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Angkor - La città del Drago celeste


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1 risposta a questa discussione

#1 Neo Ikon Epifanes

Neo Ikon Epifanes

    Utente Junior

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  • 85 messaggi

Inviato 05 febbraio 2013 - 08:14

Immagine inserita

Angkor, la più grande città del mondo nel XII secolo, fu per oltre quattro secoli la capitale dell’Impero Khmer, esteso tra i confini degli attuali Cambogia, Thailandia, Laos e Vietnam. Oltre 700 templi ricoprono un’area estesa per 600 Km2 tra risaie e dense foreste che costituivano un tempo uno tra i più affascinanti e articolati spazi urbani del mondo, abitato da oltre un milione di persone. Dopo la sua caduta e un declino inarrestabile, Angkor fu inghiottita dalla giungla con le sue piramidi e i templi di pietra, fino alla sua “riscoperta” da parte degli Europei nel XIX secolo.
Nel 1999, John Grigsby e Graham Hancock pubblicarono una teoria secondo la quale Angkor, al pari delle piramidi di Giza e di altri grandi complessi piramidali del mondo, fosse parte di un gigantesco “disegno planetario” concepito per rappresentare il Cielo sulla Terra e riprodurre la forma delle costellazioni e precisi orientameni astronomici. Secondo questa teoria, le piramidi e i monumenti di Angkor si allineerebbero a riprodurre il disegno della costellazione del Drago quale appariva nel 10,450 a.C.
Altri ricercatori hanno sostenuto l’esistenza di un secondo sistema di allineamenti astronomici ancora più complesso e basato su giganteschi diagrammi planetari tracciati su una scala di centinaia di km in conformità ad antichi modelli cosmologici indiani che sembrano risalire al periodo pre-vedico (3,200 a.C.)
Quella dei costruttori di Angkor non fu tuttavia una civiltà del mondo antico, ma un impero medioevale che raggiunse il suo apogeo al tempo delle grandi cattedrali e delle Crociate. E tuttavia molti sono gli elementi che legano Angkor al mondo antico:


  • La concezione “alchemica” della Terra come immagine del Cielo
  • La costruzione di piramidi e “templi montagna”
  • Una mitologia popolata da esseri leggendari e semi-divini – I Naga – dalle sembianze di serpente, che avrebbero trasmesso una conoscenza sovrannaturale al genere umano
  • Lo stano ricorrere di immagini ed elementi inspiegabilmente riconducibili all’Egitto faraonico: il culto del Re-Dio, la concezione cosmologica del Tempio e dello spazio sacro, la venerazione per il dio-uccello Garuda, in tutto simile all’Horus egizio, e persino il nome stesso della città, che sembra quasi una corruzione del geroglifico “Ankh-Hor”, “Il dio Horus vive”.
  • La sua stessa posizione 72° di longitudine a Est di Giza e 144° a Ovest dell’isola di Pasqua in uno dei punti chiave della griglia geodetica mondiale.

Angkor fu l’opera di un “collegio invisibile”, che agiva con il solo scopo di portare a compimento un disegno planetario iniziato migliaia di anni prima, o è essa stessa il relitto di una antica civiltà mondiale?
Come per le piramidi in Egitto, quello che lascia più sconcertati ad Angkor è la pressoché totale mancanza di un “prima”. I templi di Angkor emergono letteralmente dalla preistoria del Sud-Est asiatico in pieno medioevo. Nessun edificio o costruzione è stato portato in luce nell’intera piana di Angkor che risalga a un periodo anteriore a 1,500 anni fa; eppure questa evidenza pare inconciliabile con l’elaborato sistema di orientamenti astronomici che – se la teoria di Hancock e Grigsby è corretta – ne farebbe risalire la fondazione almeno al 10,450 a.C. – un’epoca che coincide con la fine dell’ultima era glaciale.

Per una trattazione più dettagliata:

Uncharted Ruins: Angkor, The city of the Celestial Dragon (part I) [Parte 1]
Uncharted Ruins: Angkor, The city of the Celestial Dragon (Part II) [Parte 2]
Uncharted Ruins: Angkor, The city of the Celestial Dragon (Part III) [Parte 3]
  • arjanedda piace questo
Uncharted Ruins...looking for remnants of the Lost Civilization

#2 arjanedda

arjanedda

    Utente Senior

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  • 7526 messaggi

Inviato 05 luglio 2018 - 03:53

Oggi su voyager ho visto un filmato su Angkor e sono rimasta affascinata dalle meraviglie in pietra.
I nostri antenati,da qualsiasi parte sulla terra, ci hanno lasciato dei preziosi capolavori e mi pare che nessuno di essi superi in importanza gli altri.
Ho pensato che per poter lavorare e scolpire così tanti particolari, gli antichi popoli vivevano in pace e grande collaborazione e gioia di vivere.
Perché ci vogliono attenzione e amore per costruire i particolari che si incastrano magicamente in un disegno più grande.
Preziosi pezzi di un mosaico.
Che meraviglia!
  • skynight, silvya e malia piace questo




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