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Mozart arma segreta contro la criminalità


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16 risposte a questa discussione

#1 Guest_Helios_*

Guest_Helios_*
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Inviato 11 novembre 2010 - 02:21

Nuova Zelanda: Mozart è arma segreta contro criminalità

(NEWS: Nuova Zelanda: Mozart arma segreta con...)

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Un'arma segreta ha liberato dalla microcriminalità l'area pedonale nel centro di Christchurch, la seconda città della Nuova Zelanda: la musica di Mozart.

L'introduzione di altoparlanti che la suonano nella City Mall, nel giugno 2008, ha ridotto drasticamente i piccoli reati ed il comportamento antisociale riportati dai vigili, da 77 a settimana nell'ottobre 2008 a due per settimana il mese scorso. Il numero di incidenti legati a droga e alcool è crollato da 16 a settimana nel 2008 a zero quest'anno, mentre il numero di volte in cui i vigili hanno aiutato i negozianti da clienti minacciosi è sceso da 35 a zero.

"È noto che la musica classica ha un effetto calmante e riduce il comportamento antisociale" ha detto al New Zealand Herald il direttore dell'associazione commercianti del centro città, Paul Lonsdale, promotore dell'iniziativa. In un primo tempo, l'idea era di suonare musica strumentale tipo easy listening, ma l'effetto calmante della musica classica si è rivelato superiore. "La gente si siede e si trattiene in quell'area perché si sente più al sicuro", ha aggiunto.

Anche il sergente di polizia Gordon Spite, responsabile del centro città, riconosce che Mozart ha aiutato a trasformare l'area. "Ha creato un ambiente che promuove il buon comportamento", ha detto.

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Si veda anche: Per sconfiggere il crimine basta ascoltare Mozart - Repubblica.it

Cosa ne pensate ?: credete che la musica classica in genere (e quella di Mozart nello specifico) sia davvero in grado di agire (in modo positivo) direttamente sul comportamento e sulla mente delle persone che la ascoltano, oppure il fenomeno potrebbe semplicemente ricollegarsi ad una generica percezione di zona comunque presidiata (dovuta proprio alla presenza di musica in genere) o - infine - al fatto che si sostiene che questo tipo di musica non sia gradito ai giovinastri tendenti al crimine, i quali si sposterebbero in altre zone determinando perciò solo una traslazione del fenomeno antisociale?

Messaggio modificato da lesena1, 12 novembre 2010 - 12:02
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#2 shoshonite

shoshonite

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Inviato 11 novembre 2010 - 02:57

Alla lunga potrebbe avere l'effetto opposto: distrarre le persone e coprire i rumori "sospetti", coprendo di fatto tutti quei criminali che agiscono silenziosi e approfittano del rumore di sottofondo e della disattenzione della gente.

#3 Menkalinan

Menkalinan

    quark charm

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Inviato 11 novembre 2010 - 03:42

Per quello che so, la musica di Mozart ha un effetto rilassante ed è un piacere ascoltarla, in casa mia aleggia spesso e grazie ad essa i nervosismi annunciati sono soliti svanire :king:.
Beh...che dire, potrebbero adottare questo metodo anche dalle nostre parti, magari vediamo cosa succede.

La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere. (Max Planck)


#4 borealedivina

borealedivina

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Inviato 11 novembre 2010 - 05:20

Cosa ne pensate ?: credete che la musica classica in genere (e quella di Mozart nello specifico) sia davvero in grado di agire (in modo positivo) direttamente sul comportamento e sulla mente delle persone che la ascoltano, oppure il fenomeno potrebbe semplicemente ricollegarsi ad una generica percezione di “zona comunque presidiata” (dovuta proprio alla presenza di musica in genere) o - infine - al fatto che si sostiene che questo tipo di musica non sia gradito ai “giovinastri” tendenti al crimine, i quali si sposterebbero in altre zone determinando perciò solo una traslazione del fenomeno antisociale?



Che la musicoterapia si sia rivelata molto utile come terapia d'appoggio in molte patologie è ormai un fatto acclarato. Le origini della cura delle malattie con i suoni e la musica possono essere rintracciate nella preistoria.
La musicoterapia sollecita il coinvolgimento dell'individuo e può utilmente contribuire a moderare l'eccessiva irruenza con chi si comporta in modo aggressivo con gli altri o viceversa risvegliare i soggetti apatici.
Pertanto credo fortemente negli effetti già sperimentati in altre civiltà come quella Egizia e quella Greca, ad esempio.
Riguardo la musica di Mozart gli studi hanno messo in luce che ascoltare brani del compositore austriaco renderebbe più intelligenti e migliorerebbe le abilità cognitive dei malati di Alzhemeir.
Quindi alcuna meraviglia se ciò trovasse una sua applicazione sociale nel complesso mondo della criminalità.:)
"La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza" (Albert Einstein)

#5 Ember

Ember

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Inviato 11 novembre 2010 - 06:14

Non capisco cosa ci trovi di rilassante la gente nella musica cosiddetta classica... per me è quanto di più esaltante si possa ascoltare, è una cosa che ti scuote dentro le budella!!
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*** homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

#6 borealedivina

borealedivina

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Inviato 11 novembre 2010 - 07:15

Non capisco cosa ci trovi di rilassante la gente nella musica cosiddetta classica... per me è quanto di più esaltante si possa ascoltare, è una cosa che ti scuote dentro le budella!!


Infatti va selezionata con ... cura quando si vogliono ottenere degli effetti e conoscere esattamente il tipo di effetto relativo a quell'armonia, a quella tonalità, a quel colore timbrico, a quell'agogica ... C'è musica classica che elicita condotte ispirate ad esaltazione e musica classica che, viceversa rilassa e distende.
Prova ad ascoltare l'Adagio di Albinoni o per ritornare al nostro compositore la "Piccola musica notturna" ... o il Mattino di Grieg ... o ... :roll:
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#7 Ember

Ember

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Inviato 11 novembre 2010 - 11:54

"Qualcosina" ne so, mi sto diplomando al conservatorio :D
Forse è per questo che per me la musica di quel tipo ha un significato più profondo... non dico che non "rilassi" ma di certo non la userei come sottofondo al centro commerciale :)

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#8 Guest_GufoOscuro_*

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Inviato 12 novembre 2010 - 12:10

Ha un suo perchè questa ricerca... pensandoci bene quando vado al super mercato e devo sorbirmi gente come Ramazzotti mi viene voglia di spaccare gli altoparlanti... :sborone:

#9 Ember

Ember

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Inviato 12 novembre 2010 - 01:38

Boh non so, io penso che la musica classica o anche i grandi cantautori meritino di stare altrove e non nei centri commerciali... li la musica non viene ascoltata ma solo vagamente percepita tra un cartone di latte e un sacchetto di Quattro Salti in Padella! E'proprio per quegli ambienti che va bene Ramazzotti! :D
Poi ovviamente è un pensiero personale mio, magari sbaglio.

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#10 borealedivina

borealedivina

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Inviato 12 novembre 2010 - 07:16

"Qualcosina" ne so, mi sto diplomando al conservatorio :D
Forse è per questo che per me la musica di quel tipo ha un significato più profondo... non dico che non "rilassi" ma di certo non la userei come sottofondo al centro commerciale :)



...Anche io "qualcosina ne so" ... sono diplomata al Conservatorio e insegno da quasi trent'anni questo meraviglioso mezzo espressivo, la musica.
A differenza di te io certe musiche le userei anche al supermercato per elicitare condotte ri-flessive piuttosto che - come avviene di norma -compulsive o disattentive ...:asdsi:
Il problema nasce dal fatto che non esiste una vera educazione all'ascolto sia in ambito classico sia in altri ambiti, pertanto si sfrutta psicologicamente il fatto sonoro nella sua dimensione percettiva - il sentire - senza alcuna attribuzione di significato.
Probabilmente chi, come GufoOscuro non sopporta Eros Ramazzotti non vedrà l'ora di fuggire da quel market affrettando gli acquisti ...
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#11 Guest_Helios_*

Guest_Helios_*
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Inviato 12 novembre 2010 - 05:47

Alla lunga potrebbe avere l'effetto opposto: distrarre le persone e coprire i rumori "sospetti", coprendo di fatto tutti quei criminali che agiscono silenziosi e approfittano del rumore di sottofondo e della disattenzione della gente.


Chi lo sa?:confused:
Penso però che la musica non sia ad un volume tale da consentire queste distrazioni a beneficio dei ladri che fanno uso di destrezza...
Come scrivi, è più probabile sia una musica di sottofondo: seguirò gli sviluppi per vedere se le statistiche vengono confermate anche nei prossimi mesi :p

Beh...che dire, potrebbero adottare questo metodo anche dalle nostre parti, magari vediamo cosa succede.


Anch'io ho pensato la stessa cosa appena ho letto l'articolo...
Subito dopo, però, scherzando, mi sono detto: in Italia forse va a finire che si fregano pure gli altoparlanti... :D

La musicoterapia sollecita il coinvolgimento dell'individuo e può utilmente contribuire a moderare l'eccessiva irruenza con chi si comporta in modo aggressivo con gli altri o viceversa risvegliare i soggetti apatici.
Pertanto credo fortemente negli effetti già sperimentati in altre civiltà come quella Egizia e quella Greca, ad esempio.
Riguardo la musica di Mozart gli studi hanno messo in luce che ascoltare brani del compositore austriaco renderebbe più intelligenti e migliorerebbe le abilità cognitive dei malati di Alzhemeir.
Quindi alcuna meraviglia se ciò trovasse una sua applicazione sociale nel complesso mondo della criminalità.:)


Mi pare di aver letto gli studi di cui parli (anche quelli specificamente relativi alla musica di Mozart), ma non ci avevo dato troppo peso, pensando che la cosa fosse espressa in termini tendenziali e altamente soggettivi...

Stando a questi dati, invece, questo tipo di musica sembra avere effetti decisamente oggettivi, quantomeno a livello comportamentale.

Due domande sorgono spontanee:
1- è la musica classica in genere a determinare questi "benefici", o solo quella di Mozart produce i suddetti effetti?
2- cosa c'è in quella melodia (e sarebbe utile capire pure cosa hanno riprodotto nello specifico) a livello di segnali per il cervello o chissà cos'altro?

Non capisco cosa ci trovi di rilassante la gente nella musica cosiddetta classica... per me è quanto di più esaltante si possa ascoltare, è una cosa che ti scuote dentro le budella!!


Vedi, proprio come ho scritto sopra, sarebbe ovvio e normale credere che la musica classica (anche in riferimento ad un singolo pezzo) susciti sensazioni diverse a seconda del singolo ascoltatore: nel caso riportato (prendendolo per buono), invece sembra che - a prescindere dall'aspetto di valutazione soggettiva - la musica di Mozart induca comunque (e nella quasi totalità dei soggetti) calma e rispetto per le altre persone...
Cito, ad esempio: "il numero di volte in cui i vigili hanno aiutato i negozianti da clienti minacciosi è sceso da 35 a zero"

Come è possibile?
Inoltre, nessuno pensa che la cosa possa essere ricondotta alle altre ipotesi avanzate nel secondo articolo, e cioè che il calo della microcriminalità e dei comportamenti aggressivi sia dovuto più al fatto che un qualsiasi tipo di musica crea comunque un clima di area sorvegliata tenendo lontane le persone potenzialmente "negative" che - per giunta - pare non apprezzino il tipo di musica e ne stanno lontani?

Anch'io la penso come voi, è giusto per sottolineare anche questi altri due aspetti...:)

#12 Guest_Ištar_*

Guest_Ištar_*
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Inviato 12 novembre 2010 - 06:43

Molto interessante.
Sono stati fatti numerosi studi in proposito e sembra che alcuni brani di Mozart riescano ad aumentare temporaneamente l'intelligenza spazio-temporale e le capacità logiche. Che sia legato a questo?
L'esperimento è stato condotto sia sugli esseri umani che sui ratti.
Qui il link:

Effetto Mozart

#13 borealedivina

borealedivina

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Inviato 12 novembre 2010 - 07:18

...i pare di aver letto gli studi di cui parli (anche quelli specificamente relativi alla musica di Mozart), ma non ci avevo dato troppo peso, pensando che la cosa fosse espressa in termini tendenziali e altamente soggettivi...

Stando a questi dati, invece, questo tipo di musica sembra avere effetti decisamente oggettivi, quantomeno a livello comportamentale.

Due domande sorgono spontanee:
1- è la musica classica in genere a determinare questi "benefici", o solo quella di Mozart produce i suddetti effetti?
2- cosa c'è in quella melodia (e sarebbe utile capire pure cosa hanno riprodotto nello specifico) a livello di segnali per il cervello o chissà cos'altro?

....
Come è possibile?
Inoltre, nessuno pensa che la cosa possa essere ricondotta alle altre ipotesi avanzate nel secondo articolo, e cioè che il calo della microcriminalità e dei comportamenti aggressivi sia dovuto più al fatto che un qualsiasi tipo di musica crea comunque un clima di area sorvegliata tenendo lontane le persone potenzialmente "negative" che - per giunta - pare non apprezzino il tipo di musica e ne stanno lontani?

Anch'io la penso come voi, è giusto per sottolineare anche questi altri due aspetti...:)



1- Gli studi sul cosiddetto Effetto Mozart sono stati estesi (si parla anche di un Effetto Schubert), tra l'altro, anche ad altro tipo di musica pertanto si postula un effetto più generico della musica che è capace di rilassare, migliorare l'umore, indurre comportamenti.

2- C'è la capacità linguistica che ogni codice espressivo ha. E' un linguaggio al quale si deve essere "educati" per la sua comprensione e quando non lo si è comunque comunica con le nostre strutture cognitive sollecitandole. Ma vi è di più, alcuni studi hanno messo in evidenza la reattività alla musica anche in stato di incoscienza attraverso l'uso di elettromiografi.

Conosciamo dai Greci, precisamente da Aristotele il tipo di catarsi generata dalla musica che induce alla meditazione, alla riflessione e che libera dalle cure quotidiane:)
"La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza" (Albert Einstein)

#14 Guest_Helios_*

Guest_Helios_*
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Inviato 12 novembre 2010 - 07:22

Molto interessante.
Sono stati fatti numerosi studi in proposito e sembra che alcuni brani di Mozart riescano ad aumentare temporaneamente l'intelligenza spazio-temporale e le capacità logiche. Che sia legato a questo?
L'esperimento è stato condotto sia sugli esseri umani che sui ratti.
Qui il link:

Effetto Mozart



Potrebbe...:intanto aggiungo alla lista.

Anche se questo tipo di studi fa riferimento più all'influenza sull'intelligenza (o - meglio – su un cero tipo di intelligenza: si cita però anche “educazione” all'inizio), comunque è un dato in più.


Sintetizzo, per gli altri lettori, questi punti dell'articolo:

1- Effetto transitorio sull'incremento delle capacità intellettive, alcuni sostengono per un tempo di 10min.

2- Fatta salva una eccezione, pare che “altri brani di Mozart o di altri autori non ottengano gli stessi effetti”

3- Altri brani musicali ottengono invece “effetti rilassanti, distensivi, rallentano il battito cardiaco e fanno diminuire la pressione sanguigna”

4- “Occorre rispettare precisi criteri di ritmicità, melodicità, struttura musicale. Oltre al fatto che, se non vi piace Mozart, ascoltarlo probabilmente non otterrà alcun effetto riscontrabile sulla vostra psiche”.

5- “Non basta nemmeno ascoltare passivamente”


Seppur – qui – in un contesto più ampio, alcuni punti sembrano contrastare con le considerazioni formulabili sulla base dall'articolo iniziale: es, necessità di gradimento della musica di Mozart per ottenere effetti sulla psiche, necessità di ascolto “attento” (situazioni probabilmente non sempre presenti nella zona di Christchurch in oggetto)

Ho sei cd di Mozart, proverò ad ascoltare i brani indicati per testarne gli effetti individuali, e cercherò anche di capire se è stato fatto qualche studio tecnico sul tipo di composizione sonora dei pezzi di Mozart (che mi pare essere stato interessato anche a conoscenze di...altro tipo).

#15 Ember

Ember

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Inviato 12 novembre 2010 - 07:25

@Helios, infatti secondo me l'effetto descritto nell'articolo non è dovuto alla musica di Mozart in sé (non discuto l'effetto Mozart comunque), ma semmai all'ambiente che viene generato da tale musica... magari le persone si fermano di più li rispetto ad altre zone perchè la musica classica essendo considerata "da nonnetti" da più un senso di tranquillità! Allora si incontrano, si siedono, chiacchierano, fanno dei micro-gruppi in cui ovviamente si sentono e sono più sicuri.

...Anche io "qualcosina ne so" ... sono diplomata al Conservatorio e insegno da quasi trent'anni questo meraviglioso mezzo espressivo, la musica.


30 anni?! Allora più di "qualcosina", suvvia! :D
Dove insegni? Magari ci conosciamo o abbiamo suonato insieme!


Probabilmente chi, come GufoOscuro non sopporta Eros Ramazzotti non vedrà l'ora di fuggire da quel market affrettando gli acquisti...


Il che non sarebbe male! Così uno arriva a casa prima, si rilassa e si ascolta la musica che gli piace :) io la vedo così. Sinceramente di cosa ascolto al supermercato non me ne interesso perchè appunto quando compro devo pensare li, non mi va di essere distratta da altro e comprare più del dovuto in preda all'euforia! :D Che poi la musica da radio sia spesso pessima in generale, quello è risaputo... e che non ci sia alcuna educazione all'ascolto idem...

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#16 Guest_Helios_*

Guest_Helios_*
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Inviato 12 novembre 2010 - 07:37

1- Gli studi sul cosiddetto Effetto Mozart sono stati estesi (si parla anche di un Effetto Schubert), tra l'altro, anche ad altro tipo di musica pertanto si postula un effetto più generico della musica che è capace di rilassare, migliorare l'umore, indurre comportamenti.

2- C'è la capacità linguistica che ogni codice espressivo ha. E' un linguaggio al quale si deve essere "educati" per la sua comprensione e quando non lo si è comunque comunica con le nostre strutture cognitive sollecitandole. Ma vi è di più, alcuni studi hanno messo in evidenza la reattività alla musica anche in stato di incoscienza attraverso l'uso di elettromiografi.

Conosciamo dai Greci, precisamente da Aristotele il tipo di catarsi generata dalla musica che induce alla meditazione, alla riflessione e che libera dalle cure quotidiane:)


A me, sulla base della seconda considerazione sottolineata, viene più da pensare ad una capacità di influenza oggettiva della musica (di un certo tipo) sulla mente: non ho tempo ora di verificare il dato, ma un mio amico ingegnere elettronico una volta mi disse che l'orecchio umano ha un elemento in grado di convertire i suoni in segnali dello stesso tenore di quelli cerebrali...

Resta da capire quale sia la componente della musica classica, di alcuni pezzi nello specifico (magari proprio quelli di Mozart), in grado di incentivare comportamenti "positivi".

Chissà (inoltre) se, in maniera diametralmente opposta, esiste anche un tipo di musica che incentiva comportamenti antisociali: mi riferisco, ad esempio, alla considerazione fatta da coloro che ritengono (niente di paranormale, ora non ricordo il nome del fenomeno) di vedere le note delle composizioni musicali, e che parlano di musica "grigia" o "morta" in riferimento ad alcuni generi recenti...
Ma potrebbe non esserci alcuna relazione riguardo a questo aspetto.

#17 Guest_Helios_*

Guest_Helios_*
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Inviato 13 novembre 2010 - 01:26

Precisazioni in relazione al post di ieri:

a- La situazione a cui mi riferivo riguardo alla visione del colore delle note, e di cui non ricordavo il nome, era la sinestesia...

E, casualmente: "La sinestesia è un fenomeno che coinvolge non più dell’ 1% della popolazione. Viene definita come “un fenomeno percettivo intermodale”. In pratica uno stimolo acustico può evocare esperienze visive (fotismi) aventi determinate caratteristiche di luminosità, grandezza o cromatismo. E’ ciò che accadeva a Mozart, il quale riusciva a vedere il colore delle note musicali"
(http://happyfeet84.wordpress.com/2009/03/25/sinestesiaquando-i-sensi-si-intersecano/)


b- Sulla parte riguardante la considerazione fatta dal mio amico su natura e funzioni di alcune componenti dell'orecchio umano, ho trovato questo: http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/ingegneria_suono.html
L'orecchio umano agisce da trasduttore nel trasformare energia acustica, prima in energia meccanica e successivamente in energia elettrica. Una volta che l'energia è stata convertita dalla forma meccanica a quella elettrica dall'orecchio, gli impulsi elettrici arrivano al cervello attraverso delle terminazioni nervose. Qui vengono elaborati permettendo la percezione del suono e, dulcis in fundo, l'ascolto della musica”.

Per quanto raffinato sia il meccanismo (rinvio, in particolare, alla parte sul c.d. orecchio interno), non mi pare ci sia nulla di diverso o “superiore” rispetto alla normale attività di conversione in impulsi elettrici che avviene attraverso ogni apparato sensoriale, anzi viene pure affermata la soggettività della percezione del suono attraverso una sorta di interpretazione che compirebbe il cervello.



Comunque, ho cercato ulteriori punti di aggancio con il fenomeno statistico evidenziato nell'articolo iniziale: la cosa che ho rilevato subito è il collegamento che alcuni studiosi sostengono essere presente tra la musica di alcuni compositori (fra cui proprio Mozart) e la serie numerica di Fibonacci, a sua volta collegata alla c.d. sezione aurea (Math.it - La Spirale Logaritmica e i numeri di Fibonacci), ma non tutti sono concordi nella individuazione della connessione:

"La relazione tra i numeri di Fibonacci e la spirale logaritmica si rivela evidente se si costruisce una serie di quadrati in cui il lato di ognuno di questi è dato dalla somma delle misure dei lati dei due precedenti. Se li disponiamo come in figura e tracciamo un arco di cerchio avente per raggio il lato del quadrato, la figura che si ottiene è una spirale logaritmica."
" Il numero irrazionale (√5 – 1) / 2 , di cui 0,618 è una approssimazione, è noto con il nome di numero Aureo, e viene definito come il rapporto della sezione aurea, o proporzione aurea. Tale rapporto è stato considerato, sin dalla sua scoperta, come rappresentazione della legge universale dell'armonia.
La proporzione aurea fu molto utilizzata dagli antichi Greci come rapporto armonico nelle costruzioni architettoniche, le ritroviamo nelle piramide egizie e nel Partenone nell'Acropoli Ateniese, e nelle rappresentazioni scultoree, per esempio nelle proporzioni delle Cariatidi che reggono l'Eretteo. Il rapporto aureo fu largamente ripreso anche nel Rinascimento: le dimensioni della Monnalisa, di Leonardo da Vinci, sono in rapporto aureo. E ancora fino ai giorni nostri, nell'architettura moderna: il Palazzo di Vetro delle Nazione Unite ha proporzioni auree. La sequenza di Fibonacci è abbondantemente rappresentata anche in musica, ad esempio nelle “fughe” di Johann Sebastian Bach, nelle sonate di Mozart, nella Quinta Sinfonia di Beethoven, nella Sonata in la D 959 di Schubert; l’esempio più elevato di applicazione su vasta scala degli stilemi improntati alla proporzione aurea è dato dalla Sagra della Primavera di Strawinski"


--- Ancora, da un sito di esoterismo (http://esoterismografico.blogspot.com/2009/10/alla-ricerca-della-bellezza-dellarmonia.html):
"Albert Einstein: «Quella del mistero è la più straordinaria esperienza che ci sia data di vivere. Quindi, chi sa e non prova meraviglia, chi non si stupisce più di niente, chi non cerca in profondità è simile ad un morto, ad una candela che non fa più luce.» È come il profondo senso di stupore che pervade chi osserva il «Rapporto Aureo».
Che cosa hanno in comune la disposizione dei petali di una rosa, dei semi nelle mele, la forma a spirale di alcune conchiglie, gli ammassi di galassie, un quadro di Giotto, di Duccio da Boninsegna o, (sorpresa!) di Salavador Dalì, o i progetti di Le Corbusier, e magari il Partenone o la Piramide egizia di Giza, svariate composizioni di Bach o di Mozart, o la successione numerica del matematico Fibonacci (1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55… in cui ogni numero è la somma dei due precedenti) o, ancora, il violino Stradivari e, addirittura, lo schema ritmico di un tergicristalli? Sembrerà strano ma in queste realtà si nasconde, un numero particolare, una proporzione geometrica scoperta e formulata dai pitagorici, definita «Divina Proporzione» e in seguito, nell’Ottocento, «Sezione Aurea».
Il simbolo che indica questo rapporto è la lettera greca «tau» (dal greco tomè, taglio, sezione) rappresentata più tardi con la lettera f (phi) in onore al grande scultore Fidia e ai suoi capolavori di cui uno fra i più celebri il Partenone. Il valore di questo «simbolo», derivato dalle dimostrazioni matematiche che descriverò in succinto, è «1,6180….».
Esso è un numero irrazionale, cioè non si può esprimere con una frazione e ha infinite cifre decimali senza sequenze ripetitive. Deriva dalla geometria ma ciò che è stupefacente è che tende a mostrarsi nei luoghi più impensati. Esso pertanto ha affascinato le migliori menti matematiche di ogni tempo ma anche biologi, artisti, musicisti, storici, architetti, psicologi, perfino mistici ed è apparso come simbolo dell’Armonia e della Bellezza dell’universo. Un universo progettato da un dio matematico quindi? Lascio la risposta agli addetti ai lavori, anche se le dimostrazioni potrebbero portare a questa conclusione. Ma la Massoneria non pretende di dare risposte concrete lasciando ai suoi adepti la facoltà di trovare la Propria Verità. Tuttavia, quali Massoni, non possiamo sottrarci perlomeno ad una riflessione, una domanda: che importanza assume la Sezione Aurea come simbolo nei confronti dei principi, nella manifestazione e nel lavoro massonico? Se il simbolo della Sezione Aurea assume la valenza per la quale Armonia e Bellezza sono le sue primarie risultanti, anche la Massoneria non dovrebbe avere nessuna difficoltà nel riconoscerlo nei suoi rituali che vogliono che tutto sia «giusto e perfetto»....

...Come detto, troviamo la sezione Aurea in geometria, dapprima nella retta, ma poi nella costruzione del triangolo, che nelle Logge massoniche è rappresentato dal Delta luminoso posto ad Oriente o formato dalla posizione triangolare del Venerabile Maestro e dei due Sorveglianti. Nel pentagono, dalla cui figura che si manifesta la stella a cinque punte, simbolo assai importante e conosciuto non solo in termini massonici. Ma anche in altre forme geometriche o esoteriche: il rettangolo (penso al quadro di loggia) e al cerchio (la morte, la vita, l’eternità), sino alle forme più complesse come ad esempio la spirale per la quale mi è sembrata di particolare profondità la frase scritta sulla tomba di un’altrettanto famoso matematico che si confrontò con il numero aureo, Jakob Bernoulli, che cita: Eadem mutata resurge: restando la stessa, risorgo mutata! Esempi lampanti si riscontrano nella fisica soprattutto in riferimento alle vibrazioni ed ai suoni. Come non ricordare il concetto degli antichi greci della «musica delle sfere» riferita ad una suprema armonia che solo pochi eletti erano in grado di intuire. «Le orecchie dei mortali sono piene di suoni - diceva Cicerone - ma essi sono incapaci di udirli…» Eppure anche la forma dell’apparato uditivo (tromba di Eustachio) è costruito in Sezione Aurea proprio in rapporto armonico per recepire vibrazioni e suoni. In questo contesto la musica ed il ritmo assumono un aspetto importante nel rapporto numerico della Sezione Aurea per la composizione di moltissimi brani musicali. Il Pentagramma ne è la comprova. Bach, Beehtoven, Mozart, Bartok non sono che pochi fra i molti musicisti, perfino contemporanei, nelle cui varie composizioni è riconoscibile la Sezione aurea. È anche grazie ad essa che il nostro animo riesce a percepire i sentimenti più disparati riuscendo persino a prediligere, spesso inconsapevolmente, una produzione valida da una meno appropriata


Poi, sul web ho trovato spesso riferimenti alla presunta funzione rilassante della musica di Mozart (pure sugli animali), riferimenti utili per tentare di spiegare il calo degli atti di microcriminalità e comportamenti aggressivi oggetto della discussione, ma anche gli studi scientifici fatti in merito non sembra siano in grado di indicare con precisione a cosa essa sia dovuta, o - almeno – individuare il perché alcune composizioni di questo autore abbiano effetti diversi o più incisivi rispetto ad altri musicisti appartenenti allo stesso genere.

Ad esempio (http://www.repubblica.it/scienze/2010/01/10/news/musica_bambini-1895133/ ):
Si parla infatti di alcune ricerche della Scuola di medicina dell'Università di Tel Aviv, la quale avrebbe appurato che i neonati prematuri acquistano peso più velocemente se ascoltano musica di Mozart. Non succede la stessa cosa con Bach o con Beethoven. I ricercatori spiegano come l'aumento di peso sia conseguenza dell'azione rilassante della musica e come quella di Mozart, in particolare, sia capace di far agitare meno i neonati, con conseguente rallentamento del metabolismo e riduzione del dispendio di energie.
"Supponiamo che le melodie ripetitive di Mozart agiscano sulla corteccia cerebrale”, ha detto il coordinatore della ricerca, Ronit Lubetzky, e ha aggiunto che hanno verificato come lo stesso effetto non si ottenga con musiche di Beethoven, Bach o Bartok, dall'andamento meno lineare di quelle di Mozart.
Si conclude sostenendo che per avere una accurata spiegazione scientifica del fenomeno sono necessari altri studi.


--- Purtroppo, anche in altri siti si resta troppo “sul generico”... (http://www.amoyoga.it/virtu_della_musicoterapia/)
Si scrive solo che i grandi compositori (fra cui Mozart) riuscirebbero ad introdurre nelle loro musiche rimedi contro alcuni mali dell'umo moderno (angoscia, smarrimento, pessimismo).
E si aggiunge poi che ciò sarebbe dovuto al fatto che il suono agisce sul sistema neurovegetativo che regola una serie di funzioni del corpo - come traspirazione, ritmo cardiaco, pressione sanguigna - facilitando la liberazione delle emozioni e delle risorse creative, risvegliando la volontà negli apatici e "moderando l’eccessiva irruenza nei soggetti aggressivi".


--- Qui (http://www.cfsitalia.it/public/CFSForum/index.php?/topic/302-musica-e-onde-cerebrali/), invece, si va più sul tecnico, ma non ho capito cosa intende per “senso di identità":
"...... la recente tecnologia permette di verificare le variazioni istantanee di onde cerebrali di chi sta ascoltando musica. Uno studio fatto dal Prof. Helmut Petsche dell’Università di Vienna ha analizzato gli interessanti effetti della musica classica su un gruppo di ascoltatori. Con una particolare tecnica matematica è possibile infatti vedere dove si trova "il baricentro dell’attenzione" musicale nel nostro cervello che continuamente si sposta e fluttua da un emisfero all’altro ed inoltre si trova quali sono le frequenze cerebrali che più si armonizzano tra di loro. Questo ultimo parametro è molto importante in quanto attraverso la Riflessologia delle Onde Cerebrali, che mette in relazione ogni singola frequenza con una parte del corpo e con la sua capacità di rappresentare la gestione di un livello di informazione della vita, si comprende la capacità che ha un brano musicale di equilibrare al livello energetico una persona. Si viene così a scoprire che la musica di Mozart stimola la creatività e l’emisfero cerebrale destro legato alle emozioni, armonizza le onde alfa che descrivono il quarto livello d’informazione legato al senso di identità; Mozart, che ha raggiunto la maturità artistica da fanciullo, rappresenta un lato gioioso della musica classica e le sue composizioni "di cuore" sono un po' la panacea per tutte le disarmonie energetiche.
Da un punto di vista energetico il cuore è infatti un regolatore tra il basso e l’alto, ovvero tra istinti e mente. Bach invece è cinetico ovvero regola le onde theta dell’emisfero sinistro con le beta: da un punto di vista informativo energetico stimola la volontà e l’azione. Beethoven darebbe inoltre armonia nei processi mentali (onde beta) e aiuta la concentrazione e l’analisi unita all’intuizione; questo potrebbe essere spiegato dal fatto che, essendo diventato praticamente sordo, Beethoven componeva la musica a rigor di logica secondo uno stile melodico molto preciso. Per concludere citiamo un altro interessante esperimento voluto dal grande direttore d’orchestra Herbert Von Karajan, grande appassionato di psicologia e tecnologia. Sono state analizzate e comparate tra loro le onde cerebrali di Von Karajan e di tutti i componenti della sua amata Berliner Philarmoniker durante un’esecuzione; il risultato è stata una perfetta armonia su tutte le frequenze, tutti erano diventati un unico grande organismo. E tutto questo senza tecniche di meditazione ma semplicemente agendo insieme la stessa musica. È da notare inoltre che tutti i componenti della Berliner diretta da Karajan avevano con essa un contratto di lavoro a vita, il che indica quanto fosse realmente unito il gruppo, al contrario della maggior parte delle orchestre".


C'è anche il commento di un blogger sul fenomeno registrato a Christchurch (http://www.fulcopratesi.it/2010/11/11/mozart-fa-bene-non-solo-alle-mucche/), il quale conseguenzialmente avanza la mia stessa ipotesi sulla esistenza (su questa base, tutta ancora da dimostrare) di musica con effetti opposti...


Infine, ciliegina sulla torta, una news non meno disarmante rispetto alla notizia neozelandese: nell'artico di Repubblica sullo studio dell'Università di Tel Aviv si parlava pure degli studi che l'Università di Siena avrebbe intrapreso riguardo alle affermazioni di un viticoltore che fa ascoltare musica classica alle sue piante per ottenere uva migliore (gli effetti maggiori si otterrebbero, dice l'agricoltore, proprio con Mozart).

Qui c'è un' Ansa di alcuni giorni fa (fine Ottobre) che si ricollega alla evoluzione degli studi in oggetto:
(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Il suono ''rappresenta il nuovo orizzonte dell'agricoltura biodinamica: diffondendo le note di Mozart con degli amplificatori tra i filari, la vite sembra avere un 35/40 per cento di incremento foliario, e del 200/300 per cento nel frutto''. Ad affermarlo il viticoltore della Val d'Orcia Giancarlo Cignozzi, autore del libro edito da Rizzoli 'L'uomo che sussurra alle vigne''. Il piccolo produttore di Brunello di Montalcino sta sperimentando, dal 2008, una viticoltura eco-sostenibile, la biosonorita', che sembrerebbe essere sostenuta dalle note di musica classica, in particolare mozartiana. La sperimentazione e' partita con il supporto scientifico di Stefano Mancuso dell'Universita' di Firenze, esperto di neurologia vegetale, e dell'Universita' di Pisa, con l' assistenza tecnica di un esperto del suono del calibro di Amar Bose, famoso per lo sviluppo delle casse acustiche. ''Abbiamo iniziato con la musica barocca e quella sperimentale - ha raccontato il patron de 'Il paradiso di Frassina' - per poi approdare su Mozart, che e' un 'compositore della natura perche' la sua musica contiene le sequenze del matematico pisano Fibonacci. Ha brio, ma e' geometrica e ripetitiva; e questo consente una 3 giorni di diffusione musicale non-stop in vigna''.
(http://www.regione.t...70&pagename=503)




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