Vai al contenuto

CoseNascoste Forum uses cookies. Read the Privacy Policy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies



Foto

Il meccanismo che sta alla base dei tumori


  • Per cortesia connettiti per rispondere
431 risposte a questa discussione

#41 madmax

madmax

    Utente Full Optional

  • Utenti
  • 7952 messaggi

Inviato 16 dicembre 2014 - 01:57

Se non esagerano da una parte esagerano dall'altra :icon_eek:

 


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


 
 
 
 

#42 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 17 dicembre 2014 - 10:03

LA DIETA CHETOGENICA NELLA CURA DEI TUMORI

http://www.ceres-mct...CFcdZ3god_TUAnQ

http://www.pelotti.a...ltime&Itemid=27

http://www.medimagaz...e-radioterapia/

http://www.aerrepici...p?TOPIC_ID=5159

http://www.asmn.re.i...idSezione=10623

http://www.fondazion...-di-tumore/6219

 

Traggo quanto scritto da alcuni siti internet, estrapolando le parti più significative. Però vorrei apportare molte correzioni perché non lo condivido completamente pur ritenendolo molto interessante.

La dieta chetogenica la si usa e la si usava nelle epilessie resistenti ai farmaci, così casualmente si è scoperto che certi tumori cerebrali che causavano l'epilessia, con la dieta chetogenica regredivano e talvolta scomparivano.

Le prime segnalazioni in questo senso sono state fatte nel 1960, però subito non si è data importanza alla cosa pensando che le regressioni fossero dovute ad altre cause.

Ma che cos'è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica consiste in un alimentazione squilibrata, e cioè ricchissima di grassi e povera di proteine e di carboidrati.

Normalmente la dieta chetogenica si compone di un 80% di grassi, in un 10% di proteine, e in un 10% di carboidrati.

Tale dieta è rimasta tale da prima che si scoprisse che faceva regredire certe neoplasie.

Solo recentemente si è scoperto che l'acetone che si forma con un eccessivo consumo di grassi, diventa letale per numerosi tumori maligni perché non riescono ad utilizzarlo come alimento a differenza delle cellule sane.

A questo proposito bisogna dire che i tumori più sono maligni e quindi quanto più sono legati alla glicolisi anaerobia hanno molto più bisogno di glucosio delle cellule normali.

Il glucosio nel sangue non deve mai scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma, ma mentre questo livello di glucosio è sopportabilissimo dalle cellule normali, non è sopportato dalle cellule tumorali maligne che si avvalgono della glicolisi anaerobia.

Le cellule tumorali necessitano di livelli di glucosio di almeno 70 mg/dl per svilupparsi, se il valore scende sotto i 70 vanno in crisi.

Nella dieta chetogenica il glucosio deve essere continuamente monitorato per non scendere sotto i 45 mg/dl, ma i corpi chetonici sono alti per l’alto apporto di grassi e lo scarso apporto di zuccheri.

Le cellule tumorali, più sono maligne, più vanno sono sensibili a scarsi livelli di glucosio; con 45 mg/dl di glucosio non riescono ad alimentarsi e vanno in necrosi, cioè muoiono.

Comunque sia chiaro che la dieta chetogenica è una dieta estrema, certamente da usare solo nei centri oncologici perché i paziente va continuamente monitorato (in particolare la glicemia non deve scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma e si possono avere gravi sofferenze neurologiche.

La base della dieta chetogenica si basa sulla considerazione che il tumore sia una condizione patologica strettamente legata al metabolismo, e quindi che le alterazioni più o meno differenziate del DNA siano dovute ad alterazioni metaboliche che ne favoriscono lo sviluppo e la diffusione.

Dice il sito” Può una dieta chetogenica finalmente un "standard di cura" drug-free trattamento per il cancro? Personalmente, credo che sia assolutamente indispensabile, per qualsiasi tipo di cancro che si sta cercando di affrontare, e speriamo che un giorno tale metodo possa essere adottato  come prima linea di trattamento per certi tipi di tumori, e cioè quelli che rispondono meglio a tale dieta.

Una dieta chetogenica prevede eliminando tutti i carboidrati, cerali e verdure amidacee, e la loro sostituzione con grassi sani e poche proteine di alta qualità ed una piccola quantità di zuccheri complessi (pasta, pane , riso ecc). Non devono mai essere usati gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio ecc)

La premessa è che, poiché le cellule del cancro hanno bisogno di glucosio per prosperare, e i carboidrati si trasformano in glucosio nel nostro corpo, quindi abbassare il livello di glucosio nel sangue con una restrizione di carboidrati e proteine, produce una grande sofferenza alle cellule tumorali ed il tumore può fermarsi o addirittura andare in necrosi.

Se si riduce anche l'apporto proteico, il tumore andrà in sofferenza ancora maggiore, perché non riuscirà più a costruire quella rete di capillari che gli sono indispensabili ed a trasformare le proteine in glucosio. Le proteine già presenti nel corpo umano generalmente non vengono mobilitate da un ipoglicemia.

In pratica si è visto che con un apporto di grassi dell'80%, ed un apporto proteico del 10% ed un apporto in carboidrati del 10%, anche i carcinomi vanno in necrosi.

Bisogna inoltre tener presente che l'acetone stesso deve essere continuamente monitorato, perché se supera una certa soglia può essere di danno per vari organi, quali rene, fegato, encefalo ecc.

Comunque è una dieta che si comincia a prendere in considerazione anche presso i centri oncologici, come supporto alle terapie convenzionali.

Il punto forte di questa dieta sta nel fatto che le cellule tumorali sono molto più sensibili all'acetone delle cellule normali.

Mentre dalle cellule normali l'acetone può essere accettato come alimento, questo non si verifica per le cellule tumorali, che addirittura dall'acetone subiscono gravi danni con rottura delle membrane e blocco della glicolisi anaerobia.

In questo senso sono molto più sensibili all'acetone i tumori altamente maligni perché sono quelli che hanno le membrane più "fragili".

C'è chi sostiene fra gli oncologi che è molto meglio ridurre a zero le proteine e mantenere nell'alimentazione una certa quantità di carboidrati, e questo perchè l'organismo dei carboidrati non può farne a meno, pena un ipoglicemia che porterebbe al coma, mentre delle proteine può farne tranquillamente a meno per sei mesi, visto che le cellule normali dell'adulto hanno una grandissima resistenza ad un ipoproteinemia, mentre le cellule tumorali in carenza di proteine vanno subito in necrosi.

Non bisogna dimenticare che con una carenza proteica limitata nel tempo, le cellule tumorali non possono più costruire vasi sanguigni, ed è solo attraverso i vasi sanguigni che il tumore si alimenta e può espandersi.

Una carenza proteica insomma provoca una regressione del tumore, se non addirittura la morte.

Questo ci riporta alle cellule staminali (abbiamo già visto che il tumore è costituito da staminali che hanno perso la direzionalità e quindi si replicano in modo caotico dando metastasi)

Come già dicevo la dieta chetogenica sta prendendo piede presso numerosi centri oncologici, ma attualmente come compendio alle terapie convenzionali.

Sarebbe interessante abbinare tale dieta alla terapia con il calore e ad altre sostanze antitumorali che sono emerse negli ultimi anni.

Il grave è che gli stessi oncologi hanno difficoltà a discostarsi dalle terapie convenzionali perché devono attenersi ai protocolli, e se il paziente muore possono essere accusati dai famigliari di omicidio colposo.

Pertanto, la medicina è ferma, con pochissimi progressi, e questo anche nell’interesse delle case farmaceutiche.

CBN News ha recentemente pubblicato un articolo sulla dieta chetogenica . Chiaramente, molte persone si stanno rendendo conto che ciò che abbiamo fatto in termini di lotta al cancro semplicemente non funziona, e non possiamo permetterci di continuare nello stesso modo. La Prevenzione deve essere affrontate se mai si vuole invertire la tendenza sulla crescente incidenza del cancro in tutti i gruppi di età. Ma ancor più sorprendente, in termini di trattamento, è che il cancro può rispondere alla sola dieta.

"Dr. Fred Hatfield è un ragazzo impressionante: un campione di sollevamento di potenza campione, autore di decine di libri, un uomo d'affari milionario con una bella moglie. Ma ti dirà la sua più grande realizzazione è che sta uccidendo il suo cancro proprio nel momento giusto, "

CBN News scrive. "I medici mi hanno dato tre mesi di vita a causa di un diffuso tumore metastatico (carcinoma del colon metastatizzato) nella mia struttura scheletrica", ha ricordato. "Tre mesi, tre medici diversi mi ha detto la stessa cosa."

Dr. Hatfield si preparava a morire quando ha sentito parlare di terapia metabolica, conosciuta anche come la dieta chetogenica. Non aveva niente da perdere così ha fatto una prova presso un Centro Oncologico, e ... ha funzionato. Il cancro scomparve completamente, e al momento della sua intervista (sopra), era guarito.

"'Abbiamo aumentato notevolmente la sopravvivenza con la terapia metabolica,' [Dr. D'Agostino] ha detto. 'Così pensiamo che sia importante per conoscere questa informazione.' Non sono solo i topi di laboratorio. Dr. D'Agostino ha visto anche il successo simile in persone - un sacco di loro. 'Sono stato in corrispondenza di un numero di persone', ha detto. 'Almeno una dozzina negli ultimi anno e mezzo a due anni, e tutti loro sono ancora in vita, nonostante le probabilità. Quindi questo è molto incoraggiante. '"

Si pensi che molte persone affette da tumore, in fase terminale, persone che si sono già sottoposte a cicli di chemioterapia, e sono state mandate a casa a morire, sono un numero consistente e particolarmente significativo.

Dr. D'Agostino spiega come la dieta chetogenica può avere un drammatico (e rapido) effetto sul cancro. Tutte le cellule del vostro corpo sono alimentati dal glucosio. Questo comprende cellule tumorali. Tuttavia, le cellule tumorali hanno un difetto fatale interno - non hanno la flessibilità metabolica delle cellule normali e non possono adattarsi a usare i corpi chetonici come combustibile, come possono fare tutte le altre cellule .

Così, quando si altera la propria dieta e la si trasforma in quella conosciuta come "grasso-adattata," il tuo corpo inizia a utilizzare il grasso come carburante, piuttosto che i carboidrati. Quando si passa dai carboidrati ai grassi sani, si fa morire di fame il cancro che, dal momento che non si fornisce più il carburante necessario - glucosio - per la loro crescita. Come D'Agostino spiega:

"Le cellule normali hanno la flessibilità metabolica necessaria per adattarsi dall’ utilizzare il glucosio all’ utilizzare i corpi chetonici., Ma le cellule tumorali non hanno questa flessibilità metabolica. Così possiamo sfruttare questo"

Io aggiungerei, non solo il glucosio, ma anche le proteine, perché è con quelle che il tumore costruisce vasi e DNA per svilupparsi.

E’ un principio semplice, come la terapia con il calore che vedremo in seguito.

Uno dei miei mentori principali sull’importanza dell’ insulina e della leptina, Dr. Rosedale. è stato uno dei primi professionisti a sostenere una dieta sia a basso contenuto di carboidrati e sia moderato di proteine (e quindi con grasso di alta qualità) dieta. Questo era in contrasto con la maggior parte dei sostenitori del basso consumo di carboidrati, che erano, e sono tuttora, molto propensi, se non la promoventi, un alto contenuto proteico, come un sostituto per i carboidrati. Le proteine si potrebbero anche eliminare completamente, almeno nella prima fase, perché le cellule normali resistono ad una mancanza proteica per sei mesi mentre i tumori hanno bisogno di molte proteine per svilupparsi. C’è da dire anche che una dieta con uno scarsissimo introito proteico, non comporterebbe un abbassamento delle difese immunitarie.

Se voi o qualcuno che conosci è sfidato dal cancro, l'opzione più sana potrebbe essere quella di sostituire i carboidrati con grassi benefici, e limitare la vostra proteina a fonti di alta qualità biologica, dice il Dr. Rosedale che consiglia 0,2 grammo di proteine per chilogrammo di massa magra del corpo, che per la maggior parte delle persone sarà di circa 20 grammi di proteine al giorno (o 0,2 grammi per chilo di peso corporeo ).  La chiave è quello di aggiungere grassi sani per sostituire i carboidrati e proteine in eccesso. L’oncologo Giuseppe Nacci consiglia di togliere completamente le proteine, mantenendo un apporto di carboidrati minimo, sufficiente a mantenere la glicemia a 45 mg/dl; tale dieta senza proteine potrebbe in teoria essere mantenuta per sei mesi senza che il sistema immunitario venga compromesso; c’è da dire comunque che una dieta simile per sconfiggere il tumore andrebbe mantenuta per un periodo molto più corto, massimo di 1-2 mesi.

Quale dieta quindi:

Olive e olio d'oliva extra vergine 200 gr (1800 calorie)

Riso o pasta 50 gr (180 calorie)

Frutta o verdura (per il valore di 150 calorie)

Gli alimenti proteici si sospendono per almeno tre mesi.

Tale composizione dei pasti permette una formazione ottimale dei corpi chetonici. Negli anni ’60 dello scorso secolo è stato appurato che i grassi MCT(a media catena) dispongono di un effetto chetogenico ancora più elevato rispetto ai tradizionali grassi LCT (saturi a lunga catena), ovvero a parità di grassi assunti, aumenta la formazione dei corpi chetogeni. È quindi stata sviluppata la dieta chetogenica a base di grassi MCT, la quale prevede il 80% di grassi MCT, 10% di grassi LCT, 10% di proteine (come già detto l’apporto proteico si può completamente sospendere per tre mesi). La dieta chetogenica tradizionale e quella a base di grassi MCT presentano effetti simili, tuttavia quest’ultima permette di aumentare le quantità di carboidrati assunti, aumentando quindi le possibilità alimentari e rendendo la dieta più variegata.

Altri fattori di stile di vita che sono stati trovati ad avere un impatto sulla malattia cronica e il cancro includono:

Vitamina D: Ci sono prove schiaccianti che punta al fatto che la carenza di vitamina D svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del cancro. (lo vedremo anche più avanti

 Ottenere sonno adeguato: sia in termini di dormire a sufficienza, e dormire tra alcune ore

C'è un picco di melatonina che si verifica tra la mezzanotte e le 01:00 che non si vuole perdere, perché le conseguenze sono assolutamente spettacolari. La melatonina non è solo un ormone del sonno, ma è anche un antiossidante molto potente. Si riduce la quantità di estrogeni il corpo produce e stimola il sistema immunitario.

Ribadisco ancora una volta che la dieta chetogenica deve essere attuata solo da un Centro Oncologico, perché durante tale dieta il paziente va continuamente monitorato (glicemia, corpi chetonici, elettroliti, ECG, EEG ecc); se uno la fa di suo può andare incontro al coma ed alla morte.



#43 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 19 dicembre 2014 - 10:43

LA CURA DEI TUMORI CON IL CALORE

Traggo quanto riportato da alcuni siti internet:

http://www.curadelca...-il-calore.html

http://www.ipertermi...oli/febbre.html

http://www.lamescola...bre=060509.html

 

 

La sensibilità delle cellule tumorali nei confronti del calore è cosa nota da tempo. Per altro, questa sensibilità è decisamente superiore a quella delle cellule sane. Quando la temperatura si porta da 37°C a 42°C, inizia una vera e propria moria di cellule cancerose. Questo effetto è attualmente sfruttato dalla terapia Ipertemica antitumorale, che in sostanza si sostituisce alle stesse capacità dell’organismo di produrre una salutare reazione febbrile. Inoltre, diversi studi hanno anche dimostrato che cellule tumorali sottoposte per circa sei ore ad una temperatura di 41°C iniziavano a produrre linfociti T, che sono fondamentali per le difese immunitarie, conclude Perugini Billi.

 

 

In Italia vi sono alcuni centri specialistici che curano i tumori proprio con una sorta di febbre indotta. Tale terapia viene definita Ipertermia. Si tratta di una terapia non invasiva effettuata con un apparecchio che produce una radiofrequenza allo scopo di direzionare il calore direttamente sull’organo malato. Il Synchrotherm RF 13.56, questo il nome dell’apparecchio, provoca un riscaldamento localizzato a una temperatura di circa 43°-44° C. «L'ipertermia è impiegata nella cura dei tumori poiché le cellule tumorali avendo una membrana aberrante temono il calore. La loro membrana cellulare non riesce a smaltirlo adeguatamente e quindi si innesca un meccanismo di morte cellulare denominato apoptosi. Inoltre localmente il danno da chemioterapia e/o radioterapia concomitante viene amplificato. Non da ultimo il calore attiva localmente le cellule del sistema immunitario potenziando la risposta contro il tumore. Può essere impiegata nella cura di tutti i tumori solidi a patto che non vi sia imponente versamento ascitico o pleurico» spiega il dr. Carlo Pastore.

Un altro dei motivi per cui le cellule cancerose sono molto più sensibili alla febbre sarebbe la loro modalità di respirazione attraverso la glicolisi anaerobica.

Tale respirazione con l'ipertermia cessa completamente e la cellula tumorale muore.

Questo si verifica anche nei carcinomi con metastasi, scompare il tumore primario e le metastasi.

In passato dopo febbri molto alte si era notata una completa scomparsa di tumori maligni e si era gridato al miracolo.

E' incredibile dice il dr .Carlo Pastore che un sistema così semplice non abbia preso piede e non sia entrato nella terapia ufficiale, o meglio è entrato in alcuni centri ma solo come compendio della chemioterapia.

http://www.youtube.c...h?v=KdKBJMT3e6U

 

Ma la febbre molto alta già da sola è sufficiente a debellare parecchi tipi di tumore maligno senza bisogno di intossicare l'organismo con farmaci molto tossici.

Ma purtroppo non esistono studi sufficienti o perlomeno sono ancora in corso.

Provocare febbri molto alte in pazienti sarebbe semplicissimo utilizzando l'opportuno antigene.

Facendo viaggiare la febbre intorno ai 43 gradi si provocherebbe la morte completa di tutte le cellule tumorali e le cellule sane resterebbero vive ed in grado di riprendersi completamente.

Ovviamente per una febbre così alta il paziente deve essere ospedalizzato e monitorato continuamente.

Anche i rischi sarebbero minimi, basterebbe somministrare al paziente un anticonvulsivante, ad esempio del fenobarbitale (che non costa nulla, per scongiurare gli eventuali rischi di convulsioni.)

Ma la terapia con la febbre costa troppo poco, per questo non si è imposta (per motivi etici dicono ).

 

E chissà che molte guarigioni da tumori repentine e quasi immediate per le quali si è invocato il miracolo, non siano state causate proprio da febbri belle alte che hanno distrutto le cellule tumorali (vedi Lourdes ecc)

 Poi è importante non usare antipiretici  per abbassarla, perché gli antipiretici inibiscono un enzima importantissimo, la glutatione - perossidasi che riduce i radicali liberi ed aumenta le difese immunitarie.

Forse avremmo anche qualche tumore in meno.

Ho telefonato proprio oggi all'Istituto di Medicina Biologica di Milano per sapere se ci sono degli studi in merito alla febbre sistemica tramite la tossina di Coley. Ho parlato con un medico e mi ha detto che non lo sa perchè loro trattano solo apparecchi che focalizzano le radioonde sul tumore in modo da portare la massa tumorale a 42 gradi.

Mi ha detto che questa pratica è abbastanza nuova e sono pochi finora i centri che hanno questi apparecchi, ma che con questi apparecchi si ottengono dei risultati straordinari, si rende più sensibile il tumore al chemioterapico ed alla radioterapia e questo è molto intuitivo da capire, per cui si può usare il chemioterapico in dosi minori e così pure la radioterapia.

Gli ho chiesto perchè non tutti i Centri Oncologici ne fossero provvisti, e mi ha risposto che alcuni anni fa hanno fatto un convegno a Milano sulla terapia con il calore ed hanno incontrato resistenze enormi, perchè molti Centri Oncologici avevano paura che la terapia tramite il calore andasse a sostituire la chemioterapia e la radioterapia.

Invece no, con la terapia con il calore si potevano ridurre considerevolmente i chemioterapici e la dose di raggi X; ma quanto c'è voluto perchè lo capissero! E nonostante i risultati veramente straordinari, pochi centri si sono forniti sinora di queste apparecchiature il cui funzionamento è molto semplice.

Mi ha detto che per eventuali studi con la Tossina di Coley e febbre sistemica dovrei rivolgermi all'Associazione Europea di Ipertermia comunque mi ha detto che adesso l’ipertermia sistemica si ottiene con i raggi infrarossi; questi sono molto più sicuri della tossina di Coley, che finora ha dato scarsissimi risultati.

E' bello che mi ha detto: "lei dottore capisce vero, perchè ci sono tutte queste resistenze " Io gli ho risposto : "Capisco benissimo"

Molti centri oncologici comunque ultimamente si stanno attrezzando per abbinare la febbre e poter ridurre al minimo gli effetti collaterali delle terapie convenzionali, vedi il Centro Oncologico del Prof . Mancuso di Milano, il Centro Oncologico di Verona, di Pavia, di Roma e molti altri.

Ricapitolando ed aggiungendo altre cose:

 

l’ipertermia oncologica è attualmente un trattamento che può essere utile per molte forme tumorali, è pur usando la terapia convenzionale permette la riduzione di chemioterapici e radiazioni, con il vantaggio che ne deriverebbero minor effetti tossici da questi.

Il principio base dell’ipertermia oncologica è quello di surriscaldare le cellule tumorali, a temperature che superano di molto il valore fisiologico. E’ ormai accertato che ad un valore di 43-44 gradi le cellule tumorali muoiono sicuramente, mentre le cellule normali resistono anche a 48 gradi. Il principio pertanto è semplicissimo. Il calore altera l’omeostasi delle cellule neoplastiche, soprattutto la glicolisi anaerobia, inducendo danni al DNA ed alle membrane e conseguente necrosi

Migliora inoltre enormemente l’ingresso dei farmaci chemioterapici, in tal modo si possono ridurre gli effetti tossici.

Inoltre la febbre alta stimola molto il sistema immunitario favorendo il riconoscimento da parte dei leucociti delle cellule tumorali come corpi estranei. I leucociti in tal modo si mettono in azione e provocano l’eliminazione delle cellule tumorali.

Inoltre la febbre alta blocca l’angiogenesi, stimolando la produzione di una proteina, (chiamata PAI-1) capace di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni. Il tumore per svilupparsi ha bisogno di sviluppare rapidamente nuovi vasi sanguigni, se gli viene tolta questa possibilità il suo sviluppo si ferma e regredisce. Inoltre non sarà più in grado di mandare cellule tumorali in circolo con la formazione di metastasi.

Vi sono diversi tipi di terapia oncologica in base alla localizzazione del tumore ed all’area da trattare.

La principale tipologia d’ipertermia viene definita capacitiva poiché è una tecnica non invasiva che applica il calore nel punto interessato con particolari radiofrequenze. Questo permette che la zona dove è localizzato il tumore venga portata a 44°, una temperatura che manda in necrosi le cellule tumorali.

Total Body: prevede l’applicazione, mediante frequenze all’infrarosso. Questa mira a riscaldare l’intero organismo per stimolare il sistema immunitario. Può in tal modo portare l’intero corpo a 42 gradi  ed è particolarmente utile in caso di metastasi ma tuttora in fase sperimentale.

La tossina di Coley non si usa più perché troppo rischioso indurre la febbre con una tossina, e poi da una febbre molto variabile con molti insuccessi.

Terapia intra operatoria perfusionale: è un tipo di ipertermia che ha lo stesso meccanismo di funzionamento delle altre ma che viene eseguita sul sangue. In pratica il sangue viene riscaldato a 43° e poi riinfuso nell'organismo del paziente. E' una metodica abbastanza invasiva e poco usata.

Tutti i tumori possono essere trattati con l'ipertermia., ad esempio l'esecuzione focalizzata per un tumore solido è abbastanza rapida, dura in media 45- 60 minuti e non necessita di ricovero. Può essere eseguita nell'ambulatorio oncologico e non provoca alcun dolore al paziente.

La procedura è molto semplice: il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e gli vengono applicate due piastre (chiamate anche elettrodi)collegate alla macchina che eroga le onde elettromagnetiche. Il paziente non avverte mai una sensazione di calore nelle piastre.

Le piastre vengono applicate ed orientate in modo che le onde elettromagnetiche si focalizzano sul tumore portandolo a 44 gradi e quindi alla necrosi.

Finita la seduta il paziente può tranquillamente tornare a casa.

Per maggior sicurezza che il tumore sia andato in necrosi, si eseguono 4-5 di queste sedute.

Se il tumore è particolarmente aggressivo si può abbinare l'ipertermia alle terapie convenzionali, con il vantaggio che l'ipertermia favorisce maggiormente l'efficacia della chemioterapia e dalla radioterapia e può addirittura permettere che si usino dosaggi inferiori di chemioterapici e di raggi X.

La terapia con il calore ha diversi vantaggi

 -breve durata

 - assenza completa di tossicità

 -minori danni ai tessuti se non addirittura assenti

 -riduce la necessità di sottoporre il paziente ad un intervento chirurgico

L'ipertermia oncologica va eseguita sempre ed esclusivamente da un medico oncologo.

Vediamo finora l'efficacia dell'ipertermia dagli studi finora condotti:

- Glioblastoma: il trattamento nei confronti della sola chemioterapia aumenta da 15 al 99 %; negli ultimi anni si sono avute molte remissioni complete (senza effetti collaterali)

-Carcinoma mammario recidivante: una remissione completa in una percentuale che va da 38 al 99% dei casi (senza effetti collaterali)

-Carcinoma della cervice uterina: si parla di una remissione completa in una percentuale che va dal 53 al 99 % dei casi. (senza effetti collaterali)

Il calore si è dimostrato determinante per la guarigione anche in alcuni linfosarcomi purchè altamente indifferenziati e cioè predisposti a dare metastasi.

Tralascio altri tumori perchè non ci sono studi attendibili perlomeno su larga scala e sono tuttora in esecuzione, ma i risultati definitivi si avranno frà qualche anno. (si stà sperimentando il tumore generalizzato anche in alcune forme di leucemia, ma non ci sono ancora dati al riguardo essendo molto recente queste applicazioni del calore nelle leucemie)

Fortunatamente molti Centri Oncologici si stanno attrezzando con la cura con l'ipertermia ed è sufficiente fare una breve ricerca su internet per trovarli.

Un ultima cosa: a parte i tumori, anche nelle malattie infettive, la febbre non andrebbe mai abbassata a meno che non superi i 39,5 gradi (a parte il bambino che è un caso a parte).

Infatti la febbre è una risposta naturale dell’organismo alle infezioni e seve per una  maggior sintesi di anticorpi; abbassarla significa molto spesso cronicizzare la malattia.

Dare antipiretici ad uno che ha un tumore è indice della più completa ignoranza in materia, perché con l’abbassamento della febbre si riduce la risposta immunitaria dell’organismo.

Se presente dolore causato dal tumore non conviene usare FANS, ma farmaci che non abbassano la febbre tipo  il Tramadolo Cloridrato e nei casi più gravi la Buprenorfina Cloridrato.

Esiste attualmente una clinica in Germania che da la massima importanza al sistema immunitario ed alle tossine esogene per stimolarlo. Mentre Coley usava batteri vivi, questa clinica usa lisati di batteri morti per stimolare la febbre per le cellule tumorali e con ottimi risultati; inoltre sono stati trovati anche virus specifici che attaccano le cellule tumorali.

Riporto il sito:

http://www.praxis-th...talienisch.html

“”Febbre, virus e cellule immuni autologhe nella terapia biologica

del cancro di stadio avanzato""



#44 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 19 dicembre 2014 - 11:25

Chiaramente per avere un buon successo , occorre abbinare il calore ad altre terapie naturali quale ad esempio la dieta chetogenica, oltre alla Vit D3 che deve restare nei casi di tumore su valori alti (100 ng/ml) ed al retinolo (Vit A) che deve restare su 1200 ng/ml (solo la Vit D3 ed il retinolo, se tenuti a valori molto alti ma non tossici, hanno un effetto necrotizzante su tumore pari ad una chemioterapia d’urto senza però nessun effetto collaterale); e poi si possono abbinare moltissime sostanze che non hanno tanto l’azione di immunostimolanti, ma di ricostruire quei recettori G di comunicazione frà le cellule di cui abbiamo tanto parlato. Quindi calore focalizzato o generalizzato o entrambi + dieta chetogenica + colecalciferolo a dosi ematiche prossime a 100 ng/ml + retinolo a dosi ematiche prossime a 1200 ng/ml + curcumina (sconsigliata solo se c’è una diatesi emorragica) + principi della Graviola + artemisina + glicerrizzina (con l’aggiunta di un diuretico) +flavonoidi dell'avocado + antocianine del mirtillo a dosi alte (i famosi pomodori viola prodotti dai Centri Oncologici)+ molta acqua perché il tumore andando in necrosi se si bevete  poco può appesantire troppo i reni. Detto questo penso che possiamo evitare il cisplatino e l’ossiplatino ed altre sostanze analoghe, anzi sarebbe meglio evitarle comunque queste sostanze perché ormai dimostrate cancerogene ed in grado di diffondere metastasi (può un cieco accompagnare un altro cieco?? Dice il Vangelo). Anche se sono agnostico accetto questa saggia frase. Non dimentichiamoci dell’alimentazione che deve essere povera di proteine, anzi per due mesi le proteine animali è buna regola togliere del tutto.; non farebbero altro che costruire la rete capillare del tumore.



#45 Ganja

Ganja

    Utente Junior Plus

  • Utenti
  • 287 messaggi

Inviato 20 dicembre 2014 - 08:00

Ho sempre immaginato le cellule tumorali come metafora della nostra società malata, che nn comunica più e non per colpa delle lingue differenti, causata dal crollo della torre di babele, ma dalla mancanza di empatia. Non voler capire cosa si cela nell'animo caleidoscopico del tuo vicino/fratello.

Ho sempre immaginato questa cellula che soffre e comincia a mandare messaggi sbagliati ai suoi simili e per far capire la propria sofferenza , gliela trasferisce, per far comprendere che razza di dolore sta patendo e a lei nn importa se il messaggio è sbagliato, ha il dovere perchè distrutta dal dolore, di comunicare...perchè anche lei, come un essere umano, soffre disolitudine...e piuttosto che comunicare con un corretto fonema, comunica in modo afasico e scoordinato. non armonioso...come quei mostri che uccidono ma fanno pena, quelli che si vedono sulle pellicole horror anni 80....

 

secondo me prima di tutto occorre pulire l'ambiente che circonda il portatore di tale soffernza (evidentemente chi ne è colpito, soffredi mancanza di comunicazione con chi vuole bene)...e nn serve un lavoro da psicologo, ma serve quell'ancestrale linguaggio che teneva unite le tribù con i vari clan...

difficile...ma nn impossibile...

questo è per partire alla base del problema, perchè ogni persona porta magarii stessi segni di una patologia ma ha una etiogenesi diversa per ogni ambiente che ha vissuto. E' come condannare il furto senza tenere conto del motivo che ha portato a tale azione. uno magari ruba per fame e un'altro per invidia...

 

Possodire che le piante citate sono si benefiche, ma nn hanno un potere tanto specifico  dato che gli stessi principi attivi si possono trovare in un po tutto il regno vegetale perchè le piante nn avendo denti e artigli e avendo come maggior nemico i raggi solari malefici, devono proteggersi e producono sopratutto sostanze che tengono a bada quei determinati raggi a seconda della zona in cui abita e spesso hanno attività anti-ossidante, radical scavenger. 

Come esempio ho da citare la Melissa officinalis L. la quale presenta un prospetto antivirale (a volte causano tumori) dato dal fitocomplesso che comprende sia l'olio essenziale che i flavonoidi (classe troppo vasta da catalogare e comprendere dato che negli ultimi anni si è visto che molecole ritenute inerti, hanno invece un'attività pari o sinergiche ai principi attivi-mi rifefrisco a kaemferolo, quercetina, ecc). Detto ciò è difficile definire l'azione specifica di una pianta perchè in effetti tutte contengono molecole antiossidanti e potenzialmente tutte sono anti-tumore...

 

La ricerca negli ultimi anni si è rivolta ad un composto trovato nella corteccia della Tabebuia impetiginosa che ha mostrato oltre ad un effetto antimicrobico contro i ceppi meticillino resistenti, anche un potere anti-cancerogeno.

 

Nella seconda metà degli anni 60 si è gridato al miracolo quando si è visto che il taxolo estratto dal Taxus brevifolia, inibiva la mitosi delle cellule cancerose, ma poi si è visto che sarebbero serviti interi boschi per estrarre la molecola biologicamente complicata da poter riprodurre in lab. 

 

Notevole interesse ce l'ha anche l'Essiac, preparato per infusione di varie specie di piante presenti in canada, tramandato dall'ifermiera Caisse la quale seppe di questo preparato proprio dagli indiani del luogo (secondo me l'etnobotanica e le ricette tramandate per bocca, sono una fonte ancora da scoprire). Varie testimonianze presuppongono efficacia del preparato.

 

Per testimonianza diretta, posso dire che dove abito, dato il grave inquinamento dato da una centrale a carbone, ci sono state varie patologie tumorali che hanno colpito anche miei coetanei e amici (30-35 anni, tumore al seno o polmoni o gola ecc). Molti mi hanno riferito del potere salvifico dato dall'Aloe arborescens, tanto che qui se ne coltiva molta ein ogni giardino balcone se ne trova una pianta. 

Avendo studiato scienze e tecnologie dei prodotti erboristici sono potuta risalire ai principali strumenti che ha la pianta per proteggere le cellule cancerose dalla pazzia.

le più note molecole dell' Aloe sono i polisaccaridi e gli antrachinoni contenuti nel fitocomplesso. I polisaccaridi hanno un'azione che funziona come pungolo per le cellule anticorpali e attivano macrofagi e cellule NK. scusate la parolaccia ma l'azione di questi particolati è una maggiore incazzatura e una maggior visione del messaggio cattivo...riconducendo, come un pastore fermo e assertivo, la cellula al suo posto. Gli antrachinoni (che presi cosi in estratto bloccano la pompa Na/K ATPasi, e apportano maggiore acqua nel lume intestinale irritandolo anche e facendo in modo che le feci risultino morbide e la peristalsi avvenga) sono formidabili agenti antimicrobici e antiossidanti ( i principi attivi dell' Iperico sono definiti di-antrachinoni che si scindono formando antrachinoni) per cui si potrebbe ricondurre l'azione dell'aloe alla sinergia di questi due principali composti. Amo definire questa azione come una specie di ri-educazione degli elementi disturbanti.

Inoltre ha molta acqua e si sa che l'acqua è uno dei solventi principali, capace di infiltrarsi bene negli scomparti.

Protegge dalle radiazioni tanto che se ci si ritrova in una piantagione di Aloe, il telefonino perde il segnale....

 

per concludere possodire che la Natura possiede tutte le carte per proteggerci: Vis Medicatrix Naturae.

Il male maggiore lo facciamo noi a noi stessi perdendo di vista ciò che veramente vogliamo, ciò di cui veramente abbiamo bisogno. Pace, Armonia, Fratellanza, Libertà di parola e di scelta Rispettando le sensazioni che provengono dalla pelle del tuo vicino

 

con affetto

Doc Erika 


Il vento spira dove vuole e ne odi la voce, ma, non sai donde venga ne dove vada: cosi è chiunque nato dallo Spirito 

tumblr_static_calcifer_gif_4.gif


#46 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 20 dicembre 2014 - 08:50

Bellissimo il brano Ganja, oltretutto mi dai nozioni che neppure conoscevo.

Condivido in pieno, grazie.


  • Ganja piace questo

#47 Ganja

Ganja

    Utente Junior Plus

  • Utenti
  • 287 messaggi

Inviato 20 dicembre 2014 - 09:02

il rispetto è reciproco...grazie a te per l'attenzione :)


stavo pensando...

la vit D è attivata dal sole,

i flavonoidi proteggono dal sole...

come in una scena del crimine, il comun denominatore è il sole...

c'entra qualcosa secondo te?


Non mi metto a fare filosofia esoterica, ma le religioni si rifanno totalmente ai movimenti del sole. A me personalmente ha sempre affascinato lo spettro della luce e a come i vari organismi si comportano. prime fra tutte le piante.
a seconda della lunghezza d'onda salgono verso l'alto o si diramano derso l'esterno, fioriscono o germogliano....

reminescenze di fisiologia vegetale.....

Il vento spira dove vuole e ne odi la voce, ma, non sai donde venga ne dove vada: cosi è chiunque nato dallo Spirito 

tumblr_static_calcifer_gif_4.gif


#48 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 20 dicembre 2014 - 09:56

stavo pensando...

la vit D è attivata dal sole,

i flavonoidi proteggono dal sole...

come in una scena del crimine, il comun denominatore è il sole...

c'entra qualcosa secondo te?


Non mi metto a fare filosofia esoterica, ma le religioni si rifanno totalmente ai movimenti del sole. A me personalmente ha sempre affascinato lo spettro della luce e a come i vari organismi si comportano. prime fra tutte le piante.
a seconda della lunghezza d'onda salgono verso l'alto o si diramano derso l'esterno, fioriscono o germogliano....

reminescenze di fisiologia vegetale.....

La Vit D è attivata dal sole ed abbiamo visto chè è fondamentale proprio per i recettori G di comunicazione fra le cellule e proprio perchè le cellule non impazziscano (l'estrema sofferenza che dici tu), i flavonoidi proteggono dal sole, ma soprattutto la vit A (retinolo); per questo è molto importante che queste due vitamine siano abbinate, come è importante assumere flavonoidi, antocianine. La curcumina ha dimostrato un buon effetto antitumorale secondo i ricercatori della Seattle University e non solo come preventivo ma proprio come curativo, come ha dimostrato un effetto antitumorale l'allicina di Aglio e Cipolla. Poi quelle che hai citato tu voglio approfondirle, perchè non le conoscevo. Sembri un bravo oncologo, eretico(rispetto alla medicina ufficiale) ovviamente, ma è quello che per me conta.


Oltre alla Vit D ed A che sono fondamentali, e ad altre sostanze vegetali anticancerogene, io sono convinto, quasi per un intuizione che il succo di 5 limoni al giorno sia fondamentale, meglio di una chemioterapia, sarò pazzo, ma questa è la mia convinzione, al di la di tutte le ciance che si inventano a difesa della chemioterapia. Pertanto "Diventa Medico di te stesso" di Giuseppe Nacci, è più che giustificato e vero soprattutto.

#49 Ganja

Ganja

    Utente Junior Plus

  • Utenti
  • 287 messaggi

Inviato 21 dicembre 2014 - 08:46

La Vit D è attivata dal sole ed abbiamo visto chè è fondamentale proprio per i recettori G di comunicazione fra le cellule e proprio perchè le cellule non impazziscano (l'estrema sofferenza che dici tu), i flavonoidi proteggono dal sole, ma soprattutto la vit A (retinolo); per questo è molto importante che queste due vitamine siano abbinate, come è importante assumere flavonoidi, antocianine. La curcumina ha dimostrato un buon effetto antitumorale secondo i ricercatori della Seattle University e non solo come preventivo ma proprio come curativo, come ha dimostrato un effetto antitumorale l'allicina di Aglio e Cipolla. Poi quelle che hai citato tu voglio approfondirle, perchè non le conoscevo. Sembri un bravo oncologo, eretico(rispetto alla medicina ufficiale) ovviamente, ma è quello che per me conta.

 

 

riguardo alla curcuma posso dirti che in commercio c'è l'estratto Meriva perchè la curcuma cosi in polvere è poco asimilabile.

per avere un effetto terapeutico bisognerebbe assumerlo in maniera continuata attraverso gli alimenti come il curry, che ha in se altre spezie che aiutano 'assimilazione del principio attivo della curcuma.

 

riguardo il meccanismo d'azione posso dirti che è un potente antiinfiammatorio che attiva la cascata enzimatica per la COX1...un po come l'ibuprofene.

 

in effetti il tumore ha come manifestazione, una infiammazione cronica. Evento che scatena una risposta chemiotattica da parte degli anticorpi.

 

interessante è l'effetto combinato della Boswellia serrata che attiva i leucotrieni (un po come fa il cortisone) e la curcuma in estratto Meriva 

 

è efficace (testato personalmente) sul'artrite reumatoide e colite ulcerosa. 


Il vento spira dove vuole e ne odi la voce, ma, non sai donde venga ne dove vada: cosi è chiunque nato dallo Spirito 

tumblr_static_calcifer_gif_4.gif


#50 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 21 dicembre 2014 - 04:33

riguardo alla curcuma posso dirti che in commercio c'è l'estratto Meriva perchè la curcuma cosi in polvere è poco asimilabile.
per avere un effetto terapeutico bisognerebbe assumerlo in maniera continuata attraverso gli alimenti come il curry, che ha in se altre spezie che aiutano 'assimilazione del principio attivo della curcuma.

riguardo il meccanismo d'azione posso dirti che è un potente antiinfiammatorio che attiva la cascata enzimatica per la COX1...un po come l'ibuprofene.

in effetti il tumore ha come manifestazione, una infiammazione cronica. Evento che scatena una risposta chemiotattica da parte degli anticorpi.

interessante è l'effetto combinato della Boswellia serrata che attiva i leucotrieni (un po come fa il cortisone) e la curcuma in estratto Meriva

è efficace (testato personalmente) sul'artrite reumatoide e colite ulcerosa.

Gli effetti antiinfiammatori sono dovuti, secondo le ultime ricerche, più alla curcumina lipofila, che allo zenzerone idrofilo. Pertanto anche gli effetti antitumorali ne vanno di seguito. Una precedente pubblicazione della Seattle University, dava più potente lo zenzerone della curcumina, poi recentemente si è visto che è il contrario. Comunque già le compresse di polvere di Curcuma da 300 mg che vendono in farmacia ed in erboristeria sono molto più potenti nel dolore sciatalgico delle comprese di ibuprofene (Brufen) da 600 mg. Per estrarre la curcumina è sufficiente fare un estratto alcolico. Si copre la polvere di curcuma con alcool a filo, e poi si prende la pasta che si ottiene per 1 cucchiaino mattina e sera; in tal modo hai sia i principi idrofili che lipofili, e penso sa del tutto analogo a quel estratto di Meriva che dici tu. Pensa un po, questo tipo di estrazione rende la curcuma potente come antiinfiammatorio come il betametasone disodio fosfato, solo che a differenza di questo non decalcifica l’osso, ma lo calcifica. Agisce cioè in sintonia con l’ergocalciferolo ed il retinolo diventando un potentissimo antitumorale. La Curcuma è ricchissima anche di bioflavoni gialli, pertanto non lamentatevi se dopo aver preso questa pasta vi resta la lingua gialla per qualche ora. Altri effetti collaterali non ne ha, a parte farvi crescere dei peli neri sulle gambe (dopo qualche mese che la prendete però). Per le interazioni farmacologiche è un leggero induttore enzimatico, ma non tale da suscitare dei problemi.


Charamente per la Curcuma si usi alcool puro da liquori a 95° e non alcol denaturato, ci tenevo a fare questa precisazione.
Nel frattempo ho fatto una piccola ricerca sulla Tabebuia Impetiginosa, pianta dell'america centrale e meridionale, e me la da come ottimo antiinfiammatorio:
http://www.lucaavole...-proprieta.html
oltre che attiva su alcuni tipi di tumore. Chiaramente non ci sono ancora studi sufficienti per dire per certo che è un antitumorale, ma lo si può dedurre dal fatto che agisce come antiinfiammatorio, ed abbiamo visto qualsiasi infiammazione cronica può sfociare in un tumore, cioè è proprio la cascata infiammatoria che scollega le cellule e rende inattiva l'azione del colecalciferolo e del retinolo.
  • Ganja piace questo

#51 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 22 dicembre 2014 - 10:21

In quest’ottica, e cioè dell’attività del colecalciferolo e del retinolo nell’attivare i recettori G di comunicazione ed in particolare i recettori G delle cellule staminali, che perdendo la direzionalità si replicano in modo scoordinato e danno origine al tumore più o meno differenziato, occorre precisare una cosa importante che forse non ho mai detto e cioè che nel tumore inevitabilmente troviamo un PH acido e questo perché sia attiva al massimo la respirazione anaerobica. Se il PH cellulare, come abbiamo già visto si aggira su valori di 6,9, nel tumore possiamo avere valori che scendono addirittura sotto i 6, e cioè 5,8-5,9.

Se il PH ematico deve mantenersi necessariamente intorno a valori di 7,35-7,45 con delle modeste variazioni , prima che insorgano dei problemi (tali variazioni che potremmo definire fisiologiche si aggirano intorno a 7,20-7,60), così non è per il PH cellulare che può subire variazioni molto più marcate, e questo si verifica proprio nel caso dei tumori o cancri che dir si voglia. Ora avrete sentito parlare di alimenti alcalinizzanti e di alimenti acidificanti, ebbene si intende quegli alimenti che portano il PH fisiologico ematico intorno ai valori limite di questa modesta oscillazione, e cioè gli alimenti alcalinizzanti possono portare il PH ematico intorno a 7,60 e gli alimenti acidificanti possono portare il PH ematico intorno a 7,20. Ora però dobbiamo chiederci che significato possono avere queste modeste oscillazioni per il PH intracellulare: ebbene con mia grande sorpresa, spulciando testi di fisiologia ho scoperto che il significato può essere notevole, e cioè un PH ematico “alto” può inflenzare in modo decisivo anche il PH intracellulare. Questo significa che con un PH intorno a 7,50 le cellule non riescono più a mantenere al loro interno un PH acido e lo portano necessariamente verso la basisicità perché con un PH esterno “alto” lo sforzo di pompare ioni all’esterno diventa eccessivo per mantenere un acidicità intracellulare.

Questo, non l’ho ancora detto, ha delle implicazioni enormi, perché con un PH intracellulare superiore a 6,5 la glicolisi anaerobica non riesce più a funzionare, cioè il tumore non respira più e necessariamente muore. Da qui si comprende quanto sia importante avere una dieta alcalina, cioè con alimenti alcalini che sono costituiti soprattutto da verdure e da frutta. Ci sono delle tabelle belle e pronte se fate una ricerca su Internet sugli alimenti che portano il PH verso il basico ed alimenti che lo portano verso l’acido, pertanto non mi dilungherò a elencarli. Bisogna anche dire che i recettori G cellulari funzionano con un PH tendenzialmente basico, mentre tendono ad essere inattivati da un PH acido. Queste considerazioni non sono mie, ma addirittura dipendono da uno studio molto approfondito del Arizona Cancer Center (University of Arizona), che in questo senso ha fatto degli studi molto approfonditi. Negli Stati Uniti si stà imponendo per i tumori la così detta “Dieta Crudista” che si avvale soprattutto degli alimenti crudi però con esclusione degli alimenti animali; ebbene la dieta crudista si avvale soprattutto di frutta e verdura, e sembra che i risultati ci siano anche se non sono stati condotti studi randomizzati (la case farmaceutiche non li farebbero mai). A questo punto sembrerebbe avere perlomeno in parte ragione Simoncini che utilizza il Bicarbonato di sodio come alcalinizzante dicendo che tutti i tumori sono causati dalla Candida, in realtà la Candida è stata isolata dal 92% dei tumori. La candida si sa che non sopporta un ambiente alcalino e necessita per svilupparsi di un ambiente acido. Inoltre non si capisce perché la Candida debba far viaggiare tutte le cellule tumorali, tanto più sono indifferenziate, verso una glicolisi anaerobica. Al di la di queste considerazioni è indubbio che il bicarbonato di sodio è il più potente alcalino che possiamo assumere, però è indispensabile indicare un aspetto per la somministrazione di questa sostanza e per non incorrere in gravi danni da bicarbonato: è indispensabile, caso mai assumerlo per bocca in modo che l’organismo abbia il tempo di ripristinare il suo PH entro valori fisiologici anche se tendenzialmente alti (ma mai dannosi o pericolosi). L’assunzione per via endovenosa è pericolosa perché non potrebbe lasciare il tempo all’organismo di mettere in atto i suoi meccanismi di correzzione. Ma andiamo avanti, visto che il PH è stato studiato anche dal Arizona Cancer Center (University of Arizona), cosa hanno scoperto i ricercatori??  E’ stata studiata la somministrazione orale di bicarbonato di sodio in TOPI con cancro alla mammella, intrapresa allo scopo di aumentare il pH sistemico e ridurre conseguentemente l'acidità periferica della neoplasia; i risultati sono stati positivi e dopo l'utilizzo del bicarbonato di sodio è avvenuta una moderazione della formazione di metastasi spontanee originante dal cancro al seno delle cavie. La terapia ha anche ridotto il coinvolgimento linfonodale ma NON ha diminuito il relativo numero di cellule tumorali circolanti all'interno del torrente linfatico stesso. Inoltre, la somministrazione di bicarbonato di sodio per via endovenosa in altri modelli di cancro si è dimostrata utile nella riduzione delle metastasi epatiche e della prostata MA non ha sortito alcun effetto benefico sulle compromissioni tagumentarie di tipo MELANOMA. Chiaramente il PH non basta per sconfiggere il tumore occorrono altri accorgimenti; ed ecco che la dieta crudista (che si avvale soprattutto di frutta e verdura non cotti) è ricca di FLAVONOIDI, di gruppi S-H (quelli dell’aglio e della cipolla e delle brassicacee)e se la estendiamo ai frutti di bosco (Lazaeta) di ANTOCIANINE (mirtillo, sambuco nero, ribes nero) che sono potentissimi nell’attivare i recettori G di comunicazione intracellulare, oltre a tutte le vitamine importantissime per una corretta respirazione cellulare attraverso i mitocondri.. Veramente con queste sostanze bastano valori molto bassi di Colecalciferolo e retinolo, perché le cellule restino unite, cioè sono quelle sostanze che agiscono in opposizione alle sostanze tumorali (benzopirene, catrami, asbesto ecc).

Detto ciò penso di potermi congedare per non scrivere un papiro troppo lungo che nessuno leggerebbe. (Prima o poi metterò insieme tutti questi miei scritti e scriverò un libro.

Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei Medici perché gli è morto un paziente ed un altro è stato male ed ha avuto bisogno di ricovero, ma quanti muoiono o stanno male durante la chemioterapia con cisplatino od ossiplatino????? L’oncologo Giuseppe Nacci è stato radiato dall’Ordine dei Medici perché ha avuto il coraggio di rendere pubblici i risultati della chemioterapia, e soprattutto perché ha detto che lui se avesse un tumore non si sottoporrebbe mai ad una chemioterapia (gli introiti per la chemioterapia delle case farmaceutiche, solo in Italia, sono di 30 miliardi di euro all’anno, ci sarebbe da risollevare la nazione, con il bicarbonato, si intende  )



#52 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 23 dicembre 2014 - 11:01

Vorrei riproporre le proprietà del Limone, evidenziando l'aspetto antitumorale:

 

LE STRAORDINARIE PROPRIETA' DEL LIMONE

Il limone (Citrus Limon)  fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.

Il limone è ricco di acido citrico e di vitamina C e P, oltre a numerosi flavonoidi, inoltre tannini  e cumarine. La buccia è ricca di un essenza che ha una potente azione battericida, e contiene B- pinene, Y- citrale, Y-nerale, Y-terpinene, geraniale.

Contrariamente a quello che si crede il succo di limone non disturba lo stomaco se diluito con molta acqua (1-1,5 litri), da bere durante il giorno; anzi l'acido citrico ha un azione molto simile agli antiacidi di ultima generazione, agli inibitori di pompa protonica, poichè inibisce anche in piccole dosi la produzione di acido cloridrico dello stomaco. Diluito è pertanto indicato in chi soffre di gastrite, di reflusso gastro esofageo e di ulcera. Si diluisca per questo il succo di 3-4 limoni in 1,5 litri di acqua e si beva durante il giorno.

Oltre alle proprietà antiacide il limone ha molte altre proprietà. La sua ricchezza di Vit C, di Vit P, e di flavonoidi hanno un azione protettiva delle arterie e preventiva delle malattie cardiovascolari in modo più marcato di qualsiasi altra pianta medicinale. E' quindi un antiaterosclerotico di straordinaria efficacia.

Il succo di limone anche se acido a livello sistemico ha un azione alcalinizzante perchè provoca una gran formazione di citrati (citrato di calcio, di sodio e di magnesio), per cui favorisce la deposizione di calcio nell'osso insieme alla Vit D3.

Inoltre per la sua azione alcalininizzante determina una modesta bradicardia che si rivela utile nelle tachicardie parossistiche, nelle extrasistoli ed in particolare ha un azione terapeutica nella miocardiopatia cronica dilatativa dove può bloccare il decorso della malattia senza il sussidio di altri farmaci.

Inoltre la sua azione diuretica è quasi simile a quella della furesemide, ma determina una maggior epulsione di tossine presenti nell'organismo. Le tossine sono una delle cause dell'ipertensione perchè vanno ad ostruire il circolo capillare.; si formano generalmente dopo ogni pasto soprattutto proteico. Questo spiega la marcata azione ipotensiva del limone, paragonabile a quella degli Ace-inibitori, dei Sartani e dei Calcio-antagonisti.

Per avere una buona azione ipotensiva si diluisca il succo di quattro limoni in 1,5 litri di acqua, da bere a bicchieri durante il giorno. Talvolta l'azione ipotensiva è così marcata che si deve ridurre la quantità di liquido assunto. Il limone funziona anche nelle ipertensioni resistenti ai farmaci e ne permette la sospensione. Si tenga poresente però, che con la sospensione dei farmaci la pressione va monitorata ogni giorno, meglio due volte al giorno.

Il limone ha anche un azione simil digitalica, cioè aumenta la forza di contrazione cardiaca; per questo si usi sempre il succo di quattro limoni diluiti in molta acqua da bere durante il giorno. E' stupefacente vedere in questi casi come rientra lo scompenso cardiaco, con una risoluzione dell'edema perimalleolare, una diminuzione della dispnea sia da sforzo che a riposo, ed una riduzione della frequenza cardiaca.

Il limone, così diluito, ha un ottima azione anche nel diminuire il colesterolo ed i trigliceridi, paragonabile alle statine di ultima generazione. a questo proposito si diluiscano quattro limoni in 1-1,5 litri di acqua e si beva durante il giorno (anche la sola acqua per la sua azione di aumentare la diuresi e quindi di eliminare le scorie in circolo esercita un azione potenzante del succo di limone).

Il succo di limone, così diluito provoca una marcata diminuzione anche dell'acido urico, per cui è utile nella gotta e nell'uricemia.

Un altra marcata proprietà che ha il limone è quella di aumentare le difese immunitarie, per la sua Vit C che equivale ad 1 gr di vitamina C di sintesi essendo accompagnata anche da Vit P e da bioflavonoidi. Utile pertanto in tutte le malattie infettive soprattutto virali, ma anche nelle forme batteriche, per la più rapida cicatrizzazione delle piaghi soprattutto diabetiche.

Contrariamente a quello che si crede, il limone non è controindicato nel diabete anche se ricco di zuccheri, ma esercita una discreta azione ipoglicemizzante, inoltre i suoi principi attivi esercitano un azione positiva sui recettori insulinici, tanto che determinano un maggior ingresso dell'insulina nelle cellule. Può essere pertanto usato come ipoglicemizzante nel diabete, e se si usa bisogna fare attenzione se si somministra insulina, perchè questa può determinare un ipoglicemia marcata; servono pertanto dosi di insulina più basse, se non talvolta la sospensione completa. Il limone è utile nel diabete anche per la sua attività protettiva a livello capillare e della parete arteriosa e venosa, che generalmente può essere danneggiata da un eccesso di zuccheri nel sangue; il succo del limone previene questi danni. A questo proposito si usi sempre il succo di quattro limoni in molta acqua da bere durante la giornata. E' utile pure perchè favorisce la cicatrizzazione delle ulcere diabetiche, e favorisce la guarigione del piede diabetico.

Il limone è un ottimo fluidificante del sangue e può essere usato al posto dell'aspirinetta, perchè riduce l'adesività piastrinica; a questo proposito si usi sempre il succo di quattro limoni diluiti in molta acqua.

Il limone ha pure un azione febbrifuga paragonabile al paracetamolo, solo che a differenza di questo non presenta nessuna attività sull'enzima glutatione-perossidasi( che viene puntualmente inibito dal parecetamolo e di conseguenza vengono inibite le difese immunitarie).

Il limone si è dimostrato utile anche nelle forme tumorali poiché porta il PH organico a 7,45 spostando di conseguenza anche il PH intracellulare del tumore che normalmente oscilla fra 5,9 e 6,2; il limone porta il PH intracellulare del tumore a 6,5 ostacolando in tal modo la glicolisi anaerobica che per funzionare ha bisogno di un PH più acido. Inoltre i flavonoidi, la Vit C e P favoriscono l’azione del colecalciferelo sui recettori G di comunicazione, e sui canali del calcio e del magnesio. A questo proposito, e cioè in caso di tumore maligno (tanto più è maligno tanto meglio risponde) bisogna assumere 5-6 limoni al giorno, circa 300 gr di succo, da suddividere durante la giornata e da diluire in molta acqua (2 litri); l’unica controindicazione si ha quando il fegato è gravemente compromesso o per una cirrosi epatica o per metastasi, in tal caso il limone non si può assumere perché il fegato non sarebbe in grado di trasformare l’acido citrico in citrati. Che potenzia molto questa azione antitumorale del limone vi è la liquirizia che è ricchissima di bioflavonoidi ed il succo puro di mirtillo ricchissimo di antocianine. La liquirizia si deve abbinare al limone alla dose di 10-15 gr/die, ed associata al limone non può dare ipertensione perché il limone e di per se un ipotensivo; utile è pure associare succo di mirtillo alla dose di 50-60 gr/die. Limone + liquirizia + mirtillo sono sufficienti per bloccare la diffusione di metastasi, ma molto spesso fanno anche regredire il tumore; la regressione sarà tanto più marcata quanto più il tumore è legato alla glicolisi anaerobica (cioè quanto più è indifferenziato). Si tenga presente che queste non sono fantasticherie ma si basano su meccanismi fisiologici ben precisi; pertanto queste associazioni possono risultare lesive per il tumore indifferenziato quanto una chemioterapia, con la differenza che non portano alcun danno alle cellule sane. I farmaci che si usano comunemente in chemioterapia hanno pochissima selettività fra cellule sane e cellule tumorali e quindi danneggiano anche le cellule sane; queste associazioni naturali, al contrario, hanno una più alta selettività per le cellule tumorali, e non arrecano alcun danno alle cellule normali ( anzi a differenza dei chemioterapici potenziano il sistema immunitario).



#53 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 29 dicembre 2014 - 11:36

Per i tumori ero partito dalla scoperta che avevano fatto i  ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, relativamente all’importanza del colecalciferolo (Vit D3) per sostenere i recettori G di comunicazione fra le cellule, e che se questi mancano le cellule impazziscono e perdono la direzionalità, le cellule già mature possono regredire a livello di staminali, e le cellule staminali a qualunque livello si trovino, possono, perdendo la direzionalità dare origine al tumore. Successivamente ho introdotto anche l’importanza del retinolo (Vit A), per mantenere intatti questi recettori e perché le cellule non perdano la direzionalità. Questo l’ho ricavato da numerosi studi che sono stati fatti in seguito e da un colloquio che ho avuto con il Prof. Paolo Pontiggia del centro termooncologico di Pavia il quale mi ha detto che se, in caso di tumore, si mantengono i valori di colecalciferolo e di retinolo a livelli massimi del range terapeutico è quasi come fare una chemioterapia classica, senza però avere gli effetti collaterali sulle cellule normali, praticamente vengono colpite solo le cellule tumorali. Generalmente il retinolo non si dosa (il suo valore massimo può essere di 1200 ng/l) anche perché si presuppone che il retinolo non sia carente, ma in caso di tumore il suo valore può essere ugualmente basso aggirandosi sui 360 ng/l. Ora questa mia considerazione è molto importante se vengono considerati gli altri fattori che facilitano l’azione di queste due vitamine, abbiamo già visto, flavonoidi, antocianine, curcumina, artemisina, magnesio, zinco e molti oligoelementi. Abbiamo visto anche i fattori che ostacolano i recettori G di comunicazione (benzopirene, catrami, asbesto, virus, raggi x ecc). Pertanto è indispensabile assumere anche un alimentazione corretta per apportare all’organismo, oltre alle vitamine essenziali, anche gli altri fattori importanti che abbiamo nominato. Al di la di queste considerazioni, va considerata al massimo, come alternativa alla chemioterapia ed alla radioterapia, la termoterapia oncologica. Questa, come già visto, si basa su un sistema semplicissimo, e cioè che il tumore resiste a temperature molto più basse delle cellule normali, perché si basa su un sistema di respirazione completamente diverso. Oltretutto io credevo che le cellule normali resistessero fino a 47 gradi, ho saputo dal Prof. Pontiggia che resistono bene anche a 53-54 gradi senza essere lese; infatti quando si attua la termoterapia generalizzata si mette il paziente sotto una campana (solo la testa resta fuori) e si porta il calore a 49 gradi. Mi ha detto un paziente “ vedevo l’indicatore della temperatura che andava a 49 gradi, poi scendeva lentamente fino a 46 gradi per poi risalire a 49 gradi, dio mio quanto ho sudato, e questo per un ora e mezza””. Ora i tumori, a seconda di quanto sono differenziati, possono resistere a temperature di 46 gradi (poco differenziati e quindi poco maligni) fino a 42 gradi (molto differenziati e quindi molto maligni, quelli che danno metastasi). Questo è estremamente importante perché porta la termoterapia oncologica al massimo livello di efficienza soprattutto nei tumori maligni, sicuramente più della chemioterapia e della radioterapia, ed oltretutto senza gli effetti collaterali di queste. Ora è vergognoso che in Italia vi siano solo cinque Centri per attuare una termoterapia oncologica, e prima di amputare una gamba per un osteosarcoma della tibia o del femore, non venga neppure presa in considerazione questa possibilità. C’è da dire che su tale terapia la classe medica stessa è nella completa ignoranza, perché non viene neppure insegnata nelle università. Mi sono chiesto il perché, ma penso sia lo stesso motivo per il quale l’oncologo Giuseppe Nacci è stato radiato dall’Ordine. Si pensi che solo le Case Farmaceutiche ricavano per la chemioterapia, e solo in Italia, 30 miliardi di euro ogni anno, e la spesa complessiva per i tumori (per visite, ricoveri, RM, TAC, Marker tumorali ecc) si aggira sui 94 miliardi di euro. Ci sarebbe da risollevare l’Italia se si facesse una prevenzione seria e se si dessero, fin dall’infanzia poche nozioni di base per prevenire i tumori. Forse non si preverrebbero tutti, perché in una zona infestata dall’amianto, qualche mesotelioma pleurico ci sarebbe comunque, o nelle zone altamente inquinate da radiazioni le leucemia ed alcuni tumori ci sarebbero comunque, però con un alto livello di colecalciferolo e di retinolo avrebbero più difficoltà a svilupparsi. Devo dire un'altra cosa, perché importante. Al centro termo oncologico di Pavia giungono casi veramente disperati, persone che hanno già subito cicli di radioterapia e di chemioterapia con metastasi ovunque e che sono stati “scaricati” dai centri oncologici. Ora è incredibile come in pazienti giudicati terminali avvengano delle guarigioni, merito sicuramente del Prof. Pontiggia che oltre alla terapia termica applica una dieta rigida alcalinizzante, oltre a sostanze naturali che si sono dimostrate le più promettenti nel combattere i tumori, e perché no, in certi casi anche alcune sostanze usate in chemioterapia, quelle che si sono dimostrate più efficaci e meno tossiche. Pertanto oltre ad una termoterapia si abbina anche una chemioterapia classica, ma a dosi ridotte, perché il calore facilita moltissimo l’ingresso dei chemioterapici nelle cellule tumorali. Purtroppo io mi sono imbarcato in una bella avventura, dopo aver rese note queste mie considerazioni su Facebook, ricevo telefonate di continuo da pazienti o parenti di pazienti che hanno tumori metastatizzati ed hanno già subito già più cicli di chemioterapia e radio terapia; li invio tutti al Centro Termooncologico di Pavia, ed ho già avuto dei buoni risultati. Mi telefonano da tutt’Italia, che devo fare??



#54 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 31 dicembre 2014 - 06:09

Vi ho precedentemente illustrato una dieta acetonemica che si basava su una marcata ipoglicemia (45 mg/dl) per far morire il tumore. Abbiamo visto che i tumori, quanto più sono legati ad una glicolisi anaerobica, tanto più sono dipendenti dal glucosio e necessitano di un livello di glucosio alto (80 mg/dl) per potersi sviluppare e dare metastasi. Questo vale per tutti i tumori altamente indifferenziati che siano solidi o del sangue (leucemia). Però è stato sottolineato poco l’importanza che ha l’acetone nel essere tossico per le cellule tumorali. In effetti l’acetone anche senza un ipoglicemia marcata può determinare una lisi delle membrane delle cellule tumorali. Intendo dire che un acetonemia da sola può guarire un tumore sia solido sia del sistema circolatorio (linfomi, leucemie). Questo è dovuto ad una scarsa malleabilità delle cellule tumorali, che non riescono a metabolizzare l’acetone in energia (a differenza delle cellule normali), pertanto l’acetone si accumula dentro la cellula tumorale e provoca una vera e propria lisi di membrana. La dieta acetonemica era stata utilizzata ed è tuttora utilizzata nelle epilessie resistenti ai farmaci, ed è proprio in questi casi che certi tumori cerebrali (gliomi estremamente maligni) sono scomparsi, senza la necessità di un ipoglicemia marcata. C’è da dire che nella dieta acetonemica la glicemia generalmente scende su livelli di 60 mg/dl, e questo utilizzando 200 ml di olio di oliva extra vergine e sole verdure crude che siano scarsamente amidacee. Poiché la glicemia non vogliamo farla scendere eccessivamente altrimenti necessiterebbe un monitoraggio continuo della glicemia, si può abbinare ai 200 ml di olio di oliva (1800 calorie) , una modesta quantità di riso, o di pasta o di pane, meglio se integrali. Per modesta quantità intendo 60-70 gr/die di riso, pasta o pane; a questi si possono aggiungere verdure crude come insalata e pomodori, cetrioli rape grattugiate, rapanelli, cetrioli, aglio e cipolla a volontà(oltretutto l’aglio e la cipolla sono anche anticancerogeni) . Chiaramente in tale dieta i 200 ml di olio si usano per condire la verdura, il riso, la pasta ed il pane. Si tenga presente che se uno è diabetico tenderà ad avere crisi ipoglicemiche marcate e qundi andrà monitorata più spesso la glicemia; nell’individuo non diabetico normalmente la glicemia si attesta sui 60 mg/dl, e questo si tenga presente che è un valore più che sufficiente per mandare in necrosi il tumore che oltretutto viene colpito anche dai corpi chetonici. Una dieta chetogenica che si può attuare da soli quindi, come nel testo “Diventa Medico di te stesso” dell’oncologo Giuseppe Nacci. In tale dieta è indispensabile eliminare le proteine per almeno un mese, perché eliminandole si impedisce al tumore di formare il circolo capillare di cui ha bisogno. Quindi niente carne, uova, latte, pesce, ma una dieta completamente aproteica, ed anche qui si è visto che mentre le cellule normali riescono a resistere tre mesi con una dieta aproteica, le cellule tumorali riescono a resistere pochi giorni. Oltre a queste osservazioni vanno recuperate quelle nozioni su cui tanto abiamo fatto leva e cioè un adeguato apporto di colecalciferolo e di retinolo per ripristinare i recettori G di membrana.  Il valore di queste vitamine dovrà essere mantenuto ai valori massimi del range terapeutico (intorno a 100 ng/ml per la Vit D3, ed intorno a 120 ng/L per la Vit A). Oltre a questi accorgimenti si possono assumere estratti di piante che si sono dimostrate antitumorali, come la polvere di curcuma (10 gr/die) la polvere di Graviola (1 gr/die), e l’estratto  glicerinato di artemisia ( 10 ml/die). Nell’individuo normale tale dieta non comporta nessun rischio perché la glicemia non scenderà mai sotto i 60 mg/dl, mentre nel diabetico la glicemia va continuamente monitorata ( l’importante è che se si sente girar la testa deve assumere subito due cucchiaini di zucchero. Gli apparecchi per monitorare la glicemia ormai sono a portata di tutti e sono semplicissimi da usare.



#55 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 31 dicembre 2014 - 11:35

Ad uno che mi ha chiesto sul digiuno se terapeutico nei tumori ho risposto:

Con il digiuno si creano corpi chetonici in grande quantità per cui è sicuramente terapeutico. Però io non prolungherei il digiuno oltre una settimana perchè diventerebbe troppo debilitante ; i succhi di Breuss sinceramente non li conosco. Comunque il digiuno va sempre accompagnato da una buona quantità di liquidi per eliminare le tossine che si formano. Con il digiuno infatti, dopo quattro giorni, dopo che il corpo ha utilizzato tuuto il glicogeno endogeno, mobilizza le proteine per formare zuccheri, ma in questa operazione si formano una grande quantità di radicali liberi che vanno eliminati appunto con i liquidi, tisane ed acqua almeno due litri al giorno. Ma per formare corpi chetonici si può adottare un digiuno parziale, cioè si possono introdurre nel digiuno i grassi parzialmente insaturi, e si è visto che l'olio di oliva e altrettanto efficace dei grassi saturi nel formare corpi chetonici. Chiaramente una dieta con solo olio non può farla un diabetico perchè rischierebbe un ipoglicemia marcata, un diabetico deve integrare la dieta con cereale e pane integrali, la glicemia non deve mai andare sotto i 50 mg/dl. 200 gr di olio di oliva hanno 1800 calorie, 300 grammi hanno 2700 calorie, però c'è un problema, se assumete solo olio con tisane o acqua rischiate di correre in bagno 10 volte al giorno, per cui l'olio va usato con verdura cruda, e cereali integrali. Solo in questo modo non correrete in bagno 10 volte al giorno, ma 3-4 volte. Per cui con questa dieta siamo già fuori dal digiuno, visto che abbiamo introdotto altri alimenti.Io sono contrario ad un digiuno assoluto, ma propendo più per una dieta integrata con verdure crude e cerali integrali a seconda dell'esigenza. Sarebbe interessante piuttosto valutare la dieta chetogenica associata alla terapia termica per i tumori oltre a tutto il resto (Vit D3, Vit A, piante medicinali, calcio, magnesio, zinco, rame ed altri oligoelementi) Sicuramente non è mai stato fatto e sarebbe da valutare seriamente perchè di fronte a questa proposta io credo che ci troviamo dinnanzi alla scofitta vera e propria dei tumori anche se avanzati. Io vorrei che non cadeste nella chemioterapia ufficiale per non subire gli effetti devastanti del Cisplatino o dell'Ossiplatino, sostanze che gli infermieri ed i medici devono maneggiare con i guanti per non restare ustionati. Oltretutto sono anche sostanze dimostrate cancerogene e che possono facilitare la diffusione di metastasi, ed è un vero mistero che la medicina ufficiale li usi ancora, se non fosse il tutto spiegabile per gli enormi interessi che ci stanno sotto. Ma qui giochiamo sulla pelle di persone ammalate, non possiamo abbassarci per degli interessi a simili miserie, la chemioterapia è un delitto continuo, doloso per giunta, Pertanto con queste mie considerazioni io spero di aver acceso una luce, una speranza agli ammalati di tumore, spero in questo inizio anno 2015 di essere giovato qualcosa a molti disperati che non vedono nessuna via di uscita. Spro di aver dato un qualcosa di concreto, di realmente efficace, per queste patologie che sembrano non lasciare scampo. Un ultima cosa hai vegani, visto che questo l'ho constatato facendo le analisi a moltissime persone, anche vegani, ho constatato che hanno una cronica carenza di Vit D3, generalmente il valore si aggira sull'otto, un valore pericolosissimo se non ci fosse la Vit a che compensa un poco. Per cui vi consiglio, ai vegani intendo, ma il mio invito vorrebbe essere indirizzato a tutti di fare un dosggio della Vit D e se carente di provvedere con degli integratori, e quest'estate con un mese di mare, poichè "Poiché il soffio della vita è nella luce del sole e la mano della vita è nel vento" Con questo mi commiato "momentaneamente" e vi auguro Felice Anno Novo.



#56 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 02 gennaio 2015 - 04:51

Botanicamente la Curcuma Longa, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, cui fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo. La droga, che è di un bel colore dorato, si ricava dal rizoma (parte del fusto sotterraneo della pianta Curcuma longa che viene schiacciato e polverizzato). Contiene centinaia di componenti, cui sono state attribuite oltre 300 attività biologiche diverse.
Per esempio, almeno 20 componenti possiedono una provata azione antibatterica. Tuttavia, i ricercatori si sono concentrati soprattutto su uno di questi, la curcumina. La Curcumina è il principale componente biologicamente attivo del Turmerico. La Curcumina viene estratta e concentrata e con essa vengono effettuati studi e trial clinici per le sue proprietà mediche come trattamento naturale per un gran numero di malattie.
La formula chimica della Curcumina è C21H20O6, è conosciuta anche come diferuloilmetano. L’estratto standardizzato contiene almeno il 95% di curcuminoidi, Curcumina, Demetossicurcumina e Bisdemetossicurcumina, la gamma completa di antiossidanti estratti dalla Curcuma. E’ la percentuale esatta utilizzata in numerosi studi clinici. A differenza di molti altri antiossidanti, i curcuminoidi sono in grado sia di prevenire la formazione di radicali liberi, sia di neutralizzare i radicali liberi già esistenti, e sono considerati efficaci bioprotettori a causa di questa duplice attività . La curcumina ha inoltre mostrato di possedere altre attività di estremo interesse, tra cui quelle anticoagulanti, antitrombotiche, antipertensive, antinfiammatorie, antidiabetogene, , ipocolesterolemizzanti , antiossidanti, antivirali ed epatoprotettive. La proprietà antiossidante è 300 volte superiore a quella della vitamina E. Oltre al suo componente isolato, curcumina, anche la curcuma nella sua interezza si è dimostrata capace in alcune ricerche di inibire in vitro le cellule tumorali. In India, è utilizzata almeno da 6000 anni, come medicina, cosmetico, spezia e colorante (per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice). Per gli indiani è un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione per tutto il corpo. La medicina ayurvedica le attribuisce numerose proprietà (antibatteriche, antinfiammatorie, antiallergiche, antispastiche, ecc.), molte delle quali confermate dalla scienza moderna. La Curcuma è stata usata come condimento in grandi quandità per centinaia di anni senza particolari reazioni avverse. Diversi studi hanno dimostrato che la Curcumina non è tossica per gli esseri umani, fino a 8000 mg/die (16 capsule al giorno). L’americana FDA (Food and Drug Administration) classifica la Curcuma (contiene il 2 per cento di Curcumina) sostanza GRAS (General Recognition And Safety), ovvero “Generalmente Riconosciuta Sicura”. Donne in gravidanza, persone con disturbi emorragici, o calcoli biliari, dovrebbero consultarsi col proprio medico curante. Il primo studio su questa sostanza risale agli anni ’70, quando un gruppo di ricercatori indiani dimostrò il suo effetto ipocolesterolemizzante sui ratti. Il grosso delle ricerche però prese il via circa 20 anni dopo, ad opera soprattutto del Prof Bharat Aggarwal. Questi, negli anni ’80, fu il primo a purificare il TNF alfa e beta (Fattore di Necrosi Tumorale), un potente fattore antitumorale prodotta dal nostro organismo. Questa molecola, infatti, è in grado di distruggere i tumori, ma solo se rilasciata localmente. Allora, la mise a contatto con le colture cellulari e, con sua grande sorpresa, l’attività del TNF e del NF kappa B fu prontamente bloccata. In seguito, fu in grado di dimostrare che è soprattutto la curcumina a possedere la capacità di inibire questi fattori ed impedire la replicazione e la diffusione delle cellule tumorali. Da allora sono stati condotti centinaia di studi. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere utile almeno in 8 tumori: polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella e leucemia. Sono stati descritti numerosi meccanismi d’azione per l’attività antitumorale della Curcumina. Inibizione della proliferazione delle cellule tumorali, induzione di apoptosi (una modalità di morte cellulare), inibizione della trasformazione delle cellule da normali a tumorali, inibizione del la formazione dei vasi che alimentano il tumore (effetto anti-angiogenetico), inibizione dell’invasività e delle metastasi e la soppressione dell’infiammazione sono stati collegati con l’attività antitumorale della Curcumina. L’inibizione di COX-2 e 5-LOX, le molecole di adesione, le citochine infiammatorie, i recettori del fattore di crescita, il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), ed i fattori di trascrizione della Curcumina sono strettamente legati alla sua attività antitumorale. La Curcumina risulta inoltre ridurre l’induzione dell’attività dell’Ornitina Decarbossilase; riduce la sintesi della Poliammina, e blocca il danno ossidativo dovuto ai Radicali Liberi e dall-acido Arachidonico, tutti questi meccanismi sono proinfiammatori, promuovono la formazione di tumori, ed hanno effetto inibitorio sul sistema immunitario. L’azione difensiva della Curcuma si è evidenziata in tutte le forme tumorali conosciute, e si è scoperto che esiste una azione contemporanea anche sui PPAR gamma, sostanze importantissime nella regolazione del consumo energetico e della insulinoresistenza nell’uomo. Inoltre la Curcuma in associazione alle terapie oncologiche classiche va a potenziare l’azione dei chemioterapici normalmente utilizzati. La curcumina, una volta unito con il farmaco Cisplatino migliora la soppressione e la crescita delle cellule neoplastiche del tumore della testa e del collo. Si lega all’enzima IKK, un inibitore della chinasi kappa B, ed inibisce la attivazione di un fattore di trascrizione chiamato fattore nucleare kappa B (NFκB), che promuove la crescita del tumore. La azione soppressiva del Cisplatino porta ad un percorso diverso attraverso la attivazione delle proteine oncosoppressori p16 e p53, due proteine che ancora una volta inibiscono l’attività del promotore NFκB sulla crescita del cancro. La curcumina ha indotto il successivo arresto della fase M, nella G (1) / S e G (2), seguita da apoptosi nelle cellule HOS. La fase di arresto della G (1)/ S e G (2)/ S si è manifestata unitamente alla down-regulation [*NDT regolazione verso il basso, una diminuzione del numero di recettori sulla superficie delle cellule bersaglio] rispettivamente della ciclina D1, CDC2 e ciclina B1. L’apoptosi è stata indotta dalla attivazione della capspase-3 e dalla scissione della poli (ADP-ribosile) polimerasi (PARP). CONCLUSIONE: I nostri risultati hanno dimostrato che la curcumina ha causato la morte delle cellule HOS bloccando le cellule e in successione la fase M della G (1) / S e G (2) /S, e l’attivazione del percorso della caspasi-3. Il Turmeric è uno dei più potenti antiossidanti conosciuti, esso è molto più efficace della vitamina C, protegge il DNA dalla perossidazione lipidica con una percentuale dell’85%, rispetto al Beta Carotene 50%, e la vitamina E 57%. Segue adesso una sintesi sulle evidenze scientifiche delle proprietà antitumorali della curcumina e della curcuma.

Leucemia infantile – gli studi epidemiologici mostrano che in Asia l’incidenza di questo tumore è molto inferiore rispetto all’Europa e secondo i ricercatori della Loyola University di Chicago questo sarebbe dovuti in parte all’effetto protettivo della curcuma, molto utilizzata nella cucina asiatica. L’azione antiossidante di questa spezia protegge il DNA dai danni provocati da sostanze chimiche ambientali o da quelle che si trovano nei processati.

Per altro, negli esperimenti di laboratorio, la curcumina è stata in grado di inibire le crescita delle cellule leucemiche. I bambini possono trarre benefico dalla curcuma fin da lattanti. Infatti, i principi terapeutici di questa spezia passano dalla madre al bimbo tramite il latte materno.

Cancro alla mammella – in alcuni studi sui topi la curcumina ha ridotto di molto la diffusione metastatica del tumore della mammella. Si crede che la curcumina e la curcuma possano essere molto utili nella prevenzione di questo tumore attraverso tre meccanismi:

riduzione dell’effetto simil-estrogenico di molte sostanze chimiche (pesticidi, materiali plastici, ecc.) che legandosi ai recettori estrogenici causano proliferazione cellulare e poi tumore;
“down regulation” dei recettori ormonali. Cioè, curcuma e curcumina smorzerebbero i recettori, rendendoli meno sensibili agli stimoli;
inibizione del COX-2, un enzima che ha un ruolo chiave nell’iniziazione e diffusione del cancro. Il COX-2 ha una lunga lista di effetti negativi: stimola la divisione delle cellule tumorali, impedisce la morte cellulare, stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni attorno al tumore, facilita la diffusione delle metastasi.

La curcuma protegge le donne in menopausa e sottoposte alla terapia ormonale sostitutiva dal tumore al seno: lo affermano i ricercatori americani dell’Università del Missouri in uno studio apparso su Menopause, la rivista della North American Menopause Society.

I test sono stati condotti su cavie e hanno effettivamente dimostrato che la popolare spezia indiana ha il potere di ritardare l’eventuale insorgenza del cancro al seno, ne diminuisce l’incidenza e previene il rischio di anormalità morfologiche alle ghiandole mammarie: la curcuma infatti blocca la produzione di una molecola chiamata Vegf, che gioca un ruolo decisivo nello sviluppo dei tumori.

“La curcuma e altri composti anti-angiogenici, che arrestano cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti – spiega Salman Hyder, coordinatore dello studio – dovranno essere ancora testati come agenti dietetici chemiopreventivi nelle donne sotto terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progestinici, nel tentativo di diminuire o ritardare l’insorgenza del tumore al seno in questa categoria di pazienti”.

Cancro alla bocca – uno studio è stato condotto a Srikakulam, nel distretto dell’Andhra Pradesh, su donne che praticano il “reverse smoking” (fumare tenendo in bocca la parte accesa della sigaretta), che provoca un’ alta percentuale di tumore della bocca. La spennellatura di curcuma nelle guance si è dimostrata un’ efficace prevenzione del tumore.

Cancro del colon – l’effetto positivo della curcumina su questo tumore è stato dimostrato da studi di laboratorio. Recentemente si è visto che la curcumina ha un’azione specifica sulla neurotensina, ormone gastrointestinale strettamente legato alla produzione di una proteina infiammatoria coinvolta nella genesi e nella metastatizzazione del carcinoma del colon. Circa un terzo dei tumori del colon hanno recettori per questo ormone. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere un valida ausilio nella prevenzione e nella cura di questa forma tumorale.

Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la curcumina sembra essere più efficace. L’ipotesi si basa sull’osservazione che questa sostanza riduce i livelli di un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima).

Questa proprietà potrebbe avere un effetto benefico sul cancro al colon, infatti studi realizzati finora indicano che questi antinfiammatori potrebbero ridurne la frequenza. A questo proposito, un recente studio sugli effetti della somministrazione per via orale della curcumina mostra una riduzione notevole delle molecole infiammatorie liberate dalla COX-2 nel sangue dei soggetti osservati.

Questo effetto è estremamente interessante, soprattutto alla luce dei recenti risultati che mostrano come gli antinfiammatori sistetici svolgano effetti secondari che potrebbero limitare il loro utilizzo futuro ai fini della prevenzione del cancro al colon.

Per esempio, prendendo come modello i topi transgenici che sviluppano spontaneamente dei polipi a livello del tratto gastrointestinale, un fattore di rischio importante per il cancro al colon, la somministrazione di curcumina è stata in grado di bloccare in modo significativo (40%) lo sviluppo di questi polipi, impedendo che degenerino in tumori veri e propri.

Sembra quindi che l’integrazione della curcumina delle dieta di persone già colpite da questi polipi possa contribuire a evitare che degenerino in forme tumorali.

Cancro del pancreas – sulla base degli studi condotti in laboratorio, i ricercatori sono convinti che la curcumina potrebbe essere d’aiuto nella prevenzione e forse anche nella cura di questo temibile tumore, verso il quale la medicina è totalmente disarmata.

Melanoma – studi di laboratorio hanno dimostrato che la curcumina provoca l’apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) delle cellule del melanoma.

Cancro del polmone – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro del fegato – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro della cervice – un ricercatore del “Institute of Cytology and Preventive Oncology (ICPO)” indiano ha recentemente scoperto che la curcumina protegge dai virus del papilloma (HPV), che possono causare il tumore della cervice dell’utero. I virus HPV necessitano di alcune proteine virali prodotte delle cellule del corpo per potere agire rapidamente. La curcumina impedisce il legame di queste proteine epiteliali con il virus. Alcuni studi clinici (sulle donne) sono in corso.

Cancro della prostata – l’India è il Paese dove si consuma (3-5 g per adulto al giorno) e si produce più curcuma al mondo ed è anche quello con la più bassa incidenza di tumore alla prostata. In un recente studio sui topi si è visto che l’associazione tra fenetil isotiocianati (PEICT, un composto naturale che si trova nelle crucifere (broccoli, cavolfiori, ecc.) e curcumina, ha una notevole azione preventiva sul tumore della prostata.

Secondo quanto si legge sulla rivista “Cancer Research” in un articolo firmato da un gruppo di ricercatori della Rutgers University, che ha sede del New Jersey, la curcuma avrebbe un notevole importanza nella prevenzione e nel trattamento dei tumori della prostata. L’effetto protettivo sarebbe altresì evidente quando essa è associata al fenetil isotiocianato (PEITC), una sostanza presente in alcune verdure come i broccoli, il crescione, la barbarea, i cavoletti di Bruxelles, la rapa, il cavolfiore, il cavolo comune e il cavolo rapa.

“Si tratta – ha spiegato Ah-Ng tony Kong, docente di farmaccologia della Rutgers – di test effettuati sui topi, ma il risultato è comunque interessante, non solo in termini preventivi ma anche per il trattamento di tumori della prostata già diagnosticati.”

La portata di questo studio si può comprendere pienamente considerando la prevalenza e l’incidenza che ha attualmente il carcinoma della prostata nei paesi industrializzati, e soprattutto negli Stati Uniti, dove si hanno circa 500.000 nuovi casi ogni anno. Nuovi farmaci si rendono necessari anche tenendo conto che tale neoplasia risponde poco agli agenti chemioterapici e alla radioterapia.

Cancro esofageo - La curcuma, avrebbe potere anti-cangerogeni contro le cellule tumorali del cancro all’esofago. Questo è quanto viene fuori da una ricerca di laboratorio condotta presso il Cork Cancer Research Centre, a cura della prof. Sharon McKenna e pubblicata sul British Journal of Cancer. Infatti le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma, l’ingrediente principale del curry, possiedono proprietà antiossidanti e fluidificanti del sangue.

Inoltre la curcuma effettua una buona azione antinfiammatoria sul tubo digerente oltre a svolgere la funzione di antispasmodico dei muscoli dell’apparato gastrointestinale Gli scienziati hanno sottoposto le cellule tumorali a trattamento con curcumina, componente chiave della curcuma, in 24 ore le cellule cancerogene iniziavano la loro lenta distruzione.

Già precedenti studi scientifici avevano suggerito che la curcumina sia in grado di combattere i tumori e che le persone che mangiano molto curry potrebbero essere meno soggette alla malattia, anche se la sostanza perde velocemente le sue qualità quando viene ingerita.

Secondo Sharon McKenna, principale autrice dello studio, i dati indicano che la curcumina potrebbe essere impiegata per sviluppare farmaci terapeutici. Sono più di mezzo milione ogni anno le vittime del cancro esofageo in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di tumore con un alto tasso di mortalità. La sopravvivenza a cinque anni si attesta tra il 12 e il 31%.

Secondo i ricercatori, la ricerca apre ora la strada a nuove interessanti terapie farmacologiche in grado di dare una speranza al mezzo milione di persone che ogni anno sono vittime del cancro all’esofago, uno dei più aggressivi e che lascia poche speranza di sopravvivenza.

La dottoressa coordinatrice dello studio, Sharon McKenna, spiega come si sono svolti gli studi. In pratica, si è osservato che la molecola della curcumina inizia ad agire entro 24 ore dalla somministrazione uccidendo le prime cellule cancerogene e dando avvio un processo di apoptosi.

Leslye Walker, professore presso il Centro per la Ricerca sul Cancro del Regno Unito, ha sottolineato che questo è “uno studio interessante che apre la possibilità che gli elementi chimici naturali di curcuma, possono essere utilizzati in nuovi trattamenti per il cancro esofageo.

Il consumo d’alcol ed i problemi di reflusso, sono una causa e la possibilità di usare la curcuma per prevenire questa malattia è molto importante” ha commentato Walker.
Proprietà Nutrizionali

Per un uso preventivo e salutistico si tratta semplicemente di integrarla nella dieta: 1-2 cucchiaini al giorno. Si può aggiungere alla fine della cottura di qualche pietanza, mettere nello yogurt, farne una salsa, il curry, ecc. Si consiglia di assumerla sempre con un grasso (olio extravergine, burro, ghee, ecc.) o con cibi grassi, che per altro aiuta a digerire. Il grasso facilita l’assorbimento intestinale dei componenti attivi. Anche una molecola contenuta nel pepe, la piperina, aumenta più di mille volte l’assorbimento della curcumina ne facilità l’assorbimento.

Conservatela in flaconi di vetro scuro a tenuta ermetica e tenetela rigorosamente lontano dalla luce e dalla umidità. La curcumina è molto sensibile alla luce.

Perché l’industria farmaceutica non ha brevettato la Curcumina?

Le società farmaceutiche multinazionali sono molto interessate a possedere dei brevetti per la Curcumina a causa delle numerose prove scientifiche a favore delle sue proprietà curative e la lunga storia delle sue proprietà curative. Tuttavia, proprio l’evidenza e la storia della Curcuma e della Curcumina usata come medicamento per secoli in diverse culture è la ragione per cui la United States Patent and Trademark Office ha respinto e revocato i diritti di brevetto (n. 5401504 ) per la Curcuma sulla base del fatto che le richieste non sono nuove: il 21 aprile 1998 “USPTO inequivocabilmente respinge tutte e sei le richieste effettuate il 29 dicembre 1993 e sentenzia che le proprietà medicinali della Curcuma proprietà non sono brevettabili”.

Come spiega il Dr Bharat B. Aggarwal dell’Anderson Cancer Center a Houston: “nel caso della Curcumina, un composto naturale, nessuna azienda può trarre vantaggio dalla Curcuma, qualora si mostrasse essere un efficace farmaco anti-cancro”. “Questo è un peccato per i produttori farmaceutici che propongono tariffe promozionali per i loro clienti, ma una buona notizia, per un consumatore che non voglia pagare $ 20,00 per ogni pillola.”

Come funziona la Curcumina contro l’artrite?

L’artrite è anche una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli attuali farmaci approvati per l’artrite sono anti-infiammatori. La terapia a base di Anti-TNF (fattore di necrosi tumorale) è stata recentemente approvata per questa malattia. E’ stato dimostrato che la Curcumina è in grado sia di fermare la produzione di TNF che di bloccare l’azione del TNF. La Curcumina, applicata topicamente, ha dimostrato di avere attività contro l’artrite.

Come funziona la Curcumina contro il morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn è una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli attuali farmaci approvati per questa malattia hanno attività anti-infiammatoria. La terapia anti-TNF è stato approvata per questa malattia. E’ stato dimostrato che la Curcumina blocca sia la produzione che l’azione del TNF. La Curcumina assunta per via orale ha dimostrato di avere attività contro il morbo di Crohn.

Come funziona la Curcumina per accelerare la guarigione delle ferite?

Ci sono numerosi dati sperimentali che suggeriscono che la Curcumina può accelerare la guarigione delle ferite. Ciò ha portato, per esempio, la Johnson & Johnson a commercializzare (in India) dei cerotti Band Aid contenenti Curcumina.

Come funziona la Curcumina contro la psoriasi?

La psoriasi è un altra malattia di natura infiammatoria. Rilevanti elementi di prova, sia negli animali che nell’uomo, indicano che la Curcumina è molto efficace contro la psoriasi quando viene applicato topicamente sulla cute.

Per l'assunzione si ponga 1 Kg di polvere di curcuma in un vaso di vetro e la si copra con alcool puro da liquori a 95°, si lasci riposare per 5 giorni con vaso chiuso, in tal modo si estraggono anche i principi liposolubili (curcumina) che sono i più potenti antiinfiammatori. Si può prendere poi questa pasta di curcuma alla dose di 2 cucchiani da caffè al giorno magari sciolta il latte o Yogurt. Si tenga presente che è il più potente antiinfiammatorio in natura.



#57 ReginaVeleno

ReginaVeleno

    Il veleno è il mio pane

  • Utenti
  • 5546 messaggi

Inviato 03 gennaio 2015 - 12:16

Hum , mi sorge un dubbio se la causa è la carenza di vitamina  D e per attivare la vitamina D bisogna stare al sole....

 

Sole = UV-B = Melanoma . Le più potenti creme in commercio non coprono tutta l'aera colpita.

 

La radiazione ionizza le molecole di DNA delle cellule della pelle , induce a basi adiacenti di timina a formare i legami covalenti. E si sa che due basi di timina non si legano in modo normale ma causano una distorsione della molecola del DNA..per farla breve sono mutazioni che portano al cancro. Basta osservalo nelle colture batteriche.

 

Praticamente indurre il cancro guarisce il cancro? un vaccino ? :confused:


  • HindIII piace questo

#58 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 9291 messaggi

Inviato 03 gennaio 2015 - 09:44

Il melanome insorge solo nelle zone dove avviene una scottatura da sole

scottatura = infiammazione

Ed abbiamo visto come l'infiammazione vada a scollegare i recettori G di comunicazione, ed a far perdere la direzionalità alle cellule staminali permettendo che queste si replichino in modo caotico e dando il cancro



#59 Doctor Faust

Doctor Faust

    Utente Full

  • Utenti
  • 3804 messaggi

Inviato 03 gennaio 2015 - 11:11

E di ieri la notizia rumorosa  che  fara' parlare...

http://www.ilgiornale.it/new

 

Businnes  ls  busibbes  :fox:



#60 ReginaVeleno

ReginaVeleno

    Il veleno è il mio pane

  • Utenti
  • 5546 messaggi

Inviato 03 gennaio 2015 - 12:56

Il melanome insorge solo nelle zone dove avviene una scottatura da sole

scottatura = infiammazione

Ed abbiamo visto come l'infiammazione vada a scollegare i recettori G di comunicazione, ed a far perdere la direzionalità alle cellule staminali permettendo che queste si replichino in modo caotico e dando il cancro

 

La scottatura vera e propria avviene  su soggetti di pelle chiara , sulle persone  di pelle scura avviene in modo differente e spesso non visibile ad occhio nudo quindi difficilmente riconoscibile .La scottatura non avviene solo per esposizione diretta. Nel primo caso avviene  la mutazione dei geni specifici delle cellule cutanee con consguente disabilitazione del gene oncosoppressore.Nel secondo caso può avvenire direttamente una disabilatazione  della risposta immunitaria della cute.  Quando l'esposizione non è diretta ma prolungata può avvenire l'apoptosi. Si altera il gene p53 e la cellula malata continua a  vivere e proliferare senza limiti.






0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi