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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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1354 risposte a questa discussione

#21 HindIII

HindIII

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Inviato 04 ottobre 2014 - 09:41

Il punto è che la sintesi dei post chilometrici l'ho fatta, ed anche molto ristretta e comprensibile. Anzi tornado, se i post chilometrici vuoi cancellarli non ho nulla in contrario. Io sono giunto a delle conclusioni sull'origine dei tumori che solo alcuni mesi fa non mi sarei neppure immaginato.

Prendete il sole signori, è un toccasana per tutti i tumori. E nel caso il tumore ci fosse già chiedete ad un Centro Oncologico attrezzato che vi sottoponga alla terapia chetogenica e con il calore, eviterete in tal modo il Cisplatino, che non fa nessuna differenza fra cellule sane e cellule cancerogene, ed è estremamente tossico.

Sauro, non volermene, ma le conclusioni di una persona sulla base di testi MOLTO generici hanno un valore MOLTO relativo :)


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#22 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 04 ottobre 2014 - 11:01

Sauro, non volermene, ma le conclusioni di una persona sulla base di testi MOLTO generici hanno un valore MOLTO relativo :)

Il testo MOLTO GENERICO sarebbe uno studio comparso sul Scientific American, che si basa a sua volta su 2500 studi, grazie della precisazione.



#23 HindIII

HindIII

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Inviato 04 ottobre 2014 - 05:02

No, tu hai inserito scritti riportati da altri che magari li hanno presi da altri ancora che in origine si rifacevano all'articolo su  Scientific American che a sua volta ha fatto una metanalisi di 2500 studi... c'è una bella differenza ^^

Mi sto riferendo al complesso delle cose che hai riportato non ad una sola: vitamina D, diete e quant'altro.


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#24 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 04 ottobre 2014 - 05:59

No, tu hai inserito scritti riportati da altri che magari li hanno presi da altri ancora che in origine si rifacevano all'articolo su  Scientific American che a sua volta ha fatto una metanalisi di 2500 studi... c'è una bella differenza ^^

Mi sto riferendo al complesso delle cose che hai riportato non ad una sola: vitamina D, diete e quant'altro.

 

No, tu hai inserito scritti riportati da altri che magari li hanno presi da altri ancora che in origine si rifacevano all'articolo su  Scientific American che a sua volta ha fatto una metanalisi di 2500 studi... c'è una bella differenza ^^

Mi sto riferendo al complesso delle cose che hai riportato non ad una sola: vitamina D, diete e quant'altro.

Ma che diavolo vai cianciando HindIII; io mi sono solo rifatto all'articolo del Scientific American, e precisamente a questa affermazione:"Il primo evento nel tumore è la perdita di comunicazione tra le cellule dovuta, tra le altre cose, a bassi livelli di vitamina D e di calcio", non mi sono riferito a nessun altro scritto. Poi relativamente alla deduzione che possono essere le staminali già presenti che perdono la direzionalità senza bisogno di far regredire niente, questa è una deduzione tutta mia, che ho detto che, se fosse vera, meriterei il Premio Nobel :boardmod_main:



#25 HindIII

HindIII

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Inviato 04 ottobre 2014 - 06:23

Prima della mia osservazione hai scritto tipo 30 post e di roba ne hai messa, ti ho detto che mi sto riferendo al complesso di quello che hai detto e non alla singola frase che si perde nel mare di roba postata!


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#26 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 04 ottobre 2014 - 06:44

Prima della mia osservazione hai scritto tipo 30 post e di roba ne hai messa, ti ho detto che mi sto riferendo al complesso di quello che hai detto e non alla singola frase che si perde nel mare di roba postata!

 

Prima della mia osservazione hai scritto tipo 30 post e di roba ne hai messa, ti ho detto che mi sto riferendo al complesso di quello che hai detto e non alla singola frase che si perde nel mare di roba postata!

Ma è chiaro, ho parlato anche della dieta chetogenica e della terapia con il calore, ma queste non hanno nulla a che fare con l'aricolo del Scientific American; non ho fatto nessun miscuglio, ho cercato di trarre delle conclusioni ed alcune (le ultime) sono solo mie e non si rifanno ad alcun articolo.

Ora devo uscire, a domani.



#27 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 06 ottobre 2014 - 11:08

Sia chiaro che questo principio “"Il primo evento nel tumore è la perdita di comunicazione tra le cellule dovuta, tra le altre cose, a bassi livelli di vitamina D e di calcio” e successivamente: "In questo nuovo modello, proponiamo che tale perdita possa rivestire un ruolo nell'insorgenza del cancro per effetto di un disturbo nella comunicazione tra cellule che è essenziale per il ricambio delle cellule sane, permettendo alle forme di cancro più aggressive di svilupparsi.” E queste conclusioni si basano su 500 studi e su 2500 ricerche di laboratorio. Orbene, io credo, e ne sono profondamente convinto, anche in base alla mia esperienza di medico (dosaggio della Vit D e relazione con il cancro), che queste conclusioni siano paragonabili alla Rivoluzione Galileiana della Fisica. Con questo non intendo dire che il tumore possa svilupparsi anche in altro modo, ma intendo dire che questo è uno dei meccanismi fondamentali per l’insorgenza di tumori. Ho già esplicitamente detto che molte sostanze tumorali (tipo benzopirene o derivati del catrame, infiammazione cronica ecc)non fanno altro che ostacolare questo meccanismo della Vit D e del calcio, in pratica la comunicazione fra cellule. Molte sostanze anticancerogene invece fanno l’esatto contrario: facilitano il lavoro della Vit D e del Calcio, e cioè dei recettori G che permettono la comunicazione fra cellule. Ne sono un esempio lampante i Bioflavoni gialli di certe piante, che permettono alla Vit D di agire in dosi bassissime. I bioflavoni gialli sono anche degli ottimi calcificanti l’osso, e se presi in dosi adeguate permettono che si formi una corticale ossea tre volte più spessa del normale (c’è anche un prodotto farmaceutico a base di bioflafoni, che per indicazione proprio l’Osteomalacia). I bioflavoni hanno una potente azione antiflogistica in tutti i tipi di infiammazione. Le antocianine similmente agiscono su molti fattori dell’infiammazione e per questo sono antitumorali, ma non agiscono favorendo la Vit D ed i recettori G se non indirettamente. Lo stesso si può dire della curcumina (potente antiinfiammatorio), dell’Ipericina (antiinfiammatorio indiretto), e della catechina (antiinfiammatorio indiretto). Mi direte: “allora anche i cortisonici dovrebbero essere anticancerogeni”; in realtà hanno una funzione neutra, perché se è pur vero che combattono l’infiammazione nello stesso tempo riducono l’efficacia della Vit D e del calcio sui recettori G cellulari. Una volta che il tumore si è manifestato, hanno poca efficacia la Vit D ed il Calcio perché è la struttura stessa del tumore che non gli accetta e venendo a mancare (nel tumore) i recettori G sulle membrane cellulari, la suddetta vitamina non può nulla contro il tumore neoformato. E’ quindi estremamente importante la prevenzione, cioè somministrare Vit D finchè sono presenti i recettori G di comunicazione, perché una volta persi, è giustificabile qualsiasi chemioterapia o radioterapia. Oltretutto la somministrazione di Vit D comporta anche dei grandi vantaggi per le ossa e per i denti (rachitismo nel bambino carente od osteomalacia nell’adulto carente). Chi ha un buon scheletro, difficilmente sviluppa tumori.


Non siamo OT, perchè queste piante medicinali sono anche antitumorali, volevo solo mostrare che si possono presentare anche diversamente del solito.

Un modo diverso di presentare le piante medicinali:











https://www.youtube.com/watch?v=LsjQcwXseLg

https://www.youtube.com/watch?v=xN9bO0HsBRo

Ed altri argomenti:

https://www.youtube.com/watch?v=vhQl64jnbaY


Ho potuto verificare quanto sospettavo:

http://salute.pourfe...a-e-uv-b/16793/
Ma ancora .
http://www.panorama....ano-i-melanomi/

Un gruppo di ricercatori del Molecular Oncology Group presso il Cancer Research Institute dell’Università di Manchester ha individuato, tramite uno studio condotto sui topi, come i raggi UV contribuiscono ad accelerare la formazione dei melanomi.

Gli studiosi si sono concentrati sulla mutazione di un particolare gene, chiamato Braf. “E’ una mutazione molto importante che si verifica nel 50 per cento dei melanomi” chiarisce Ketty Peris, Direttore della UOC di Dermatologia dell’Università Cattolica di Roma, Policlinico Gemelli.

Ma ancora un osservazione incredibile:
http://it.wikipedia.org/wiki/Melanoma
Questo tumore si è visto essere poco più frequente nelle donne rispetto agli uomini, le età di incidenza massima vanno da 35 ai 65 anni (raro in adolescenza ed età infantile e nella vecchiaia, cioè oltre i 65 anni; questo è incredibile perchè i tumori aumentano sempre in proporzione dell'età, ed in teoria dovremmo trovare melanomi in persone che hanno 80-90 anni e non solo in più giovani)). È 17 volte più frequente nei soggetti con pelle chiara e nel 5% dei casi si presenta con lesioni multiple. In occidente negli uomini colpisce prevalentemente il tronco mentre nella donna gli arti, il collo, il cuoio capelluto e il volto. Negli uomini neri si riscontra perlopiù nella pianta dei piedi (eziologia traumatica).

Ho constatato facendo i dosaggi di Vit D, che ha la pelle chiara va molto più soggetto a carenza di colecalciferolo; chi è abbronzato non si può più definire "con pelle chiara".
Ebbene chi ha "la pelle chiara" sono 17 volte più soggetti allo sviluppo di melanomi di chi ha la pelle poco chiara, o meglio abbronzata. E' un dato strabiliante che conferma quanto hanno scoperto i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California
Restando sui melanomi ho fatto pure una ricerca su Clinical Evidence la più autorevole in merito nel raccogliere ed assemblare gli studi fatti; si dice testualmente " non abbiamo trovato nessuno studio sugli esseri umani che metta in relazione l'esposizione ad UV e melanomi"
Più esplicito ancora è S. L. Robbins nel suo testo di ANATOMIA PATOLOGICA: " contrariamente a quanto creduto in passato non esiste nessuna correlazione fra raggi ultravioletti e melanomi. I melanomi possono insorgere in qualsiasi parte del corpo, ma sopratutto si è visto da numerose osservazioni, soprattutto nelle zone non irraggiate"
Chiaramente S.L .Robbins non conosceva ancora gli studi dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, per cui non si è ha potuto fare nessuna correlazione fra carenza di colecalciferolo e melanomi.
Alcuni anni fa si è proibita la vendita di lampade a raggi ultraviolette al quarzo, perchè giungevano nei Centri Ustioni persone con scottature a tutto corpo di 2°, ed alcune, data la vastità dell'ustione morivano. Non si è mai potuta fare una correlazione fra melanomi e ustioni. Del resto non si è mai riusciti a fare una correlazione precisa fra radioterapia (per i tumori) e cancri della pelle. Alcuni, rari casi si sono verificati se si instaurava un infiammazione cronica, ma abbiamo visto come l'infiammazione possa ritenersi un stadio pretumorale, anche se non è detto che evolva sempre in tumore.
Data la mia esperiena, persone che presentavano epiteliomi del viso o basaliomi, presentavono nel contempo valori di Vit D estremamente bassi, generalmente inferiori a 10 ng/ml, ma ho trovato anche valori di 3 o di 5 ng/ml.
Pertanto penso che il meccanismo sia univoco, sempre in carenza di colecalciferolo e di calcio si ha una perdita di direzionalità delle cellule staminali (e questo può avvenire a vari livelli) che si replicano in modo caotico potendo dare metastasi. Solo in tal modo si può giustificare la glicolisi anaerobia, sempre, nel tumore indifferenziato

#28 soledad 67

soledad 67

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Inviato 19 ottobre 2014 - 07:18

Ciao sauro ho letto il tuo post con interesse. Quasi tuttala famiglia di mia madre ha sviluppato un calcinoma del sistema digerente. Mia madre e' morta per un calcinoma allo stomaco ed io una volta all'anno vado a fare la gastroscopia , visto che ho una gastrite cronica dovuta a farmaci. Io faccio ciclicamente delle cure di iperico per l'umore e mirtillonero per disinfettare le vie urinarie , le prendo sotto forma di compresse me l'ha consigliato la mia erborista . Volevo chiederti , le proprieta' di quaste piante sono efficaci anche se polverizzate in compresse o soggette a deteriramento e quindi la loro efficacia e' compromessa ? ora invece dell'iperico sto assumendo una volta al giorno delle compressine cati di stimmi di zafferano e acido folico e mi trovo abbastanza bene ... anche lo zafferano e' un antivirale ? Invece di prendere il calcio in bustina , non si puo' assumerlo con l'alimentazione , siccome e' importantissima l'esposizione al sole e non la quantita' di calcio assunto ? Volevo chiederti un consiglio , anche se non e' inerente al post.... siccome ho dovuto variare la mia alimentazione diminuendo l'assunzione di alcuni alimenti che contengono la vitamina k perché interferisce con il coumadin , ho notato da qualche anno che le mie unghie di sfaldano e si rompono facilmente , non riesco piu' a crescerle cosi' come i capelli che si sono induriti e seccati. Ho letto su una rivista che il cambiamento delle unghie e' indice di una carenza che potrebbe essere un'indice di complicanze . di quali vitamine sono carente secondo te e quale rimedio mi consigli ?

#29 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 19 ottobre 2014 - 10:21

Purtroppo prendendo il coumadin devi evitare assolutamente qualsiasi alimento che contenga Vit K (i broccoli e le verze sono micidiali anche cotti); comunque non credo che una carenza di Vit K incida sulla salute delle unghie. E' più probabile che tu abbia anche una carenza di Vit A, del resto cercando di evitare tutti gli alimenti che contengono Vit K, vai senza volerlo incontro anche a delle carenze di Vit A. Mi fai un sacco di domande, magari ti rispondo un po alla volta.
Intanto ti posso dire che l'iperico è effettivamente un antidepressivo, però devi assumerne 300 mg di estratto secco tre volte al giorno, e non è privo di controindicazioni, o meglio di interferenze con altri farmaci perchè lega il citocromo P450; devi guardare sul foglietto illustrativo se non ha interferenze con i farmaci che prendi (per questo c'è un prodotto farmaceutico con il foglietto illustrativo). E' vero che l'unica grande carenza è quella di Vit D, ormai ho fatto più di 100 dosaggi, la popolazione è tutta carente eccetto quei pochi che vanno al mare, o che prendono il sole, ed è sempre molto utile fare un dosaggio. Fra l'altro si è visto dagli ultimi studi, che una grave carenza può comportare anche uno stato depressivo ansioso, per cui a maggior ragione ti consiglio di fare un dosaggio, poi in base a quello il tuo medico decide la quantità di vitamina che devi prendere.E' inoltre preventiva dei tumori ed io sono sempre più convinto che il meccanismo sia quello che ho descritto sopra. Il calcio puoi assumerlo come vuoi, in bustina, in compresse o attraverso i latticini (lo yogurt soprattutto) se non sei intollerante.
Le propietà dello zafferano te le dirò meglio domani, devo ripassarmele, mi pare sia ricco di flavoni, quindi antivirale, però non vorrei dirti una castroneria.
A domani, e con affetto, perchè hai avuto in me fiducia, e cercherò di darti i migliori consigli anche per la tua malattia. Si sente che sei particolarmente sensibile. Ciao e con affetto.


La Liquirizia (Glycyrrhizia Glabra)

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice, essiccata e dagli stoloni decorticati.

Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche, glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

Mentre la glicerrizzina e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.

Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.

La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.



Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University


A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ho ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)


La Liquirizia (Glycyrrhizia Glabra)

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice, essiccata e dagli stoloni decorticati.

Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche, glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

Mentre la glicerrizzina e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.

Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.

La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.



Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University


A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ha ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)

I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, ceri prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità.
Vedremo più approfonditamente in seguito i fattori che facilitano l'azione di colecalciferolo, ergocalciferolo e retinolo.

La Liquirizia (Glycyrrhizia Glabra)

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice, essiccata e dagli stoloni decorticati.

Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche, glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

Mentre la glicerrizzina e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.

Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.

La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.



Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University
A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ha ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)



La Liquirizia (Glycyrrhizia Glabra)

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice, essiccata e dagli stoloni decorticati.

Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche, glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

Mentre la glicerrizzina e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.

Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.

La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.



Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University



A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se ho poca sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 14 gr/die (7 al mattino e 7 alla sera) monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Alla liquirizia associerei il succo di 4 limoni/die e manterrei il valore della Vit D intorno a 100 ng/ml monitorando spesso la calcemia. Ho già dei risultati in questo senso e penso non siano da sottovalutare. Se avete un tumore prima di fare qualsiasi chemioterapia tentate per almeno 30 giorni questa semplice terapia facendo un ecografia prima e dopo la terapia; se non avrete nessun risultato ( ma vi assicuro, li avrete) potete rivolgervi alla terapia termica del Prof Pontiggia di Pavia, vi assicuro che avrete buoni risultati. Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione. In ogni caso, al di la di queste mie considerazioni il CISPLATINO è da abolire per la sua tossicità e per la sua cancerogenicità. Non vorrei mai vedere uno dei miei famigliari che si sottopone ad una terapia inutile e estremamente dolorosa (c’è perfino ben sottolineato nei testi che il CISPLATINO può dare metastasi e gravi danni neurologici.
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#30 SauroClaudio

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Inviato 26 ottobre 2014 - 11:54

scritture inutili di un pensatore perso – pensieri surreali suggeriti dalla realtà, ma da non prendere troppo sul serio – appunti per un teatro dell’assurdo.

i miei blog nascono per mettere in crisi le certezze di chi li legge, e possibilmente anche di chi li scrive.

chi preferisce al dubbio le certezze ha sbagliato a cliccare.

 

Con la premessa sopra posso scrivere qualsiasi cosa e ne approfitto per delineare meglio quella che io ritengo “la diatesi tumorale” . La diatesi tumorale, o meglio la predisposizione per sviluppare tumori è strettamente legata allo scheletro ed in sostanza alla vitamina D3 ed anche D2 ed al calcio. Questa mattina facendo una piccola passeggiata ho incontrato un mio paziente che mi ha detto : “ho sentito la radio e dicevano che fanno benissimo i bagni di sole” Certo gli ho risposto, prendendo il sole si sintetizza Vit D che serve per assorbire il calcio e per fortificare le ossa”. Più in la non sono andato perché sarebbe stato troppo lungo spiegare. Ma vediamo un po, il ricercatore della Boston University  Sarom Khalasa dice che la vit D previene 17 tipi di tumore. Non tanto tempo fa un articolo comparso sul Scientific American dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, mettono in evidenza che la Vit D è indispensabile  per la comunicazione cellulare attraverso i recettori G , e senza tale comunicazione le cellule regrediscono a livello di staminali dando origine ai tumori, vengono sottolineati soprattutto i tumori (carcinomi) della mammella, del collo dell’utero, e del colon, ma si sottolinea che molti altri tumori potrebbero essere interessati in questo meccanismo. Io correggo il tiro e sottolineo che di cellule staminali ne abbiamo in ogni organo, e non serve che regrediscano, è sufficiente che perdano la direzionalità. Le cellule staminali, tanto più sono immature tanto più si servono della glicolisi anaerobia, però possiedono i recettori G sule loro membrane, e necessitano della Vit D e del calcio (anche del retinolo per la verità, solo che questo non risulta quasi mai carente); nella popolazione di Vit D c’è una carenza cronica, ormai avrò fatto più di 100 dosaggi, ed il valore medio viaggia sui 10 ng/ml (contro i 30-100 normali). Non solo ma Khasala ha potuto fare una stretta relazione con osteoporosi, diabete, rachitismo, sclerosi multipla, predisposizione alle malattie infettive, cancri (molti) dolore cronico, asma, deterioramento cognitivo, Alzheimer, fibromialgia e molto altro. Sembra una barzelletta ??? non lo è!! Eppure la prima azione della Vit D è quella di calcificare l’osso ed i denti, per cui vi deve essere una stretta relazione fra rachitismo, osteomalacia, denti disastrati e tutte le patologie sopra nominate. Abbiamo già visto che numerose sostanze cancerogene come il benzopirene, i prodotti del catrame (nel fumatore) certe tossine della flora intestinale e mote altre sostanze agiscano proprio ostacolando la flora intestinale ed il calcio in pratica la comunicazione fra le cellule staminali che perdono la direzinalità e si replicano in modo caotico. Il meccanismo è univoco soprattutto per i carcinomi. Khasala dice che è opportuno quando si prende il sole non mettersi subito le creme ultraprotettive, ma prendere 20 minuti di sole senza nessuna crema in modo da permettere alla Vit D di formarsi. Dopo i venti minuti è utile mettersi le creme. Quindi abbiamo visto che c’è una stretta relazione fra scheletro, denti e diatesi tumorale. Sembrerà una follia, ma è così.Se avete uno scheletro robusto non svilupperete nessun tumore, ma se il vostro scheletro è fragile ed i vostri denti sono disastrati state pur certi che siete anche in una diatesi tumorale, e mi piace ripeterlo perché è così. Questi signori miei non è la scoperta dell’acqua santa ma è una rivoluzione in medicina come è stata la rivoluzione galileiana nelle scienze, e non esagero è veramente così. In tale prospettiva vengono completamenre ridimensionate la dieta vegetariana, la dieta vegana, i vari fattori cancerogeni se non per la parte che incide e favorisce il meccanismo del colecalciferolo, e vengono ridemensionati pure i fattori anticancerogeni, nella misura in cui favoriscono questo meccanismo. Poi certo ci possono essere dei fattori anche diversi che si usano in chemioterapia, la dieta chetogenica per il danno che l’ipoglicemia causa al tumore, il calore ecc.ma il meccanismo base, fondamentale è quello che ho descritto sopra, sembrerà una favola ma sarà una favola per poco tempo, velo assicuro.



#31 SauroClaudio

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Inviato 04 novembre 2014 - 05:45

Sono stato ad accompagnare un mio paziente affetto da Linfoma alla Clinica Termo Oncologica di Pavia, diretta dal Proff. Pontiggia, un autorità a livello mondiale nelle cure dei tumori con il calore.

Purtroppo ci sono solo cinque Centri in Italia che usano questo tipo di terapia. La terapia si basa sul fatto, che il tumore, soprattutto se maligno (cioè strettamente legato alla glicolisi anaerobica) è molto più sensibile al calore del tessuto sano. A Verona purtroppo hanno appena preso i macchinari, però nessuno è capace di usarli. Pertanto mi sono rivolto alla Clinica del Proff. Pontiggia che gode di una fama non indifferente visto che presso tale Clinica si rivolgono ammalati di tumore da tutta Italia. Il tumore, se maligno resiste massimo a 42 gradi, poi muore, il tessuto sano resiste tranquillamente fino a 47 gradi.

La terapia termica del tumore si basa su due aspetti: un calore focalizzato con delle piastre che emettono microonde sulla massa tumorale, ed un calore generalizzato a tutto il corpo ottenuto sotto una cupola a raggi infrarossi che porta il corpo a 43 gradi ( è un po come essere nel deserto del Saara solo che gli infrarossi vanno molto più in profondità; questo si usa soprattutto quando ci sono molte metastasi)

Ho così avuto l’onore di conoscere e di scambiare delle opinioni con il famoso Proff. Pontiggia, conosciuto in tutto il mondo. Questi mi ha mostrato i vantaggi della terapia termica rispetto alla chemioterapia e radioterapia: secondo le statistiche vi assicuro che sono veramente strabilianti.

Restando dell’opinione che per prevenire i tumori è indispensabile il colecalciferolo ed il calcio, una volta che si è sviluppato il tumore abbiamo visto che la Vit D può poco o nulla, perché le cellule hanno perso i recettori G di comunicazione (ultimi studi comparsi su Scienze dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California e di parecchi altri centri). Pertanto sarebbe necessario fare una chemioterapia o per non avere conseguenze rivolgersi alla terapia termica che oltretutto da migliori risultati, ve lo assicuro, ho visto le statistiche comparate.



#32 SauroClaudio

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Inviato 05 novembre 2014 - 09:40

...per cui vi deve essere una stretta relazione fra rachitismo, osteomalacia, denti disastrati e tutte le patologie sopra nominate, in particolare tumori.  Perdio, questa affermazione potrebbe essere verificata con una statistica, anche presso i centri oncologici, una cosa semplice da fare. Ho già avuto dei riscontri positivi in merito, adesso voglio fare una statistica vera, ho tantissimi pazienti che hanno l'esenzione 048 (cioè per tumore); voglio verificare con una statistica seria se questa affermazione è esatta. Poi vi saprò dire ( ma sicuramente ci vorrà un po di tempo). Se riscontro una relazione seria, giuro che pubblico qualcosa.



#33 SauroClaudio

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Inviato 07 novembre 2014 - 04:37

Ho cominciato ad avere dei riscontri, ad esempio questo è il secondo con un tumore al colon con un valore della Vit D di 6

 

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e pensare che ho richiesto il valore ora, praticamente dopo i mesi estivi, che se lo chiedevo in Aprile avrei trovato il valore di 2.

Il punto è che è difficile fare una valutazione dello scheletro, mi limito ai denti, ma questo individuo ha perso tutti i denti a 18 anni. Caspita, ci ha impiegato il tumore a manifestarsi, è probabile che sui recettori G agiscano anche altri fattori favorenti il tumore. Nel momento in cui questi fattori si manifestano si sviluppa il tumore. Mi vien da pensare che i recettori G tengano unite le cellule con fattori estremamente bassi di Vit D, anche 1-2, ma nel momento in cui subentra un fattore che ostacola questo meccanismo (di unione fra le cellule) si ha il tumore.



#34 SauroClaudio

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Inviato 09 novembre 2014 - 12:09

GLICOLISI ANAEROBICA

 

GLUCOSIO----- ( ATP-ADP)--------->FRUTOSSIO-6-FOSFATO (ATP-ADP)-----FRUTTOSIO 1-6- BIFOSFATO------(2P+ 2 molecole di PIRUVATO------> (enzima ossidoreduttasi) ------------>  2 ATP +  NAD+NADH+H2 NADH -COQ reduttasi ------>2 FOSFOPIRUVATO-----> (2 ADP + 2 ATP)------->PIRUVATO------> (enzima piruvato reduttasi) ----------) 2 ATP---- 2 ATP------> ENERGIA

Si tenga presente che attraverso questa via si ottiene poca energia rispetto alla glicolisi aerobica che si attiene nei mitocondri attraverso il Ciclo di Krebs  e che è ancora più complessa. Attraverso la glicolisi anaerobica si ottiene circa la metà di energia rispetto alla glicolisi aerobica (Ciclo di Krebs). La glicolisi anaerobica è tipica delle cellule staminali e delle cellule tumorali maligne. Esse cercano la via più semplice per trasformare il glucosio in energia, ma data la minor produzione di energia necessitano di molto glucosio. Per questo nei tumori si forma un circolo capillare densissimo, molto più che per i tessuti normali. Non solo ma il glucosio viene tutto consumato dalla parte periferica della massa tumorale, per cui la parte centrale resta senza glucosio e va generalmente in necrosi. E' probabile che molte sostanze antitumorali che abbiamo visto, anche vegetali, agiscano su uno di questi passaggi od enzimi che portano il glucosio a trasformarsi in energia.

E' chiaro che qualsiasi sostanza che agisce su uno di questi passaggi impedisce al tumore di alimentarsi e lo porta a morte anche in breve tempo. Da qui si potrebbe spiegare l'azione antitumorale dell'artemisina che determina la necrosi tumorale in 18-24 ore secondo gli ultimi studi fatti. E' probabile che in futuro si cerchi di individuare le sostanza che agiscono meglio nell'interrompere uno di questi passaggi, e certamente artemisina potrebbe entrarvi, come del resto la curcumina  e le incredibili proprietà antitumorali della Graviola (Annanoa Muricata) che dagli ultimi studi stà dimostrando di possedere proprità antitumorali incredibili. Abbiamo visto che la Vit D agisce con altro meccanismo e cioè sui recettori G di comunicazione fra le cellule, ed abbiamo visto come le cellule staminali, se perdono i recettori G di comunicazione perdano anche la direzionalità e quindi danno origine ad una replicazione incoordinata e di conseguenza al tumore. Ma la Vit D una volta che sono stati persi i recettori di membrana non può più nulla contro il tumore, mentre sicuramente assumono significato terapeutico tutte quelle sostanze che agiscono su uno dei passaggi della glicolisi anaerobica, interrompendo la trasformazione del GLUCOSIO------->ENERGIA, impediscono al tumore di progredire, e quindi di ne provocano la necrosi.



#35 SauroClaudio

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Inviato 18 novembre 2014 - 05:02

La complessità irriducibile nella genesi dei tumori.

 

Abbiamo già visto l’importanza del colecalciferolo (Vit D) nella genesi dei tumori, e come in mancanza o in carenza di questo le cellule perdano i recettori G di membrana ( ricerche della Boston University), regredendo a livello di staminali, o come le staminali stesse possano perdere la loro direzionalità e trasformarsi in cellule tumorali altamente indifferenziate. Questo meccanismo è suffragato dal fatto, che tanto più il tumore è indifferenziato tanto più si avvale della glicolisi anaerobica esattamente come le staminali. Se il tumore fosse causato da una mutazione genetica non vedo perché dovrebbe perdere i mitocondri e la glicolisi aerobica; potrebbe replicarsi caoticamente anche utilizzando una glicolisi aerobica magari in conseguenza di un danno al DNA causato da fattori cancerogeni (vedi benzopirene, catrami, virus ecc). Ma poiché dopo oltre 100 dosaggi di Vit D nella popolazione mi sono reso conto che il valore medio è estremamente basso (si viaggia sui 10 ng/ml contro i 30-100), ne va di conseguenza che se questo (mancanza di Vit D) fosse l’unico fattore che innesca il tumore, i tumori nella popolazione dovrebbero essere molto più frequenti, in realtà si trovano sempre in persone che hanno il valore di Vit D bassi, ma in un numero irrisorio rispetto a tutti coloro che hanno valori bassi. Devono pertanto intervenire altri fattori perché si inneschi il tumore, e questo riporta la nascita del tumore a fattori complessi o megli ad una complessità irriducibile, esattamente come è complesso il flagellum del bacterioides. Possiamo anche avanzare l’ipotesi, che diventa praticamente una certezza, che i fattori cancerogeni es nel fumatore (benzopirene e catrami) non sempre lo sono, ma probabilmente necessitano di altri fattori che riportano l’origine del tumore, come già detto, ad una complessità irriducibile. Mentre studiavo, al quinto anno di medicina, sono venuto a sapere che non tanto lontano dalla mia camera vi abitava una vecchietta di 103 anni. Preso dal desiderio di interrogarla sull’alimentazione e le abitudini di vita volli andare a trovarla. Mi accompagnò una mia lontana parente che bene la conosceva, e la prima cosa che mi colpì entrando nella casa della vecchietta erano dei grossi mozziconi di sigari sparsi un po ovunque; si sentiva pure un forte odore di fumo. La nonnina era accudita da sua figlia Maria di 82 anni, la quale mi disse che sua madre amava sola alimenti ben conditi con burro, non solo ma durante la notte a volte gli mancava il fiato e chiedeva di respirare un grosso sigaro per riprenderlo. La nonnina era dall’età di 20 anni che fumava il sigaro (in particolare il toscano), e cioè erano 83 anni che respirava benzopirene e catrami senza che questi gli causassero alcun tumore polmonare. Se poi gli avessi fatto un dosaggio della Vit D sono certo che non avrei trovato un valore superiore ai 10 ng/ml, cioè un valore bassissimo, quindi neppure questo valore basso era servito per innescare un tumore (la vecchina morì sei mesi dopo, seppi per arresto cardiaco). Quale altro fattore era necessario per innescare un tumore??? Io credo che sia molto difficile dirlo, poiché se non si combinano una serie di fattori complessi (esattamente come nel flagellum dei batteri) il tumore non parte. Certamente i recettori G di comunicazione frà cellule dipendono da un insieme di fattori, e non solo dalla Vit D, e neppure la loro mancanza dipende da fattori cancerogeni quali ad esempio il benzopirene, i catrami, i fattori che sostengono l’infiammazione e lo stress stesso. Cioè vien veramente da pensare che debbano essere un insieme di fattori complessi che devano combinarsi perché le cellule staminali perdano la loro direzionalità. Questo fa rientrare il tumore nella “complessità irriducibile”, pertanto difficile da spiegare con una semplice causa. Del resto tutto l’organismo umano, come anche tutto l’universo, viaggiano su questa linea.



#36 SauroClaudio

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Inviato 24 novembre 2014 - 11:59

Lo sapete perché l’amianto o asbesto è così cancerogeno? Stranamente non da mai tumori lontani dalla pleura, ma sempre in corrispondenza della pleura: l’asbesto da due tipi di tumore, il mesotelioma pleurico ed il carcinoma polmonare. Quest’ultimo, guarda caso, sempre in stretta corrispondenza della pleura, mai ad una certa distanza da questa. Non solo, ma il carcinoma polmonare è circa 10 volte meno frequente del mesotelioma pleurico. Ma perché mai non da mai tumori anche più interni, visto che può annidarsi anche in alveoli abbastanza distanti dalla pleura. L’asbesto è considerato una sostanza cancerogena, mi pare, e come sostanza cancerogena dovrebbe dare tumori ben più lontani anche dalla pleura stessa in qualsiasi punto in cui si può fermare. Invece stranamente questo non avviene, e perché??Allora vediamo le ipotesi che si sono formulate fin’ora? Lo sapete perché l’asbesto riesce ad arrivare fino alla pleura?? Per arrivare alla pleura deve attraversare tutto il polmone, ma come farà?? Allora dovete sapere che un cristallo dell’asbesto è sottilissimo, il suo diametro può oscillare fra 120 e 200 volte inferiore a quello di un comune pelo. Pertanto grazie a questa estrema sottigliezza riesce ad attraversare tutto il polmone, ma attraversandolo chissà quante cellule va a pungere ed a romperne il DNA. Stranamente all’interno non da mai carcinomi polmonari, ma solo li in corrispondenza della pleura, e molto rari rispetto al mesotelioma. Una delle ipotesi più accreditate è che , data la sua sottigliezza, vada a pungere il DNA delle cellule provocandone la mutazione, ma perché solo a livello della pleura??Visto che punge indifferentemente anche il DNA delle cellule più interne e lontane dalla pleura. Allora dovete sapere che la pleura è costituita da due sottilissime membrane che hanno una certa quantità di liquido fra loro in modo da permettere a ciascuna membrana di scorrere l’una sull’altra per permettere gli atti respiratori. Ora quando un ago di asbesto giunge fra le due membrane (una che ricopre il polmone ed un'altra che è aderente alla parte più interna dell’epitelio della parete toracica) cosa succede?? Che provoca un continuo attrito fra le due membrane, in sostanza provoca un infiammazione. Se si ferma più all’interno non da nessuna infiammazione e pure nessun tumore. Ma li a livello delle due membrane pleuriche avviene un continuo attrito che può durare anni, di conseguenza un infiammazione cronica che può durare anni. Ora vi ho già detto che l’infiammazione cronica è una delle principali cause dei tumori, proprio perché nella cascata infiammatoria entrano ingioco degli enzimi che vanno a scollare i recettori del colecalciferolo, quelli visti dai ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, in pratica l’infiammazione cronica impedisce alle cellule di comunicare e per questo regrediscono a livello di staminali. E si perché il mesotelioma adotta per replicarsi la glicolisi anaerobica, proprio come le staminali. Pertanto non è tanto l’asbesto che è cancerogeno, ma l’infiammazione che ne consegue, o meglio ancora certi fattori inerenti l’infiammazione che vanno proprio a disturbare la comunicazione cellulare (i famosi recettori G di comunicazione). Io credo che questa sia una delle più belle prove che i ricercatori del del Moores Cancer Center dell'Università della California hanno ragione. Mi potreste obiettare che anche il radio e l’uranio se respirati possono dare carcinomi polmonari, e questo mi direste perché essendo radioattivi , vanno a colpire il DNA ed a provocarne la mutazione. Nulla di più falso, abbiamo già visto che i raggi X della chemioterapia non provocano nessun tumore ma solamente delle ulcere a distanza anche di anni. Che in qualche raro caso su queste ulcere possa impiantarsi anche un tumore, dipende da quanto queste ulcere vanno incontro e sostengono un infiammazione. Pertanto anche le sostanze radioattive agiscono con lo stesso meccanismo, provocano una flogosi cronica che va a scollegare i recettori G di membrana: di conseguenza la recessione delle cellule a livello di staminali senza però una direzionalità (come hanno le staminali che conservano i loro i loro recettori di comunicazione proprio per potersi differenziare in modo ordinato. Poste queste premesse , possiamo capire anche che quando raramente si sviluppa un carcinoma polmonare è sempre in stretta corrispondenza della pleura, proprio i quel punto dove viene sostenuta continuamente un infiammazione cronica. Nel caso dell’asbesto mi pare si possa escludere completamente la Candida di Simoncini, visto che a livello pleurico la candida proprio non arriva, ma si possa dare pienamente ragione ai ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California che hanno centrato in pieno il meccanismo che genera i tumori. Che poi ccerti funghi possano scolegare anche loro, per vari meccanismi i recettori di comunicazione, questo potrebbe essere anche possibile, visto che abbiamo evidenziato che numerose altre sostanze disturbano questi recettori (benzopirene, catrami virus ecc) mentre altre sostanze ritenute anticancerogene li consolidano, o meglio favoriscono al massimo l’azione del colecalciferolo e del calcio.

Inutile ribadire dopo questo lungo discorso che i tumori non sono causati da una mutazione genetica (le cellule mutanti vengono riconosciute ed eliminate dagli anticorpi dell'organismo), ma da una regressione per mancanza di comunicazione, o dalle cellule staminali stesse che perdono la direzionalità per disturbo dei fattori di membrana. Ciò che differenzia le cellule staminali dalle cellule tumorali è proprio questa perdita di direzionalità che induce le cellule a replicarsi caoticamente. Stranamente anche il Centro Oncologico di Verona si è messo a fare i dosaggi su larga scala della Vit D, ed a prescriverla in dosi che talora io ritengo eccesive. Qualcuno si stà svegliando, meno male.



#37 SauroClaudio

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Inviato 09 dicembre 2014 - 11:23

Sembrerò pazzo, ma stò ottenendo buoni risultati in un paio di casi mantenendo la vitamina D intorno a 100 ng/ml ( come consigliato dal ricercatore Kesla), e somministrando anche succo di limone, quattro limoni al giorno (10 erano troppi). La ricerca è iniziata circa un mese fa con delle ecografie, che sono state ripetute adesso: ebbene il tumore si è risotto ed anche le metastasi, ora aspetto una RMN che mi confermi la diagnosi. Si tratta di carcinomi del colon non trattati non chemioterapia perchè i pazienti erano cardiopatici e non avrebbero  retto una chemioterapia d'urto Oltretutto devo segnalare altri effetti positivi, una riduzione dell'insufficenza cardiaca con scomparsa degli edemi perimalleolari, una normalizzazzione della presone orteriosa, una migliore circolazione che si è tradotta in un recupero della memoria ed un parlare pià fluido riferito dal paziente come un miglio senso di benessere,. potrei continuare con altre piccole cose , ma credo di aver detto l'essenziale. Adesso si tratta di estendere il sistema ad altri, sempre che ci sia un riscontro obiettivo e valido anche con la RM:

Vi farò sapere!


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#38 SauroClaudio

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Inviato 11 dicembre 2014 - 06:02

Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici esperti di cancro ai polmoni un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 di quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino. Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità della chemioterapia (Philip Day, Cancer: Why Were Still Dyng To Know The Truth, Credence Pubbilcation 2000)



#39 SauroClaudio

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Inviato 12 dicembre 2014 - 11:24

I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, ceri prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G  ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità.

Vedremo più approfonditamente in seguito i fattori che facilitano l'azione di colecalciferolo, ergocalciferolo e retinolo.



#40 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 16 dicembre 2014 - 11:24

Credo che valga la pena ripetere in questa discussione quanto già riportato altrove:

 

QUALI FARMACI USARE IN CHEMIOTERAPIA

 

Quali farmaci usare in chemioterapia; generalmente la chemioterapia si avvale di una quarantina di farmaci che può usare singolarmente o più frequentemente in associazione, generalmente sono associazioni di quattro cinque farmaci. Riporto una tabella semplice-semplice tanto per dare l’idea:

http://www.cancerque...73&lang=italian

Come potrete constatare nessuno di questi farmaci non è genotossico o antimetabolita a parte gli ultimi, vincristina, vinblastina, vindesina e vinorelbina (di estrazione dalla Vinco Biloba) che sono inibitori del fuso (poi vedremo di cosa si tratta). Come già detto sono tutti genotossici o antimetabolita. Ciò che è significativo è che gli agenti genotossici non lo sono solo per le cellule tumorali ma per tutte le cellule dell’organismo, e gli agenti antimetabolita non lo sono per le sole cellule tumorali ma per tutte le cellule dell’organismo. Fra i più genotossici in assoluto c’è il cisplatino ed il carboplatino ampiamente usati nelle forme tumorali più aggressive. La caratteristica di questi farmaci è che non hanno nessuna specificità, cioè non è che siano più genotossici per le cellule tumorali che per le cellule normali: si intende colpire il tumore ma si colpisce nello stesso tempo anche tutto l’organismo. Uno degli organi che ne risentono maggiormente è il midollo osseo, per cui in molte terapie chemioterapiche d’urto , sapendo che il midollo osseo viene letteralmente “bruciato” si provvede a fare un espianto di midollo prima della chemioterapia, per poterlo successivamente reimpiantare a chemioterapia avvenuta in modo che il midollo ancora sano abbia modo di rimpiazzare il midollo bruciato. Questa operazione che si esegue abbastanza frequentemente potrebbe essere in teoria attuabile fintanto che l’individuo è abbastanza giovane (fino a 55 anni di età), anche se ultimamente si sono prolungati i tempi ben oltre e non si sa con quale logica, visto che un individuo abbastanza anziano intanto non sopporta terapie d’urto con chemioterapici che gli bruciano il midollo oltre a danneggiare gravemente gli altri organi, ma soprattutto non è successivamente in grado di utilizzare il midollo fresco di rimpianto perché in una struttura scadente non è più in grado di riprodursi e quindi di rimpiazzare il midollo bruciato. Solo questa bella operazione di espianto e di rimpianto costa al SSN circa 200 mila euro. Al di la di questa considerazione relativa al prezzo , che sarebbe nulla se l’individuo guarisse, stà il fatto che, nelle forme altamente aggressive, il tumore puntualmente si ripresenta (nel 98% dei casi), magari a distanza di anni e porta inevitabilmente l’individuo a morte e questo dopo le estreme sofferenze che aveva dovuto subire con la chemioterapia. Bisogna sottolineare anche il fatto che quasi tutti questi farmaci non solo sono genotossici ma sono pure cancerogeni ed allora vien da chiedersi :come si può curare il cancro con un farmaco cancerogeno?. In particolare il cisplatino ed il carboplatino è accertato che possono facilitare le metastasi diffuse, soprattutto al fegato ed ai polmoni, eppure sono fra i farmaci più usati nei coctayl chemioterapici (soprattutto e paradossalmente quando ci sono metastasi) . La chemioterapia ufficiale si avvale del presupposto che ai farmaci chemioterapici siano leggermente più sensibili le cellule tumorali rispetto alle cellule normali, ma con un margine di sensibilità estremamente ristretto, si parla addirittura dello 0,01%. C’è da chiedersi se un espianto di midollo- chemioterapia d’urto- rimpianto di midollo, abbiamo veramente allungato la vita di qualche anno al povero ammalato di tumore. Anche questo è tutto da vedere perché esistono pochissimi studi in merito fra pazienti che non eseguono la chemioterapia e pazienti che si sottopongono a chemioterapia, e questo perché non sottoporre un paziente a chemioterapia se affetto da tumore non è considerato etico. Quindi in nome dell’”etica “ ci sentiamo autorizzati a somministrare i più potenti veleni nella speranza di uccidere il tumore.

Nel 1975 l’oncologo Hardin Jones si recò al congresso di cardiologia dell’Università di Barkeley con una documentazione bomba: una relazione dei risultati su una sua inchiesta sul cancro durata 23 anni e conclusasi quell’anno I risultati: “ Gli ammalati di cancro che avevano rifiutato di opporsi alla chemioterapia erano sopravvissuti in media 12,5 anni, mentre quelli che si erano sottoposti a chemioterapia erano morti in media in soli tra anni” Mi si dirà: “ eravamo nel 1975 ed i farmaci ora sono cambiati, sono più specifici” paradossalmente devo smentirvi, i farmaci sono gli stessi del 1975, con l’aggiunta di qualche farmaco, non meno tossico degli altri. Ma allora mi direte che cosa dobbiamo fare se abbiamo un tumore? La risposta credo sia chiara: “non sottoporsi a nessuna chemioterapia”. Avrete notato che non ho parlato della chirurgia e della radioterapia che possono avere un significato ben preciso e terapeutico soprattutto se il tumore è focalizzato; chiaramente una massa tumorale che occlude l’intestino deve essere tolta e così pure può assumere un significato ben preciso la radioterapia se la massa tumorale è ben focalizzata e senza metastasi diffuse; vedremo poi come altrettanto efficace della radioterapia può essere la terapia termica visto che il tumore è molto più sensibile al calore delle cellule normali; ciononostante la terapia termica è ancora poco applicata, anche se diversi Centri Oncologici si sono provvisti delle macchine per attuarla (non sanno ancora usarle); esistono solo cinque Centri in Italia che la applicano attivamente e con ottimi risultati. Al di la di queste considerazioni possiamo chiederci da che cosa può essere sostituita la chemioterapia se funziona cos’ poco?? Alla luce delle ultime considerazioni, e cioè che le cellule tumorali non sono altro che cellule staminali che hanno perso la direzionalità, e si adeguano ai vari organi a seconda della biochimica di quell’organo, per cui perdono le caratteristiche del tumore iniziale, l’unica strada che possiamo seguire è quella di ripristinare i recettori di comunicazione delle cellule senza ricorrere a provvedimenti estremi che bruciano il midollo osseo (e non solo quello). Numerose sostanze sono emerse ultimamente in questo senso, e sono prevalentemente sostanze che derivano dai vegetali, possiamo citarne solo alcune, i flavonoidi che si è visto sono in grado di ripristinare i recettori G delle cellule tumorali , le antocianine, il coenzima Q, il citrale del limone, il pinalene delle conifere, certe sostanze degli olii essenziali dell’ Iperico, Graviola, Artemisia, oltre ad alcuni oligoelementi come lo zinco, il rame (a piccolissime quantità), il selenio (a piccolissime quantità), e certi minerali come il magnesio ed il calcio. Si è visto inoltre che perché questi elementi possano operare bene sono necessari dosaggi di colecalciferolo e retinolo alti al limite del range terapeutico. Tali sostanze, paradossalmente hanno un azione opposta dei chemioterapici, e cioè stimolano le difese immunitarie senza avere nessuna azione tossica sui vari organi. Abbiamo capovolto la chemioterapia distruttiva in una chemioterapia ricostruttiva, ma questa terapia ancora non si attua perché la medicina è lenta nel cambiare le sue opinioni. Si resta sui protocolli standard e devono essere quelli. In tal modo non è possibile fare nessun paragone fra i due tipi di chemioterapia opposti, perchè rinunciare a quella distruttiva non si ritiene etico, pertanto si continua su quella strada. Chiaramente una chemioterapia ricostruttiva avrebbe la sua massima efficacia se associamo una terapia termica e magari, perché nò, una dieta chetogenica attentamente monitorata. Aspettiamo che la medicina si evolva in questo senso, perché dovrà farlo prima o dopo anche rinunciando agli interessi che possono derivare da una chemioterapia distruttiva. L’evoluzione è sempre lenta , Il Centro Oncologico di Verona si è provvisto dei macchinari per eseguire una terapia termica, però non l’hanno ancora messa in atto perché non c’è nessun tecnico che sappia correttamente usarli. In compenso il Centro Oncologico di Verona  sta facendo il dosaggio della Vit D3 a tutti gli ammalati di tumore e stà prescrivento la Vit D a dosi che io ritengo eccessive, mà forse avranno letto l’aricolo comparso sul Scientific American, quello appunto dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California per non parlare degli innumerevoli studi dei Proff. Michael Holick e Prof Jeffrey Bland comparsi ultimamente su numerose riviste mediche. Mà, forse qualcosa si stà svegliando, ma ci vorrà tempo.






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