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ricordo di una vita precedente?


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290 risposte a questa discussione

#1 Guest_Rainbow_*

Guest_Rainbow_*
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Inviato 08 marzo 2010 - 05:37

volevo chiedere la vostra opinione su una cosa che mi riguarda.....quando sono sdraiata a pancia in giù su letto e mi si avvicina alla schiena improvvisamente qualcuno (mia madre, mia sorella....chiunque) provo un attimo di terrore, una brevissima paura che non so spiegare....molto strana e particolare....è come se sentissi che un pericolo si avvicina e che ha a che fare proprio con me in quella determinata posizione....questa specie di istintiva paura dura di fatto un istante ed è così particolare e vivida che a volte per provarla (ho sempre trovato la paura emozionante:D) chiedo a qualcuno dei miei di avvicinarmisi di scatto," calarmi " insomma sulla schiena proprio per provare questa atavica paura...questo brivido inspiegabile. Quando sto in piedi e di spalle e mi si avvicina qualcuno non sento invece nulla.......embè ? dove sta il paranormale, direte voi? da nessuna parte ma ci terrei a sapere la vostra opinione su questo punto: secondo voi questa senzazione così vivida può essere il ricordo di una vita precedente? che so....magari sono morta pugnalata alla schiena nel sonno da un marito geloso (perdonate la mia indisciplinata fantasia:)) oppure mi è semplicemente caduto un muro addosso durante un terremoto e sono morta sotto le macerie.....comunque sia andata se sono sdraiata a pancia in giù e qualcuno mi si avvicina anche di poco il 90 per cento delle volte mi sento un pò allarmata.......se non è un ricordo di una vita antecedente allora cosa potrebbe essere? un qualcosa che ha che fare con la psicologia? una fobia senza senso? io non so se credo alla reincarnazione ma devo ammettere che spesso, quando mi capita questa cosa...ci faccio un pensierino:o



#2 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 marzo 2010 - 05:56

Forse a qualcosa di inconscio che risale alla primissima infanzia, ma non saprei dirti a che cosa od il perchè
Talvolte certi meccanismi psicologici sfuggono completamente, oppure possono emergere facendo una profonda introspezione o attraverso la psicanalisi o attraverso la meditazione.
Comunque escludo che si tratti di una vita precedente perchè non hai ricordi precisi di una precedente vita.

Messaggio modificato da lesena1, 08 marzo 2010 - 06:19
eliminato quote, vietato quotare post apertura, regolamento 16A


#3 Riccardo93

Riccardo93

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Inviato 08 marzo 2010 - 06:23

Secondo te è possibile che un qualche trauma (nella vita contemporanea, quella che vivi in questo momento) ti abbia sconvolto inconsciamente tanto da influenzarti e causare un "ricordo rimosso"?

Forse la spiegazione è molto più semplice e normale di quanto credi!
Immagine inserita

#4 Guest_Rainbow_*

Guest_Rainbow_*
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Inviato 08 marzo 2010 - 06:33

:confused:

Secondo te è possibile che un qualche trauma (nella vita contemporanea, quella che vivi in questo momento) ti abbia sconvolto inconsciamente tanto da influenzarti e causare un "ricordo rimosso"?

Forse la spiegazione è molto più semplice e normale di quanto credi!

non ho traumi di nessun tipo (per lo meno consci) e ovviamente ci sarà una spiegazione plausibile....il fatto strano però è che io dormo a pancia in giù ( e in mille altri modi diversi perchè sono irrequieta, ma fondamentalmente è questa la mia posizione preferita) e sto comodissima e tramquilla...se invece all' improvviso qualcuno si inchina anche di poco verso di me, magari per toccarmi la spalla e dirmi una cosa, scatta in me subito un piccolo allarme, istintivo, inequivocabile.
Come si spiega? è una reazione del tutto irrazionale perchè so benissimo di non avere nulla da temere e come ho detto dura pochissimo eppure mi lascia perplessa........non credo che il corpo dia segnali insensati e io come persona non sono affatto un tipo nervoso o stressato (suscettibile si e gli amici di cn lo sanno, ma molto tranquilla) quindi questo pericolo secondo il mio incoscio dove sarebbe?:confused:

#5 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 08 marzo 2010 - 06:35

Secondo te è possibile che un qualche trauma (nella vita contemporanea, quella che vivi in questo momento) ti abbia sconvolto inconsciamente tanto da influenzarti e causare un "ricordo rimosso"?

Forse la spiegazione è molto più semplice e normale di quanto credi!


Molte cose si possono spiegare in modo più semplice e normale di quanto si crede.

#6 Arctic Monkeys

Arctic Monkeys

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Inviato 08 marzo 2010 - 07:32

a me capita che quando prendo qualcosa di appuntito in mano, ho paura che mi vada nell'occhio destro... so che una mia lontana parente perse un occhio con delle forbici per cucire, ma non credo che sia stato io in una vita precedente XD

#7 Guest_Rainbow_*

Guest_Rainbow_*
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Inviato 08 marzo 2010 - 07:34

a me capita che quando prendo qualcosa di appuntito in mano, ho paura che mi vada nell'occhio destro... so che una mia lontana parente perse un occhio con delle forbici per cucire, ma non credo che sia stato io in una vita precedente XD

no, neanch' io lo credo...però anche tu hai una paura irrazionale di questo tipo, simile ad una fobia.
interessante.

#8 Arctic Monkeys

Arctic Monkeys

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Inviato 08 marzo 2010 - 07:46

no, neanch' io lo credo...però anche tu hai una paura irrazionale di questo tipo, simile ad una fobia.
interessante.


non è proprio una paura come la descrive rainbow... piuttosto è una sorta di "precauzione" XD

#9 Guest_Rainbow_*

Guest_Rainbow_*
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Inviato 08 marzo 2010 - 07:52

non è proprio una paura come la descrive rainbow... piuttosto è una sorta di "precauzione" XD

si, si...ho capito.....non una fobia.....neanch'io quando qualcuno mi si avvicina quando sono sdraiata mi metto ad urlare( questo lo faccio solo per i ragni:D)! è più una leggera inquietudine.

#10 Magister

Magister

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Inviato 09 marzo 2010 - 08:03

:confused: non ho traumi di nessun tipo (per lo meno consci) e ovviamente ci sarà una spiegazione plausibile....il fatto strano però è che io dormo a pancia in giù ( e in mille altri modi diversi perchè sono irrequieta, ma fondamentalmente è questa la mia posizione preferita) e sto comodissima e tramquilla...se invece all' improvviso qualcuno si inchina anche di poco verso di me, magari per toccarmi la spalla e dirmi una cosa, scatta in me subito un piccolo allarme, istintivo, inequivocabile.
Come si spiega? è una reazione del tutto irrazionale perchè so benissimo di non avere nulla da temere e come ho detto dura pochissimo eppure mi lascia perplessa........non credo che il corpo dia segnali insensati e io come persona non sono affatto un tipo nervoso o stressato (suscettibile si e gli amici di cn lo sanno, ma molto tranquilla) quindi questo pericolo secondo il mio incoscio dove sarebbe?:confused:


Ciao Rainbow,
a parte che potresti aver vissuto un qualche evento sgradevole in passato (poi sepolto nel subconscio) del quale emerge traccia in quei momenti, da un punto di vista generale si tratta -a mio parere- di una paura ancestrale (come quella del buio) perchè da dietro può giungere qualsiasi nemico e -non vedendolo- non ci si può difendere, pertanto si genera quantomeno una sottile inquietudine che -in certi casi- può diventare una vera e propria fobia. Nel sonno cadono le barriere della vigilanza e tale sensazione non ha motivo d'essere.
Stai serena!
"La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della Luce"

#11 LadyMorwen

LadyMorwen

    Utente Là Sui Monti con Annette

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Inviato 10 marzo 2010 - 12:50

Eh eh Rainbow, son sempre qui a commentare i tuoi post!:D
A me succede una cosa simile, ma non è una paura bensì una cosa ricorrente che mi accade: in quasi tutto ciò che mangio, trovo sempre un ossicino dentro,anche dove non dovrebbe esserci. Io scherzando dico ai miei amici o familiari che rimangono scioccati spesso di sto fatto, che in una vita precedente son morta soffocata da un osso di qualcosa, e in questa vita la cosa mi si ripropone. Bè infondo non scherzo affatto perchè un pò ci credo. Si può parlare di coincidenze è vero, ma accade un pò troppo spesso.:)

dove c'è un letto c'è Preffa
dove c'è un libro c'è Lady
dove c'è Barilla c'è casa.

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#12 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 13 marzo 2010 - 04:09

Sono consapevole di stupirvi, ma ho ritenuto giusto rivelarvi quanto segue:

Fin dai primi anni di questa vita, io ho avuto dei ricordi di una vita precedente.
Oltre ad avere ricordi lontanissimi di questa vita, emergevano gradatamente
ricordi di un'altra vita dove non esistevano auto, ma solo cavalli e
carrozze (o meglio carri, nel mio caso).
Ho cercato più volte di dare dei termini temporali a questa lontanissima vita, ma non sono mai riuscito nel mio intento.
Potrei dire che questa lontana vita è stata relativamente breve, infatti
ricordo le cure di mia madre che mi portava dei decotti, ricordo che mi
ero ammalato gravemente ed andavo continuamente soggetto a svenimenti.
Ricordo la mia camera, povera con un letto molto alto ed un piccolo quadro della madonna che portava sotto una piccola acquasantiera.
Ricordo il nome di mia madre, Giulia e di mio padre, Stefano, il mio nome come quello di adesso Claudio.
Mia madre era premurosa con me e sentivo il suo amore; mio padre lo sentivo più distante, anche se spesso molto affettuoso.
La mia vita precedente deve essersi svolta in una contrada del nord’Italia, penso il Veneto dove sono tutt’ora
Una piccola contrada, ma con le case stipate di gente.
Tutto il lavoro verteva sull’allevamento del bestiame, mucche e pecore.
Ricordo che aiutavo mio padre a mungere le mucche e le pecore, e poi lo aiutavo a fare il formaggio ed il burro.
Dentro la stalla avevamo un grande camino e dentro un pentolone sostenuto da tre grosse catene di ferro
Le mucche erano circa dieci, le pecore forse di più.
Ricordo la stalla tutta nera per il fumo e le grossi travi di legno che sostenevano le pietre del tetto.
Ricordo le forme di formaggio allineate lungo la parete di fondo.
Ricordo che una volta mio padre mi disse che il formaggio non doveva essere acido, pertanto in giornata bisognava mungere le mucche e far bollire il latte per poi aggiungere il caglio.
La domenica si andava a messa, in un paesino poco distante dove c’era una chiesetta, dentro un grande crocifisso sul fondo, una madonna di lato all’altare, dei quadri
della via crucis sulle pareti, pochi banchi semplici.
Il paesino era in mezzo alle colline ed ai boschi, dei grandi pascoli ondulati dietro la chiesa. Il paesino non era tanto più grande della nostra contrada, ma le case erano tenute meglio, almeno alcune.
Nonostante il lavoro in stalla, che peraltro era modesto perché mio padre si faceva aiutare dagli altri tre figli più grandi di me, (avevo pure una sorella che era la più vecchia di tutti i fratelli, penso avesse
vent’anni, e di lei ricordo il nome : Teresa, mentre degli altri
fratelli il nome mi sfugge), mi rimaneva molto tempo per giocare con
gli amici, i giochi più vari, dal cianco, al nascondino, alla vecia, a
salire sugli alberi, ed a far pipì su chi passava sotto ecc .
Alcune volte vidi delle monete, portavano la data 1600 e poi non ricordo (una volta mi pare 1634)

Quello che mi è rimasto particolarmente impresso è un inverno molto freddo in cui ha fatto talmente tanta neve che avevamo difficoltà perfino a farci il sentiero per andare in stalla.
E’ stato un inverno che è durato moltissimo, la neve si è sciolta verso metà maggio, abbiamo dovuto razionare il fieno per gli animali, e mio padre ha dovuto andare a comprarne da uno che ne aveva in deposito.
Quell’inverno abbiamo patito la fame, restavano solo poche patate prima che si sciogliesse l’ultima neve.
Poi ricordo la mia malattia.
Per la prima volta persi coscienza mentre giocavo con un amico.
Mi ritrovai a letto ed i miei avevano chiamato un medico della zona, un omone grande e grosso con dei grossi baffi.
Ricordo che faceva a mia madre delle domande, poi ho saputo che svenendo mi ero fatto addosso cacca e pipì.
Mi prescrisse dei decotti e dei sali, ma il tutto mi risultava schifoso.
Poi gli episodi di perdita di coscienza si intensificarono, avevo perso
anche l’appetito, un forte mal di testa mi attanagliava continuamente,
infine cominciai a non vederci da un occhio, poi sempre meno anche
dall’altro.
Mia madre mi era sempre vicina e mi cantava delle canzoni.
Poi non ricordo più nulla.






Questi ricordi mi hanno portato a visitare tutte le contrade
della Lessinia per vedere se trovavo dei riscontri con i miei antichi ricordi,
ma purtroppo non ho trovato nulla.


Del resto bisogna considerare che le profonde modifiche che
sono state fatte alle contrade le possono avere rese irriconoscibili rispetto a come si presentavano presumibilmente nel 1600.


Basti pensare che Bosco Chiesanuova, che al tempo era
praticamente una contrada con poche case, adesso è diventata una cittadella con oltre 10.000 ville, e meta turistica per Verona e per altre città del Veneto.


Così pure può dirsi dei pesi confinanti.


Anche le contrade sono state completamente modificate, di
proprietà generalmente di persone che si sono trasferite nel milanese o in
altri luoghi, vengono ripopolate d’estate per motivi di villeggiatura e le case
sono state quasi tutte ricostruite.


Ma a parte questo, non ricordo dove la mia vita precedente
si sia svolta, anche se ricordo il dialetto, tipicamente veneto, però certi
termini non mi tornano con il dialetto attuale.
Ad esempio le pigne degli abeti le chiamavamo cotai, ed era abitudine andarli a raccoglierle in autunno o all'inizio dell'inverno quando cadevano dagli alberi; erano molto profumati, penso per le resine e facevano una bella fiamma.


Un particolare che ricordo è una grossa quercia quasi al
centro della contrada.


Mia nonna paterna mi aveva detto che nella contrada
Biancari, al centro della contrada c’era una grossa quercia (noi ci salivamo e
facevamo la pipì su quelli che passavano sotto).


Però visitandola, non ho riscontrato una somiglianza con la
mia contrada della vita precedente.


Ovviamente la quercia non c’è più, al posto della quercia
hanno costruito una fila di case nuove.


Praticamente impossibile trovare dei riferimenti dopo
quattro secoli..


L’unica chiesa che mi ricordava quella della mia antica
vita, l’ho trovata presso la contrada Gonzo sopra Badia, ma la disposizione
delle case è completamente diversa.




Vi dirò che la maggior parte di questi ricordi risalgono alla primissima infanzia.
Altri sono emersi più tardi nell'adolescenza.
Addirittura da piccolo confondevo il nome di mio padre e di mia madre con i nomi dei genitori che avevo avuto nella via precedente.
Per questo credo nella reincarnazione e nello spirito.
Poi ho maturato l'idea che le vite sono delle esperienze sulla strada dell'infinito.
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#13 Guest_Petalo_Nero_*

Guest_Petalo_Nero_*
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Inviato 13 marzo 2010 - 05:10

Può trattarsi di un ricordo rimosso, che si manifesta sottoforma di inquietudine o brivido di paura in quella precisa posizione...
Il sentimento negativo che provi sicuramente parte direttamente dall'Inconscio.
Per esempio io ho paura delle statue mariane, non devo trovarmi assolutamente vicino ad una statua della Madonna altrimenti sudo freddo.
E con l'aiuto dell'autoanalisi e interpretazione sogni sono quasi giunta alla soluzione della "fobia", anche se non è stata recisa del tutto.


Non penso si tratti del ricordo di una vita precedente, quanto piuttosto di una reazione inconscia. :)
Prova a scrivere cosa provi esattamente, anche senza pensarci troppo...
Lascia parlare te stessa!;)

#14 pixie

pixie

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Inviato 14 marzo 2010 - 12:34

@SauroClaudio è un'esperienza incredibile la tua..incredibile nel senso di meravigliosa..

Ho qualche domanda da farti (visto che anche io credo nella reincarnazione): c'è qualcosa in questa vita che ti sembra sia collegata con la vita passata che ricordi? non so, una paura che ti si ripresenta, una sensazione di non aver compiuto qualcosa che ti si ripresenta adesso per essere terminato..Se dovessi trarre una "lezione" dalla vita che ti ricordi, quale sarebbe?:ciao:

#15 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 14 marzo 2010 - 04:43

@SauroClaudio è un'esperienza incredibile la tua..incredibile nel senso di meravigliosa..

Ho qualche domanda da farti (visto che anche io credo nella reincarnazione): c'è qualcosa in questa vita che ti sembra sia collegata con la vita passata che ricordi? non so, una paura che ti si ripresenta, una sensazione di non aver compiuto qualcosa che ti si ripresenta adesso per essere terminato..Se dovessi trarre una "lezione" dalla vita che ti ricordi, quale sarebbe?:ciao:



Ma, sai trarre delle conclusioni o un insegnamento dalla mia vita passata è un po’ difficile perché sono morto che ero ancora bambino.
L’insegnamento fondamentale che ne ho tratto è che non si vive una volta sola.
Questo mi ha portato anche ad interessarmi di parapsicologia, sempre però in chiave molto razionale e critica.
Casualmente nel 1980 ho conosciuto il direttore della biblioteca Bozzano De Boni di Bologna, Riccardo Cesanelli e mi sono abbonato alla rivista Luce e Ombra che tratta di tutti i fenomeni paranormali.
Di questa rivista mensile posso dire di avere tutte le copie, anche se gli impegni mi hanno permesso di leggerne solo una piccola parte.
Comunque il mio interesse per il paranormale è sempre stato vivo, e diciamo che conosco i fatti più eclatanti.
Per quanto riguarda la mia vita passata, devo dire che ci ho pensato molto, e credo che non si possa ascrivere ad un fatto inconscio o di elaborazione psichica di un bambino.
I ricordi mi sono emersi un po’ alla volta, soprattutto nell’infanzia, e mi riportavano a luoghi che non avevo mai visto in questa vita, così pure a persone ed a sentimenti che non avrebbe potuto elaborare un bambino di pochi anni in questa vita e per meccanismi inconsci.
Tanto più che io sono nato nel 1950, non c’era ancora la televisione, i primi programmi di lascia o raddoppia ho iniziato a vederli nel 1956, i primi film certamente più tardi.
Ma i miei ricordi erano antecedenti (perlomeno la maggior parte) e non potevano essere l’elaborazione di alcunchè di questa vita.
Perché erano talmente vivi e forti, che inizialmente quasi confondevo i nomi di mio padre e di mia madre con i nomi dei miei genitori dela vita precedente,
Per non parlare della malattia che mi aveva portato alla morte, una sensazione vivissima come il canto di mia madre quando ero a letto ammalato e nella sofferenza sentivo il suo amore e la sua fede, anche se mi vedeva morire di giorno in giorno.
E direi che da questo vissuto, ho tratto soprattutto la forza, l’amore e la fede di mia madre della mia precedente vita.
E per fede non intendo fede di tipo religioso, o ascrivibile ad una gualsiasi religione, ma fede che la vita continua, che ha un senso, un significato, che siamo su un percorso infinito.
Ho già avuto modo di esporre le mie convinzioni su questo Forum, e penso siano abbastanza sconvolgenti.
Comunque penso che gli episodi come il mio non siano rarissimi.
Lo psichiatra Stevenson ha raccolto oltre mille casi in tutto il mondo di bambini che avevano ricordi vivi di una vita precedente.
Io credo siano molto più frequenti, solo che i ricordi per vari motivi vengono rimossi nella primissima infanzia.
Penso dipenda da molti fattori, ma in particolare i traumi che il bambino può avere nei primi anni di vita.
I traumi, come il disinteresse o il rifiuto inconscio che può avere un genitore nei confronti del bambino, può avere la facoltà di cancellare ricordi precedenti, proprio perché il bambino deve necessariamente focalizzarsi sul presente, cancellare il passato per trovare la forza nel presente di sopravvivere e di costruire.
Comunque ora devo andare, se vuoi ne parleremo più a fondo in seguito.
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#16 BeautyFromTheAshes

BeautyFromTheAshes

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Inviato 14 marzo 2010 - 08:27

SauroClaudio, wow.. che bello! Ma non ho capito dal tuo racconto se i tuoi genitori nella vita precedente sono pure quelli di questa vita (sarebbe piuttosto inusuale)... o comunque hai mai incontrato in questa vita persone che senti aver già conosciuto?
A me non è mai capitato ma dev'essere un'emozione unica.

Leggo spesso che le persone di famiglia (genitori, sorelle, fratelli) sono quelle con cui siamo più legati a livello karmico e di conseguenza trascorriamo molte esistenze assieme (in ruoli diversi), tuttavia non poche persone sembrano non aver mai conosciuto in vite precedenti i propri famigliari... per quanto mi riguarda, molto probabilmente ho rimosso tutto, però mi sento molto estranea alla mia famiglia, ma forse posso trovare una spiegazione molto più terrena per questo. ; )
...and though I can't understand why this happened, I know that I will when I look back someday and see how you've brought beauty from ashes and made me as gold purified through these flames...

#17 Soleste

Soleste

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Inviato 14 marzo 2010 - 10:09

SauroClaudio mi hai messo i brividi.
Se mi soffermo a pensare e ad immedesimarmi nella tua esperienza mi chiedo come fai, o quanta forza devi avere, perchè immagino che comunque ricordare persone amate e che ci hanno amato e che non ci sono più., e non solo, che in questa vita non abbiamo mai incontrato, dev'essere qualcosa di indescrivibile ma anche di doloroso...
Concordo sul discorso che riguarda i ricordi infantili, io non ne ho di così vividi e accurati, ma posso dire senza ombra di dubbio che fin da piccola ho sempre provato una sorta di angoscia, che mi prendeva dritta allo stomaco, quando vedevo immagini nei film, o anche al tg, di navi che affondavano.
Non ho avuto brutte esperienze con le navi da piccola, anzi, ho affrontato anche dei viaggi in mare di parecchie ore e non ho mai avuto paura del mezzo in se'.
Posso però dire che quando vedo tuttora, e questo mi accade da sempre, l'immagine di una nave che affonda, provo quella sensazione di angoscia inspiegabile.
Questo non mi accade con nessun altro "disastro" che vedo, nei film o al tg o in qualsivoglia situazione.
Anche io ho sempre avuto la sensazione che questa angoscia venisse da una vita precedente.
Quindi credo nella reicarnazione, come credo nella teoria che sostiene che noi "scegliamo" prima di nascere la nostra storia...e che già la nostra anima sa cosa accadrà nella vita.
Questa convinzione si rafforzò in me la notte che morì mio fratello, con una forza che non so spiegarmi, io "sapevo", avevo la certezza assoluta, che quella situazione l'avevo già vissuta. Come ebbi la convinzione che mio fratello non sarebbe sopravvissuto, quando vidi l'ambulanza portarlo via, io già sapevo come sarebbero andate le cose.
Ah, la notte prima ebbi persino un sogno premonitore....
Quindi si...probabilmente ci reincarniamo, e probabilmente sappiamo già prima quello che vivremo nell'esistenza che stiamo per scegliere.

#18 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 14 marzo 2010 - 10:13

SauroClaudio, wow.. che bello! Ma non ho capito dal tuo racconto se i tuoi genitori nella vita precedente sono pure quelli di questa vita (sarebbe piuttosto inusuale)... o comunque hai mai incontrato in questa vita persone che senti aver già conosciuto?
A me non è mai capitato ma dev'essere un'emozione unica.

Leggo spesso che le persone di famiglia (genitori, sorelle, fratelli) sono quelle con cui siamo più legati a livello karmico e di conseguenza trascorriamo molte esistenze assieme (in ruoli diversi), tuttavia non poche persone sembrano non aver mai conosciuto in vite precedenti i propri famigliari... per quanto mi riguarda, molto probabilmente ho rimosso tutto, però mi sento molto estranea alla mia famiglia, ma forse posso trovare una spiegazione molto più terrena per questo. ; )


I miei genitori della vita precedente non credo proprio fossero quelli di questa vita.
Perlomeno i genitori di questa vita non avevano alcun ricordo di vite precedenti.
Talvolta c’è un legame karmico frà componenti di una famiglia, tu dici.
Sinceramente non ti so rispondere.
ho già esposto ampiamente il mio pensiero in altro sito di questo Forum.
eventualmente ne riparliamo in seguito.

Buona Notte

#19 pixie

pixie

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Inviato 15 marzo 2010 - 09:11

@Soleste, a me capita quando vedo la ricostruzione di alcuni disastri o orrori del passato di stare male anche fisicamente. Sono molto attratta da fenomeni naturali estremi come i tornado (che sogno spesso), gli tsunami (che sogno spesso),i terremoti, i vulcani, ma ci sono alcuni eventi catastrofici del passato che (ripeto) mi fanno stare proprio male, non il terremoto di Messina, per esempio, e neanche l'affondamento del Titanic,o altri disastri, ma quando rivedo le immagini del Vajont, ecco, non so spiegarti...

Le prime settimane dopo la nascita di mia figlia, ogni volta che la mettevo di fianco a me e ci addormentavamo, sognavo di essere in un campo di concentramento. Ogni volta che avevo lei accanto a me.

Ho letto un libro bellissimo, e ogni tanto ne rileggo qualche estratto, si intitola: "piccole anime senza tempo" di Carol Bowman e racconta di come i bambini siano più facilmente predisposti a ricordare le vite passate.
@SauroClaudio

E direi che da questo vissuto, ho tratto soprattutto la forza, l’amore e la fede di mia madre della mia precedente vita.
E per fede non intendo fede di tipo religioso, o ascrivibile ad una gualsiasi religione, ma fede che la vita continua, che ha un senso, un significato, che siamo su un percorso infinito.

Sono messaggi importanti che hai tratto dalla tua precedente vita .
Si, mi piacerebbe moltissimo approfondire questo argomento, ma senza discussioni sulla possibilità o meno che esistano vite passate, o l'esistenza o meno dell'anima etc, solo parlare con chi come me crede nella continuità dell'esistenza e vorrebbe ricordare, non tutto, credo che ci sia un motivo per cui abbiamo dimenticato, ma qualcosa..

#20 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 15 marzo 2010 - 11:58

Certamente i bambini sono piu predisposti a ricordare le vite passate.
Infatti il libro di Stevenson che ha studiato le reincarnazioni si riferisce soprattutto a bambini.
Egli su oltre mille casi ha raccolto in un solo volume i venti casi più eclatanti “ Reincarnazione, venti casi a sostegno” e devo dire che è veramente interessante.
Tu vorresti approfondire il discorso dell’anima e della sopravvivenza.
Ti posso dire che questo può essere fatto con un lavoro enorme, dovrei scrivere addirittura un testo ed abbastanza voluminoso.
Nel 1947 tre ragazzi di Napoli hanno provato per scherzo a fare una seduta spiritica.
Purtroppo uno è andato in tarance veramente, ed ha cominciato a parlare con voce non propria, ma completamente diversa senza nessun accento napoletano.
Poi le sedute sono proseguite con una frequenza di circa due alla settimana, e sono state “prese in mano “ da parapsicologi famosi come Giorgio Di Simone ed altri.
Il medium si chiamava Corrado Piancastelli, che ha scritto a sua volta un libro, la sua autobiografia, “Il sorriso di Giano”, ma questo nel 1985.
Ti dirò che io sono poco propenso a credere nelle sedute spiritiche, mi sembrano fenomeni da baraccone.
Ma in questo caso la seduta era essenziale nel suo genere, senza nessun apporto, ma solo con la formulazione di concetti filosofici e spesso ai limiti del comprensibile.
Lo spirito che si manifestava diceva di essere lo spirito guida del medium (non l’angelo custode, c’è una differenza fondamentale)
Sono stati fatti poi degli studi sulla voce che da un punto di vista medico legale non poteva essere quella del medium; inoltre sono stati eseguiti più volte EEG che hanno dimostrato che quando il medium parla l’EEG presenta onde alfa ( durante l’attività cerebrale le onde non dovrebbero essere alfa, ma tipiche della veglia, per cui anche questo è un fatto un po insolito).
Comunque il concetto di fondo che ne emerge è questo:
Lo spirito è antecedente alla vita e all'incarnazione, è una forza che raggruppa un insieme di idee semplici . Cos'è un idea semplice: ne parleremo in seguito.
Per ora posso dirti che quando muori, ovviamente crolla la psiche e quindi tutto lo schema mentale del cervello, ma la vita viene riassunta nello spirito come esperienza
estremamente condensata, possiamo dire un idea semplice.

Quando lo spirito si incarna ha bisogno di fare esperienze per conoscere la materia, e questo al di la di un principio morale;.
La religione purtroppo è uno dei principali ostacoli che incontra per fare determinate esperienze.
La vita e la morte sono comunque già un esperienza molto importante, e molto spesso lo spirito viene solo per nascere e per morire.
Comunque nel momento in cui entra nella materia servendosi dell'anima (ponte di energia vitale ed indispensabile), e questo avviene intorno al secondo-terzo mese di
gestazione, lo spirito cade in uno stato di sonno, da cui poi si risveglia lentamente con la nascita, ma con uno schema mentale che è del cervello, cioè che non gli appartiene, ma che risulta indispensabile per fare esperienze.

Ovviamente quando si incarna lo spirito deve accettare tutto della terra, e cioè tutti gli
inconvenienti a cui può andare in contro, perché una volta incarnato non ha più nessun potere sulla materia.

Per cui le malattie fisiche e psichiche, i terremoti, le alluvioni ecc, sono completamente al di fuori della sua portata.
Ovviamente una volta nato non ricorda nulla della suo stato di spirito, perchè lo schema mentale del cervello non ha nulla a che vedere con lo spirito.
Sulla terra ritorna mediamente da otto a venti volte, talvolta l'ultima esperienza può essere la più breve.
Conclusa l'esperienza della terra passa ad altri piani, forse ad altri mondi.
Talvolta l'individuo ricorda certe esperienze di vite passate, perchè fintanto che è in ambito terreno dopo la morte lo spirito si porta dietro una certa parte di anima e questa conserva ancora certi ricordi cerebrali.
L'esperienza dello spirito non si svolge secondo un tempo, per cui fra un incarnazione e l'altra possono intercorrere anche duemila anni, oppure pochi anni.
Questo spiega perchè tanti bambini muoiono di malattie e nella sofferenza, le stragi di massa naturali o non, dal momento che tutto costituisce esperienza per conoscere la materialità, o meglio questa materialità.
La materia quindi è nostra serva, noi la utilizziamo al fine della conoscenza universale.
Dio è un altra cosa, è un infinito a cui non si possono dare attributi di bene e di male, di misericordia e di perdono.
Dal momento che tutta la misericordia ci è già stata data fin dall'inizio, nel momento in cui
Dio avendoci creati come spiriti, ci ha conferito la possibilità di non morire mai, ma di scoprirlo un po alla volta attraverso infinite esperienze.

A questo punto potrei sembrare pazzo, pensala come vuoi.
Ma se lo spirito esiste non possiamo permetterci di concepire un aldilà statico suddiviso in Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Dal mio punto di vista le cose non possono che stare così
Fausto Intilla, fisico quantistico, è l’unico che è riuscito a dimostrare con formule matematiche l’esistenza dell’anima.
http://oloscience.blogspot.com/




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