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ricordo di una vita precedente?


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290 risposte a questa discussione

#281 Guest_blanchette_*

Guest_blanchette_*
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Inviato 15 ottobre 2014 - 11:12

ero solo in casa in quel momento e stavo pestando l'Artemisia Annua, bè la prima volta che l'ho vista, anche se era vestita normalmente mi sono detto "ma questa è una suora"!!

una modalità di incontro insolita, spero che questo pensiero tu glielo abbia rivelato molto molto tempo dopo :)





#282 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 15 ottobre 2014 - 03:04

una modalità di incontro insolita, spero che questo pensiero tu glielo abbia rivelato molto molto tempo dopo :)

Si, in effetti glielo ho rivelato molto tempo dopo. Inizialmente non provavo nessun interesse per Anna, ma anche lei era interessata a molti argomenti che mi interessavano, poi un po alla volta è sorta la simpatia, e poi l'amore....



#283 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 aprile 2015 - 10:50

Ho avuto modo di parlare con una signora che si era occupata  di alcuni aspetti storici dell’1800, e gli o raccontato la mia storia ed i miei ricordi. Mi ha detto che non è possibile che non mi ricordi di alcuni aspetti inerenti alla mitologia di quel periodo, cioè secondo lei i miei genitori di quella vita avrebbero dovuto parlarmi di streghe, ed essendo un argomento molto “forte” avrebbe dovuto imprimersi nei miei ricordi, cosa che non è avvenuta. Quindi secondo lei i miei ricordi sarebbero da far risalire ad un elaborazione inconscia di questa vita e non di un'altra vita. Fatto stà che io non ricordo che i miei genitori mi abbiano mai parlato di streghe o di gnomi, ricordo bene solo il Pater Noster di mio padre quando si faceva pranzo e cena (è l’unico aspetto mitologico, se così si può chiamare che mi è rimasto, altre alla cultura cristiana che mi è stata data). Un altro aspetto che non quadrerebbe è che non ricordo di aver mai sognato episodi o fatti della mia vita precedente. Può darsi che li abbia fatti, ma me li sono totalmente scordati. E questo è abbastanza strano perché avrei avuto una morte dolorosa. Ciò che ricordo è una vita estremamente semplice, priva di costruzioni mentali fantastiche. Se i miei ricordi fossero veramente inerenti ad una vita precedente andrebbero a cozzare contro tutte le nostre idee che il passato fosse pieno di streghe e di folletti. Ma allora come si è costruita successivamente la concezione che il passato fosse pieno di fantasie, in realtà, secondo la mia esperienza era estremamente povero, ma c’è una letteratura che convalida queste costruzioni mentali fantastiche?? o le avevano solo pochi, che poi hanno contribuito a costruire una cultura che noi interpretiamo in modo scorretto??. O un altra ipotesi che mi è venuta in mente è la possibilità che questi aspetti mitologici andassero a zone, e che per qualche motivo la mia zona ne fosse rimasta esente. Ad esempio, la figura del parroco aveva una forte influenza su tutta la cultura di quella zona, e se il parroco rifiutava l'idea di streghe e di folletti, tutta la zona che era sotto la sua egida ne risentiva. E' una possibilità concreta.


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#284 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 23 aprile 2015 - 02:59

Ho avuto modo di parlare con una signora che si era occupata  di alcuni aspetti storici dell’1800, e gli o raccontato la mia storia ed i miei ricordi. Mi ha detto che non è possibile che non mi ricordi di alcuni aspetti inerenti alla mitologia di quel periodo, cioè secondo lei i miei genitori di quella vita avrebbero dovuto parlarmi di streghe, ed essendo un argomento molto “forte” avrebbe dovuto imprimersi nei miei ricordi, cosa che non è avvenuta. Quindi secondo lei i miei ricordi sarebbero da far risalire ad un elaborazione inconscia di questa vita e non di un'altra vita. Fatto stà che io non ricordo che i miei genitori mi abbiano mai parlato di streghe o di gnomi, ricordo bene solo il Pater Noster di mio padre quando si faceva pranzo e cena (è l’unico aspetto mitologico, se così si può chiamare che mi è rimasto, altre alla cultura cristiana che mi è stata data). Un altro aspetto che non quadrerebbe è che non ricordo di aver mai sognato episodi o fatti della mia vita precedente. Può darsi che li abbia fatti, ma me li sono totalmente scordati. E questo è abbastanza strano perché avrei avuto una morte dolorosa. Ciò che ricordo è una vita estremamente semplice, priva di costruzioni mentali fantastiche. Se i miei ricordi fossero veramente inerenti ad una vita precedente andrebbero a cozzare contro tutte le nostre idee che il passato fosse pieno di streghe e di folletti. Ma allora come si è costruita successivamente la concezione che il passato fosse pieno di fantasie, in realtà, secondo la mia esperienza era estremamente povero, ma c’è una letteratura che convalida queste costruzioni mentali fantastiche?? o le avevano solo pochi, che poi hanno contribuito a costruire una cultura che noi interpretiamo in modo scorretto??. O un altra ipotesi che mi è venuta in mente è la possibilità che questi aspetti mitologici andassero a zone, e che per qualche motivo la mia zona ne fosse rimasta esente. Ad esempio, la figura del parroco aveva una forte influenza su tutta la cultura di quella zona, e se il parroco rifiutava l'idea di streghe e di folletti, tutta la zona che era sotto la sua egida ne risentiva. E' una possibilità concreta.

Scusa ma questo è un esempio di fraintendimento, chi ti ha mosso quella critica credo sappia poco di vite precedenti e dei relativi "ricordi". Quel che si ricorda non sono fatti culturali o credenze ma cose significative per  la tua "persona" o meglio per la tua anima (qualcosa che va ben oltre l'attuale sauroclaudio, non è sauroclaudio a reincarnarsi ma qualcosa in comune a sauroclaudio e la vecchia incarnazione, l'ego muore col corpo), le tue aspirazioni e in una parola la tua evoluzione, cose che hanno attinenza con certe condizioni presenti, che possono spiegare certe condizioni del presente! Tuo padre e la preghiera in famiglia rientrano in questo, magari streghe e folletti no! :)  


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6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#285 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 23 aprile 2015 - 10:59

Caso mai c’è anche un altro aspetto da sottolineare, e cioè che la mia precedente incarnazione può essersi svolta verso la fine del 1800 o addirittura nei primi del 1900. Se si fosse svolta in tale periodo, l’aspetto mitologico legato a streghe e folletti sicuramente non l’avrei trovato, ma avrei trovato soltanto una cultura cristiano cattolica. Perché penso anch’io che se mi avessero inculcato i miei genitori o i miei amici la storia di streghe qualche paura mi sarebbe rimasta. Ma non ho nessun ricordo che mi possa riportare a qualcosa di pauroso. Del resto, se fossi vissuto verso fine 800 o primissimi novecento, e per giunta in una contrada, non avrei visto nessuna auto, e non era ancora arrivata la corrente elettrica; intendo dire che la vita sostanzialmente fra il 1600 e la fine del 1800 sostanzialmente non era mutata, forse erano mutate e si erano perse certe credenze antiche, legate appunto ad una cultura mitologica. Quello che mi manca eventualmente, verso la fine del 1800 è la scuola. So infatti che in quel periodo i bambini andavano a scuola fino alla terza elementare; c’è andata mia nonna di questa vita che era del 1985 ed abitava in una contrada. No io non ricordo nessuna scuola, il che farebbe presuppore un periodo antecedente. Fino alla metà del 1800 so che non c’era nessuna scuola per i bambini delle contrade. Comunque può essere avvenuto che io abitavo in una contrada anche verso la fine del 1800 lontana da grossi centri abitati e che non erano provvisti di scuola; il centro abitato che ricordo era molto piccolo, poco più grande della mia contrada. Pertanto può essere stato sprovvisto di scuola, e forse sarebbe stato troppo scomodo anche per i miei genitori accompagnarmi in un centro abitato abbastanza grande per farmi fare una scuola. Mi nonna paterna di questa vita ha potuto fare una scuola perché la sua contrada era vicina a BoscoChiesanuova, un grosso centro abitato. Ma io, forse, nella mia vita precedente non ho avuto questa fortuna.  E’ chiaro che se fossi andato a scuola qualcosa mi sarebbe rimasto, come mi è rimasto il ricordo degli incontri con il parroco per il catechismo e per fare la prima comunione. Piuttosto c’è un altro aspetto interessante, ed è che secondo l’entità A io tanti ricordi neppure potrei averli a meno che non fossero estremamente ravvicinati. Stevenson ha raccolto molti casi di reincarnazione ed a potuto verificarne la veridicità, perché erano molto ravvicinati. Cioè si trattava di bambini morti , ma che si erano reincarnati quasi subito, per cui ricordavano nome e cognome dei genitori e dei fratelli che magari si trovavano a 1000 km di distanza, oltre a conservare il dialetto di quella zona. Ma secondo l’entità A avere dei ricordi dettagliati sarebbe possibile fino a 50 anni dopo la morte, poi la struttura animica perde i ricordi, o possono rappresentarsi alcune immagini come Flash, niente di più, ma con l’impossibilità di costruire una storia organica. Dopo 200 anni i ricordi generalmente sono persi completamente, proprio perché la struttura animica è una struttura energetica di struttura sostanzialmente elettromagnetica. Essa si comporta esattamente come un nastro magnetico che con il tempo perde il magnetismo e quindi quello che vi è registrato sopra. E’ una legge fisica che non ha nulla di spirituale  (a parte che anche lo spirito è una struttura energetica del tutto simile alle altre strutture energetiche dell’universo, con qualche caratteristica in più); quindi sia con l’anima che con lo spirito siamo nell’ambito di strutture energetiche che devono soggiacere ad alcune leggi della fisica. Ma se è vero quello che dice l’entità A, la mia incarnazione deve essere stata abbastanza ravvicinata ( con uno sbaglio di progettazione notevole, visto che nell’anima è rimasta una fessura attraverso la quale sono passati alcuni ricordi , cosa che generalmente non si verifica quasi mai, a parte pochi casi). Se l’incarnazione è ravvenuta nell’ambito di poco tempo, c’è da chiedersi perché non sono andato a scuola, ma 50 anni sono ancora possibili per quello che ricordo, del resto mi sono anche dimenticato moltissime cose (il nome dei miei fratelli, dei miei amici, del parroco, della contrada, del paese). A meno che il tutto non sia stato volutamente progettato prima dell’incarnazione, proprio per dare una testimonianza o per indirizzarmi verso interessi a cui senza ricordi non avrei mai pensato. E questa è un'altra possibilità, e cioè che solo certi ricordi siano stati veicolati volutamente perché la mia vita prendesse una certa linea e non un'altra. Va a capire te lo spirito, o questa struttura energetica che opera dietro l’inconscio.

Notate il rantolo della trance. Forse questo non è il brano in cui sende nel dettaglio del tempo, ma fa altre considerazioni. Per conoscere tutti i brani è sufficiente che digitiate su You Tube il nome di Sauro Claudio, che troverete tutti i breni più interessanti.


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#286 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 03 aprile 2017 - 10:36

Molto interessante questo brano sulla reincarnazione di Giorgio Bongiovanni: http://www.giorgiobo...carnazione.html



#287 Giulia De Vivo

Giulia De Vivo

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Inviato 27 luglio 2020 - 07:39

Claudio, la tua esposizione é estremamente interessante per il tuo atteggiamento pragmatico e la tua apertura mentale. Il fatto che confondessi addirittura i nomi dei genitori in un epoca in cui non esisteva ancora la TV mi lascia immaginare che anche quest’assenza di inquinamento mediatico ti abbia aiutato a trattenere questi ricordi.

Il concetto di reincarnazione mi affascina e sono anche interessata alle vite future e parallele, perché (sebbene non verificabili) sono certa che la nostra multidimensionalitá si declina “oltre” lo spazio tridimensionale ed il tempo lineare, e che insomma non esista semplicemente una sequenza di vite NEL tempo lineare.

In questo forum ho sicuramente narrato di un episodio in cui mi sono risvegliata una mattina con la netta percezione di essere fuori dal tempo e nel tempo allo stesso tempo, come anche un episodio in cui, in OBE, ho ricevuto una visita da un mio strettissimo congiunto proveniente dal futuro (per la precisione dieci anni da quella data).

Poiché svariate persone che hanno avuto un’esperienza di morte temporanea o NDE hanno dichiarato di aver visto nella loro esperienza altre loro vite, ma tutte “simultanee” alla propria, mi alletta il pensiero che, con quel buon 90% di facoltà mentali che non siamo soliti usare, possiamo compiere delle incursioni in queste altre vite, sanare eventuali sofferenze o cose lasciate in sospeso e riarmonizzare cosí nel qui e ora. Trovo questo concetto terapeutico e motivante e decisamente più in linea col mio pensare rispetto ai concetti tradizionali di “karma” e lezioni da imparare. Ho dei ricordi oltre questa vita, ricordi che alcuni definiscono pre-natali, e sono tutti incentrati sull’entusiasmo di immergersi in questa dimensione materiale. Mi arrivano anche sotto forma di intensa e mistica esperienza onirica, anche se quando sono immersa in “questa” realtá mi dico che mai e poi mai rifarei una cosa simile.

#288 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 27 luglio 2020 - 10:59

Claudio, la tua esposizione é estremamente interessante per il tuo atteggiamento pragmatico e la tua apertura mentale. Il fatto che confondessi addirittura i nomi dei genitori in un epoca in cui non esisteva ancora la TV mi lascia immaginare che anche quest’assenza di inquinamento mediatico ti abbia aiutato a trattenere questi ricordi.

Il concetto di reincarnazione mi affascina e sono anche interessata alle vite future e parallele, perché (sebbene non verificabili) sono certa che la nostra multidimensionalitá si declina “oltre” lo spazio tridimensionale ed il tempo lineare, e che insomma non esista semplicemente una sequenza di vite NEL tempo lineare.

In questo forum ho sicuramente narrato di un episodio in cui mi sono risvegliata una mattina con la netta percezione di essere fuori dal tempo e nel tempo allo stesso tempo, come anche un episodio in cui, in OBE, ho ricevuto una visita da un mio strettissimo congiunto proveniente dal futuro (per la precisione dieci anni da quella data).

Poiché svariate persone che hanno avuto un’esperienza di morte temporanea o NDE hanno dichiarato di aver visto nella loro esperienza altre loro vite, ma tutte “simultanee” alla propria, mi alletta il pensiero che, con quel buon 90% di facoltà mentali che non siamo soliti usare, possiamo compiere delle incursioni in queste altre vite, sanare eventuali sofferenze o cose lasciate in sospeso e riarmonizzare cosí nel qui e ora. Trovo questo concetto terapeutico e motivante e decisamente più in linea col mio pensare rispetto ai concetti tradizionali di “karma” e lezioni da imparare. Ho dei ricordi oltre questa vita, ricordi che alcuni definiscono pre-natali, e sono tutti incentrati sull’entusiasmo di immergersi in questa dimensione materiale. Mi arrivano anche sotto forma di intensa e mistica esperienza onirica, anche se quando sono immersa in “questa” realtá mi dico che mai e poi mai rifarei una cosa simile.

E' interessante questo concetto di "vite parallele", anche perchè il tempo non esiste. Forse inconsciamente l'avevo espresso in una poesia scritta qualche anno fa:

 

Guardando il più povero degli uomini

non mi riconosco superiore; la sua vita

e' anche la mia vita, i suoi occhi sono

i miei occhi, la sua mano e' la mia mano

il suo desiderio di essere giusto non

si discosta dal mio

Quanti me stesso che percorrono questo mondo !!.


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#289 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 27 luglio 2020 - 10:57

Tempo fa avevo scritto. "IL CLAMOROSO CASO DI AUGUSTIN LESAGE". e visto che la sua incarnazione precedente pare risalire all'antico Egitto, come la mettiamo con quello che dice A, e cioè che la reincarnazione deve avvenire entro breve tempo, perchè l'anima è legata al tempo (non lo spirito), e se il tempo è lungo perde i ricordi e la struttura. Io potrei dire, questo in linea di massima, ma possono esistere delle condizioni in cui l'anima resta strutturata per lunghissimi periodi di tempo:

 

http://www.cosenasco...ugustin-lesage/

 

Analogo caso per Dorothy Eady, la donna inglese che ricorda di essere stata una sacerdotessa egizia:

 

https://www.vanillam...de-reincarnata/

 


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#290 Giulia De Vivo

Giulia De Vivo

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Inviato 28 luglio 2020 - 05:20

Grazie per i link, Claudio. Molto interessanti entrambi i casi.

In effetti ho messo assieme una buona bibliografia sull’argomento per scrivere i miei primi due libri (in particolare questo http://bit.ly/3a6GRG7e la sua versione inglese https://amzn.to/2OP6jUC). Quando avró accesso al PC potrei riproporla qui.

Il testo più interessante a riguardo per me si é rivelato “Se il Paradiso è così bello … perché siamo qui?” (Gruppo Editoriale Armenia, 2007) di John Brooker. Di questo libro in particolare ho evidenziato la frase “Non esiste una successione lineare di esistenze per le varie sfaccettature, e poiché esiste solo il PRESENTE, la reincarnazione non ha validità oltre il piano fisico/astrale”.

Poiché nella mia attività di volontariato mi occupo soprattutto di sostegno alle persone a lutto, non vado in genere a sondare ipotesi che prevedano la destrutturazione della personalità (capisco che i termini “anima” e “spirito” siano un tentativo di spiegare paradossi che non siamo in grado di comprendere nel qui e ora). Sono giunta alla conclusione che noi non veniamo su questo piano semplicemente a “imparare” o peggio a “scontare punizioni”, ma a CREARE, e che la personalità che qui creiamo resti indistruttibile e vada ad arricchire il Creato.

Ai tuoi esempi vorrei affiancare il caso di un santo molto venerato dai cattolici che fu sempre guidato dai sogni e dall’ispirazione e che ciononostante non é stato dai posteri cattolici messo alla berlina: Don Giovanni Bosco. A parer mio lui aveva una connessione molto più potente con ciò che chiamiamo Divino, ed é quel tipo di connessione che credo cerchino intimamamente i seguaci di Gesú che hanno cancellato quasi tutti i riferimenti alla reincarnazione dalle Sacre Scritture.

Noi temiamo l’annientamento della nostra persona, temiamo che con la morte saremo riciclati e risucchiati in qualcos’altro che non siamo noi. Temiamo per esempio che i nostri cari, una volta morti, possano non esistere piú, magari perché reincarnati in qualcun altro: una sorta di seconda morte o annientamento finale.

E allora sentiamo il bisogno di catalogare ció che per noi é incomprensibile o insondabile in schemi che la nostra mente possa afferrare. Anch’io lo faccio, ma cerco in genere di avvalorarlo prima con l’esperienza personale (OBE, esperienze mistiche, vita quotidiana) e solo dopo di dichiararmi in proposito.

Ho trovato molto interessante a questo riguardo quanto ci raccontano le persone che hanno avuto un’esperienza di morte temporanea o NDE, specie se inseriti prima dell’esperienza in una cultura che preveda la reincarnazione, come nel caso di Anita Moorjani e la sua testimonianza nel libro “Morendo ho ritrovato me stessa” (MyLife, 2013).

Da queste persone ho appreso molto, e mi sono state di ispirazione per andare “oltre” quello che i nostri sensi percepiscono. Solo così riesco a farmi un’idea personale, come quella che ho indicato sopra.

#291 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 28 luglio 2020 - 02:08

Si, siamo qui per CREARE, ma il CRARE non esclude l'IMPARARE, anzi direi che si impara proprio per creare. Io credo che abbia ragione Brian Weiss nella sua intervista, che sintetizza in poche parole lo scopo della vita : "NOI NON SIAMO IL NOSTRO CERVELLO" e già questo dice tutto, sintetizza in poche parole l'Entità A, LA GRANDE SINTESI di Pietro Ubaldi, ed IL PROFETA di Gibran. Sul fatto poi che : " “Non esiste una successione lineare di esistenze per le varie sfaccettature, e poiché esiste solo il PRESENTE, la reincarnazione non ha validità oltre il piano fisico/astrale" ci sarebbe parecchio da discutere, ma non intendo farlo ora. Mi piace che hai nominato S. Giovanni Bosco, spirito altissimo che ho sempre ammirato e che conosco particolarmente, perchè avendo fatto SERVIZIO CIVILE presso la Comunità dei Giovani, diretta da Don Sergio Pighi, che ha proprio cercato di ricalcare le orme di S. Givanni Bosco. Era un salesiano che è stato ostacolato fino alla fine dai suoi superiori, perchè aveva creato una comunità che raccoglieva proprio i ragazzi più poveri, spesso tossicodipendenti. Io ho fatto esperienza li, ancora nel lontano 1978, e ti dirò che è stata un esperienza che mi ha arrichito moltissimo, anche perchè particolarmente lunga, 20 mesi, come si usava allora, dove chiedere di fare SERVIZIO CIVILE era come dire di essere di LOTTA CONTINUA.


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