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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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1457 risposte a questa discussione

#61 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 03 gennaio 2015 - 08:02

La scottatura vera e propria avviene  su soggetti di pelle chiara , sulle persone  di pelle scura avviene in modo differente e spesso non visibile ad occhio nudo quindi difficilmente riconoscibile .La scottatura non avviene solo per esposizione diretta. Nel primo caso avviene  la mutazione dei geni specifici delle cellule cutanee con consguente disabilitazione del gene oncosoppressore.Nel secondo caso può avvenire direttamente una disabilatazione  della risposta immunitaria della cute.  Quando l'esposizione non è diretta ma prolungata può avvenire l'apoptosi. Si altera il gene p53 e la cellula malata continua a  vivere e proliferare senza limiti.

 

E' tutta la cascata infiammatoria che va ad incidere sui recettori G, e non solo il gene P 53.E' chiaro che il sole è più pericoloso per le pelli chiare.



#62 tornado

tornado

    Barbara D'Urso

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Inviato 03 gennaio 2015 - 10:23

Il melanome insorge solo nelle zone dove avviene una scottatura da sole

scottatura = infiammazione

Ed abbiamo visto come l'infiammazione vada a scollegare i recettori G di comunicazione, ed a far perdere la direzionalità alle cellule staminali permettendo che queste si replichino in modo caotico e dando il cancro

 

Ma non è vero, anche quando un soggetto di pelle mediamente chiara (non chiarissima o quasi albina) ossia di foto tipo 3 che è il più diffuso tra noi italiani nelle sue varie sfumature, sta attento a non scottarsi, ma anche a non arrossarsi la pelle, senza usare nessuna protezione solare, è sempre a rischio melanoma.

Anzi ti dirò che un tale soggetto è pure a rischio melanoma, seppure in maniera inferiore, anche quando usa una protezione adeguata, ma si espone al sole nelle ore calde della giornata (ore 11-15) cosa da evitare in ogni caso anche quando la protezione solare non fa arrossare e scottare la pelle.

Anzi aggiungo che si è pure a rischio melanoma anche quando un tale soggetto è completamente abbronzato, ma commette l'errore di non usare più la protezione solare, pessima idea. 

Inoltre anche i soggetti con foto tipo 4 (mediamente scuri di pelle)  e 5 (molto scuri, semi-neri) e 6 (di pelle nera) sono pure a rischio melanoma senza una protezione solare. Bisogna sfatare il mito che i soggetti di pelle nera non possono avere il melanoma, nulla di più falso, e anche loro dovrebbero usare una protezione solare, seppure è più che sufficiente quella più bassa.


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#63 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 04 gennaio 2015 - 08:45

ed allora come lo spieghi che la maggior parte dei melanomi si sviluppano proprio nelle zone non irragiate, ed in individui che non hanno mai preso il sole (grossa statistica che trovi sul testo di anatomia-patologica del Robbins); sembra non ci sia nessuna relazione sole melanomi, mentre questa è dimostrata fra sole ed epiteliomi e basaliomi. Io facendo una piccola statistica con i miei pazienti ho potuto appurare che è vero. I melanomi si erano sviluppati ad es sul dorso, sulle coscie, sulla pianta dei piedi, ed in individui che in quelle zone non avevano mai preso il sole. C'è da smontare una favola in questo senso, sole- melanomi: Lo dice chiaro il ricercatore Kasala, "io non ho mai trovato nessuna relazione sole melanomi" ed inoltre dice " quando prendete il sole non usate creme, queste impediscono il formarsi a livello cutaneo del Colecalciferolo, la cui carenza è il vero motivo dell'insorgere dei melanomi" Sia chiaro dice anche " il sole va preso con molta gradualità iniziando da 5 minuti di esposizione per permettere alla cute di sintetizzare la melanina, che è il vero motivo contro le scottature e quindi contro le infiammazioni della pelle".



#64 ReginaVeleno

ReginaVeleno

    Il veleno è il mio pane

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Inviato 04 gennaio 2015 - 11:29

ed allora come lo spieghi che la maggior parte dei melanomi si sviluppano proprio nelle zone non irragiate, ed in individui che non hanno mai preso il sole (grossa statistica che trovi sul testo di anatomia-patologica del Robbins); sembra non ci sia nessuna relazione sole melanomi, mentre questa è dimostrata fra sole ed epiteliomi e basaliomi. Io facendo una piccola statistica con i miei pazienti ho potuto appurare che è vero. I melanomi si erano sviluppati ad es sul dorso, sulle coscie, sulla pianta dei piedi, ed in individui che in quelle zone non avevano mai preso il sole. C'è da smontare una favola in questo senso, sole- melanomi: Lo dice chiaro il ricercatore Kasala, "io non ho mai trovato nessuna relazione sole melanomi" ed inoltre dice " quando prendete il sole non usate creme, queste impediscono il formarsi a livello cutaneo del Colecalciferolo, la cui carenza è il vero motivo dell'insorgere dei melanomi" Sia chiaro dice anche " il sole va preso con molta gradualità iniziando da 5 minuti di esposizione per permettere alla cute di sintetizzare la melanina, che è il vero motivo contro le scottature e quindi contro le infiammazioni della pelle".

 

Semplicemente perchè non c'è la risposta immunitaria. Se una persona disidratata la riempi immediatamente di acqua cosa succede? e invece cosa succede se  lo idrati un pò alla volta?

 

Come ho già detto prima non c'è bisogno di esporsi direttamente per far modificare il gene   e se il gene viene modificato non mi meraviglia che venga colpita la cellula più debole che NON vuol dire che è quella esposta "il braccio " ma può essere benissimo il piede esposto  indirettamente al calore dell'asfalto bollente  oppure ad ambienti umidi. La pianta del piede è uno dei punti in cui la pelle è estremamente delicata più dei palmi delle mani.

 

Le creme , come ho detto già  , non sono un filtro che funziona al 100% anche perchè all'interno ci sono alcuni agenti tossici che fanno più danno che in combo con il sole diventa il "male " allo stato puro. Ma se non si usasse nemmeno quel minimo di filtro la pelle   subireppe un danno variabile , spesso permamente.

 

Alcuni paesi  del sud Africa , ma  anche altri , hanno la tradizione  di spalmarsi dell'olio di cocco su tutto il corpo  prima di esporsi al sole. Noi diremmo che è da pazzi , perchè noi  ci ustioneremmo in due secondi. Loro furbamente però  , coprono le parti unte sopratutto la testa , evitando l'effetto ustione  ma nutrono la cellula della pelle in modo che essa è nutrita e ben alimentata e potrà dare una risposta immunitaria al 100% quando accoglierà NON direttamente i raggi solari. Una cellula  a "digiuno" , come hai già ben esposto nei tuoi precdenti discorsi ,è già morta  di "fame" e quelle indebolite sono modificabili con un range di successo elevatissimo.



#65 HindIII

HindIII

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Inviato 04 gennaio 2015 - 12:33

stress ossidativo: questo sconosciuto? :D


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#66 ReginaVeleno

ReginaVeleno

    Il veleno è il mio pane

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Inviato 04 gennaio 2015 - 01:44

Stress ossidativo = UV_A  o UV-A = stress ossidativo è più corretto .

 

UV-A = Stress Ossidativo = Hei , voi dell UV-B hanno aperto le porte entrate  pure a  far baldoria ( Open Party \m/ )



#67 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 04 gennaio 2015 - 02:12

Voevo fare presente che non esiste solo la curcumina come antitumorale, ma un insieme di altre sostanze naturali. Sull’Artemisia Annua si stanno facendo degli studi e sembra sia molto promettente Ma se dovessi fare un cocktails di piante naturali, in alternativa ai cocktails della medicina ufficiale, che sono estremamente tossici, io abbinerei l’Artemisia Annua, alla Curcuma, alle Brassicacee, all’aglio ed alla cipolla (ci sono studi su ampia scala su queste piante), alla Graviola, alla Liquirizia, all’Aloe, al Tè Verde, olte che a quei principi fondamentali che abbiamo trattato, cioè la Vit D e la Vit A. Sono molto importanti anche alcuni oligoelementi come lo Zinco, il Rame, il Selenio, ed anche l’Ascorbato di Potassio e Magesio. Poi il Magnesio presiede a 300 funzioni enzimatiche nell’organismo, quindi vi rendete conto di quanto è importante.. Voi mi chiederete: ma si possono associare tutte queste sostanze: certamente si, perché non c’è scritto su nessun testo che abbiano interferenze. Già il colecalciferolo ed il retinolo se mantenuti alle dosi massime del range terapeutico hanno la funzione di una chemioterapia senza gli effetti collaterali di questa; se poi associamo le altre sostanze naturali si capisce che l’effetto contro i tumori è ancora maggiore.
Quindi chemioterapia naturale:
- Vit D3 il cui valore deve essere di almeno 95 ng/dl
- Vit A il cui valore deve essere di 1200 ng/l
- Curcuma longa; meglio i prodotti estratti con lecitina di soia e con pepe nero; un ottimo sistema per estrarre la curcumina è porre la polvere di curcuma in un vaso di vetro, coprire con alcool puro da liquori e lasciar riposare cinque giorni, in tal modo si estrae la curcumina; si assuma 1 cucchiaino di questa pasta mattina e sera in Yogurt
- Graviola polvere alla dose di 300 mg per tre volte/die
- Aglio e Cipolla a volontà sempre crudi, tagliuzzati in verdura fresca
- Liquirizia purissima, 8 tronchetti mattina e sera ( sono i bioflavoni della liquirizia che hanno azione positiva sui recettori G di comunicazione intracellulare); perché non si alzi la pressione con la liquirizia è sufficiente assumere due litri di acqua al giorno con il succo di 4 limoni ( che sono pure ricchi di bioflavoni)
- Aloe estratto: due cucchiai/die
- Te verde: più tazze di infuso/die
- Ascorbato di potassio: fino a 10 gr /die in caso di tumore con molta acqua affinchè non si formino calcoli di ossalato
- Magnesio: il magnesio può essere assunto anche come solfato di magnesio; oltretutto i gruppi S-H hanno azione antitumorale 2 cucchiaini/die
- Zinco ossido 10 mg/die
- Rame solfato: 1 mg/die ( 1 gr di rame solfato va diluito in 100 ml di acqua, se ne prendono 10 gocce
- Il Selenio è già pronto in erboristeria in tavolette dosate
- Alimentazione aproteica ricca di grassi (olio di oliva extra vergine con i quale si condiscono le verdure)affinchè si formino corpi chetonici
- Una passeggiata nel deserto del Sahara, quando ci sono 49 gradi, ben muniti di acqua e di un cappello per non prendere un colpo di sole ( questa trovata è mia, non fateci troppo caso, ma potrebbe essere un idea originale; ovviamente su quest’ultima trovata scherzo, ma non è poi tanto male)



La temperatura massima di 58 °C, registrata ad Al-'Aziziyah in Libia, il 13 settembre 1922 è stata invalidata dalla Commissione OMM dell'Archivio Climatologico Mondiale di estremi Meteorologici e Climatici. Di conseguenza, l'OMM ha ufficializzato che la temperatura massima sulla superficie terrestre è stata 56,7 °C, misurata il 10 luglio 1913 a Greenland Ranch (Death Valley), California, USA, nell'attesa di verificare la correttezza del suddetto valore.[1] La più alta temperatura sulla superficie della terra è stata registrata nel deserto di Lut (Iran) nel 2005 dal satellite NASA Aqua ed era di 70,7 °C. (fonte ESA )
In Italia, il valore più elevato è stato registrato a Catenanuova (EN) il 10 agosto 1999 con +48,5 °C


Sia chiaro che la passeggiata nel deserto deve durare almeno un ora per dieci giorni, ben muniti di acqua e di un cappello di paglia. Eviterete così i Centri Termooncologici. :noob:

#68 SauroClaudio

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Inviato 04 gennaio 2015 - 11:43

In oncologia ci sono tre credenze fondamentali e unanimamente condivise:

  • Tutte le terapie si basano su una presunta degenerazione dei geni, responsabile a sua volta di una riproduzione incontrollata delle cellule
  • I metodi degli studi e della ricerca, seguiti peraltro da un imponente stuolo di scienziati, appaiono effettivamente molto avanzati e sofisticati
  • Il paziente può contare sull’opera di un folto gruppo di specialisti, in grado di avvalersi su un numero di strutture e di strumenti altrettanto speciali

Tutto questo è assolutamente falso.

Se noi prendiamo il famoso testo di “Medicina Oncologica”  di Bonadonna e Robustelli che è il libro di riferimento dell’oncologia in Italia troviamo scritto quanto segue:

  • A pagina 3: il meccanismo attraverso il quale avvengono alterazioni cromosomiche è tuttora sconosciuto
  • A pagina 72 troviamo scritto una cosa strabiliante: nei tumori solidi il ritmo esponenziale di crescita si verifica solo nella fase iniziale del tumore
  • Ma a pagina 157 una cosa ancora più strabiliante . nessun fattore di crescita si è dimostrato sinora strutturalmente coinvolto in lesioni genetiche dei tumori umani
  • Ed a pagina 137: Un uso più diretto delle lesioni molecolari, in senso terapeutico appare a tutt’oggi ancora incerto
  • Ma quello che è più sconvolgente lo troviamo a pagina 124: malgrado l’interesse biologico di questa classe di oncogeni, nessun fattore di crescita si è dimostrato finora strutturalmente coinvolto nelle lesioni genetiche dei tumori umani
  • A pagina 385 troviamo scritto: le varie metodiche impiegate nel tentativo di discriminare le forme ormonodipendenti, sia del carcinoma mammario che di altre neoplasie, non hanno dato che indicazioni approssimative
  •  Ma la frase che è più strabiliante di tutte: il processo di angiogenesi avviene quando è già avvenuta la metastatizzazione

Da queste poche frasi possiamo capire che l’oncologia brancola nel buio e che hanno buon gioco gli oncologi che sostengono che non esiste una base genetica, o meglio di alterazioni genetiche , nella genesi dei tumori. Come avrebbero potuto sostenere la loro teoria di non alterazione cromosomica  i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, se le cose fossero state chiare. Come avrebbero potuto dire: Il primo evento nel tumore è la perdita di comunicazione tra le cellule dovuta, tra le altre cose, a bassi livelli di vitamina D e di calcio che fa regredire le cellule a livello di staminali . Io ho corretto il tiro ed ho detto che sono le staminali stesse, presenti in ogni organo, che perdendo i recettori di comunicazione perdono la direzionalità, e poiché le staminali si possono trovare ad ogni livello di sviluppo, si capisce l’infinita gamma di tumori che esiste, e perché le metastasi assumano le caratteristiche dell’organo in cui si posizionano come metastasi visto che trovano l’ambiente adatto da un punto di vista biochimico per assumere le caratteristiche delle staminali di quell’organo tanto che dalle metastasi altamente indifferenziate non è più possibile risalire all’organo di provenienza. Questa non può essere che la verità, visto che a tutt’oggi nessuno ha mai dimostrato il nesso tra l’iperproduzione cellulare e la cancerogenicità, tra mutagenesi e trasformazione maligna, tra effetti iperproduttivi cellulari determinati in vitro e tumori presenti in pazienti in carne ed ossa.

E’ inaccettabile che la medicina ufficiale presenti le inconsistenti posizioni teoriche oncologiche come dotate di veridicità e di una struttura logica accettabile, mentre si sa che esse sono fallimentari a priori. E’ inaccettabile che su tali posizioni teoriche inconsistenti, utilizzi una serie di farmaci che fra le cellule tumorali e le cellule sane hanno una selettività praticamente nulla. E’ inaccettabile che tutto questo gioco si faccia sulla vita dei pazienti e sulle loro sofferenze. E’ inaccettabile che l’industria farmaceutica ne ricavi, su tale inconsistenza, trenta miliardi di euro solo in Italia. E’ inaccettabile che non vengano ancora utilizzate terapie alternative solo perché non apporterebbero profitti alle case farmaceutiche. E’ inaccettabile che non si tenga conto della termoterapia, della terapia chetogenica e di tutte le sostanze vegetali che si sono dimostrate efficaci nella terapia dei tumori solo perché non sono brevettabili e quindi fonte di profitti. Qui stiamo giocando sulla pelle delle persone signori miei, e sulla loro sofferenza. Hanno ridotti i Reparti di Oncologia come dei luoghi di macello. E’ possibile che si utilizzino sostanze che hanno una selettività per le cellule tumorali dello 0,01%, e che devono essere maneggiate con i guanti altrimenti causano ustioni di 2° grado. E lo sottoporreste voi un vostro caro, un vostro figlio, vostra moglie ad una simile tortura quando sapete che ci sono terapie alternative ben più efficaci. E’ possibile che tali terapie non vengano ancora attuate solo per motivi di interesse?? Stanno facendo “Braccialetti Rossi” su Rai Uno, una telenovela nella quale si vuol far credere che la sanità in Italia va moto bene, ed anche i ragazzi che eseguono le terapie oncologiche sono belli, con dei bei denti sani, a parte la pelata, non lesi anche da un punto di vista neurologico dai farmaci chemioterapici. Purtroppo i farmaci chemioterapici sono per la maggior parte lesivi proprio neurologicamente e si possono avere gravi problemi dopo una chemioterapia ed anche dalla radioterapia. Ad un mio paziente recentemente è stato bruciato metà del midollo spinale, attualmente stà eseguendo la termoterapia oncologica con buoni risultati oltre a sostanze naturali utili per i tumori. Cose che si sarebbero potute fare prima senza bisogno di tanta sofferenza.



#69 SauroClaudio

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Inviato 06 gennaio 2015 - 12:10

C’è da dire anche che una mutazione genetica comporterebbe non solo una mutazione dei geni di replicazione, ma di tutti i geni che conferiscono direzionalità alla cellula, non solo ma dei geni che presiedono alla respirazione che nei tumori diventa anaerobica più sono indifferenziati. Capite che queste mutazioni contemporanee è estremamente difficile che si verifichino. Pertanto è molto più plausibile una regressione a livello di staminali, anche perché una mutazione genetica comporterebbe una cellula tumorale diversa dalle cellule normali, e quindi ci sarebbe una risposta anticorpale proprio come si verifica per i corpi estranei. Invece si è visto che la risposta anticorpale nei tumori è assente e non serve a nulla stimolare il sistema immunitario. Per i tumori non si è mai potuto creare un vaccino anche se sarebbe estremamente semplice: basterebbe frullare il tumore e ed iniettare il lisato, che se ci fossero sostanze mutate subito ci sarebbe una risposta anticorpale. Invece questo, anche se è stato tentato non ha sortito nessuna risposta anticorpale. Per questo la medicina brancola nel buio ed utilizza ancora farmaci estremamente tossici per bruciare il tumore. Purtroppo questi farmaci hanno una scarsissima selettività e vanno a bruciare anche gli organi sani causando una gravissima debilitazione (perdita di capelli, danni neurologici , epatici ed ad altri organi). In certi propongono, prima della chemioterapia, l’espianto del midollo osseo, perché durante la chemio viene completamente bruciato, a chemioterapia avvenuta riimpiantano il midollo sano nella speranza che si rifaccia. Molto spesso questa operazione non riesce ed il paziente muore. C’è da dire che gli oncologi, finora, perlomeno in gran parte, hanno dimostrato di avere poca fantasia. Se si tenessero in maggiore considerazione terapie alternative, non chiedo tanto, ma solo come supporto delle terapie tradizionali, permetterebbero di dimezzare la quantità dei farmaci ufficiali e di ridurre il i cicli di chemioterapia. La terapia termooncologica ad esempio, permette di ridurre ad un terzo i farmaci ufficiali, perché con il calore i farmaci penetrano molto meglio nel tumore, oltre ad abbinare Retinolo e Colecalciferole oltre a tutte le sostanze e piante medicinali che si sono dimostrate sicuramente efficaci per combattere le neoplasie.



#70 SauroClaudio

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Inviato 08 gennaio 2015 - 02:21

Vorrei riassumere e riportare alcuni punti particolarmente significativi di quello che ho scritto finora:

    Nello studio degli effetti preventivi della vitamina D, i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California a San Diego, hanno proposto un nuovo modello di sviluppo del cancro che si basa sulla perdita della capacità da parte delle cellule cancerose di legarsi le une alle altre.

  Tale modello, denominato DINOMIT, differisce in modo sostanziale da quello attualmente più accreditato, secondo cui l'origine prima delle neoplasie sarebbe una mutazione genetica.

 "Il primo evento nel tumore è la perdita di comunicazione tra le cellule dovuta, tra le altre cose, a bassi livelli di vitamina D e di calcio”, ha spiegato l'epidemiologo Cedric Garland, docente di medicina preventiva e di famiglia della School of Medicine dell'UC San Diego, che ha guidato lo studio. "In questo nuovo modello, proponiamo che tale perdita possa rivestire un ruolo nell'insorgenza del cancro per effetto di un disturbo nella comunicazione tra cellule che è essenziale per il ricambio delle cellule sane, permettendo alle forme di cancro più aggressive di svilupparsi.”

 Secondo quanto riferito sull'ultimo numero della rivista “Annals of Epidemiology”, il modello di Garland prevede che questa mancata comunicazione potrebbe rendere conto degli stadi primordiali di molti tumori.

  Precedenti studi hanno collegato la vitamina D ad alcune neoplasie: tale legame è stato testato in più di 200 studi epidemiologici e le sue basi fisiopatologiche  sono state analizzate in circa 2500 ricerche di laboratorio.

Secondo Garland, altri ricercatori hanno trovato che le cellule aderiscono le une alle altre nei tessuti con adeguati livelli di vitamina D, comportandosi come cellule epiteliali mature. Senza un adeguato livello di vitamina D, esse possono perdere la loro adesività insieme con la loro identità di cellule differenziate e ritornare a uno stato simile a quello delle staminali.  I ricercatori sostengono inoltre che la dieta e l'integrazione possono ristabilire gli appropriati livelli della sostanza e con ciò probabilmente anche prevenire lo sviluppo di neoplasie. "I livelli di vitamina D possono essere incrementati con una modesta supplementazione con vitamina D3 in quantità intorno a 2000 UI al giorno," ha sottolineato Garland

Abbiamo visto poi che anche la Vit A è particolarmente importane, solo che di questa è difficile trovare una carenza,, solo è importante tenerla a livelli alti in chi è affetto da tumore.

Ma perché i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California hanno ragione??

Una mutazione genetica comporterebbe non solo una mutazione dei geni di replicazione, ma di tutti i geni che conferiscono direzionalità alla cellula, non solo ma dei geni che presiedono alla respirazione che nei tumori diventa anaerobica più sono indifferenziati. Capite che queste mutazioni contemporanee è estremamente difficile che si verifichino. Pertanto è molto più plausibile una regressione a livello di staminali, anche perché una mutazione genetica comporterebbe una cellula tumorale diversa dalle cellule normali, e quindi ci sarebbe una risposta anticorpale proprio come si verifica per i corpi estranei. Invece si è visto che la risposta anticorpale nei tumori è assente e non serve a nulla stimolare il sistema immunitario. Per i tumori non si è mai potuto creare un vaccino anche se sarebbe estremamente semplice: basterebbe frullare il tumore e ed iniettare il lisato, che se ci fossero sostanze mutate subito ci sarebbe una risposta anticorpale. Invece questo, anche se è stato tentato non ha sortito nessuna risposta anticorpale. Per questo la medicina brancola nel buio ed utilizza ancora farmaci estremamente tossici per bruciare il tumore. Purtroppo questi farmaci hanno una scarsissima selettività e vanno a bruciare anche gli organi sani causando una gravissima debilitazione (perdita di capelli, danni neurologici , epatici ed ad altri organi). In certi propongono, prima della chemioterapia, l’espianto del midollo osseo, perché durante la chemio viene completamente bruciato, a chemioterapia avvenuta riimpiantano il midollo sano nella speranza che si rifaccia. Molto spesso questa operazione non riesce ed il paziente muore. C’è da dire che gli oncologi, finora, perlomeno in gran parte, hanno dimostrato di avere poca fantasia. Se si tenessero in maggiore considerazione terapie alternative, non chiedo tanto, ma solo come supporto delle terapie tradizionali, permetterebbero di dimezzare la quantità dei farmaci ufficiali e di ridurre il i cicli di chemioterapia. La terapia termooncologica ad esempio, permette di ridurre ad un terzo i farmaci ufficiali, perché con il calore i farmaci penetrano molto meglio nel tumore, oltre ad abbinare Retinolo e Colecalciferole oltre a tutte le sostanze e piante medicinali che si sono dimostrate sicuramente efficaci per combattere le neoplasie.

Ma cosa sono i recettori G di comunicazione??

 

 

    I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, ceri prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G  ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità. Persa questa si ha il tumore.



#71 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 gennaio 2015 - 11:25

La Zeolite come antitumorale.

Cosa sono le Zeoliti?? Sono delle sostanze di origine vulcanica che si formano per lo più dall'incontro tra lava incandescente e acqua di mare.

Si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.

Il nome “zeolite” deriva dalle parole greche “zeo” = “bollire” e “lithos” = “pietra”, pertanto significa pietra che bolle e deriva dal fatto che, quando viene scaldata, libera acqua senza modificare la struttura dell’alluminosilicato e sembra che bolla.

Esistono più di 100 tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica. A causa delle sue particolari proprietà, la Clinoptilolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. In Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari fin dal 1996;  39 brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986.

I russi sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati. In quell'occasione la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze.

La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.

In Austria, il professor Wolfgang Toma dell'Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.

Le zeoliti attualmente stanno suscitando tanto interesse in quanto la loro rigorosa struttura cristallina è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa e quindi consente l'assorbimento di numerose tossine che essendo perlopiù caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini. Poichè la zeolite non viene assorbita dall'apparato gatro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutta la robaccia che ha incontrato nel suo percorso.

 

Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all'interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.

Ma si è recentemente visto che le zeoliti sono dei potenti antitumorali. Ma come agiscono?? Potenziando l’azione di tutte le sostanze antitumorali che hanno il loro effetto sulla comunicazione fra cellule (recettori G di comunicazione). Paradossalmente potenziano l’azione delle sostanze antitumorali, Colecalciferolo, retinolo, bioflavonoidi, curcumina, artemisina, oligolelementi indispensabili, e nel contempo assorbono nei loro microcanali le sostanze cancerogene ( benzopirene, sostanze dei catrami, asbesto, virus ecc) Si è visto che sono i più potenti fattori contro i radicali liberi, ancora più della curcumina e dell’artemisina. Quando si assumono però si devono assumere ad una certa distanza dai principi attivi perché ne potrebbero compromettere l’assorbimento (si lascino passare almeno due ore).

La zeolite attivata è una forma di zeolite ridotta in polvere finissima e del tutto simile alle sabbie lunari, ma i granuli di tale polvere, pur essendo dell’ordine di micrometri se non addirittura di nanometri presentano migliaia di canali, atti ad assorbire le tossine più minuscole ed i metalli pesanti. Assorbono egregiamente anche le sostanze radioattive tanto che fu usata dai russi nel disastro di Chernobyl. In quell’occasione fu messa nei biscotti, nel pane ed in ogni alimento e limitò enormemente i danni da radiazioni sulla popolazione colpita.

Ma non solo: la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, de-acidificato, alcalinizzato, e snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali  calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua.

Ancor più importante è che fegato e reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione. Si possono notare anche benefici nel sonno: nel prendere sonno e nel dormire.

Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un'attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l'organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.

L'uso della zeolite limita parecchio gli effetti negativi delle crisi di fatica riducendo la quantità di ammoniaca che intossica il cervello. Adesso i lettori si domanderanno se questa zeolite è la panacea, ossia il mitico farmaco universale ricercato fin dai tempi antichi. Sicuramente no, anche se gli studi in corso potrebbero riservare nuove sorprese. Siccome gli effetti di questa sostanza sono reali e non ci sono controindicazioni al suo uso, la zeolite può essere assunta anche dalle persone sane, perché rappresenta un ottimo fattore di prevenzione e cura di molte malattie (carenze immunitarie, intossicazioni, malattie autoimmuni ecc) Ma quello che ci può interessare di più è nella cura dei tumori. Nei casi di tumore o di diatesi tumorale, vengono liberate continuamente dall’organismo sostanze tossiche che vanno a rompere i fattori di comunicazione intracellulare; le zeoliti assorbono tutte queste sostanze tossiche e facilitano , come già detto l’azione di fattori che favoriscono i recettori G di comunicazione.

Dove si trova la zeolite attiva? In Farmacia ed in erboristeria sotto forma di capsule o di polvere con rispettivo misurino; si seguano le indicazioni che sono molto semplici. Chi l’avrebbe mai detto che per giuarire da malattie e tumori sarebbe bastata un po di polvere di Luna?



#72 SauroClaudio

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Inviato 12 gennaio 2015 - 11:33

Questa mi giunge nuova:

http://it.wikipedia....Marker_tumorale

I marcatori tumorali non sono utili per lo screening delle neoplasie. Per molti anni si è usato a questo scopo il dosaggio del PSA per la diagnosi del carcinoma della prostata, ma questo metodo è oggi sconsigliato in quanto non riduce la mortalità mentre può causare inutili complicanze da trattamento.

I marcatori tumorali usati più di frequente sono:

 

CEA, Ca15-3, Ca19-9, Ca125, PSA, NSE, alfa-fetoproteina, beta-HCG

Vedremo come questi marcatori tumorali si alzano tutte le volte che c’è un infiammazione, e quindi come l’infiammazione suìia sempre alla base dei tumori. Abbiamo visto che l’infiammazione scollega i recettori di comunicazione delle staminali, responsabili della direzionalità. La differenza fra un marcher tumorale del colon o della mammella, stà solo nella realtà biochimica di quegli organi, visto che una volta che un tumore colico ha dato metastasi alla mammella troveremo marker tumorali della mammella, come se esistesse un tumore primario della mammella. Paradossalmente i marcher tumorali si riducono quanto più è indifferenziato il tumore. Questo lega il tumore all’infiammazione

Ma vediamo un po, il CEA è un marcher tumorale aspecifico che aumenta in qualsiasi infiammazione.

La cromogradina A è un marker tumorale che viene secreto dai tumori neuroendocrini.

Il frammento 21-1 della ct 19si trova nel carcinoma polmonare, ma anche nella flogosi polmonare cronica.

Il PSA aumenta anche nella flogosi della prostata.

La sensibilità massima di alcuni marcher tumorali può arrivare all’84,2% ma c’è sempre un margine di positività anche in assenza di tumore. Questo significa che le cellule normali o staminali in presenza di fattori che inducono l’infiammazione liberano certe proteine di membrana specifiche per quell’organo. Tanto più le cellule sono indifferenziate tanto più i marcher tumorali diventano aspecifici, in pieno accordo con quanto precedentemente detto.

I marcher tumorali sono esami molto costosi, ma troppo spesso troppo aspecifici per indicare un tumore. Andrebbero prescritti con cura e valutando tutte le possibili patologie che possono innalzarli.



#73 SauroClaudio

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Inviato 15 gennaio 2015 - 11:24

Tengo a ribadire, primo al mondo, che i tumori partono praticamente sempre dalle cellule staminali. Queste possono trovarsi a qualsiasi livello di differenziazione e questo giustifica gli infiniti tipi di tumore che troviamo. Le cellule normali, se hanno una mutazione normalmente muoiono; le mutazioni avvengono continuamente a causa dei radicali liberi che hanno un elettrone spaiato, oppure a causa dei raggi cosmici che ci piovono sulla testa continuamente, o a causa di sostanze endogene che assumiamo con l’alimentazione o esogene che respiriamo (fumi, catrami, asbesto, polveri varie ecc). I Marker tumorali sembrerebbero smentire l’origine del tumore a causa della mancanza dei recettori G di comunicazione e sembrerebbero far propendere per un origine genetica del tumore. Questo è stato completamente confutato da numerosi ricercatori ormai, visto che quando si ha la perdita di questi recettori, che sono dati da proteine complesse che comunicano anche con il DNA, si hanno un tal numero di alterazioni a livello della biochimica della cellula che queste sostanze che vengono secrete sono pienamente giustificate; inoltre abbiamo visto che quasi tutti i marker tumorali sono aspecifici, possono addirittura mancare quando il tumore è altamente indifferenziato o possono manifestarsi in numerose altre patologie che danno infiammazione. Quanto dico è ormai confermato da 200 studi epidemiologici e da 2500 ricerche di laboratorio. Per fare un esempio, la cromogradina A , uno dei più specifici Marker tumorali, ed indicativo dei tumori delle ghiandole neuroendocrine, è sempre presente anche in condizioni normali, anche se in quantità bassissima ed indica semplicemente la replicazione cellulare. Se per una qualsiasi causa la replicazione viene centuplicata, come nei tumori, avremmo alti livelli di cromogradina A, senza che questa indichi necessariamente una mutazione genetica, ma semplicemente una replicazione rapida di certe cellule che hanno quella realtà biochimica. Come perdono tale realtà biochimica con l’indifferenziazione, anche la cromogradina A cala drasticamente, tanto che può venire completamente a mancare. Pertanto dobbiamo legare sempre il tumore ad una perdita di comunicazione fra le cellule e soprattutto di direzionalità, direzionalità che è data ad un insieme di fattori ed in particolare a certe proteine di membrana e pure ai canali del calcio (non quelli che utilizzano i calcio-antagonisti), ed in particolare ad una perdità di direzionalità delle cellule staminali (presenti in ogni organo, anche nella cute) e che sono molto più sensibili al calore delle cellule mature (da qui la logica della termooncologia) e nel contempo molto più resistenti a temperature anche bassissime.



#74 SauroClaudio

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Inviato 16 gennaio 2015 - 06:10

Cari amici dell’artemisia, mi trovo un quarantina di domande nella posta di casi per lo più disperati, sinceramente non so neppure da dove cominciare. Oltretutto continuo a ricevere telefonate ormai da tutt’Italia di persone che mi presentano o il loro caso o quello di un famigliare, generalmente casi molto molto avanzati con metastasi ovunque; persone che hanno già fatto uno o più cicli di chemioterapia e di radioterapia e per i quali comprendo che anche i rimedi con artemisia, curcuma, Vit D, Vit A potrebbero avere poco significato perché ci vorrebbe un miracolo della Madonna per guarirli. Piuttosto vorrei approfondire un aspetto relativo ad una domanda della Sig.a Lina Lina che mi dice” Belissimo post, dott. Claudio! Da bravo primario oncologo, il dott. Simoncini aveva capito che la chemio era tutt'altro che curativa ... e diligentemente iniziò la sua ricerca, praticando la cura con bicarbonato ... chissà se la sua ricerca continua ... pongo anch'io la domanda: sarebbe da suggerire l'assunzione di artemisia a scopo preventivo, in che misura?” Voglio sottolineare alla Sig. Lina Lina che condivido quanto da lei espresso dal Dot. Tullio Simoncini e che solo ora comincio ad apprezzare leggendo il suo libro. Devo dire con tutta sincerità che inizialmente io stesso non ci credevo, mi dicevo: “ i tumori causati dalla candda?? Ma quello è andato via di testa; e poi la cura con il bicarbonato, ma quello è matto”. Invece ora penso che dicesse molto di vero. Certo una cura con il bicarbonato non deve essere piaciuta tanto alle Case Farmaceutiche che solo per la chemioterapia, e solo in Italia in un anno incassano 30 miliardi di euro all’anno. Certo con il bicarbonato non avrebbero intascato più nulla al che si capisce perché è stato tanto preso di mira ed espulso dall’Ordine dei Medici, anche se riporta dei casi di guarigione veramente eclatanti che i Centri Oncologici si possono sognare, forse avrebbero ottenuto qualche risultato con l’ultimo, un melanoma della palpebra inferiore, completamente guarito con pennellate di tintura di iodio. Quale centro oncologico avrebbe usato la tintura di iodio?? Nessuno io credo, avrebbero come minimo asportato la palpebra insieme a mezza guancia e forse a mezza testa, al che avrebbero proposto una ventina di chemioterapie seguite da una ventina di radioterapie, dopo delle quali il paziente sarebbe morto per estrema debilitazione. Certo mi chiedevo all’inizio, come può un primario oncologo sostenere una tesi così assurda??Ed oltretutto Tullio Simoncini mica è uno stupido, ha tre lauree, oltre a quella di medicina con specialità in Oncologia, una laurea in Filosofia ed una laurea in Fisica. Ecco come poteva uno con tre lauree sostenere che un fungo, la Candida può essere alla base dei tumori?? Leggendo il suo libro si capiscono in pieno le sue ragioni. Oltretutto la sua passione per la fisica e per la filosofia me lo rendeva particolarmente simpatico visto che pure io sono un appassionato di fisica e di filosofia. C’era qualcosa che ci abbinava incredibilmente, anche nel contestare la Medicina Ufficiale ed i suoi metodi. Ma allora chi ha ragione, Tullio Simoncini o  i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California che delegano alla carenza di Vit D e relativa perdita dei recettori G la genesi dei tumori. Io credo che abbiano ragione entrambi. I recettori G sono delle proteine complesse che comunicano con il DNA e potrebbe essere la Candida a farli saltare soprattutto se sussiste una carenza di Colecalciferolo e di Retinolo, cioè se sussiste per la mancanza di queste vitamine una carenza immunitaria. Ed allora possiamo comprendere come certe sostanze anche vegetali che agiscono contro la Candida possano avere un significato terapeutico, non solo, ma riusciamo a conciliare anche tutte quelle sostanze tumorali (benzopirene, catrami, asbesto.. ecc) alla Candida perché ne facilitano l’ingresso nella cellula, non solo ma scollegano nel contempo pure loro i recettori di comunicazione. Ho detto , che a mio modesto parere, il tumore si sviluppa sempre dalle cellule staminali a qualsiasi grado di sviluppo si trovino. Questo rende ragione dell’enorme varietà di tumori e del perché le metastasi quando sono altamente indifferenziate possano difficilmente essere fatte risalire al tumore originale. E poi le cellule staminali che perdono la direzionalità mi pare sia un ipotesi suggestiva (anche se da verificare, la verificherà qualche altro e prenderà il Premio Nobel). Ma quali sono le sostanze vegetali più efficaci contro la Candida e per stimolare le difese immunitarie?? Ieri ho postulato i principi dell’Artemisia, visto che stà scritto sul grosso testo di Inverni “Piante Medicinali, Chimica Farmacologica e Terapia” 1800 pagine. Però non sono da sottovalutare neppure altre sostanze che ho menzionato in “ CHEMIOTERAPIA NATURALE” in particolare la curcumina; la curcumina ha un eccezionale efficacia contro numerosi tipi di funghi fra cui la Candida; l’Aglio e la Cipolla pure, tanto che con l’aglio sono riuscito a curare un paziente affetto da Histoplasma Capsulatum, era presente in grumi, nel sangue, dopo tre mesi di aglio il sangue è completamente pulito, e sono pure scomparsi gli anticorpi, vi pongo il filmato del sangue del paziente tre mesi fa, faceva impressione: 

https://www.youtube....h?v=ysT7CPEdbZQ

Attualmente il sangue è completamente pulito. Paradossalmente gli antibiotici vegetali non danno resistenza al contrario di quelli di sintesi ( ed ormai sono tutti di sintesi) e l’attività antibatterica ed antibiotica dell’Aglio è la stessa ora di quella che si manifestava presso gli antichi Egizi. Non vorrei stancarvi con un papiro troppo lungo pertanto interrompo, eventualmente più avanti dirò altre cose che ritengo importanti.



#75 SauroClaudio

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Inviato 21 gennaio 2015 - 03:40

CHEMIOTERAPIA NATURALE
Vit D3 il cui valore deve essere di almeno 95 ng/dl ( fare un dosaggio subito della Vit D; se bassa assumere due fiale di Dibase da 300.000 UI subito per os, e poi fare un dosaggio fra un mese della Vit D)
- Vit A il cui valore deve essere di 1200 ng/l (Rovigon 3 cp al giorno per 10 giorni, poi 2 cp al giorno per un mese)
- Curcuma longa; meglio i prodotti estratti con lecitina di soia e con pepe nero; un ottimo sistema per estrarre la curcumina è porre la polvere di curcuma in un vaso di vetro, coprire con alcool puro da liquori e lasciar riposare cinque giorni, in tal modo si estrae la curcumina; si assuma 1 cucchiaino di questa pasta mattina e sera in Yogurt
- Graviola polvere alla dose di 300 mg per tre volte/die
- Aglio e Cipolla a volontà sempre crudi, tagliuzzati in verdura fresca
- Liquirizia purissima, 8 tronchetti mattina e sera ( sono i bioflavoni della liquirizia che hanno azione positiva sui recettori G di comunicazione intracellulare); perché non si alzi la pressione con la liquirizia è sufficiente assumere due litri di acqua al giorno con il succo di 4 limoni ( che sono pure ricchi di bioflavoni)
- Aloe estratto: due cucchiai/die
- Te verde: più tazze di infuso/die
- Ascorbato di potassio: fino a 3 gr /die in caso di tumore con molta acqua affinchè non si formino calcoli di ossalato
- Calcio carbonato o Calcio citrato 1-2 gr al giorno associati con molta acqua; è un ottimo alcalinizzante, penetra nelle cellule molto meglio del bicarbonato di Simoncini (il calcio è un elettrolita endocellulare, il sodio esocellulare), non solo ma ripristina i recettori G di comunicazione se associato a Vit D e retinolo.
- Magnesio: il magnesio può essere assunto anche come solfato di magnesio; oltretutto i gruppi S-H hanno azione antitumorale 2 cucchiaini/die; il Magnesio regola 300 reazioni enzimatiche.
- Zinco ossido 10 mg/die
- Rame solfato: 1 mg/die ( 1 gr di rame solfato va diluito in 100 ml di acqua, se ne prendono 10 gocce
- Il Selenio è già pronto in erboristeria in tavolette dosate
- Alimentazione aproteica ricca di grassi (olio di oliva extra vergine con i quale si condiscono le verdure)affinchè si formino corpi chetonici
Attenzione, in questa chemioterapia naturale non ho volutamente messo l'Artemisia Annua perchè a tutt'ora ci sono pochi studi in merito. Ieri basandomi sulle considerazioni di Tullio Simoncini avevo postulato che potesse agire per il suo potente effetto antifungino. Comunque l'Artemisia Annua si può abbinare a tutti i farmaci naturali che ho sopra riportato perchè non crea interferenze; eventualmente si ci attenga sempre alle dosi consigliate che non sono da superare mai, perchè in tal caso si potrebbero avere effetti collaterali (agitazione, allucinazioni ecc..)


I MEDICI SONO I PRIMI A NON CREDERE ALLA CHEMIOTERAPIA
IL CASO DI UNO DEI PIÙ GRANDI ESPERTI AL MONDO

Se pensate che tutti i medici siano davvero convinti dell'efficacia delle cure che propinano ai loro malattie che nel caso siano loro ad ammalarsi di cancro si sottopongano alle stesse cure di chemioterapia e radioterapia che prescrivono ai loro malati siete degli illusi. Se non ci credete leggete questa storia.
Sidney Winawer è un oncologo direttore del Laboratorio di Ricerca per il Cancro al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di NewYork, uno dei centri più importanti del mondo. Per capirne l'importanza, pensate che è stato l'ospedale a cui si è rivolto Giovannino Agnelli. Per decenni ha praticato la chemioterapia a tutti i pazienti, metà dei quali sono deceduti. Ma un giorno la diagnosi è toccata a sua moglie...
Alcuni di voi probabilmente (spero non proprio tutti) si aspetterebbero di sentire che il dottor Sidney Winawer abbia sottoposto la moglie alle stesse cure che per decenni ha dato, con tanta convinzione, a tutti i malati. Ebbene no. Ben consapevole dei danni catastrofici e dell'inutilità assoluta di quel tipo di cura (come ammetterà più tardi nel suo libro"Dolce è la tua voce", Positive Press, 1998) NON la sottopone a nessuna chemioterapia o radioterapia ,ma si affida alla... somatostatina (quella di Luigi Di Bella)! E la moglie guarisce !

Spero che dopo aver conosciuto questa storia (verificabile quanto si vuole, basta leggere il libro) molti possano riflettere sui danni e l'inefficacia delle terapie tradizionali. Considerate che non è affatto un caso isolato, anche alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma curano se stessi o i familiari con l'aloe ! Praticamente abbiamo visto che quando la malattia colpisce loro (considerate che era uno dei maggiori esperti al mondo !),sono i primi a NON credere alle cure che propinano. A un certo punto si scopre che sono consapevoli dell'inutilità e della dannosità dei prodotti delle case farmaceutiche e si affidano alle cure alternative. Dopo aver avuto la conferma di uno dei più grandi esperti mondiali sul cancro sul fatto che la chemioterapia NON funziona, credete ancora ai ricercatori pagati dalle case farmaceutiche, il cui interesse è quello di vendere i loro farmaci che costano centinaia di milioni?

Da statistiche fatte in Europa e Negli Stati Uniti i medici sono i peggiori consumatori di farmaci, cioè quelli che in assoluto ne prendono meno. Anche di fronte a patologie banali come l'ipertensione spesso non si curano, ed è incredibile come escano dagli ospedali pazienti con prescrizioni di 12-14 farmaci, fatte da medici che non ne prendono neppure uno.

#76 darkdog74

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Inviato 21 gennaio 2015 - 05:24

Ciao SauroClaudio ho letto (ammetto non tutto tutto) quello che stai scrivendo in merito ai tumori e devo dire che alcune cose le ho trovate interessanti mentre altre mi sono ripromesso di leggerle; ho saltato per cominciare a farti alcune domande e chiarirmi alcuni dubbi altrimenti mi si affollano troppe cose in testa :)

Nell'ordine, hai detto:

  1. "Ne sono un esempio lampante i Bioflavoni gialli di certe piante, che permettono alla Vit D di agire in dosi bassissime". Dove hai trovato questa informazione? Non avevo mai sentito di questo collegamento con la vitamina D, hai qualche fonte ufficiale che confermi questa cosa che hai detto?
  2. Hai parlato del PH e dell'utilità del bicarbonato di sodio (meglio se assunto per bocca perché meno rischioso).
    Ma se io prendo un cucchiaino di bicarbonato di sodio questo non viene tamponato dai succhi gastrici dello stomaco trasformandosi in un sale e quindi perdendo la sua funzione di base?
    Ammettendo che una parte di questo bicarbonato riesca a passare indenne la barriera dello stomaco ed arrivare nel circolo ematico questo non verrebbe subito tamponato (proprio perché il sangue deve rimanere in un certo range)? Come può quindi raggiungere il tessuto connettivo acidificato dal tumore per poter svolgere la sua azione di tampone?

​Grazie già da ora per la pazienza :) 


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#77 SauroClaudio

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Inviato 21 gennaio 2015 - 08:02

I bioflavonoidi come le antocianine (che sono del gruppo dei bioflavonoidi) hanno una potente azione antitumorale tanto che gli istituti oncologici di mezza Europa hanno idato i così detti pomodori viola inserendo il gene delle antocianine. Il fatto che potenzino l'azione del colecalciferolo è una mia deduzione perchè ho sposato in pieno la tesi dei ricercatori che hanno evidenziato nei recettori G, o meglio nella mancanza dei recettori G la causa del tumore. Per quanto riguarda il bicarbonato non agisce per via sistemica ma solo se iniettato dentro il tumore, perchè alcalinizzando l'ambiente  determina una necrosi del tumore. Oltretutto io inizialmente avevo accettato questa tesi, poi me ne sono discostato, infatti nella mia CHEMIOTERAPIA NATURALE, il bicarbonato di sodio neppure lo nomino.


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#78 darkdog74

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Inviato 22 gennaio 2015 - 09:13

Intanto grazie SauroClaudio per la disponibilità, ho letto ora il tuo post sulla chemioterapia naturale dove vedo che hai sostituito il bicarbonato con il calcio (per svolgere l'azione alcalinizzante) ma come cambia il discorso (non tanto in termini di efficacia ma di meccanismo d'azione) rispetto al bicarbonato? Cioè se il bicarbonato necessita di essere "sparato" direttamente in loco per poter svolgere la sua azione alcalinizzante antitumorale perché il calcio basta assumerlo per os per ottenere lo stesso risultato?


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#79 SauroClaudio

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Inviato 22 gennaio 2015 - 11:43

Perchè il calcio intanto è un potente stimolante immunitario (il bicarbonato di sodio no); in secondo luogo perchè il calcio è uno ione endocellulare e non esocellulare a differenza del sodio. Se si assume in parte finisce nell'osso, in parte viene eliminato con le urine, ma in parte finisce nelle cellule di tutto l'organismo innalzando il PH endocellulare. Ora questo innalzamento del PH anche se modesto ( da 6,9 a 7,2) può mettere in grave crisi il tumore , perchè il tumore soprattutto se maligno , ha bisogno di un ambiente molto acido endocellulare. Ed infatti alcuni ricercatori hanno evidenziato che la somministrazione di solo carbonato di calcio può essere sufficiente per bloccare il tumore e per impedire le metastasi, vedi gli studi dei Proff. Michael Holick e Prof Jeffrey Bland della Boston Uiversyty


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#80 darkdog74

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Inviato 22 gennaio 2015 - 11:55

Gentilissimo, appena ho tempo ti chiedo anche in merito al coinvolgimento del sistema immunitario (che secondo te non è in grado di contrastare il tumore) perché ho da scrivere un po' e preferisco farlo con calma da casa (ora sono a lavoro ;) )


Ciao Claudio, eccomi qui. In un tuo precedente post (alle prime pagine) affermavi l'inutilità del sistema immunitario nel tenere sotto controllo / guarire un tumore. Onestamente questo punto mi lascia molto molto perplesso (o magari ho capito io fischi per fiaschi :) )
In realtà già nei primi del '900 fu teorizzato che la formazione di cellule maligne, nel nostro organismo, avviene con frequenza ma vengono scoperte ed uccise grazie all'azione del sistema immunitario. A tutt'oggi l'immunoterapia è una di quelle branche della medicina alternativa che sta dando ottimi risultati.
Prendo qualche estratto dal libro psiconeuroendocrinoimmunologia di Bottaccioli che sicuramente mi semplifica la vita piuttosto che scrivere io :)

Secondo la teoria dell'immunosorveglianza, i tumori possiedono antigeni specifici che possono essere riconosciuti dal sistema immunitario. Prove dell'esistenza di antigeni tumorali specifici, vennero, a metà degli anni Ottanta, dal laboratorio di S.A. Rosenberg e da altri laboratori.
[...]
L'orientamento prevalente oggi non è più quello di negare l'esistenza di antigeni tumorali specifici, quanto quello di mettere in luce il fatto che l'antigeneticità tumorale di per sé non significa capacità di riconoscimento e di attivazione del sistema immunitario. [...] I tumori sono capaci di costruire strategie di grande efficacia per nascondere la loro naturale immunogenicità ed eludere la sorveglianza.
[...]
Nell'aggressione e nella distruzione dei tumori intervengono praticamente tutte le cellule del sistema immunitario: linfociti T e B, NK, macrofagi, granulociti. In particolare, rilevante è l'attività delle cellule NK, che è, per così dire, a tutto campo. Non è cioè ristretta dai classici meccanismi di presentazione dell'antigene tramite MHC. Le NK si mostrano infatti capaci di uccidere cellule tumorali della stessa specie e anche di specie diverse. E' stato visto, sperimentalmente, che un deficit di NK comporta una maggiore aggressività dei tumori, soprattutto sul piano della loro capacità di produrre metastasi.
C'è poi un altro importante meccanismo di distruzione dei tumori da parte del sistema immunitario: la massa tumorale viene rapidamente infiltrata da macrofagi e linfociti (chiamati 'linfociti infiltranti i tumori', in sigla TIL, Tumor Infiltrating Lymphocities).
I TIL, se subiscono una forte con IL-2 e IL-4, diventano cellule killer, chiamate LAK, molto efficaci nel distruggere il tumore.
[...]
Nel 1985 Rosenberg pubblica sul 'New Englad Journal of Medicine' i primi dati che mostrano chiaramente la possibilità di stimolare il sistema immunitario per mezzo dell'infusione di elevate quantità di IL-2, in modo da provocare una regressione di tumori in stadio già molto avanzato.
[...]
Il passo successivo fu l'individuazione dei linfociti infiltranti il tumore (TIL), la loro moltiplicazione in laboratorio e la successiva reinfusione assieme a IL-2. I risultati pubblicati nel 1988 e nel 1994 mostrarono quasi un raddoppiamento della risposta positiva: oltre il 35% delle persone con tumori metastatici, spesso resistenti alla sola IL-2, ottenne remissioni totali o parziali.
[...]
In italia, all'ospedale San Gerardo di Monza, il gruppo di Paolo Lissoni ha pubblicato studi interessanti sull'uso combinato di melatonina, IL-2 e IL-12 nella terapia di alcuni tumori.


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