi che hanno un bassissimo consumo di carne ed un alto contenuto di latte dove è stata dimostrata una minore incidenza di tumori in genere. Inoltre Campbell non ha pensato che il latte “umano” contiene alte concentrazioni di caseina? Le donne dovrebbero smettere di allattare i propri bambini per non esporli ad agenti cancerogeni? Possiamo ritenere possibile che la natura abbia fatto un errore del genere? Non è clamorosamente controintuitivo ritenere che un alimento largamente consumato da tutti i mammiferi in un’età in cui il sistema immunitario è fragile sia così dannoso per la salute? Non solo ma successivamente studi fatti su popolazioni che fanno largo uso di carne soprattutto rossa hanno dimostrato di avere un alta incidenza di cancri del colon a differenza delle popolazioni che usano solo latte. Perché pensate che il Prof. Veronesi, famoso oncologo, sia vegetariano ed usi i formaggi al posto della carne?? Inoltre c’è un alto punto importante da sottolineare: l’uso di formaggi, insieme a verdura da sempre una flora intestinale probiotica, cioè ricca di Lactobacillus Acidopilus, Bifidobatteri, Streptococcus Termophilus, Saccaromiceti Baluardi, Bacillus Clausi, mentre l’uso di carne, se eccessivo da luogo ad una flora intestinale putrefattiva e cioè ricca di Clostridium, Perfrigens, Coli,Bacterioides e pure di funghi come la Candida Albicans. Tutti questi batteri buttano in circolo delle sostane che sono fortemente cancerogene, oppure la Candida può bassare direttamente in circolo contribuendo a scollegare i recettori G di comunicazione. C’è da dire che quando si ha un tumore è conveniente, come già detto, togliere tutte le proteine animali, ma la prima che va tolta è la carne soprattutto se rossa. Ormai si sono accumulati vasti studi che la carne rossa può favorire i carcinomi del colon, ma non si è riusciti a dimostrare che la caseina ha un azione cancerogena sull’uomo.  Io comunque mangio Yogurt che non contiene caseina, ma tutta la caseina è servita a formare gli acidi nucleici dei lattobacilli, così pure può dirsi del Kefir. Yogurt e Kefir hanno un azione anticancerogena, questo è stato dimostrato da numerose ricerche su popolazioni che ne fanno uso.



#97 darkdog74

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Inviato 04 febbraio 2015 - 04:56

Non ci sono prove certe che sia cancerogena, di certo però limitare l'utilizzo di alimenti ricchi in caseina è una scelta saggia ;)

 

 

Proteine e latte: la caseina

Il lattosio e la lattasi non sono però gli unici due imputati per quanto riguarda l’insalubrità dei latticini; i problemi maggiori e le conseguenze più negative per la salute sono legati ad una proteina, la caseina, che si può presentare in due forme chimiche differenti. Avremo quindi due forme diverse di latte: il latte A1 e il latte A2. Le razze più antiche di mucca (così come bufalo, yak, capra e pecora) secernono latte A2, mentre quelle più moderne e largamente diffuse in Europa producono latte A1.
Prima di addentrarmi nei particolari vorrei far notare che le proteine del latte vaccino sono costituite da caseina per l’80%, mentre nel latte materno la percentuale cala al 35%: una bella differenza, che non dovrebbe essere sottovalutata dal momento che nei preparati di latte in polvere sostitutivi di quello materno si usano miscele di latte di mucca. Ma andiamo avanti.
La caseina contenuta nel latte A1 (quindi quello che troviamo nel banco frigo) è un potente narcotico, correlato a patologie pediatriche come autismo e dislessia. In numerosi studi si associa inoltre a nervosismo, ansia, malattie cognitive e mentali; è stato dimostrato che eliminando latte e latticini dalla dieta di pazienti affetti da schizofrenia se ne miglioravano i sintomi comportamentali.
Uno studio neozelandese del 2006 rileva che il consumo di latte A1 aumenta il rischio di ischemia e di diabete di tipo 1; sottolinea inoltre che la caseina trasformata, essendo un oppioide, interagisce con i recettori del sistema immunitario, endocrino e nervoso: gli effetti sulla salute non sono ancora chiariti del tutto.

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La caseina degradata
Se gli studi sui due diversi tipi di latte sono ancora agli albori, qualcosa di più si sa sugli effetti della caseina degradata da processi industriali, primo tra tutti la pastorizzazione, a cui tutto il latte viene sottoposto per abbatterne la carica batterica e aumentarne la conservabilità. Quando si sottopone la caseina (sia A1 che A2) alla temperatura di pastorizzazione (circa 70°C), questa proteina coagula e decade, diventando una sostanza colloidale insolubile. In questa forma la caseina è utilizzata come collante a livello industriale: è quella sostanza che permette alle etichette di rimanere incollate alle bottiglie di vetro, ad esempio.
E nel nostro organismo, cosa causa la caseina degradata? A seconda del grado di denaturazione subito si ha una più o meno marcata alterazione della permeabilità intestinale: più il processo termico del latte è spinto, più la caseina sarà compromessa.

Per questo motivo è categorico evitare il latte a lunga conservazione: le condizioni termiche a cui è stato sottoposto sono davvero molto più violente rispetto al latte fresco da banco frigo.

L’alterata permeabilità intestinale predispone a molte patologie atopicheinfiammatorie e autoimmuni; l’elenco di malattie di cui la caseina degradata aumenterebbe il rischio è lungo, soprattutto per quelle pediatriche: dermatite, eczema, raffreddore da fieno, asma, otite, tonsillite, orticaria. Ovviamente esistono persone molto sensibili alla caseina e persone poco sensibili, quindi i sintomi a medio-lungo termine derivanti dal consumo di latte e latticini non sono uguali per tutti; quello che è curioso notare è che molto raramente si riesce a ricondurre con test medici affidabili malattie oro-laringo-faringee o dermiche all’intollerenza al latte. Per vedere se effettivamente si soffra di una forma di intolleranza si può ricorrere alla dieta da eliminazione: per un periodo di 3 settimane si sospende il consumo di qualsiasi tipo di derivato del latte (compreso caffè macchiato, cioccolato al latte, Parmigiano-Reggiano sulla pasta…) e si monitorano i sintomi; successivamente si reintroducono a piccole dosi i prodotti caseari: se i sintomi ricompaiono, è il vostro corpo che vi segnala la sua intolleranza.

Ma allora il latte fa male?
Come ho scritto all’inizio di quest’articolo, dipende dai punti di vista: tanti sono gli studi pro-latte quanti quelli contro-latte. Il messaggio che voglio far passare con quest’articolo e con gli altri che scriverò sull’argomento non è né quello di demonizzare né quello di esaltare il latte e i latticini: voglio offrire un punto di vista che si discosta dalle comuni conoscenze alimentari, poi la scelta del consumo (o del non consumo) rimane comunque personale.
Il consiglio che posso darvi vale per il latte come per ogni altro prodotto alimentare: ascoltate il vostro corpo. Nessuno meglio del nostro stesso organismo sa cosa gli può far bene e cosa no. Se dopo aver fatto colazione con una tazza di caffelatte o dopo un assaggio di formaggi a pranzo vi viene mal di testa, o prurito, o continui starnuti, forse vi è una qualche forma di intolleranza, seppur labile.

In quest’articolo ho trattato essenzialmente dei problemi legati alle proteine del latte: ne pubblicherò almeno un altro paio, uno volto a valutare le conseguenze dagli ormoni contenuti del latte, un altro tratterà dell’aumentato rischio di osteoporosi legato al consumo di latticini. Parrebbe paradossale, ma i Paesi che sono i maggiori consumatori di latte e latticini -così vastamente pubblicizzati e consigliati per essere “fonti di calcio utile alle ossa”- hanno anche la più alta prevalenza di osteoporosi e fratture ossee.

Lo sapevi che…
La pellicina che si forma sulla superficie del latte quando lo si fa sobbollire è formata da caseina denaturata: eliminando questa sottile pellicola si elimina buona parte delle caseine; allo stesso modo la schiuma del cappuccino è costituita da caseine degradate: sarebbe meglio evitarlo.


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#98 SauroClaudio

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Inviato 05 febbraio 2015 - 11:14

Io direi che anche l'utilizzo eccessivo di carne diventa dannoso e probabilmente cancerogeno. L'adulto ha bisogno di poche proteine a differenza del bambino, le proteine non fanno altro che generare radicali liberi ed appesantire i reni. L'uso di proteine animali nell'adulto non deve superare i 30-40 gr al giorno, tali proteine animali vanno integrate con 30-40 gr di proteine vegetali, prevalentemente quelle dei legumi. Ed allora in questo contesto ci può stare anche un po di formaggio, la caseina se limitata non è dannosa, non c'è nessuno studio serio che ne dimostri la cancerogenicità.

Vorrei comunque riproporre la mia CHEMIOTERAPIA NATURALE perchè l'ho modificata su alcuni punti:

CHEMIOTERAPIA NATURALE

 Vit D3 il cui valore deve essere di almeno 95 ng/dl ( fare un dosaggio subito della Vit D; se bassa assumere due fiale di Dibase da 300.000 UI subito per os, e poi fare un dosaggio fra un mese della Vit D)

- Vit A il cui valore deve essere di 1200 ng/l (Rovigon 3 cp al giorno per 10 giorni, poi 2 cp al giorno per un mese)

- Curcuma longa; meglio i prodotti estratti con lecitina di soia e con pepe nero; un ottimo sistema per estrarre la curcumina è porre la polvere di curcuma in un vaso di vetro, coprire con alcool puro da liquori e lasciar riposare cinque giorni, in tal modo si estrae la curcumina; si assuma 1 cucchiaino di questa pasta mattina e sera in Yogurt

- Graviola polvere alla dose di 300 mg per tre volte/die

- Aglio e Cipolla a volontà sempre crudi, tagliuzzati in verdura fresca

- Liquirizia purissima, 8 tronchetti mattina e sera ( sono i bioflavoni della liquirizia che hanno azione positiva sui recettori G di comunicazione intracellulare); perché non si alzi la pressione con la liquirizia è sufficiente assumere due litri di acqua al giorno con il succo di 4 limoni ( che sono pure ricchi di bioflavoni)

- Aloe estratto: due cucchiai/die

- Te verde: più tazze di infuso/die

- Ascorbato di potassio: fino a 3 gr /die in caso di tumore con molta acqua affinchè non si formino calcoli di ossalato

- Calcio carbonato o Calcio citrato 1-2 gr al giorno associati con molta acqua; è un ottimo alcalinizzante, penetra nelle cellule molto meglio del bicarbonato di Simoncini (il calcio è un elettrolita endocellulare, il sodio esocellulare), non solo ma ripristina i recettori G di comunicazione se associato a Vit D e retinolo.

- Magnesio: il magnesio può essere assunto anche come solfato di magnesio; oltretutto i gruppi S-H hanno azione antitumorale 2 cucchiaini/die; il Magnesio regola 300 reazioni enzimatiche.

- Zinco ossido 10 mg/die

- Rame solfato: 1 mg/die ( 1 gr di rame solfato va diluito in 100 ml di acqua, se ne prendono 10 gocce

- Il Selenio è già pronto in erboristeria in tavolette dosate

- Il succo di mirtillo puro è utilissimo perché ricco di antocianine: si deve prendere alla dose di 50 gr al giorno

- Alimentazione aproteica ricca di grassi (olio di oliva extra vergine con i quale si condiscono le verdure)affinchè si formino corpi chetonici

- Comincio ad avere anche degli ottimi risultati somministrando L’Itroconazolo, basandomi sulla teoria dell’oncologo Simoncini che sostiene che il tumore è causato dalla Candida Albicans. A questo proposito si somministrino due cp di Sporanox da 100 mg per cinque giorni i mattina ed una sera dopo i pasti; nel caso ci fosse insufficienza epatica però Itroconazolo non va dato. Se si tratta di metastasi epatiche limitate, senza un grave aumento delle transaminasi l’Itroconazolo si può dare tranquillamente; generalmente l’unico effetto che da è un po di nausea; se ben tollerato si può continuare la somministrazione di due cp per 10 giorni. Con l’Itroconazolo va somministrata molta acqua perché il tumore va letteralmente in lisi e le scorie devono essere eliminate per via renale.

Relativamente all’Artemisia Annua finora ci sono pochi studi, ma diverse testimonianze di guarigione; io credo che se funziona, il suo effetto sia dovuto alla sua attività antimicotica, cioè come l’Itroconazolo distrugge le spore di Candida; questa è una mia ipotesi da verificare. Seguire le istruzioni per l’assunzione e non abusare, se insorgono effetti collaterali è meglio sospenderla.


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#99 SauroClaudio

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Inviato 07 febbraio 2015 - 05:57

Faccio presente che molte vitamine di sintesi non sono come le vitamine naturali. Un eccezzione la fa la Vit B6 perchè è una molecola estremamente semplice, un anello a sei atomi di carbonio, mentre la B12 ha una struttura molto complessa e così pure l'acido folico ed il betacarotene. Moltissime molecole di sintesi non funziono perchè con la sintesi , a causa della forza di gravità si dispongono su un piano, e risultano in tal modo diverse dalle molecole che sintetizza la pianta che si dispongono su due o tre piani (cis o trans). Anche per certi farmaci è così, non sono ancora riusciti a sintetizzare la digossina della digitale, quella di sintesi ha una disposizione piatta e non funziona. I 10 mg di Vit C del limone fanno più di 1 gr di Vit C sintetica. Il betacarotene naturale, quello delle carote e di molta verdura non è cancerogeno, solo quello di sintesi probabilmente lo è. L'oncologo Giuseppe Nacci da molta importanza alla vit B17 presenta nelle mandorle e nei semi di certe piante, dice che gli esperimenti che hanno dichiarato l'inutilità della Vit B17 sono stati condotti con la molecola di sintesi e non con quella naturale. Quando sentite: andiamo nello spazio per sintetizzare certi farmaci, e per ovviare alla forza di gravità che tende a disporre tutte le molecole su un piano. La pianta, anche con la forza di gravità, riesce a sintetizzare le molecole su più piani e con diverse conformazioni, ciò che non riesce a fare l'uomo



#100 SauroClaudio

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Inviato 07 febbraio 2015 - 11:36

LE ANTOCIANINE ANTITUMORALI

Le antocianine sono pigmenti viola presenti in molti frutti di bosco. Fanno parte dei flavonoidi, ma a differenza dei flavonoidi gialli (rutina) hanno struttura molecolare completamente diversa.. il mirtillo è un classico, le sue antocianine sono usate anche in terapia per aumentare la resistenza capillare e nelle retinopoatie degenerative.

 Nell’ultima guerra i piloti americani assumevano la confettura di mirtilli per aumentare la visione notturna.

 Ma moltissimi altri frutti di bosco presentano antocianine anche in maggiore quantità.

 Il motivo per il quale le antocianine si sono dimostrate dei potenti preventivi del tumore ed in molti tumori abbiano azione addirittura terapeutica nel far regredire la massa tumorale resta sconosciuto.

 Una delle ipotesi più accreditate è quella mitocondriale.

 Si è visto che le antocianine attivano la catena mitocondriale dell’ossigeno promovendo maggiormente per la cellula un ossigenazione aerobica in contrasto di quello che fa il tumore che salta i mitocondri e si avvale di una glicolisi anaerobica.

 In pratica le antocianine impedirebbero questo processo, causando di conseguenza una morte del tumore, o perlomeno lo bloccherebbero e ne impedirebbero la diffusione per via metastatica.

 

 La quantità di antocianine che necessitano perchè scattino questi meccanismi deve essere doppia di quella che si usa comunemente nella terapia per aumentare la resistenza capillare, cioè intorno alle 70 mg se si parla di antocianine del mirtillo.

 100 gr di mirtilli contengono 40 mg di antocianine, per cui per ne bastano 200 gr di mirtilli per arrivare ad una dose terapeutica. Certo che 200 gr di mirtilli freschi è difficile trovarli dal fruttivendolo.

 Viste queste proprietà delle antocianine gli istituti oncologici di mezzo mondo hanno pensato di ovviare all'incapacità di reperire antocianine dai frutti naturali inserendo il gene delle antocianine nei pomodori, creando in tal modo i pomodori viola.

 Ed in effetti ci sono riusciti, anche se i pomodori viola non sono ancora giunti sul mercato (o perlomeno la mia fruttivendola non li ha) perchè necessitano, in ogni caso di ulteriori verifiche come tutti i frutti transgenici, ma se arrivassero, avremmo la possibilità di apportare con un paio di pomodori, una quantità sufficiente di antocianine per prevenire i tumori.

 Ma oltre ai mirtilli quali sono i frutti di bosco più ricchi di antocianine?

 il sambuco nero è ricco come il mirtillo 40 mg su 100 gr

 le more, 30 mg su 100 gr

 il ribes nero, 80 mg su 100 gr

 il sambuco ebbio è il più ricco in assoluto(  300 mg per 100 gr) tanto che pestandolo si può fare un buon inchiostro che era molto apprezzato dai romani; ma il sambuco ebbio crudo e' tossico perchè contiene una certa quantità di acido cianidrico, invece con l'ebollizione l'acido cianidrico se ne va e resta una grande quantità di acido valerianico, non tossico, ma lassativo.

 Ma anche la comune uva nera è ricca di antocianine.

 Se la comune uva contiene 5 mg di antocianine per cento, l'uva fragola contiene addirittura le stesse quantità del mirtillo, 30 mg per cento e si può fare un ottima confettura dal sapore delizioso.

 Altre proprietà che sono state riscontrate nelle antocianine:

 1 ) la loro straordinaria capacità nel prevenire il diabete con meccanismo sconosciuto; è per questa proprietà che le confetture con antocianine non sono sconsigliate neppure nel diabetico.

 2) la loro ottima proprietà nel prevenire le placche ateromasiche, proprietà che supera addirittura quella degli eicosanoidi e della Vit C e P. Infatti possono prevenire i danni della parete arteriosa e nel caso ci fossero accelerarne la riparazione. Se non c’è danno di parete, nessun grasso, per quanto saturo, può depositarsi sulla parete. Infatti, il presupposto perché si formi una placca è che ci si formi un danno di parete o che questa venga lesa o dai radicali liberi o da altro.

 3) quindi questo le rende ottime nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari

 4) la loro capacità nell'aumentare le difese immunitarie

 Con tutte queste proprietà val veramente la pena di mangiare costantemente frutti di bosco io consigliere soprattutto l’uva fragola per fare confetture. Si usino pari quantità di zucchero e di uva e si aggiungano a freddo due buste di pectina, poi una volta portata all’ebollizione si frulli tutto con una normale frusta elettrica per minestroni. Si versi il liquido ancora bollente in vasi di vetro per confetture e si chiuda subito; in tal modo otterrete una marmellata squisita.

Le antocianine sono quelle che hanno ispirato gli istituti oncologici di mezza Europa, compreso quello di Milano, a creare i pomodori transgenici inserendo nei pomodori il gene delle antocianine. Un idea peggiore non potevano averla, chi mi dice che i pomodori geneticamente modificati non esprimano delle proprietà dannose anziché terapeutiche?






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