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Il meccanismo che sta alla base dei tumori


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2515 risposte a questa discussione

#2501 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 15 settembre 2020 - 11:24

MORTI PER INFLUENZA OGNI ANNO NEL MONDO

https://www.federfarma.it/Edicola/FiloDiretto/Filodiretto/dicembre2017/14-12-2017-15-35-07.aspx?fbclid=IwAR2touarE9XaFC7quywG26SK3KX4r8WDDv2onIk-YRy05-hEROMUu0IZpx0

Influenza: Oms, nel mondo fino a 650mila morti l'anno

LE GRANDI PANDEMIE DELLA STORIA

https://www.pescini....ti-i-tempi.html

(1) Febbre tifoide durante la guerra del Peloponneso (La peste di Atene), dal 429 al 426 a.C.

La febbre tifoide uccise un quarto delle truppe di Atene ed un quarto della popolazione, nel giro di quattro anni. Questa malattia fiaccò la resistenza di Atene, ma la grande virulenza della malattia ha impedito un’ulteriore espansione, in quanto uccideva i suoi ospiti così velocemente da impedire la dispersione del bacillo. La causa esatta di questa epidemia non fu mai conosciuta. Il bilancio delle vittime si stima tra i 75.000 e i 100.000 unità (****)

(2) Peste Antonina (La piaga di Galeno), dal 165 al 180

Una pandemia presumibilmente di vaiolo, portata dalle truppe di ritorno dalle province del Vicino Oriente, uccise cinque milioni di persone. Fra il 251 e il 266 si ebbe il picco di una seconda pandemia dello stesso virus; pare che a Roma in quel periodo morissero 5.000 persone al giorno (*) per un totale di 5.000.000 di vittime (****) pari al 30% della popolazione in alcune aree.

(3) La piaga o morbo di Giustiniano, a partire dal 541

Fu la prima pandemia nota di peste bubbonica. Partendo dall’Egitto giunse fino a Costantinopoli; secondo lo storico bizantino Procopio, morì quasi la metà degli abitanti della città. La pandemia si estese nei territori circostanti, uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del Mar Mediterraneo orientale. Si stima che il totale delle vittime fu di 100.000.000 morti (**), numero che rende questa epidemia la peggiore nella storia. Secondo altre fonti le vittime sarebbero state da 25.000.000 a 50.000.000 (****)

4) La Peste nera, a partire dal 1331 al 1353

Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, la peste bubbonica fece il suo ritorno dall’Asia in Europa. Raggiunse l’Europa occidentale nel 1348, fu causata dall’assedio tartaro alla colonia genovese di Caffa nel 1346 e, successivamente, portata in Sicilia dai mercanti italiani provenienti dalla Crimea, diffondendosi in tutta Europa e uccidendo 75.000.000 di persone in sei anni (**) pari ad un terzo della popolazione totale del continente. Secondo altre fonti i morti potrebbero essere arrivati addirittura a 200.000.000 (****)

(5) Il tifo, a partire dal 1489

Chiamato anche “febbre da accampamento” o “febbre navale” perché tendeva a diffondersi con maggiore rapidità in situazioni di guerra o in ambienti come navi e prigioni. Emerso già ai tempi delle Crociate, colpì per la prima volta l’Europa nel 1489, in Spagna. Nel corso dei secoli sono morti centinaia di migliaia di morti soprattutto durante le guerre.

(6) La piaga del ballo, 1518

La piaga del ballo (o epidemia del ballo) del 1518 fu un caso di isteria di massa che avvenne a Strasburgo, Alsazia (allora parte del Sacro Romano Impero) nel luglio 1518. Circa 400 persone iniziarono a ballare per giorni, e, dopo all’incirca un mese, alcune di loro morirono di attacco cardiaco, ictus o affaticamento.

(7) Epidemia Cocoliztli (La grande peste), dal 1545 al 1548

L’ epidemia cocoliztli o La grande peste si riferisce a milioni di morti nel territorio di Nuova Spagna nell’attuale Messico nel 16 ° secolo attribuito a uno o più malattie collettivamente chiamati cocoliztli . Nel 2018 gli scienziati hanno identificato una rara ceppo di febbre paratifo causata dal batterio Salmonella enterica enterica come causa probabile per un focolaio. Complessivamente si stima un numero massimo di morti pari a 17.500.000

(8) La peste italiana o manzoniana, dal 1629 al 1631

La peste del 1630 fu un’epidemia di peste diffusasi nel periodo tra il 1629 e il 1633 che colpì, fra le altre, diverse zone dell’Italia settentrionale, raggiungendo anche il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e la Svizzera, con la massima diffusione nell’anno 1630. Il Ducato di Milano, e quindi la sua capitale, fu uno degli Stati più gravemente colpiti. Si stima un numero di morti pari a 280.000. (****) L’epidemia è nota anche come peste manzoniana perché venne ampiamente descritta da Alessandro Manzoni nel romanzo I promessi sposi e nel saggio storico Storia della colonna infame.

(9) La peste di Siviglia, 1649

La più grande crisi sanitaria che ha affrontato la città di Siviglia è stata la peste del 1649. Questa epidemia non solo ha provocato grande fallimento della popolazione, ma ha ucciso almeno 60.000 persone, che rappresentano il 46% della popolazione totale. La peste del 1649 è una delle conseguenze dell’epidemia di peste bubbonica, che ha avuto inizio in Andalusia, che ha fortemente attaccato Valencia nel 1647 e successivamente prorogato di Aragona e Murcia.

(10) La grande peste di Vienna, 1679

Questa epidemia ha attaccato la città austriaca di Vienna e si è svolta nel 1679 nella residenza imperiale della città degli Asburgo austriaci. Secondo gli studi attuali, la descrizione della malattia è la stessa della peste bubbonica. Questa malattia è stata trasportata da roditori e ratti neri. Il numero di vittime della malattia ammonta a 76.000 abitanti.

(11) Pandemie di colera, dal 1816 al 1966

1816-1826: precedentemente confinata all’India, la malattia si diffuse dal Bengala fino alla Cina e al Mar Caspio con un numero di morti superiori a 100.000 (****);

1829-1851: toccò l’Europa (Londra nel 1832), Canada, e Stati Uniti (costa del Pacifico) con un numero di morti superiori a 100.000 (****);

1852-1860: principalmente diffusa in Russia, fece più di 1.000.000 di morti (*);

1863-1875: diffusa principalmente in Europa e Africa;

1899-1923: ebbe poco effetto sull’Europa grazie anche ai progressi nella salute pubblica; la Russia ne fu di nuovo colpita duramente con un numero di morti superiori a 800.000 (****)

1960-1966: l’epidemia chiamata El Tor colpì l’Indonesia, raggiunse il Bangladesh nel 1963, l’India nel 1964, e l’Unione Sovietica nel 1966.

(12) L’influenza russa (Influenza asiatica), dal 1891 al 1894

L’influenza russa era una pandemia influenzale, che si diffuse dalla Russia tra il 1889 e il 1890, con le recidive dal 1891 al 1894. Circa 1.000.000 di persone (*) persero la vita a causa di questa influenza. Si ritiene che questa pandemia sia stata causata dal virus dell’influenza virus sottotipo H2N2. La pandemia iniziò a San Pietroburgo nel 1889, si diffuse in Europa in soli 4 mesi e raggiunse gli Stati Uniti.

(13) L’influenza spagnola, dal 1918 al 1919

Tra le epidemie più gravi sicuramente c’è la c.d. “Influenza spagnola”. Iniziò nell’agosto del 1918 in tre diversi luoghi: Brest, in Francia; Boston, nel Massachusetts; e Freetown in Sierra Leone. Si trattava di un ceppo di influenza particolarmente violenta e letale. La malattia si diffuse in tutto il mondo, uccidendo 75.000.000 di persone (****). Sparì dopo 18 mesi.

(14) L’influenza asiatica, dal 1957 al 1958

Rilevata per la prima volta in Cina nel febbraio del 1957, raggiunse gli Stati Uniti nel giugno dello stesso anno, facendo complessivamente 2.000.000 morti (****). Il ceppo era lo H2N2.

(15) L’influenza di Hong Kong, dal 1968 al 1969

Il ceppo H3N2, emerso a Hong Kong nel 1968, raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti e fece 1.000.000 vittime (****). Un virus H3N2 è ancora oggi in circolazione.

(16) L’epidemia di HIV/AIDS, dal 1981

Una tra le epidemie più gravi sicuramente è quella dell’HIV/AIDS. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i Paesi del mondo. Dal 1996 una terapia farmacologica blocca il decorso della sindrome immunodepressiva (per lo meno in quei Paesi in cui i malati possono accedere ai farmaci), ma non elimina il virus dai corpi degli individui; sebbene la malattia sia oggi cronicizzabile e raramente letale (nel mondo sviluppato), ne continua il contagio, legato a fattori comportamentali. L’AIDS è l’epidemia più diffusa ai giorni nostri. La malattia ha provocato fino ad ora oltre 30.000.000 di morti (****) ed è, per lo più, diffusa nelle nazioni in via di sviluppo e tra gli indigenti di tutto il pianeta.

(17) Influenza aviaria

L’Influenza aviaria (nota anche come peste aviaria, dal latino avis “uccello”) è una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta a un virus influenzale di ceppo A (orthomyxovirus), che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici. Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal 1997.

(18) Sindrome respiratoria acuta grave (SARS), dal 2002

La sindrome respiratoria acuta severa (SARS) è una polmonite atipica. Questa malattia è comparsa per la prima volta nel 2002 a Canton, in Cina, e si è diffusa rapidamente attraverso Hong Kong e il Vietnam.

(19) L’influenza A H1N1 c.d. “Suina”, dal 2009 al 2010

Il suo focolaio iniziale ha avuto origine in Messico, estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 Paesi. In Europa e Paesi limitrofi, al 31 agosto 2009 i casi accertati erano 46.016 e le morti accertate 104 (*). Nel resto del mondo i casi di morte accertati furono 2.910 (*). Nel mese di agosto 2010 l’OMS ha dichiarato chiusa la fase pandemica. Attualmente il virus H1N1 si comporta similmente ad altri virus stagionali (cosiddetta fase post-pandemica).

(20) La pandemia di COVID-19, dal 2019

Tra le epidemie più gravi sicuramente dobbiamo inserire anche il cd. “Coronavirus”. Si tratta di una pandemia della malattia respiratoria COVID-19 causata dal coronavirus SARS-CoV-2, proveniente da Wuhan (Cina) e diffusasi rapidamente in tutto il resto del mondo nel 2020. L’11 marzo 2020, è diventata la prima epidemia ad essere dichiarata pandemia dall’OMS dopo la pubblicazione delle linee guida del 2009. Al 18 aprile 2020 i morti stimati ammontavano a 157.000 (***)

Attualmente 15-09-2020

 

Casi nel mondo (15-09-2020)

 

Aggiornato il 15 set alle 12:45 ora locale

 

Confermati confermati    29.298.349

 

Decessi confermati        928.763

 

Guariti  confermati       19.875.824

 

Ed in Italia, riporto il dato del 9 Giugno: riporti i punti più significativi:

 

MINISTERO DELLA SALUTE

9 GIUGNO 2020

 

Età media

  • 80 anni

Età mediana

  • 82 anni (più alta di quasi 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione e la cui età mediana è di 62 anni)

Sesso

  • uomini 58,7%

  • donne 41,3%

Patologie pregresse al momento del ricovero

  • Pazienti con 0 patologie pre-esistenti 4,1%

  • Pazienti con 1 patologia pre-esistente 14,8%

  • Pazienti con 2 patologie pre-esistenti 21,5%

  • Pazienti con 3 o più patologie pre-esistenti 59,7%

Aree geografiche con la percentuale maggiore di deceduti

  • Lombardia con 49,8%

  • Emilia Romagna con il 12,8%

  • Piemonte con il 8,5%.

  • Veneto con il 6%

 

Ed inoltre per età:

  • 0-9 anni                      deceduti 0,1%

  • 10-19 anni                  deceduti 0,1%

  • 20-29 anni                  deceduti 0,1%

  • 30-39 anni                  deceduti 0,4 %

  • 40-49 anni                  deceduti 0,9%

  • 50-59 anni                  deceduti 2,8%

  • 60-69 anni                  deceduti  8,5%

  • 70-79 anni                  deceduti   22,6%

  • 80-89 anni                  deceduti   31,4%

  • 90-100 anni                 deceduti 27,4%

  • Non noto                   deceduti  0,6%

Sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nelle persone decedute

  • febbre 76%

  • dispnea 73%

  • tosse 39%

  • diarrea 6%

  • emottisi 1%

L’età media dei pazienti deceduti e positivi al Covid è di 80 anni, mentre la mediana è 82. Si conferma il dato per cui le donne decedute sono meno degli uomini: sono il 41,6%. L’età mediana dei deceduti è più alta di 20 anni rispetto a quella dei pazienti infetti. Per quanto riguarda le donne, poi, l’età media di quelle che sono morte è di 85 anni, sei anni in più rispetto agli uomini. Scendendo con l’età, l’Iss segnala che i morti sotto i 50 anni sono stati solamente 366, l’1,1% del totale. Di questi 83 avevano meno di 40 anni (più uomini che donne), ma 62 di loro registravano gravi patologie pre-esistenti, mentre altri 14 no.

In base a questi dati possiamo fare una riflessione. Salto ovviamente le Pesti le epidemie di Colera che non sono neppure virali, le pandemie virali che hanno avuto maggiori decessi sono:

  • L’Influenza Russa del 1891, con circa 1.000.000 di morti causata dal tipico Virus Influenzale H2N2

  • L’Influenza Spagnola dove qui da addirittura 75.000.000 di morti, questa è stata causata da un Virus H1N1 tipico influenzale

  • L’Influenza asiatica del 1957 che ha fatto 2.000.000 di morti causata dal Virus tipico influenzale H2N2

  • L’influenza di Honk Kong che ha fatto 1.000.000 di vittime, causata dal tipico virus influenzale H3N2

  • L’epidemia HIV/AIDS che dal 1981 ha fatto 30.000.000 di vittime, E’ causata da un Lentivirus, della famiglia dei Retroviridae. Questo si trasmette prevalentemente per via sessuale ed una volta acquisito può perdurare nel sangue anche 9-10 anni. Questo tipo di Virus, a differenza dei Virus influenzali non si è estinto ed ha causato una pandemia duratura. Il Lentivirus è un virus particolare, infatti all'ingresso nella cellula bersaglio, l'RNA virale viene convertito ( trascrizione inversa) in DNA a doppio filamento mediante una trascrittasi inversa trasportata insieme al genoma virale nella particella del virus. Il DNA virale risultante viene quindi importato nel nucleo cellulare e integrato nel DNA cellulare mediante un'Integrasi codificata dal virus e da co-fattori ospitanti . La cellula infettata può attivare subito la replicazione virale, oppure può rimanere inattiva per un periodo di tempo compreso tra mesi e anni, comportandosi esattamente come una cellula non infetta. Un Vaccino non si è ancora potuto fare, perché l’RNA di partenza ha dimostrato di essere molto più instabile dei Virus influenzali, per cui anche il DNA che ne residua varia ogni volta da focolaio a focolaio. Inoltre l’HIV non avrebbe mai potuto dare una pandemia (nonostante l’alto numero di infettati e di morti) perché non si trasmette per via aerea ma solo per via ematica, e sono tre le modalità di trasmissione: 1) i rapporti sessuali, sia anali che vaginali 2) la trasmissione ematica tramite donazioni di sangue od uso di siringhe non sterilizzate o altro materiale non sterilizzato 3) la trasmissione verticale madre-figlio, si è visto che può trasmettere il Virus anche il latte materno ed il colostro.

  • Ed infine arriviamo al Virus che ha causato questa pandemia. La malattia è causata dal virus RNA denominato SARS-CoV-2, appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Si ritiene che questo sia di origine zoonotica (pipistrelli), ma attualmente (febbraio 2020) la modalità di trasmissione predominante è fra uomo e uomo, generalmente attraverso goccioline respiratorie (droplet) che le persone emettono starnutendo o tossendo, e che in seguito vengono inspirate. La dicitura SARS è relativa alla patologia che causa il Virus, principalmente a livello dei polmoni (dall’inglese: acute respiratory syndrome) e che ricorda la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS). Questa malattia è comparsa per la prima volta nel 2002 a Canton, in Cina, e si è diffusa rapidamente attraverso Hong Kong e il Vietnam. Per far chiarezza sui Virus RNA dirò che questi sono virus che utilizzano l'RNA come materiale genetico. Questo acido nucleico di solito è presente come filamento singolo, sebbene siano presenti gruppi di virus che utilizzano un RNA a doppio filamento. Appartenenti a questa classe di virus sono quello del comune raffreddore, della SARS, dell'Influenza, dell'Ebola, dell'Epatite C e del COVID-19. Da non confondere però, anche se ha doppio filamento con il DNA che ha pure doppi filamento ma generalmente molto più lungo e stabile (vedi Varicella, Rosolia ecc), mentre l’RNA per replicarsi deve sempre servirsi del DNA della cellula che lo ospita, ed attraverso una Transcriptasi Inversa, trovare sul DNA della cellula che lo ospita la sequenza di basi che ne codificano la struttura, però non è detto che la Transcriptasi trovi sempre quella medesima frequenza di basi, potrebbe trovare o disporsi (la Transcriptasi Inversa) su una diversa sequenza di basi e riportare nel citoplasma un messaggio che non è esattamente quello di partenza, per questo si dice che tutti i virus RNA sono Virus mutanti, per i quali è sempre estremamente difficile fare un Vaccino, o meglio fare un Vaccino duraturo. Per questo anche per l’Influenza il Vaccino dura al massimo un anno, poi bisogna rinnovarlo in base alle frequenze geniche che si sono manifestate negli ultimi Virus. Per quanto riguarda i Coronavirus essi sono virus con un RNA estremamente mutante, essi insieme ai Rinovirus sono i Virus del rafreddore, generalmente se ne distinguono sette:

  •  229E (coronavirus alpha)

  • NL63 (coronavirus alpha)

  • OC43 (coronavirus beta)

  • HKU1 (coronavirus beta)

  • MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome)

  • SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Severe acute respiratory syndrome)

  • SARS-CoV-2 (il coronavirus che che causa la COVID-19)

Se i primi quattro sono considerati i Coronavirus del comune refreddore, gli ultimi tre possono dare, in soggetti immunodepressi una Sindrome Respiratoria Grave, inoltre si riconosce, in particolare per gli ultimi due la capacità di creare un intenso stato infiammatorio ed una trombosi diffusa.. Infatti la malattia da COVID-19 è una malattia prevalentemente infiammatoria e trombo embolica che si manifesta prevalentemente a livello polmonare anche se in alcuni casi si è manifestata anche a livello di altri organi. Ma per capire quanto è pericolosa la patologia per la popolazione dobbiamo attenerci ai dati che ci ha fornito giornalmente il Ministero della Salute. Vediamo un po quali sono questi dati:

  • L’età media degli infettati è 80 anni, anche se fa una distinzione frà età media ed età mediana che sarebbe addirittura di 82 anni. Ora io non ho ancora capito che differenza ci sia fra età media ed età mediana dal momento che il vocabolario mi dice che mediana è sinonimo di media, per cui se qualcuno avesse le idee chiare lo pregherei di espormele. Ora anche se fosse 80 anni sarebbe un età estremamente alta, anche perché nessuna Pandemia che abbiamo nominato in precedenza si è manifestata con un età media così alta. Generalmente le Pandemie del Virus influenzale si manifestano con una media dell’età che varia intorno ai 30-40 anni. Occorre dire anche che nelle pandemie influenzali sono molto interessati i bambini mentre in questa pandemia sono stati interessati praticamente nulla. Al contrario in questa pandemia i decessi sotto i 50 anni (dati del 9 Giugno) sono stati 366, dai 50 ai 60 anni 997, dai 60 ai 70 anni 3126, dai 70 agli 80 anni 8146, dagli 80 ai 90 anni 11979,dai 90 ai 100 anni 10022.

  • La pandemia si è manifestata in pazienti con 1 patologia pre-esistente 14,8% ,pazienti con 2 patologie pre-esistenti 21,5% , pazienti con 3 o più patologie pre-esistenti 59,7% , solo il 4,1% non aveva nessuna patologia, ma questo dato si riferisce non solo ai giovani, ma a tutte le età, cioè anche il vecchietto di 90 anni che non aveva patologie rientra in quel 4,1%. Inoltre non è detto che una carenza immunitaria non possa essere misconosciuta anche se apparentemente il soggetto appare sano.

  • E’ curioso che se l’età media è 82 anni questa età corrisponda alle aspettative di vita della popolazione. Se questo fosse vero, secondo il più autorevole testo di Microbiologia Madica (E. Jawetz, J.L.Melnick, E.A. Adelberg) la Pandemia non potrebbe neppure esistere, perché i tre fattori fondamentali perché una pandemia possa esistere sono:

  • La facile trasmissibilità (che ovviamente ne comporta la trasmissione a livello mondiale)

  • La patogenicità del virus che deve essere significativa ( non interessare solo le fascie alte della popolazione e solo con patologie concomitanti)

  • L’età media degli interessati all’infezione che deve essere inferiore alla spettanza di vita

Se viene a mancare uno solo di questi fattori, non può esistere pandemia. Quindi se il primo possiamo riconoscerlo, il secondo ed il terzo verrebbero a mancare. Quindi se l’età media è 82 anni, l’infezione non può che essere un infezione casuale che va ad aggravare altre patologie concomitanti, quindi complessivamente un infezione estremamente modesta (che può diventare grave se c'è un dificit immunitario o altre patologie concomitanti) e se le Terapie Intensive si sono riempite è perchè un infezione modesta non ha fatto altro che aggravare patologie preesistenti (del resto sono dati del Ministero della Salute). Dal momento che il Virus si è comportato così in Italia, non vedo perché non debba essersi comportato nello stesso modo in tutto il mondo.. Ma per un Virus che ha interessato le fasce più alte della popolazione si è messa in ginocchio l’umanità. Quando al Tg si dice che oggi ci sono 130 persone nelle terapie intensive, si dovrebbe specificare anche l’età media e le patologie che hanno quei 130 ammalati nelle terapie intensive, perché è chiaro che se uno è diabetico ed è anche cardiopatico, il COVID-19, perché finisse nella terapia intensiva, è stato solo una concausa. Per non parlare dei pazienti affetti da tumore, oltretutto completamente trascurati perché non si prendessero il COVID. Una signora che conosco, con un tumore alla mammella, gli hanno rimandato tre mesi l’intervento perché non si prendesse il COVID: ed intanto il tumore andava avanti. E lo stesso dicasi per altri 60.000 interventi per tumore rimandati a data da destinarsi. Come se il COVID fosse una patologia grave con un età media di decesso di 82 anni. Ma quello che è più sconvolgente è per la scuola. Non vado oltre perché potrei essere frainteso. Basti dire che stanno mandando al macero tutti i banchi a doppio posto, come se la pandemia dovesse durare sempre.

 

50033653547_456ad310f4_k.jpg021 by Claudio Sauro, su Flickr





#2502 mario61

mario61

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  • 1630 messaggi

Inviato 16 settembre 2020 - 06:30

i soliti deliri di un menagramo.....  
 
 
 
 
Nuova pandemia influenzale in in Cina.
Fino al 15 percento degli allevatori di suini infettati da nuova influenza suina G4 EA H1N1 e diffusione rapida 
 
La nuova pandemia di influenza si sta diffondendo in Cina. Fino al 15 percento degli allevatori di suini infettati da nuova influenza suina G4 EA H1N1 e pandemia di influenza a rapida diffusione: secondo i nuovi rapporti di scienziati americani e persino dell'intelligence dell'esercito, la Cina sta affrontando una nuova epidemia di influenza suina chiamata G4 EA H1N1 che sta provando duramente controllare e allo stesso tempo nascondere al resto del mondo.
Il rapporto sul nuovo ceppo virale di influenza suina è emerso per la prima volta nei media a giugno e luglio, ma è stato minimizzato come al solito dall'OMS e anche dalle autorità cinesi.
Successivamente uno studio è stato pubblicato sulla rivista: Proceedings of the National Academies of Science da uno scienziato cinese della China Agricultural University ha avvertito che i maiali in Cina sono sempre più infettati da un virus influenzale chiamato G4.
Si dice che il virus sia un ibrido di ceppi trovati negli uccelli europei e asiatici: il ceppo H1N1 che ha causato la pandemia del 2009 e un ceppo H1N1 nordamericano che ha geni di virus influenzali aviari, umani e suini.
Lo studio PNAS afferma quindi che il 10,4% dei "lavoratori suini" è risultato positivo al G4. https://www.pnas.org...nt/117/29/17204I media locali cinesi alla fine di agosto hanno riferito di alcuni decessi legati a questa nuova epidemia di influenza suina principalmente nelle comunità rurali più lontane dello Shanxi.
Tuttavia, un oratore a una conferenza stampa della Infectious Diseases Society of America (IDSA) la scorsa settimana ha avvertito che il numero di allevatori di suini in Cina che sono stati infettati da un nuovo ceppo virulento di influenza A che hanno contratto dai loro suini, sta aumentando drasticamente.
Il dottor Leonard Mermel, professore di medicina presso la Warren Alpert Medical School della Brown University e direttore medico del Dipartimento di epidemiologia e controllo delle infezioni presso il Rhode Island Hospital di Providence, ha avvertito che gli ultimi report stanno dimostrando che oltre il 15% degli allevatori di suini cinesi ha eseguito i test positivo per gli anticorpi contro la nuova malattia e altri vengono infettati nelle città rurali e la malattia si sta rapidamente spostando nelle città della Cina.
Il dottor Mermel ha aggiunto: "Sfortunatamente, questo ceppo influenzale ha tutti gli attributi per causare una pandemia. È facilmente assorbito dalle cellule umane. Può essere diffuso da un furetto modello animale al furetto attraverso le secrezioni respiratorie. I furetti che vengono infettati hanno esiti peggiori dell'influenza stagionale ". Ha inoltre avvertito: "Questo ceppo unico è più virulento e più contagioso e ha esiti peggiori rispetto all'influenza umana A."
Il dott. Mermel ha sottolineato che alla luce delle informazioni sulla nuova influenza suina, il lavoro su un vaccino antinfluenzale universale dovrebbe essere accelerato.
Ha aggiunto: "Uno scenario peggiore sarebbe se questo iniziasse a diffondersi in autunno, nel momento in cui siamo preoccupati per COVID-19. Dobbiamo ottenere un vaccino antinfluenzale universale che impedirebbe l'infezione dalla maggior parte dei virus dell'influenza A e di alcuni virus dell'influenza B, ed è attualmente in fase di test 1 presso il National Institutes of Health, 
 
Il dottor Mermel ha inoltre aggiunto che questa non è l'unica minaccia pandemica non COVID, un altro nuovo virus influenzale chiamato H7N9 si sta diffondendo rapidamente in alcune parti della Cina e "ha una morbilità e mortalità associate molto elevate". Il dott. Marrazzo ha affermato che una nuova ragione per ottenere i vaccini antinfluenzali è che "hai bisogno di ogni protezione che puoi ottenere contro COVID-19. Inoltre, non vuoi essere esposto a COVID-19 quando sei malato di un altro virus. L'immunosoppressione renderà più difficile combattere COVID ". Quando i media hanno chiesto con quale probabilità ci sarebbe stato di contrarre contemporaneamente il COVID-19 e l'influenza e quale potrebbe essere il risultato, il dottor Mermel ha risposto: "Al Rhode Island Hospital, abbiamo avuto un basso numero di coinfezioni da influenza e COVID-19 nell'ultima stagione influenzale ". Gli studi e la letteratura medica indicano che tali coinfezioni possono verificarsi, ma non è chiaro se portano a risultati peggiori rispetto a quelli che si verificano con il solo COVID-19, ha aggiunto.
Va notato che la stagione influenzale nell'emisfero australe, in particolare in Sud Africa e in Australia, è stata quest'anno più mite del normale.
Un motivo potrebbe essere che alcuni paesi hanno adottato politiche di mitigazione rigorose per COVID-19, che hanno anche limitato la diffusione dell'influenza, ha detto. Tuttavia, ha osservato, la stagione influenzale negli Stati Uniti potrebbe essere piuttosto grave, soprattutto se alcuni americani continuano a resistere alle misure di mitigazione, come indossare la maschera e allontanarsi dalla società.
La dott.ssa Marrazzo ha aggiunto che una grande parte della differenza tra gli Stati Uniti e altre nazioni a questo riguardo è legata alla messaggistica dei leader nazionali, ha aggiunto: "Non abbiamo avuto un messaggio nazionale coerente per quasi tutti gli aspetti del controllo della pandemia, sia si riferisce alla gravità della malattia, all'importanza delle maschere Se potessimo avere qualcosa di positivo per questa stagione invernale, sarebbe un messaggio nazionale affidabile, fidato e coerente da leader fidati e scientificamente informati per farci superare questo. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno. " Molti esperti medici che hanno familiarità con i vari ceppi influenzali emergenti dalla Cina avvertono che, oltre ai normali ceppi già in circolazione, questi nuovi ceppi potenzialmente pericolosi e in rapida diffusione dalla Cina potrebbero causare una grave catastrofe nella prossima stagione più fredda.


#2503 SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2020 - 09:28



 

i soliti deliri di un menagramo.....  
 
 
 
 
Nuova pandemia influenzale in in Cina.
Fino al 15 percento degli allevatori di suini infettati da nuova influenza suina G4 EA H1N1 e diffusione rapida 
 
La nuova pandemia di influenza si sta diffondendo in Cina. Fino al 15 percento degli allevatori di suini infettati da nuova influenza suina G4 EA H1N1 e pandemia di influenza a rapida diffusione: secondo i nuovi rapporti di scienziati americani e persino dell'intelligence dell'esercito, la Cina sta affrontando una nuova epidemia di influenza suina chiamata G4 EA H1N1 che sta provando duramente controllare e allo stesso tempo nascondere al resto del mondo.
Il rapporto sul nuovo ceppo virale di influenza suina è emerso per la prima volta nei media a giugno e luglio, ma è stato minimizzato come al solito dall'OMS e anche dalle autorità cinesi.
Successivamente uno studio è stato pubblicato sulla rivista: Proceedings of the National Academies of Science da uno scienziato cinese della China Agricultural University ha avvertito che i maiali in Cina sono sempre più infettati da un virus influenzale chiamato G4.
Si dice che il virus sia un ibrido di ceppi trovati negli uccelli europei e asiatici: il ceppo H1N1 che ha causato la pandemia del 2009 e un ceppo H1N1 nordamericano che ha geni di virus influenzali aviari, umani e suini.
Lo studio PNAS afferma quindi che il 10,4% dei "lavoratori suini" è risultato positivo al G4. https://www.pnas.org...nt/117/29/17204I media locali cinesi alla fine di agosto hanno riferito di alcuni decessi legati a questa nuova epidemia di influenza suina principalmente nelle comunità rurali più lontane dello Shanxi.
Tuttavia, un oratore a una conferenza stampa della Infectious Diseases Society of America (IDSA) la scorsa settimana ha avvertito che il numero di allevatori di suini in Cina che sono stati infettati da un nuovo ceppo virulento di influenza A che hanno contratto dai loro suini, sta aumentando drasticamente.
Il dottor Leonard Mermel, professore di medicina presso la Warren Alpert Medical School della Brown University e direttore medico del Dipartimento di epidemiologia e controllo delle infezioni presso il Rhode Island Hospital di Providence, ha avvertito che gli ultimi report stanno dimostrando che oltre il 15% degli allevatori di suini cinesi ha eseguito i test positivo per gli anticorpi contro la nuova malattia e altri vengono infettati nelle città rurali e la malattia si sta rapidamente spostando nelle città della Cina.
Il dottor Mermel ha aggiunto: "Sfortunatamente, questo ceppo influenzale ha tutti gli attributi per causare una pandemia. È facilmente assorbito dalle cellule umane. Può essere diffuso da un furetto modello animale al furetto attraverso le secrezioni respiratorie. I furetti che vengono infettati hanno esiti peggiori dell'influenza stagionale ". Ha inoltre avvertito: "Questo ceppo unico è più virulento e più contagioso e ha esiti peggiori rispetto all'influenza umana A."
Il dott. Mermel ha sottolineato che alla luce delle informazioni sulla nuova influenza suina, il lavoro su un vaccino antinfluenzale universale dovrebbe essere accelerato.
Ha aggiunto: "Uno scenario peggiore sarebbe se questo iniziasse a diffondersi in autunno, nel momento in cui siamo preoccupati per COVID-19. Dobbiamo ottenere un vaccino antinfluenzale universale che impedirebbe l'infezione dalla maggior parte dei virus dell'influenza A e di alcuni virus dell'influenza B, ed è attualmente in fase di test 1 presso il National Institutes of Health, 
 
Il dottor Mermel ha inoltre aggiunto che questa non è l'unica minaccia pandemica non COVID, un altro nuovo virus influenzale chiamato H7N9 si sta diffondendo rapidamente in alcune parti della Cina e "ha una morbilità e mortalità associate molto elevate". Il dott. Marrazzo ha affermato che una nuova ragione per ottenere i vaccini antinfluenzali è che "hai bisogno di ogni protezione che puoi ottenere contro COVID-19. Inoltre, non vuoi essere esposto a COVID-19 quando sei malato di un altro virus. L'immunosoppressione renderà più difficile combattere COVID ". Quando i media hanno chiesto con quale probabilità ci sarebbe stato di contrarre contemporaneamente il COVID-19 e l'influenza e quale potrebbe essere il risultato, il dottor Mermel ha risposto: "Al Rhode Island Hospital, abbiamo avuto un basso numero di coinfezioni da influenza e COVID-19 nell'ultima stagione influenzale ". Gli studi e la letteratura medica indicano che tali coinfezioni possono verificarsi, ma non è chiaro se portano a risultati peggiori rispetto a quelli che si verificano con il solo COVID-19, ha aggiunto.
Va notato che la stagione influenzale nell'emisfero australe, in particolare in Sud Africa e in Australia, è stata quest'anno più mite del normale.
Un motivo potrebbe essere che alcuni paesi hanno adottato politiche di mitigazione rigorose per COVID-19, che hanno anche limitato la diffusione dell'influenza, ha detto. Tuttavia, ha osservato, la stagione influenzale negli Stati Uniti potrebbe essere piuttosto grave, soprattutto se alcuni americani continuano a resistere alle misure di mitigazione, come indossare la maschera e allontanarsi dalla società.
La dott.ssa Marrazzo ha aggiunto che una grande parte della differenza tra gli Stati Uniti e altre nazioni a questo riguardo è legata alla messaggistica dei leader nazionali, ha aggiunto: "Non abbiamo avuto un messaggio nazionale coerente per quasi tutti gli aspetti del controllo della pandemia, sia si riferisce alla gravità della malattia, all'importanza delle maschere Se potessimo avere qualcosa di positivo per questa stagione invernale, sarebbe un messaggio nazionale affidabile, fidato e coerente da leader fidati e scientificamente informati per farci superare questo. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno. " Molti esperti medici che hanno familiarità con i vari ceppi influenzali emergenti dalla Cina avvertono che, oltre ai normali ceppi già in circolazione, questi nuovi ceppi potenzialmente pericolosi e in rapida diffusione dalla Cina potrebbero causare una grave catastrofe nella prossima stagione più fredda.

 

 

Staremo a vedere se si diffonde, è un tipico Virus influenzale H1N1. In che cosa avrei delirato??? Ho riportato, oltre al sito sulle Pandemie nella storia, tutti i dati del Ministero della Salute, ed alcune considerazioni del testo di Microbiologia dello Jawetz (è il più qualificato); se vai a pagina 348 lo trovi scritto. Inoltre l’età media dei decessi è stata regolarmente data dal Ministero della Salute, che dice che l’età media è di 80 anni e l’età mediana è di 82 anni. A proposito, già che ci sei, mi sapresti dire che differenza passa fra media e mediana. L’aspettativa di vita della popolazione Italiana (facendo una media fra uomini e donne)  è 82,5 anni

https://www.money.it...a-studio-cinese

Ciò significa che il virus è già diffuso nell’uomo, affermano gli scienziati, anche se - come sottolinea su Twitter il prof. Carl Bergstrom, che insegna biologia all’Università di Washington - “non ci sono prove che possa essere trasmesso da persona a persona”. L’esperto ha spiegato inoltre che non si tratta propriamente di un nuovo virus, ma di un patogeno molto comune nei maiali dal 2016.

 

 

23663280008_ff3d6c7cc9_h.jpg36800557794_8f9ae6597e INGR by Claudio Sauro, su Flickr



#2504 mario61

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Inviato 16 settembre 2020 - 08:40

cvd .... ragionamento degno del maestro Tegnell, l'deologo del "massacro" svedese
 
Stima del contributo di COVID-19 alla mortalità totale in eccesso
 
Abbiamo confrontato la mortalità in eccesso totale per settimana in relazione ai decessi correlati a Covid-19 segnalati nella regione di Stoccolma (Svezia).
La mortalità in eccesso totale ha raggiunto il picco nelle settimane di elevata mortalità correlata a COVID-19, ma il 25% di questi decessi non è stato riconosciuto come correlato a Covid.
La maggior parte di questi decessi è avvenuta fuori dagli ospedali.
La mortalità totale per tutte le cause in eccesso rispetto alla mortalità media per tutte le cause durante il periodo di picco epidemico può fornire un quadro completo del carico totale dei decessi correlati a COVID19.


#2505 SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2020 - 10:20

 INFLUENZA SPAGNOLA

 

 

Ho appena visto una bella trasmissione su RAI STORIA, sull'influenza Spagnola. Questa ha cominciato a manifestarsi nel Marzo del 1918 in piena 1° guerra mondiale, manifestandosi inizialmente come un influenza abbastanza forte ma dalla quale molti guarivano, successivamente nell'estate del 1918 sembrava quasi scomparsa, ma si è ripresentata nell'autunno in forma molto più virulenta, ha investito in pieno i soldati che si trovavano al fronte causando l'infezione a circa la metà manifestandosi con febbre alta e tosse, ma la metà di questi (cioè 1/4 del totale dei soldati al fronte )manifestavano una polmonite grave che li portava a morte, anche perchè allora non c'era nessun mezzo per combatterla. L'infezione era comunque già presente nella popolazione civile dove causava un numero considerevole di vittime. Si è diffusa rapidamente in tutte le nazioni con conseguente devastanti. Si stima che 500 milioni siano stati infettati e di questi ne siano morti circa 1/10, cioè 50 milioni. Non si conosce ancora l'origine del focolaio, ci sono diverse ipotesi, anche se la causa più probabile sembra siano stati i maiali allevati in Cina che hanno manifestato l'influenza passandola poi all'uomo. Fatto stà che l'influenza si è diffusa in tutte le nazioni con incredibile rapidità. Si pensava che la cura consistesse nell'abbassare la febbre e per questo vi erano diversi sintomatici, il Chinino, l'Aspirina, l'Acetanilide e la Fenacetina. Ma il costo del Chinino è subito balzato alle stelle anche perchè le riserve erano limitate, inoltre era la cura base per la malaria che allora era ancora abbastanza diffusa. L'Aspirina era a buon mercato, ma per abbassare una febbre di 39-40 ne serviano dosi discrete che causavano mal di stomaco, per cui si sono usate moltissimo l'Acetanilide e la Fenacetina che costavano pochissimo ed avevano un buon potere antipiretico. Erano piuttosto tossiche per il fegato, ma chi se ne accorgeva?? Soltanto alla fine del 1940 si è scoperto che queste due sostanze si trasformano in Paracetamolo (la comune Tachipirina). Sulla tossicità di questa credo di aver già detto abbastanza come inibente le difese immunitarie (inibisce la produzione di Glutatione inibendo la catena enzimatica Glutatione Perossidasi). Se avessero lasciato andare la febbre anche alta, senza prendere sostanze tossiche, qualcuno in più, forse, sarebbe sopravvissuto. Una caratteristica di questa pandemia stà nel fatto che si è cercato in quasi tutte le nazioni di minimizzarne la portata anche perchè era in corso una guerra e molte informazioni venivano censurate per non allarmare la popolazione, solo in Spagna si è dato ampio spazio a questa pandemia, perchè la Spagna era rimasta fuori dal conflitto e del tutto neutrale, e quindi le informazioni potevano circolare liberamente, ed è anche per questo che è stata chiamata Influenza Spagnola. Comunque considerando come erano stipati i soldati nelle trincee, è già tanto, vista la contagiosità del Virus che se ne siano ammalati solo la metà. E' probabile che il Virus se lo siano preso tutti, però nella metà è rimasto in forma del tutto asintomatica. Dopo la seconda ondata c'è stata una terza ondata, intorno al 1920, ma in forma molto più lieve, meno di una comune influenza, poi la pandemia, intorno al 1920-1921 si è completamente estinta.

Visto che ho tirato in ballo la febbre e la sua importanza per le difese immunitarie ed il Paracetamolo come inibente le difese immunitarie, voglio riportarvi delle considerazioni che avevo fatto in seguito ad un brano di Riccardo Lautizi, che tratta proprio della febbre.

 

FEBBRE E SISTEMA IMMUNITARIO

 

C’è un bel Blog di Riccardo Lautizi “ Medici: abbassare la febbre rallenta la guarigione ed aumenta il rischio di malattie gravi” Lo riporto per ribadirlo ulteriormente “La febbre è una reazione naturale dell’organismo che aumentando la temperatura corporea potenzia l’efficienza del sistema immunitario nel risolvere aggressioni microbiche e agenti tossici. La febbre è causata dalla liberazione di alcune proteine prodotte dai macrofagi (IL-1) che. eccitati dagli stimoli estranei all’organismo (infezioni, tossine, proteine estranee), stimolano la secrezione di prostaglandine ovvero proteine che ordinano ad ipofisi e tiroide di orchestrare con i loro ormoni la produzione di calore. Abbiamo già spiegato quanto è importante la febbre e come debba essere compresa piuttosto che repressa indiscriminatamente. Il Dr. Masashi Saito, famoso per il suo bestseller Aumenta la Temperatura del Corpo e Recupera la Salute spiega che il solo aumento di 1 °C di temperatura corporea aumenta del 600% la potenza del sistema immunitario. Un sistema immunitario più efficiente si traduce in una più veloce eliminazione delle tossine, dei virus e microrganismi patogeni.

Questa ovviamente è solo la prima parte del sito, fa impressione quel 600% per ogni grado di febbre, questo significa che l’immunità viene potenziata di sei volte per ogni grado di temperatura, allora per due gradi dovrebbe essere potenziata di 12 o di 36 volte (si deve moltiplicare o sommare, chi lo sa??) In ogni caso il dato mi sembra un po esagerato, ma che ci sia un forte potenziamento questo è indubbio.  Vi consiglio di leggere tutto il Blog, ne vale la pena. https://www.dionidre...bassare-febbre/

Pertanto l’uso di antipiretici è decisamente sconsigliato, in particolare se si tratta di PARACETAMOLO che inibisce un enzima importantissimo , la GLUTATIONE PEROSSIDASI deputata alla sintesi del glutatione endocellulare. Il glutatione ha un ruolo importantissimo perché funzioni correttamente il Sistema Immunitario. Però la febbre stimola il sistema immunitario fintanto che resta entro i 39,5°, a 40-41° può avere un azione deprimente. Pertanto se supera il valore di 39,5 va abbassata, ma come mi direte?? Certamente non con il PARACETAMOLO. Il grave è che questo farmaco è da banco, venduto liberamente a tutti anche senza ricetta medica. Molto spesso chi è affetto da una febbre di 37° o da un leggero raffreddore corre in farmacia a prenderselo ed a parte quelli che possono essere i consigli del proprio medico non c’è nessuno che lo sconsiglia. Purtroppo la maggioranza dei medici lo prescrivono liberamente compresi i pediatri.. E’ veramente scandaloso che nonostante le ricerche e le evidenze che sono state riportate nel Blog di Riccardo Lautizi perfino la maggior parte dei medici continuino a prescriverlo. Ancora più scandaloso è che non ci sia da parte dei nostri governanti una presa di posizione che renda il PARACETAMOLO almeno legato a ricetta medica. Ma stavamo dicendo, come abbassare la febbre se supera i 39,5°. E’ abbastanza semplice, basta bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno con il succo di 3-4 limoni; l’acqua non deve essere eccessivamente fredda ma a temperatura ambiente. Eventualmente se la febbre stenta ad abbassarsi si possono fare degli impacchi di acqua fresca sulla fronte e sui polsi. Nel peggiore dei casi non si usi Paracetamolo ma una o due aspirinette per bambini che non deprimono la produzione di glutatione. Che la febbre sia eccezionale nello stimolare le difese immunitarie l’aveva già notato Coley, il quale aveva constatato che se la febbre andava a 39,5° alcuni tumori si riducevano altri scomparivano. Dopo questa osservazione ha pensato di sintetizzare una tossina, la famosa Tossina di Coley con la quale ha guarito numerosi tumori ma ha avuto anche dei decessi perché tale tossina presentava parecchi rischi essendo composta da batteri vivi. Attualmente esiste una grossa clinica in Germania che ha utilizza ancora una simil tossina di Coley ma con batteri morti e pare che abbia parecchi successi. Avevamo già detto in altro Post come il Vaccino per la Tubercolosi previene e cura molti tipi di tumore, non viene utilizzato perché il suo costo è irrisorio. Meglio usare l’Oxaliplatino o l’Epirubicina che costano migliaia di euro. Comunque proprio dall’osservazione che la febbre cura i tumori è nata la TERMOTERAPIA ONCOLOGICA. Questa ha un indice di successo superiore alla Chemioterapia Ufficiale però non viene utilizzata (se non da pochissimi Centri) perché comporterebbe una caduta degli introiti per le Case Farmaceutiche. Gli indici di guarigione con la termoterapia , come riportato in un mio post precedente, per tumori altamente maligni come i carcinomi dell’intestino, del fegato e della mammella possono andare dal 35 all’82% anche senza chirurgia, mentre per la Chemioterapia Ufficiale per gli stessi tumori e senza chirurgia gli indici di guarigione a cinque anni oscillano fra il 2,1 ed il 2,2% come già evidenziato da statistiche ufficiali. Per la Termoterapia Oncologica, penso che già lo sappiate, non si usa più nessuna tossina ma il calore generato da radionde. Il calore può essere focalizzato in modo molto specifico sulla neoplasia che viene portata a 44-45 gradi. Esistono altri sistemi che possono portare la neoplasia ad 80 gradi praticamente bruciandola. Questa si chiama LA TERMOABLAZIONE A RADIOFREQUENZA che si avvale di un ago inserito nel tumore che emette radioonde. Il sito dice” TUTTI GLI STUDI CLINICI PUBBLICATI SUL TRATTAMENTO DI EC < 3 CM RIFERISCONO ECCELLENTI RISULTATI , CON PERCENTUALI DI NECROSI COMPLETA ISTOLOGICA DALL’83% AL 100%.” Quindi con la TERMOABLAZIONE A RADIOFREQUENZA si eviterebbe chirurgia, chemioterapia e radioterapia; un punto importante: può essere applicata anche sulle metastasi di piccole dimensioni ( come di grandi dimensioni). Sarebbe una perdita eccessiva per la Byg Pharma, non la utilizzeranno mai, deve scoppiare prima una guerra atomica. Sempre che dopo tale guerra resti qualcosa per fare i macchinari..



#2506 SauroClaudio

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Inviato 16 settembre 2020 - 11:44



 

cvd .... ragionamento degno del maestro Tegnell, l'deologo del "massacro" svedese
 
Stima del contributo di COVID-19 alla mortalità totale in eccesso
 
Abbiamo confrontato la mortalità in eccesso totale per settimana in relazione ai decessi correlati a Covid-19 segnalati nella regione di Stoccolma (Svezia).
La mortalità in eccesso totale ha raggiunto il picco nelle settimane di elevata mortalità correlata a COVID-19, ma il 25% di questi decessi non è stato riconosciuto come correlato a Covid.
La maggior parte di questi decessi è avvenuta fuori dagli ospedali.
La mortalità totale per tutte le cause in eccesso rispetto alla mortalità media per tutte le cause durante il periodo di picco epidemico può fornire un quadro completo del carico totale dei decessi correlati a COVID19.

 

 

Dici?? Io trovo dell’altro:

https://www.notizie....us-svezia-casi/

“”In un primo momento, in Svezia si è registrato un record per tasso di mortalità legata al Coronavirus, superiore a Danimarca e Norvegia, ora però i risultati si vedono eccome. Nel Paese non sta avvenendo alcuna ripresa dei contagi, al contrario del resto dell’Europa, qui la sicurezza la fa da padrona. “La nostra politica può aver tardato a portare risultati ma alla fine sono arrivati e sono più stabili”, ha dichiarato Anders Tegnell, epidemiologo della task force governativa””

“”Diminuiscono anche i morti

Durante la scorsa settimana, in Svezia ci sono stati 12 casi di Covid per 1 milione di abitanti, in Danimarca 18 e in Norvegia 14. I decessi sono diminuiti notevolmente, sino ad arrivare a solo 1 o 3 persone ogni giorno, quando nel picco superavano i 100

https://www.ilfattoq...-mondo/5883866/

Coronavirus, la strategia della Svezia ha portato a un risultato unico al mondo

 

Loretta Napoleoni

Economista

Mondo - 2 Agosto 2020 Coronavirus, la strategia della Svezia ha portato a un risultato unico al mondo

L’estate svedese è tranquilla e senza turisti. Pochi sono coloro che si sono avventurati fin quassù per paura del contagio e a causa della quarantena che li aspetterebbe al ritorno a casa, è questo il caso dei cittadini del regno di sua maestà. Pochi sono anche gli svedesi che sono andati all’estero optando per le vacanze nel loro paese.

Da Malmö a Gutenberg, da Stoccolma fino alla Lapponia in giro si vedono solo svedesi, tutti senza mascherina e guanti, considerati fonte di false sicurezze. A prima vista, dunque, la Svezia appare libera dal Covid. I bar sono pieni di gente, le strade brulicano di persone, nei supermercati la gente entra senza dover fare la fila e le spiagge sono piene di bagnanti al sole. La vita scorre come se nulla fosse avvenuto ma la ‘normalità’’ svedese ha dietro un esperimento unico al mondo.

A differenza delle altre nazioni scandinave la Svezia ha seguito i consigli e le raccomandazioni degli esperti scientifici, si è messa nelle mani dei virologi e non in quelle dei politici. Non ha neppure chiesto aiuto all’Oms, l’organizzazione mondiale per la sanità, ma si è fidata dei suoi scienziati. Il risultato è stato unico al mondo: non si è chiusa l’economia, quindi niente lockdown, e si è insegnato alla popolazione a convivere con il virus.

P.S Che poi i morti riconosciuti come COVID sono stati 5760 (ultimo dato 6 Settembre), un valore che rapportato alla popolazione svedese è notevolmente inferiore a quello italiano. Quel 25% non considerato perché sono morti a domicilio come fanno a dire che era COVID; è più una supposizione che una realtà, dal momento che non esiste nessun tampone e soprattutto lastra al torace che confermi che era COVID.. Inoltre, come già detto, non si può paragonare la Svezia alla Norvegia, alla Danimarca o alla Finlandia, semplicemente perché sono confinanti. La Svezia ha un intensa industria cha  comporta scambi molto più intensi…..Ed allora il Belgio che è stato il primo ad applicare il LokDown, mascherine e distanze, oltre alla chiusura delle scuole, delle fabbriche ecc ha avuto molti più morti della Svezia, anche se alla Svezia aggiungi quel 25%

 

50019105866_e546c38fbc_b.jpg170944190-fb3455e2-1aca-43f7-9071-7c3f35c81391 by Claudio Sauro, su Fliker



#2507 mario61

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Inviato 17 settembre 2020 - 06:57

per fortuna al mondo non c'è solo quel delinquente dell'epidemiologo svedese e dei suoi piccoli fans, ma anche nazioni civili con virologi ed epidemiologi competenti e responsabili

 

 
Nessuna mortalità in eccesso di COVID-19 in Giappone fino a giugno 2020
 
Alla fine di giugno 2020, l'epidemia di COVID-19 ha mostrato il suo picco più alto il 3 aprile.
Tuttavia, non è stata osservata alcuna notevole mortalità in eccesso attribuibile a COVID-19. 
 
I risultati non mostrano alcun eccesso di mortalità significativo da marzo a giugno 2020, quando l'epidemia di COVID-19 ha colpito maggiormente il Giappone.
 
In realtà, 5, 52, 359 e 476 e 81 casi di mortalità causati da COVID-19, e confermati dai test PCR, sono stati segnalati ufficialmente dall'OMS a febbraio-giugno in tutto il Giappone.
Questi erano lo 0,4% o meno del numero medio di decessi totali nei mesi corrispondenti.
Pertanto, anche se COVID-19 causasse effettivamente mortalità aggiuntiva, né il modello NIID né un altro modello statistico potrebbero rilevare effetti significativi attribuibili a COVID-19.
Naturalmente, alcuni decessi per COVID-19 potrebbero non essere stati testati e potrebbero essere stati esclusi da questi numeri ufficiali di casi di mortalità.
Tuttavia, le morti totali potrebbero includere morti senza diagnosi come COVID-19, ma in realtà quelle associate a COVID-19.
I risultati delle stime suggeriscono che tali decessi non riconosciuti associati a COVID-19 non sono significativi, anche se esistono.
 
Poiché il numero di morti totali era inferiore al basale a livello nazionale, potremmo enfatizzare l'eccesso di mortalità negativa che significa precauzione tra le persone, tra cui indossare maschere, lavarsi le mani con l'alcol e mantenere la distanza sociale per ridurre il rischio di infezione non solo per COVID-19 come altre malattie infettive.
 
Pertanto, il numero totale di decessi è diminuito compensando completamente l'effetto di COVID-19.


#2508 SauroClaudio

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Inviato 17 settembre 2020 - 08:14

 

per fortuna al mondo non c'è solo quel delinquente dell'epidemiologo svedese e dei suoi piccoli fans, ma anche nazioni civili con virologi ed epidemiologi competenti e responsabili

 

 
Nessuna mortalità in eccesso di COVID-19 in Giappone fino a giugno 2020
 
Alla fine di giugno 2020, l'epidemia di COVID-19 ha mostrato il suo picco più alto il 3 aprile.
Tuttavia, non è stata osservata alcuna notevole mortalità in eccesso attribuibile a COVID-19. 
 
I risultati non mostrano alcun eccesso di mortalità significativo da marzo a giugno 2020, quando l'epidemia di COVID-19 ha colpito maggiormente il Giappone.
 
In realtà, 5, 52, 359 e 476 e 81 casi di mortalità causati da COVID-19, e confermati dai test PCR, sono stati segnalati ufficialmente dall'OMS a febbraio-giugno in tutto il Giappone.
Questi erano lo 0,4% o meno del numero medio di decessi totali nei mesi corrispondenti.
Pertanto, anche se COVID-19 causasse effettivamente mortalità aggiuntiva, né il modello NIID né un altro modello statistico potrebbero rilevare effetti significativi attribuibili a COVID-19.
Naturalmente, alcuni decessi per COVID-19 potrebbero non essere stati testati e potrebbero essere stati esclusi da questi numeri ufficiali di casi di mortalità.
Tuttavia, le morti totali potrebbero includere morti senza diagnosi come COVID-19, ma in realtà quelle associate a COVID-19.
I risultati delle stime suggeriscono che tali decessi non riconosciuti associati a COVID-19 non sono significativi, anche se esistono.
 
Poiché il numero di morti totali era inferiore al basale a livello nazionale, potremmo enfatizzare l'eccesso di mortalità negativa che significa precauzione tra le persone, tra cui indossare maschere, lavarsi le mani con l'alcol e mantenere la distanza sociale per ridurre il rischio di infezione non solo per COVID-19 come altre malattie infettive.
 
Pertanto, il numero totale di decessi è diminuito compensando completamente l'effetto di COVID-19.

 

Ed il Belgio dove lo metti visto che è stato uno dei primi ad adottare tutte le precauzioni??? Su una popolazione di 11 358 357 ha avuto 9.930 decessi che se li rapportiamo alla popolazione italiana diventano 55.951............. (contro i 35.600 dell'Italia)........Vediamo che spiegazione dai.......



#2509 SauroClaudio

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Inviato 17 settembre 2020 - 10:24

Avocado: tutte le proprietà preventive e curative

L’avocado (Persea americana) è originario del Messico, dell’America centrale e meridionale, e fu coltivato per la prima volta in Messico già nel 500 aC. Ogni avocado Hass contiene circa 136 g di frutta commestibile piacevole, cremosa e liscia, ricoperta da una spessa buccia verde scuro, nero violaceo e buccia irregolare. Il seme e la pelle dell’avocado costituiscono circa il 33% del peso totale del frutto intero. Gli avocado sono un cibo da fattoria a mercato; non richiedono alcuna lavorazione, conservanti o esaltatori di sapidità. La pelle naturale dell’avocado elimina la necessità di confezionamento e offre alcune malattie e resistenza agli insetti, che consente loro di crescere in modi ecosostenibili. I consumatori di avocado tendono a consumare significativamente più nutrienti essenziali a carenza – fibra alimentare, vitamine K ed E, potassio e magnesio – nella loro dieta rispetto ai consumatori non di avocado.

La metà di un avocado è un alimento denso, nutriente e fitochimico costituito da: fibra alimentare (4,6 g), zucchero totale (0,2 g), potassio (345 mg), sodio (5,5 mg), magnesio (19,5 mg), vitamina A (5,0 μg RAE), vitamina C (6,0 mg), vitamina E (1,3 mg), vitamina K1 (14 μg), folato (60 mg), vitamina B-6 (0,2 mg), niacina (1,3 mg), acido pantotenico (1,0 mg), riboflavina (0,1 mg), colina (10 mg), luteina / zeaxantina (185 μg), criptoxantina (18,5 μg), fitosteroli (57 mg) e acidi grassi monoinsaturi (6,7 g) e 114 kcal o 1,7 kcal/g (dopo aggiustamento per fibra alimentare insolubile), che può supportare una vasta gamma di potenziali effetti sulla salute.

Gli avocado contengono un olio ricco di acidi grassi monoinsaturi (MUFA) in una matrice a base acquosa, che sembra migliorare la biodisponibilità dei nutrienti e fitochimici e maschera il gusto e la consistenza della fibra alimentare (USDA, 2011; Unlu et al., 2005). E’ anche una delle fonti più alte per contenuto di vitamina E, un potente antiossidante naturale che protegge le cellule nervose e dell’apparato riproduttivo. Gli avocado sono un frutto denso di energia media poiché circa l’80% del frutto commestibile di avocado è costituito da acqua (72%) e fibra alimentare (6,8%). Un’analisi dei dati degli adulti del NHANES 2001-2006 suggerisce che i consumatori di avocado hanno un più alto colesterolo HDL, un minor rischio di sindrome metabolica e peso inferiore, BMI e circonferenza della vita rispetto ai non consumatori (Fulgoni et al., 2010b).

Salute degli occhi

Studi osservazionali mostrano che il basso apporto dietetico e la concentrazione plasmatica di luteina possono aumentare la disfunzione oculare correlata all’età ((Ma et al., 2009; Parekh et al., 2009; Chong et al., 2009; Moeller et al., 2008; Cho et al., 2008; Wang et al., 2007). La ricerca dello studio di osservazione sull’iniziativa per la salute delle donne ha rilevato che le diete ricche di MUFA erano protettive nei confronti della maculopatia correlata all’età (Chong et al., 2009; Moeller et al., 2008). Gli avocado possono contribuire alla salute degli occhi poiché contengono una combinazione di MUFA e luteina/zeaxantina e aiutano a migliorare l’assorbimento dei carotenoidi da altri tipi di frutta e verdura (Unlu et al., 2005).

Rischio di malattie cardiache

Gli avocado possono inserirsi in un modello alimentare salutare del cuore come la dieta DASH (USDA e HHS, 2010a, Jakobsen et al., 2009; de Souza et al., 2008; Appel et al., 2005). Sono stati condotti diversi studi clinici cardiovascolari sull’avocado (Grant, 1960; Colquhoun et al., 1992; Alvizouri-Munoz et al., 1992; Lerman-Garber et al., 1994; Carranza et al., 1995; Lopez-Ledesma et al., 1996; Carranza-Madrigal et al., 1997; Pieterse et al., 2005). Negli anni ’90, numerosi studi clinici sull’avocado hanno costantemente mostrato effetti positivi sui trigliceridi del sangue in un’ampia varietà di diete negli studi su soggetti sani, ipercolesterolemici e di tipo 2 (Colquhoun et al., 1992; Alvizouri-Munoz et al., 1992; Lerman-Garber et al., 1994; Carranza et al., 1995; Lopez-Ledesma et al., 1996; Carranza-Madrigal et al., 1997). Nei soggetti con grassi normali, le diete arricchite con avocado hanno migliorato i profili lipidici abbassando il colesterolo LDL senza aumentare i trigliceridi o abbassando il colesterolo HDL. Questi studi suggeriscono che le diete arricchite con avocado hanno un effetto positivo sui lipidi nel sangue rispetto alle diete a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati o alla tipica dieta americana. Inoltre, uno studio preclinico ha scoperto che gli avocado possono modificare la struttura dell’HDL-C aumentando l’attività dell’enzima paraoxonasi 1 (PON-1), che può migliorare la capacità antiossidante verso i grassi e aiuta a convertire le LDL-C ossidate nella forma non ossidata (Mendez e Hernandez, 2007).

Osteoartrite

Avocado-soia unsaponifiables (ASU) è una miscela di estratti liposolubili in un rapporto di circa 1 (avocado): 2 (soia). I componenti principali dell’ASU sono considerati composti anti-infiammatori con attività antiossidante e analgesica (Dinubile, 2010; Lipiello et al., 2008; Au et al., 2007; Henroitin et al., 2006; Berenbaum, 2004; Ernst, 2003; ; Blotman et al., 1997). Uno di questi è la vitamina E, che è per lo più rappresentata nell’olio di avocado. Studi in vitro hanno rilevato che il pretrattamento dei condrociti con ASU ha bloccato l’attivazione dell’enzima ciclo-ossigenasi COX2 e la secrezione di prostaglandina E2 ai livelli basali dopo attivazione con la tossina batterica LPS. Ulteriori studi hanno rivelato che l’ASU può anche bloccare l’espressione delle citochine TNF-α ed IL-1β a livelli simili a quelli in colture di controllo non attivate. Ulteriori studi di laboratorio suggeriscono che l’ASU può facilitare la riparazione della cartilagine danneggiata attraverso il suo effetto sugli osteoblasti (Dinubile, 2010).

Prevenzione dei tumori

Gli avocado contengono un certo numero di sostanze fitochimiche bioattive tra cui carotenoidi, terpenoidi, persenone A e B, fenoli e glutatione che sono stati segnalati per avere proprietà anti-carcinogeniche (Ding et al., 2009; Jones et al., 1992; Ames, 1983). Le concentrazioni di alcune di queste sostanze fitochimiche nell’avocado possono essere potenzialmente efficaci (Jones et al., 1992). Attualmente l’attività antitumorale di avocado diretta è molto preliminare, con tutti i dati basati su studi in vitro su linee cellulari di cancro umano. Il cancro della laringe, della faringe e della cavità orale sono l’area principale dell’indagine sul cancro dell’avocado. Il glutatione è un tripeptide che funziona come antiossidante. Il National Cancer Institute ha scoperto che i livelli di glutatione di avocado di 8,4 mg per 30 g, o 38 mg per un frutto, sono diversi di più rispetto a quelli di altri frutti. I carotenoidi dietetici mostrano potenziali attività biologiche protettive contro il cancro al seno, compresa l’attività antiossidante, l’induzione della morte delle cellule pre-cancro e l’inibizione della proliferazione delle cellule mammarie. Nel complesso, i carotenoidi totali circolanti sono stati inversamente associati al rischio di cancro al seno (p = 0,01). Tra le donne nel più alto terzile di densità mammografica, livelli elevati di α-carotene, β-criptoxantina, licopene e luteina / zeaxantina nel sangue sono stati associati a una riduzione del 40-50% del rischio di cancro al seno (p <0,05). Questi risultati suggeriscono che i livelli plasmatici di carotenoidi possono giocare un ruolo nel ridurre il rischio di tumore al seno, in particolare tra le donne con un’alta densità mammografica. Non ci sono studi clinici diretti sul carcinoma mammario dell’avocado.

 



#2510 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 17 settembre 2020 - 01:49

Come l’ arsenico impedisce al corpo di rimuovere altri metalli pesanti

Un recente studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives (EHP) rivela che l’esposizione cronica a questo veleno, in realtà impedisce al corpo di rimuovere naturalmente molti altri metalli pesanti tossici come piombo, mercurio, ferro e cadmio, permettendo loro di accumularsi gradualmente nei tessuti e nel cervello. Test condotti sia in vitro che su animali, da un team di ricercatori della Columbia University, hanno svelato il fatto che l’arsenico esaurisce le riserve del corpo di glutatione, il cosiddetto “master antiossidante” che regola una serie di eventi cellulari tra cui l’espressione genica, replicazione delle cellule, la sintesi di proteine, ecc…. Il glutatione aiuta anche a proteggere il corpo contro lo stress ossidativo, che danneggia i geni e potrebbe causare il cancro.

Senza glutatione, i reni e il fegato non possono funzionare correttamente

Oltre a indurre il tipo di stress ossidativo che a lungo termine porta a malattia, la mancanza di glutatione cronica, arsenico indotta, impedisce letteralmente al corpo di disintossicare se stesso. Praticamente ogni cellula del corpo ha bisogno del glutatione per mantenersi in uno stato di salute e prevenire la diffusione di radicali liberi. I reni e il fegato, che sono organi di disintossicazione primari del corpo, hanno bisogno del glutatione per funzionare normalmente. “La disintossicazione cellulare è suddivisa in tre fasi e il glutatione migliora queste fasi di disintossicazione in molti modi “, spiega un rapporto sul glutatione e la disintossicazione pubblicato da Living. ” Le tossine vengono rilevate all’interno della cellula e modificate attraverso reazioni di ossidazione. Una volta che una tossina viene rilevata e modificata, i suoi metaboliti attivi sono poi vincolati o ‘coniugati’ direttamente al glutatione. Esistono altri elementi nel corpo che possono coniugare le tossine, ma il glutatione contribuisce principalmente a questo processo …. La coniugazione al glutatione disabilita i metaboliti tossici che non possono  diffondersi attraverso le membrane e vengono invece, rimossi dal corpo”.

 

Come viene assunto principalmente l’arsenico??

 

Piccole quantità di arsenico sono presenti in molti cibi, compresi pasta, pane e latticini, ma la fonte principale è il riso che ne contiene quantità 10 volte maggiori, ed i pesci marini, crostacei e frutti di mare che ne contengono quantità ancora molto superiori a quella del riso. L’arsenico si accumula particolarmente nel riso (dove la quota inorganica può raggiungere anche il 90% del totale della sostanza presente nell’alimento), e ciò avviene sia perché questo cereale viene coltivato in terreni allagati, ed è dunque esposto all’arsenico contenuto nell’acqua e nella terra, sia per la particolare fisiologia della pianta, in grado di estrarre la sostanza dall’ambiente per poi accumularla in grande quantità nello strato esterno dei suoi chicchi.
Secondo l’EFSA, chi consuma grandi quantità di riso, pesci marini, crostacei e frutti di mare è più esposto all’assunzione di arsenico tramite la dieta, e si stima che in genere i bambini con meno di 3 anni assumano circa due-tre volte la quantità di arsenico degli adulti proprio per il consumo frequente di prodotti contenenti questo alimento. A tal proposito, uno studio pubblicato nel 2016 su «JAMA Pediatrics» ha evidenziato che i bambini che mangiano riso (o cibi che ne contengono) hanno livelli di arsenico urinario maggiori rispetto a quelli che non ne mangiano. Negli USA, la FDA (Food and Drug Administrations) ha di conseguenza raccomandato ai genitori di far seguire ai propri figli una dieta varia e bilanciata, suggerendo anche altri cereali come possibili scelte nella dieta dei piccoli.
Anche la Commissione apposita dell’Unione Europea ha recentemente introdotto nuove regole: dal primo gennaio 2016 sono entrati in vigore i nuovi limiti massimi di arsenico inorganico consentiti nei diversi tipi di riso e nei suoi derivati (riso soffiato, gallette, cialde, cracker e latte di riso) oltre che nei pesci marini crostacei e frutti di mare. Anche se il riso integrale è il più ricco di Arsenico si deve fare molta attenzione anche al riso bianco.

 

Ma cosa provoca veramente l’Arsenico??

 

L'arsenico e molti dei suoi composti sono veleni particolarmente potenti. L'arsenico uccide danneggiando in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso, portando l'intossicato alla morte per shock. Composti contenenti arsenico sono cancerogeni e, in particolare, sono implicati nella patogenesi del carcinoma della vescica, nel carcinoma mammario e di alcune neoplasie dell'apparato tegumentario. Un'estesa letteratura scientifica disponibile su prestigiose riviste internazionali ha ormai provato che l'esposizione cronica all'arsenico ha effetti multipli sulla salute:

  • provoca stress ossidativo direttamente nell'ambiente intracellulare, inattivando diversi enzimi coinvolti nelle reazioni di ossidoriduzione (deidrogenasi, mono-ossigenasi, eccetera);
  • riduce la respirazione cellulare interferendo direttamente nel CICLO DI KREBS
  • interferisce pesantemente con i meccanismi endocrini regolati dagli estrogeni, da cui il sospetto che possa causare tumori alla mammella;
  • può attaccare direttamente i filamenti di DNA e provocarne lesioni combinate di vario tipo.
  •  riduce le difese antiossidanti dell'organismo dato che l'arsenico ha un'elevata affinità per i gruppi  sulfidrilici delle proteine e di metaboliti endogeni come il glutatione""

Però vi ricordate che i nobili nel medioevo assumevano Arsenico in dosi crescenti quando avevano paura di essere avvelenati. Questo è possibile perché c’è un adattamento dell’organismo all’Arsenico. Intanto il suo peso atomico non è eccessivo (78) per cui non da accumulo ma viene prontamente eliminato per via intestinale e renale. Per cui come avviene l’adattamento?? Semplicemente perché i meccanismi endogeni deputati all’inattivazione dei radicali liberi, se inizialmente vengono inattivati, successivamente riacquistano la loro efficienza, in particolare la GLUTATIONE PEROSSIDASI e la SUPEROSSIDO DISMUTASI. In tal modo l’Arsenico, che agisce principalmente come radicale libero, viene prontamente inattivato, se c’è stata questa somministrazione in dosi crescenti. Inoltre poiché inizialmente contrasta l’azione del Selenio nella GLUTATIONE PEROSSIDASI, perché l’organismo lo confonde con questo per il suo peso atomico (Arsenico 78, Selenio 79), successivamente l’organismo riconosce questa differenza, per cui non lo confonde più con il Selenio e la GLUTATIONE PEROSSIDASI ritorna a funzionare regolarmente inattivando l’Arsenico e producendo GLUTATIONE.

 

Come si elimina l’Arsenico??

 

Occorre innanzi tutto dire che l’Arsenico non si deposita nell’osso ma è presente in tutto l’organismo e viene lentamente eliminato se si beve molta acqua , almeno due litri al giorno, acqua che ovviamente sia priva di arsenico. Anche molti alimenti contribuiscono ad eliminare l’arsenico attraverso un processo di CHELAZIONE. La chelazione comporta oltre all’eliminazione dell’Arsenico anche l’eliminazione di tutti i metalli pesanti, per questo è estremamente utile. Bisogna precisare che la chelazione, ovvero l'asportazione naturale di questi metalli pesanti, può avvenire sia attraverso una terapia medica, come nei casi più gravi, ma anche in modo naturale, attraverso un semplice processo di educazione o rieducazione al corretto vivere quotidiano, prestando attenzione e mettendo in atto alcuni accorgimenti tutt'altro che banali:
 

 Aumentare il consumo di alimenti di origine biologica di derivazione sia animale che vegetale, avendo cura di controllare sempre la derivazione di questi alimenti non fidandosi della sola confezione
 

 Scegliere alimenti semplici e di provenienza certificata, evitando quelli industriali, pieni di additivi, coloranti, conservanti o altre sostanze non naturali.
 

 Secondo alcune ricerche le alghe come la spirulina o l'alga clorella, e l'aloe verasarebbero utili chelanti naturali per purificare l'organismo; così come alimenti quali l'aglio e spezie come il coriandolo (foglie), la curcuma, il pepe nero e lo zenzero, ancora meglio se questi tre vengono utilizzati insieme. Per l'assunzione di questi alimenti è bene prestare attenzione in caso di ipertiroidismo.

Tenere sotto controllo l'intestino: la stitichezza può causare accumulo di tossine e quindi anche di metalli pesanti. Rifornitevi di tisane lassative naturali, a base di liquirizia, olio di mandorle dolci o psyllium
 

Per la cottura dei cibi evitare di usare pentole in alluminio o antiaderenti con PFOA, così come per gli strumenti che si usano in cucina.

 

Gli oli essenziali di solidago, arancio amaro, maggiorana, pompelmo, mirra e carota, per esempio, si annoverano tra i migliori chelanti naturali, capaci di eliminare le tossine in profondità.

Si può preparare un olio da massaggio per i piedi, mettendo qualche goccia degli oli indicati in una base, come olio di mandorle dolci oppure di calophylla o tamanu.
 

 

La Zeolite in polvere attiva grazie alla sua struttura microscopica, è uno dei migliori chelanti sia per l’Arsenico che per gli altri metalli pesanti ed è in grado di depurare profondamente l'organismo: è in vendita in erboristeria o parafarmacia. Si assuma pure in quantità cospicua (3-4 cucchiaini al giorno) tanto non presenta nessuna tossicità.

 

 

 

Le concentrazioni medie rilevate nei principali alimenti di questo studio espressi in µg/kg erano le seguenti 24:
- pesci marini: 2466;
- pesce d'acqua dolce: 443;
- molluschi e crostacei: 2041;
- carne suina: 8,2;
- carne bovina: 7,8;
- pollame: 29,9;
- uova: 6,2;
- latte intero: 1,4;
- formaggio: 5,2;
- pane: 12,9;
- pasta: 9,5;
- riso bianco: 284,1;
- riso integrale 822,4
- patate: 5,5;
- lattuga: 2,4;
- fagioli: 3,1;
- pomodori: 1,8;
- funghi: 46,4;
- mele: 3,8;
- banane: 3,3;
- oli e grassi: 19,0;
- vino: 5,8;
- birra: 3,0.


#2511 mario61

mario61

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Inviato 18 settembre 2020 - 07:41

https://en.wikipedia...emic_in_Belgium

 

While the COVID-19 was already spreading to all regions of Italy in late February, the Belgian government has been criticised for its lack of action



#2512 Spartan

Spartan

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Inviato 18 settembre 2020 - 10:19

CHEMIOTERAPIA IPOPROTEICA

 

 

La base fondamentale di una chemioterapia naturale è portare le proteine intorno o sotto il 5% dell’apporto calorico complessivo. Si devono innanzi tutto eliminare tutte le proteine animali ed utilizzare solo succhi di frutta e di verdura. I succhi di frutta possono essere composti da frutta mista cercando preferibilmente di integrarli con frutta “di colore” come mirtilli, more, lamponi, melograno che sono ricchi di Acido Ellagico che ha un azione anti angiogenetica, cioè impedisce al tumore di formare nuovi vasi, in pratica lo blocca. Le verdure devono essere composte in prevalenza da crucifere e da agliacee, in particolare Verza, Cavolo, Rape, Barbabietole, Aglio e Cipolla; il succo di queste verdure può essere estratto con una centrifuga, in tal modo si possono bere tre bicchieri di succo di Verza al giorno, meglio se abbinata con un po di Aglio; quindi in sostanza:

  • Succhi di frutta mista dando la prevalenza alla frutta colorata (anche uva nera), tre bicchieri o anche più

  • Succhi di verdura del genere delle crucifere e delle agliacee, ad esempio il succo di verza con aglio, tre tazze al giorno, oppure il succo di rapa rossa con aglio, tre tazze al giorno

  • I tre bicchieri di succo di verdura ed i tre bicchieri di frutta è meglio distanziarli di circa mezz’ora o un ora

In questo modo l’apporto calorico viene ad essere di 1200 calorie. Non si devono assolutamente aggiungere ai succhi di frutta e di verdura zuccheri semplici o grassi. La flora intestinale in tal modo sarà sicuramente probiotica (batteri buoni che non producono tossine); anche se si dovesse andare in bagno 2-3 volte al giorno non ci si deve preoccupare; si deve fare attenzione che le feci non diventino palesemente liquide (questo potrebbe essere indice di intolleranza a qualche alimento).

A questo vanno aggiunte le Vit A, Vit B1, Vit D, Vit B6, Vit B5 che vanno portate a dosi massime del range terapeutico facendo gli opportuni dosaggi ematici, in paricolare:

  • Dibase 100.000 fiale , una alla settimana, ma se il paziente sta facendo chemioterapia aumentare la dose: Dibase 300.000 una alla settimana

  • Vitamina B1 cp 300 mg: la cacarbossilasi che si forma con l'assunzione di alte dosi di Vit B1 ha dimostrato di avere un eccezionale attività antitumorale

  • Arovit gocce, 20 gocce al giorno

  • Benexolo B12 forte fiale, 1 iniezione al giorno ( contiene 250 mg di Vit B 6)

  • Bepanten 500 fiale anche una fiala al giorno per bocca (da bere)

Ogni mese comunque si faccia un dosaggio ematico della Vit D per non superare il range terapeutico.

A queste vitamine aggiungerei alcune piante medicinali che hanno azione sinergica ed in particolare:

  • Aloe Vera, 3 cucchiai al giorno

  • Tè Verde, tre tazze al giorno (mi raccomando non zuccherare)

  • Curcuma Longa, meglio la curcumina + piperina (tre cp/die)che si trova comunemente in farmacia.

Queste piante hanno dimostrato di avere un energica azione anti- tumorale, anche se finora solo su ratti, ma promettono molto bene anche per gli esseri umani. Tralascio altre piante medicinali per non complicare troppo la vita al povero ammalato. Questa Chemioterapia Naturale può essere attuata anche in casi avanzati, cioè in persone che hanno già fatto chemioterapia e radioterapia. Alcuni oncologi sconsigliano di dare le suddette piante medicinali ai pazienti mentre eseguono la chemioterapia per la loro azione anti radicali liberi. In effetti la maggior parte dei chemioterapici citotossici agiscono perché producono una valanga di radicali liberi che vanno a colpire indistintamente sia le cellule tumorali che le cellule sane. In realtà è una precauzione che conta poco perché la potenza di un cisplatino o di un carboplatino nel produrre radicali liberi è tale che l’aggiunta di un po di curcuma o di aloe non interferisce più di tanto con l’effetto tossico del chemioterapico. Comunque, finchè si fa chemioterapia, ascoltiamo il parere dell’oncologo (sarebbe meglio non farla chemioterapia, io ad esempio non la farei)

Un incredibile sostanza farmaceutica ad azione antidepressiva ed antitumorale è l’Adenometionina (Solfo-Adenosil-L-Metionina). Questo prodotto farmaceutico (Samyr 400) che viene usato come antidepressivo alla dose di 400 mg/die ha sicuramente una potente azione antitumorale. Si usa anche come disintossicante nelle intossicazioni di vario genere, e nelle epatiti acute e croniche. Ha un ottima azione come stimolante immunitario e quando c’è carenza di globuli bianchi dopo chemioterapia. Io consiglio di associarla ai succhi di frutta e di verdura alla dose di 400 mg/die in forma iniettiva( Samyr 400 fiale); esistono anche delle compresse da 400 mg ma sono meno efficaci.

 

P.S Ho notato che nelle forme depressive gravi è l’unico antidepressivo che funziona, gli altri antidepressivi serotoninergici hanno un tal mare di controindicazioni da far mettere le mani nei capelli, uno dei primi effetti che vengono segnalati è l’induzione al suicidio.

 

Doc,

 

riguardo la curcuma con piperina da qualche parte ho letto che la piperina serve a far assorbire una quota molto maggiore di curcumina ma lo fa aumentando la permeabilità intestinale, Ma l'altra faccia della medaglia è che poi nel sangue passano anche molte più tossine. Ti risulta questa cosa? la si può verificare in qualche modo?



#2513 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 18 settembre 2020 - 10:38

Doc,

 

riguardo la curcuma con piperina da qualche parte ho letto che la piperina serve a far assorbire una quota molto maggiore di curcumina ma lo fa aumentando la permeabilità intestinale, Ma l'altra faccia della medaglia è che poi nel sangue passano anche molte più tossine. Ti risulta questa cosa? la si può verificare in qualche modo?

Effettivamente questo è quello che dicono, però io ho avuto ottimi risultati anche somministrando solo polvere di curcuma, per cui presumo che la curcumina venga assorbita comunque. Per quanto riguarda la piperina che faccia assorbire anche altre tossine sinceramente non ci avevo mai pensato, ma può essere.



#2514 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 18 settembre 2020 - 01:23

FARMACI CHE POSSONO ESSERE UTILI NEL MORBO DI ALZHEIMER E NELLA DEMENZA SU BASE VASCOLARE

 

 

Sia chiaro che quelli sotto elencati sono dei presidi naturali che possono risultare utili ma mai risolutivi della patologia di Alzheimer. In alcuni casi poi si hanno degli evidenti miglioramenti, in altri casi non si ha nessuna risposta. Comunque essendo dei presidi naturali non tossici conviene sempre tentare, associando tali presidi alle cure che da il neurologo.. E’ necessario anche far presente al proprio medico la cura che si stà facendo al fine che possa predisporre ulteriori consigli o accertamenti.

Prima di iniziare la cura fare un dosaggio (prelievo ematico) della Vit D, calcemia e creatininemia, se calcemia e creatininemia risultano normali per la Vit D fare come descritto sotto, se fossero invece fuori del Range terapeutico rivolgersi al proprio medico al fine che corregga le dosi dei presidi sottoelencati.

 

Se la Vit D3 è inferiore a 10 ng/ml dare 300.000 UI alla settimana per quattro settimane per os, poi fare un dosaggio; se la Vit D3 è inferiore a 20 ng/ml dare 300.000 UI alla settimana per due settimane, poi 100.000UI per altre due settimane poi fare un dosaggio; se la Vit D3 è inferiore a 30 ng/ml dare 300.000 UI la prima settimana e 100.000 UI per altre tre settimane, poi fare un dosaggio. Se il valore con queste dosi si è attestato fra 80-100 ng/ml si può continuare con 10.000 UI al giorno (due perline da 5000 UI della ditta STREGA NATURAL PLUS da prendere una al mattino prima di colazione, ed una alla sera prima di cena). Se superiore a 30 ng/ml somministrare 2 perline da 5000 ui al giorno sempre. La Vit D agisce con due meccanismi: il primo è l’attivazione della pompa del Magnesio che permette di far entrare più magnesio nella cellula ( il Magnesio è alla base di oltre 300 reazioni enzimatiche); il secondo meccanismo è un attivazione del Ciclo di Krebs, cioè dell’utilizzo dell’ossigeno da parte della cellula. Questo avviene per tutte le cellule, ma anche per le cellule neuronali che sono in sofferenza, come si ha nell’Alzheimer.

 

Melatonina 20 mg/die, è indispensabile per una corretta attività neuronale. Va assunta preferibilmente alla sera prima di andare a letto.

 

Magnesio, si può utilizzare il Magnesio Supremo, 1 cucchiaino alla sera sciolto in acqua, aumenta l’efficacia della Vit D3; se al inizio il magnesio da un po di diarrea non ci si preoccupi, dopo il terzo giorno, generalmente l’intestino si regola a scaricare normalmente.

 

Potassio Ascorbato 500 mg cp (ditta Strega): 1 cp al mattino dopo colazione. Il magnesio regola 70 reazioni enzimatiche nella cellula e soprattutto attiva il ciclo dell’ossigeno.

 

Omega-3 del pesce hanno un eccezionale azione antinfiammatoria e neurotrofica, aumentano anche loro l’ossigenazione endocellulare.

 

Inoltre si è visto che 1-2 gocce di Tintura di Iodio al giorno sciolti in mezzo bicchiere di acqua risultano molto utili nell’Alzheimer. Se non si trova la tintura si può usare il Betadine (flac giallo), sempre 1-2 gocc in acqua. Un buon prodotto contenente Iodio è ancheil KELP cp della Diita Strega (sono alghe compresse)

 

Inoltre si faccia spesso uso di Olio Extra Vergine di oliva, questo contiene numerose sostanze che hanno un azione sinergica con la Vit D; sono invece sconsigliati gli altri oli di semi, in particolare l’Olio di Palma che ha un azione pre infiammatoria.

 

Tutti gli antiossidanti sono utili, in particolare si è visto che agisce molto bene l’” oleuropeina” delle foglie di ulivo. Se non si riesce a trovare la sostanza in farmacia si possono fare anche dei decotti concentrati di Foglie di Ulivo (una manciata di foglie secche in ½ litro facendo bollire per 5 minuti) e da bere durante il giorno. Ma anche altri antiossidanti possono essere utili, ad esempio il Selenio + Vit C (SELENIUM ACE EXTRA della Angelini, 1 cp al mattino), inoltre N-ACETILCISTEINA(FLUIMUCIL BUSTE 600MG 2/DIE) o MSM (metilsulfonilmetano) 2 cp da 500 mg al giorno, , è zolfo organico che entra nella catena mitocondriale e l’ACIDO ALFA LIPOICO che agisce come protettivo delle membrane cellulari, a questo proposito consiglio ECUNERV CP 1 cp al giorno meglio dopo pranzo.

 

Anche l’uso della CURCUMA può risultare efficace, si prenda CURCUMINA + PIPERINA della Arkopharma, 3 cp al giorno o anche curcuma da sola (polvere di Curcuma) tre cucchiaini al giorno.

 

Inoltre è utile somministrare tutti i minerali ed oligoelementi, es SUPRADIN CP EFF 1 cp tutte le mattine per un mese, poi sospendere 20 giorni e riprendere per un altro mese e così via.. Tutti questi farmaci si possono abbinare alla terapia che da il neurologo, trattandosi di vitamine ed oligoelementi non ci sono interferenze.



#2515 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 18 settembre 2020 - 02:34

Riporto un Blog che avevo già posto sullo Iodio:

 

IODIO , QUANTO NE SERVE ED A COSA SERVE

 

Dopo aver stravolto completamente le mia convinzioni (che sono anche le convinzioni della classe medica) sul ruolo del sale da cucina nel generare patologie o meglio nell’evitarle grazie al Prof. Raymond Peat, ora scopro, dopo 59 pagine in cui tratto le patologie e dove affermo che la Carenza di Vit D è la più diffusa perché legata al sole, che è la carenza di IODIO la più diffusa, addirittura nel 96% della popolazione perché legata al mare ed agli alimenti, che a parte i pesci marini, ne sono completamente privi. Inoltre certi alimenti ricchi di BROMO , quali pasta e pane ne determinano la perdita. E come per la carenza di Vit D che pare sia legata ad innumerevoli casi di tumore ora scopro che anche la carenza di IODIO è legata ad innumerevoli casi di tumore:

  • cancro al seno
  • cancro alla tiroide
  • cancro ovarico
  • cancro all'utero
  • cancro alla prostata
  • malattie autoimmuni della tiroide
  • ipotiroidismo
  • malattia fibrocistica del seno
  • ADHD
  • affaticamento cronico
  • fibromi algia
  • per un buon funzionamento del cervello
  • per prevenire le malattie dell’occhio, in particolare la Retinite Pigmentosa e la Maculopatia Retinica.

Inoltre, come par la Vit D, vengo a scoprire che c’è un legame stretto fra malattie cardiovascolari e carenza di IODIO, ed addirittura con le MALATTIE AUTOIMMUNI. Come riferisce il Dr. Brownstein:””Tutte le ghiandole del corpo dipendono dagli adeguati livelli di iodio per funzionare in modo ottimale. Gli studi sugli animali hanno dimostrato problemi con le ghiandole surrenali, il timo, le ovaie, l'asse ipotalamico e l'ipofisi, così come con tutto il sistema endocrino, quando vi è uno stato di carenza di iodio. Infatti, le ovaie hanno la seconda più alta concentrazione di iodio nel corpo accanto alla ghiandola tiroidea. Uno stato di carenza di iodio porterà ad un sistema ormonale squilibrato. È impossibile avere un sistema ormonale equilibrato se non è garantito un adeguato apporto di iodio. Grandi quantità di iodio vengono immagazzinate anche in molte altre zone del corpo, tra cui le ghiandole salivari, liquido cerebrospinale e il cervello, mucosa gastrica, plesso coroide, seni, ovaie, e il corpo ciliare dell'occhio. Nel cervello, lo iodio si concentra nella substantia nigra, un'area del cervello che è stata associata al morbo di Parkinson””

E come dice il dottor Guy E. Abraham:” Chi avrebbe mai detto che la funzione della tiroide fosse così importante da poter diventare una delle chiavi per una buona salute?

Abraham era uno dei più importanti ricercatori sullo iodio in tutto il mondo e aveva suggerito che il fabbisogno giornaliero di iodio necessario per mantenere la sufficiente saturazione di iodio in tutto il corpo era di 13 mg al giorno. Quando la quantità è sufficiente, la ghiandola tiroidea detiene un totale di circa 50 mg di iodio. La tiroide ha bisogno di circa 6 mg / giorno di iodio per avere livelli sufficienti. I seni hanno bisogno di almeno 5 mg di iodio, lasciando 2 mg di iodio per il resto del corpo. Altri suggeriscono, basandosi sulla ricerca di Dr. Guy E. Abraham, che gli individui sani hanno bisogno di 1-3 mg al giorno come dose di mantenimento. Questo è ancora ben al di sopra della RDA di 150 mcg al giorno di iodio!

Per il resto vi rimando al Blog della pagina precedente. Nella vita non si finisce mai di scoprire.

 

 

 

 



#2516 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato Ieri, 19 set 2020 alle 06:42

Visto che parliamo di Iodio riporto anche gli studi che sono stati fatti sulle patologie oculari.

 

 IODIO PUÒ ALLEVIARE IL GONFIORE DELLE RETINE dei pazienti con retinite pigmentosa e maculopatia retinica

Data:

21 luglio 2014

Fonte:

Massachusetts Eye and Ear Infirmary

 

Sommario:

L'entità del gonfiore della retina dovuto all'edema maculare cistoide è inversamente correlata all'assunzione di iodio nella dieta nei pazienti con retinite pigmentosa e maculopatia retinica, ha confermato un nuovo studio. Questa scoperta solleva la possibilità che un integratore di iodio possa aiutare a limitare o ridurre il gonfiore foveale centrale nei pazienti con retinite pigmentosa con edema maculare cistoide e maculopatia retinica.

 

L'edema maculare cistoide (CME) è una complicanza comune della retinite pigmentosa (RP), una famiglia di malattie della retina in cui i pazienti in genere perdono prima la visione notturna e laterale e quindi sviluppano una visione centrale compromessa. Il CME può anche ridurre la visione centrale. I trattamenti attuali per la CME in RP non sono sempre efficaci e possono portare a risultati avversi.

I ricercatori del Massachusetts Eye and Ear, della Harvard Medical School e della Boston University School of Medicine hanno testato se l'estensione del gonfiore retinico dovuto all'ECM fosse inversamente correlata all'assunzione di iodio nella dieta in pazienti con RP e hanno scoperto che lo era. Questa scoperta solleva la possibilità che un integratore di iodio possa aiutare a limitare o ridurre il gonfiore della fovea centrale nei pazienti con RP di CME. I loro risultati sono presentati online nel numero di luglio di JAMA Ophthalmology .

Ricerche passate condotte su una popolazione precedente hanno mostrato un'associazione inversa tra la presenza di ECM e la supplementazione di iodio nei pazienti con RP. Questa scoperta e la ricerca fisiologica di altri hanno indicato lo iodio come degno di essere approfondito. Nel presente esperimento, i ricercatori hanno eseguito uno studio osservazionale trasversale di 212 pazienti non fumatori di età compresa tra 18 e 69 anni che sono stati riferiti a Mass. Occhi e orecchie per RP con acuità visiva non inferiore al 20/200 in almeno un occhio . Hanno usato la tomografia a coerenza ottica per misurare il gonfiore foveale centrale dovuto al CME nei pazienti. L'assunzione totale di iodio nella dieta è stata stimata da più campioni (preferibilmente, 10) di campioni di urina prelevati a casa.

I ricercatori hanno scoperto che l'entità del gonfiore foveale centrale dovuto all'ECM era inversamente correlata alla concentrazione di iodio urinario quando si enfatizzavano i dati con concentrazioni di iodio urinario più riproducibili (p <.001) - i pazienti con i livelli più bassi di iodio urinario tendevano ad avere retine con più gonfiore.

"Sono necessari ulteriori studi per determinare se un integratore di iodio può limitare o ridurre l'estensione del CME nei pazienti con RP", ha affermato Michael A. Sandberg, Ph.D., autore principale dello studio e scienziato senior nel laboratorio Berman-Gund per lo studio delle degenerazioni della retina alla Massachusetts Eye and Ear e professore associato di oftalmologia alla Harvard Medical School.

 

P.S L'ideale è assumerne 1 mg/die, e questo si può fare assumendo ogni giorno 5 gocce di BETADINE (flacone giallo) in mezzo bicchiere d'acqua.






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