
ROMA - L'incenso allevia l'ansia e la depressione. Sono passati decenni da quando Marx affermava che la religione è l'oppio dei popoli: sembra che non si sbagliasse di molto. Stando ai risultati di uno studio di un team internazionale di ricercatori, pubblicato sulla rivista The Faseb Journal, una particolare sostanza rilasciata dall'incenso ardente, usato nelle cerimonie di diverse fedi religiose, sarebbe in grado di attivare parti del cervello alleviando ansia e depressione.
Alcuni studiosi, tra cui ricercatori della Josh Hopkins University di Baltimora, e della Hebrew University di Gerusalemme, stanno analizzando le funzioni di una particolare sostanza psicoattiva, l'incensolo acetato. La molecola è presente nella resina della Boswellia, una pianta di origine indiana da cui l'incenso si ricava.
Gli studiosi l'hanno somministrata a topi di laboratorio e hanno osservato che è capace di ridurre ansia e depressione, agendo su particolari aree del cervello coinvolte nelle emozioni così come sui circuiti nervosi che sono normali bersagli di ansiolitici e antidepresssivi. Questa molecola attiva una proteina chiamata Trpv3, presente nel cervello dei mammiferi, con un ruolo anche nella percezione del calore attraverso la pelle.
"Questa scoperta - commenta Gerald Weissmann del Faseb Journal - potrebbe aiutarci a capire meglio le patologie del sistema nervoso, così come è accaduto con altre sostanze psicoattive. Inoltre fornisce una spiegazione biologica per le millenarie pratiche spirituali che sono sopravvissute al tempo, alle distanze, alle culture, ai linguaggi e alle religioni".
Fonte: Repubblica.it (21 maggio 2008) |