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cosa è un viaggio astrale e le sue 5 fasi


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197 risposte a questa discussione

#1 edyta78

edyta78

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Inviato 27 gennaio 2014 - 09:46

Proiezione fuori dal corpo e Viaggio Astrale
ho letto abbastanza in vari post di questo argomento nel forum e, francamente, sono rimasta piuttosto allibita.
al di là dei vari nomi e riferimenti usati, imprecisi per necessità e, spesso, incoerenti per dizione, non mi sembra sia ragionevole il concetto ultimo dei termini impiegati e dei relativi significati ed effetti.
non mi è sembrato il caso di rispondere nei singoli post, e apro questo nuovo come "sunto".
Per semplificare l'esposizione schematizzerò (per quanto possibile) ciò che è il viaggio astrale. Nella realtà si tratta di un continuum di coscienza sempre più profonda non schematizzabile ne tanto meno titolabile, come cerco di fare ora.
In ambito astrale si possono identificare (molto grossolanamente) 5 fasi, in ordine di profondità, la proiezione sensitiva, la proiezione fisica, il controllo astrale, l'interazione astrale ed infine il viaggio astrale.
la prima fase, la proiezione sensitiva, si può definire come la percezione di non essere entro l'ambito corporeo, non c'è né coscienza né percezione para-sensoriale, come non vi è nessuna possibilità di logicizzare l'evento non avendo nessun "appiglio" né sensoriale né fisico. In pratica si percepiscono solo sensazioni.
la seconda fase, la proiezione fisica, si può definire come la percezione della realtà che ci circonda, vi è la coscienza sensoriale visiva e la percezione mentale dell'ambiente ma nessuna interazione con esso. In pratica siamo "osservatori" anche se in realtà non vediamo fisicamente.
la terza fase, il controllo astrale, è la fase in cui prendiamo piena coscienza di noi stessi (in astrale) e partecipiamo attivamente allo spazio-tempo in cui ci troviamo con possibilità di muoversi e di vivere coscientemente la nostra realtà astrale.
la quarta fase, l'interazione astrale, è la fase in cui siamo in grado di interagire pienamente e compiutamente con il mondo astrale e si dovrebbe poterlo fare anche con il mondo fisico.
la quinta ed ultima fase, il viaggio astrale, è la completa padronanza del mondo astrale, cosa che dovrebbe permettere una piena coscienza e conoscienza, senza limiti, sia dello spazio-tempo che dell'interazione fisica.
Adesso, le prime due fasi si possono raggiungere in molti modi sia coscienti che incoscienti, le persone più "dotate" le possono raggiungere in modo del tutto casuale, in varie condizioni psico-fisiche, ma non ne hanno la coscienza e quindi non ne percepiscono la realtà.
chi riesce in modo cosciente a raggiungere la prime due fasi, per procedere nelle successive , necessita di una "pulizia" totale dal mondo intorno a noi, anche a livello culturale, nozionistico e morale, una vera "tabula rasa" da imput esterni. E' decisamente improbabile che un essere umano che vive nel mondo di oggi (e tanto meno nella nostra cultura) possa anche soltanto lontanamente avvicinarsi ad un tale livello di "pulizia". E' irrealistico che una persona possa raggiungere la coscienza profonda necessaria per un viaggio astrale e finito il viaggio, tornare a pensare ai problemi di tutti i giorni, al mutuo, al lavoro, ai problemi di scuola, allo stress della vita ecc ecc, per poi, dopo un pò, tornarsene bellamente a fare un altro viaggio astrale.[/



#2 tornado

tornado

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Inviato 27 gennaio 2014 - 03:16

Io infatti ho smesso ormai da diverso tempo di chiamare "viaggi astrali" le esperienze comuni che sono solite, e di limitarmi a definirle semplicemente "esperienze fuori dal corpo" in senso puramente psico-fisico.
Nella comune OBE il soggetto è in uno stato di paralisi cosciente del sonno o in uno stato di profondo rilassamento fisico con dominanza di onde cerebrale di tipo theta, responsabili del sonno ipnagogico o dei sogni veri e propri. Il soggetto in questa fase di sonno può essere abbastanza lucido per rendersi conto di essere a letto in uno stato di sonno di semi-veglia, cioè con il corpo addormentato (in paralisi oppure no) e la mente abbastanza sveglia per capire quello che sto accadendo.
Nella comune esperienza di OBE, il soggetto solitamente praticante quando si trova in paralisi cosciente, sufficientemente lucido per avere sotto controllo la situazione soprattutto dal punto di vista mentale evitando così di avere allucinazioni ipnagogiche, sa che ogni tentativo di muoversi risulta assolutamente invano, e quindi impara fin da subito a rilassarsi mentalmente. E' proprio nella condizione di mente completamente rilassata, che scompaiono tutte le sensazioni fisiche, determinando quello che io definisco "distacco dai sensi fisici". Per conseguenza scompare in generale la percezione del proprio corpo a letto, perché comunque in uno stato di paralisi si può comunque avvertire il corpo e il letto su cui si è distesi, dato che la percezione del corpo e la sensazione tattile è abbastanza presente. Dopo il distacco dai sensi fisici invece scompare la percezione del corpo, del letto in cui si è distesi, ed in generale si ritirano pure tutti i sensi fisici (in particolare udito, vista, tatto)
Il soggetto quindi si ritrova in una condizione dove si avverte assolutamente informe, ma presto scopre l'essenza di un corpo sottile, che possiamo definire corpo non fisico, di cui può prenderne pienamente coscienza. Nelle prime esperienze il soggetto deve imparare a ritirare la coscienza dal corpo fisico al corpo non fisico (in questo contesto posso anche chiamarlo corpo astrale) e quindi identificarsi con il corpo sottile, formulando mentalmente ed incosciamente il pensiero "io sono qui nel mio secondo corpo" (il primo corpo è appunto quello fisico) In una fase successiva il soggetto dopo avere preso interamente coscienza del corpo astrale (da questo momento in poi lo chiamo così) senza confonderlo con il corpo fisico, deve assumere il controllo di questo corpo. Infatti quando inizialmente il soggetto si trova in paralisi e prende coscienza del corpo astrale, questo ancora è pressoché allineato con il corpo fisico, e quindi è pure esso disteso a letto in una posizione naturalmente orizzontale come deve essere. Ma dopo che il soggetto prende il comando del corpo astrale, può alzarsi dal letto con il corpo astrale e quindi separarlo dal corpo fisico. Alzarsi dal letto con il corpo astrale può risultare molto semplice, rispetto a quando lo si fa con il corpo fisico. Infatti quando ci alziamo dal letto con il corpo fisico, bisogna dapprima spingersi e mettersi a sedere a letto, e solo successivamente ci si può alzare dal letto. Invece con il corpo astrale per alzarsi dal letto non è necessario fare la stessa cosa come si fa con il corpo fisico, ma si può semplicemente passare dalla posizione orizzontale nel letto, alla posizione verticale in piedi, semplicemente ruotando di posizione.
Le prime volte però può risultare difficile alzarsi dal letto con il corpo astrale, perché può spesso capitare che la coscienza non si è ritirata interamente nel corpo astrale. Per conseguenza qualunque tentativo di muovere il corpo astrale, questo trasmette il comando del movimento pure al corpo fisico che in quel momento è paralizzato, rendendo difficile e certe volte impossibile, alzarsi dal letto con il corpo astrale, perché si prova la sensazione di essere tirati e di sentirsi pesanti.
Il soggetto invece che impara a ritirare interamente la coscienza nel corpo astrale, non fa alcuna difficoltà ad alzarsi dal letto con il corpo astrale. e presto si rende che i movimenti con il corpo astrale risultano più liberi e meno impediti rispetto a quelli effettuati con il corpo fisico. Il soggetto che ha una certa esperienza inoltre prende automaticamente coscienza del corpo astrale durante la paralisi, non ha neppure la necessità di rilassarsi prima mentalmente per arrivare a percepire il corpo astrale, e il ritiro della coscienza nel corpo astrale avviene anche in maniera decisamente spontanea. L'esperienza infatti permette di rendere la separazione più rapida e più semplice, senza particolari tecniche ed accorgimenti.

Ora commentando il primo livello di OBE


la prima fase, la proiezione sensitiva, si può definire come la percezione di non essere entro l'ambito corporeo, non c'è né coscienza né percezione para-sensoriale, come non vi è nessuna possibilità di logicizzare l'evento non avendo nessun "appiglio" né sensoriale né fisico. In pratica si percepiscono solo sensazioni.


Dalle mie personali esperienze credo che un soggetto comune possa comunque facilmente superare la prima fase, non limitandosi ad avere solo "sensazioni" ma vorrei capire prima cosa di intende per "sensazioni"
Infatti nel mio caso, non ci sono solo sensazioni (almeno nel modo in cui io interpreto il significato di sensazioni in questo contesto) ma c'è anche la netta e chiara percezione del mio corpo astrale, di cui assumo il comando e questo mi permette di alzarmi dal letto con il corpo astrale. Io percepisco il corpo astrale come avente una forma identifica a quella fisica, ma con la caratteristica di essere plasmabile, a prova che la materia astrale viene facilmente influenzata e modellata dalla mente.
Inoltre nel mio caso non c'è solo la percezione del mio corpo astrale, ma ho pure la percezione di una realtà astrale ovviamente soggettiva, frutto delle mie aspettative (solitamente la camera dove sto dormendo) con cui in parte riesco ad interagire, come ad esempio toccare una superficie o un oggetto senza necessariamente averne una percezione visiva, di natura ovviamente puramente astrale, senza che questi abbiano una corrispondenza fisica, dato che comunque si tratta di forme astrali create incosciamente dalla mia mente. La realtà soggettiva che percepisco quindi è una realtà di sogno, seppure risulta decisamente più vivida e più statica, rispetto a quella sperimentata in un comune sogno lucido, e ancora più rispetto ad un sogno non lucido ovviamente. La natura di questa realtà comunque dura poco, trasformandosi in quella tipicamente più dinamica, più fantastica ed avventuriera, di un sogno lucido, che è comunque una definizione impropria di sogno dato che di lucido si ha solo la vaga e non costante consapevolezza di stare sognando.

Commentando adesso il secondo livello di OBE (che è quello che per adesso maggiormente mi interessa)

la seconda fase, la proiezione fisica, si può definire come la percezione della realtà che ci circonda, vi è la coscienza sensoriale visiva e la percezione mentale dell'ambiente ma nessuna interazione con esso. In pratica siamo "osservatori" anche se in realtà non vediamo fisicamente.


In base alle mie esperienza personali, queste possono essere in parte catalogate nella seconda fase?
Però non mi è chiara una cosa: per la seconda fase cosa si intende per "percezione della realtà" ? Si tratta di una realtà oggettiva, o ancora puramente soggettiva come nelle mie esperienze? Nel mio caso infatti riesco abbastanza ad interagire con la mia realtà astrale soggettiva come ho raccontato (toccare superfici e oggetti come già scritto) o forse in questo contesto di spiegazione della seconda fase per "interazione" si intende tutt'altra cosa?
Immagino invece per "coscienza sensoriale visiva" si intende vedere la realtà astrale (soggettiva o oggettiva che sia)
Mentre quando si parla di "percezione mentale dell'ambiente" cosa si intende esattamente?

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#3 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 27 gennaio 2014 - 03:47

io sono parzilamente d'accordo con tutto quello che avete detto,onestamente però questa parte edyta non la capisco proprio:

E' decisamente improbabile che un essere umano che vive nel mondo di oggi (e tanto meno nella nostra cultura) possa anche soltanto lontanamente avvicinarsi ad un tale livello di "pulizia". E' irrealistico che una persona possa raggiungere la coscienza profonda necessaria per un viaggio astrale e finito il viaggio, tornare a pensare ai problemi di tutti i giorni, al mutuo, al lavoro, ai problemi di scuola, allo stress della vita ecc ecc, per poi, dopo un pò, tornarsene bellamente a fare un altro viaggio astrale.[/


perchè?al di fuori della varie gradazioni,praticare il viaggio astrale non fa di noi degli illuminati o delle persone fuori da questo mondo(a eccezione se vogliamo proprio del tempo in cui viaggiamo),inoltre per quanto il viaggio possa essere profondo e ci si possa allontanare dalla percezione ordinaria o dallo stato di veglia,terminato il viaggio la nostra coscenza tornerà al livello ordinario...durante il viaggio può persino vacillare la tua idea di identità personale,durante il viaggio la tua identità e condizione di tutti i giorni può sembrarti un sogno,ma terminato il viaggio,è questo che ti sembrerà un sogno e te sarai di nuovo nello stato di veglia...

#4 edyta78

edyta78

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Inviato 27 gennaio 2014 - 05:19

Mentre quando si parla di "percezione mentale dell'ambiente" cosa si intende esattamente?

allora tornado,sta propio qui la differenza tra un viaggio astrale ed una uscita dal corpo,la percezione del pianofisico..
tu non crei niente,il mondo circostante è reale,ma la percezione di esso completamente diversa..
quindi non è una pecezione mentale ma reale ..

io sono parzilamente d'accordo con tutto quello che avete detto,onestamente però questa parte edyta non la capisco proprio:



perchè?al di fuori della varie gradazioni,praticare il viaggio astrale non fa di noi degli illuminati o delle persone fuori da questo mondo(a eccezione se vogliamo proprio del tempo in cui viaggiamo),inoltre per quanto il viaggio possa essere profondo e ci si possa allontanare dalla percezione ordinaria o dallo stato di veglia,terminato il viaggio la nostra coscenza tornerà al livello ordinario...durante il viaggio può persino vacillare la tua idea di identità personale,durante il viaggio la tua identità e condizione di tutti i giorni può sembrarti un sogno,ma terminato il viaggio,è questo che ti sembrerà un sogno e te sarai di nuovo nello stato di veglia...


be questo è il tuo pensiero,creato su esperienze tue personali,quindi soggettive,inconfutabilmente create dalla tua mente,o per tanti sentito dire o per molteplici letture..ma la realtà è ben diversa.
per arrivare realmente a intraprendere un viaggio astrale coscentemente,cè da lavorare su noi stessi tantissimo e fare scelte di vita per prima cosa,anche momentanee,ma in quel momento scelte radicali,e poi non è neanche detto che un soggetto riesca.
il mondo circostante in fase di preparazione e di attuazione è basilare...senza un assenza dal mondo quotidiano per un lungo periodo,non esiste nessuna preparazione e nessun astrale.
se non vi sono le suddette circostanze,lo stato psico-fisico non sarà mai pronto per intraprendere fasi così complesse ,di andata e ritorno..
poi ognuno di voi può dire,fare e commentare con qualsiasi tipologia di pensiero,la realtà oggettiva non cambia.
non cè nessun sogno,e ne sembrerà alcun sogno,ma percezione reale dell'ambiente fisico circostante..
se uno vuole illudersi di compiere viaggi astrali faccia pure..

Messaggio modificato da johnt, 27 gennaio 2014 - 08:21


#5 1000risorse

1000risorse

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Inviato 27 gennaio 2014 - 07:57

diciamo anche che chiudendo le porte delle percezioni e vivendo di sole sensazioni, vediamo e sentiamo un pò quello che vogliamo sentire. conosco molta gente che è convinta di ricevere rivelazioni da entità astrali. però secondo me non c'è modo per stabilire se l'entità era davvero tale (e quindi si è giunti ai presunti livelli alti di padronanza della tecnica) oppure se era un costrutto mentale.

molti, anzi troppi secondo me scambiano messaggi ed incontri astrali con normali - appunto - sogni lucidi. presenze oniriche che la nostra mente materializza anche durante i sogni. c'è chi sostiene che in astrale vi siano intere biblioteche cariche di conoscenza. mi viene in mente poi crowley o tutti quelli che in un'estasi (che è una forma di alienazione dei sensi proprio come i primi due gradi sopra citati) hanno scritto libri interi, o composto musica, o disegnato quadri. non c'è però modo di stabilire in quale misura la mente influenza l'osservazione (anche se non è materiale). semplicemente perchè la mente è più primitiva e limitata della grandezza delle potenziali nozioni che si possono apprendere effettivamente.
è l'idea che mi sono fatto.

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#6 tornado

tornado

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Inviato 27 gennaio 2014 - 09:35

allora tornado,sta propio qui la differenza tra un viaggio astrale ed una uscita dal corpo,la percezione del pianofisico..
tu non crei niente,il mondo circostante è reale,ma la percezione di esso completamente diversa..
quindi non è una pecezione mentale ma reale

Allora ho capito quindi che già a partire dalla seconda fase si ha la percezione della realtà astrale come controparte del piano fisico, ma non si ha coscienza di ciò, né coscienza di sé, e quindi il soggetto svegliandosi può credere di avere sognato. Perdonami, allora forse hai scritto una cosa sbagliata. Riguardo sempre la seconda fase hai scritto "percezione mentale dell'ambiente" , volevi forse scrivere "percezione reale dell'ambiente" ? :confused: Insomma da quello che hai spiegato anche successivamente, le mie esperienze si limitano per adesso solo alla prima fase, dato che io non ho la percezione della realtà astrale, che invece già si ha nella seconda fase.

Ora approfondendo il discorso della realtà astrale, Arthur Powell nel suo libro "il corpo astrale" scrive che la realtà astrale è costituita da 7 livelli o sotto-piani. Sempre dal libro, al livello più basso l'esploratore extracorporeo racconta che la realtà astrale di questo sotto-piano si trova sotto la superficie della terra, e da una sensazione di forte materialità e densità, come muoversi attraverso un fluido molto viscoso, e soprattutto c'è un buio assoluto. A questo livello si collocherebbe la realtà astrale dove le anime dei dannati sperimentano la loro condizione infernale d'oltre tomba :( Invece al livello immediatamente superiore la realtà astrale è proprio la terra immediatamente subito sopra la sua superficie, ancora con caratteristiche di materialità e densità elevate, ma meno che nel livello inferiore, e soprattutto a questo livello c'è luce anche in quella che noi chiamiamo "notte" . Nel livello superiore la realtà astrale ha ancora come sfondo il piano fisico, è più lontana dalla superficie terrestre, ed è meno materiale e comincia a sfumare, come se stesse scomparendo. Al livello ancora superiore la realtà astrale è sempre meno fisica, è ancora più in alto, molto tenue e quasi del tutto scomparsa alla vista.
Nei successivi tre livelli superiori la realtà astrale è completamente diversa, non è la controparte del piano fisico, ma ci sono i mondi puramente astrali. Questi sono stati creati dai loro abitanti (i morti :() e sembrano esseri dei veri paradisi, una sorta di anticamera del paradiso. Questi mondi, essendo delle creazioni collettive, sono sufficientemente oggettivi da poter essere percepiti da chiunque, compresi gli esploratori extracorporei fisicamente vivi. Il comune esploratore extracorporeo però è in grado limitatamente solo di viaggiare soprattutto nel secondo livello, cioè quello che è più simile d'aspetto al piano fisico e che si colloca in prossimità della superficie terrestre. Anche andare nel livello dell' "inferno" richiede molta esperienza; così come andare nei tre livelli più superiori quelli dove si trovano i mondi puramente astrali, che vengono continuamente modificati dai loro abitanti ultra-terreni (magari se riesco ad andarci faccio una scorreggia astrale e contribuisco alla bellezza di questi mondi :asdsi::mm::icon_eek: )

Ritornando invece alla possibilità di sperimentare la seconda fase (una sorta di pre-viaggio astrale) l'autore del libro scrive che l'uomo selvaggio (quello preistorico) che è meno sviluppato dell'uomo comune, solitamente ha una scarsa attività sognante, avendo una scarsa coscienza astrale, per conseguenza sognerà poco o niente, dato che il suo corpo astrale rimarrà quasi del tutto addormentato durante il sonno.
Noi uomini comuni invece abbiamo una discreta coscienza astrale, e per conseguenza il nostro corpo astrale risulta particolarmente attivo durante quella che noi chiamiamo fase REM, cioè la fase del sonno in cui noi sogniamo.
Nell'uomo comune quindi la coscienza astrale si desta (ma non la coscienza di sé, precisiamo) durante il sonno REM, ma l'uomo comune si circonda di un guscio di pensieri (il sogno) e lo esclude dalla possibilità di percepire la realtà del piano astrale. Mentre l'uomo selvaggio, nonostante sia solitamente incoscio durante tutto il sonno, può raramente essere meno letargico e quindi può essere in grado di ricevere delle impressioni della realtà astrale. L'uomo selvaggio quindi ha la possibilità non tanto remota di sperimentare la seconda fase, perché a differenza dell'uomo comune, lui non si circonda di un guscio di pensieri. Nonostante ciò, in accordo con quanto descritto nella seconda fase, l'uomo selvaggio che sperimenta la seconda fase non è cosciente di sé e della realtà astrale, e quindi al risveglio crederà di avere sognato.
Detto ciò, sembra che l'uomo comune abbia meno potenzialità di sperimentare la realtà del piano astrale rispetto all'uomo selvaggio, nonostante l'uomo comune ha un maggiore sviluppo (soprattutto psichico) dell'uomo selvaggio :crushed: Solo occasionalmente, in seguito ad un forte impulso esterno o ad un qualche desiderio interno, momentaneamente il muro di pensieri si può distruggere e dissolversi, permettendo così all'uomo comune di potere per qualche breve istante di ricevere impressioni della realtà astrale, prima che il muro di pensieri si riformi e l'uomo ritorni a sognare.

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#7 edyta78

edyta78

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Inviato 27 gennaio 2014 - 11:18

no no trornado sei propio fuori..
Non esiste un piano chiamato astrale,esiste il piano fisico odierno,ciò che muta è il corpo(chiamato astrale) con cui percepiamo sempre il nostro mondo fisico,quindi non più il corpo materiale di carne,ma bensì un'altro corpo quello astrale che interagisce con altri mezzi(i mezzi astrali) sul piano fisico normale.
Qui tutti vi fate delle fantasie,il vostro inconsci viaggia,crea illusioni,che percepite come realtà oggettive,quando invece sono realtà vostre soggettive.
Sei estremamente coscente in un viaggio astrale,e sei anche coscente di come andarci,in più sei coscente della tua interazione con il tuo corpo astrale e il mondo fisico circostante,e sei coscente e sveglio quando rientri nel corpo.
Tutto è dentro l'uomo,non cè niente fuori da esso..

#8 tornado

tornado

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Inviato 27 gennaio 2014 - 11:36

Non esiste un piano chiamato astrale,esiste il piano fisico odierno

:cwm::(:icon_cry:


ciò che muta è il corpo(chiamato astrale) con cui percepiamo sempre il nostro mondo fisico,quindi non più il corpo materiale di carne,ma bensì un'altro corpo quello astrale che interagisce con altri mezzi(i mezzi astrali) sul piano fisico normale.

Ok, mi hai convinto :suspicion:.:punk:.:eagerness:


Qui tutti vi fate delle fantasie,il vostro inconsci viaggia,crea illusioni,che percepite come realtà oggettive,quando invece sono realtà vostre soggettive.

Su questo sono completamente d'accordo, è sempre ciò che dico io in base alle mie personali esperienze.


Sei estremamente coscente in un viaggio astrale,e sei anche coscente di come andarci,in più sei coscente della tua interazione con il tuo corpo astrale e il mondo fisico circostante,e sei coscente e sveglio quando rientri nel corpo.

Allora, sei io volessi avere l'esperienza della seconda fase, dopo l'avvenuta separazione e la creazione della mia realtà soggettiva, potrei riuscire ad avere la seconda fase affermando decisamente e con chiara consapevolezza ad esempio <<quello che sto vedendo è solo un'illusione creata dalla mia mente>> ?
Sempre ovviamente che io riesca a ricordarmi di fare questa affermazione, si potrebbe teoricamente in questo modo fare svanire l'illusione, e riuscire a percepire la realtà oggettiva? :boardmod_main:
Sempre che non me ne compaia un'altra, dopo che sia svanita quella prima, e mi illuda di vedere la realtà oggettiva! :boardmod_main:
Insomma mi daresti tu personalmente un suggerimento per riuscire a sperimentare la seconda fase, poi ti faccio sapere come è andata :asdsi::morning:

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#9 tornado

tornado

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Inviato 28 gennaio 2014 - 12:39

A me sembra che bastasse UNA SOLA DISCUSSIONE sui viaggi astrali, comunque, al contrario di quanto sostiene edyta78, esiste un piano fisico, un piano astrale (da me chiamato passionale), un piano mentale, un piano nirvanico, ed altri ancora "più su".
Come ho detto: spesso si fanno i viaggi astrali per curiosità, senza conoscerne le conseguenze a volte molto negative sulla salute e... senza sapere nulla della realtà che si va a visitare.

Secondo la teosofia esistono i piani fisico, astrale, mentale (mentale inferiore e mentale superiore o causale) buddico, atmico o nivanico, monadico e divino. Pertanto ciò che affermi riguardo l'esistenza di diversi piani di esistenza, fa parte delle conoscenze teosofiche, ma sinceramente io personalmente ne tengo conto solo relativamente e in maniera da non chi ci crede ciecamente (parlando per me ovviamente) Sinceramente sapere che esistono questi piani, secondo quello che si è letto in materia, non so personalmente cosa farmene. A me interessa solo la pratica, questo da sempre, e per fortuna sono stato sempre soprattutto auto-praticante, ma mettendo in pratica anche i consigli pratici degli altri (non di certo di prendermi la ketamina come qualcuno una volta mi aveva suggerito :bb: )
Secondo invece Edyta (in base o non in base alle sue esperienze personali questo ancora lo devo capire, ma per adesso non me ne importa) esisterebbe solo il piano fisico che si può percepire con il corpo fisico e con il corpo astrale (non saprei per gli altri corpi superiori, quali il mentale e il causale, descritti dalla teosofia)
A me personalmente interessa solo per adesso essere in grado di percepire la realtà oggettiva con il corpo astrale, indipendentemente se esista o non esista il piano astrale. Ovviamente senza l'uso di pratiche forzate e non ortodosse che potrebbero rivelarsi dannose per la salute psico-fisica come dici tu stesso, e come dico anche io :asdsi: Su questo siamo pienamente d'accordo, come avrai ben capito nell'altra discussione :eagerness:
Da quello che però ha spiegato Edyta, le diverse fasi di OBE descritte da lei si possono sperimentare naturalmente e spontaneamente una dopo l'altra in seguito ad una progressiva e costante "pulizia" di sé. Io però ho proposto ad Edyta se fosse in grado di fornirmi un modo pratico e sicuro sul momento durante l'OBE, per farmi sperimentare almeno la seconda fase :( e d'altro canto cercherò di pulirmi, magari vado a Lourdes e mi faccio un bagno freddo in una fonte :eagerness:

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#10 edyta78

edyta78

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Inviato 28 gennaio 2014 - 06:48

[eliminato quote a post cancellato]



:cwm::(:icon_cry:





Allora, sei io volessi avere l'esperienza della seconda fase, dopo l'avvenuta separazione e la creazione della mia realtà soggettiva, potrei riuscire ad avere la seconda fase affermando decisamente e con chiara consapevolezza ad esempio <<quello che sto vedendo è solo un'illusione creata dalla mia mente>> ?
Sempre ovviamente che io riesca a ricordarmi di fare questa affermazione, si potrebbe teoricamente in questo modo fare svanire l'illusione, e riuscire a percepire la realtà oggettiva? :boardmod_main:
Sempre che non me ne compaia un'altra, dopo che sia svanita quella prima, e mi illuda di vedere la realtà oggettiva! :boardmod_main:
Insomma mi daresti tu personalmente un suggerimento per riuscire a sperimentare la seconda fase, poi ti faccio sapere come è andata :asdsi::morning:

tornado non puoi accedere al secondo livello,a meno che tu non abbia intrapreso un percorso e una scelta di vita radicale.
Ciò necessita per prima cosa di scelte e di luoghi,dove le problematiche della vita quotidiana sono al di fuori.
Restando larghi,saranno si e no solo una quindicina di persone nel modo che riescono ad andare in astrale coscentemente ed a evolverlo..
Qui sembra a leggere tutti questi 3d di esperienze che facilmente si possa raggiungere un viaggio astrale,ma è totalmente errato,in più tutti credono che sia un'altra dimensione ,quando invece è solo un'altra tipologia di corpo(astrale) che entra in contatto con questo nostro piano fisico,e lo percepisce in modo completamente diverso.

Messaggio modificato da cincin, 28 gennaio 2014 - 07:03


#11 1000risorse

1000risorse

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Inviato 28 gennaio 2014 - 11:10

Tutto è dentro l'uomo,non cè niente fuori da esso..


io non condivido in pieno. almeno, dipende da cosa intendiamo con "Niente". Comunque di massima, per quanto subordinato all'argomento, ci sono tradizioni che sostengono che l'uomo possa dialogare con gli spiriti o con gli antenati, e così comprendiamo meglio il mondo, troviamo le risposte, prendiamo le decisioni giuste. E' il corpo astrale che secondo le tradizioni europee ed orientali ci permette di fare ciò.

sono sicuro però che se noi interpellassimo davvero i nostri antenati o gli spiriti dicendo loro che abbiamo fatto quelle scelte che ci hanno consigliato, loro risponderebbero che non ci hanno detto nulla. probabilmente erano solo illusioni, ma se ci hanno permesso di giungere alla verità, è perchè la verità è in ognuno di noi.

concordo in pieno invece per quanto riguarda la dimensione. la coscienza di un viaggio astrale sta alla nostra coscienza che nel gergo definiremmo "normale" esattamente come la coscienza di un bambino sta a quella di un anziano... bambino ed anziano guardano lo stesso mondo solo in maniera differente. non abitano due dimensioni differenti....

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#12 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 28 gennaio 2014 - 01:41

be questo è il tuo pensiero,creato su esperienze tue personali,quindi soggettive,inconfutabilmente create dalla tua mente,o per tanti sentito dire o per molteplici letture..ma la realtà è ben diversa.
per arrivare realmente a intraprendere un viaggio astrale coscientemente,c'è da lavorare su noi stessi tantissimo e fare scelte di vita per prima cosa,anche momentanee,ma in quel momento scelte radicali,e poi non è neanche detto che un soggetto riesca.
il mondo circostante in fase di preparazione e di attuazione è basilare...senza un assenza dal mondo quotidiano per un lungo periodo,non esiste nessuna preparazione e nessun astrale.
se non vi sono le suddette circostanze,lo stato psico-fisico non sarà mai pronto per intraprendere fasi così complesse ,di andata e ritorno..
poi ognuno di voi può dire,fare e commentare con qualsiasi tipologia di pensiero,la realtà oggettiva non cambia.
non c'è nessun sogno,e ne sembrerà alcun sogno,ma percezione reale dell'ambiente fisico circostante..
se uno vuole illudersi di compiere viaggi astrali faccia pure..


cosa posso dirti,a ognuno le sue idee,io non amo parlare delle mie esperienze,anche perché non avrei cmq nulla di nuovo da dire,tutto è già stato detto,ma ho trovato delle conferme nei testi tradizionali e preferisco citare questi anche per evitare di essere psicoanalizzato come va tanto di moda ultimamente(discorso generale non riferito a te)...io sono d'accordo solo in parte,per viaggiare in astrale bisogna mettere da parte l'io ordinario con tutte le sue preoccupazioni,i suoi pensieri e tutto ciò che possa ancorarlo alla sua condizione ordinaria,per fare questo però non credo sia necessario uscire dal mondo,non credo che sia necessario un cambiamento esteriore ma interiore,che poi l'uno possa essere legato all'altro è un'altro discorso,è una possibilità,ma solo una tra le tante...
dicevo che in astrale hai la netta percezione di un'identità diversa da quella ordinaria,ti sembra di ricordare un sogno se pensi al tuo io ordinario,ma quando ti risvegli è l'opposto,cioè è il viaggio a essere ricordato come qualcosa di simile a un sogno..è questo che intendevo dire...è quello guenon prova a spiegare con questo testo taoista:

«Racconta Ciuang-Ze: sognai una notte di essere una farfalla che volava contenta della sua sorte; poi mi svegliai ed ero Ciuang-Ze. Chi sono, in realtà? Una farfalla che sogna di essere Ciuang-Ze, o
Ciuang-Ze che immagina di essere stato una farfalla? Ci sono nel mio caso due individui ideali? O vi è stata una trasformazione reale
da un essere ad un altro? Né l’una, né l’altra cosa: vi sono state due modificazioni irreali dell’essere unico, della norma universale
nella quale tutti gli esseri, in tutti loro stati, sono Uno» [v. Ciuang-Ze, cap. II].


quindi non sto dicendo che viaggiare è un gioco e che è facile farlo,ma credo che chiunque può farlo con la dovuta pazienza,preparazione e perseveranza...questo discorso mi ricorda la tesi secondo cui se non ci si ritira dal mondo come uno yogin di altri tempi o se non si sta in solitudine non si può conseguire l'illuminazione,sia maharshi che ahivanov per dirne due ironizzano sul fatto che molti hanno raggiunto la meta (la liberazione,non un viaggio astrale) stando nel mondo ma praticando con costanza,e tanti altri si sono ritirati in solitudine per evitare il diavolo senza capire che questo è stato in loro compagnia per tutto il tempo,insomma desideri,passioni e "voglie varie" erano ancora più forti proprio per questa solitudine...
Non siamo tutti uguali ed ognuno può trovare più idonea per se una strada,l'importante è non voler imporre negli altri la propria(ancora una volta,non è di te che sto parlando onde evitare equivoci,è un discorso generale),tra queste strade c'è anche quella che citi te,ma ripeto,sempre a mia opinione,questa è una delle tante possibilità,non l'unica...
semmai credo ci voglia davvero una grande preparazione per arrivare a percepire il bhuddi,le idee universali,per uscire dall'individuale e arrivare al sopraindividuale,percepire quello che viene definito archivio akashico,ma la ragione è che bisogna raggiungere delle sfere più alte,fare questo richiede un lavoro di purificazione oltre che una certa preparazione e comprensione,forse è a questo che ti riferisci,ma va sottolineato che almeno in occidente quando si parla di astrale e viaggio astrale ci si riferisce immancabilmente al basso astrale,su questo non posso che darti ragione!certe sfere vengono raggiunte solo da pochi...un chiarimento,quando parlo di basso astrale in questo comprendo anche certi luoghi che potremmo definire "collettivi",questi si riconoscono facilmente perché ti accorgi che l'ambiente non è influenzato o lo è pochissimo da noi come esploratori,quando invece questo ambiente varia molto nel suo aspetto siamo solo noi a dargli la forma,se ci piace diciamo che siamo dentro noi stessi ma non è neanche questo il punto,siamo solo noi a dargli la forma,non ricordo il testo ma faceva un bellissimo esempio,noi possiamo esplorare un'intero universo nostro e interiore,di cui noi siamo il sole,la luce che li rende manifesti,ma tali universi sono percepibili e raggiungibili anche da altri,la cosa è complessa.....col bhuddi invece si arriva alle idee universali e sopraindividuali e non collettive(credo che un buon esempio di questo stadio possa essere il lavoro di edgar cayce),quindi il collettivo è solo da intendersi come un individuale "allargato"......

Secondo invece Edyta (in base o non in base alle sue esperienze personali questo ancora lo devo capire, ma per adesso non me ne importa) esisterebbe solo il piano fisico che si può percepire con il corpo fisico e con il corpo astrale (non saprei per gli altri corpi superiori, quali il mentale e il causale, descritti dalla teosofia)


Se posso,questi sono solo concetti,solo parole,la realtà è una,la coscienza può risiedere in più piani,a seconda del piano in cui si trova la coscienza te percepirai ovviamente una realtà diversa pur essendo sempre la stessa realtà....ma non si percepisce solo la dimensione fisica,in quella astrale esistono interi mondi,ovviamente per percepire le sfere più alte è necessaria una grande preparazione,questa è poi necessaria in particolare per dare un senso a ciò che si percepisce,visto che ciò che vediamo è solo una forma simbolica...credo però che tutto ciò che esiste nella realtà fisica abbia una sua controparte sottile,ma la realtà sottile è ben più vasta di quella fisica...credo che questo testo preso dal libro tibetano dei morti possa dare un'idea,spiega le diverse percezioni di vari "esseri" che osservano però da loka (piani) diversi:

"Gli esseri hanno visioni diverse a seconda a seconda delle diverse cause karmiche.Per spiegarlo si racconta questo aneddoto:"un giorno,nei pressi di un fiume,si incontrarono i rappresentanti dei sei loka.Pur essendo tutti nello stesso luogo,ognuno di essi vedeva una cosa diversa,per via delle diverse cause karmiche:il rappresentante degli esseri infernali vedeva fiamme o del ghiaccio,lo spirito affamato vedeva sangue al posto dell'acqua,i pesci che rappresentavano gli animali lo riconoscevano come propria dimora,l'uomo vedeva acqua con cui potersi dissetare,il dio geloso un campo di battaglia e la divinità vedeva un paradiso luminoso di nettare."
il libro tibetano dei morti" NamkhaiNorbu pag.15


diciamo semplificando che ogni dimensione è osservabile tramite il corpo proprio a quella dimensione e fatto della stessa materia di quella dimensione,questi corpi hanno i loro sensi,atti a osservare quel piano,proprio come il corpo fisico ha i propri sensi per esplorare questa dimensione,quindi pur osservando la stessa cosa,si vedrà nei vari casi la controparte dei diversi piani(le parole semplificano sempre ma spero di essermi spiegato),questo almeno è il mio punto di vista...

#13 edyta78

edyta78

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Inviato 29 gennaio 2014 - 07:06

che dirvi,ognuno contiuna per la propia strada..
archeo puoi postare tutte le diciture che vuoi dei libri,ma nessuno scritto a portata di mano è in grado di esplerare in toto un viaggio astrale.
puoi rifarti agli antichi,ma inutilmente per quanto mi riguarda e per quanto riguarda persone che ne vivono appieno nel propio quotidiano per scelta,puoi dire che le sensazioni sono come quelle del risvegli di un sogno,cosa assurda o tutte le altre diciture da te esposte e da altri,che trovo assurdo elencare e quotare pe rispondervi..
immagino e so, che scondo voi tutti possono accedervi all'astrale,questo infatti è l'assurdo concettuale dell'approcciarsi a determinate tematica come questa per esempio.Fate fede alle vostre esperienze vissute,ma siete voi stessi che etichettate certe esperinze came tali,senza invece capirne vrament l'origine,un senzo anche inconscio di superiorità..
ciò delucida una ignoranza(deriva da ignorare)totale o presunta,di ciò che esponete.
vi coprite dietro il riportare quasi sempre grandi nomi esoterici o testi,per consolidare i vostri pensieri e le vostre esperienz personali,ma in questo frangente,non consolidate niente solo un grande non conoscere tale cosa.
ripeto a me non mi frega niente se non concordate,anzi bene,vorrei solo che foste capaci di un confronto e di una interazione inerente al tema,senza citare testi,o rifarvi su pensieri di chi voi credete essere i portatori reali di tale tema...
poi ognuno creda pure in ciò che vuole,mi auguro che su più dimille utenti almeno uno coglierà nel segno.

#14 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 29 gennaio 2014 - 09:15

che dirvi,ognuno contiuna per la propia strada..
archeo puoi postare tutte le diciture che vuoi dei libri,ma nessuno scritto a portata di mano è in grado di esplerare in toto un viaggio astrale.
puoi rifarti agli antichi,ma inutilmente per quanto mi riguarda e per quanto riguarda persone che ne vivono appieno nel propio quotidiano per scelta,puoi dire che le sensazioni sono come quelle del risvegli di un sogno,cosa assurda o tutte le altre diciture da te esposte e da altri,che trovo assurdo elencare e quotare pe rispondervi..
immagino e so, che scondo voi tutti possono accedervi all'astrale,questo infatti è l'assurdo concettuale dell'approcciarsi a determinate tematica come questa per esempio.Fate fede alle vostre esperienze vissute,ma siete voi stessi che etichettate certe esperinze came tali,senza invece capirne vrament l'origine,un senzo anche inconscio di superiorità..
ciò delucida una ignoranza(deriva da ignorare)totale o presunta,di ciò che esponete.
vi coprite dietro il riportare quasi sempre grandi nomi esoterici o testi,per consolidare i vostri pensieri e le vostre esperienz personali,ma in questo frangente,non consolidate niente solo un grande non conoscere tale cosa.
ripeto a me non mi frega niente se non concordate,anzi bene,vorrei solo che foste capaci di un confronto e di una interazione inerente al tema,senza citare testi,o rifarvi su pensieri di chi voi credete essere i portatori reali di tale tema...
poi ognuno creda pure in ciò che vuole,mi auguro che su più dimille utenti almeno uno coglierà nel segno.

ma scusa, perchè te la prendi con chi cita fonti autorevoli?
Ci sono molti autori che trattano di questo tema. Bisognerebbe conoscere quel che già è noto prima di pensarsi autori indiscussi di una nuova teoria.
per es, per gli shamani sognare (=muoversi nel sogno) è un arte, lo sapevi?
sapendolo non suddivideresti il va in fasi, non sapendolo dovresti considerare, almeno, che dietro l'arte c'è la conoscenza.
comunque apprezzo il tuo impegno.

#15 Etranger

Etranger

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Inviato 29 gennaio 2014 - 09:35

........ Ci sono molti autori che trattano di questo tema. Bisognerebbe conoscere quel che già è noto prima di pensarsi autori indiscussi di una nuova teoria.
per es, per gli shamani sognare (=muoversi nel sogno) è un arte, lo sapevi?


E' vero, solo che se si approfondiscono i contenuti di molti autori (quasi tutti quelli in buona fede), si evince, come nel caso degli sciamani, che la loro è "conoscenza", non "coscienza" degli eventi

#16 dodecaedra

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Inviato 29 gennaio 2014 - 10:15

E' vero, solo che se si approfondiscono i contenuti di molti autori (quasi tutti quelli in buona fede), si evince, come nel caso degli shamani, che la loro è "conoscenza", non "coscienza" degli eventi

È una curiosa affermazione la tua.
Conoscere -a fondo-, non rende consapevoli?

stando in tema di v.a. Lo shamano é ben cosciente del viaggio astrale che vuole fare, sa in che mondo vuole andare e sa anche come fare per raggiungerlo, avvalendosi, appunto, della sua conoscenza.

#17 Etranger

Etranger

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Inviato 29 gennaio 2014 - 10:46

È una curiosa affermazione la tua.
Conoscere -a fondo-, non rende consapevoli?


la conoscenza (sia pure profonda) non necessariamente significa la "coscienza" di ciò che si conosce

stando in tema di v.a. Lo shamano é ben cosciente del viaggio astrale che vuole fare, sa in che mondo vuole andare e sa anche come fare per raggiungerlo, avvalendosi, appunto, della sua conoscenza.


Lo sciamano adotta tecniche per raggiungere uno scopo (in questo caso uno "stato"), ma ti assicuro che non ne ha coscienza, lo dimostra il fatto che il suo "viaggio astrale" (chiamiamolo così) lo compie da spettatore, mai da attore, traendo deduzioni ed interpretazioni da cose ed eventi di cui non ha la benché minima coscienza, ma solo un'interpretazione conoscenziale

#18 dodecaedra

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Inviato 29 gennaio 2014 - 11:04

la conoscenza (sia pure profonda) non necessariamente significa la "coscienza" di ciò che si conosce



Lo sciamano adotta tecniche per raggiungere uno scopo (in questo caso uno "stato"), ma ti assicuro che non ne ha coscienza, lo dimostra il fatto che il suo "viaggio astrale" (chiamiamolo così) lo compie da spettatore, mai da attore, traendo deduzioni ed interpretazioni da cose ed eventi di cui non ha la benché minima coscienza, ma solo un'interpretazione conoscenziale

-Quindi secondo te puó avere coscienza anche chi praticasse un intervento chirurgico senza conoscenza medica?
- per "assicurarmi" il tuo pensiero in merito agli schamani, posso chiederti quali hai conosciuto o, almeno, a quali ti riferisci? Citando "l'arte di sognare" è palese che mi sto riferendo a quelli che si definiscono di discendenza tolteca e sono essi ad asserire quanto detto prima.

#19 Etranger

Etranger

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Inviato 29 gennaio 2014 - 12:08

-Quindi secondo te puó avere coscienza anche chi praticasse un intervento chirurgico senza conoscenza medica?


proprio non ci capiamo eh? ..... la coscienza delle cose è l'evoluzione della conoscenza delle cose, non vi può essere coscienza se non vi è conoscenza, ma la conoscenza (in genere) si arroga le prerogative della coscienza

- per "assicurarmi" il tuo pensiero in merito agli schamani, posso chiederti quali hai conosciuto o, almeno, a quali ti riferisci? Citando "l'arte di sognare" è palese che mi sto riferendo a quelli che si definiscono di discendenza tolteca e sono essi ad asserire quanto detto prima.


"conosciuto".... Yanomamo, 2 tribù diverse, Ayuba e Radyha (anche frequentato) e altri 2 sciamani (ma in tempi diversi) in africa, ma non frequentato come gli altri 2.

.... hai approfondito il significato (coscienza) originale della "discendenza" tolteca (conoscenza) attuale?

#20 occhibianchi

occhibianchi

    Orietur in tenebris lux tua

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Inviato 29 gennaio 2014 - 03:06

ritengo che sia troppo complesso definire in modo univoco cosa sia e cosa non sia un'appercezione astrale, proprio per la natura stessa di questo tipo di percezione, che è in gran parte, se non ai livelli più sensibili, modificata dalla coscienza di chi la osserva, ragione per cui gli operatori (quelli reali) si esprimono in simboli, la natura di questi, fra le altre cose, lascia trasparire chiaramente la differenza fra coscienza e conoscenza. Non riesco a capire, all'interno di questo thread, delle prese di posizione cosi rigide su questa tematica, che per definizione lascia invece aperte moltissime strade interpretative, a differenza magari di altri livelli di percezione, più elevati e complessi, ma decisamente più chiari.




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