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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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724 risposte a questa discussione

#721 renè

renè

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Inviato 10 novembre 2018 - 06:01

Da Libero quotidiano del 10/1102018

“Studio dell'Università di Portsmouth

"Morte psicogenica", scoperta la malattia letale senza sintomi: tre settimane e sei morto

È una nuova malattia che non ha un agente patogeno, ma è letale e conduce al decesso. È stata chiamata la "Morte Psicogenica", ed è un fine vita che arriva senza alcuna morbilità evidente o manifesta, senza alcuna compromissione d'organo, che porta a morte in tre settimane, non perché si è ammalati, ma semplicemente perché non si ha più nessuna voglia di vivere.

Colpisce quelle persone che, dopo uno shock psicologico, drammatico e traumatico, restano appunto scioccati, non reagiscono e non combattono, non riescono a superarlo e improvvisamene sviluppano una apatia estrema, e si lasciano andare, mollano il colpo, abbandonandosi ad un processo che, se non viene contrastato, fa fermare per sempre un cuore sano in meno di un mese.

Clinicamente spesso è confusa con "la sindrome del cuore spezzato", che è una morbilità riconosciuta che insorge nei soggetti più fragili non accettano la fine di un amore importante, o un lutto improvviso ed irrimediabile, ma che è tutt'altra malattia, perché queste persone sviluppano una vera e propria miocardiopatia da stress, di solito transitoria che si manifesta con sintomi che possono simulare una sindrome coronarica acuta, e che produce aritmie e infarti coronarici, al punto che tali pazienti a volte periscono di crepacuore.

Ma nel caso della 'morte psicogena' non ci sono prodromi, non ci sono sintomi fisici, non ci sono alterazioni e tutti gli esami radiologici e di laboratorio risultano nella norma, eppure la fine avanza silenziosa e incontrastata, a breve distanza dallo shock psicologico che ha inondato l' anima del paziente disintegrandola, e il quale paziente decide in modo inconscio, che la morte sia l'unica opzione per liberarsi da quel macigno sul cuore.

Questa nuova patologia non ha nulla a che fare con il suicidio, perché non viene attivata coscientemente, e non è legata neppure alla depressione acuta, una malattia facilmente riconoscibile, la quale, anche quando interviene violentemente, non ha questi effetti, e con la quale di norma si può convivere anche per decenni.

La 'morte psicogena' è un evento che arriva quando si decide profondamente che procedere non ha più senso, ed è qualcosa di più di una reale patologia, perché il paziente abbandona la vita da sano, non ha più voglia di sopravvivere, abbandona le armi e si lascia scivolare nell' oblio di un limbo sconosciuto, che lo culla dolcemente verso il baratro.

Uno studio condotto all' Università di Portsmouth negli Usa, pubblicato su Science Direct, rende pubblica la nuova 'patologia' dopo averla riscontrata in centinaia di casi clinici, nei quali non è stato possibile individuare una morbilità specifica, o collegarla a qualsiasi malattia, se non evidenziare un legame tra lo stato mentale e fisico legato al trauma psicologico recente, dal quale il soggetto si libera con il distacco completo dalla vita che avviene in sole tre settimane, dopo aver superato cinque stadi.

All'inizio infatti, il paziente si rinchiude in isolamento sociale, diventa svogliato, passivo e indifferente alle emozioni, quasi instaurasse un meccanismo di difesa per sottrarsi alla realtà. Poi subentra l'apatia, una sorta di morte simbolica, nella quale il soggetto non riesce a fare neppure un piccolo sforzo, non si lava, non si alza dal letto,e trascura tutto quello che ha intorno. A questo punto compare l' abulia, ovvero una totale mancanza di iniziative, di motivazioni e intenzioni, senza che emerga alcuna necessità o alcun desiderio.

In questa fase il morto vivente può essere ancora recuperato, ma dovrebbe essere scosso da altri, per esempio da una persona cara, anche in modo coattivo, perché l' abulia è pericolosa, in quanto scompaiono addirittura i pensieri, e la coscienza appare svanita nel nulla, pur essendo il soggetto cosciente e capace di intendere.

Questo stato abulico, se non arginato, precipita velocemente nell' acinesia psichica, ovvero una ulteriore e più profonda riduzione della motivazione all' essere, e la persona diventa anche insensibile al dolore, prima fisico e poi psichico. Il paradosso è che in questo stadio paziente è ancora mentalmente vigile, non è catatonico e non è assente, ma è in fin di vita, e smette di mangiare e di bere per 3/4 giorni, cosa che lo conduce alla disidratazione, alla sofferenza cerebrale ed alla morte psicologica, alla disintegrazione dell' io, finché non interviene il delirio, con il disorientamento e le farneticazioni, che altro non sono che il fuoco d'artificio delirante che spegne di colpo l'ultimo respiro.

La morte psicogenica è stata riscontrata esclusivamente nelle persone lasciate sole, abbandonate al proprio destino, prive di ogni attenzione da parte di chiunque, e non è stata registrata solo tra i barboni o i carcerati in isolamento, ma anche tra coloro che hanno perso il coniuge con il quale hanno trascorso l'intera vita, perdendo la fiducia e l'interesse per ogni cosa.

Qualunque intervento esterno nelle varie fasi è in grado di invertire la situazione, anche un intervento farmacologico estremo, al punto che negli USA alcuni casi sono stati trattati e risolti con la somministrazione endovenosa di sostanze stupefacenti, per stimolare una ricompensa sensoriale che ha risvegliato motivazione, attenzione, una insolita terapia tentata come l' ultima razio al cospetto di un paziente che non reagisce a nulla.

Questa sindrome è quindi qualcosa di più di quella del 'cuore spezzato', perché nel caso della morte psicogenica si tratta di una morte autoprocurata, in assenza totale di qualunque patologia organica, se non una grave compromissione dello stato psico-neurologico. Nemmeno gli psichiatri sono riusciti a contrastare la morte psicogena, poiché in assenza di collaborazione il paziente è sordo e muto, è rinchiuso nel suo dolore ed indifferente a qualunque stimolo .

Il fatto è che noi medici operiamo con i mezzi a disposizione, e siamo in grado di togliere qualunque dolore fisico, anestetizzare anche il più terribile, opprimente ed insopportabile, perché abbiamo creato farmaci potenti, molecole derivate dagli oppiacei che in dosi giuste abbatterebbero un elefante, ma non abbiamo prodotto un solo farmaco contro il dolore dell'anima, non abbiamo nessuna medicina contro quel male non tangibile e non visibile, che corrode, consuma, e buca lo stomaco e il cuore, quello che stravolge la mente, anche se non è il cervello che soffre, ma quella parte di noi che viene chiamata anima, e che appunto anima ed alimenta ogni nostra cellula, e che, ci crediate o no, può essere più pericoloso di quello provocato da una vera malattia, perché se non contrastato spegne la voglia di vita e può portare un individuo sano alla morte psicogenica.

di Melania Rizzoli”

Incredibile, non si muore solo di cancro inteso come il mostro che attacca e distrugge il corpo umano, ma anche di cancro che disintegra l’anima.



#722 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 11 novembre 2018 - 11:27

Da Libero quotidiano del 10/1102018

“Studio dell'Università di Portsmouth

"Morte psicogenica", scoperta la malattia letale senza sintomi: tre settimane e sei morto

È una nuova malattia che non ha un agente patogeno, ma è letale e conduce al decesso. È stata chiamata la "Morte Psicogenica", ed è un fine vita che arriva senza alcuna morbilità evidente o manifesta, senza alcuna compromissione d'organo, che porta a morte in tre settimane, non perché si è ammalati, ma semplicemente perché non si ha più nessuna voglia di vivere.

Colpisce quelle persone che, dopo uno shock psicologico, drammatico e traumatico, restano appunto scioccati, non reagiscono e non combattono, non riescono a superarlo e improvvisamene sviluppano una apatia estrema, e si lasciano andare, mollano il colpo, abbandonandosi ad un processo che, se non viene contrastato, fa fermare per sempre un cuore sano in meno di un mese.

Clinicamente spesso è confusa con "la sindrome del cuore spezzato", che è una morbilità riconosciuta che insorge nei soggetti più fragili non accettano la fine di un amore importante, o un lutto improvviso ed irrimediabile, ma che è tutt'altra malattia, perché queste persone sviluppano una vera e propria miocardiopatia da stress, di solito transitoria che si manifesta con sintomi che possono simulare una sindrome coronarica acuta, e che produce aritmie e infarti coronarici, al punto che tali pazienti a volte periscono di crepacuore.

Ma nel caso della 'morte psicogena' non ci sono prodromi, non ci sono sintomi fisici, non ci sono alterazioni e tutti gli esami radiologici e di laboratorio risultano nella norma, eppure la fine avanza silenziosa e incontrastata, a breve distanza dallo shock psicologico che ha inondato l' anima del paziente disintegrandola, e il quale paziente decide in modo inconscio, che la morte sia l'unica opzione per liberarsi da quel macigno sul cuore.

Questa nuova patologia non ha nulla a che fare con il suicidio, perché non viene attivata coscientemente, e non è legata neppure alla depressione acuta, una malattia facilmente riconoscibile, la quale, anche quando interviene violentemente, non ha questi effetti, e con la quale di norma si può convivere anche per decenni.

La 'morte psicogena' è un evento che arriva quando si decide profondamente che procedere non ha più senso, ed è qualcosa di più di una reale patologia, perché il paziente abbandona la vita da sano, non ha più voglia di sopravvivere, abbandona le armi e si lascia scivolare nell' oblio di un limbo sconosciuto, che lo culla dolcemente verso il baratro.

Uno studio condotto all' Università di Portsmouth negli Usa, pubblicato su Science Direct, rende pubblica la nuova 'patologia' dopo averla riscontrata in centinaia di casi clinici, nei quali non è stato possibile individuare una morbilità specifica, o collegarla a qualsiasi malattia, se non evidenziare un legame tra lo stato mentale e fisico legato al trauma psicologico recente, dal quale il soggetto si libera con il distacco completo dalla vita che avviene in sole tre settimane, dopo aver superato cinque stadi.

All'inizio infatti, il paziente si rinchiude in isolamento sociale, diventa svogliato, passivo e indifferente alle emozioni, quasi instaurasse un meccanismo di difesa per sottrarsi alla realtà. Poi subentra l'apatia, una sorta di morte simbolica, nella quale il soggetto non riesce a fare neppure un piccolo sforzo, non si lava, non si alza dal letto,e trascura tutto quello che ha intorno. A questo punto compare l' abulia, ovvero una totale mancanza di iniziative, di motivazioni e intenzioni, senza che emerga alcuna necessità o alcun desiderio.

In questa fase il morto vivente può essere ancora recuperato, ma dovrebbe essere scosso da altri, per esempio da una persona cara, anche in modo coattivo, perché l' abulia è pericolosa, in quanto scompaiono addirittura i pensieri, e la coscienza appare svanita nel nulla, pur essendo il soggetto cosciente e capace di intendere.

Questo stato abulico, se non arginato, precipita velocemente nell' acinesia psichica, ovvero una ulteriore e più profonda riduzione della motivazione all' essere, e la persona diventa anche insensibile al dolore, prima fisico e poi psichico. Il paradosso è che in questo stadio paziente è ancora mentalmente vigile, non è catatonico e non è assente, ma è in fin di vita, e smette di mangiare e di bere per 3/4 giorni, cosa che lo conduce alla disidratazione, alla sofferenza cerebrale ed alla morte psicologica, alla disintegrazione dell' io, finché non interviene il delirio, con il disorientamento e le farneticazioni, che altro non sono che il fuoco d'artificio delirante che spegne di colpo l'ultimo respiro.

La morte psicogenica è stata riscontrata esclusivamente nelle persone lasciate sole, abbandonate al proprio destino, prive di ogni attenzione da parte di chiunque, e non è stata registrata solo tra i barboni o i carcerati in isolamento, ma anche tra coloro che hanno perso il coniuge con il quale hanno trascorso l'intera vita, perdendo la fiducia e l'interesse per ogni cosa.

Qualunque intervento esterno nelle varie fasi è in grado di invertire la situazione, anche un intervento farmacologico estremo, al punto che negli USA alcuni casi sono stati trattati e risolti con la somministrazione endovenosa di sostanze stupefacenti, per stimolare una ricompensa sensoriale che ha risvegliato motivazione, attenzione, una insolita terapia tentata come l' ultima razio al cospetto di un paziente che non reagisce a nulla.

Questa sindrome è quindi qualcosa di più di quella del 'cuore spezzato', perché nel caso della morte psicogenica si tratta di una morte autoprocurata, in assenza totale di qualunque patologia organica, se non una grave compromissione dello stato psico-neurologico. Nemmeno gli psichiatri sono riusciti a contrastare la morte psicogena, poiché in assenza di collaborazione il paziente è sordo e muto, è rinchiuso nel suo dolore ed indifferente a qualunque stimolo .

Il fatto è che noi medici operiamo con i mezzi a disposizione, e siamo in grado di togliere qualunque dolore fisico, anestetizzare anche il più terribile, opprimente ed insopportabile, perché abbiamo creato farmaci potenti, molecole derivate dagli oppiacei che in dosi giuste abbatterebbero un elefante, ma non abbiamo prodotto un solo farmaco contro il dolore dell'anima, non abbiamo nessuna medicina contro quel male non tangibile e non visibile, che corrode, consuma, e buca lo stomaco e il cuore, quello che stravolge la mente, anche se non è il cervello che soffre, ma quella parte di noi che viene chiamata anima, e che appunto anima ed alimenta ogni nostra cellula, e che, ci crediate o no, può essere più pericoloso di quello provocato da una vera malattia, perché se non contrastato spegne la voglia di vita e può portare un individuo sano alla morte psicogenica.

di Melania Rizzoli”

Incredibile, non si muore solo di cancro inteso come il mostro che attacca e distrugge il corpo umano, ma anche di cancro che disintegra l’anima.

Interessantissimo articolo, scusami se lo leggo solo ora. " Incredibile, non si muore solo di cancro inteso come il mostro che attacca e distrugge il corpo umano, ma anche di cancro che disintegra l’anima." In effetti la psiche ha un influenza enorme sul organismo. Non quantizzerei comunque la morte in tre settimane: credo che l'intervallo di tempo sia molto più elastico. Molto spesso quando muore un coniuge dopo non molto tempo muore anche l'altro, è un osservazione che ho fatto innumerevoli volte, e non solo nei coniugi molto anziani, ma anche nei coniugi abbastanza giovani. Non è infrequente che il secondo coniuge si ammali di qualche patologia "fulminante" di cui neppure esistevano i prodromi. Infatti c'è un detto popolare che dice "il marito è venuto a prendersi la moglie" o viceversa. Per la morte di un figlio questo accade molto più raramente. Comunque, sindromi depressive gravi misconosciute o poco evidenti possono innescarsi in seguito a gravi dispiaceri, i si innesca di conseguenza tutto un insieme di disfunzioni organiche che possono portare al decesso. Non credo sia una sindrome nuova, è vecchia come l'uomo, solo che pare se ne siano accorti solo ora.



#723 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato Ieri, 12 nov 2018 alle 00:11

Volevo puntualizzare una cosa: le formule della Vit D2 e Vit D3 che ho sopra riportato fotografandole dal “LIBRO DELLA VITAMINA” della Roche è sbagliata. In realt. La Vit D2 parte dall’ERGOSTEROLO (che sarebbero l’analogo del COLESTEROLO nei vegetali), e che ha la seguente formula di struttura:

ERGASTEROLO

45792496111_46c65872a9_m.jpg220px-Ergosterol_structure.svg by Claudio Sauro, su Flickr

Da questo sotto l’azione degli UVB si rompono gli anelli e si forma la Vit B2 o ERGOCALCIFEROLO:

 

ERGOCALCIFEROLO (Vit D2):

 

45785939402_32f81eacab_m.jpg200px-Ergocalciferol.svg by Claudio Sauro, su Flickr

 

Invece il colesterolo ha la seguente formula di struttura:

 

COLESTEROLO

 

45792499731_cbf25df5f0_m.jpgCholesterol.svg by Claudio Sauro, su Flickr

 

Da questo sempre per azione degli UVB si forma il COLECALCIFEROLO (Vit D3)

 

COLECALCIFEROLO (Vit D3)

 

44018557980_93dffa06aa_m.jpgColecalciferolo by Claudio Sauro, su Flickr

 

Come vedete, Vit D2 e Vit D3 sono molto simili come formula di struttura. Il punto è che mentre nella pelle il livello di colesterolo è praticamente costante (qualsiasi sia il suo valore ematico), ne vegetali il livello di ERGOSTEROLO è variabilissimo. Nelle foglie verdi è praticamente assente, si trova un po sulla superfice dei funghi, ed in grande quantità nella membrana di molti batteri, in particolare i SACCAROMICES. Il fatto che la Vit D2 sia presente anche nei funghi del sottobosco dove praticamente non arriva il sole rende la presenza di questa un enigma, per cui si presume che possano esserci delle catene enzimatiche endogene, e così pure per i pesci per la Vit D3, visto che anche i pesci praticamente nen ricevono mai gli UVB, eppure sono le magliori fonti di Vit D3 che esistano in natura. Basta un cucchiaio di OLIO DI MERLUZZO per supplire il fabbisogno giornaliero.



#724 renè

renè

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Inviato Ieri, 12 nov 2018 alle 12:07

Da Libero quotidiano del 10/1102018

“Origine batterica

Tumore allo stomaco, da cosa è causato e come si fa a evitarlo

È uno dei tumori oggi più facilmente evitabile, eppure ogni anno in Italia ne vengono diagnosticati ancora 13mila nuovi casi, al punto che questa patologia rappresenta la settima neoplasia più diffusa nel nostro Paese, sebbene l' informazione scientifica al riguardo non sia affatto carente.

La causa è infettiva, perché il primo fattore che nutre e fa sviluppare questa malattia è l' Helicobacter Pylori, (HP), un piccolo batterio che trova ingresso dalla via orale, viene deglutito e si insinua tra le pieghe dello stomaco, il cui muco è il suo habitat naturale, e nel quale resiste perché refrattario all' aciditá gastrica, e dove, una volta insediato nella mucosa, crea attorno a sé un microambiente compatibile con la sua esistenza.

I due scienziati australiani - Robin Warren e Barry Marshall - che per primi hanno individuato l' HP come l' agente responsabile prima della gastrite, poi dell' ulcera gastrica e infine del cancro dello stomaco, e che hanno raccomandato l' uso di un cocktail di antibiotici in caso di infezione da tale batterio, nel 2005 hanno ricevuto il Premio Nobel per la medicina, perché grazie alla loro ricerca l' adenocarcinoma gastrico è diventato una malattia prevedibile, evitabile, curabile e addirittura guaribile.

L'Helicobacter Pylori è particolarmente diffuso in tutti i Paesi del mondo, soprattutto nella popolazione sotto i sedici anni, colpisce molto facilmente i bambini, non sempre è cancerogeno, ma una volta insediato nello stomaco si muove con i suoi flagelli, scava nei vari strati mucosi, si fissa in un' area dove si stabilisce in modo permanente, producendo una grande quantità di ureasi, un enzima che neutralizza l' effetto dei succhi gastrici permettendo così la sua sopravvivenza.

Sebbene nella maggior parte delle persone la presenza del batterio non provochi conseguenze sempre preoccupanti, una volta accertato è sempre meglio curarlo, perché se tale infezione non viene eliminata, come tutte le infezioni croniche che vengono trascurate, dopo dieci o quindici anni può degenerare, malignizzare e quindi sviluppare il cancro, perché è scientificamente provato che l' HP è il solo ed unico responsabile dell' insorgenza della gastrite, la quale, con la sua ipersecrezione acida, provoca la famosa ulcera peptica, che se non trattata a dovere può evolvere verso il temibile tumore gastrico. L' associazione gastrite-ulcera-cancro è una realtà scientifica ormai consolidata, che raggiunge in alcuni casi percentuali tra l' 85% e il 100%, e la cura di questo batterio ha cambiato la storia naturale della malattia - fino a pochi decenni fa definita cronica e recidivante - eliminando il pericolo della neoplasia, dovuta a tale infezione, in milioni di persone nel mondo.

Fastidi dopo i pasti - L' HP nel nostro Paese è responsabile della gastrite e dell' ulcera gastrica e duodenale in 25 milioni di italiani che soffrono di dispepsia, quella che una volta veniva chiamata "cattiva digestione", la quale provoca dolore, senso di peso o fastidio addominale persistente o ricorrente dopo i pasti o a digiuno, un sintomo rivelatore della presenza del batterio nello stomaco.

Tutti coloro che accusano questi sintomi digestivi dovrebbero eseguire i test per accertare o escludere tale infezione, poiché questo batterio è stato chiamato in causa anche per altre forme di cancro, come quello dell' esofago, del pancreas e per il linfoma Malt, una rara forma di tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario gastrico. L' Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato l' HP come "carcinogeno di gruppo I" al pari del fumo per il cancro del polmone, poiché l' associazione del microrganismo con le lesioni precancerose e cancerose è assai elevata, e raggiunge in alcuni casi il 100%.

L'uomo è l' unico serbatoio noto di questo batterio, e le vie di contagio sono di solito il contatto con acque, con strumenti endoscopici o sondini naso-gastrici contaminati, anche se non esistono dati definitivi al riguardo, ma è accertato che l' HP rimane metabolicamente attivo in acqua corrente per circa venti giorni.

L'identificazione dell' Helicobacter Pylori avviene tramite test non invasivo del respiro o delle feci, attraverso la ricerca degli anticorpi nel sangue o tramite prelievo durante la pratica della gastroscopia, che resta il più sicuro esame di riferimento per la diagnosi, perché permette al medico una visione diretta di eventuali lesioni sulla parete dello stomaco.

La terapia per l' eradicazione del batterio comprende farmaci per ridurre l' acidità e l' uso di due antibiotici, amoxicillina e metronidazolo prescritti in dose multipla, ovvero in associazione di dosi e molecole diverse, che vanno assunte per due o tre settimane, una terapia risolutiva, che uccide definitivamente il batterio ed evita il possibile sviluppo futuro del cancro dello stomaco. L' alimentazione non corretta, associata a sovrappeso ed obesità, è un fattore favorente e nutrizionale del batterio, per cui quando presente bisogna evitare una dieta ricca di amidi e grassi, e soprattutto cibi affumicati, i quali contenendo nitriti e nitrati, che sono, come tutte le nitrosamine, precursori di cancerogeni.

Fattori di rischio -  Dal momento che non esiste in Italia un programma di screening sulla popolazione generale per sottoporsi ad una gastroscopia, tutti coloro che accusano una sintomatologia con dispepsia, dolore o bruciore di stomaco, difficoltà di digestione, senso di pienezza e gonfiore gastrico dopo un piccolo pasto, nausea post-prandiale, o reflusso esofageo, devono sottoporsi al test dell' Helicobacter Pylori.

Il tumore dello stomaco, nonostante possa essere prevenuto, è purtroppo ancora uno dei più comuni al mondo, con circa 23mila nuovi casi diagnosticati ogni anno solo negli Stati Uniti, mentre in Italia le cifre sono in diminuzione proprio per l' aumento della diagnosi dell' Helicobacter Pylori, e per la riduzione dei fattori di rischio dietetici ed ambientali. Naturalmente questo batterio non è l' unica causa del tumore dello stomaco, perché si tratta di una neoplasia multifattoriale, ma il suo ruolo nella genesi della malattia è riconosciuto, e pertanto ognuno di voi che dopo aver letto questo articolo, e dopo aver riconosciuto come propri i sintomi, valuti la possibilità di eseguire i test specifici per evitare di ammalarsi, e per contribuire a diminuire l' incidenza di questa patologia e magari ad eliminarla dal futuro della vostra vita e dalle statistiche cliniche.

di Melania Rizzoli”

Così, per dirne una alla svelta, sempre da un’infiammazione si parte e mi ricollego a quello che sostiene da tempi non sospetti il nostro dott.Sauro.



#725 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 14:14

Riporto questo perchè estremamente interessante:

 

del resto è ovvio un aereo di linea solo per il viaggio Rama-New York consuma 63 tonnellate di Kerosene, figuriamoci con tutti i voli che ci sono.....

https://www.focus.it...uma-un-aereo-d…

Il grave è che l'Alluminio ed il Bario vengono aggiunti ai carburanti volutamente per aumentare le trasmissioni Radio e Satellitari (aumentano di circa il 90%).
I risultati poi chiaramente sono questi; siamo a 470 metri di altezza, a Badia Calavena, notte limpida:

 

Ormai credo che sia così in tutto il mondo, visto che i voli aerei sono ovunque, e le polveri vengono portate anche a grande distanza.
Io credo che la stima di 10.000 morti all'anno siano ridicole. In realtà le polveri sottili possono causare tumori ovunque, non solo nei polmoni. Viste le loro dimensioni di milionesimi di millimetro, passano i polmoni e vanno in circolo e si localizzano a livello di qualsiasi organo.L'aumento enorme delle patologie tumorali degli ultimi anni potrebbe essere causato proprio da queste.

Calcolando che mediamente ci sono 93 mila voli aerei di linea in un giorno (stima in difetto, perché ci sono anche i voli militari che non è dato sapere), ne consegue che in un anno sono 3.348.000 mila. Calcolando poi che il percorso Milano-New York può essere considerato una media, dal momento che se uno va in Australia il percorso è di 20.000 km, possiamo calcolare il consumo approssimativo di Kerosene in 214.272.000.000 di tonnellate, il che equivale a 214.272 miliardi di litri il che equivale a circa 500.000 miliardi di metri cubi di CO2, calcolando che gli oceani e le foreste possono convertine in O2 circa 1/3, ci rendiamo conto di quali disastri stiamo provocando. Recenti studi hanno evidenziato che la temperatura stà salendo in modo esponenziale, e l’aumento medio della temperatura non è di soli 2 gradi ma di 4, non solo, ma salendo in modo esponenziale la temperatura ci ritroveremmo fra 10 anni con 9 gradi in più. Il Polo Nord si è già sciolto e possono attraversarlo con le navi , il ghiaccio della Groenlandia si è già sciolto per 2/3 così come i ghiacciai alpini. Si stà sciogliendo anche il Polo Sud, e se la temperatura media fra dieci anni sarà 9 gradi superiore si scioglierà completamente e gli oceani aumenteranno la loro altezza di 65 metri. Il punto è che non metteranno nessun rimedio a questa catastrofe, ma anche se volessero mettere rimedio, e cioè se cessassero tutte le emissioni inquinanti sarebbe troppo tardi, perché per smaltire la CO2 che abbiamo prodotto ci vorrà oltre un secolo.






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