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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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#3061 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 settembre 2021 - 05:51

LA LIQUIRIZIA (GLYCYRRHIZIA GLABRA)

 

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice,  essiccata e dagli stoloni decorticati.

 

Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche,  glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.

 

Mentre la glicerrizzina  e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.

 

Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni  e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman con un azione paragonabile al cortisone inoltre ha dimostrato di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.

 

E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule  dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone  porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.

 

Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.

 

Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).

 

L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi  a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.

 

Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.

 

La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.

 

 

 

Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University

 

 

 

A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia  ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ho ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"




#3062 SauroClaudio

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Inviato 09 settembre 2021 - 10:46

INDOLO 3 CARBINOLO... BROCCOLI A MERENDA

 

L’indolo-3-carbinolo (I3C®) è una sostanza fitochimica (un glucosinolato), contenuto negli ortaggi della famiglia delle crocifere – soprattutto broccoli, cavolo bianco, cavolini di Bruxelles e cavolfiore. L’indolo-3-carbinolo protegge contro i tumori ormone-dipendenti agendo in modo mirato sul metabolismo dell’ormone sessuale estradiolo. Come metaboliti possono diventare estriolo o catecolestrogeno; mentre un’elevata concentrazione di estriolo incrementa il rischio di cancro al seno dopo la menopausa, il catecolestrogeno non agisce sulla crescita dei tumori. In alcuni studi è stato dimostrato che l’indolo-3-carbinolo favorisce la formazione del prodotto di degradazione più innocuo.

In numerosi studi in-vitro e in-vivo è stato possibile dimostrare che l’indolo-3-­carbinolo inibisce fino al 90% lo sviluppo delle cellule tumorali positive al recettore estrogeno. Anche nei carcinomi della mammella negativi al recettore estrogeno, la somministrazione di indolo-3-carbinolo inibisce la crescita delle cellule. In questo tipo di tumori il tamoxifen non ha alcuna efficacia. L’azione positiva dell’indolo-3-carbinolo è in questo caso riconducibile alla sua notevole efficacia antiossidativa. Nelle fumatrici è stato inoltre dimostrato che l’indolo-3-carbinolo inibisce lo sviluppo del cancro ai polmoni.

L’indolo-3-carbinolo è divenuto noto per la prima volta nel 1960 per la sua efficacia sui carcinomi causati da sostanze tossiche (diossina). L’indolo-3-carbinolo controlla il metabolismo estrogeno attraverso lo stesso recettore che consente alla diossina di penetrare nelle cellule. Questo recettore può essere attivato solo da alcune sostanze tossiche e tra l’altro anche dall’indolo-3-carbinolo. La differenza sta tuttavia nel fatto che la diossina, dopo essersi legata a questo recettore, scatena il cancro, mentre l’indolo-3-carbinolo inibisce la crescita del tumore.

Nel 1997 è stato possibile dimostrare che anche l’I3C® (indolo-3-carbinolo) è in grado di arrestare la crescita del cancro al seno agendo positivamente sul metabolismo degli estrogeni e interrompendo, come il tamoxifen, il ciclo cellulare. Già da lungo tempo l’indolo-3-carbinolo è utilizzato nella medicina ortomolecolare come antiossidante.

Dove lo ritroviamo

Le Brassicacee sono tra le prime piante raccolte e coltivate dall'uomo. Il cavolo è stato un fondamento dell'alimentazione in Europa per oltre 4mila anni. Le popolazioni antiche quindi già utilizzavano le Brassicacee a scopo medicinale e gastronomico. Tuttavia solo di recente questa famiglia di ortaggi è balzata alla ribalta, passando dai gradini più bassi nella scala dei valori del cibo, alle vette di un superalimento, degno del massimo rispetto. In una ipotetica classifica degli alimenti in base al loro effetto protettivo, cavoli, broccoli e cime di rapa vincono di gran lunga su qualsiasi altro cibo.

Molti studi hanno infatti confermato che il consumo regolare di Brassicacee gioca un ruolo fondamentale nell'ambito di un'alimentazione preventiva atta a ridurre il rischio delle due principali malattie degenerative maggiori cause di mortalità nei paesi industrializzati: cancro e malattie cardiovascolari. Artefici di tale prodigio salutistico sono, guarda caso, ancora una volta gli ormai famosi composti fenolici. Quasi tutti i composti fenolici presenti in frutta e verdura e che hanno azione inibitoria nei confronti del cancro sono rappresentati nelle Brassicacee.

Il più importante gruppo di composti fenolici presenti nelle Brassicacee sono gli isotiocianati, composti aromatici contenenti zolfo, responsabili dell'odore tipico che si sprigiona dai cavoli durante la cottura. A compensazione dell'odore non proprio gradevole, questi composti hanno marcate proprietà benefiche. In studi sugli animali è stato evidenziato un effetto di inibizione sullo sviluppo di cancro al seno, polmoni e stomaco. Una sostanza appartenente a questo gruppo, il sulforafano, ha mostrato di avere particolari effetti positivi. Questo composto è il responsabile di quel gusto piccantino percepibile nei broccoli e cavoli quando si consumano crudi. Con la cottura si perde la piccantezza, ma non l'efficacia. Nell'organismo il sulforafano funziona come antiossidante indiretto, lavorando come catalizzatore. Questo significa che non neutralizza direttamente i radicali liberi, bensì stimola ed esalta i sistemi antiossidanti cellulari naturalmente presenti, quindi la sua azione è molto più prolungata. Particolarmente importante è la capacità del sulforafano di stimolare certi enzimi che agiscono attivamente contro la proliferazione tumorale.

Poi gli indoli (di cui al ns articolo), caratterizzati dalla presenza di azoto nella molecola, si fanno notare per l'odore non proprio gradevole. Questi composti fenolici si legano a potenziali cancerogeni, bloccando così indirettamente il processo di cancerogenesi. Inoltre promuovono l'attività di certi enzimi che agiscono come detossificanti: studi sugli animali hanno evidenziato che gli indoli inibiscono il cancro alla mammella e allo stomaco. Particolarmente abbondante nelle Brassicacee è l'indolo-3-carbinolo, ritenuto un efficace agente anti-cancro per la sua proprietà di intercettare le sostanze cancerogene prima che raggiungano il loro target, eliminando così i danni al DNA del nucleo cellulare. Questo composto inoltre può aiutare a prevenire il cancro al seno diminuendo l'attività dell'estradiolo, il precursode degli estrogeni. Un eccesso di estrogeni è implicato nei diversi tipi di tumore ormone-dipendente che, oltre a quello che colpisce la mammella, includono quello all'utero e all'endometrio.

I glucosinolati - noti anche come glucosidi solforati o tioglucosidi - sono un gruppo di glucosidi composti da una parte zuccherina legata, tramite un atomo di zolfo, alla parte agliconica, derivata da aminoacidi come metionina, fenilalanina, tirosina e triptofano.

Fintanto che rimangono sequestrati nei compartimenti sub-cellulari dei tessuti vegetali, i glucosinolati sono chimicamente stabili ed inattivi dal punto di vista biologico. Viceversa, il danno tissutale causato dai parassiti o da qualsiasi altro fattore che porta alla lacerazione dei tessuti, determina il contatto dei glucosidi con enzimi endogeni chiamati mirosinasi. Si attiva così un processo di idrolisi enzimatica (mediato dalle mirosinasi) dei glucosinolati, con rottura del legame b-tioglucosidico e formazione di intermediari instabili che si riarrangiano spontaneamente in isotiocianati, tiocianati o nitrili.

 

ISOTIOCIANATI

 

Gli isotiocianati sono particolarmente conosciuti in ambito fitoterapico per la loro azione lacrimatoria, revulsiva, rubefacente e vescicante; per questo motivo, alcune droghe particolarmente ricche di glucosinolati, come la senape, vengono tradizionalmente utilizzate sottoforma di cataplasmi ed unguenti contro affezioni catarrali, nevralgie e mialgie.

Gli isotiocianati sono altresì responsabili dell'odore pungente e del sapore piccante delle droghe che li contengono, in modo particolare le creucifere o brassicaceae (rapa, verze, cavolo, rafano, barbaforte, cavoletti di Bruxelles, mostarda, senape). Se in natura i glucosinolati scoraggiano l'aggressione della pianta da parte di insetti ed erbivori, nell'uomo sembrano esplicare la medesima attività nei confronti delle cellule tumorali, in quanto inibiscono alcune fasi della carcinogenesi ed inducono l'apopotosi di numerose linee cellulari.

Ad oggi, sono noti più di 130 glucosinolati, la cui concentrazione è variabile nei vari ortaggi e nello stesso ortaggio in relazione all'età della pianta, alla fertilità del suolo, ad eventuali malattie ed all'uso di regolatori dell'accrescimento.

Preservare le proprietà antitumorali degli alimenti ricchi di isotiocianati

Tra gli isotiocianati più studiati per le proprietà antitumorali ricordiamo il sulforafano, che - concentrato soprattutto nei germogli dei broccoli - si è dimostrato attivo contro il neuroblastoma (un tumore maligno embrionario caratteristico del bambino) ed i carcinomi della mammella, del colon e della prostata. Il fenilisotiocianato, originatosi dalla gluconasturzina, glucosinolato aromatico, ha mostrato analoghe proprietà, soprattutto nella prevenzione del carcinoma polmonare dei fumatori.

Dai glucosinolati indolici, come quelli contenuti nella senape, si liberano isotiocianati instabili che si depongono rapidamente dando origine, tra l'altro, all'indolo-3-carbinolo, che secondo diversi studi sembra possedere marcate proprietà antitumorali.

I glucosinolati, i loro prodotti di idrolisi e le mirosinasi vengono facilmente inattivati dal calore (non a caso l'odore dei cavoli diviene tanto più intenso quanto più prolungata è la cottura, indice della liberazione dello zolfo), il che giustifica l'impiego di alimenti freschi o sottoposti ad una sobria cottura al vapore. Come anticipato, l'enzima mirosinasi viene liberato dai vacuoli cellulari a seguito di ferite o triturazioni delle varie parti della pianta (importanza di una corretta masticazione e di evitare l'eccessivo sminuzzamento delle verdure). Si ricorda inoltre la presenza di mirosinasi a livello della microflora intestinale, che contribuisce a rendere ulteriormente disponibili gli isotiocianati di origine alimentare.

 

 


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#3063 SauroClaudio

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Inviato 14 settembre 2021 - 04:44

ACIDO PANTOTENICO E TUMORI

 

L’Acido Pantotenico o Vit B5, potrebbe entrarci qualcosa nella genesi dei tumori. Inizialmente si pensava che la sua carenza fosse praticamente assente essendo l’Acido Pantotenico presente in quasi tutti gli alimenti (da qui il nome di pantos-> pantotenico) però è da sottolineare che è scarsissimo negli alimenti vegetali, frutta e verdura, a parte essere presente in quantità discrete nella verza e nel cavolo. Però è difficile che uno che si alimenta solo di alimenti vegetali raggiunga la dose indispensabile di 10 mg/die. Pertanto i vegani dovrebbero stare attenti. L’Acido Pantotenico si trova infatti soprattutto negli alimenti animali, carne, formaggi, uova; ne è ricchissimo il fegato e le frattaglie. Ma cosa è l’acido pantotenico ed a cosa serve?? L’acido Pantotenico è una vitamina a catena lineare che è indispensabile nella sintesi del Coenzima A, quindi indispensabile alla respirazione cellulare. Se alla cellula viene compromessa la respirazione possiamo immaginare a cosa va incontro. Fino a poco fa si riteneva la carenza di Acido Pantotenico rara, infatti non si facevano mai i dosaggi ematici (per altro tuttora poco attendibili), poi ci si è resi conto che con il trattamento del cibo a livello industriale, la raffinazione dei cereali (si trova infatti nella cuticola del riso e nel germe di grano ma non nelle farine raffinate), produce una forte carenza di acido pantotenico che non raggiunge con la normale alimentazione (anche non vegana) l’indispensabile valore di 10 mg/die. Questo compromette gravemente la respirazione cellulare con tutto quello che ne consegue. Anche la surgelazione causa una grave caduta di acido pantotenico, e quanti sono gli alimenti che non vengono surgelati?? O perlomeno tenuti per la conservazione in celle frigorifere?? Il primo sintomo di carenza è la debolezza, la facile affaticabilità, le facili parestesie degli arti , i formicolii, inoltre l’attività della corteccia surrenale è fortemente compromessa, si ha in pratica un insufficienza corticosurrenale con diminuzione della sintesi degli ormoni steroidei. Si stanno mettendo in relazione alla carenza molte malattie degenerative, dalla Sclerosi Multipla alla SLA, ma soprattutto le patologie allergiche. Le allergie sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi 20 anni, e questo è da mettere in relazione anche ad una carenza di acido pantotenico, oltre che di Vit D. Non bisogna inoltre dimenticare che l’aria è satura di polveri di Bario e di Alluminio, deliquenziamente usati e sparsi per aumentare le trasmissioni radio e satellitari, e questo causa un ulteriore impoverimento della Vit B5, in particolare il Bario che inattiva tale vitamina. Ma perché ho parlato di tumori? Innanzi tutto perché se si compromette la respirazione cellulare, la cellula facilmente degenera in cellula maligna, quindi non è solo la Vit D ed A che contano, ma sicuramente anche l’acido pantotenico. Ma in secondo luogo  per la scoperta strabiliante fatta da un ricercatore ungherese un certo Szorady il caso è riferito da Rodale. Questo medico ungherese ha somministrato acido pantotenico a dei ratti, e comune mangime ad un altro gruppo di ratti, dopo di che li ha sottoposti a radiazioni, ebbene il gruppo che aveva ricevuto acido pantotenico ha registrato un indice di sopravvivenza 200 volte superiore ai ratti ai quali non era stata data la vitamina. Non due 2 volte superiore, non 20 volte superiore, ma 200 volte superiore la sopravvivenza dei ratti con Vit B 5. Un risultato strabiliante che è comparso come trafiletto su alcune riviste mediche, ma che sicuramente deve ancora essere capito nella sua portata. Noi siamo completamente bombardati da radiazioni cosmiche, protoni in particolare, e sicuramente questo contribuisce alla genesi dei tumori (insieme a tutto il resto); trovare quindi una sostanza che elimina l’effetto delle radiazioni è una scoperta enorme. Sicuramente la carenza di acido pantotenico centra con la genesi dei tumori, e chissà mai, forse è importante anche nella cura, si tratta solo di provare.. L’acido pantotenico si trova in farmacia come Bepanten 500 mg fiale (3 fiale costano 10 euro) ma sicuramente una dose così massiccia può essere somministrata una o due volte alla settimana per avere un ottimo effetto. Non ha nessun effetto collaterale, e non interferisce con nessun altro farmaco, quindi può essere somministrato tranquillamente anche in presenza di una terapia complessa. Dimenticavo, è importantissimo per prevenire il diabete.


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#3064 SauroClaudio

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Inviato 15 settembre 2021 - 09:10

Non preoccupatevi, su alcuni siti internet stà scritto che l'assassinio di 8 medici negli Stati Uniti, che avevano scoperto che nei vaccini veniva introdotto l'enzima NEGALESE è una bufala, invece la cosa è assolutamente vera, io ho l'articolo' originale tradotto' dall'Inglese, Ora pongo l'articolo:

 

 

La proteina nagalase potrebbe essere la motivazione dell’assassinio di 8 medici olistici negli Stati Uniti

 

Dal 2009 la proteina GcMAF è al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale per gli effetti terapeutici nei confronti dei carcinomi della mammella e del colon metastatizzati, del cancro della prostata e dell’infezione da HIV, dell’autismo, della stanchezza cronica e anche del morbo di Parkinson. Infatti le sperimentazioni cliniche condotte negli Stati Uniti e in Giappone ne hanno dimostrato un’efficacia notevolissima in pazienti con tumori molto avanzati, tanto da poter parlare di eradicazione del tumore, così come dell’infezione da HIV e dei sintomi dell’autismo. Somministrando ai pazienti la proteina GcMAF il sistema immunitario viene stimolato in modo che attacchi le cellule malate.

Dal 19 giugno ad oggi, in poche settimane, sono stati uccisi 8 medici olistici negli Stati Uniti: Dr. Jeff Bradstreet [molto noto nella comunità dell’autismo], Dr. Bruce HedendalDr.ssa Teresa A. Sievers, Dr.ssa Lisa Riley DODr. Barone HoltDr. Ronald Schwartz, Dr. Nicholas GonzalezDr. Jeffrey Whiteside.

Coincidenza o no – non spetta a noi giudicare – tutti quanti credevano nelle potenzialità della proteina GcMAF e tutti quanti – come leggerete più avanti – avevano subito pressioni e minacce dal braccio armato della FDA americana.

Cos’è il GcMAF

Il sistema immunitario è localizzato nel sangue ed è composto da una moltitudine di cellule collegate tra loro in modo estremamente efficace mediante questo complesso sistema chimico di comunicazione. Per la trasmissione interna di messaggi, il sistema immunitario si avvale di sostanze prodotte dall’organismo, le cosiddette citochine [interferoni, interleuchine ecc.], immesse dal mittente nel flusso sanguigno o nel sistema linfatico per essere inviate al ricevente. Come i classici ormoni, anche queste sostanze di segnalazione innescano nelle cellule bersaglio un’azione specifica o una funzione di regolazione. In questo modo il segnale non potrà che essere interpretato in modo corretto. Queste sostanze, nella maggior parte dei casi, non intervengono attivamente nei processi quali crescita tumorale o distruzione cellulare. Si tratta piuttosto di messaggi o istruzioni, o persino di valori di misurazione camuffati, che possono innescare nella cellula bersaglio una catena di processi.

Una delle prime sostanze di segnalazione ad essere scoperte furono gli interferoni [Isaacs & Lindenmann, 1957]. Essi sono formati da cellule del sistema immunitario, come i leucociti, e la loro funzione è garantire la comunicazione interna. Agiscono generalmente innescando una risposta immunitaria, ad es. quando le cellule del corpo sono state infettate da un virus o quando si trasformano in cellule tumorali. Queste cellule vengono poi attaccate e distrutte da cellule specializzate del sistema immunitario, come i linfociti B o T, attivate proprio dagli interferoni.

Di recente è stato scoperto il GcMAF, che rappresenta una nuova classe di sostanze di segnalazione del sistema immunitario. GcMAF sta per “Fattore di attivazione dei macrofagi derivato dalla proteina Gc”. Gc è una nomenclatura obsoleta per la DBP, ovvero la “vitamin D binding protein”. La DBP è responsabile del trasporto della vitamina D e, allo stesso tempo, viene utilizzata dalle cellule del sistema immunitario come sostanza di base per la produzione del GcMAF, un fattore che, analogamente agli interferoni, funge da sostanza di segnalazione interna per il sistema immunitario. Il GcMAF innesca una catena di processi per attaccare le sostanze estranee penetrate nell’organismo, come virus, batteri, veleni ambientali [inclusi vaccini] o affrontare le modificazioni cancerogene della cellula.

Il GcMAF ha suscitato recentemente grande attenzione nella letteratura scientifica e in quella non scientifica, diventando oggetto di molte discussioni che, in parte, hanno condotto a risultati discordanti. Tuttavia, mai ci saremmo aspettati di leggere un corposo susseguirsi di notizie di cronaca nera a danno di medici olistici.

Alcuni riferimenti bibliografici sul GcMAF

Yamamoto [Yamamoto et al., 1993Yamamoto, 1996 ; Yamamoto, 1997a ; Yamamoto, 1997bYamamoto et al., 1998 ; Yamamoto et al., 2009] e altri [ad es. Naraparaju et al.,1994 ;  Mohamad et al., 2003 ; Joergensen et al., 2010] hanno riferito, in riviste scientifiche accreditate le procedure di isolamento, di determinazione della struttura chimica e di sintesi e dell’effetto del GcMAF. Gli autori hanno mostrato che il GcMAF viene prodotto dalle cellule del sistema immunitario e funge da sostanza di segnalazione interna, ad es. per trasmettere ai linfociti T o ai macrofagi il messaggio di attaccare un tumore. Gli autori sono riusciti anche a far luce sulla biosintesi del GcMAF e a sviluppare una sintesi analoga in laboratorio.

Il GcMAF così prodotto, identico a quello naturale, è stato usato in vari modi per individuarne lo spettro di azione come sostanza di segnalazione. Yamamoto et al. [Yamamoto et al., 2009] hanno riferito gli elevatissimi tassi di guarigione per diversi tumori, con percentuali di remissione del 100% in studi sul trattamento dei tumori prostatici, mammari e persino dell’AIDS. Tuttavia, anche un profano sa che negli studi in cui è coinvolto un grande numero di soggetti, non si avrà mai un tasso di successo del 100% su tutti i partecipanti. Si è già molto soddisfatti se si riescono ad ottenere sul lungo termine tassi di guarigione del 40% sul totale dei partecipanti. Per questo motivo gli studi clinici di Yamamoto hanno sollevato un certo scetticismo, tuttavia i suoi esperimenti scientifici di biologia molecolare sarebbero per lo più riproducibili e quindi ben fondati.

Yamamoto et al. [2002] hanno ad esempio osservato che il GcMAF esplica diretti effetti anti-angiogenetici sulle cellule endoteliali in vitro e in vivo e anche che influisce negativamente su diverse sostanze chemiotattiche espresse dal tumore per accelerare la propria crescita.

Altri scienziati  [Fannon et al., 2003 ; Rehder et al., 2009], che si erano già occupati in modo esaustivo del GcMAF, hanno potuto confermare che il GcMAF è una sostanza prodotta dal sistema immunitario dell’organismo e che viene utilizzato come sostanza di segnalazione effettivamente in grado di stimolare i macrofagi per indurli ad attaccare un tumore.

Fannon et al. [2006] riprendono questo argomento in diverse pubblicazioni e mostrano, servendosi di trapianto eterologo sui topi, che il GcMAF è un efficace inibitore dei tumori prostatici umani e che la sua capacità di inibire in vivo la crescita tumorale è in parte riconducibile alle sue proprietà anti-angiogenetiche [formazione di vasi sanguigni]. I tumori hanno un elevato fabbisogno di sostanze nutritive e pertanto stimolano la formazione di vasi sanguigni. Le proprietà anti-angiogenetiche del GcMAF comportano una riduzione dei numero di capillari sanguigni nutritizi. Dallo studio sono emersi ulteriori interessanti risultati, come il potente effetto inibitorio del GcMAF sulle cellule tumorali della prostata a prescindere dall’attivazione dei macrofagi e l’inibizione non solo della proliferazione, bensì anche delle migrazione delle cellule tumorali. Il GcMAF riduce l’espressione dell’UPAR (recettore dell’attivatore del plasminogeno di tipo urochinasi), per cui l’UPAR potrebbe essere un marker più idoneo per l’attività del GcMAF rispetto alla nagalase [Smith, 2010].

La stimolazione del sistema immunitario in virtù della concentrazione di GcMAF rispecchia il classico comportamento delle sostanze di segnalazione nei confronti dei recettori, ovvero esiste una concentrazione ottimale della sostanza di segnalazione.

Monitoraggio della nagalase

Come base per l’impiego del GcMAF e per monitorare il successo della terapia, Yamamoto [1997 , 2008b] e altri [ad es. Mohamad 2002] hanno proposto la nagalase. La nagalase è un enzima essenziale prodotto dall’organismo, coinvolto nel catabolismo del glicano. La nagalase può trasformare il GcMAF in una forma inattiva che non può essere più utilizzata dal sistema immunitario come sostanza di segnalazione. Yamamoto argomenta che i tumori rilasciano più nagalase per indebolire il sistema immunitario. Un valore più alto di nagalase è quindi collegato ad un tumore o alla crescita tumorale. È incontestabile il fatto che i tumori siano in grado di ridurre l’efficacia del sistema immunitario.

Il nagalase è un test per monitorare l’efficacia delle terapie per il cancro e per alcune infezioni virali, incluso HIV, EBV [Epstein Barr Virus] ed anche tutte le superinfezioni che colpiscono i bambini affetti da autismo. Il test misura l’attività di alfa-N-acetilgalattosaminidasi [nagalase] nel sangue.

Nagalase è un enzima extracellulare matrice degradante che è secreto in quantità maggiori del normale dalle cellule cancerose nel processo di invasione tumorale. E’ anche un componente intrinseco della proteina di rivestimento di vari virioni, come HIV, virus di Epstein-Barr [EBV], herpes zoster e il virus dell’influenza. Così, è secreto dalle cellule infettate da virus.

Il nagalase procede alla deglicosilazione della  proteina DBP che si lega alla vitamina D3 [per l’uomo meglio conosciuta come proteina Gc]. La proteina Gc è il precursore per il fattore attivante i macrofagi [MAF]. La proteina Gc è composta da un trisaccaride costituito da una doppia ramificazione di N-acetilgalattosamina e galattosio e terminazioni di acido sialico. Attraverso la deglicosilazione, il trisaccaride [completo] viene rimosso dalla proteina Gc. Questa proteina Gc deglicosilata non può più essere convertita in MAF.

Normalmente il MAF è prodotto dalla proteina GC mediante rimozione sequenziale della terminazione di acido sialico e galattosio da beta-galattosidasi e sialidasi, selettivamente, con N-acetilgalattosamina come lo zucchero rimanente. L’attivazione dei macrofagi per fagocitosi e la presentazione dell’antigene sono il primo passo nella cascata sviluppo immunitario. Se il precursore viene perso si apre la strada alla immunosoppressione.

L’aumento dell’attività nagalase è stato rilevato nel sangue di pazienti con un’ampia varietà di tumori, come il cancro della prostata, della mammella, del colon, del polmone, esofago, stomaco, fegato, pancreas, rene, vescica, testicolo, utero e ovaio, mesotelioma, melanoma, fibrosarcoma, glioblastoma, neuroblastoma e vari tipi di leucemia [Rif. 1 ; Rif. 2 ; Rif. 3].  Per vari tipi di tumori, sono stati riscontrati differenti livelli di attività nagalase [Rif. 4]. Risulta che la capacità secretoria del tessuto tumorale individuale varia tra tipi di tumore a seconda delle dimensioni del tumore, messa in scena, e il grado di malignità o invasività [Rif. 5]. L’aumento di attività nagalase non è stato rilevato nel sangue di individui sani [Rif. 6].

L’attività nagalase è direttamente proporzionale alla massa tumorale attiva [Rif. 7 ; Rif. 8 ; Rif. 9]. Vari studi correlano livelli nagalase con massa tumorale suggeriscono che la misurazione di questo enzima in grado di diagnosticare la presenza di lesioni cancerose al di sotto di livelli rilevabili da altri metodi [Rif. 10]. Nelle analisi diagnostiche effettuate In studi di ricerca, l’attività nagalase diminuita fino quasi al livello di controllo dei pazienti senza tumore un giorno dopo la rimozione chirurgica dei tumori da pazienti oncologici, suggerendo che il valore di emivita di nagalase è inferiore a 24 ore [Rif. 11 ; Rif. 12]. La breve emivita di nagalase è preziosa per la prognosi della malattia durante varie terapie [Rif. 13 ; Rif. 14].

Il nagalase è il componente intrinseco della proteina di rivestimento gp160 dei virioni HIV e dell’involucro della proteina emoagglutinina [HA] del virus dell’influenza. L’attività del nagalase è la somma delle attività enzimatiche svolte sia da virioni HIV e delle proteine non assemblate dell’involucro [Rif. 15].

L’aumentata attività di nagalase è stata rilevata nel sangue di pazienti con tante altre malattie immunitarie.

GcMAF e autismo

Il Dr. Jeffrey Bradstreet  ha trattato con il GcMAF più di 1.500 bambini affetti da autismo con i seguenti risultati: l’85% dei pazienti ha risposto alla terapia e di questi,  il15% è andato incontro ad una completa guarigione.

Il Dr. Bradstreet aveva pubblicato questi dati nel suo lavoro “Initial Observations of Elevated Alpha-N-Acetylgalactosaminidase Activity Associated with Autism and Observed Reductions from GC Protein—Macrophage Activating Factor Injections”. E’ possibile che l’uso dei vaccini alteri in qualche modo il sistema immunitario con conseguente attivazione dell’enzima nagalasi che, a sua volta, impedisce la corretta formazione di GcMAF endogeno. Così come è altrettanto possibile che nell’eziologia dell’autismo possono giocare un ruolo decisivo infezioni virali a carico del sistema nervoso e dell’apparato digerente. In una piccola percentuale di bambini tuttavia non sono state riscontrate infezioni virali di alcun tipo e questo potrebbe spiegare il motivo per cui la somministrazione di GcMAF in questi soggetti probabilmente non sarebbe di alcun aiuto. Però, nella maggior parte dei casi, in cui le infezioni virali sono presenti, è stata osservata una risposta positiva al trattamento con GcMAF e nel 15% dei soggetti, in cui le infezioni virali giocavano un ruolo chiave, il GcMAF ha determinato una completa guarigione.

A questo punto, il Dr. Bradstreet e molti altri di questi medici hanno iniziato a domandarsi se, per caso oppure intenzionalmente, il nagalase inibitore che impedisce e blocca la corretta formazione di GcMAF è introdotto nel corpo umano attraverso la pratica vaccinale. Orbene, tutti i medici assassinati ritenevano che questo nagalase è introdotto intenzionalmente nel corpo umano attraverso la pratica vaccinale, come avevano già dimostrato inequivocabilmente  il Dr. Bradstreet e il Dr. Gonzalez

E’ noto che la FDA ha fatto visita ad ogni singolo medico olistico prima di morire. Perché? Perché la FDA aveva compreso che questi medici  stavano lavorando in segreto per aiutare i loro pazienti a sopravvivere … a vivere … a  guarire dalle loro malattie. Inoltre, questi medici stavano trovando l’evidenza che l’autismo può essere revertito.

Questi medici avevano compreso e dimostrato che la proteina nagalase è introdotta intenzionalmente attraverso la pratica vaccinale.

 

P.S L'introduzione dell'enzima NEGALESE nei vaccini fa esplodere i tumori preesistenti, anche se erano fermi si formano metastasi ovunque. Basta che verifichiate presso un centro oncologico quanti tumori latenti sono esplosi, inoltre, se conoscete un oncologo, chiedete se ha mai visto tante metastasi.

A chi non è affetto da tumore, l'introduzione dell'enzima NEGALESE, predispone a forme tumorali, che si manifesteranno però da 18 a 24 mesi dopo l'introduzione del NEGALESE, e questo tempo corrisponde alla vita media del colecalciferolo che si deposita nei grassi. Quindi dopo 18-24 mesi abbiamo una mancanza completa della formla terminale, con conseguente inattivazione dei recettori G di comunicazione cellulare, e quindi mancanza di comunicazione cellulare e regressine delle cellule a simil-staminali, ,cioè tumorali.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#3065 Piter

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Inviato 15 settembre 2021 - 09:39

Confesso che ro preoccupato per l'assenza, ma vedo che recuperato.

 

Altra campana :

 

https://www.bufale.n...ti-assassinati/


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E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
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#3066 Piter

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Inviato 15 settembre 2021 - 09:47

Non preoccupatevi, su alcuni siti internet stà scritto che l'assassinio di 8 medici negli Stati Uniti, che avevano scoperto che nei vaccini veniva introdotto l'enzima NEGALESE è una bufala, invece la cosa è assolutamente vera, io ho l'articolo' originale tradotto' dall'Inglese, Ora pongo l'articolo:

 

.....

 

P.S L'introduzione dell'enzima NEGALESE nei vaccini fa .....
 

 

Benito e Rocco  in illo tempore avevano scritto che non sta assolutamente bene adulterare cose in danno alla salute pubblica e quel principio è tutt'ora valido, sopratutto quando si parla di farmaci .


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#3067 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2021 - 06:40

Benito e Rocco  in illo tempore avevano scritto che non sta assolutamente bene adulterare cose in danno alla salute pubblica e quel principio è tutt'ora valido, sopratutto quando si parla di farmaci .

A parte il fatto che i medici sono 8 e non 72, non è stata trovata nessuna spiegazione "plausibile" per la morte naturale.................


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#3068 SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2021 - 02:53

ALIMENTI FERMENTATI

 

 

Gli alimenti fermentati sono numerosi, noi ci occuperemo in questi girni di alcuni, i più interessanti da un punto di vista curativo. Molti alimenti lasciandoli riposare a temperatura ambiente tendono alla fermentazione con sviluppo di batteri e di muffe che possono essere utili, molti altri, come ad esempio la carne, tendono alla putrefazione con sviluppo di batteri che  possono essere tossici. Generalmente questo processo avviene nell’intestino con sviluppo di batteri e lieviti utili se noi mangiamo ad esempio molte verdure, cioè si forma una flora intestinale probiotica, e sviluppo di batteri utili, invece dannosi se noi abbiamo un alimentazione troppo carnea, con sviluppo di clostridi, coli, perfrigens e bacterioides . I batteri tossici generalmente sviluppano tossine che vanno in circolo e possono ostacolare l’azione di vitamine , enzimi ed oligoelementi, con conseguenti danni d’organo ed anche forme tumorali.

Allora questa sera vi parlerò dello Yogurt, nei prossimi giorni del Kefir, dai crauti acidi, del Kimchi, della salsa acida di soia, del Miso, del Tempeth

Partendo dallo Yogurt occorre dire che si deve fare con il latte sia intero che parzialmente scremato (mai con il latte totalmente scremato). Per farlo occorre partire da batteri probiotici tipo le bustine di Yovis e mai con bustine che contengono solo due fermenti, quelli che si usano per fare lo Yogurt con la Yogurtiera (Lactobacillusbulgaricus e Streptococcusthermophilus); le bustine di Yovis invece contengono 10 tipi di bacilli probiotici, di questi generalmente ne sopravvivono cinque, quelli più resistenti all’acidità, però non serve la yogurtiera per farlo, questa lascerebbe  in vita solo due ceppi perché mantiene il calore del latte troppo alto (44 gradi sempre). Le bustine di Yovis contengono  il termophilus, il bifidobacterium,  il b. brevis, il b. infantis, il b. longum, l’acidopilus, il casei, il plantarum il salivarius, il delbruckei, il fecis, il bulgaricum. Per fare lo Yogurt basta un vaso di vetro da litro,si scalda un litro di latte, vi si immerge il dito e quando comincia a scottare si versa nel vaso di vetro; la temperatura con il dito era arrivata a 44° (ho fatto la prova), quando poi si versa nel vaso di vetro scende subito a 40°, a questo punto si aggiungono 3-4 bustine di Yovis, si mescola bene, si chiude, si copre con una coperta di lana e per il mattino lo Yogurt è pronto, durante la notte si raffredda con sviluppo di batteri che preferiscono temperature più basse per replicarsi. La prima volta lo Yogurt viene molliccio, ma successivamente sempre più denso. Le volte successive anziché le bustine di Yovis utilizzerete un cucchiaio del vostro Yogurt che avrete tenuto in frigorifero. Così potrete andare a vanti anni. Sarebbe sempre meglio avere due vasi per farlo, così finito uno se ne ha subito un altro, almeno io faccio così.

https://www.youtube....h?v=nGxRgb96UsA

Sia chiaro , lo Yogurt non è più latte, i grassi si sono trasformati e sono andati a formare le membrane dei batteri, la caseina si è tutta trasformata ed è andata a formare gli acidi nucleici dei batteri, e lo zucchero del latte, cioè il lattosio a cui tanti sono allergici si è trasformato tutto in acido lattico. Questo è avvenuto perché solo i 1 mm^3 di Yogurt ci sono 100 milioni di batteri . I grassi dello Yogurt sono particolarmente salutari perché è dimostrato che hanno un azione anticancerogena sui tumori del colon. I probiotici si è visto che potenziano il sistema immunitario  e spazzano via tutti i batteri patogeni dell’intestino. Possono anche prevenire le allergie, come l’eczema. Nelle persone anziane od immunodepresse aumentano la resistenza alle malattie batteriche o virali.  Anche se lo Yogurt è ricco di calcio, si tratta di calcio organico che si è visto che è associato alla diminuzione del peso corporeo negli adulti e nei bambini (si tratta di 1 gr di calcio organico per litro). Il calcio mantiene i vasi sanguigni flessibili, consentendo loro di dilatarsi per mantenere regolare la pressione sanguigna. I batteri dello Yogurt, creano una flora intestinale probiotica, che allevia i sintomi di malattie intestinali infiammatorie e spesso le guarisce.  E’ importante evitare lo Yogurt di negozio che molto spesso è morto, cioè si tratta di Yogurt , che per la conservazione viene pastorizzato, anche se porta scritto “batteri lattici vivi”. Se vi fate lo Yogurt in casa, vi renderete conto che, anche se lo conservate in frigorifero non vi dura più di 4 giorni, poi diventa rancido id immangiabile. Da questo vi renderete conto della differenza rispetto allo Yogurt di negozio. I bacilli che generalmente resistono a grandi acidità (PH 2) sono il Lactobacillusacidophilus, il Lactobacillusdelbruckei, , il bulgaricus, lo Streptococcussalivarius, il B. plantarum. Sono tutti probiotici e secernono una sostanza che è mortale per clostridi, coli, bacterioides, perfrigens ed altri della flora putrefattiva, pare che siano mortali anche per l’Helicobacter Pilori, sicuramente mangiando quotidianamente Yogurt anche questo batterio sparisce (l’UBT risulta sempre negativa) e questo senza ricorrere ad antibiotici che sono debilitanti.


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#3069 SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2021 - 09:20

MEDUSE E CELLULE TUMORALI

 

19 luglio 2015 alle ore 20:05

 

 

La medusa è un animale planctonico, in prevalenza marino, appartenente al phylum degli Cnidari, che assieme agli Ctenofori formavano una volta quelli che erano i Celenterati. I Cnidari erano gli animali più antichi sula terra essendo comparsi 350 milioni di anni fa. Alcuni studiosi sostengono che i Cnidari più antichi siano l’anello di congiunzione con il mondo vegetale. In pratica delle grosse alghe marine avrebbero sviluppato delle elementari fibre nervose ed avrebbero acquistato la capacità di movimento. Da questi esseri poi si sarebbero sviluppate tutte le forme di vita più complesse fino all’uomo. Le meduse stesse sarebbero antichissime risalendo a 300 milioni di anni fa. Generalmente rappresentano uno stadio del ciclo vitale che si conclude dopo la riproduzione sessuata, con la formazione di un polipo. Alcuni studi hanno verificato che la medusa Turritopsis nutricula è potenzialmente immortale, anzi col passare del tempo è in grado di ringiovanire sempre di più fino a ricominciare un nuovo ciclo di vita. Questo processo di ringiovanimento sembra essere causato da forti fattori ambientali e genetici che partecipano ai mutamenti cellulari dell'organismo. Questa caratteristica della medusa di essere praticamente immortale ed addirittura di poter ringiovanire è unica fra tutti gli esseri viventi i quali non possono mai regredire la loro situazione, cioè da vecchi diventare giovani. Secondo alcuni studiosi, durante la preistoria si sarebbero sviluppati anche i geni della vecchiaia, cioè la vecchiaia sarebbe legata al codice genetico ed in particolare ad alcuni geni. Basterebbe neutralizzarli per restare eternamente giovani. Pare che le cellule tumorali dei tumori più indifferenziati abbiano pure loro i geni della vecchiaia che non mandano più segnali, per cui il tumore a differenza delle altre cellule non invecchierebbe e diventerebbe praticamente immortale. Da questa caratteristica nascerebbe la possibilità per certi tumori di risvegliarsi anche dopo 25 anni, cosa che non potrebbero assolutamente fare le cellule normali che hanno un ciclo di vita massimo di 5-6 anni ( a parte i neuroni). Il tumore oltre a perdere i geni della vecchiaia ne perderebbe anche altri, quelli che frenano la replicazione e quelli che danno direzionalità per cui le cellule tumorali si replicherebbero in modo caotico. In questo senso si differenzierebbero dalle meduse che hanno una direzionalità ben precisa, viene a mancare solo la direzionalità nel tempo. Le meduse sono costituite da grosse cellule, cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. E’ durante questo processo di rigenerazione che possono ringiovanire. Già nelle meduse, per quanto antiche si riconosce il maschio e la femmina (ma del resto maschio e femmina si possono ritrovare anche in moltissime piante). Il loro sistema nervoso è costituito da un reticolo nervoso che interessa tutti gli organi, compresi i tentacoli che sono urticanti. Praticamente la loro intelligenza è zero. La riproduzione delle meduse è di tipo sessuale, cioè avviene per tramite di gameti che generalmente vengono emessi nell'ambiente esterno, dove avviene la fecondazione. L’unico pericolo per le meduse, a parte alcuni predatori naturali come i cetacei, è arenarsi in qualche spiaggia, senza acqua inevitabilmente muoiono , altrimenti sono immortali. Come le cellule tumorali che sono strettamente legate al flusso sanguigno del circolo capillare e se viene a mancare quello è come se si arenassero su una spiaggia. Inutile dire che i cetacei per le cellule tumorali sono i linfociti che le riconoscono come diverse e le fagocitano. Pertanto per vincere i tumori non dobbiamo far altro che far mancare loro il flusso sanguigno e potenziare il sistema immunitario.


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#3070 SauroClaudio

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Inviato 17 settembre 2021 - 10:48

Riporto dal mio trattato sulle Piante Medicinali, le proprietà dell'Aloe Vera:

 

Aloe vera –  esistono più di 300 specie di Aloe, ma la più conosciuta è l’Aloe Vera; questa è una pianta perenne con fiori gialli e foglie coriacee e carnose ed è comune nelle regioni tropicali del mondo, bebchè si possa trovare con una certa ferequenza anche in paesi più freddi. I margini della foglia di aloe sono caratterizzati da una dentatura a sega; all’interno la foglia è carnosa e piena di un gel che nasce dalla polpa mucillaginosa; l’aloe matura misura da 45 a 105 cm di lunghezza e ha un diametro basale di sette centimetri. La foglia è formata da tre strati distinti:

  • Uno strato esterno di rivestimento coriaceo
  • Un rivestimento corrugato subito al di sotto
  • Uno strato interno formato da cellule parenchimali contenenti grossi vacuoli pieni di un materiale semisolido, gelatinoso e trasparente.

Il rivestimento corrugato è ricco di antrochinoni pertanto esercita azione lassativa o purgante drastica a seconda della dose.

Il gel interno al contrario è quasi privo di antrochinoni e contiene i sequenti principi:

  • Un mucopolisaccaride costituito da mannosio acetilato; tale saccaride ha ricevuto una considerevole attenzione da parte della ricerca clinica quale agente antivirale ed immunostimolante soprattutto nella terapia dell’ AIDS.
  • Prostanoidi: tali principi sarebbero precursori delle prostaglandine della serie 1. Tali prostaglandine avrebbero un effetto determinante nel ridurre le infiammazioni
  • Inibitori della sintesi del trombossano che spiegherebbero l’effetto cicatrizzante dell’aloe.
  • Superossido-dismutasi ricche di manganese rame e zinco e potenti antagonisti dei superossidi.

Il Gel a fini medici è la parte più importante, mentre le antocianine del rivestimento corrugato sono usate esclusivamente come purganti o lassativi.

L’Aloe è coltivata in tutto il mondo dal secolo scorso soprattutto per le sue proprietà lassative. Nel 1935 si sono scoperte le sue proprietà nell’alleviare le ustioni.

Le proprietà indicate successivamente si riferiscono al gel dell’Aloe.

Negli ultimi anni accurate ricerche hanno dimostrato:

  • Una potente disintossicazione dell’intestino per una inibizione della putrefazione batterica e per un miglioramento dell’assorbimento proteico.++++
  • Una significativa riduzione della secrezione acida gastrica con riduzione delle gastriti e delle ulcere gastriche.
  • Un attività antibatterica ed antimicrobica verso pseudomonas aeruginosa, klebsiella pneumonie, serrazia marcescens, citrobacter sp., enterobacter cloache, streptococcus piogenes, streptococcus agalactie, streptococcyus aureus, eschelichia coli, streptococus fecalis, candida albicans, micobacterium tubercolosis, trichophiton sp., bacillus subtilis.
  • Esfetti antivirali verso numerosi virus e retrovirus, fra cui virus dell’ epatite B e C, virus HIV-1.+++
  • Si è visto che l’effetto antivirale dipendeva da una maggior produzione di citochine IL-6 e da una stimolazione dell’attività dei macrofagi, da un aumento della fagocitosi fino al 45%.
  • L’attività antiinfiammatoria pare sia dovuta ad una inibizione della prostaglandina-E2, e da un inibizione della ciclo ossigenasi.+++
  • La cicatrizzazione delle ferite pare sia dovuta alla ricchezza del succo di Aloe di vitamina C e di zinco.+++
  • Una significativa riduzione per le ustioni da radiazioni: pare sia dovuto alla forte riduzione dei superossidi che si formano con le radiazioni e all’effetto cicatrizzante dell’Aloe.+++
  • Un significativo miglioramento dell’asma.++++
  • Un effetto ipoglicemizzante con meccanismo ignoto.++
  • Un attività spermicida del gel utile per la contraccezione.++
  • Una prevenzione dal cancro sperimentata con successo nei ratti, in particolare per il cancro epatico.+++

Per utilizzare correttamente l’Aloe occorre prendere le foglie e privarle del rivestimento esterno, cioè del rivestimento coriaceo e del rivestimento corrugato; in sostanza si utilizza la parte interna ricca di gel.

Questo si ottiene sbucciando l’Aloe con uno sbucciatore a lama come si usa per le patate; successivamente per la conservazione del gel si può utilizzare il miele, lo zucchero ed un po’ di alcool.

Una formula è la seguente: 300 gr di gel di Aloe, 100 gr di miele, 50 ml di grappa o di un altro alcoolico che abbia la stessa gradazione. In tal modo si può conservare l’aloe per un mese con le dovute precauzioni (ben chiusa in un vaso e al fresco, meglio in frigorifero): la dose è di un cucchiaio al mattino aumentabile a due cucchiai al giorno.

L’Aloe non presenta effetti collaterali; soltanto la parte esterna ricca di antrochinoni può , grazie all’azione purgante ridurre l’assorbimento di numerosi farnaci.

 

P.S Gli estratti di Aloe Vera che trovate in Farmacia o in Erboristeria, se di buona marca, possono essere ben accetti e presentano tutte le proprietà dell'Aloe fatta in casa. Comunque si tenga presente, che per la conservazione, contengono sempre del Benzoato di Sodio, che di per se non presenta nessuna tossicità, anzi si è rivelato ottimo per curare la Schizofrenia. l'ho trattato nella pagina precedente (pag 153), dovete andare in fondo alla pagina.


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#3071 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 18 settembre 2021 - 10:40

La dieta anticancro

 

 

Alcuni mi hanno obiettato che nella mia CHEMIOTERAPIA NATURALE, non sottolineo sufficientemente il ruolo della dieta per prevenire ed inibire lo sviluppo del tumore. Ma la dieta ha solo un azione preventiva o anche curativa quando il tumore si è già sviluppato?? Certamente è dimostrato che ha anche un azione curativa ed agisce come una vera e propria chemioterapia, opss, molto meglio di una chemioterapia con cisplatino od ossiplatino. Ma attraverso quali meccanismi può agire la dieta?? Ovviamente attraverso quegli alimenti che vengono introdotti nella dieta. I quali a loro volta possono agire con diversi meccanismi, vediamo quali:

- Uno dei più importanti meccanismi è l’inibizione di alcune sostanze che sostengono l’infiammazione

- Un altro meccanismo fondamentale è l’anti angiogenesi, cioè impedire al tumore di generare nuovi vasi

- Un altro meccanismo è la stimolazione del sistema immunitario. Benchè sia modesta la differenza fra le cellule normali e le cellule tumorali, c’è sempre una modesta attività anticorpale perché la cellula tumorale perdendo quei recettori G di membrana assume una conformazione diversa, quasi batterica. Replicandosi poi in maniera disordinata va ulteriormente a modificare le proteine di membrana che vengono riconosciute come estranee dall’organismo. E’ una strada che solo ora con alcuni chemioterapici si inizia a percorrere perché finora la chemioterapia si è avvalsa solo di farmaci citotossici e per giunta che creano infiammazione e quindi predisponenti allo sviluppo di metastasi. Basti pensare che il cisplatino, non è solo altamente citotossico praticamente per tutti gli organi (può dare insufficienza cardiaca, insufficienza renale, epatica , gravi danni neuronali ecc) ma è anche favorente l’infiammazione. La sua selettività fra le cellule tumorali e le cellule sane è praticamente zero. Eppure si continua ad usare, è nei protocolli di tutti gli istituti oncologici. Moltissime piante al contrario, non solo combattono l’infiammazione, ma stimolano fortemente il sistema immunitario permettendo all’organismo di combattere il tumore.

- Poi ci può essere da parte di numerosi alimenti una tossicità diretta e selettiva verso le cellule tumorali (vedi l’allicina ed i gruppi S-H delle alliacee, delle brassicace, della graviola ecc)

- Un altro meccanismo fondamentale è la riattivazione delle proteine di membrana preposte alla comunicazione infracellulare, le famose proteine G di trascrizione che abbiamo precedentemente trattato.

- Un altro meccanismo non indifferente può essere l’attività antimicrobica ed antifungina di certe sostanze vegetali. E questo lo dico non tanto per dare ragione a Simoncini, ma perché è dimostrato da numerosi studi che l’Asperegillo (che è una Candida) gioca un ruolo non indifferente sia nello sviluppo del tumore, sia nella sua diffusione come metastasi. L’asperegillo gioca un ruolo pro- infiammatorio e fa perdere i recettori di comunicazione facendo impazziere la cellula. E’ probabile che altri microorganismi giochino un ruolo importante nella genesi dei tumori, e sono tutti quei microorganismi che o dal sistema respiratorio o dal sistema intestinale possono andare in circolo causando un danno alle proteine di membrana ed al DNA (fra questi microorganismi potrei annoverare alcuni tipi da Bacterioides, e soprattutto l’Aeromonas Hidrophila (sono flagellati, che in caso di risposta immunitaria modesta possono diffondersi nell’organismo), oltre ad altri funghi differenti dalla Candida quali il Blastomices, l’Histoplasma ed i Coccidioides. E’ significativo che molte piante anche commestibili abbiano un attività antimicrobica contro questi microrganismi (vedi aglio e cipolla che hanno potente attività antimicrobica ed antifungina.

- Un altro meccanismo non indifferente è quello detossicante: intendo dire che certe sostanze vegetali possono legare certi fattori favorenti l’infiammazione come possono essere il benzopirene ed i catrami.

- Un meccanismo che viene chiamato in causa è anche il meccanismo antiormonale; certi ormoni favoriscono uno stato pre-infiammatorio, e fanno perdere i recettori di membrana (attenzione, non vanno ad agire sul DNA come vorrebbe la medicina ufficiale, se non indirettamente, cioè attraverso questi recettori. In pratica gli estrogeni (per il tumore mammario) possono essere favorenti proprio perché vanno ad ostacolare l’azione del colecalciferolo, del retinolo e di altre sostanze anti infiammatorie; lo stesso dicasi per il diidrotestosterone per la prostata.

- Un meccanismo alcalinizzante a livello endocellulare; si è visto infatti che certi ortaggi favoriscono l’ingresso anche nella cellula tumorale di potassio e magnesio ostacolando l’angiogenesi e la glicolisi anaerobica; la cellula tumorale infatti ha bisogno di un PH acido per svilupparsi, se noi alziamo il PH la cellula non riesce più a svolgere le sue funzioni, soprattutto la replicazione viene compromessa, in pratica la cellula mure.

Posso aver dimenticato qualcosa, ma non importa, i meccanismi fondamentali li ho elencati. Ma allora quale dieta tenere. Una delle principali regole è quella di eliminare, in caso di tumore, le proteine animali e di adottare una dieta vegana. Le proteine animali, soprattutto quelle dei formaggi vanno a stimolare l’angiogenesi del tumore, mentre questo non accade con le proteine vegetali (dei legumi e dei cerali integrali) proprio perché mancano di quegli aminoacidi che stimolano l’angiogenesi. Inoltre i vegetali contengono sostanze che ostacolano l’infiammazione, vedi certe vitamine (C, P, bioflavonoidi, antocianine, oligoelementi ecc). Inoltre di introdurre nell’alimentazione in grande quantità quegli alimenti che si sono dimostrati utili, anche se con diversi meccanismi ad ostacolare la neoplasia. Cercherò di elencarli in breve senza descrivere i meccanismi attravero cui agiscono; questo può essere mottivo di una discussione successiva :

- Alliacee (aglio e cipolla) ovviamente da usare crudi altrimenti perdono l’attività, ma questo vale per tutte le verdure che elencherò.

- Brassicacee (verza, cavolo cappuccio, rapa , rafano) di queste si può estrarne il succo con una centrifuga e la betaina che contengono è uno dei più potenti antitumorali esistenti in natura (azione anti angiogenesi, e quindi attiva quando il tumore è in piena evoluzione).

- Il succo di limone, in particolare la buccia, per la ricchezza di bioflavonoidi (azione antiinfiammatoria ed antiangiogenesi) e di cicatrene che va a colpire le cellule tumorali con meccanismo non ancora del tutto chiaro.

- I frutti di bosco per la ricchezza di antocianine che vanno ad ostacolare i processi infiammatori ed hanno un azione sinergica con la vitamina D. Analoga ai frutti di bosco è anche l’uva nera per la sua ricchezza in antocianine.

- I fagioli di soia (meglio non OGM) per la ricchezza di ginestrina che ha un azione antiestrogenica con tutto quello che ne consegue

A questi alimenti si possono abbinare altre sostanze vegetali che hanno dimostrato spiccata proprietà antitumorale, quali la curcuma, la graviola, ed oligoelementi come il boro e lo zinco.

Pertanto per fare uno schema in breve potremmo assumere:

- Al mattino tre biscotti integrali con confettura di mirtilli associati a latte di riso o di soia, oppure un bicchiere di verza o rapa estratto con la centrifuga associato a biscotti integrali, oppure un bicchiere di succo di mirtillo (il succo purissimo di mirtillo si trova in erboristeria.

- A pranzo, cereali integrali con legumi seguiti da abbondanza di verdura quali cipolla, verza, rapa ovviamente abbinati anche ad insalata ed a pomodoro (che oltretutto pure è utile per il licopene); l'importante è usare spesso riso integrale perchè ha effetto antitumorale ed antinfiammatorio

- Alla cena, un minestrone di verdure miste dove ci mettete un po di tutto, seguito anche questo da verdure o da succo di verdure. Si può abbinare pane integrale o riso integrale

- La frutta conviene mangiarla furi pasto come merenda, ed in quel caso abbinarci curcuma, graviola, te verde, aloe.

Poi ognuno è libero di scegliersi e di prepararsi la dieta che vuole, questo è uno schema molto ristretto, fatto in fretta, anche perché data l’ora ho sonno. Ma se qualcuno ha dei suggerimenti, visto che nella sonnolenza posso aver dimenticato qualcosa.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#3072 SauroClaudio

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Inviato 19 settembre 2021 - 08:55

MAMMOGRAFIA E PROBLEMI CHE NE DERIVANO

 

Visto l’interesse che il sito relativo alla mammografia ha suscitato vorrei riportare le parti più interessanti commentandole, perché danno veramente da pensare e spero possano servire anche di riflessione, non solo per i profani ma anche per la classe medica, del resto sono difficilmente contestabili. Lascio perdere il punto relativo alle radiazioni che dati i sistemi attuali può essere marginale e cerco di evidenziare i punti che più mi interessano e che più possono interessare anche altri, vediamo:

“”Ma l'aspetto imperdonabile degli opuscoli è che, nonostante le proteste e le promesse di miglioramento, essi mettono in rilievo soltanto i benefici dello screening mammografico senza menzionare i possibili danni.””

E quali potrebbero essere questi danni potrebbe chiedere un profano?? Vediamo:

  • Si stima che questa sovra-diagnosi darà luogo a 6 tumorectomie e a 4 mastectomie in più rispetto al dovuto: risulta inoltre che 200 donne rischieranno danni psicologici importanti relativi all'ansia scatenata dalle ulteriori indagini per le sospette anormalità della mammografia. La percentuale di donne che sopravviverà dopo 10 anni sarà pari al 90.2% se non fa lo screening mammografico mentre sarà del 90.25% se avrà fatto lo screening mammografico. Questa differenza è sufficiente per rischiare l'eventualità di danni significativi?
  • Quindi danni psicologici importanti relativi all’ansia scatenata da ulteriori indagini
  • La percentuale di sopravvivenza facendo la mammografia passa da 90,20% (in quelle che non hanno fatto la mammografia ) a 90,25 in quelle che l’hanno fatta, una percentuale veramente minima.
  • in alcuni casi succede che la diagnosi precoce anticipi solo la cattiva notizia, senza comportare un vero beneficio in termini di mortalità. Attualmente non è possibile sapere in quale donna la diagnosi precoce avrà un reale vantaggio ed in quale ci sarà solo un’anticipazione della diagnosi.
  • Non esistono al momento prove che un esame mammografico regolare per le donne di età compresa tra 40 - 49 anni riduca la mortalità. Ma anche per le altre fasce di età, non esistono attualmente studi che diano un indicazione di aumento della sopravvivenza (questo lo dico io basandomi sui dati della ClinicalEvidence)
  • Sotto i 50 anni il tessuto della mammella è generalmente più denso e rende difficile identificare con la mammografia un eventuale tumore. Per questo motivo, da una parte, i tumori al seno possono sfuggire a questa indagine e, dall’altra, le donne vengono frequentemente sottoposte ad ulteriori accertamenti, che, spesso, si rivelano essere dei falsi allarmi
  • Vi sono studi che dimostrano che nell’arco di 10 anni (nel caso di esami ad intervalli di due anni) quasi una donna su quattro (il 24%) riceve almeno una volta una diagnosi che si rivela un falso allarme
  • Un falso allarme talvolta può essere riconosciuto, ma talvolta non riconosciuto e la donna viene inviata  alla chirurgia ed alla chemioterapia con tutto quello che ne consegue.
  • Su cento tumori che si trovano con la mammografia di screening, dieci non avrebbero provocato alcuna conseguenza (cioè erano falsi allarmi)
  • Seppure basso, il rischio di tumore per esposizione alle radiazioni a scopo medico esiste, soprattutto se si considera che gli esami sono spesso ripetuti e questo comporta dosi aggiuntive
  • Studi dimostrano che una donna su 1000 ha un tumore al seno nonostante la mammografia non riveli nulla di sospetto.
  • Quando gli allarmi sono autentici  la vita di alcune donne è sconvolta da una diagnosi di tumore e dalla conseguente terapia (soprattutto dalla mastectomia). E’ uno dei risvolti negativi dello screening mammografico che emerge da un ampio studio svedese: il «Malmomammographic screening trial», pubblicato sul BritishMedical Journal.

A parte questi aspetti negativi ci sarebbero alcuni aspetti positivi, vediamo quali:

  • La diagnosi precoce permette di individuare il tumore nella fase più precoce possibile del suo sviluppo, in modo tale da poter proporre una terapia efficace con tempestività
  • Senza mammografia, su 1000 donne 6 muoiono per tumore al seno nell’arco di 10 anni. Con lo screening mammografico, nello stesso lasso di tempo, a morire sarebbero 4 donne su 1000. Quattro donne invece di sei, dal punto di vista numerico, rappresentano una riduzione della mortalità del 30%.. Prima aveva detto che fra i 40 ed i 49 anni non c’è nessuno studio che indichi un aumento della sopravvivenza, quindi c’è da presumere che tale aumento di sopravvivenza vada a favore delle donne sopra i 50 anni.

Già questo giustifica la mammografia regolare da eseguire almeno ogni due anni e soprattutto nelle donne che abbiano un età superiore ai 50 anni, però il sito non parla assolutamente di reale prevenzione, ma di diagnosi attraverso la mammografia. La reale prevenzione comporta che il tumore non si manifesti ed abbiamo visto i fattori indispensabili perché non si manifesti. Mi dispiace dirlo, ma tali fattori sono misconosciuti al 90% della classe medica, dal momento che si preferisce fare diagnosi una volta che il tumore si è manifestato e non puntare su quei fattori che lo possono prevenire quali una corretta dieta come quella che ho posto sopra. E dal momento che tutte le operazioni relative alla diagnosi del tumore (mammografia, ecografia, Marker tumorali ecc) sono estremamente costosi e fanno lavorare milioni di medici, lascio ad ognuno trarre le conclusioni del perché non si fa reale prevenzione (che costerebbe pochissimo, una dose sufficiente di Vit D costa 3,5 euro all’anno idem per la Vit A, poi il sapere che i prodotti caseari e lo zucchero semplice sono favorenti non costa nulla come una dieta corretta ed antitumorale: vedi sopra).


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#3073 SauroClaudio

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Inviato 19 settembre 2021 - 09:11

 LE PROPRIETA' MEDICHE DELLE CIPOLLE

 

 

 Una cipolla al giorno toglie il medico di torno? I ricercatori di Cornell ritengono che alcune cipolle abbiano davvero eccellenti benefici anticancro

 

Molte cipolle sono piene di sostanze chimiche anti-cancro. Tuttavia, alcune varietà sono particolarmente elevate in questi composti oltre che più efficaci nell'inibire la crescita delle cellule tumorali del fegato e del colon.

Secondo un nuovo studio condotto dagli scienziati dell'alimentazione della Cornell University, guidato da Rui Hai Liu, MD, Ph.D., professore associato di scienze dell'alimentazione, scalogno, cipolle gialle occidentali, gialle pungenti e rosse rosse sono più elevate nelle sostanze chimiche anticancro rispetto ad altre varietà testate. Inoltre, Liu ha scoperto che lo scalogno e le varietà di cipolla gialla occidentale e pungente sono particolarmente efficaci contro le cellule tumorali del fegato, mentre le varietà di giallo pungente e gialla occidentale hanno il maggiore effetto sulle cellule tumorali del colon.

"Il nostro studio su 10 varietà di cipolle e scalogni mostra chiaramente che cipolle e scalogni hanno potenti attività antiossidanti e antiproliferazione e che maggiore è il contenuto fenolico e flavonoide totale di una cipolla, più forte è la sua attività antiossidante e l'effetto protettivo", afferma Liu.

Fenolici e flavonoidi sono tipi di sostanze fitochimiche - sostanze chimiche antiossidanti che proteggono le piante da batteri, virus e funghi. Fenolici e flavonoidi, come altri antiossidanti, aiutano a prevenire il cancro assorbendo i radicali liberi dannosi per le cellule e inibendo la produzione di sostanze reattive che potrebbero danneggiare le cellule normali.

Lo studio del gruppo Liu sulle differenze varietali nel contenuto fenolico e flavonoide e le attività antiossidanti delle cipolle contro le cellule tumorali è online all'indirizzo http://pubs.acs.org/...fcau/index.html . Lo studio sarà inoltre pubblicato nel numero di ottobre del Journal of Agricultural and Food Chemistry .

Liu ha scoperto che lo scalogno aveva sei volte il contenuto fenolico della varietà di cipolla con il contenuto più basso (Vidalia). Le cipolle gialle occidentali avevano 11 volte più flavonoidi rispetto ai bianchi occidentali, le cipolle con meno flavonoidi.

Utilizzando cellule tumorali del colon trattate con estratti delle 10 varietà di cipolle e scalogni testati, il gruppo Liu ha scoperto che gli estratti di cipolla gialla pungente e gialla occidentale hanno fornito la più forte protezione anti-proliferazione contro le cellule tumorali del colon. Lo scalogno giallo occidentale

ed estratti gialli pungenti hanno fornito la più forte protezione anti-proliferazione contro le cellule tumorali del fegato.

"Le cipolle sono una delle fonti più ricche di flavonoidi nella dieta umana", sottolinea Liu. "E il consumo di flavonoidi è stato associato a un ridotto rischio di cancro, malattie cardiache e diabete. I flavonoidi non sono solo anticancro, ma sono anche noti per essere antibatterici, antivirali, antiallergici e antinfiammatori."

Le cipolle sono anche la seconda coltura orticola più importante al mondo, con un valore al dettaglio annuale negli Stati Uniti di oltre $ 3 miliardi, secondo Liu e i suoi coautori: Jun Yang, uno studente laureato Cornell in scienze dell'alimentazione; Katherine J. Meyers, studentessa universitaria di Cornell in scienze dell'alimentazione; e Jan Van der Heide della Cornell Cooperative Extension della contea di Oswego.

Lo stato di New York è al settimo posto nel volume totale della produzione di cipolle degli Stati Uniti e tre delle quattro varietà con il più alto contenuto fenolico e flavonoide sono coltivate nello stato (giallo pungente, rosso nordico e scalogno).

"Sebbene le cipolle più miti stiano diventando più popolari, le cipolle amare e più pungenti sembrano avere più composti flavonoidi e sembrano essere più salutari", afferma Liu.

Poiché i ricercatori ora credono che circa un terzo dei casi di cancro potrebbe essere prevenuto dalla dieta, il National Cancer Institute e l'American Cancer Society raccomandano agli americani di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Numerosi altri studi hanno scoperto che i fitochimici e gli antiossidanti sono i prodotti chimici di frutta e verdura che potrebbero essere efficaci contro le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro, come il cancro ai polmoni, il cancro alla prostata e il melanoma.

Lo studio è stato finanziato, in parte, dal Dipartimento dell'agricoltura e dei mercati dello Stato di New York.

 

 


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Inviato 19 settembre 2021 - 09:14

LE PROPRIETA’ ANTITUMORALI DELL’AGLIO

 

Possiamo dire che l’aglio fin dalla preistoria ha rivelato di avere eccezionali proprietà antitumorali, già Aristotele e Socrate ne parlano. Queste saranno però confermate ufficialmente in studi successivi a partire soprattutto dal 1944, basti citare gli studi di Holtez A, Muller H, Guillaon e Begon, Kuhn A e Schaffen G, e più tardi riconfermate da Markoovici, Kretzmar, Villebrand, Lheman, Vicent, , Vollen, Kolle, Mc Knigh e molti altri, sono oltre 130 studi ben documentati e non fatti solo su cavie. Gli studi saranno poi raccolti dai farmacologi R. Benigni, C. Capra, P.E Cattorini, che li raccoglieranno in un libro di 1800 pagine, Piante Medicinali, Chimica Farmacologica e Terapia. Il libro interessantissimo, perché riporta dati ufficiali e non inventati, sarà pubblicato nel 1959, ma scomparirà dal commercio nel 1962 (guarda caso); io ne possiedo una copia, perché mio zio, guarda caso, a quel tempo, ne aveva acquistato un volume. E guarda caso è stato proprio nel 1962, che sono stati introdotti nella chemioterapia farmaci costosissimi come il Cisplatino, l’Oxaliplatino ed altri. Ma a parte questo resta il dato di fatto che l’aglio è un antitumorale ben documentato, anche se non utilizzato nè in chemioterapia, né in altre patologie dove agisce egregiamente bene. Basti pensare che la dose tossica di aglio è di 700 gr, ma ne basterebbero 300 gr al giorno per avere un azione antitubercolare, paragonabile ai migliori antitubercolari di sintesi. Ha inoltre un azione antibiotica sistemica su tutti i batteri Gram + anche a dosi molto più basse. Capisco anche che non si usi, data l’alitosi che produce uno che lo assume diventa inavvicinabile. Il tumore è una patologia complessa, ma l’aglio ha una formula complessa, che si compone di una decina di sostanze attive (in particolare l’allicina) e di un centinaio di altre sostanze secondarie. Se voi prendete l’allicina da sola, non ha l’effetto antitumorale che possiede l’aglio in toto. Io credo però, che data la gravità della patologia tumorale, si dovrebbe introdurre per motivi etici, in associazione ad altri presidi che si sono rivelati antitumorali, in particolare i Cavolini di Bruxelles (per la Vit K2 e per la ricchezza di gruppi S-H), e l’Olio di Oliva (quello spremuto a freddo, si intende) dato a dosi alte, che oltre alle sostanze antitumorali che possiede (idrocarburi, alcoli alifatici e triterpenici, polifenoli, tocoferoli, steroli, clorofille) determina (se dato alla dose di 60 gr al giorno una chetoacidosi), e sappiamo per certo che la chetoacidosi ostacola la glicolisi anaerobica del tumore. Io non vedo come queste sostanze naturali debbano essere considerate dei pseudofarmaci da stregoni (per chi li propone) visto che ci sono un sacco di studi in merito, ed il perché non vengano utilizzate in caso di tumori visto che non interferiscono minimamente con la Chemioterapia del S.S.N.

 


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Inviato 19 settembre 2021 - 09:20

AGLIO E CIPOLLE TUTTI GLI STUDI

 

https://translate.go...09/&prev=search

 

Riporterò solo alcuni stralci:

 

Cancro del colon-retto

Una meta-analisi di 8 diversi studi prospettici di coorte sull'assunzione totale di verdura con Allium e il rischio di cancro del colon-retto non ha mostrato alcuna riduzione del rischio con un aumento del consumo di Allium ( 28 ). Il pannello WCRF / AICR non ha riscontrato statisticamente una riduzione significativa del rischio di cancro del colon-retto con il più alto apporto di aglio in due possibili coorti, mentre tre studi caso-controllo hanno mostrato un rischio significativamente ridotto di cancro del colon-retto per quelli con il più alto consumo di aglio e altri tre studi caso-controllo no ( 1 ).

Altre prove caso-controllo sono state indicative di beneficio. In una rete di studi caso-controllo italiani e svizzeri che includeva 1037 casi e controlli del 2020, l'assunzione di cipolle e aglio è stata valutata separatamente tramite il questionario sulla frequenza alimentare ( 29 ). Gli investigatori hanno scoperto che sia le cipolle che l'aglio erano protettivi contro i tumori dell'intestino crasso. Tutti i livelli di assunzione di cipolla erano associati a un rischio ridotto (p-trend <0,0001) rispetto ai non consumatori di cipolla. La più alta delle 4 categorie di consumo di cipolla (≥7 porzioni a settimana) è stata associata a un ridotto rischio di cancro del colon-retto con un OR di 0,44 (IC 95% 0,28-0,67). L'uso di aglio intermedio e elevato era associato a un ridotto rischio di cancro del colon-retto con OR di 0,88 (IC 95% 0,78-0,98) e 0,74 (IC 95% 0,63–8,86), rispettivamente, rispetto a un uso scarso o nullo (p-trend <0,001 ). In questo studio, i soggetti sono stati classificati in categorie di utilizzo no, basso, intermedio e alto sia per le cipolle che per l'aglio sulla base di 2 domande incluse in un questionario sulla frequenza alimentare. Non erano disponibili informazioni sulla preparazione o sulla cottura delle verdure, né informazioni sul fatto che i soggetti assumessero integratori di aglio.

L'associazione dell'assunzione di cipolla e aglio sull'adenoma colorettale è stata anche valutata utilizzando 562 casi e 5932 controlli da soggetti nella prova di screening del carcinoma della prostata, del polmone, del colon-retto e dell'ovaio ( 30 ). Gli investigatori hanno valutato collettivamente l'assunzione di cipolla e aglio nei 12 mesi precedenti allo screening usando un questionario sulla frequenza alimentare. Dopo aggiustamento per molteplici fattori di rischio di cancro del colon-retto non dietetici, il quinto quintile di assunzione di aglio / cipolla è stato associato a un OR di adenoma colorettale di 0,87 (IC 95% 0,77-0,99) rispetto al quintile più basso.

https://translate.go...ies&prev=search

 

  Le cipolle rosse coltivate in Ontario potrebbero dare dei calci al sedere del cancro.

In uno studio pubblicato su Food Research International , i ricercatori hanno valutato le attività antiproliferative, citotossiche, inducenti l'apoptosi e anti-migratorie di 5 varietà di cipolle coltivate in Ontario contro le cellule di adenocarcinoma umano (Caco-2).

I ricercatori hanno confrontato le proprietà degli estratti di cipolla con estratti puri di flavonoidi –– quercetina, miricetina e kaemperfol –– noti per esibire effetti antiproliferativi.

I risultati dello studio hanno dimostrato che tutte le varietà di cipolla hanno dimostrato un'attività antiproliferativa simile ai flavonoidi purificati.

Ma la vera stella era la cipolla rossa, che vantava i più alti livelli di quercetina e elevate quantità di antociani. Gli autori hanno notato che l'antocianina aiuta a migliorare le proprietà di eliminazione delle molecole di quercetina.

"L'antocianina è fondamentale per fornire colore a frutta e verdura", ha dichiarato l'autore principale Abdulmonem Murayyan. “Quindi, ha senso che le cipolle rosse, che sono di colore più scuro, avrebbero il potere più anti-cancro.

Lo studio aggiunge ai recenti risultati che dimostrano che le cipolle sono anche efficaci nell'uccidere le cellule del cancro al seno.

"Abbiamo scoperto che le cipolle sono eccellenti per uccidere le cellule tumorali", ha detto Murayyan. “Le cipolle attivano percorsi che incoraggiano le cellule tumorali a subire la morte cellulare. Promuovono un ambiente sfavorevole per le cellule tumorali e interrompono la comunicazione tra le cellule tumorali, che inibisce la crescita.

"Il prossimo passo sarà testare i poteri di lotta contro il cancro del vegetale nelle prove umane."

Sfortunatamente, le attuali tecniche di estrazione utilizzano solventi che possono lasciare residui tossici. Ma i nuovi risultati riportano alla luce un recente studio riguardante una nuova tecnica di estrazione che elimina l'uso di sostanze chimiche, per rendere la quercetina più adatta al consumo.

"Questo nuovo metodo che abbiamo testato per essere efficace utilizza solo acqua surriscaldata in un contenitore pressurizzato", ha affermato l'investigatore Suresh Neethirajan. "Lo sviluppo di un metodo di estrazione privo di sostanze chimiche è importante perché significa che possiamo usare le proprietà antitumorali della cipolla nei nutraceutici e in forma di pillola".

Gli autori sperano che l'estratto di cipolla venga aggiunto ai prodotti alimentari o venduto in forma di pillola come trattamento per il cancro naturale in futuro.

 

https://translate.go...tml&prev=search

I composti dello zolfo della cipolla di Vidalia sono estremamente salutari e offrono il potenziale per ridurre la glicemia, la pressione sanguigna e il colesterolo, per fluidificare il sangue, rafforzare il sistema immunitario e combattere il cancro direttamente aiutando gli agenti cancerogeni della disintossicazione del fegato.

 

https://translate.go...ies&prev=search

. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l'integrazione di aglio ha ridotto lo sviluppo e la progressione del tumore e del cancro. L'aglio ha dimostrato di essere efficace contro il cancro del colon, del polmone, dello stomaco, della pelle e della mammella (Adaki et al., 2014; Nicastro et al., 2015; Miraghajani et al., 2018). È stato scoperto che i componenti dell'aglio influenzano gli enzimi di fase I e fase II che sono coinvolti nella bioattivazione e nella rimozione di agenti cancerogeni (Manson et al., 1997). ...

... Altro importante componente di aglio; DATS è stato trovato per prevenire la proliferazione cellulare inducendo la morte cellulare programmata attraverso la sovraespressione della chinasi regolata dal segnale cellulare extra e l'inibizione della proteina Bcl-2 (Xiao et al., 2004). I derivati ​​dell'aglio sono risultati efficaci nel trattamento del cancro poiché modulano i meccanismi che coinvolgono lo sviluppo del cancro come formazione di addotto del DNA, mutagenesi, proliferazione cellulare, danno da specie reattive dell'ossigeno (ROS), formazione di nuovi vasi sanguigni e apoptosi e, quindi, stabilire l'aglio come uno dei più potenti agenti erboristici contro la maggior parte dei tipi di cancro (Nicastro et al., 2015; Miraghajani et al., 2018). ...

... È stato segnalato che l'aglio migliora le funzioni delle cellule NK e ripristina il comportamento cognitivo correlato all'età nei pazienti con AIDS (Lamm and Riggs, 2001). Esistono prove sperimentali che l'integrazione di aglio aumenta la produzione di anticorpi, la proliferazione dei linfociti e la generazione di citochinine che vengono utilizzate nella risposta antitumorale (Adaki et al., 2014; Nicastro et al., 2015) . È stato dimostrato che l'aglio migliora il livello sierico di antiossidanti attivando l'espressione di sistemi intrinseci di difesa enzimatica come glutatione perossidasi e superossido dismutasi (SOD) in modo dose dipendente e inibendo la perossidazione lipidica e le prostaglandine infiammatorie (Rahman et al., 2003; Capasso, 2013 ).

 

Scusate se certi siti li metterò in inglese perché non vengono tradotti:

https://pdfs.semanti...3e3b5684c18.pdf

 

https://translate.go...its&prev=search

Molte cipolle sono piene di sostanze chimiche anti-cancro. Tuttavia, alcune varietà sono particolarmente elevate in questi composti oltre che più efficaci nell'inibire la crescita delle cellule tumorali del fegato e del colon.

Secondo un nuovo studio condotto dagli scienziati dell'alimentazione della Cornell University, guidato da Rui Hai Liu, MD, Ph.D., professore associato di scienze dell'alimentazione, scalogno, cipolle gialle occidentali, gialle pungenti e rosse rosse sono più elevate nelle sostanze chimiche anticancro rispetto ad altre varietà testate. Inoltre, Liu ha scoperto che lo scalogno e le varietà di cipolla gialla occidentale e pungente sono particolarmente efficaci contro le cellule tumorali del fegato, mentre le varietà di giallo pungente e gialla occidentale hanno il maggiore effetto sulle cellule tumorali del colon.

"Il nostro studio su 10 varietà di cipolle e scalogni mostra chiaramente che le cipolle e gli scalogni hanno potenti attività antiossidanti e antiproliferazione e che maggiore è il contenuto fenolico e flavonoide totale di una cipolla, più forte è la sua attività antiossidante e l'effetto protettivo", afferma Liu.

Fenolici e flavonoidi sono tipi di sostanze fitochimiche - sostanze chimiche antiossidanti che proteggono le piante da batteri, virus e funghi. Fenolici e flavonoidi, come altri antiossidanti, aiutano a prevenire il cancro assorbendo i radicali liberi dannosi per le cellule e inibendo la produzione di sostanze reattive che potrebbero danneggiare le cellule normali.

Lo studio del gruppo Liu sulle differenze varietali nel contenuto fenolico e flavonoide e le attività antiossidanti delle cipolle contro le cellule tumorali è online all'indirizzo http://pubs.acs.org/...fcau/index.html . Lo studio sarà inoltre pubblicato nel numero di ottobre del Journal of Agricultural and Food Chemistry .

Liu ha scoperto che lo scalogno aveva sei volte il contenuto fenolico della varietà di cipolla con il contenuto più basso (Vidalia). Le cipolle gialle occidentali avevano 11 volte più flavonoidi rispetto ai bianchi occidentali, le cipolle con meno flavonoidi.

Utilizzando cellule tumorali del colon trattate con estratti delle 10 varietà di cipolle e scalogni testati, il gruppo Liu ha scoperto che gli estratti di cipolla gialla pungente e gialla occidentale hanno fornito la più forte protezione anti-proliferazione contro le cellule tumorali del colon. Lo scalogno giallo occidentale

ed estratti gialli pungenti hanno fornito la più forte protezione anti-proliferazione contro le cellule tumorali del fegato.

"Le cipolle sono una delle fonti più ricche di flavonoidi nella dieta umana", sottolinea Liu. "E il consumo di flavonoidi è stato associato a un ridotto rischio di cancro, malattie cardiache e diabete. I flavonoidi non sono solo anticancro, ma sono anche noti per essere antibatterici, antivirali, antiallergici e antinfiammatori."

Le cipolle sono anche la seconda coltura orticola più importante al mondo, con un valore al dettaglio annuale negli Stati Uniti di oltre $ 3 miliardi, secondo Liu e i suoi coautori: Jun Yang, uno studente laureato Cornell in scienze dell'alimentazione; Katherine J. Meyers, studentessa universitaria di Cornell in scienze dell'alimentazione; e Jan Van der Heide della Cornell Cooperative Extension della contea di Oswego.

Lo stato di New York è al settimo posto nel volume totale della produzione di cipolle degli Stati Uniti e tre delle quattro varietà con il più alto contenuto fenolico e flavonoide sono coltivate nello stato (giallo pungente, rosso nordico e scalogno).

"Sebbene le cipolle più miti stiano diventando più popolari, le cipolle amare e più pungenti sembrano avere più composti flavonoidi e sembrano essere più salutari", afferma Liu.

Poiché i ricercatori ora credono che circa un terzo dei casi di cancro potrebbe essere prevenuto dalla dieta, il National Cancer Institute e l'American Cancer Society raccomandano agli americani di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Numerosi altri studi hanno scoperto che i fitochimici e gli antiossidanti sono i prodotti chimici di frutta e verdura che potrebbero essere efficaci contro le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro, come il cancro ai polmoni, il cancro alla prostata e il melanoma.

Lo studio è stato finanziato, in parte, dal Dipartimento dell'agricoltura e dei mercati dello Stato di New York.

https://translate.go...007&prev=search

I prodotti naturali con alti valori medicinali stanno acquisendo molta importanza alla luce dei gravi effetti collaterali posti dai farmaci di origine chimica (Sreekanth et al., 2007). Vi sono prove sostanziali che un elevato apporto di alimenti ricchi di antiossidanti, in particolare frutta e verdura, è associato a un ridotto rischio di cancro (Borek, 2005). Secondo Corzo-Martínez et al. (2007) anche se l'assunzione giornaliera minima necessaria per ridurre il rischio di cancro rimane da determinare, l'assunzione di garlie e cipolle può offrire protezione contro lo sviluppo di cáncer e l'uso di questi come agenti terapeutici sembra essere molto sicuro, poiché compaiono tutti gli effetti avversi precedentemente descritti con consumo eccessivo e prolungato.

La cipolla ( Allium cepa. Linn) è comunemente usata nella nostra dieta quotidiana ed è stata anche usata come rimedio popolare per le sue proprietà anti-infettive e altri effetti benefici. È stato studiato per uso terapeutico come antiossidante e antitumorale (Augusti, 1996; Saleheen et al., 2004; Santas et al., 2008).

La composizione nutrizionale della cipolla è molto complessa. È stato dimostrato che è una delle principali fonti di flavonoidi alimentari in molti paesi. In particolare, la cipolla è stata caratterizzata per i suoi flavonol quercetin e derivati ​​di quercetin. Inoltre, è ricco di altri composti bioattivi come i fruttoligosaccaridi e i composti dello zolfo (Roldan et al., 2008). Tra i composti organosolfurici identificati nell'olio di cipolla e nella polvere c'è il dipropil disolfuro, uno dei principali prodotti chimici isolati (Seki et al., 2000; Teyssier et al, 2001).

La letteratura scientifica ha dimostrato che diversi estratti e composti di cipolla producono significativi effetti biologici. Seki et al. (2000) hanno dimostrato che l'olio di cipolla ha inibito la crescita della linea cellulare di leucemia promielocitica umana HL-60 inducendo la differenziazione di HL-60 in cellule mature del lignaggio granulocitico. Inoltre, il sodioon-propil tiosolfato (NPTS), un alos (en) il tiosolfato presente in Allium cepa, ha soppresso la crescita delle cellule HL-60 attraverso l'induzione dell'apoptosi iniziata dallo stress ossidativo, indicando che l'alch (en) il tiosolfato rappresentano in parte le proprietà anti-cancerogene della cipolla e hanno il potenziale per prevenire i tumori (Chang et al., 2005).

Considerando l'importanza di comprendere i processi molecolari e cellulari coinvolti nello sviluppo tumorale, è interessante valutare i possibili effetti della cipolla su questo processo. Inoltre, nell'ultimo decennio è stata dedicata molta attenzione al superamento dei meccanismi di resistenza ai farmaci. L'osservazione che alcuni composti di origine naturale sono in grado di modulare le proteine ​​della resistenza multidrug (MDR) ha richiamato l'attenzione su queste sostanze (Braga et al., 2007).

Lo sviluppo di diversi tipi di resistenza è una delle principali cause di fallimenti chemioterapici nel trattamento del cancro (Fernandes et al., 2005). Il fenotipo MDR è un fenomeno mediante il quale i tumori che inizialmente rispondono a una chemioterapia prescritta acquisiscono resistenza, non solo ai farmaci utilizzati nel trattamento, ma anche ad altri farmaci non chimicamente correlati (Gottesman e Pastan, 1993). Vari fattori possono portare all'acquisizione del fenotipo MDR, ma il meccanismo meglio compreso di MDR è quello conferito dalla membrana glicoproteina P (Pgp) (Ford e Hait, 1990), che agisce pompando fuori dalle cellule diversi farmaci non correlati (Gottesman e Pastan, 1993). Rumjanek et al. (1994) stabilirono una linea cellulare leucemica in MDR usando vincristina, secondo il metodo di Tsuruo et al. (1983) e designò la linea cellulare trasformata K562-Lucena (Lucena).

Pertanto, l'obiettivo di questo lavoro era di confrontare la sensibilità delle linee cellulari che esprimono o non esprimono il fenotipo MDR sull'estratto di cipolla grezza (OE), l'effetto di diverse frazioni e alcuni composti di questo estratto, nonché per verificare i possibili meccanismi citotossici di OE.

2. MATERIALI E METODI

4 DISCUSSIONE

Sulla base delle potenziali proprietà della cipolla, questo lavoro ha iniziato ad analizzare gli effetti OE sulle linee cellulari eritroleucemiche non MDR e MDR. I risultati dimostrano chiaramente la capacità citotossica di OE. Questo ci ha portato a valutare quale frazione o composto dell'estratto è responsabile dell'effetto citotossico. Tuttavia, né gli estratti frazionati (acquoso, metanolico ed etil acetato) né i composti purificati (quercetina e propil disolfuro) hanno mostrato effetti paragonabili a quelli dell'OE. Solo alcune frazioni hanno presentato effetti significativi, ma a concentrazioni più elevate e con tempi di esposizione più lunghi. Questi risultati suggeriscono che l'effetto OE potrebbe essere il risultato dell'azione sinergica di diversi composti. Hollman et al. (1997) hanno dimostrato che la coniugazione della quercetina con il glucosio ha migliorato il suo assorbimento dall'intestino tenue. Secondo Teyssier et al. (2001), i composti di zolfo e i glicosidi della quercetina sono presenti simultaneamente nella cipolla e l'effetto modulante del consumo di cipolla sugli enzimi che metabolizzano i farmaci potrebbe essere attribuito in parte ai composti di zolfo. Pertanto, la biodisponibilità della quercetina potrebbe essere migliore se ingerita attraverso la cipolla e i diversi componenti presenti nella cipolla hanno probabilmente un'azione additiva.

I risultati che dimostrano che l'OE era citotossico in entrambe le linee cellulari K562 e Lucena, indipendentemente dal fenotipo MDR, sono molto importanti. Considerando che la resistenza ai farmaci, sia primaria che acquisita, è un grave ostacolo ai progressi nella chemioterapia antitumorale, è urgentemente necessaria l'identificazione di nuove sostanze con proprietà anti-MDR (Fernandes et al., 2003). La capacità di superare i meccanismi di resistenza è stata attribuita ad alcuni composti, come ad esempio: tripterpeni, acido beteanico, oleanolico (OA) e pomolico (PA), isolati da Physocarpus intermedius, Licania tomentosa e Chrysobalanus icaco, rispettivamente. L'OA era quasi ugualmente citotossico per le cellule di Lucena che sovraesprimevano la Pgp rispetto alla loro controparte sensibile K562 e la PA era altamente efficace nell'inibire la crescita di entrambe le linee cellulari (Fernandes et al., 2003). Inoltre, il lupane triterpene lup-28-al-20 (29) -en-3-one, un prodotto sintetico, è risultato essere un composto selettivo anti-leucemia ed efficace non solo per le cellule di leucemia parentale K562, ma anche per cellule leucemiche resistenti ai farmaci, con effetti citotossici simili (Hata et al., 2003). Fernandes et al. (2005), utilizzando cellule HL-60, hanno mostrato che l'AP ha indotto l'apoptosi mediante alterazione del potenziale della membrana mitocondriale.

In questo lavoro è stata verificata la capacità dell'OE di indurre l'apoptosi nelle cellule K562. Altri composti di origine naturale sono anche in grado di indurre l'apoptosi in K562 o altre linee cellulari leucemiche come HL-60, ML-1, U937 e DS-19 (Jing et al, 1999; Ye et al., 2005; Huang et al. , 2005; Sreekanth et al, 2007). Tuttavia, nel presente studio, un aumento delle cellule apoptotiche è stato verificato solo nelle cellule K562 mentre le cellule di Lucena hanno presentato un aumento significativo della percentuale di cellule necrotiche. La morte delle cellule di Lucena per necrosi potrebbe essere spiegata dai dati che mostrano che la Pgp, che è sovraespressa nelle cellule MDR, può fornire resistenza alla morte cellulare programmata (Ruefli e Johnstone, 2003).

Come accennato in precedenza, NPTS sopprime la crescita delle cellule HL-60 attraverso l'induzione dell'apoptosi iniziata dallo stress ossidativo (Chang et al., 2005), suggerendo una proprietà ossidante associata alla cipolla. Tuttavia, sulla base dei risultati ottenuti in questo lavoro, è stata verificata una capacità antiossidante per OE, suggerendo che lo stress ossidativo non è coinvolto nell'induzione della morte cellulare. Sebbene solo le cellule K562 abbiano mostrato un aumento significativo di ACAP, la capacità antiossidante di OE può essere argomentata perché le cellule di Lucena presentano una capacità antiossidante basale più elevata, che può spiegare questo effetto in queste cellule.

Altri autori hanno anche osservato la capacità antiossidante della cipolla. Sujatha e Srivinas (1995) hanno mostrato che l'estratto acquoso di Allium cepa inibiva la perossidazione lipidica (LPO) nella membrana eritrocitaria umana. Allo stesso modo, Helen et al. (2000) hanno verificato una diminuzione dei livelli di LPO nel fegato, nei polmoni e nel cuore dell'olio di cipolla e dei ratti trattati con nicotina e che questo trattamento ha aumentato l'attività di eliminazione degli enzimi, come catalasi e superossido dismutasi (SOD) in tutti i tessuti studiati. El-Demerdash et al. (2005) hanno mostrato che il succo di cipolla ha aumentato l'attività dell'enzima antiossidante S-transferasi (GST) del glutatione nei ratti con diabete indotto, che potrebbe essere uno dei meccanismi di difesa in questi animáis per disintossicare o neutralizzare i metaboliti tossici generati nel fegato dal diabete. Secondo Park et al. (2009), l'estratto metanolico di cipolla attenua l'apoptosi indotta da ischemia / ipossia nelle cellule H9c2 derivate dal cuore e nei cuori di ratto, attraverso, almeno in parte, un effetto antiossidante. Nuutila et al. (2003) affermano che i composti fenolici delle piante di Allium contribuiscono alle loro proprietà antiossidanti. Inoltre, è interessante ricordare che l'OE utilizzato in questo lavoro contiene quercetina, il principale flavonolo presente nella cipolla (Prakash et al., 2007; Bonaccorsi et al., 2008), e che questi composti hanno una buona correlazione con l'antiossidante capacità (Santas et al, 2008).

Il fatto che l'OE non abbia provocato stress ossidativo può spiegare la mancanza di resistenza della linea cellulare MDR a questo trattamento. Trindade et al. (1999) hanno mostrato che le cellule K562 e Lucena possiedono sensibilità diverse alle radiazioni UVA, che causano preferibilmente danni alle cellule e ai tessuti a causa dello stress ossidativo. Questi autori hanno dimostrato che le cellule MDR erano molto resistenti al trattamento e anche al perossido di idrogeno. Tuttavia, quando le linee cellulari sono state esposte a UVB e UVC, che hanno il DNA come bersaglio cellulare preferenziale (Beer et al., 1993), la sensibilità era simile in entrambe le linee cellulari. Inoltre, Trindade et al. (2000) utilizzando l'azione fotodinamica del blu di metilene, che è ben noto per la sua capacità di legare fortemente il DNA (Floyd et al., 2004), ha dimostrato una sensibilità simile tra queste e altre linee cellulari. In questo lavoro abbiamo mostrato la stessa sensibilità in entrambe le linee cellulari, supportata anche da simili danni al DNA.

Pertanto, secondo i risultati ottenuti in questo lavoro, è possibile suggerire che esiste un effetto sinergico di OE rispetto a extra e composti frazionati. La sua capacità antiossidante suggerisce che lo stress ossidativo non è coinvolto nell'induzione della morte cellulare e che la capacità di indurre la morte cellulare per apoptosi nelle cellule K562 o necrosi nelle cellule di Lucena potrebbe essere dovuta a danni al DNA. È importante notare che l'OE era citotossico in entrambe le linee cellulari tumorali, indipendentemente dal fenotipo MDR, che consente anche di suggerire un'azione anti-MDR dell'OE.

Ed altri in inglese che non tradurrò:

https://www.medicaln...cles/324524.php

 https://www.medicaln...cles/276714.php

https://www.scienced...70607123928.htm

https://www.webmd.co...ions-and-garlic

https://www.webmd.co...tmono-643/onion

https://www.oliveoil...roperties/57431

https://www.asiansci...onion-compound/

https://www.eurekale...u-aef101916.php

http://agris.fao.org...ID=KR2010003195

https://www.onions-u...rties-of-Onions

https://academic.oup...3/1054S/4687116

https://www.livescie...-nutrition.html

https://www.healthli.../onion-benefits

https://www.aicr.org...cer/garlic.html

http://www.sci-news....ower-04946.html

https://www.nature.c...1420-018-0122-x

https://www.bakeryan...oxidant-promise

https://www.mirror.c...revent-10586723

https://innovareacad...ticle/view/1366

https://www.foxnews....-an-onion-a-day

https://www.hindawi....m/2018/3149362/

https://www.worldhea...s-found-onions/

https://www.rainbow....eapples-onions/

https://www.scienced...687157X16300725

https://ndnr.com/nat...-onion-extract/

https://www.bbcgoodf...nt-focus-onions

https://www.spandido...om/ol/15/4/4657

https://espace.curti...500.11937/60596

http://www.jocpr.com...th-benefits.pdf

http://blog.sipo.it/...rmaco-naturale/

https://www.cogentoa...32.2017.1280254

https://draxe.com/nu...ions-nutrition/

https://www.nature-a...lic-cancer.html

https://foodrevoluti...fighting-foods/

https://www.intechop...ncer-properties

https://www.prima.co...-onions-cancer/

https://www.drugs.com/npp/onion.html

https://www.mdedge.c...ops-health-food

https://www.everyday...ght-cancer.aspx

http://www.vertiheal...s-in-your-diet/

https://www.thehindu...icle9497719.ece

https://www.bestheal...fighting-foods/

https://www.stylecra...of-onion-juice/

https://irjponline.c...ds/2652_pdf.pdf

https://www.ijcmas.c...sker, et al.pdf

https://bionanolab.c...ResIntl2017.pdf

https://vocal.media/...-medicinal-kick

https://www.thesun.c...ovarian-cancer/

https://www.columnli...cer-food-staple

https://www.cancer.g...bles-fact-sheet

https://core.ac.uk/d...df/81966482.pdf

https://scialert.net...jp.2011.736.744

http://www.medicineh...y-eat-onion-day

https://www.tandfonl...12.2017.1349140

http://www.scielo.br...652016000401419

https://www.ghanaweb...-danger-665876#

http://www.ajpamc.co...ALLIUM CEPA.pdf

https://articles.mer...fits-onion.aspx

https://www.medindia...ts-of-onion.htm

https://m.dailyhunt....ewsid-128109256

https://www.anticanc...cer-tumors.html

https://www.newsmax....0/24/id/755044/

https://www.longdom....041-1000147.pdf

http://www.californi...nion-marmalade/

http://theucn.com/10...-Newsletter.pdf

https://thetruthabou...apons-cancer-2/

 


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#3076 SauroClaudio

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Inviato 20 settembre 2021 - 09:29

L’ElicrisumItalicum Italicum

 

Vorrei parlare di una pianta forse poco conosciuta e poco usata ma piena di proprietà medicinali, l’ElicrisumItalicum o elicriso. Le proprietà dell’elicriso sono state scoperte da un medico condotto, G. Santini che operava nel comune di Darfagnana (Lucca) intorno al 1945-1950. Il Santini acuto osservatore ed appassionato cultore di fitoterapia ha constatato che nella sua zona l’elicriso veniva usato con successo in medicina veterinaria per cui ha pensato di sperimentarlo sull’uomo. Ma che pianta è l’elicriso?? L’elicriso è una composita che assomiglia un po all’Achillea Millefoglie, ma molto più aromatica. Ha un fiore giallo ricchissimo di bioflavonioidi  e di molte altre sostanze aromatiche, fra le quali possiamo annoverare il Nerolo, alcool triterpenico, il B- sitosterolo che ha una struttura a cinque anelli molto simile al ergocalciferolo (Vit D2), e che probabilmente viene trasformato dall’organismo in ergocalciferolo, oltre ad un altro centinaio di sostanze aromatiche ed alcoli presenti nell’essenza di cui la pianta è ricca. Le osservazioni del Santini hanno poi portato ad uno studio accurato e sperimentale di questa pianta che  è salita in auge fino al 1960 per poi scendere con il bumm dell’industria farmaceutica di sintesi. Certo l’ElicrisumItalicum avrebbe risolto troppe patologie, per cui era meglio dimenticarlo.  Ma quali sono le proprietà farmacologiche di questa pianta: le riassumerò in breve, altrimenti sarei costretto a scrivere un papiro.  Il Santini avendo constatato che l’elicriso veniva usato nelle patologie respiratorie degli animali, ha voluto provarlo su alcuni asmatici riportando dei risultati sorprendenti. Allora ne ha esteso l’uso a tutti i suoi asmatici, con risultati eccezionali. Ma poiché fra questi asmatici vi era chi soffriva di dolori reumatici ha constato che scomparivano anche i dolori reumatici, ma non solo, fra questi asmatici vi era chi soffriva di cefalea e si è visto scomparire la cefalea, vi era chi soffriva di insonnia, ed ha risolto i suoi problemi di insonnia, non solo, ma vi era chi soffriva di malattie della pelle e si è visto risolte le sue patologie cutanee. Il Santini ha deciso di estendere l’uso dell’elicriso a molte altre patologie, e cosa ha scoperto?? Che l’elicriso era utile in molteplici patologie, le riassumerò in breve:

  • Tutte le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare bronchiti subacute e croniche dove la pianta, grazie alla sua essenza agisce come vero e proprio antibiotico
  • Nella Pertosse dove ha riportato risultati sorprendenti, con risoluzione della malattia in due o tre giorni oltretutto anche nel bambino piccolo la pianta non manifestava alcuna tossicità: vorrei ricordare a questo proposito che la pertosse è causata da un bacillo, BordetellaPertussis, molto resistente agli antibiotici, per cui si sono inventati il vaccino, un vaccino oltretutto assai pesante soprattutto per il bambino piccolo. Con l’uso di un estratto di Elicrisum si sarebbe potuto fare a meno del vaccino (quando mai!!!!)
  • In tutte le malattie allergiche sia respiratorie che sistemiche, in particolare nell’asma essenziale, nelle allergie alimentari, nell’orticaria ed Edema di Qinche dove ha risolto casi particolarmente gravi.
  • Nelle sindromi perivisceritiche addominali. Il Santini riferisce di aver seguito molti malati affetti da ulcere dello stomaco e da coliti spastiche che si sono completamente risolte. L’Elicrisum, è stato appurato poi, in studi succesivi, che elimina anche l’Elicobacter Pilori, ed è letale per numerosi parassiti (questo grazie ad alcuni composti presenti nell’essenza).
  • La Piorrea alveolare di numerosi pazienti si è completamente risolta, questo forse per un azione antibiotica dell’essenza .
  • Nelle dermatopatie ha ottenuto risultati sorprendenti, in particolare nella psoriasi, nell’ittiosi, e negli eczemi discrasici e professionali

Si usa l'infusione, 30 gr di elicriso secco si mettono in 1/2 litro di acqua bollente, si lascia riposare 10 minuti e poi si beve nella giornata (1 tazza al mattino ed 1 tazza alla sera prima di cena).

Per chi non volesse fare l'infuso esistono dei prodotti già pronti che troverete in Farmacia o in Erboristeria. Vi pongo il sito:

https://www.google.c...alicum prodotti


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#3077 SauroClaudio

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Inviato 21 settembre 2021 - 06:31

IL RAFANO E LA BETAINA

 

La Betaina del rafano converte rapidamente l'omocisteina in metionina; questo è estremamente importante perchè l'omocisteina è un fattore pre infiammatorio, ed un omocisteina alta favorisce uno stato infiammatorio cronico. Abbiamo visto che l'infiammazione cronica è un fattore predisponente i tumori, direi che è alla base di qualsiasi forma tumorale. Pertanto il Rafano come il Cren io credo che siano i più potenti antitumorali esistenti in natura attivi non solo nella prevenzione ma anche nelle forme conclamate e con metastasi. Personalmente credo che sia migliore di qualsiasi chemioterapia. L'importante è usarlo crudo, in frullato, o si ha difficoltà si più usare una centrifuga ed estrarne il succo. Nelle forme tumorali conclamate io credo che due bicchieri al giorno blocchino tumore e metastasi e lo facciano regredire.  So che parlo senza avere studi in mano, ma le mie considerazioni derivano da una serie di deduzioni logiche; quando c'è il tumore c'è sempre uno stato infiammatorio cronico; tutti i fattori dell'infiammazione sono alterati, inoltre le cellule perdono la capacità di metilare, e questo fa saltare i recettori G di comunicazione coinvolgendo anche il DNA. E' significativo che la metilazione venga ripristinata da fattori antitumorali, come la BETAINA, la CURCUMINA, ed alcune sostanze presenti nella GRAVIOLA, nell'AGLIO e nella CIPOLLA e non da antinfiammatori di sintesi come il cortisone ed i FANS. Questi  fattori naturali sono i più potenti antitumorali esistenti in natura. E' significativo che il RAFANO che è il più ricco in assoluto di BETAINA anziché essere proposto come alimento pre-tumorale ed antitumorale venga dato come mangime ai porci. L'ortaggio più umile in natura e quello meno considerato è quello più utile nei tumori ed in tutte le infiammazioni croniche, quindi può avere un azione anche antalgica. Senza contare l’attività potentissima che ha il rafano nello stimolare le difese immunitarie, e quindi utilissimo nelle patologie da batteri, da virus e da funghi.


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#3078 SauroClaudio

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Inviato 22 settembre 2021 - 04:52

ACIDO SIALICO

 

ALLO STUDIO DEGLI ZUCCHERI LA SCOPERTA DI UN RICERCATORE INDIANO CHE APRE NUOVE IPOTESI SULL' EVOLUZIONE

 

Uomo-scimmia, la proteina «sapiens»

 

Ci ha diviso dai primati ma ci ha reso più vulnerabili alle malattie

 

C' era un ragazzo indiano, AjitVarki, voleva fare il medico, ma non voleva fare il dottore e basta, voleva occuparsi di ricerca. E' andato negli Stati Uniti verso la fine degli anni ' 70 per lavorare con Stuart Kornfeld alla Washington University di Saint Louis. A quel tempo lì, Kornfeld lavorava sull' acido sialico (viene da sialos, saliva in greco) è uno zucchero a 9 atomi di carbonio. Nell' 82 Varki si trasferisce a San Diego in California per mettere su un suo laboratorio di biologia degli zuccheri. Nel corso dei suoi studi Varki si accorge che il nostro sistema immune reagisce contro un certo acido sialico, si chiama acido N-glicolilneuraminico (Neu5Gc). «Che strano - pensa - acido sialico ce n' è sulla superficie di tutte le cellule di tutti i mammiferi e ha tantissime funzioni». Ma presto si rende conto che l' uomo fra tutti gli animali è l' unico a non avere Neu5Gc e non solo l' uomo di oggi. Anche gli ominidi di 900 mila anni fa erano senza Neu5Gc. Per saperlo Varki s' è messo a lavorare col paleontologo Juan Luis Arsuaga: hanno studiato ossa fossili prese a Atapuerca. A un certo punto dell' evoluzione insomma si è perso Neu5Gc: al suo posto gli uomini hanno un altro tipo di acido sialico, Neu5Ac. La differenza è molto piccola, solo un gruppo OH appiccicato ad uno dei due rami della molecola. Le scimmie come tutti gli altri mammiferi hanno Neu5Gc, e Varki si era messo in testa di voler capire perché. Neu5Ac (quello dell' uomo) è il precursore di Neu5Gc e c' è una proteina - enzima - che trasforma Neu5Ac in Neu5Gc. Ma il gene che serve alla sintesi di questa proteina nell' uomo è mutato, la corrispondente proteina non funziona e così non si forma Neu5Gc. Varki si stava convincendo che forse è proprio questa proteina appena diversa a far sì che l' uomo sia uomo e lo scimpanzé sia scimpanzé. Possibile? Forse. Ma per capirlo bisogna fare un passo indietro. C' è un parassita della malaria, il PLASMODIO REICHENOWI, che infetta gli scimpanzé ma non l' uomo. E' perché quel plasmodio lì si appiccica a Neu5Gc sulla superficie dei globuli rossi degli scimpanzé. L' uomo Neu5Gc non ne ha e così non si ammala di quel tipo di malaria. Neu5Gc è comparso da due a tre milioni di anni fa, proprio quando sulla terra è arrivato l' HOMO ERECTUS. C' era già la malaria allora, ma chi aveva la proteina mutata non formava Neu5Gc, così il parassita non riusciva ad attaccarsi ai globuli rossi e quell' individuo non si ammalava. Questo ha consentito a certi nostri antenati di evolvere fino all' homo antecessor. A questo punto Varki e Gagneux hanno voluto la controprova. «Prendiamo un topo - si sono detti - modifichiamolo geneticamente in modo che sulla superficie delle sue cellule non ci sia acido sialico di tipo Neu5Gc, chissà che non prenda ad assomigliare in qualche modo all' uomo». L' hanno fatto, rispetto ai topi normali, quelli senza Neu5Gc perdono il pelo. Adesso i ricercatori vogliono capire se questi topi sono capaci di riprodursi con quelli che invece Neu5Gc ce l' hanno ancora. O se, come sembra, si riproducono solo fra loro. E forse anche milioni di anni fa i nostri antenati Neu5Ac si accoppiavano solo fra loro. Così si sarebbe arrivati all' HOMO SAPIENS. Ma c' è di più, l' uomo è diverso dalle scimmie anche per la suscettibilità a certe malattie del sistema immune: artrite reumatoide, asma o sclerosi multipla colpiscono solo l' uomo, mai le scimmie. Cosa c' entra con l' acido sialico? C' entra. L' uomo non ha Neu5Gc ma da secoli mangia prodotti animali pieni di Neu5Gc, carne e latte per esempio. Così nel nostro sangue si formano anticorpi anti Neu5Gc che determinano poi reazioni infiammatorie, ma anche le malattie del cuore e il cancro potrebbe avere quell' origine lì. Varki e Gagneux si sono precipitati in un supermercato, hanno preso agnello, maiale e manzo, pieni di Neu5Gc, e ne hanno mangiato quanto potevano. Nei giorni successivi si sono accorti che nel loro sangue cominciavano ad esserci anticorpi contro queste Neu5Gc che nel frattempo si incorporavano nelle membrane delle loro cellule. Insomma, ammesso che sia solo una proteina mutata a rendere gli uomini uomini, la stessa ci renderebbe più vulnerabili delle scimmie a tante malattie.


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#3079 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 24 settembre 2021 - 08:01

IL CONTESTO IN CUI VA PRESO IL LIMONE COME ANTITUMORALE

 

Ho precedentemente trattato del succo di limone come antitumorale ed abbiamo visto che la sua attività è dovuta prevalentemente ad una sostanza, isopinpinellina che inibisce l’angiogenesi. Però per avere un azione veramente efficace del succo di limone vanno considerati altri fattori che sono certe vitamine in particolare la Vit A e la Vit D ; la Vit A va portata a 1200 ng/dl e la Vit D a 90 ng/ml. Anche queste due vitamine se abbinate a questi livelli inibiscono l’angiogenesi del tumore, quasi meglio di un anticorpo monoclonale, pertanto con un costo irrisorio abbiamo lo stesso effetto di una sostanza che costa carissima. E’ chiaro che queste vitamine, se abbinate al limone hanno un attività potenziata. Ma questo non basta, occorre eliminare tutti quei fattori pro- infiammatori che possono favorire il tumore, e tali fattori sono costituiti principalmente dalle proteine animali in particolare dalla caseina, in pratica per chi ha un tumore conviene che si attenga ad una dieta rigidamente vegana. So che questo può rappresentare un sacrificio, ma è indispensabile per guarire. Non lo dico solo io, ma lo dice anche un famoso oncologo, Giuseppe Nacci che ha scritto un libro “ Diventa medico di te stesso” . Tale libro gli è costato l’espulsione dall’Ordine dei Medici, perché riporta le statistiche di guarigione con la chemioterapia e dice chiaramente che se lui avesse un tumore non farebbe mai chemioterapia. Ora questa frase, detta da un famoso oncologo è scocciata parecchio alle case farmaceutiche per cui è stato radiato dall’Ordine dei Medici (e senza aver ucciso nessuno) per cui capite che interessi ci giocano sotto alla chemioterapia. Ad una dieta vegana, si possono poi abbinare tutte quei principi fitoterapici che si sono dimostrati utili nella cura dei tumori, come l’artemisia, l’aloe, il tè verde, il mirtillo, la curcuma,la cipolla, l'aglio  l’ascorbato di potassio, ovviamente il limone e le vitamine A e D come ho scritto sopra. Poste queste premesse vorrei sottolineare un punto: con una dieta vegana camperete benissimo lo stesso, anzi meglio, non andrete incontro a carenze (come molti pensano) perché possiamo vivere con un apporto proteico veramente ridicolo e solo contenuto nei vegetali. Le proteine vegetali non sono pro-infiammatorie (come accade per le proteine animali) ma il contrario, sono anti infiammatorie per una serie di motivi che è troppo lungo elencare (per capirlo leggetevi anche il Post subito sopra). Fatta questa piccola precisazione, affinché sia chiaro il mio pensiero, vi do la buona note, nella convinzione che se seguirete queste regole guarirete, non solo dai tumori ma da molte patologie.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#3080 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 25 settembre 2021 - 04:36

DENTI E DIATESI TUMORALE

 

Come avete visto voglio fare una statistica fra stato dei denti e diatesi tumorale ma non tanto per vedere se chi ha un po di carie o qualche ponte o la dentiera ha un tumore, ma più che altro per vedere se chi ha i denti sani ha sviluppato un tumore. Che incidono nella genesi del tumore sono molteplici fattori e non solo la Vit D, ma anche la Vit A, la Vit K, il magnesio e molto altro. Per quanto riguarda la Vit D può essere il fattore più importante perché cronicamente carente nella popolazione (perché legato al sole) ma non determinante a meno che non sia completamente carente, es valore inferiore a 3 ng/ml. Se ci sono altre vitamine ed oligoelementi che la sostengono la Vit D potrebbe scendere anche sotto questo livello e non svilupparsi nessun tumore. La carie dentaria invece è più probabile che possa manifestarsi anche a dosi più alte di Vit D ma comunque sempre sotto il Range terapeutico (sotto i 30 ng/ml). Io ne sono la prova vivente dal momento che fino a 17 anni ho dovuto curare numerose carie dentali, ma a 17 anni, quando ho scoperto la Merluzzina ed ho cominciato a prenderla regolarmente non ho più visto neppure una carie, ed ora ho 65 anni (alla mia età mio padre si e fatto fare la dentiera). Senza la Vit D non si forma lo smalto ed i denti vanno in rovina ed è probabile che questo inizi quando questa vitamina è poco sotto il Range terapeutico. Devo dire anche che io non ho sviluppato carie neppure con un alimentazione libera visto che ho sempre mangiato un po di tutto compresi i dolci. Mi sono sempre pulito i denti, d’accordo, ma credo che questo non basti. Sappiamo che la carenza di Vit D comporta non solo molti tipi di tumore, e ci sono ormai una valanga di studi, ma anche l’aterosclerosi, le malattie coronariche e le malattie autoimmuni. Quindi una carenza modesta di questa vitamina senza fattori che la sostengano (Vit A, Vit K, magnesio, manganese, boro ecc) potrebbe favorire la carie dentaria, una carenza un po più marcata (poniamo sotto i 10) potrebbe favorire l’aterosclerosi e le malattie autoimmuni, ed una carenza veramente grave potrebbe essere alla base delle forme tumorali. Mi chiederete perché chi ha un tumore non ha sviluppato anche una malattia autoimmune?? Chiaramente rispondere a questa domanda non è semplice perché i tumori come le malattie autoimmuni rientrano nei SISTEMI COMPLESSI cioè non si possono risolvere in modo semplicistico. Io mi chiedo perché Coimbra proponga dosi ciclopiche di Vit D senza proporre nel contempo l’assunzione di Magnesio, Boro, Manganese, Rame, Vit A, Vit K ed altro. Pertanto lo studio o meglio la statistica si propone di vedere non tanto se chi ha la dentiera ha sviluppato un tumore, ci vorrebbe altro, ma piuttosto se qualcuno che ha mantenuto dei denti sani ha sviluppato un tumore. Finora ho trovato solo uno che mi ha detto che per sentito dire, quell’individuo è morto di tumore con i denti sani, ma glielo hanno riferito gli amici degli amici, capite che questo non mi basta. Ora tutti hanno problemi hai denti, questo è inconfutabile. Io sono convinto che se fin dall’infanzia si mantenesse la Vit D alta quasi nessuno avrebbe problemi di carie dentali, e di questo ne sono convinto; ho detto quasi, perché esiste sempre un fattore imprevedibile in un sistema complesso. Ora per chi non lo sapesse i denti sono anche espressione dello stato dello scheletro, non illudetevi che basti la pulizia dentale o il tal dentifricio che pubblicizzano alla televisione. Se avete una buona dentatura avete anche uno scheletro robusto. In questo è chiaro che incide anche l’alimentazione (forse io sono un eccezione), ma un alimentazione varia comporta anche l’apporto di tutti quei fattori che favoriscono la Vit D nelle sue funzioni. I bioflavonoidi ad esempio sono degli eccezionali calcificanti lo scheletro tanto è vero che era uscito un prodotto farmaceutico a base di bioflavonoidi che secondo gli studi sarebbe stato molto più efficace dei difosfonati però non è stato preso in considerazione dai medici per cui tale farmaco dopo un anno non è stato più prodotto. Ora se i bioflavonoidi agiscono sullo scheletro io credo che debbano comunque passare attraverso una dose sia pur bassa di Vit D e forse anche di altre vitamine ed oligoelementi. Si tratta anche di vedere se una volta che si è innescato il tumore, cioè quando i recettori di comunicazione vengono persi l’apporto di Vit D può ancora fare qualcosa sul tumore. Certamente abbiamo visto che il tumore per sopravvivere necessita dell’infiammazione, non solo ma è esso stesso motivo di infiammazione. Pertanto se togliamo quella togliamo l’humus al tumore il quale senza humus non riesce più a svilupparsi. Ora abbiamo visto che la Vit D insieme ad altre vitamine ha un azione anti infiammatoria radicale, cioè agisce attraverso delle vie molto più profonde del Cortisone e dei FANS. Questi ultimi addirittura sono controindicati a parte l’aspirina che a piccole dosi ha dimostrato di avere un buon effetto antitumorale. Ma quest’aspetto l’ho già sviluppato in altri post per cui voglio ritornare ai denti: la statistica voglio farla per verificare se qualcuno con i denti sani ha sviluppato un tumore e non per altro, tutto qui.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"





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