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Dice il Saggio.....citazioni di personaggi famosi e meno famosi.


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5532 risposte a questa discussione

#5521 Frèyja

Frèyja

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Inviato 06 aprile 2022 - 09:26

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  • Preferiscovivere, occhibianchi, Wish You Were Here e un altro piace questo



#5522 Wish You Were Here

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Inviato 18 aprile 2022 - 09:37

“L'economia mondiale è la più efficiente espressione del crimine organizzato. Gli organismi internazionali che controllano valute, mercati e credito praticano il terrorismo internazionale contro i paesi poveri e contro i poveri di tutti i paesi con tale gelida professionalità da far arrossire il più esperto dei bombaroli.”

 

Eduardo Galeano


A un dio "fatti il culo" non credere mai.


#5523 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 18 aprile 2022 - 10:33

TU SEI QUELLO

 

Quando Svetateku aveva dodici anni, suo padre Uddalaka gli disse:
”Svetuteku, adesso devi andare a scuola e studiare. Nessuno della nostra famiglia, figlio mio, ignora il Brahaman”.
Allora Svetateku andò da un insegnante e studiò per dodici anni. Dopo aver imparato a memoria tutti i Veda, tornò dalla sua famiglia pieno di orgoglio per il suo sapere.
Suo padre, notando la presunzione del giovane, gli disse: “Svetateku, hai cercato la conoscenza attraverso la quale noi udiamo l’inudibile, percepiamo l’impercettibile, conosciamo l’inconoscibile?”
“Qual’ è questa conoscenza, padre?” chiese Svetateku?.
“Figlio mio, come attraverso la conoscenza di un mucchietto di argilla, sono conosciute tutte le cose fatte d’argilla, poiché la differenza è solo nel nome e originata dalle parole, e la verità è che tutte sono argilla; come conoscendo una pepita d’oro, sono conosciute tutte le cose d’oro, poiché la differenza è nel nome e nasce dalle parole, e la verità è che tutte sono d’oro; così è quella conoscenza, con la quale noi conosciamo tutto”.
“Certamente i miei venerabili maestri ignorano questa conoscenza; poiché se l’avessero posseduta, me l’avrebbero insegnata. Dammi tu, perciò, padre, questa conoscenza”.


“Così sia”, disse Uddalaka, e continuò:
“All’inizio era l’Esistenza, Una, senza secondo. Alcuni dicono che all’inizio era solo la non-esistenza, e che da questa nacque l’universo.
Ma come potrebbe essere così? Come potrebbe l’esistenza essere nata dalla non esistenza?
No, figlio mio, all’inizio era solo l’Esistenza – Unica, senza secondo. Egli, l’Uno, pensò fra sé:
’Che io sia molti, che io cresca.’ Così, emanato dal sé, proiettò l’universo; e avendo proiettato fuori dal proprio sé l’universo, entrò in ogni essere. Tutto ciò che è ha la sua esistenza in lui solo. Di tutte le cose egli è l’essenza sottile. Egli è la verità. Egli è il Sé.
E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU”.

“Per favore, padre, dimmi di più su questo Sé”.
“Sia così, figlio mio:”
“Come le api fanno il miele raccogliendo i succhi da molti alberi da fiore, e come questi succhi trasformati in un sol miele non sanno da quali fiori derivino, similmente, figlio mio, tutte le creature, quando sono immerse nell’unica Esistenza, sia in un sonno senza sogni o nella morte, non sanno nulla del loro stato passato o presente, a causa dell’ignoranza che li avvolge non sanno che sono immersi in lui e che da lui ebbero origine.
“Qualsiasi cosa siano queste creature, un leone o una tigre, un cinghiale o un verme, un moscerino o una zanzara, questo esse rimangono dopo essere tornate dal loro sonno senza sogni.
“Tutte queste creature hanno il loro sé in lui solo. Egli è la verità. Egli è la sottile essenza in tutto. Egli è il Sé.
E quello Svetateku, QUELLO SEI TU.


“Per favore, padre, dimmi di più su questo Sé”.
“Sia così, figlio mio:
“I fiumi dell’est scorrono ad est, i fiumi dell’ovest scorrono ad ovest, e tutti entrano nel mare. Da mare a mare passano, le nuvole li portano in cielo come vapore e li restituiscono come pioggia. E questi fiumi, quando sono uniti al mare, non sanno se sono questo o quel fiume, allo stesso modo tutte quelle creature che ho nominato, quando tornano dal Brahman, non sanno da dove venivano.
“Tutti questi esseri hanno il loro sé in lui solo. Egli è la verità. Egli è l’essenza sottile di tutto. Egli è il Sé.
E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU.


“Per favore, padre, dimmi di più su questo Sé”.
“Sia così, figlio mio:
“Se qualcuno colpisse una volta le radici di questo grande albero, esso sanguinerebbe, ma vivrebbe. Se egli colpisse il suo tronco, sanguinerebbe, ma vivrebbe. Se colpisse la cima, sanguinerebbe, ma vivrebbe. Pervaso dal Sé vivente, questo albero si erge, e si nutre; ma se il sé dovesse andarsene da uno dei suoi rami, questo appassirebbe; se dovesse andarsene da un secondo ramo,questo appassirebbe; se dovesse andarsene da un terzo, anche questo appassirebbe. Se dovesse andarsene da tutto l’albero, l’intero albero avvizzirebbe.
Allo stesso modo, figlio mio, sappi questo: il corpo muore quando il Sé lo lascia – ma il Sé non muore.
Tutto ciò che è, ha il suo sé in lui solo. Egli è la verità, Egli è la sottile essenza di tutto. Egli è il Sé. E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU.

“Per favore signore, dimmi di più di questo Sé”.
“Sia così. Porta un frutto di quell’albero di Nyagrodha”.
“Eccolo, signore”.
“Rompilo”.
“E’ rotto, signore”.
“Che cosa vedi?”
“Alcuni semi, molto piccoli, signore”.
“Rompine uno”.
“E’ rotto, signore”.
“Che cosa vedi?”
“Niente, signore”.
“La sottile essenza che tu non vedi, in quella è l’intero albero di Nyagrodha. Sappi, figlio mio, che ciò che è la sottile essenza – in quello tutte le cose hanno la loro esistenza Quello è la verità.
Quello è il Sé. E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU”.

“Per favore, signore, dimmi di più di questo Sé”.
“Sia così. Metti questo sale nell’acqua, e vieni da me domani mattina”.
Svetateku fece come gli era stato detto. La mattina dopo suo padre gli chiese di portare il sale che aveva messo nell’acqua. Ma egli non potè, poiché si era dissolto. Allora Uddaka disse:
“Sorseggia l’acqua e dimmi che sapore ha”.
“E’ salata signore”.
“Allo stesso modo”, continuò Uddalaka, “sebbene tu non vedi il Brahaman in questo corpo, egli invero è qui. Quello che è l’essenza sottile – in quello tutte le cose hanno la loro esistenza. Quello è la verità. Quello è il Sé.
E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU”.

“Per favore, signore, dimmi di più di questo Sé”, chiese ancora il giovane.
“Sia così, figlio mio:
“Così come un uomo con gli occhi bendati e imbavagliato, portato via, e abbandonato in un luogo sconosciuto, si volge in ogni direzione e grida perché qualcuno gli tolga le bende e gli mostri la via per tornare a casa; e incontri qualcuno che supplicato sciolga le sue bende, e gli dia conforto, e in tal modo egli, camminando di villaggio in villaggio, chiedendo la via mentre avanza, riesce a giungere infine a casa – proprio in questo modo, un uomo che incontri un maestro illuminato ottiene la vera conoscenza.
“Quello che è la sottile essenza – in quello tutte le cose hanno la loro esistenza. Quello è la verità. Quello è il Sé.
E quello, Svetateku, QUELLO SEI TU.

“Per favore, signore, dimmi di più di questo Sé”.
“Sia così, figlio mio:
”Quando un uomo è fatalmente malato, i suoi parenti si riuniscono intorno a lui e chiedono:”Mi conosci? Mi conosci?
Ora, finchè la sua parola non è assorbita nella sua mente, la mente nel respiro, il respiro nel calore vitale, il calore vitale nell’Essere Supremo, allora egli li conosce.
Ma quando la sua parola è assorbita nella mente, la mente nel respiro, il respiro nel calore vitale, il calore vitale nell’Essere Supremo, allora egli non li conosce.
“Quello che è la sottile essenza – in quello tutti gli esseri hanno la loro esistenza. Quello è la verità. Quello è il Sé.
E quello, o Svetateku, QUELLO SEI TU.
 

 


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"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#5524 mystery1967

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Inviato 19 aprile 2022 - 06:05

Il malinconico passa il tempo a seminare il passato.
L’ambizioso passa il tempo a seminare il futuro.
Poi c’è chi riesce a sorprendersi di un fiore o di una nuvola e raccoglie il presente a piene mani.
(Fabrizio Caramagna)


L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano (Eckhart Tolle)


#5525 Topper

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Inviato 19 aprile 2022 - 07:29

Non puoi scegliere come morire… puoi solo scegliere come vivere… adesso!

 

- Aldo Rock -



#5526 Sal

Sal

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Inviato 15 maggio 2022 - 07:08

A volte non conoscerai mai il valore di un momento

finchè non diventa un ricordo.

 

- Dr Seuss -



#5527 mystery1967

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Inviato 17 giugno 2022 - 12:49

Ci sono le onde e c’è il vento, ci sono le forze visibili e quelle invisibili. Ognuno ha questi stessi elementi nella sua vita, il visibile e invisibile, il karma e il libero arbitrio.

(Kuan Yin)


L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano (Eckhart Tolle)


#5528 Wish You Were Here

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Inviato 06 luglio 2022 - 02:15

Gli avvenimenti che accadono nel mondo non sono indipendenti tra di loro ma sono collegati. Cioè la possibilità che accada un qualche cambiamento in un qualsiasi campo, non è un fatto casuale, è un fatto correlato al fatto che in quello stesso momento, nella società, stanno avvenendo altri cambiamenti [...] Non esiste un solo oggetto al mondo che sia isolabile. Il paradigma classico, newtoniano e galileiano, concepisce la natura come un insieme di corpi in principio isolabili, a patto di allontanarli indefinitamente, e che interagiscono tra di loro soltanto dall'esterno attraverso l'uso della forza, cioè scambiandosi energia. Un flusso di energia corrisponde all'applicazione di una forza. In questa concezione la materia è intrinsecamente passiva. Questo postulato fondamentale della fisica classica crolla, non solo perchè è in contrasto con i fatti sperimentali, ma perchè è logicamente contradditorio al suo interno, nel senso che la meccanica classica e la termodinamica classica entrano in contraddizione tra loro. [...] L'affermazione che la natura fisica può essere descritta come un insieme di atomi legati da forze è falsa. C'è qualcos'altro, un nuovo oggetto, non localizzabile, chiamato Vuoto quantistico. Questo "vuoto" è qualcosa, non è il nulla. E' un oggetto suscettibile di oscillazione, anteriore allo spazio-tempo, è una struttura da cui poi emergerà lo spazio-tempo, è un oggetto capace di interagire con tutti i corpi. Questo vuol dire, nella visione quantistica, che nessun corpo è mai isolabile perchè un corpo lo potete isolare dagli altri corpi, sempre, ma non lo potrete mai isolare dal Vuoto.

 

Emilio Del Giudice


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A un dio "fatti il culo" non credere mai.


#5529 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 11 luglio 2022 - 01:14

IL TEMPO NON ESISTE

 

 

Quando parliamo di velocità dell’universo, noi intendiamo soltanto attività, moto.

Parlando di moto viene spontaneo riferirsi al tempo, e analogamente quando parliamo di velocità ci riferiamo al tempo.

Nell’universo esiste una velocità uniforme, una velocità costante, e ciò come nel caso della vita, per la quale non ci si può chiedere se essa sia più veloce o meno veloce di un'altra, dato che evidentemente la velocità della vita è uguale per tutti, in quanto il processo di sviluppo al quale il fenomeno vita è costretto a soggiacere per giungere alla morte è quello che è.

Né ci si può riferire a fenomeni collaterali, per cui vi è chi muore prima e chi muore dopo, chi cresce prima e chi cresce dopo; a noi interessa soltanto il fenomeno di sviluppo in cui la velocità è sempre la stessa.

Quando noi poniamo di fronte due nebulose nelle stesse condizioni di esistenza, con le stesse possibilità di sviluppo, esse per diventare pianeti, impiegheranno ad esempio un miliardo di secoli.

Ma in virtù dell’uguaglianza, ambedue impiegheranno per compiere il ciclo un tempo x inesistente, dato che si tratta di un periodo che raffrontato ad un tempo soggettivo ad esse nebulose, finisce con l’essere annullato, perché la prima può rispecchiarsi soltanto nel tempo dell’altra e viceversa.

Quando noi diciamo “moto universale” o tempo universale”, intendiamo il principio ritmico costante dell’universo, che si trasforma ad una velocità costante. Ma noi vediamo il tempo nel brevissimo periodo della nostra vita.

La fisica ci dice che nulla viene distrutto, ma tutto si trasforma, e che l’elemento ritorna ad essere quello che era.Gli elementi più semplici dell’universo restano uguali a se stessi.

L’elemento “uno” dell’universo, può diventare l’elemento “uno” circondato da una grande spirale e può così apparire come un “uno” più grande e diverso, ma se togliamo la spirale esso rimane l’”uno” originale.

Il principio dell’universo è che nulla si trasforma realmente, ma che tutto resta identico, immutabile, costante, per cui la trasformazione apparente è la somma di elementi immutabili, statici, e non sostituzione per una trasformazione vera e propria.

Quando noi vediamo una somma di elementi, non dobbiamo dire che si tratta di un elemento diverso, ma possiamo essere ben certi che si tratta della somma di più elementi.

Immettendo al loro posto fisso tutte le cose noi eliminiamo il concetto di tempo.Immaginiamo di avere una scacchiera ed immaginiamo che l’universo sia diviso in tanti quadratini, come una rete topografica.

Poniamo al loro posto l’1, il 2 il 3 e via di seguito.

Esistendo un ritmo di spostamento ciclico costante, avremo che l’1 scatta al posto del 2 e che contemporaneamente il 2 passerà al 3 e poi al 4 come se i quadratini si rincorressero.

Avremo quindi che l’1 diverrà l’1 + 1, e poi ancora l’1 + 1 + 1, formando cioè tre elementi semplici.

Contemporaneamente sopraggiungeranno altri 1, in virtù di frantumazioni universali che procedono all’infinito, per cui l’1 diverrà l’1 elevato alla N.

E quando questo si frantumerà tutte le unità riprenderanno il loro cammino.

Non possiamo parlare di frantumazione specifica dato che nell’universo vi è un esistenza eterna, per cui dobbiamo immaginarci come un serbatoio eterno formato da questa energia che alimenta continuamente l’1, in modo che esso passi al 2 come in una scala divergente.

Immaginiamo ora un quadratino singolo, ed immaginiamo che esso sia un elemento infinitamente piccolo dell’universo.

Che cosa significa elemento infinitamente piccolo dell’universo?

Supponiamo con un concetto assurdo che esso non possa essere ulteriormente frantumato (mentre ogni più piccolo corpuscolo può frantumarsi all’infinito, in virtù del concetto dell’infinitamente piccolo).Poiché esso diventi più grande cosa deve avvenire?

Che altri corpi si aggreghino ad esso, per ingrandirlo nello sviluppo universale.

Ciascuno dei corpi che si aggrega al primo avanza con la stessa velocità, per cui esso diventa di infinita grandezza senza aver subito bruschi sobbalzi di velocità.

Né esiste un tempo, in quanto noi non diciamo “1” e solo dopo un certo intervallo aggiungiamo “+ 1” e poi ancora “+1”.

Ma nel ritmo “1+1+1” formiamo un certo numero senza che esso abbia avuto interferenze. Per questo motivo al ritmo non si può applicare il concetto di tempo, perchè l'attimo successivo è esattamente uguale al precedente e quella che muta è solo l'apparenza.

E così noi abbiamo la materia, la quale si avvolge, si moltiplica, pur conservando la sua identità.

Ed in questo fenomeno non vi è un tempo, , ma soltanto uno sviluppo ritmico.

Ed anche quando si realizza un fenomeno diverso esso è sempre nel ritmo. Ad un certo momento potrà formarsi un sistema planetario, con ritmo eternamente identico.

Vi è accelerazione? Si, vi può essere accelerazione, vi potranno essere dei fenomeni diversi, ma questi si verificheranno sempre in un quadratino o sfera isolata, mentre intorno l’universo continuerà a ruotare identicamente.

E la materia stessa, restando concretizzata ha un suo ritmo particolare.

I tempi e le velocità che vanno a formare in seno ad una particolarità universale, non sono dati isolatamente dallo sviluppo particolare, ma sono la conseguenza dei ritmi costanti che la circondano.

Ossia le velocità diverse che possono esistere, non si sono formate da sole, ma sono la conseguenza dell’isolamento in confronto a tempi costanti.

Consideriamo ancora un'altra possibilità: se è vero che fra ogni elemento vi è la distanza di “1”, possono aversi un altro corpo, un'altra esistenza, un altro fenomeno di vita universale, più lontano, per cui la distanza invece di essere “1” sia ad es. “4”, e quindi il rapporto e l’armonia possono essere gli stessi?

Questo ragionamento non può reggere, perché esso annulla l’esistenza dell’elemento “1”.

Noi dovremmo immaginare un elemento così grande, rispetto a quello più piccolo, da conservare inalterati i rapporti, nonostante la maggiore distanza.

Ma le grandezze universali sono tutte identiche è né può concepirsi un tempo, perché gli elementi sono semplici e l’elemento universale è l’”1” che solo in aggiunta ad altri può dare un apparenza relativa.

Quando noi diciamo “tempo universale” dobbiamo raffigurarci questo spostamento a scacchiera, in virtù del quale resta annullato il tempo in quanto il ritmo è costante.

Si potrebbe eventualmente dire che esiste un “tempo universale” rispetto ad un “non tempo”, così come si dice che c’è il bianco perché esiste il nero, che vi è la luce perché esiste il buio.

 

Andrea

 


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#5530 Sal

Sal

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Inviato 11 luglio 2022 - 07:07

"L'essenziale è spesso invisibile; è solo il cuore, e non l'occhio, a poterlo cogliere,

ma la macchina fotografica a volte sfiora tracce di quella sostanza."

 

Isabel Allende



#5531 mystery1967

mystery1967

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Inviato 14 luglio 2022 - 01:59

Sono nato, vivo nel tempo e ignoro cosa sia il tempo; sto in un punto tra due eternità, e non ho nessuna idea dell’eternità; penso, e non ho mai potuto capire come si produca il pensiero. Io non so perché esisto.

(Voltaire)


L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano (Eckhart Tolle)


#5532 Sal

Sal

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Inviato 21 luglio 2022 - 12:38

"Per essere amati siate amabili"

 

- Ovidio -



#5533 Sal

Sal

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Inviato 02 agosto 2022 - 03:30

L'unica gioia al mondo è cominciare.

È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.

 

- Cesare Pavese -






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